Città e comunità sostenibili? Difficile non vuol dire impossibile.

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L’obiettivo 11 dell’Agenda 2030 dell’Onu è già realtà

L’interesse per l’ambiente e per la sostenibilità va di pari passo con l’attenzione alla qualità della vita necessaria per tutelare il mondo che ci circonda e preservarlo per le generazioni future. L’Agenda Onu 2030 rappresenta una guida per fare in modo che sempre più realtà imprenditoriali diventino agenti di cambiamento attraverso il raggiungimento dei 17 goal necessari alla salvaguardia del nostro ecosistema. Di questi, il goal 11 Città e Comunità sostenibili rappresenta un modello di sviluppo, non solo sul piano ambientale, ma anche su quello economico, culturale e sociale. L’obiettivo 11 prevede la necessità e l’importanza di rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili. L’ambiente che ci circonda può influire sulle nostre abitudini e stili di vita. Per questo il miglioramento in termini di sostenibilità dei nostri spazi vitali è un obiettivo imprescindibile. Le città occupano solamente il 3% della superficie terrestre, tuttavia sono responsabili del 60-80% del consumo energetico e del 75% delle emissioni di carbonio. Secondo l’ ASviS, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile che si occupa di promuovere gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 in Italia, le città possono svolgere un ruolo cruciale per accelerare il percorso verso la sostenibilità. Circa il 66% delle città europee ha già un piano di mitigazione dell’impatto dei cambiamenti climatici, il 26% un piano di adattamento, il 17% piani di adattamento e mitigazione congiunti, mentre il 30% non ha alcuna forma di iniziativa. Ed è proprio all’interno di questa cornice che agisce Ecovillaggio Montale, quartiere ecosostenibile con classificazione nZEB (Nearly Zero Energy Building), complesso residenziale unico in Emilia Romagna e nel resto d’Italia. In Ecovillaggio la progettazione del verde è un elemento centrale, frutto di studi e tesi di laurea, con l’obiettivo di regolare il microclima, assorbire CO2 e polveri sottili, e disinquinare in linea con gli obiettivi dell’Agenda ONU al 2030. L’Ecovillaggio costruisce residenze sicure, ecologiche, ecocompatibili, di qualità e salubri in un contesto in cui tutto riconduce al piacere di vivere e dell’abitare: il verde del parco tra alberi e siepi fiorite, la viabilità lenta e la mobilità sostenibile. 

D 1 – Silvia Pini, imprenditrice e ideatrice di Ecovillaggio Montale, ci dica di più del progetto: quanti goal sono rinchiusi nella visione e nei valori che ha voluto portare avanti con la sua realtà? 

Ecovillaggio Montale è un piccolo ecoquartiere che si estende su circa 6 ettari ed è stato progettato per massimizzare il confort abitativo fuori e dentro casa nel rispetto dell’ambiente e delle persone che ci abitano in un patto intergenerazionale. L’obiettivo di essere ad emissioni negative l’abbiamo raggiunto poichè le residenze costruite (ad oggi oltre 100 unità) sono energeticamente efficienti pertanto possono climatizzarsi utilizzando l’energia del sole -questo anche grazie alla progettazione complessiva urbanistica che ha orientato correttamente gli edifici rispetto al sole- e questo è il Goal 7; l’organizzazione degli spazi e servizi del quartiere improntati alla mobilità sostenibile con favore verso la mobilità dolce ed elettrica, i servizi quali il parco, l’asilo, il biomarket, l’ecobistrot e ristorante incluso la palestra, il giardino del benessere e la piazza sono tutti raggiungibili nell’arco dei 200 metri quindi di prossimità ad ogni residenza e questo riguarda il goal 11 come pure l’utilizzo del verde per disinquinare, assorbire CO2, regolare il microclima e la cromoterapia. Contemporaneamente la biodiversità che la selezione della messa a dimora di circa 200 piante e 1800 arbusti e siepi studiati per attrarre api e vari insetti che si autoregolano permettendo di non utilizzare pesticidi è obiettivo 15. L’Obiettivo 13 è rappresentato da un po’ tutte le azioni riassunte sopra (sappiamo che i Goal sono trasversali ed interconnessi) in quanto volte a contrastare il cambiamento climatico grazie alla dissipazione delle isole di calore e alle emissioni negative dell’ecoquartiere – 1500 tonnellate     di CO2 in 10 anni. Inoltre la regimentazione delle acque piovane tutte convogliate in falda acquifera e riutilizzate senza sprechi per scopo irriguo di tutto il verde di ecovillaggio per mantenerlo vivo e rendere il quartiere resiliente al cambiamento climatico in atto, coinvolge il goal 6. Un Ecoquartiere con tutte le attenzioni elencate migliora la qualità della vita e la salute delle persone quindi anche il goal 3 è coinvolto. Naturalmente l’attenzione alla filiera produttiva cercando di utilizzare materiali il più possibile riciclati e/o riciclabili (il 46% dei materiali utilizzati soddisfano questo requisito ad oggi) secondo i principi della economia circolare rientra nell’obiettivo 12. Infine le relazioni con tutti gli stakeholders e l’associazionismo (sono Vice Presidente della Associazione per la Rsi aderente ad Asvis) per dare un contributo di volontariato e progettualità ecosostenibile ci portano al Goal 17.

D 2 – Silvia ci parli di Mini NZEB l’ ultima novità di Ecovillaggio Montale. A quali esigenze risponde? 

Modena è un’area altamente produttiva con vari distretti che attraggono personale lavorativo anche non locale pertanto abbiamo deciso di produrre unità immobiliari che rendessero sostenibile ed alta la qualità della vita di chi cerca abitazioni in affitto nelle quali ricaricare le proprie energie dopo tanto lavoro e senza magari il conforto della propria famiglia. Ecco perché le abbiamo realizzate che si affacciano sulla Piazza (Piazza Pavarotti) dove poter godere dei servizi comodamente, senza dover prendere l’auto e dove poter creare socialità. Queste residenze si sono poi rivelate molto adatte anche per nuclei composti da una o 2 persone. Creare case confortevoli, a consumi energetici quasi zero e di dimensioni ridotte (mono o bilocali) è un esercizio di precisione imprenditoriale altissimo ma che ha un risvolto sociale molto concreto.  

Cristina Mignini

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