La Gdo nasce dalla necessità di acquisto sempre più crescente determinata dalla rivoluzione industriale e dalla necessità di uniformarsi degli acquisti, sempre di più nasceva il bisogno di far fronte ad una capacita di acquisto del cliente decuplicata, i primi grandi magazzini nascono a fine 800 primi del 900 e nascono Bon Marche in Francia e poi Upim e Standa in Italia.
Spostiamo l’attenzione sui settori preferiti delle donne, abbigliamento profumi e calzature.
I primi grandi magazzini fanno alzare le vendite alle stelle e creano un nuovo modo di desiderare gli acquisti, le donne copiano le grandi star ma in maniera più accessibile, un po’ come succede adesso, ma l’attenzione alla vendita è ancora molto alta, le addette vendite sono dei veri e propri riferimenti per l’acquisto, sono icone del consiglio migliore sia nelle tendenze moda che per colori e taglie di riferimento, la cliente continua a sentirsi coccolata ma tutti i bisogni diventano facilmente possibili.
Più andiamo avanti però, più si fa spazio il Low Cost, più le venditrici diventano magazziniere-operaie, la mansione più ricorrente diventa il riassortimento costante e il rassetto del negozio, niente a che fare con la figura mitologica che le commesse avevano nei negozi di quartiere e nei primi grandi magazzini.
La scelta delle ‘’addette alla vendita’’ diventa veloce e meno esigente, si preferiscono persone giovani e i contratti si fanno meno impegnativi a livello di ore, le mansioni ormai sono solo riassortimento, rassetto, taccheggio e sistemazione magazzino, l’attenzione al cliente completamente scomparsa, e l’utente finale diventa quasi un fastidio per le risorse all’interno dei negozi, tanto è il ritmo elevato del lavoro richiesto.
Come ogni curva di acquisto, prima o poi inverte completamente la rotta e negli anni novanta 2000 le vendite inesorabilmente diminuiscono, l’apoteosi intorno al 2010 e in quel momento colossi come Inditex ( Zara, Berska ecc ) iniziano a cercare di invertire la rotta riproponendo l’attenzione alla vendita , l’abitudine però di consultare solo i numeri fa sì che sia molto difficile dotarsi di abbastanza risorse per far fronte alla vendita assistita, in negozi con metrature enormi di esposizione merce.
La Pandemia del 2020 non aiuta questo cambio di paradigma e i punti vendita chiudono come il domino, la vendita online si fa sempre più spazio a colpi di slogan come ‘’reso gratuito’’ e ‘’Compra prima paga dopo’’, tuttavia ormai qualcosa nel sistema si è bloccato.
La pandemia però, come ogni grossa crisi, produce sempre dei risultati super efficienti in termini di idee, ripartenze, rinnovamenti, e chi più dell’universo femminile ha la capacità di reinventarsi?
Ed ecco che nuove professioni nascono e crescono, fashion blogger, influencer e venditrici on line, dominano tutti i tipi di mercato, trasformando completamente la vendita che diventa online anche avendo una sede fisica, danno consigli usano i social, interagiscono consigliano e vincono a suon di like e fatturati impensabili.
Manuela Galliè





