<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Storia della bruttezza Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
	<atom:link href="https://lacittamagazine.it/tag/storia-della-bruttezza/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://lacittamagazine.it/tag/storia-della-bruttezza/</link>
	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 Feb 2023 15:49:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
	<item>
		<title>Elogio della bruttezza</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/elogio-della-bruttezza/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=elogio-della-bruttezza</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2023 16:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Storia della bruttezza]]></category>
		<category><![CDATA[Virginia Chiavaroli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=9527</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un panorama magnificamente variegato In “Storia della bruttezza” Umberto Eco scrive: “Bellezza dunque è staticità, estasi immutabile; la bruttezza è dinamismo, è esercizio di un fascino che attrae inspiegabilmente”. Mettendo in antinomia i due concetti, il semiologo spiega, alla stregua della filosofia eraclitea, che nessuna delle due nozioni può esistere senza l’altra. Secondo la legge [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/elogio-della-bruttezza/">Elogio della bruttezza</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=9527" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NNqd8f5nVw_JRmvRqMx.mp3?generation=1675954023940711&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=9527&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NNqd8f5nVw_JRmvRqMx"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=9527"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b><i>Un panorama magnificamente variegato</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In “Storia della bruttezza” Umberto Eco scrive: </span><i><span style="font-weight: 400;">“Bellezza dunque è staticità, estasi immutabile; la bruttezza è dinamismo, è esercizio di un fascino che attrae inspiegabilmente”</span></i><span style="font-weight: 400;">. Mettendo in antinomia i due concetti, il semiologo spiega, alla stregua della filosofia eraclitea, che nessuna delle due nozioni può esistere senza l’altra. Secondo la legge dei contrari, bello e brutto vivono l’uno in virtù dell’altro. Ciò che permette il divenire del mondo è lo scontro perenne, e non la morta quiete; </span><i><span style="font-weight: 400;">“Armonia contrastante, come nell’arco e nella lira”.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Onestamente devo ammettere che, assorbita dalla dottrina occidentale, ho sempre ritenuto che il bello fosse maggiormente degno di nota, associando il brutto alla malvagità, non c’è retaggio peggiore a cui potessero condannarci. Un castigo che ha reso cieche le nostre anime. Finquando non ho considerato la sepolta ricchezza del brutto. Quanto esso ha da esprimere, senza però averne la possibilità, relegato ai margini di una visione dominante. Lo scontro è dunque tra una staticità, universalmente riconosciuta, e il dinamismo che richiede una tensione continua alla ricerca, la capacità di comprendere un fascino sepolto, implicito, tacito; la volontà di scavare oltre la superficie, superando i sensi, la materialità dei corpi, e guardare attraverso l’anima. Tutto questo implica uno sforzo notevole, ma se ci si riesce, il paesaggio sommerso è magnificamente variegato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per la mia trattazione non ho potuto fare a meno di ricordare il Florentino Ariza di Gabriel Garzia Marquez: timido, di brutto aspetto e non particolarmente incline all’ostentazione. Un personaggio singolare, quello descritto dal poeta, che tra le righe, ha saputo dar vita, ad un amante tenero, riservato e attento. Florentino è un poeta di vita, amante del mondo, sofferente, e attratto dalle peculiarità più che dalla statica bellezza. Le sue donne sono fragili creature di cui prendersi cura, corteggiare e ammaliare col più fine dei modi, e non con il fascino e la tracotanza del Dongiovanni. </span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Florentino Ariza sviluppò metodi che sembravano inverosimili in un uomo come lui, taciturno e squallido, e per di più vestito come un vecchio d&#8217;altri tempi. Aveva, però, due vantaggi a suo favore. Uno era un occhio sicuro per conoscere subito la donna che lo aspettava, perfino se era in mezzo a una folla, e anche così la corteggiava con cautela, perché́ sentiva che niente dava più vergogna né era più umiliante di un rifiuto. L&#8217;altro vantaggio era che loro lo identificavano immediatamente come un solitario bisognoso d&#8217;amore, un bisognoso della strada con un&#8217;umiltà da cane bastonato che le rendeva arrendevoli incondizionatamente, senza chiedere nulla, senza aspettarsi niente da lui, a parte la tranquillità di coscienza di avergli fatto il favore. Erano le sue uniche armi, e con loro fece battaglie storiche ma assolutamente segrete, che registrò volta per volta con un rigore da notaio in un quaderno cifrato, riconoscibile fra tanti per un titolo che diceva tutto: ‘Loro’”.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La bellezza nascosta di Florentino è da ricercarsi proprio nella ricerca di quella intimità, nella tendenza a mantenere al sicuro quanto di più prezioso, un carisma così potente da rendere attraente anche il più insignificante degli uomini.