L’iniziativa dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano
Si è chiusa in questi giorni la raccolta delle candidature per il progetto ideato dall’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano “Smart Working Award 2022”. L’obiettivo è quello di identificare le migliori iniziative di lavoro agile, anche alla luce del nuovo modo di svolgere la professione post pandemia, generando un meccanismo virtuoso di condivisione delle esperienze di eccellenza e dando visibilità alle iniziative di maggior successo.
Il contest “Smart Working Award 2022” è un progetto dell’Osservatorio Smart Working che premia le organizzazioni che hanno realizzato idee di riprogettazione delle modalità di lavoro e dello spazio in ottica lavoro agile ovvero una filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati.
Il progetto ora entra nella fase due: lo studio delle candidature da parte di Docenti e Ricercatori dell’Osservatorio, con interviste di approfondimento fino ad individuare il caso di studio che sarà pubblicato sul sito osservatori.net nella sezione business case. Le migliori proposte verranno premiate in occasione del Convegno finale dell’Osservatorio che si terrà il 20 Ottobre 2022.
Secondo le previsioni dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano 4,38 milioni i lavoratori continueranno ad operare almeno in parte da remoto: 2,03 milioni saranno lavoratori delle grandi imprese, 700 mila delle PMI, 970mila nelle microimprese e 680mila nella PA. Dal 1° Aprile, lo smart working non ha cessato di esistere con la fine dello stato di emergenza. Non solo perché proseguono le procedure semplificate per le aziende private, prorogate fino al 30 giugno, ma perché sia le organizzazioni che i lavoratori non intendono privarsi dei benefici del lavoro agile sperimentati con la pandemia.
Lo smart working è destinato a rimanere nell’89% delle grandi aziende, nel 62% delle PA e nel 35% delle PMI. Le modalità di lavoro in Smart Working saranno soprattutto “ibride”, alla ricerca di un miglior equilibrio fra lavoro in sede e a distanza: nelle grandi imprese sarà possibile lavorare a distanza mediamente tra i 2 e i 3 giorni a settimana a seconda del settore e del tipo di attività svolta.
“Anche i benefici sociali ed ambientali dalla diffusione dello Smart Working ai livelli oggi previsti sono troppo rilevanti per non essere considerati nelle scelte politiche – dichiara Mariano Corso, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Smart Working -. E occorre sottolineare che sono benefici che potrebbero quasi raddoppiare se si estendesse l’applicazione dello Smart Working ai livelli che i lavoratori desiderano e che la pandemia ha dimostrato essere già possibili con le tecnologie attuali.”
In attesa che arrivi ottobre 2022, il palmares per gli “Smart Working Award” 2021 era così composto: Cameo e ING Italia sono risultati vincitori fra le grandi imprese, Net insurance e Webranking fra le PMI, Banca D’Italia e Inail hanno ricevuto il riconoscimento nella categoria PA.
Cristina Mignini





