Come si riconosce una vera amicizia

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Essere amici vuol dire gioire dei successi che la persona a cui sei legato da un rapporto che si estende nel tempo, riesce a raggiungere.

La vita di ognuno necessita di quella persona che, nei modi più fantasiosi e non codificati, ti dà la cosiddetta “pacca sulla spalla” e ti sussurra di credere in te.

Per un certo periodo, se lo hanno saputo fare, ci sono stati i genitori che hanno valorizzato i figli per i risultati conseguiti: poi, per una certa serie di fattori, che vanno dalla complessità delle prove alle quali siamo chiamati a fornire risposte, alla minore lucidità o la impossibilità di essere al nostro fianco dei padri e delle mamme, i genitori “passano il testimone” all’amico.

In effetti questa persona che ci è vicina, si è affiancata a noi anche “prima che i genitori uscissero di scena”, ma poi questo soggetto assume sempre maggiore rilievo.

Ne sentiamo il bisogno, ne avvertiamo la necessità, per una rassicurazione, per una condivisione, per fare una “maggiore o migliore messa a punto” di qualche scelta che stiamo per compiere.

Non è il “vero amico” colui “che può” ed a cui ti rivolgi quando sei a corto di denaro e ti fa un prestito, ben convinto che gli verrà restituita, dopo qualche tempo, quella somma, ma che resterà del tutto indifferente se tu, che eri in stato di bisogno, ti sei effettivamente messo dietro le spalle quello stato di necessità.

L’amico autentico è quello che antepone la relazione emotiva fatta di ascolto, di vicinanza, di accompagnamento all’aiuto economico che, sul piano del soddisfacimento di un bisogno, può davvero significare qualcosa di relativo, se poi non si immedesima nella situazione di ripresa dell’altro e se questa, effettivamente, sia avvenuta. 

L’amico autentico “fa le notti seduto su una sedia” al tuo fianco e si rende disponibile a dare “il cambio” ai familiari, per alleviargli una condizione di stanchezza, che vuol dire tempo sottratto al sonno e impossibilità di essere poi lucidi abbastanza per affrontare la giornata seguente.

L’amico, quello vero, non fa nulla “per tornaconto”, non nutre aspettative che quanto elargito, gli verrà poi corrisposto.

L’amico dimostra questa sua effettiva alleanza con te quando è contento di vederti “riprendere a sorridere” e, per concludere con una frase di Baden Powell, fondatore dello scoutismo, “la vera felicità è quella di procurare felicità agli altri”.

Se questo vale nello “spendersi” a favore di uno sconosciuto, quanto più deve “calare a pennello” se lo si fa per un amico?

Ernesto Albanello