Arrivare a un punto è il punto di partenza per un altro.
(John Dewey)
Mi fermo per un po’ a guardare il cielo, si fanno ogni volta nuove scoperte ad alzare gli occhi e osservare con il naso all’insù. Galassie, stelle e pianeti, l’inizio di un viaggio che prosegue con la testa sul cuscino. Se non si può partire con i piedi nulla impedisce di farlo con la mente ed è bellissimo poter arrivare ovunque. Per esempio aprendo un libro percorro mille strade, esploro mondi sconosciuti, apprendo cose di me, conosco cose di altri. E si va, correndo tra sogni e fantasia, un atteggiamento sano, senza controindicazioni, che fa sorridere e aiuta a star bene. L’immaginazione è essenziale, produrre immagini nella mente aiuta a crescere, a espandere il nostro inconscio, trasportarci verso universi lontani. Ma il bisogno spirituale del viaggio lascia poi il posto alla partenza fisica, alla pianificazione dei giorni, al preparare le valigie per muovere verso destinazioni reali, teatri delle vacanze. Quanto è importante in questo momento organizzare una partenza lo sappiamo bene, come fosse un modo per liberarsi dalle catene che, fino a qualche tempo fa ci hanno tenuti legati ai nostri spazi limitati, “si viaggiare, evitando le buche più dure”, la bella metafora con la vita nella canzone di Battisti è eloquente, fa pensare al desiderio di ripartenza, del riprendere il viaggio a cuor leggero. Il cammino della vita che riparte e la similitudine con quello delle partenze vere che fanno approdare a terre lontane, finalmente, dopo tanto vagare. L’entusiasmo è palese, il bisogno fisiologico di uscire e incontrarsi, guardare volti nuovi, sentire voci diverse, sapori sconosciuti, nuove mete. È una macchina che sta scaldando i motori, tutto è pronto ai blocchi di partenza per una nuova corsa, alla vigilia dell’estate ci si prepara per la rinascita. Una rinascita che, ci auguriamo, ci sarà per tutti, in particolar modo per chi vive dell’economia del turismo. Il risveglio è stato graduale, qualcuno si è mosso durante gli ultimi due anni, con timore e circospezione gli operatori del settore hanno timidamente ripreso a lavorare con il desiderio che tutto tornasse ad essere come prima. Oggi si può dire che quel sogno sta timidamente emergendo dal cassetto rimasto chiuso per troppo tempo, con tutte le conseguenze del caso per un settore che si augura di ripartire bene ma che lo fa comunque in sofferenza. Pandemia, guerra e conseguenti crisi hanno affondato il settore cardine per l’economia di ogni paese, gli aumenti di luce, gas, carburanti e materie prime pesano come macigni sulle teste di chi lavora duramente per offrire servizi convenienti senza abbassare il livello della qualità. Cosa molto difficile, un’impresa riservata ai temerari, quelli che in questo lavoro ci credono, che conducono attività generazionali, che non hanno voluto piegarsi alle calamità, quelli che resistono. E resiste anche chi ha voglia di tornare a varcare la soglia del possibile dopo aver percorso un lungo tunnel pieno di insidie. È la condizione alla quale ci stiamo preparando, slegare i lacci dei sandali per spiccare il volo verso una nuova libertà.
“Come sempre suole accadere in un lungo viaggio, alle prime due o tre stazioni l’immaginazione resta ferma nel luogo di dove sei partito, e poi d’un tratto, col primo mattino incontrato per via, si volge verso la meta del viaggio e ormai costruisce là i castelli dell’avvenire”
Lev Tolstoj
Maria Zaccagnini





