Gucci una storia di intrighi e passioni

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I 100 anni del famoso marchio moda e il film con Lady Gaga 

È uno dei brand più amati e desiderati a livello planetario e pensare che prende vita per caso da una piccola bottega fiorentina. Sono trascorsi oltre 100 anni da quando nel 1921 Guccio Gucci apre una piccola manifattura di cappelli di paglia. L’azienda ben presto si amplia nella produzione di articoli di pelletteria, guanti e valigeria. Il marchio fiorentino ancora oggi è il più richiesto sul mercato. A confermarlo è la classifica annuale BrandZ, stilata dalla compagnia di consulenza Kantar dedicata ai ‘Most Valuable Italian Brands’. Gucci è un universo fatto di staffe, morsetti, selle, briglie e finimenti, che diventano ben presto l’heritage della maison. Negli anni Trenta i figli della coppia Ugo, Aldo, Vasco e Rodolfo iniziano a lavorare al fianco del padre. Guccio comincia quindi a utilizzare materiali alternativi come la canapa, la iuta e il bambù e crea il prototipo della Bamboo Bag. È un tripudio. Gucci apre negli Stati Uniti, sulla 58° strada a New York e da quel momento c’è l’inizio dell’espansione americana che sancisce il successo internazionale. I prodotti Gucci si affermano rapidamente per il design esclusivo, sono il simbolo del Made in Italy nel mondo e conquistano il cuore delle star del cinema. Sono gli anni della famosa Jackie Bag, così ribattezzata in virtù della passione di Jacqueline Kennedy per quel modello, e il foulard Flora. Disegnato da Vittorio Accornero nel 1966 quel foulard venne donato da Rodolfo Gucci a Grace di Monaco in occasione di una visita romana della principessa. Negli anni Cinquanta Gucci è ormai un brand internazionale con negozi a Roma e Milano come a New York. Nelle boutique della griffe con la G incrociata si possono incontrare star dal calibro di Audrey Hepburn e Sophia Loren. Nel 1960 Aldo Gucci, uno dei tre figli di Guccio, disegna il simbolo con le due “G” incrociate, chiaro riferimento alle iniziali del fondatore. La griffe rimane nelle mani della famiglia fino agli anni Ottanta quando, a causa di contese tra gli eredi, viene ceduta agli arabi di Investcorp International. In quel periodo intorno alla famiglia Gucci scoppiano una serie di scandali e tradimenti. Come quello tra Maurizio, figlio di Rodolfo e la sua ex-moglie Patrizia Reggiani che non perdona mai al marito di essersi legato a un’altra donna e che per questo organizza il suo omicidio. Nel 1992, con la direzione artistica di Alessandro Michele, compare ufficialmente nel marchio aziendale il simbolo della doppia “G”, fino ad allora utilizzato solo come griffe sulle borse, calzature e cinture. Nel 2021 a concentrarsi sulla famiglia Gucci, arriva prima un documentario “Lady Gucci”, in onda su Discovery+, incentrato sulla figura di Patrizia Reggiani, realizzato dalle talentuose autrici Flavia Triggiani e Marina Loi. Ma non solo. “House of Gucci”, il film diretto da Ridley Scott, tratto dal libro della giornalista americana Sarah Gay FordenThe House of Gucci: a Sensational Story of Murder, Madness, Glamour and Greed, mette in luce la saga della celebre famiglia. Nel cast, oltre ad Al Pacino e a Jared Leto, ci sono Lady Gaga nel ruolo di Patrizia Reggiani ma anche Adam Driver in quello di Maurizio Gucci e Jeremy Irons in quelli di Rodolfo, padre di Maurizio e figlio di Guccio. Sullo sfondo di scandali e creatività, successi e declini, a traghettare la griffe con la doppia G nel secondo millennio c’è lo stilista texano Tom Ford, direttore creativo del brand dal 1994 al 2004, al quale Alessandro Michele ha reso omaggio con la sua collezione Aria. Grazie a Tom Ford e al suo stile unico, minimale e glamour, nel giro di poche stagioni Gucci conquista il mondo. È allora che la Maison passa sotto il controllo del gruppo Kering, attuale proprietario del marchio. Il marchio Gucci non smette comunque di farci sognare con cento anni pieni di fascino e creatività.

 

                                                                                                   Elena Parmegiani