Un “alfabeto” per descrivere Silone

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Impossibile non associare all’Abruzzo, insieme alle tante personalità di spicco della nostra regione, il nome di Ignazio Silone, uno dei più grandi scrittori del 900 definito da William Faulkner «il maggior scrittore vivente».

Nel tempo, moltissimi sono stati i tentativi, da quasi tutta Italia, di gettare fango sulla figura di questo autore talentuoso e dalla personalità giusta e profonda, ma con scarsi esiti visto che, soprattutto per gli Abruzzesi – e in particolare per i marsicani – Silone resta un luminosissimo faro non solo per gli intellettuali, ma anche (e forse soprattutto) per i cittadini comuni, per i poveri cristi, per quei cafoni da lui tanto amati e ben descritti. Fu ingiustamente accusato di essere una spia politica, di essere un collaboratore dell’Ovra. Tali accuse influirono fortemente sul corso della sua vita di scrittore. Fedele nella difesa e nella diffusione dell’opera dell’autore è stata la Fondazione Ignazio Silone, che promosse la prima biografia di Silone scritta da Ottorino Gurgo e Francesco De Core e pubblicata da Marsilio nel 1998.

Gli stessi autori, appassionati studiosi di Silone, pubblicheranno nel 2003 un volume dal titolo: Silone, un alfabeto. In questo volume troviamo assegnata ad ogni lettera dell’alfabeto una o più parole relative alla vita o all’opera di Silone. Quarantuno parole analizzate, sviscerate e trattate con maestria che ci aiutano a ripercorrere gli aspetti salienti della vita dello scrittore, le caratteristiche principali delle sue opere e della sua personalità in un modo scorrevole e accattivante.

Si parte dalla lettera A e quale parola vi si poteva associare se non Abruzzo

«È l’Abruzzo il “paesaggio dell’anima” di Silone»

che alla sua Pescina, alla sua terra, è stato sempre legato in modo viscerale.

Si arriva fino alla V di verità:

«Questo legame di Silone con la Verità non è connesso soltanto al suo lavoro di scrittore e di intellettuale. È parte viva anche del suo impegno politico che è l’antitesi di quella che i francesi chiamano la politique politicienne, la politica politicante».

passando per la C di Cafoni, per la G di Giustizia e per la S di Scrivere.

Un libro datato in relazione all’anno di pubblicazione, ma non nei concetti e nei fatti. Un libro interessante per avere uno sguardo d’insieme sul nostro conterraneo.

Il vero modo per assaporare profondamente Silone è, naturalmente, leggere i suoi scritti per capire le sue sfaccettature, le sue idee radicate e tenaci, la sua predilezione per i deboli, per la giustizia, per la ragionevolezza.

Fontamara, considerato il suo capolavoro, potete leggerlo anche sul muro, ad Aielli, il coloratissimo Borgo marsicano dove alcuni artisti hanno copiato il testo per intero, a mano, su una parete che è diventata testimonianza tangibile dell’amore della Marsica e dell’Abruzzo per Silone.

Flora Fusarelli