Il segreto dell’umanità è vibrare all’unisono

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Sta arrivando una catastrofe in ogni senso“, nonostante molti assicurino che tutto rimanga uguale o che ci siano solo piccole variazioni.  Molto pochi furono in grado di comprendere cosa bisognasse guardare, come e da dove guardare, per capire cosa stesse arrivando. La pandemia è solo un’anteprima di ciò che può accadere. 

La Terra se la caverebbe egregiamente senza di noi, che abbiamo bisogno della biosfera per respirare e mangiare; la biosfera non ha alcun bisogno di un mammifero bipede di grossa taglia autoproclamatosi Homo sapiens, che oggi ha invaso, occupato e stravolto gran parte degli ecosistemi terrestri. Il collasso della società è raccontato perfettamente dall’Esperimento 25, che ci dà un’evidenza empirica di come vivere non sia solo un presupposto biologico ma una richiesta psichica vera e propria. Calhoun diede vita ad uno spazio ricco di qualunque necessità atta alla sopravvivenza e alla proliferazione di una colonia di topi; l’universo aveva la forma di un serbatoio di circa due metri e sette, con sedici tunnel saldati al suo interno e quattro corridoi orizzontali per un totale di quasi duecentocinquantasei rifugi sicuri per tutti i topi della colonia. Questo spazio veniva pulito ogni quattro settimane e la sua temperatura era sempre mantenuta sui venti gradi. L’Universo 25 avrebbe garantito la sopravvivenza di quasi quattromila topi; ma così non fu. Dopo un iniziale processo di adattamento, le nascite iniziarono gradualmente a diminuire e gli animali presentarono un graduale cambiamento comportamentale verso i loro simili. La colonia iniziò a rivoltarsi contro sé stessa, distruggendosi; i topi si divorarono a vicenda e in poco tempo l’Esperimento 25 fu chiuso, non prima di aver rivelato che in assenza di stimoli, la vita non sente il bisogno di replicarsi. Un concetto semplice, eppure tanto controverso, ma che ci viene raccontato direttamente dalla piccola “colonia” di Dogville, dove in un ambiente sterile e senza il minimo stimolo, viene invece introdotto un mutamento ambientale, uno stimolo a cui i membri della colonia danno le risposte più disparate. Grace sconvolge la vita degli abitanti del paesino delle Montagne Rocciose e in poco tempo ne esplora gli anfratti più desolati e perversi. Avviene anche qui l’implosione della società, la detta Fogna del Comportamento di cui parlava Calhoun. Ogni essere vivente funge da perno vitale per la società che rappresenta e in quanto membro della stessa, necessita di stimoli costanti per alimentare il bisogno di creare altra vita. La morte sociale di Dogville non avviene per sovrappopolazione, ma ugualmente per uno stravolgimento; ad un mondo senza scopo, privo di stimoli, viene dato uno stimolo troppo grande per la semplicità caustica di coloro che della vita non cercano che la sopravvivenza. Grace è dapprima la ventata d’aria fresca, per poi diventare la strega di Salem da martirio appena la sua presenza origina i desideri più oscuri e peccaminosi della brava gente di Dogville. Ora, non sappiamo ad oggi se nella colonia dell’Esperimento 25 sia stata una “Grace” a suggerire alle madri topo di mangiare i propri figli, dunque non sappiamo se il gusto del peccato sia intrinseco o meno della natura umana; ciò che sappiamo è che la razza umana desidera solo esistere, ciclicamente, per sempre. L’uomo vuole lasciare un segno del suo passaggio, un’impronta indelebile, qualcosa da tributare nel futuro di questa esistenza volta a riciclare se stessa. Dunque non basta una colonia perfetta, perché non darà comunque vita ad una società perfetta, perché la natura per vivere, ha bisogno di uno scopo.

Maria Ragionieri