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Il mondo è diviso tra quelli che fanno l’amore e quelli che non lo fanno. Diffidava di questi ultimi: quando uscivano di carreggiata, era per loro qualcosa di così insolito che si vantavano dell&#8217;amore come se l&#8217;avessero appena inventato. Quelli che lo facevano spesso, invece, vivevano solo per questo. Si sentivano talmente bene da comportarsi come sepolcri sigillati, perché́ sapevano che la loro vita dipendeva dalla discrezione. Non parlavano mai delle loro prodezze, non si confidavano con nessuno, facevano i distratti fino al punto di guadagnarsi fama di impotenti, di frigidi, e soprattutto di invertiti timidi, com&#8217;era nel caso di Florentino Ariza. Si compiacevano, però, dell&#8217;equivoco, perché anche l&#8217;equivoco li proteggeva. Erano una loggia ermetica i cui associati si riconoscevano fra loro nel mondo intero senza bisogno di un idioma comune”.</span></i></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Virginia Chiavaroli</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9539" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1_elogio_della_bruttezza_c.jpeg-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1_elogio_della_bruttezza_c.jpeg-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1_elogio_della_bruttezza_c.jpeg-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1_elogio_della_bruttezza_c.jpeg-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1_elogio_della_bruttezza_c.jpeg-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1_elogio_della_bruttezza_c.jpeg-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1_elogio_della_bruttezza_c.jpeg-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1_elogio_della_bruttezza_c.jpeg.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/elogio-della-bruttezza/">Elogio della bruttezza</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mollo tutto e faccio il pastore</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/mollo-tutto-e-faccio-il-pastore/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=mollo-tutto-e-faccio-il-pastore</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2023 16:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fare business]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Mignini]]></category>
		<category><![CDATA[Storia della bruttezza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=9525</guid>

					<description><![CDATA[<p>Al via il progetto Il pastore 4.0 Circa 2000 ragazzi in Italia scelgono di tornare a uno dei mestieri che per molto tempo è stato considerato poco appetibile perché faticoso e poco moderno: quello del pastore. Coldiretti certifica la riscoperta di un lavoro antico che oggi viene svolto coniugando la circolarità del settore alla tecnica [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/mollo-tutto-e-faccio-il-pastore/">Mollo tutto e faccio il pastore</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=9525" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NNqd7fL8H7vSPQ3jpfM.mp3?generation=1675954013428662&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=9525&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NNqd7fL8H7vSPQ3jpfM"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=9525"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b>Al via il progetto Il pastore 4.0</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Circa </span><b>2000 ragazzi</b><span style="font-weight: 400;"> in Italia </span><b>scelgono</b><span style="font-weight: 400;"> di tornare a uno dei </span><b>mestieri</b><span style="font-weight: 400;"> che per molto tempo è stato considerato poco appetibile perché faticoso e poco moderno: quello del </span><b>pastore</b><span style="font-weight: 400;">. Coldiretti certifica la riscoperta di un lavoro antico che oggi viene svolto coniugando la circolarità del settore alla tecnica del saper fare. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono in </span><b>prevalenza i giovani e le donne a scegliere di tornare a fare i pastori</b><span style="font-weight: 400;">, dando continuità a un patrimonio di 7 milioni e 200mila pecore (in aumento di 200mila unità rispetto al 2011), salvando dall’estinzione 38 razze che risultavano a rischio, dando una spinta al settore del formaggio che in Italia vale prodotti per 60 milioni di chili l’anno, dei quali la metà con il marchio dop (dati Coldiretti).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sarà la vita all’aria aperta, il fascino della transumanza, ma per soddisfare le richieste, aumentano anche le scuole dove si impara questo mestiere. Sulla base di un progetto del Consiglio per la ricerca in Agricoltura, insieme alle università di Torino, Sassari e del Molise, è nata la </span><b>“Scuola Nazionale della Pastorizia”.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con il doppio obiettivo di creare una nuova figura professionale da un antico mestiere e coinvolgere le nuove generazioni e rilanciare le aree montane è nato il progetto </span><b>Il pastore 4.0</b><span style="font-weight: 400;">, fortemente voluto da Cia e realizzato di concerto con Inps e Regione Calabria da replicare su tutto il territorio nazionale, ovvero un corso di formazione ad hoc di due anni, teorico e pratico, per far nascere nuove figure specializzate e digitalizzate. </span></p>
