Elisa Di Eusanio: il trionfo della normalità che conquista

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Intervista a Elisa Di Eusanio: “La bellezza di una donna non si misura dalla sua taglia, si misura dai suoi occhi e da quello che ha dentro”

Ci appassiona, ci coinvolge, commuove, fa sorridere come accade nella vita vera, l’interpretazione dell’attrice Elisa Di Eusanio nei panni di Teresa Maraldi nella seconda stagione di “DOC – Nelle tue mani”, è tutto questo e molto di più. Oltre ad essere tra i personaggi più amati della serie campione di ascolti, prodotta da Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction, in onda il giovedì sera su Rai 1, Teresa la caposala e collaboratrice preziosa del Dottor Fanti – Luca Argentero, mette in scena la bellezza della normalità.  

Di origini abruzzesi, Elisa Di Eusanio ha mostrato aspetti del suo carattere che sono cresciuti insieme al suo personaggio Teresa Maraldi fino a definire il profilo di una donna come tante ma unica nella sua autenticità. Un messaggio potente che arriva al momento giusto quando la società è pronta ad accogliere realmente il valore di ciascuno, proprio come è accaduto nel recente Festival di Sanremo.   

Elisa in te regna una bellezza acqua e sapone, non stereotipata, “indossata” con orgoglio e fierezza anche sullo schermo, in un momento in cui i modelli femminili finalmente stanno cambiando, donando alla donna il valore sincero dell’essere sé stesse. Il tuo personaggio è arrivato nel momento giusto per far riflettere. Cosa ne pensi?

Certamente siamo in un momento di grande cambiamento. E per fortuna aggiungo. Dall’estero arrivano nuove proposte e nuovi modelli femminili molto lontani dagli stereotipi imposti fino ad oggi. Vediamo finalmente protagoniste dal corpo imperfetto, secondo i canoni prestabiliti e volti irregolari. Noi attrici raccontiamo le donne del mondo e le donne del mondo hanno corpi diversi e lineamenti differenti tra loro tutti degni di essere raccontati. In Italia invece certe fisicità sono relegate solo a interpretare caratteri o spalle comiche o ruoli secondari. In questo modo ci priviamo di tanto talento e bellezza. Teresa fortunatamente rientra in questo cambiamento. E alla fine credo che a vincere debba sempre essere il talento e la personalità.

Teresa Maraldi, è stato uno dei personaggi più amati e apprezzati dal pubblico durante la prima messa in onda di “DOC”. Proprio per questo, nella seconda stagione, la produzione e il gruppo editoriale hanno deciso di approfondire la vita della caposala, restituendo al pubblico un personaggio a tutto tondo: più complesso e sfaccettato. Elisa, si può dire che sei cresciuta insieme a Teresa?

Sono profondamente grata alla Lux e al gruppo editoriale che mi ha concesso il privilegio di raccontare il personaggio di Teresa a tutto tondo nelle sue sfumature più intime. Sono cresciuta con lei perché finalmente mi è stato concesso di interpretare un ruolo femminile più maturo e quindi di impegnarmi in questa crescita.

I social vanno usati in maniera consapevole perché sono uno strumento potentissimo per diffondere messaggi importanti. È diventato virale il tuo video di ringraziamento dai tuoi profili Instagram e Facebook a tutte le persone che ti mandano messaggi di stima per ciò che comunichi attraverso il tuo ruolo nella lotta agli stereotipi femminili. Sono più uomini o donne a scriverti?   

Ho scoperto nel social un grande potenziale se usato bene così come può essere estremamente distruttivo al contrario.

Cerco di diffondere i valori in cui credo e consegnare agli altri messaggi positivi, perlomeno per me. Con mia grande sorpresa e gioia sono subissata di messaggi sia da parte di donne che si uomini, questi ultimi anche loro stanchi di essere imprigionati in uno stereotipo.

Il tuo è un percorso già scandito da tappe importanti. Dalla tua Teramo dove sei nata, dopo le superiori, hai scelto Roma e “L’Accademia Nazionale Silvio D’amico” conseguendo il diploma nel 2002. Con Sara, all’interno del film “Come tu mi vuoi” diretto dal regista Volfango De Biasi, hai esordito nel mondo del cinema. Poi nel 2017, Carlo Verdone ti vuole in “Benedetta follia”. Dove ti porteranno i tuoi progetti per il futuro? 

Al momento sono molto concentrata sul teatro. A marzo infatti risalirò su un palco dopo due anni e l’emozione è gigantesca. Porterò in scena due progetti del Cuore “Neve di carta” scritto da Letizia Russo, liberamente ispirato dal libro di Annacarla Valeriano “Ammalò di testa storie dal manicomio di Teramo”, che rivendica la voce delle donne ingiustamente rinchiuse nei manicomi tra l’800 e il 900 e “1223 Ultima Fermata Mattatoio” che rivendica invece il grido degli animali prigionieri negli allevamenti intensivi. Altro tema da me molto sentito. Finita questa intensa esperienza mi godrò una meritata vacanza e poi chissà….

 Grazie

Cristina Mignini