Allenergia

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Allora, si tratta di una parola composta che include diversi significati che possono dialogare fra loro.

Allenamento, allergia, energia da allenare. Vogliamo provare a metterli in relazione? 

L’allenamento richiama il senso del movimento, che non necessariamente è solo di tipo corporeo, ma può essere un allenamento mentale e quindi vuol dire che sta per essere intrapreso un percorso che, come in ogni preparazione atletica, prevede un esordio leggero a cui fa seguito un crescendo lungo il training.

Perché c’è chi l’allenamento lo prosegue con sistematicità e con regolarità e chi invece, dopo l’iniziale impegno, cambia strada? Perché la persona che è perseverante, ha colto in sé che si trova a percorrere una serie di passaggi, alcuni impervi altri abbordabili, ma tutti in lui vibranti fino a quello conclusivo che coincide con la meta.

Questo vuol dire che la sfera corporea non può essere disgiunta da quella mentale e da quella spirituale? Certo, perché altrimenti la prima scadrebbe nel tecnicismo ed allora l’idea-sogno che si sviluppa in ciascuno di noi, non avrebbe la spinta propulsiva verso l’esito finale.

Noi diventiamo allergici a qualcosa, quando il nostro sistema immunitario non riconosce una sostanza che entra in noi che non si omologa all’intero contesto.

Facciamoci caso e ci renderemo conto che questo genere di “respingimento” finisce per riguardarci anche quando ci viene fatta una proposta che investe il solo nostro libero arbitrio.

Ad esempio ci capita una opportunità, come quella di partecipare ad una crociera su una nave super-lusso dove possiamo essere ospitati in condizioni molto vantaggiose. Inoltre, tra gli imbarcati, figurano molti nostri amici di lunga data che ci implorano di non far mancare la nostra presenza.

C’è qualcosa di strano e di irreale in quella proposta: come se nascondesse un inganno che non viene esplicitato.

Quella crociera ha tutte le caratteristiche di un corpo a sé stante, di un impiego del tempo, che esula da mio desiderio di avere una profonda ed intima soddisfazione nelle cose che faccio, come le progetto, in vista delle vette che intendo raggiungere . Arriva il momento di decidere: mi passano avanti gli occhi delle persone che ci terrebbero molto perché io mi esprimessi in senso affermativo. Poi mi soffermo su di me: si tratta di una scelta che scaturisce dal mio interno o sto assecondando qualcuno?

La percezione interna mi porta a considerare che se optassi in senso affermativo, avrei aderito ad una proposta che non viene da me.

Con serenità, con leggerezza, con determinazione mi pronuncio per il no: non sarò della comitiva che va in crociera, perché altrimenti mi sentirei pari ad un bagaglio trasportato e quindi nulla di me stesso, apparterrebbe a quella comitiva ed io non mi sentirei a tutti gli effetti un “compagno di viaggio”.

L’energia, allora, dobbiamo saperla manifestare nel momento in cui ci sentiamo profondamente motivati ad un passo che è quello che sentiamo “nostro”, nel senso che ci appartiene, ci riguarda ed allora ci accorgeremo che neppure una goccia di sudore che scorre lungo la fronte ci susciterà disagio o imbarazzo, perché quella stanchezza e quell’affaticamento saranno stati il frutto di un nostro voler raggiungere una meta, che evidentemente era dentro di noi.

Ernesto Albanello

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