Ogni stagione che si sussegue è per me un momento di bilanci: penso alla vita come ad uno spettacolo, in cui possiamo essere protagonisti del palcoscenico e sentirci vivi, oppure comparse, che spariscono dalla storia senza lasciare traccia o peggio con scie di cattivi ricordi!
Oggi, la nostra società, pur di dare vitalità ai giorni e spinta ai consumi, ha inventato feste e ricorrenze per riempire la vita, a volte spenta dallo stress degli impegni frenetici, e per cercare di rianimare relazioni stanche, propone di organizzare vacanze e week end, che spesso lasciano altra insoddisfazione, perché la vita è altro!
Vi ricordate il film “Risvegli” con Robert De Niro e Robin Williams? Racconta la storia vera del dottor Malcolm Sayer, che riuscì a risvegliare dalla catotonia alcuni pazienti colpiti dalle conseguenze dell’encefalite letargica, ma solo per un breve periodo: il farmaco utilizzato non era privo di effetti pericolosi e sospesa la somministrazione, tutti i malati persero i contatti con la realtà…ebbene, quest’esperienza è un invito a risvegliarsi alla vera vita, a non lasciarla trascorrere senza coscienza ed emozioni, come purtroppo accade a chi non si accorge di quanta bellezza è tutt’intorno, distratto da mille banalità!
La vita in continuo divenire scuote dal torpore che a volte ci avvolge nei momenti difficili, e chiama a superarci, risveglia entusiasmi e progetti, ci guida alla scoperta di noi stessi con messaggi che danno luce alle nostre oscurità, perché anche noi cominciamo a vedere ciò che conta, come insegna Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupery: “Non si vede ben che con il cuore: l’essenziale è invisibile agli occhi!”.
Il nostro cuore desidera vivere e aspira all’infinito! Dove trovare la risposta a questa attesa, se tutta la nostra realtà è segnata dal limite?
Intanto nell’osservare la natura, che con il suo rinnovarsi ad ogni primavera ci mostra che la nostra intuizione sulla vita ha un fondamento e poi… “Risvegliati, tu che dormi, risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà!” (Ef. 5, 8)
Il Nuovo Testamento, infatti, contiene un messaggio potente: l’annuncio della resurrezione nella lingua greca con il verbo “anistemi”, ripetuto nel N.T. per 107 volte, è lo stesso che indica risvegliarsi e rialzarsi, non semplicemente riprendendo la quotidianità, ma vivere per non morire più, sviluppando la resilienza, che tutti abbiamo sperimentato come necessaria in certi snodi nella vita, ma difficile senza una Speranza a lettera maiuscola!
Risvegliamo l’interpretazione spirituale sulla vita e impariamo a danzare, percorrendo le vie del tempo alla scoperta di quell’Amor “che move il sole e l’altre stelle”.
In ogni caso, sarà una vita ben spesa!
Paola Giorgi





