Ad Maiora: storie di coraggio e resilienza

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La comunicazione come forma di attivismo e responsabilità sociale

Decidere di raccontare la resilienza non è mai una scelta semplice. Spesso i media tendono a enfatizzare e spettacolarizzare notizie tutt’altro che positive per rispondere a esigenze di una informazione veloce e sensazionalistica dove c’è poco spazio per le storie delle persone che hanno la voglia e la capacità di reinventarsi.

Con questi presupposti, è nato il format “Ad Maiora – Pillole di resilienza”, un progetto divenuto format, in cui i protagonisti sono persone, professionisti e professioniste che hanno saputo reagire attraverso il loro lavoro e l’energia positiva a periodi difficili come quelli segnati dalla pandemia e dalla guerra.

Il format ha descritto in 10 puntate altrettante storie di vita, di associazionismo e di impresa facendo del coraggio e della solidarietà un baluardo per offrire riparo nelle difficoltà lasciando spazio a riflessioni più ampie sui temi di inclusione, educazione e integrazione nella società.

“AD Maiora – spiega Deborah Annolino l’ideatrice del format – nasce in questi anni di pandemia che ha inciso nel nostro vivere quotidiano. Il mondo è cambiato e non necessariamente in peggio, ma occorre prendere consapevolezza. Dobbiamo costruire nuovi modelli di comunicazione e di relazione, aprirci agli altri e ad una visione più costruttiva del mondo. Anche quando tutto sembra perso, è possibile trovare una soluzione. Questo è l’insegnamento che ci lasciano i progetti raccolti e valorizzati in questa seconda stagione del format” – conclude la giornalista.

Ottimismo, coraggio e fiducia sono i pilastri che sorreggono il file rouge della nuova serie condotta da  Deborah Annolino e Stefano Foglia. Le puntate, visibili online nella playlist youtube dello Studio AD Communications, spaziano dall’educazione sociale alla sostenibilità, dalla cultura all’inclusione, dalla solidarietà all’arte. Da segnalare la puntata sul Teatro delle Ombre, progetto di denuncia sociale e quella dedicata alla formazione cinematografica per trasformare giovani talenti nei registi di domani.

Tra le tante realtà no profit che hanno accompagnato il videostorytelling sulla resilienza, significative sono state Gomito a Gomito, laboratorio sartoriale di inclusione per le donne del Carcere della Dozza di Bologna , Associazione Futuro che promuove il reinserimento di persone disoccupate che hanno superato i 40 anni e Associazione delle Idee, progetto di educazione e integrazione delle persone con disabilità.

La comunicazione in AD Maiora diventa una forma di attivismo e responsabilità sociale. Scegliere di attuarla con queste declinazioni è un atto di consapevolezza verso chi fruisce l’informazione e vuole avere una visione ampia, capace di superare un’informazione di tipo polarizzata, che divide e limita i ragionamenti in una platea di lettori che invece vorremmo attivi e più costruttivi. 

Cristina Mignini