Si viaggiava in treno, zainone in spalla, attraverso le capitali europee (scegliendo 2 al massimo 3 paesi). Di solito era il viaggio post diploma alla ricerca avventurosa di un ostello per dormire, senza orari, con il minimo indispensabile e scegliendo mezzi trasporto assai ecologici. Il naso all’insù lasciandoci travolgere dall’arte e dalla voglia di conoscere.
Oggi invece dilagando una finalmente rinnovata sensibilità ambientale è emersa la voglia di misurarsi con un’idea di viaggio più riconnessa alla natura. Anzi per una volta una tendenza del lifestyle, fa pure bene all’ambiente in generale e alla salute del singolo. È cambiato il paradigma di consumo della vacanza intera o almeno parte di essa. Non è più il riposo, quello a cui aneliamo in vacanza, forse perché durante questo biennio lo abbiamo fatto abbastanza. Il viaggio è sempre più experience e il comparto del turismo lo ha appreso in pieno, un po’ anche perché abbiamo sognato a lungo in pandemia il tempo in cui saremmo ritornati a viaggiare. La costrizione al viaggio nei confini nazionali – con la fortuna di vivere nel Paese più bello del mondo – ci ha fatto riscoprire il valore del viaggio nella natura e se possibile con alloggi immersi nel verde, quasi wild e con sistemazioni ecosostenibili, che vanno dai campeggi agli Eco Hotel, fino al più classico dei “ritiri” tra i monti, il Bio Mountain Retreat. E non mancano poi anche accomodation alternative direttamente dagli Anni ’70, come i WWOOF, acronimo di World Wide Opportunities on Organic Farms. Sono fattorie o aziende agricole, generalmente produttrici di prodotti biologici, che in cambio del proprio contributo all’attività offrono vitto e alloggio. Il nome deriva dal movimento mondiale che, da più di quarant’anni, mette in relazione volontari e progetti rurali naturali, promuovendo quella fiducia necessaria e le best practises per costruire una comunità globale sostenibile. E se comunque amate il campeggio? La parola chiave è di invenzione macedone questa volta e stiamo parlando di Glamping. Nasce fondendo due termini inglesi ormai universali, “glamour” e “camping”. La versione chic del campeggio prevede sempre rigorosamente il soggiorno all’aria aperta, ma con tende più lussuose, con i servizi di un classico hotel (letti, materassi, mobili, elettricità e bagno), ma a cielo aperto. Una soluzione in puro “detox style”.
Ma la tendenza non si ferma qui, e se siete pronti a passare alla fase di ripurificazione mentale nel vostro viaggio, ci sono importanti novità. Partiamo da chi ha corso senza sosta in pandemia ed è in forma. Può scegli ora il Treetop Walking: sono delle passeggiate verticali nella foresta, con le passerelle che ti collegano da una cima all’altra di un grande albero. Come in un film d’avventura e per chi non ha paura di camminare nel vuoto. Chi invece è abituato a yoga e meditazione nella vita di tutti i giorni può proseguire in vacanza con due attività: sono il Tree Hugging (abbracciare gli alberi) e il Barefooting (camminare scalzi). Entrambe permettono di riconciliarsi con la natura attraverso la sua energia elettrica per lasciar andar via lo stress. Se poi siete pronti ad esperienze di viaggio/meditazione più estreme scegliete il Forest Bathing. La pratica è nata in Giappone dove si chiama shinrin-yoku: lunghe passeggiate nei boschi, lontano dalla tecnologia in un “bagno nella foresta”, appunto per mente e corpo.
Se poi il vostro livello di connessione con il mondo ve lo permette la tendenza viaggio suggerisce le Mindful Walking. Percorsi consapevoli nella natura, con una guida esperta di tecniche di rilassamento. Chi invece non ha paura delle suggestioni può spingersi fino alla Perception Walking: una “passeggiata sensoriale” rigorosamente ad occhi chiusi per sviluppare gli altri sensi – attraverso tatto, olfatto e udito – nell’ascolto della natura, e quindi degli altri.
E quindi come recita Cesare Cremonini nella sua canzone intitolata non a caso, non solo Buon Viaggio, ma Share The Love: “Buon viaggio, che sia un’andata o un ritorno/ Che sia una vita o solo un giorno/ Che sia per sempre o un secondo/L’incanto sarà godersi un po’ la strada…”
Angela Oliva





