Amicizia: quel sentimento che supera il numero 2

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Era sir Byron a definire l’amicizia comeAmore senza le sue ali”. Nei fatti universalmente un sentimento da accostare al più nobile, desiderato e appassionato di tutti. Quindi possiamo solo aggiungere parole alle tante – e maggiormente eccelse – che ne hanno scritto, per apportare la nostra personale visione di cosa sia l’amicizia.

Come sentimento in quanto tale, per descriverlo nella sua potenza e importanza. E inevitabilmente parlare del peso del suo tradimento. Sì, perché paradossalmente, pesa più spesso quello di un amico che quello del partner. Il motivo è che spesso in una storia d’amore lo mettiamo quasi in conto o non esisterebbe la gelosia, e non si alimenterebbero tremende vendette. Mentre con un amico arriva sempre come uno strappo: inatteso e difficile da fronteggiare. 

Un vero e proprio accidente specie se si tratta di un’amicizia di lungo corso, che difficilmente non coinvolge altre persone amiche. Quando si perde la fiducia nell’amicizia riposta in qualcuno viene meno la nostra dimensione conviviale e giocosa – due aspetti che ci contraddistinguono come esseri umani e ci segnano fin da piccoli nell’apprendimento – che l’amore raramente innesta, impegnati come siamo nei ruoli seduttivi della coppia. Probabilmente quelle ali di cui parlava Byron delle farfalle che ci prendono gioiosamente allo stomaco. Senza contare che per molti – specie coloro che hanno la fortuna dell’innamoramento facile – dopo appare sempre difficile affidarsi ad un nuovo amico. 

L’amicizia è costanza: la più grande che ci è richiesta in questa vita. E coinvolge anche per certi versi il nostro arbitrio. A differenza della famiglia e dell’amore che capitano, l’amico lo possiamo scegliere. Possiamo imparare dal nostro passato. Anche perché l’amicizia non vivendo delle passioni intense dell’amore ha più bisogno di tempo, di incontri, di vita passata insieme. Di ricordi e vissuto, che si sedimentano come la terra, nessuna “incursione alata”. Il paradosso che i grandi amori, quelli lunghi sono spesso quelli in cui si fa largo la componente amicale, emerge la complicità e si riesce ad uscire dal limite del “tuo ed io”: il numero 2. La base della coppia. Mentre quando abbiamo un’amicizia a cui teniamo il primo istinto è mostrarla, condividerla. Un pezzetto di felicità nostra che vogliamo donare a chi vogliamo bene. Per stare bene tutti insieme: in comitiva.

Forse per questo spesso scegliamo un amico a quattro zampe. Gli esempi di relazione uomo-pets sono sempre più totalizzanti e totalmente umanizzate. I nostri animali da compagnia hanno bisogno degli stessi ingredienti di cui si compone una lunga amicizia e in cambio ci offrono fedeltà, quasi sempre incondizionata, iperumana a tratti. Perché come chiosava il poeta William Blake “l’uccello ha il nido | il ragno la tela | l’uomo l’amicizia”.

Angela Oliva