Lontana e dall’alto, la sfida per reinventare il futuro, se la linea dell’orizzonte fosse una donna.
Nonostante i meriti riconosciuti alle donne nel nostro Paese “non siamo ancora alla piena parità”. Soprattutto riguardo al mondo del lavoro, al trattamento economico, alla scalata in carriera, alla difesa della nostra maternità. Restano ancora molte disparità, mentre continua a crescere l’inarrestabile violenza contro le donne.
Disparità che appaiono ancora più evidenti ora con le votazioni del nuovo Capo dello Stato. Una domanda sorge allora spontanea: e se ci fosse una donna al Quirinale dopo Mattarella? Sembra incredibile, ma in tanti anni di Repubblica il Quirinale è sempre stato un’istituzione ad esclusiva prerogativa maschile.
Oggi sono cambiati i tempi, ma anche noi lo siamo e parlare di “donna al Quirinale” non ci scandalizza più. E allora?
Se fosse donna?
Se fosse donna… nella vita come in politica esiste un tempo per ogni cosa.
Dovrebbe avere 60 anni o più, con l’esperienza di un ruolo importante nel Paese.
Se fosse donna…
rappresenterebbe un traguardo storico per tutto il nostro Paese e non solo in nome delle solite quote rosa da rispettare a tutti i costi.
Se fosse donna…
manderebbe un messaggio importante di fiducia a tutto il mondo femminile, che più di altri ha sofferto in questi anni di Covid.
Se fosse donna…
sarebbe un “vero” segnale che questo è un Paese di donne per le donne.
Perché quando una donna vince, vince ognuna di noi!
Barbara Trasatti






