Lo sguardo rivolto al futuro tra pensieri e sogni?

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“Lasciate tranquilli quelli che nascono” Pablo Neruda

A volte basta chiudere gli occhi e lasciarsi andare ed ascoltare la musica dei pensieri. Sintonizzare testa e cuore, sincronizzare pensieri – anche i più arditi – e osare con i sogni. Un piccolo suggerimento per guardare al futuro, con l’impegno personale che serve, nelle piccole cose, rispetto agli altri. A tutto ciò che ci circonda. Fa parte dei buoni propositi che ognuno di noi anche senza confessarlo elenca al passaggio tra un anno e un altro. 

Ebbene ci siamo lasciati alle spalle un 2022 tremendo: la guerra ha riportato in superficie vecchie paure, ha cambiato gli equilibri del mondo. Anzi forse ci ha portato indietro un vecchio mondo, per molti superato. Anche crudele, e ci ha toccato da vicino, rendendoci per giunta più poveri. Siamo alle prese con i problemi di energia che ci hanno toccato fin nella nostra privacy, nelle nostre case. Nella parte fortunata del mondo quella in cui noi abbiamo passato nel bene o nel male le prime vacanze di Natale con una guerra sul territorio europeo. Nonostante le pressioni perché si provi almeno a parlarne della pace.

E poi c’è chi questa guerra la sta vivendo al fronte, al freddo, senza neppure le comodità primarie. Quanto possa essere difficile speriamo di non doverlo mai capire. Per la tremenda scia di lutto e distruzione a cui abbiamo assistito che ha colpito ogni ucraino. E anche noi. Ogni giorno che passa è uno in più che sarà necessario per ricostruire. Perché sulle macerie, quelle fisiche, c’è modo di agire, mentre quelle più propriamente umane, è più difficile e non sempre possibile.. Il segno, la ferita, non è detto che basti una vita per conviverci.

È forse il pensiero più preoccupato su chi ha subito in prima persona la guerra, se e quanto ci vorrà prima che torni alla normalità. Uomini, donne e bambini quanto ci metteranno a ritornare a dormire in maggiore tranquillità? Non credo sia possibile mai dimenticare le violenze e la paura, ma magari c’è modo di superare il trauma, di scacciare i cattivi pensieri e farne entrare di migliori. Abbiamo bisogno tutti, anche chi ha subito i suoi piccoli contrattempi e lutti, di scacciare via i pensieri negativi e lasciare spazio al futuro, cominciando dal proprio. Sognando che sia più fortunato. Non a caso, infatti, proprio lo scacciapensieri come strumento musicale ha la forma propiziatoria del ferro di cavallo. Ne abbiamo bisogno di fortuna e sogni: uno vicino all’altro, i nostri, quelli dei nostri cari, conoscenti, per riempire il mondo di buoni sogni. E nel mentre ho scelto una poesia di Pablo Neruda per i nostri lettori, perché profumi di futuro:

Lasciate tranquilli

quelli che nascono.

Lasciate spazio

perché possano vivere.

Non preparate già

tutto pensato.

Non leggete a tutti

gli stessi libri.

Lasciate che siano loro

a scoprire l’alba,

a dare un nome ai loro baci.

Angela Oliva

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