Nel n.18 del Settimanale Digitale abbiamo affrontato per la prima volta un generale quadro sullo stato degli studi relativi alla sostenibilità. Partendo dal padre nobile – Adriano Olivetti – fino ai report aziendali che stanno volente o nolente cambiando la cultura aziendale a colpi dei 17 DGS dell’Agenda 2030.
Non sono poi poche le lauree green che coniugano la voglia di salvare il Pianeta e la possibilità – concreta – di trovare lavoro: CSR o Sustainaibility manager; specialisti in Green Economy e Adaptive Management; avvocati esperti di diritto ambientale; ingegneri alle prese con le tecnologie per la protezione e per la sostenibilità ambientale e, in ordine di tempo, Innovation manager.
A cui sommare i consulenti specializzati – non solo le classiche Big Four – per conseguire le ultime certificazioni e calibrare in azienda le migliori best practises aziendali, fino ad intraprendere, ove possibili, il cammino delle B Corp, modelli d’impresa for good. Almeno fino allo scoppio della guerra in Ucraina, orientato al futuro. Perché? Ha portato alla ribalta il tema energetico, non sempre in chiave esclusivamente ecologista, ma prima e più basicamente come approvvigionamento delle materie prime, con la preoccupazione costante relativa all’efficientamento e l‘efficienza energetica nelle imprese.
Ma questo non toglie che sia fondamentale continuare la formazione personale e l’apprendimento anche di manager fortemente skillati. Come è avvenuto alla fine di ottobre al Forum Sostenibilità organizzato da Il Sole 24 Ore, in collaborazione con la Santa Sede. Un momento dedicato appunto al confronto tra gli esperti, di diversa estrazione: aziende e Istituzioni su come far coesistere al meglio impresa, sviluppo, innovazione, strategia e responsabilità. L’obiettivo delle occasioni di confronto è porre in primo piano che la conservazione del Pianeta esca dal breve periodo, per entrare nelle strategie di business del lungo periodo come nei processi aziendali, mettendo al centro le chance che richiedono a gran voce qui ed adesso con i Friday For Future le generazioni future.
Il dibattito oggi sta sempre di più esplorando gli attuali modelli di business, premiando quelli più sostenibili, magari in una visione integrata di sviluppo, innovazione e competitività industriale. Così come le ultime tendenze della finanza sostenibile, osservando e privilegiando quelle che messe a sistema, potrebbero portare ad un’economia sociale di mercato. A cui aggiungere l’attenta analisi dell’evoluzione della società nel suo complesso in cui esplodono i temi dell’inclusione e della coesione.
Angela Oliva





