Il cuore grande e verde dell’Abruzzo

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L’Abruzzo ha tra le sue bellezze naturali più note e attrattive i tre Parchi Nazionali. Con quello condiviso con le vicine regioni di Lazio e Molise – che però insiste per la maggior parte in provincia dell’Aquila e per la restante in quella di Frosinone e Isernia. Un cuore verde, un progetto di amore e rispetto per la Natura, la sua flora e la sua fauna

In particolare quello che abbraccia le tre regioni del centro Italia è stato riconosciuto con le caratteristiche proprie del parco solo nel marzo del 2001, ma ha una storia lontana che risale all’immediato primo dopoguerra mondiale. Con la sua istituzione ufficiale l’11 gennaio 1923 con un Regio decreto-legge all’inizio del ventennio fascista, ma costituito due anni prima a Pescasseroli. La particolarità e la notorietà a livello internazionale – che ne fa una delle ragioni di attrattività dell’area è legato alla conservazione di alcune tra le specie faunistiche italiane più importanti, quali il lupo, il camoscio d’Abruzzo e l’orso bruno marsicano. Una zona, dalla fascinazione naturale fiabesca, che tra le prime in Italia ha mostrato l’importanza dei valori dell’ambientalismo con tante iniziative che negli anni si sono rese capaci di modernizzare e diffondere una vera cultura ambientale partendo dall’orgoglio per il territorio e dalla biodiversità del luogo. Con un grande impatto, positivo, sulla notorietà della regione e la sua attrattività per quel turismo di montagna che da molti anni non è più e non è solo legato alle piste da sci (seppure disponibili a Opi, Pescasseroli e Scanno), ma è fatto di benessere, trekking e slow food.

Lo abbiamo visto con il blocco a cui ci ha costretto la pandemia quanto sia attrattiva la vita di montagna con la sua possibilità di fare sport all’aperto; infatti, nell’area del parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è possibile fare escursionismo; cimentarsi con le attività di trekking tra le più gettonate del momento – guidato o equestre – come pure il cicloturismo, la canoa e il birdwatching. Sempre per chi ama la vita a contatto con la natura è possibile anche l’attività di camping e quelle balneari nei laghi di Barrea, Scanno e Villalago. 

La bellezza naturistica si accompagna a piccoli gioielli architettonici immersi nella tranquillità, per lo più esempi di architettura religiosa, che hanno poi concorso al conseguimento delle bandiere arancioni per diversi borghi dell’entroterra. Il segno di riconoscimento di qualità del Touring Club Italiano è arrivato per Civitella Alfedena, Opi, San Donato Val di Comino e Scapoli. Ma il vero orgoglio per il cuore verde dell’Abruzzo arriva nel 2017 con il primo riconoscimento come patrimonio UNESCO dei cinque nuclei di faggete vetuste che per oltre 1000 ettari sono presenti tra Lecce nei Marsi, Opi, Pescasseroli e Villavallelonga. Questo splendido patrimonio mondiale dell’umanità in parte è databile intorno ai 560 anni, come i faggi dei Carpazi e di altre regioni d’Europa.
Una storia di natura, una storia “antica” che guarda al futuro!

Angela Oliva

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