Le realtà dell’economia circolare in Abruzzo

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Prenditi cura della Terra e la Terra si prenderà cura di te, distruggi la Terra e la Terra ti distruggerà.”  Proverbio Aborigeno

Economia circolare: la dicitura fa pensare alla sfera terrestre, a una bolla di sapone, a una palla, ai pianeti, a un vortice, agli anelli nell’acqua, all’iride. La perfezione del cerchio, il ripetersi degli eventi nella vita. Gli avvenimenti non fanno altro che presentarsi trasformandosi ad ogni replica. Allo stesso modo, ciò che io sono in questo momento non sarò più tra qualche minuto, la nostra personalità cambia come cambia il corpo. Tutto, ogni cosa è in continuo mutamento come le esistenze terrene che, secondo alcune teorie, tornano ad essere anima per poi riemergere in altro corpo. Creazione, evoluzione, trasformazione, consunzione, disfacimento. La vita di un materiale non è poi così lontana dal concetto di esistenza umana: un oggetto non più utilizzato può riprendere vita,  cambiare forma e aspetto; il nostro corpo una volta terminata l’esistenza terrena, diventa sostanza che torna nella terra proseguendo il suo ciclo. Siamo entità fisiche o spirituali che seguono un percorso mai uguale che porta sempre ad una nuova esistenza. Potremmo perciò paragonare l’individuo fatto di materia e di spirito a nuclei solidi, liquidi, organici o inorganici che corrono dentro ad una circonferenza, dalla nascita alla morte alla rinascita. Un manufatto riceve sempre il contributo umano nella lavorazione e forse un po’ di anima gli viene trasmessa, di quante cose realizzate con amore non riusciamo più a separarci per sentimentalismo? Quante opere inanimate ma piene di vita! L’innovazione e la creatività procedono su una strada circolare e insegnano a non buttare tutto l’inutilizzato, a seguire un corretto smaltimento. Elettrodomestici, pc, telefoni ed altri beni di uso comune ad esempio, possono essere rianimati, rigenerati e resi perfettamente funzionabili, questo eviterà l’accumulo nelle discariche. La rigenerazione avverrà attraverso processi che prevedono l’utilizzo di energie alternative e green. Gli imballaggi conterranno parti compostabili e il trasporto dei nuovi elementi e prodotti avverrà con mezzi idonei all’utilizzo di energie da fonti rinnovabili. Il cerchio si chiude e riparte continuamente fornendo l’opportunità all’uomo di vivere su un pianeta meno inquinato, con meno spazzatura e più sostenibilità. Granarolo S.p.A.  con il suo packaging sostenibile permette un contenimento delle emissioni di CO2, grazie al fatto di essere costituito per l’87% da materiali provenienti da fonti rinnovabili. Un bell’esempio di sostenibilità che molte aziende anche in Abruzzo hanno sposato, esistono infatti tante realtà in settori diversificati che scelgono questo tipo di economia a salvaguardia del pianeta. Un esempio arriva dalla Marsica l’azienda agricola dei F.lli Aureli, 50 anni di esercizio nella coltivazione e lavaggio di ortaggi nella Piana del Fucino. Arrivata alla trasformazione dei prodotti aziendali e all’organizzazione della produzione secondo la metodologia dell’economia circolare, ha introdotto sul mercato il primo succo di carota italiano 100% prodotto nel Fucino, direttamente dal recupero degli “scarti” di lavorazione. Negli anni 2000, la grande produzione di succhi e di puree comportava una consequenziale massiccia produzione di polpa che l’azienda trasformò in un’altra opportunità imprenditoriale: l’essiccazione e trasformazione in farina gluten-free per un settore che aveva disperato bisogno di prodotti naturali. Prodotti derivanti dal recupero dei cosiddetti scarti di lavorazione: pezzetti di carota, opportunamente torniti e forgiati diventano le Baby-Carrot carotine snack da gustare come salutare spuntino giornaliero. Aureli è una realtà a circuito chiuso, ha eliminato la parola scarto/rifiuto dal proprio vocabolario. Una bella storia tutta da raccontare, ma ce ne sono altre altrettanto degne di nota che spiccano nel panorama produttivo della nostra regione. Testimonianza portata dalla dott.ssa Simona Mantenuto, Consulente Ambientale, da sempre impegnata nell’ambito della salvaguardia dell’ambiente e del riciclo in campo nazionale e internazionale, delegata nel 2015 per conto dell’Italia, al negoziato in Commissione Europea per la definizione del pacchetto sull’Economia Circolare. Lo racconta in un excursus interessante fatto di percorsi, affiancamenti, sostegno e programmi che hanno visto crescere e svilupparsi sotto i suoi occhi, grandi operazioni legate a sistemi innovativi all’avanguardia.  “Ogni fine implica un nuovo inizio, i prodotti devono essere pensati per durare più a lungo o essere recuperati al termine del loro ciclo di vita, per essere impiegati in altro modo. La transizione verso un’economia circolare richiede un cambiamento strutturale e l’innovazione è il cardine di questo cambiamento.” Queste le sue parole che manifestano il desiderio di speranza per un futuro che può e deve essere sostenibile, la scelta è quella di fare il possibile perché avvenga attraverso un nuovo modo di guardare i processi di lavorazione, al passo con il progresso per rendere il mondo un posto più pulito. 

“Non esiste il buttar via perché nel momento stesso in cui butti via qualsiasi cosa, quella stessa cosa sta in realtà andando da un’altra parte.” Annie Leonard

Maria Zaccagnini

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