<p><b>Futuri pastori qualificati e più &#8216;smart&#8217;</b><span style="font-weight: 400;"> grazie all’uso delle </span><b>nuove tecnologie</b><span style="font-weight: 400;">, a partire da Gps e droni per controllare posizione e movimenti del gregge al pascolo e per monitorare quotidianamente il benessere animale fino ai pannelli fotovoltaici sulle stalle per ridurre le bollette energetiche. Scopo ultimo </span><b>modernizzare il settore</b><span style="font-weight: 400;">, renderlo più redditizio e appetibile per i giovani, nonché </span><b>rivitalizzare le aree montane</b><span style="font-weight: 400;"> che scontano un progressivo spopolamento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La </span><b>pastorizia</b><span style="font-weight: 400;">, ricchezza dell’agroalimentare made in Italy diventa </span><b>volano</b><span style="font-weight: 400;"> dei servizi quali agriturismo, il bed and breakfast, food experience, creando un sistema virtuoso ed efficace di </span><b>economia circolare</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra i tanti giovani che hanno cambiato le proprie abitudini comode e omologate per questa scelta green, anche l’ex modella Daniela Pasinetti che, con il marito Davide Bortoluzzi ha costruito una stalla nella conca di Alpago, in provincia di Belluno, in Veneto. Prima solo pascolo vagante, poi ha dichiarato l’ex modella </span><i><span style="font-weight: 400;">«andavamo in giro con le pecore, sempre fuori, facendo transumanza dalla pianura alla montagna. Adoriamo stare in libertà il più possibile, amiamo la natura, vedere gli animali liberi. Poi abbiamo avuto l’idea di costruire una stalla, in Alpago, provincia di Belluno, dove abitava Davide. Abbiamo cominciato a produrre con una tecnica di lavorazione propria della mia Regione, il Piemonte, un formaggio più delicato rispetto a un classico pecorino. Facciamo anche il caprino».</span></i><span style="font-weight: 400;"> Dalle passerelle, la scelta radicale di allevare un gregge e produrre formaggi sembra aver soddisfatto nuove prospettive di vita per questa coppia che non è l’unico caso tra i giovani. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Cristina Mignini</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9540" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2_mollo_tutto_e_faccio_il_pastore_fb-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2_mollo_tutto_e_faccio_il_pastore_fb-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2_mollo_tutto_e_faccio_il_pastore_fb-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2_mollo_tutto_e_faccio_il_pastore_fb-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2_mollo_tutto_e_faccio_il_pastore_fb-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2_mollo_tutto_e_faccio_il_pastore_fb-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2_mollo_tutto_e_faccio_il_pastore_fb-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2_mollo_tutto_e_faccio_il_pastore_fb.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/mollo-tutto-e-faccio-il-pastore/">Mollo tutto e faccio il pastore</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Grande bellezza? O grande bruttezza?</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/grande-bellezza-o-grande-bruttezza/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=grande-bellezza-o-grande-bruttezza</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2023 16:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Cassini]]></category>
		<category><![CDATA[Storia della bruttezza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=9529</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cosa fa cultura e costume? E cosa provoca immondizia? Cosa è bello? E cosa è brutto? Di recente ho assistito a una discussione talmente accesa che ha rischiato di portare alla rottura di una coppia consolidata da anni: il motivo del contendere? Il Grande Fratello Vip. Lei ama il programma e pur non considerandolo culturalmente [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/grande-bellezza-o-grande-bruttezza/">Grande bellezza? O grande bruttezza?</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=9529" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NNqd5xvS4nBT7bNzaYF.mp3?generation=1675954015361159&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=9529&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NNqd5xvS4nBT7bNzaYF"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=9529"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b>Cosa fa cultura e costume? E cosa provoca immondizia?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cosa è bello? E cosa è brutto?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Di recente ho assistito a una discussione talmente accesa che ha rischiato di portare alla rottura di una coppia consolidata da anni: il motivo del contendere? Il Grande Fratello Vip. Lei ama il programma e pur non considerandolo culturalmente elevatissimo, vederlo è importante per stare al passo coi tempi. Lui ritiene che il programma abbassi notevolmente il livello culturale di un Paese intero. È nata una discussione così accesa che a un certo punto lui si è alzato dal tavolo esclamando: &#8220;Laura! Ma allora! Che cazzo stiamo a fare insieme se per te quella roba è da vedere mentre per me è pura immondizia?&#8221;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo un momento di panico, i due sono tornati a casa insieme abbracciati come al solito. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Però&#8230; Che paura!