Huston abbiamo un problema!
Ogni volta che si parla di risorse e di energia nel pianeta Terra, mi sembra di sentire la celebre frase del film “Apollo 13” frase che disse l’astronauta Jack Swigert trovandosi sull’omonima navicella spaziale. La frase corretta fu “OK, Houston, we’ve had a problem here”; tradotta: OK, Houston, abbiamo avuto un problema qui.
Vabbè, ‘ste precisazioni da professorino con la matita blu me le potrei anche risparmiare ma fa figo ostentare una falsa competenza da cinefilo di alto borgo, che, in realtà, è quasi sempre merito di Google (questa volta è solo merito di Google).
Ma troniamo a noi e ai problemi energetici del pianeta che ci ospita, azzarderei anche un “malvolentieri” senza tema di smentita, e che sembra essere sistematicamente a corto di risorse come certe automobili con la spia della riserva sempre accesa e i proprietari pervasi da un immotivato senso di fiducia verso un serbatoio con capacità rigenerative, che conoscono solo loro, salvo vederli in panne mentre si avviano, a piedi, verso il distributore più vicino -si fa per dire- con in mano un contenitore di fortuna, che di fortuna ne avrà davvero bisogno un po’ per la scarsa capacità contenitiva e molto di più per l’inevitabile “buco troppo stretto” che renderà il versamento del carburante un atto degno di un american sniper.
Ooooooooohhhhh ma quando inizi a scrivere l’articolo?! La finisci con ‘ste citazioni?
Ok, ok, giusto, parliamo di energia.
Alessandro Volta…
No dai, scherzo.
Acqua, petrolio, gas, sole, vento, energia elettrica prodotta con una o più delle risorse precedenti, sono al centro di un terrorizzante dibattito che si snoda intorno a una sorta di “memento mori” che ci ricorda, in modo assillante, che le risorse stanno finendo e non basteranno più per tutti.
Sulla base di questa premessa, arrivano ipotesi di soluzioni che vanno dal più mite proposito di sostituire le risorse fossili con quelle rinnovabili, al più minaccioso e cruento intento di ridurre la popolazione mondiale, da cui sono scaturiti più o meno solidi ragionamenti, che molti definiscono complottisti, ma che non accantonerei senza aver fatto qualche approfondimento sugli intenti, e sulle relative interpretazioni degli stessi, del Word Economic Forum.
Ma davvero stanno finendo le risorse? Davvero stiamo modificando il clima con i nostri comportamenti?
Ci sono, come sempre, come per gli attualissimi vaccini, pareri opposti da fonti di pari valore, prestigio e riconoscimento che ci mettono tutti con le spalle al muro e di fronte a una scelta di campo che possiamo fare solo “a intuito” o a “membro di segugio”, tanto per rappresentare in metafora uno delle più popolari KPI nelle scelte politiche, sportive, sanitarie e, non di meno, in quelle energetiche.
Sì Ezio, ma tu qui scrivi sulla rubrica Fare Business, che c’entra tutto questo discorso con le aziende?
Vengo e mi spiego (un’altra citazione… e basta!), il problema vero in tutte le questioni come quelle citate è che per parlare bisognerebbe avere competenze adeguate ed essere scevri da conflitti di interesse, affinché ogni posizione si sostanzi in azioni che abbiano come obiettivo il benessere collettivo e non l’arricchimento privato.
Credo sia sotto gli occhi di tutti che, oramai, tutto è business e chi prende posizioni, salvo rari, rarissimi casi, lo fa per sostenere interessi di parte e non sempre legali o “eticamente sostenibili”, al fine di trarre profitti anche su disgrazie globali come quelle che attanagliano il mondo ai tempi del primo ventennio degli anni 2000.
Sì, l’energia è un problema perché c’è uno squilibrio macroscopico tra l’energia usata per interessi privati e quella usata per interessi personali, soprattutto all’interno delle istituzioni che sono state ridotte a mere esecutrici di quanto dettato dai “mercati”, come se i mercati fossero entità aliene e non consigli di amministrazione dove siedono persone che prendono decisioni, spesso, purtroppo sempre più spesso, discutibilissime.
Nelle aziende non è meno frequente che persone con competenze inadeguate prendano posizioni, a volte anche molto rigide, per aver raggiunto delle convinzioni basate sul nulla o sull’equivalente “sentito dire”, ponendo il sistema aziendale in serio rischio.
La domanda è: manca l’energia o la volontà di usare l’energia per il bene comune?
Meditate gente, meditate. (un’altra citazione?! Ma sul serio?!)
Ezio Angelozzi
Formatore e business coach





