Le oligarchie tecnologiche sfruttano la democrazia

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La nuova idea oligarchica che vede la tecnologia digitale come soluzione ai problemi dell’umanità ma nasconde la vera volontà di un controllo totale delle masse.

L’oligarchia è il governo dei pochi e questi pochi il più delle volte mascherano gli interessi del bene comune con il puro interesse personale. Avviene cosi da secoli, e questi pochi potenti usano sempre “armi” nuove per arricchirsi e difendere i propri investimenti. Nella storia molti intellettuali hanno provato a rivoluzionare e sementire questo “modus operandi”; ci ha provato Giuseppe Mazzini attraverso l’educazione dei giovani con la Giovine Italia e la Giovine Europa o Machiavelli che dedicò il Principe a Lorenzo de’ Medici affinché risollevasse le plebi per farne un popolo eletto, oppure Mirabeau che agli Stati generali di Francia riuscì a trasformare il Terzo Stato in un’assemblea costituente assoggettando il potere del Re alla Costituzione. 

Oggi sono molti i potenti ricconi arruolati dai partiti e spesso anche membri del Parlamento e del governo che alimentano il cosiddetto malaffare che negli ultimi anni ha invaso tutti i settori: da un lato è aumentato il livello del benessere apparente del popolo ma dall’altro è evidente un declino morale ed etico. L’oligarchia è per definizione il governo dei migliori, ma purtroppo quelli che governo non sono affatto i migliori, ma sono quelli che mascherano nella tanto sbandierata democrazia la difesa degli interessi di partito e personali utilizzando ogni mezzo lecito ed illecito, andando al passo con i tempi, e trovando anche nell’innovazione tecnologica degli strumenti per ingannare e controllare le masse. 

Oggi più che mai, appare evidente che attraverso le nuove tecnologie digitali si manifesta il vero “nuovo potere”, il controllo e la manipolazione del “popolo” che, senza accorgersene direttamente, viene costantemente sorvegliato, studiato e guidato verso gli interessi di pochi. La tecnologia oggi ha un potere a scala globale dove tutti si riconoscono indipendentemente dalla razza, dagli usi, dai costumi e dalle religioni. Oggetti tecnologici di uso comune come smartphone e tablet, sono sulle mani di tutti, in ogni ceto sociale, finalizzati all’ utilizzo di piattaforme social, per seguire gli influencer, scaricare e App che ci facilitano il vivere quotidiano ma allo stesso tempo fanno sapere tutto di noi a tutti e quindi anche a chi studia e manipola i nostri comportamenti. Spesso le nostre scelte apparentemente libere sono guidate in maniera subliminale.

Apple e Google detengono un potere che finora non si era esplicitato quasi mai in maniera chiara, ma proprio con la pandemia si è palesato difronte alla necessita di tutti i governi di utilizzare delle App per la gestione dell’emergenza sanitaria. Le strade erano due o creare delle App proprie di scarsa affidabilità oppure sottostare alle regole dei due colossi americani che scelgono e decidono non sulla base delle imposizioni dei paesi in cui operano, ma sulla base dei propri valori aziendali.

Dobbiamo preoccuparci? Si, ma non di loro, perché nonostante siano evidenti degli interessi privati, per assurdo, oggi ci tutelano più questi due colossi tecnologici rispetto a quanto facciano i nostri governi nazionali, specialmente in un frangente critico come quello che stiamo attraversando. Ad evitare che le applicazioni di tracciamento diventino strumento per un controllo autoritario non sono organi dello Stato, che dovrebbero ispirarsi alle libertà universali, bensì Apple e Google che esercitano un potere indiretto, diffuso e sovranazionale. Ma possiamo fidarci? possiamo essere sicuri che domani questo potere non potrà presentarsi in un’altra forma e finire nelle mani di persone sbagliate? entrare nel giro del malaffare? che diventino loro stessi, tra dieci anni, due superpotenze governative oligarchiche visto che sono in possesso di milioni di dati e informazioni private e personali dei loro possibili futuri “elettori” in base a nuovi scenari politici futuristici?

Io credo che la nuova oligarchia tecnologica generata dalle grandi aziende di Silicon Valley nate dall’intuito di persone capaci e talentuose venute dal popolo comune, studenti universitari geniali, rappresenti si un super potere, ma sia meno deleterio dei nostri governi nazionali e delle organizzazioni internazionali. Sono i social e la comunicazione a portata di tutti che stanno, anche se in malo modo, garantendo la libertà di espressione dell’uomo nonostante un controllo globalizzato a fini commerciali delle nostre vite.  Finché questi colossi saranno autonomi e non si lasceranno assoggettare dal potere politico credo che rappresentino il sogno oligarchico dei grandi intellettuali della storia che vedeva nell’oligarchia il governo dei migliori, di chi ce l’ha fatta, di chi realizza i propri sogni e non i propri interessi. Ancora oggi è meno deleterio per l’umanità il like espresso in maniera pubblica su una pagina social attraverso uno smartphone che non il voto segreto espresso in una cabina elettorale con carta e matita.

Giorgio Olori