Ci sono libri che meritano più di una lettura, per imprimere e marcare concetti salvifici già presenti dentro di noi, come archetipi ancestrali, come istinti primordiali, concetti scritti con l’inchiostro simpatico.
“Finché non diverranno coscienti della loro forza non si ribelleranno e, finché non si ribelleranno, non diverranno coscienti della loro forza”, è una frase scritta in 1984 di Orwell, il romanzo che è sempre sul mio comodino, ma è anche scritta nella nostra mente, da sempre; occorre solo un po’ di calore per farla tornare visibile. E il calore non è solo quello provocato da una reazione chimica, ma è anche l’amore per se stessi, per non perdere la libertà, per non lasciar scivolare la vita senza viverla, per non perdere…; dobbiamo cercare di rimanere vigili, soprattutto in questo periodo storico dove ci sentiamo ormai sicuri, padroni di noi stessi, e quindi, proprio per questo, sotto scacco da parte dei mass media, che pensiamo di conoscere e riconoscere. Infatti, un sondaggio recentemente realizzato da Ipsos per Idmos, l’hub nazionale contro la disinformazione, per indagare sulla fiducia e i comportamenti verso l’informazione e le fake news, afferma che oltre il settanta percento degli italiani è ben conscio del termine fake news ed è in grado di riconoscerle. Sicuri o presuntuosi?
Del resto, <<come il più mediocre scrittore ha i suoi lettori, così il più grande bugiardo ha i suoi creduloni, e spesso accade che se una menzogna viene creduta anche solo per un’ora, essa ha già compiuto il suo lavoro e non deve fare altro. Quando gli uomini capiscono di essere stati ingannati è troppo tardi.>> (J. Swift)
Talvolta, le notizie scritte da persone ritenute affidabili, magari perché popolari, sono proprio quelle intenzionalmente modificate per favorire determinati interessi o poteri, quelle che: è troppo tardi!
Poteri che sfruttano la propaganda, tesa ad occultare certe informazioni e a manipolarne altre. E’ una tecnica subdola, la propaganda, che mira all’inconscio provocando emozioni, avvalendosi della letteratura, dei teatri, del cinema (ne Il mondo nuovo di Huxley c’è il cinema odoroso), ma soprattutto dei mass media. La propaganda, inoltre, è uno degli strumenti più importanti delle guerre. Vi viene in mente qualcosa che si avvicini all’attualità?
E, ancora, citando la guerra, cosa immaginate proiettandovi nel futuro? Io vedo la degenerazione umana capace di condurre il mondo alla deriva, un mondo distopico come quello di Orwell che ho sul comodino, dove:
“La guerra è pace.”
“Libertà è schiavitù.”
“L’ignoranza è forza.”
Dove il linguaggio possiede la forza delle maree, dove il passato viene cancellato per costruire un presente in linea con le nuove regole, dove il protagonista ha il compito di RISCRIVERE le notizie che, appunto, non sono allineate. Dove? Al Ministero della verità, ovviamente, dove, tra l’altro, si lavora ad un nuovo e sintetico dizionario, composto da pochi vocaboli, quelli della –neolingua-.
Cancellando certe parole è come se si perdesse la capacità di pensare. Perdere… Questo è utile alla propaganda e quindi al potere, che vuole l’ignoranza, perché l’ignoranza è forza.
“Chi controlla il passato controlla il futuro.”
Allora, coltivate dubbi come se fossero radici!
Alessandra De Angelis





