Barilla cambia logo dopo ben 66 anni

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Marchio minimal e debutto social per la nuova immagine del brand

Una rivoluzione all’improvviso: così Barilla ha presentato sui social, il nuovo logo che fa della linearità il proprio tratto distintivo. Una scelta coraggiosa per un dialogo moderno con i consumatori diventati utenti, destinatari del nuovo progetto. Le evoluzioni del marchio sono state sempre frutto di scelte legate allo studio del contesto sociale ed economico in cui l’Italia versava e il digitale non può che essere parte integrante della nuova veste del brand.  Il comparto testuale è stato completamente rivoluzionato con l’attuale font corsivo e la dicitura “dal 1877” anno di fondazione dell’azienda per enfatizzare la storicità del brand e accompagnare il debutto del restyling in cui il rosso simbolo di passionalità, è protagonista indiscusso. Il precedente marchio era stato progettato da Erberto Carboni e raffigurava un uovo sodo tagliato a metà, simbolo della freschezza della pasta. La forma resta simile, sparisce il bianco che era parte integrante del logo dalla sua ultima modifica. Nel corso degli anni, Barilla aveva già fatto quattro restyling, l’ultimo dei quali risaliva al 2002. Anche nel 2020 vi fu una piccola modifica: addio al blu classico, in favore di un azzurro che ricordasse le tonalità della nostra nazionale, in vista dei fortunatissimi campionati europei della scorsa estate con il trionfo dei ragazzi di Roberto Mancini. La scelta aziendale ancora non ufficializzata, probabilmente risiede nella necessità di riadattare l’immagine del brand ormai ventennale ai nuovi consumatori sopraffatti dalle immagini e in cerca di stimoli semplici e efficaci per essere ricordati. Questa iniziativa permetterà di evolvere la brand reputation e riadattarla a quelli che sono gli attuali trend comunicativi di cui i social e il sito web sono dei canali di veicolazione.

Con Maurizio Lepore Coordinatore Didattico della UED Pescara Università europea del Design, abbiamo cercato di interpretare le ragioni della scelta effettuata dalla Barilla.

“La Barilla forse ha fatto questo restyling con ritardo rispetto ai competitor che hanno già sintetizzato il loro marchio da tempo. La strategia fa pensare ad un lavoro più ampio che possa includere anche una rivisitazione futura del packaging anche se a tutt’oggi, le confezioni sono rimaste quelle di sempre. 

E’ indubbio che il processo generale di semplificazione risponde a un bisogno del mercato prima ancora che ad una tendenza. La segmentazione dei consumatori che Barilla vuole attrarre sono probabilmente i giovani e le giovani coppie non rispecchiate dal pack e dalla grafica troppo tradizionalista. L’ ultimo restyling del 1985 aveva apportato modifiche minime mantenendo sempre l’iconica figura del mezzo uovo tagliato evocativo del marchio. La versione attuale esalta la semplicità e accentua la cromia del rosso che si adatta alla carta riciclata ed ecosostenibile che assorbe i colori in maniera diversa, un aspetto tecnico da non sottovalutare per una scelta green coerente con i valori del brand. – prosegue –

 Se il nuovo logo (a cui dovrà essere affiancato uno studio altrettanto attento delle confezioni), sarà in grado di generare engagement, lo capiremo dalle scelte dei consumatori. Sarebbe interessante poter vedere un restyling anche del Mulino Bianco del Gruppo Barilla ad oggi ancora troppo antico: anche se per necessità deve mantenere il proprio aspetto tradizionalista è anacronistico rispetto ai competitor che hanno già intrapreso una strada innovativa e minimalista in linea con le tendenze del momento e del profilo del consumatore che cambia e evolve con la società”. Una sfida aperta e una evoluzione da continuare a scrivere per una delle aziende che hanno fatto la storia del nostro Paese. 

Fonte foto Logo profilo fb

Evoluzione del marchio https://www.archiviostoricobarilla.com/esplora/focus/evoluzione-del-logo-barilla/

Cristina Mignini