Il tempo del romanticismo. Il tempo dell’animalità.

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Siamo nel 1860 a Edimburgo. È il 14 novembre e piove da una settimana nella capitale scozzese. James si avvicina alla finestra e come uno spettatore attento e invisibile osserva i passanti in strada muoversi a passo svelto per non prendere pioggia. 

James è di fronte alla finestra per una ragione specifica. E quella ragione è Margareth, la ragazza che vive accanto al suo appartamento. Eccola che arriva. A James scappa un sorriso imbarazzato, anche se nessuno può vederlo grazie ai riflessi del verro della sua finestra. Margareth estrae una chiave, ed entra al piano terra. James, dalla sua finestra, segue la sagoma della ragazza muoversi tra una stanza e l’altra. Margareth posa l’ombrello, si toglie il soprabito e si dirige nell’ultima stanza del suo appartamento. Lì c’è un pianoforte a coda. James ha un brivido. Margareth si siede e comincia a suonare il pianoforte. In quel giorno di pioggia le note della musica di Margareth riecheggiano per tutta Oliver Street. Come spesso accade quando le dita sottili ed eleganti della ragazza si posano sulle note bianche e nere dello strumento. I passanti, nonostante la pioggia, si fermano per capire da dove provenga quella musica così poetica. James continua a tenere gli occhi fissi sulla ragazza e a godersi quel momento magico, dalla sua finestra. Poi si allontana dalla stanza che affaccia su Oliver Street. Si dirige in soggiorno. 

Avvolto da un enorme lenzuolo bianco, c’è un pianoforte.

James si siede e inizia a suonare le stesse note che suona Margareth nella casa accanto. 

La stessa musica. Le stesse note. 

E per un attimo da Oliver Street, sotto una pioggia incessante, ai passanti sembra quasi di ascoltare un concerto a due pianoforti. Ma è una poesia che dura poco. Margareth smette di suonare, incuriosita. Qualcuno sta suonando la sua stessa musica: come è possibile? 

Rimette il soprabito. Esce di casa. Si ritrova su Oliver Street, stupita che qualcuno stia suonando la sue stesse note. Cerca di capire da dove proviene quel suono così poetico, così simile al suo. 

James sta per chiudere la sua sinfonia quando sente bussare alla porta. 

Si stacca dal pianoforte. La musica si ferma all’improvviso. Le mani smettono di ondeggiare fra il bianco e il nero. Ora solo il tintinnio della pioggia accompagna James lungo il corridoio che lo porta alla porta di ingresso. 

Quando James apre, Margareth è davanti a lui: 

“Mi scusi… È da qui che proviene questa musica?” chiede lei. 

James ha un attimo di esitazione: “Si. L’ho imparata per riuscire a conoscerla. SOno felice di essere riuscito nell’intento.”

Margareth ha un sussulto. Accenna un sorriso divertito. 

“Posso offrirle una tazza di Thé?” chiede lui. 

Margareth accetta e quel 14 novembre, a Oliver Street, la musica è più viva che mai. 

Il 15 Novembre 2022, a Oliver Street, quella che era la casa di James McCoy adesso è un locale notturno per scambisti. 

Oltre 700.000 persone l’anno, solo in Italia, scelgono la strada dello scambismo per vivere una esperienza sessuale nuova e per sperimentare nuove strade con il partner. Il Grey Eye apre tutte le sere alle 23, solitamente non chiude prima dell’alba. È un luogo non grandissimo, quattro stanze. Ogni stanza è dedicata a un “gioco” sessuale particolare. Se lo andate a cercare su Google probabilmente non lo troverete, poiché questa è una storia dove fatti e personaggi sono il frutto della fantasia di uno scrittore. Esiste un Grey Eye in quasi ogni città del mondo. A Edimburgo è un locale particolarmente elegante. 

Larry Finn, che con la sua compagna viene spesso qui, sostiene che l’uomo e la donna siano biologicamente predisposti alla riproduzione. E che quindi è giusto assecondare la nostra parte più animalesca e bestiale. Larry, inoltre, sostiene che sia meglio vedere il tradimento della propria compagna piuttosto che viverlo di nascosto. “In questo modo, non esistono segreti fra di noi. Lei sa che io faccio ciò che voglio al Grey Bar, ed io so che lei fa lo stesso. Lo preferiamo alla menzogna” racconta Larry a una televisione per una intervista sul tema dello scambismo. 

Al Grey Bar, su Oliver Street, pare ci sia un pianoforte a coda molto antico. 

Qualcuno lo usa per fare giochi di coppia, e pare che adesso sia totalmente scordato. 

Eppure c’è un custode, lì al Grey Bar, che è pronto a giurare che in alcune ore del pomeriggio, dal quel pianoforte scordato, esca ancora una musica lontana. 

È la musica di un gentiluomo che conquistò l’amore di una donna attraverso le note di un pianoforte. 

Marco Cassini