“Un amico si prende sempre cura della libertà dell’altro”.

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Chi trova un amico trova un tesoro, recita un noto proverbio che deriva da un detto di Salomone riportato dalla Bibbia: ‘Un amico fedele è una protezione potente, chi lo trova, trova un tesoro. In sintesi l’amicizia è un’unione spirituale fra due o più persone. Per Empedocle originariamente l’amicizia era un principio divino che univa armonicamente e pacificamente fusi insieme, come in un abbraccio amoroso, invisibili e impalpabili, tutti gli elementi di Dio, la terra, l’acqua, l’aria e il fuoco, nonché i suoi innumerevoli attributi, da cui è scaturito l’universo, rendendo così concreto e manifesto, chiaro e distinto, ciò che prima era invisibile. Per Empedocle l’universo è il risultato di un processo, scientifico, di mescolanza e di separazione, ed è soggetto a due forme cosmiche primordiali: l’Amicizia e la Contesa (cioè l’Amore e l’Odio), di cui la prima ha il potere di attrarre, la seconda di respingere, e ciò è visibile e si realizza soprattutto nell’uomo, attraverso la dialettica: tesi e antitesi, che si risolvono nella sintesi, la quale si verifica solo in casi rari e negli uomini saggi, a alla fine, dice sempre Empedocle, gli elementi primari, che si sono disgregati e contrapposti, torneranno ad essere amici come prima. Amicizia e ospitalità sono due pensieri iperbolici e dunque, cosa è l’amicizia? Dove è l’amicizia in questo nostro mondo diviso dal conflitto, tagliato dall’ineguaglianza, segnato da povertà, esclusione, oppressione? Piuttosto che tentare, invano, di definire cosa è, o cosa caratterizza affermativamente, l’amicizia, conviene partire dalla definizione di ciò essa non è. Da una decostruzione, o da uno scioglimento, dei nodi che il linguaggio filosofico, ma anche il senso comune, ha stretto intorno a questo concetto, spingendolo sempre più lontano dal suo significato originario, l’amicizia appartiene alla sfera del logos. Implica il contatto e l’intimità, ma non la compenetrazione dell’amore. Colpisce ma non travolge, assimila ma non possiede. l’enigma dell’amicizia è racchiuso in questo ossimoro – un legame che scioglie, un contatto che consente la distanza, che non distrugge il “fra” che insieme ci relaziona e ci distingue. 

L’amicizia, descrivibile come quel legame privo d’interessi che manifesta un chiaro sentimento affettivo e che riesce ad unire in modo bilaterale, trae origine dall’antichità. Etimologicamente, discende dal latino amicitia, è riconducibile al termine amicus, oltre ad essere ricollegabile al verbo amare. È un’attività fisica, esprime il modo in cui ci rapportiamo con gli altri e con il mondo circostante, e si manifesta per la sete di realizzare un bene da godere, ma anche per il desiderio di salvarci da un male che ci affligge e, in questo caso, appunto, diviene un mezzo per ottenere la salvezza.  Nella sua vera accezione, rappresenta un rapporto di affetto vicendevole e non può esistere in assenza di reciprocità. È uno sporgersi verso l’altro, un movimento in direzione di questi e, da sempre, è stata capace di legare le persone tra di loro. 

L’amicizia la vera relazione costruttiva “non è quella in cui si tende ad ignorare o ad appiattire le differenze, ma piuttosto quella che si sviluppa da soggetto a soggetto e che consente a ciascuno di valorizzare la propria singolarità personale, perché se non c’è reciprocità non c’è arricchimento, ma solo plagio di coscienza e dominazione dell’uomo sull’uomo”.

Ma dunque, “Che cosa è l’amicizia?”, approfondendone la definizione, l’approccio dal punto di vista oggettivo e soggettivo, gli elementi che emergono dagli studi di alcuni filosofi e scrittori dell’antichità, in particolare Aristotele, per il quale “l’amicizia non è un optional, ma un’esigenza profonda dell’essere umano” e Cicerone, che vede l’amicizia “come una forma d’amore e frutto di affinità elettive”.

Cicerone ha scritto oltre duemila anni fa un libro sul valore dell’amicizia. “Posso solo consigliarvi di anteporre l’amicizia a tutti gli umani sentimenti; nulla è infatti tanto consono alla natura, tanto adatto sia nella buona che nella cattiva sorte“. L’amicizia è quindi per Cicerone il bene più importante ed è così forte che si consolida solo tra poche persone: “Quanta sia la forza dell’amicizia si capisce dall’infinito vincolo del genere umano che la stessa natura ha costituito, il legame diviene così stretto e chiuso che si instaura solo fra due o poche persone“.

