Le fake news sono dietro l’angolo. Verificare prima di pubblicare

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La giornalista Michela Trada: Verificare e monitorare per non cadere nelle fake news.

«In questo mondo disintermediato dove l’accesso informativo, ma soprattutto, la produzione informativa è alla portata di tutti, i social network hanno una grande responsabilità specialmente nei confronti delle giovani generazioni. Ecco, perché saperli utilizzare nel modo corretto è fondamentale per avere una chiara visione della realtà». Le parole di Michela Trada, giornalista e autrice del libro “Scrivere per fare business, dal Personal Branding al Brand Journalism”, fanno da eco all’indagine recentemente pubblicata secondo cui Instagram e TikTok si rivelano i leader informativi indiscussi della Next Gen, specialmente tra i ragazzi di età compresa tra i 13 e i 21 anni.

 «Se in passato l’agenda mediatica era governata dalle testate giornalistiche oggi non è più cosi – spiega ancora Trada – e noi addetti ai lavori dovremmo porci più di una domanda in questo senso. Perché il tasso di lettura delle principali testate generaliste è in calo, mentre si cercano le risposte sui social? La rete è stata in grado di azzerare le distanze tra informatore e informato e ha democraticamente reso tutti noi dei produttori di notizie. Come spiego nel mio libro, siamo tutti, oggi, delle media company: i blog e i social si sono trasformati nei nostri giornali, Youtube è diventata la nostra radio, Instagram, TikTok e Twich la nostra televisione. Noi produciamo contenuti e, in questo senso, abbiamo una grande responsabilità. Che cosa veicoliamo ai nostri follower, alla nostra community? Quanto ciò che scriviamo in bacheca influenza costruttivamente il lettore?».

 Il rischio fake news, infatti, è sempre dietro l’angolo: «Internet ci ha regalato il potere dell’immediatezza – afferma ancora la giornalista – Se non è online quel determinato fatto non esiste; ecco perché quella importantissima fase giornalistica della “verifica” e dell’approfondimento si sta un po’ perdendo. E questo non riguarda solamente noi in quanto newsmaker, ma anche i reporter stessi “costretti” ad una produzione massiva di notizie nell’arco della giornata con la conseguente gara al “chi arriva prima vince” e al chi fa più click. E’ un “gioco” che non sempre premia, anzi: la quantità domina sulla qualità?». Ecco quindi che gli influencer si sono trasformati in autentici opinion leader in grado di spostare gli equilibri: «E’ un fattore che è sempre esistito – specifica Trada – Prima del Web l’agenda la governava chi era sul giornale o sui mass media tradizionali (radio e tv). Non per niente Orson Wells ha definito la Stampa il “quarto potere”; oggi il “gioco” lo decide chi ha più follower poiché questi fungono da cassa di risonanza al proprio pensiero. Non sempre, però, è tutto oro quello che luccica: avere tanti like e tanti follower non è sinonimo di conservare la verità in tasca. Il mio consiglio ai giovani, ma non solo perché ritengo che loro siano più abili di tanti “grandi” nel mondo virtuale, è quello di non fermarsi mai all’apparenza, ma di verificare e monitorare più fonti. Se diverse realtà riportano più o meno le stesse informazioni allora potrebbe essere la strada “giusta”; viceversa, se si riscontrano opinioni fortemente contrastanti, è bene porsi delle domande e continuare a cercare e a scavare. Non dobbiamo essere dei fruitori passivi del web: dobbiamo essere delle spugne informative di qualità».

Cristina Mignini

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