Educazione finanziaria e indipendenza economica femminile

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Il Museo del Risparmio promuove strumenti di empowerment

Giovanna Paladino, direttrice del Museo del risparmio in una intervista ha detto: «Delegate tutto ma non la gestione dei vostri soldi». Gestirli significa disegnare la propria vita e perseguire i propri obiettivi attraverso il risparmio per superare la cultura «del presente» e abituare i cittadini a valutare l’impatto che le loro scelte nel tempo, in particolare sulle generazioni future.

Fin dalla sua creazione, il Museo del risparmio si è posto l’obiettivo di promuovere l’educazione finanziaria con particolare attenzione alle fasce di popolazione che ne sono più carenti per fornire alle persone strumenti per gestire il denaro in autonomia dando un contributo attivo al raggiungimento dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile indicati nell’Agenda 2030.

In particolare, per l’obiettivo 5 Uguaglianza di genere sono state realizzate diverse attività: le ricerche “Donne e Risparmio”, il progetto “Prometti di prenderti cura di te”, i webinar sul tema della sensibilizzazione dell’empowerment economico delle donne, la ricerca “Capacità di resistenza e di reazione degli italiani”.  Secondo l’OCSE, l’alfabetizzazione finanziaria è in grado di promuovere lo sviluppo sostenibile della società assicurando il benessere finanziario e la stabilità economica di individui, famiglie, imprese, e favorendo così uno sviluppo più equo e sostenibile.

Numerose analisi collocano le donne come fragili in termini di competenze finanziarie di base. L’ultima indagine condotta da Banca d’Italia nel 2020 ha confermato questo trend: l’alfabetizzazione finanziaria degli uomini appare più elevata rispetto a quelle delle donne e il divario è particolarmente forte tra quanti hanno bassi titoli di studio e risiedono nel Mezzogiorno.

Il Museo del risparmio, in collaborazione con Episteme, ha promosso negli anni ricerche per approfondire il fenomeno, dalle quali è emerso che spesso le donne non percepiscono la priorità di migliorare le proprie competenze in materia finanziaria e tendono a delegare la gestione del denaro, pur con delle importanti eccezioni soprattutto fra le giovani e laureate.

Inoltre, come ricordano i dati ISTAT, in Italia una donna su due tra i 16 e i 64 anni non è parte del mercato del lavoro, e in alcuni casi non lo cerca neanche. È molto frequente pertanto che si instauri una situazione di dipendenza economica da altri anche per le piccole spese quotidiane.

Durante il lockdown e nel corso dell’ultimo anno al Museo del risparmio si sono susseguite molte delle iniziative di sensibilizzazione e formazione rivolte al pubblico femminile sopracitate che restano ancora consultabili e scaricabili come il booklet Prometto di pianificare sempre, un vademecum di alfabetizzazione finanziaria di base. 

Preziosa la formazione rivolta alle giovani generazioni con l’incontro online “Abbasso gli stereotipi. Quando le principesse incontrano l’economia!”: una lezione di cittadinanza economica dedicata alle bambine e ai bambini delle scuole primarie e secondarie di I grado, per imparare che non esistono differenze tra le abilità maschili e femminili, soprattutto quando si parla di autonomia, di sostenibilità e di futuro. 

L’alfabetizzazione finanziaria e l’abitudine allo «spreco zero» possono diventare parte integrante di un approccio educativo coerente con una crescita sostenibile e inclusiva. È importante che questo cambiamento culturale coinvolga i ragazzi della cosiddetta “Generazione Z” non solo perché il futuro prossimo è nelle loro mani, ma anche perché sono, proprio loro, i migliori ambasciatori della sostenibilità economica ed ambientale all’interno della famiglia.

Cristina Mignini

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