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche il programma di Sanremo, per gli italiani un programma intoccabile, genera sentimenti contrastanti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Moltissimi lo guardano perché è parte della cultura ed è una valida vetrina sul panorama musicale al giorno d&#8217;oggi, moltissimi lo ripudiano poiché ritengono che a Sanremo il meglio della musica italiana non c&#8217;è. Proprio Amadeus, presentatore storico della Rai, sulla selezione delle canzoni dice: </span><i><span style="font-weight: 400;">“Io credo che al Festival di Sanremo debba andare l’attualità discografica e per fare questo devi partire non dal nome, ma dalla canzone. Quando io scelgo i brani, penso se quella canzone può avere un successo radiofonico. Tant’è che le mie scelte avvengono in automobile. Se uno pensa che io mi chiuda in una sala di incisione con le casse, no. Io salgo in macchina e scelgo le canzoni mentre guido e a volte mi faccio anche dei viaggi apposta per ascoltare le canzoni&#8221;.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Amadeus in queste parole mostra tutta la sua passione e la sua genuinità. Il problema, però, è che non tutti i più grandi musicisti si riescono ad ascoltare in macchina. Perché molte realtà non riescono nemmeno ad arrivarci, alla radio. E spesso, ahimé, questo non dipende dalla bravura. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Molte realtà musicali nascono infatti nei garage e possono essere ascoltate solo nei centri sociali, nei circoli Arci o in un certo tipo di locali. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È un problema, questo, che abbiamo anche con il cinema. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La roba bella, interessante, spesso si nasconde negli anfratti di una Italia che non sempre viene considerata come dovrebbe. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ed è lì che c&#8217;è la forza artistica del nostro Paese. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I grandi talenti nella recitazione, per esempio, preferiscono studiare nelle più grandi accademie di recitazione a numero chiuso come l&#8217;Accademia D&#8217;Arte Drammatica Silvio D&#8217;Amico o il Centro Sperimentale di Cinematografia. Spesso, i giovani attori che escono da queste grandi accademie, non hanno l&#8217;occasione di fare provini importanti o programmi tv e cercano di ritagliarsi uno spazio nei teatri off. Si tratta di spettacoli sperimentali, proposte nuove, che a volte non funzionano e a volte si. Questi teatri, però, non sono mai (o quasi) frequentati da chi potrebbe garantire a questi talenti un futuro. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo incredibile buco nero che si crea nella selezione di una proposta culturale nuova provoca un distacco emozionale con tutti coloro che ogni giorno investono tempo e risorse nella formazione e non sempre riescono a inserirsi nel sistema. Rimangono avvantaggiati, invece, tutti coloro che sono già presenti e visibili in un modo o in un altro. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E questo va ben oltre il concetto di bellezza. Ricordiamo tutti come era visto Vasco Rossi all&#8217;inizio della sua folgorante carriera. Dopo la prima proiezione de &#8220;La dolce vita&#8221; a Milano, Marcello Mastroianni e Federico Fellini furono ricoperti di sputi da parte di un pubblico bigotto incapace di comprendere quello che è per molti il più grande dei grandi film della storia del cinema. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il concetto di bello e brutto cambiano a seconda delle epoche. Quel che rimane, è la portata emozionale di un&#8217;opera d&#8217;arte. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il concetto di immondizia, invece, è una cosa diversa. Quando in mondo visione ci sono personaggi che non apportano ricchezza culturale, emotiva, formativa, allora parliamo di immondizia. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando ci accorgiamo che chi ha uno spazio nella televisione pubblica, ricevendo peraltro una somma (soldi pubblici) per essere lì, creando contenuti di cattivo gusto, di maleducazione, di ignoranza dialettica, grammaticale, di non conoscenza delle materie trattate, allora parliamo di immondizia. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sarebbe meglio dare uno spazio a tutti quei ragazzi che ora, in questo preciso momento, stanno cercando un garage dove potersi esibire con i loro amici coltivando il sogno di diventare musicisti un giorno&#8230;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sarebbe meglio dare uno spazio a tutti quegli attori, registi, creativi, che hanno investito nella cultura e nella sperimentazione per anni e devono ripiegare su altri lavori poiché non c&#8217;è abbastanza spazio per loro. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sarebbe meglio, una volta tanto, vedere a Sanremo una ragazza diplomata in una scuola di danza o di recitazione accanto al buon Amadeus&#8230; Una stella italiana che potrebbe nascere e magari esplodere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una stella che ha seguito le orme di Carmelo Bene, Luca Ronconi, Eduardo De Filippo, una persona in grado, un giorno, di poter mettere il suo nome fra le stelle di Hollywood Boulevard di Los Angeles. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una stella&#8230; Che oltre a illuminare per la sua bellezza possa anche illuminare per la sua bravura nell&#8217;interpretare il bello&#8230; E il brutto. Schivando, magari, l&#8217;immondizia. