Direi che è ora di smetterla con le metafore sportive che vorrebbero equiparare un team di manager a una squadra di calcio, di pallavolo o di briscola: sono tutte sciocchezze e ti dico perché.
Se hai un minimo di esperienza di business, seguimi fino alla fine e, probabilmente, sarai d’accordo con me nel concludere che tutti i ragionamenti dei grandi motivatori che continuano ad assimilare l’azienda a una squadra sportiva sono pura fuffa.
Vogliamo fare dei confronti, dei parallelismi, delle similitudini? E facciamoli.
Squadra sportiva
1_ è composta da un numero preciso di atleti,
2_ gioca con regole condivise che vengono controllate da un arbitro, o più di uno.
3_ tutto avviene durante un tempo limitato che è quello della partita.
4_ tutto si svolge in uno spazio limitato e in un confronto diretto.
5_ il numero degli avversari è noto.
6_ se ne conoscono uomini, mezzi e, a volte, si può disporre dei video per studiare le tattiche di gioco.
7_ i risultati sono in una classifica visibile a tutti.
8_ (questa è la migliore) il leader, cioè, l’allenatore, può decidere chi far giocare e chi tenere in panchina, sostituendo quelli meno performanti, al volo.
Devo continuare o è evidente anche a voi l’idiozia del confronto?!
Ma quale manager ha 11 dipendenti al lavoro e altri 11 seduti e pagati (strapagati) per non far nulla in attesa di una eventuale entrata in azione, anche per 5 minuti?
Ma stiamo scherzando o facciamo sul serio?!
Fare business è molto più complesso, richiede una visione articolata e stratificata di una realtà dove entrano in gioco mille condizioni e regole molto interpretabili; in Italia, aggiungerei: incomprensibili.
Ma quale squadra deve combattere con trecentomila leggi, gestite da tribunali e giudici più intenti a fare carriera che a lavorare e garantire giustizia? (vedi lo scandalo Palamara, per prenderne uno a caso).
Quale squadra deve interrompere una partita perché si presenta in campo l’agenzia delle entrate che blocca l’azienda per tre settimane e, alla fine, in un modo o nell’altro trova qualcosa che non va ed eleva una multa?
Ma Te l’immagini che al 35° del secondo tempo di Juve – Inter, irrompa nel campo una specie di polizia sportiva che si mette a fare l’antidoping ai calciatori di una sola delle due squadre, mentre l’altra può continuare a giocare?
Ti sembra assurdo vero?
Lo è, solo che nel business questo può accadere e può durare mesi, salvo concludere che aveva ragione l’azienda ma oramai ha perso mercato e, a volte, non ha modo di recuperarlo.
La prossima volta che un “fantaguru” ti dice che la tua azienda è come una squadra sportiva, digli di darsi allo sport.
P.S.
L’immagine serviva solo per farti leggere l’articolo, perché anche la comunicazione non è uno sport 🙂
Ezio Angelozzi
Formatore e business coach