Esiste o no ancora l’amicizia nel mondo contemporaneo, sottolineando che “se ad una prima osservazione sembrerebbe di no, perché nella società di oggi, dominata soprattutto dall’utile economico, dalla competizione per il potere, dalla raccomandazione, c’è ben poco spazio per i rapporti personali sinceri, in realtà l’amicizia continua ad essere una componente essenziale della nostra vita”. l’amicizia ai tempi dei social si manifesta anche con annunci e proclami del tipo: “Sappiate che oggi ho deciso di fare pulizia tra le mie amicizie“. Il social mette in comunicazione migliaia di persone e permette loro di condividere idee e contenuti ma chiamarla amicizia è troppo. Specificare che “essere amici su Facebook” è diverso che essere amici sul serio è un grado di consapevolezza apprezzabile che per fortuna ancora hanno in molti ma che, tuttavia, non riesce a riparare del tutto alla distorsione creatasi sul nobile significato della parola amicizia. L’amicizia è un valore alto perchè disinteressato. Le persone sono amiche non per ricerca di utilità ma per naturale inclinazione sociale: “L’amicizia sorge dalla natura piuttosto che dal bisogno, dall’inclinazione dell’animo con un certo sentimento di amore piuttosto che da una riflessione su quanta utilità essa abbia”. L’amicizia è forte e sicura e non comporta turbamenti, anzi aiuta a vedere meglio il futuro anche nelle difficoltà. “Dovunque tu vada essa è sempre a tua disposizione, non è allontanata da nessun posto, non è mai inopportuna, mai di peso. Plutarco invita a saper cogliere la differenza fra la vera amicizia e l’illusione di chi vuole arrivare ai propri scopi senza preoccuparsi di ferire gli altri nei propri sentimenti.” L’amicizia è la cosa più piacevole e gioiosa di tutte, e quindi l’adulatore si serve anche di ciò che fa piacere. La vera amicizia si fonda perlopiù sulla comunanza degli interessi e sull’affinità dei caratteri: rallegrarsi per le stesse gioie e fuggire gli uguali dolori è qualcosa che avvicina gli uomini e li lega grazie al sentire comune.

Non sempre ci sono conflitti e incomprensioni alla base della fine di un’amicizia. La natura stessa del legame amicale lo rende vulnerabile ai cambiamenti che accompagnano l’esistenza soffrono più per un’amicizia finita che per una relazione amorosa conclusa, perché, se per l’amore avevano messo in conto i rischi delle difficoltà di coppia, delle incompatibilità, del tradimento o della fine del sentimento, dal legame di amicizia si attendevano che restasse per sempre inalterato ed è più frequente che non riescano a individuare un motivo che ne legittimi e renda comprensibile la fine. Così si arrovellano a cercare di capire e a ripercorrere ciò che possono aver fatto di sbagliato perché l’amicizia finisse. La natura stessa dell’amicizia e le funzioni a cui essa assolve, ne determinano la vulnerabilità agli effetti del tempo e, soprattutto, ai cambiamenti che nel tempo accadono nelle persone.

Nell’era dei Social assistiamo ad un paradosso: per stringere un’amicizia basta un click e sono superate le distanze, le barriere sociali e culturali vengono annullate, tuttavia una chat o un canale social non possono sostituire la relazione amicale fisica. Possono aiutare ad alimentarla, ma per costruire e mantenere un’amicizia occorre tempo trascorso insieme, affetto e fiducia.

L’amicizia si fonda su una condivisione di progetti, di ideali, di interessi, di passioni ed è più facile che nasca e si mantenga tra persone che hanno qualcosa in comune. D’altra parte, nel corso dell’esistenza noi evolviamo continuamente, cambiando non solo le circostanze esterne ma anche la nostra personalità, e può accadere che ci si ritrovi senza più nulla in comune e che il filo che tiene unita l’amicizia si assottigli sempre di più. Se consigli e comportamenti sono spinti dai propri interessi, dall’invidia o dall’egoismo, l’amicizia è apparente. Le amicizie che si fondano sulle apparenze non sono sincere né durature. Qualora venga a mancare la gratificazione o l’interesse, tale legame si sgretola. Un’amicizia vera non muore mai.

Certo, non esiste manuale che possa garantire la buona riuscita di una relazione di amicizia. Una buona rete sociale è essenziale per sconfiggere ansie e depressione e invecchiare bene. Principio base da tenere presente  è la reciprocità che  significa attenzioni e prendersi cura a vicenda. Un buon amico dovrebbe essere sempre con te quando i tempi sono difficili, ma sarà anche lì per festeggiare con te quando le cose andranno bene. Non dovresti mai sentire di dover mantenere segreti con i tuoi amici, perché essere onesti con loro è una delle parti essenziali di una vera amicizia. Non preoccuparti mai di ciò che la gente pensa di te o spettegola su di te, perché i veri amici non lo fanno. 

La vera amicizia è un sentimento così intenso e profondo da essere naturalmente e necessariamente raro: «l’amico deve essere il custode dell’animo reciproco: deve custodire in un silenzio fedele tutti i segreti che vi trova; curare e sopportare quanto vi scorge di imperfetto; gioire quando l’amico gioisce, soffrire quando soffre, sentire come proprio tutto ciò che è dell’amico».

Gli amici intimi aspettano sempre i nostri consigli. Queste sono persone con cui puoi condividere buone notizie, festeggiare o fare affidamento. Sono perspicaci e partner nella crescita che si sostiene a vicenda. Ti danno davvero la libertà di essere te stesso. Il sostegno continuo e incondizionato, l’amore reciproco e la lealtà sono i tratti distintivi di tali amicizie. La vita generalmente sembra più piena quando trovi questi amici. Affinché un’amicizia diventi profonda, sincera, vera, indissolubile, è importante essere se stessi. 

L’amicizia è una delle forme in cui si manifesta l’amore nella nostra vita; è un legame complesso, che coinvolge chi lo vive, fondato prevalentemente su una sintonia psicologica ed emotiva che tocca diversi aspetti della vita. Se hai il dono di avere un amico vero, sincero, su cui poter contare in ogni momento e particolarmente in quelli più difficili, sicuramente ti sei messo in gioco nella relazione. Avrai imparato a coltivare una comunicazione efficace, che non consiste in una tecnica per tenere l’altro legato a te, ma richiede la capacità di accogliere l’altro con le sue diversità nella libertà di mostrare te stesso come sei, senza finzioni, senza maschere, senza corazze più o meno pesanti. Su questi valori si fonda una relazione che genera gioia, sicurezza, fiducia, comprensione e ti libera dalla solitudine e dalla incomunicabilità.

Coltivare l’amicizia verso se stessi è il primo passo per diventare amici.

Maria Ragionieri