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A breve, intanto, tornerà il programma LOL. Lillo ci ha fatto sganassare. Corrado Guzzanti è stato fenomenale. E anche i talenti più giovani&#8230; Ci sono piaciuti! Ecco, questo mix a noi è piaciuto davvero tanto! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Buona visione!</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Marco Cassini</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9545" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2-grande-bellezza-o-grande-bruttezza-c-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2-grande-bellezza-o-grande-bruttezza-c-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2-grande-bellezza-o-grande-bruttezza-c-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2-grande-bellezza-o-grande-bruttezza-c-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2-grande-bellezza-o-grande-bruttezza-c-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2-grande-bellezza-o-grande-bruttezza-c-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2-grande-bellezza-o-grande-bruttezza-c-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2-grande-bellezza-o-grande-bruttezza-c.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9546" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/3-grande-bellezza-o-grande-bruttezza-c-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/3-grande-bellezza-o-grande-bruttezza-c-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/3-grande-bellezza-o-grande-bruttezza-c-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/3-grande-bellezza-o-grande-bruttezza-c-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/3-grande-bellezza-o-grande-bruttezza-c-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/3-grande-bellezza-o-grande-bruttezza-c-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/3-grande-bellezza-o-grande-bruttezza-c-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/3-grande-bellezza-o-grande-bruttezza-c.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/grande-bellezza-o-grande-bruttezza/">Grande bellezza? O grande bruttezza?</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Travolti dal trash nell’immenso mare del brutto</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/travolti-dal-trash-nellimmenso-mare-del-brutto/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=travolti-dal-trash-nellimmenso-mare-del-brutto</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2023 16:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Mignini]]></category>
		<category><![CDATA[Storia della bruttezza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=9521</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il trash è intorno a noi. Parola del booktuber Matteo Fumagalli “Travolti dal trash nell’immenso mare del brutto” è il nuovo libro di Matteo Fumagalli, tra i booktuber italiani più seguiti, e rappresenta un vero e proprio viaggio nella bruttezza da riscoprire un po’ ovunque: nell’arte, nella musica, nello spettacolo e nella moda, fuori e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/travolti-dal-trash-nellimmenso-mare-del-brutto/">Travolti dal trash nell’immenso mare del brutto</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b><i>Il trash è intorno a noi. Parola del booktuber Matteo Fumagalli</i></b></p>
<p><b>“Travolti dal trash nell’immenso mare del brutto”</b><span style="font-weight: 400;"> è il nuovo </span><b>libro</b><span style="font-weight: 400;"> di </span><b>Matteo Fumagalli, tra i booktuber italiani più seguiti</b><span style="font-weight: 400;">, e rappresenta un vero e proprio viaggio nella bruttezza da riscoprire un po’ ovunque: nell’arte, nella musica, nello spettacolo e nella moda, fuori e dentro di noi e c’è spazio anche all’editoria.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il trash è intorno a noi. Il trash è dentro di noi. Basta girare tra gli scaffali di una libreria per rendersene conto. Potete trovare la raccolta di consigli sullo stile di Lapo Elkann, le poesie firmate Flavia Vento, il libro della zia di Britney Spears che rivela gossip scottanti sulla nipote, il manuale su come fare l&#8217;uncinetto con i peli di gatto e quello per perdere peso della signora Fletcher, la guida per rimorchiare le ragazze in modo consono a Dio e quella per farlo spendendo meno di un dollaro&#8230; Matteo Fumagalli fa scoprire il lato oscuro del gusto e del bello nell&#8217;arte – dalla letteratura alla musica, dal cinema alla televisione – senza dimenticare anche altri aspetti della vita quotidiana come le vacanze, il cibo, la moda. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La bruttezza non va presa sottogamba. Non va sottovalutata. Anzi, spesso è quest&#8217;ultima la chiave per immergersi nel bello. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Scrive Fumagalli in proposito</span><i><span style="font-weight: 400;">: “L’influencer di libri parlerà soprattutto ai lettori accaniti, ma è attraverso personalità, modi di dire e autorappresentazione che può incuriosire i lettori casuali o i non-lettori. È il suo universo umano (anche banale), quello fatto di gatti, figli, piccole ossessioni e segni particolari, ad accendere nel fruitore la stima, l’empatia e l’immedesimazione. Ed è attraverso queste che scatta la voglia di leggere quel libro che il suo nuovo beniamino ha amato così tanto. Ho perso il conto di quante volte ho ricevuto commenti quali ‘Se ho scoperto l’amore per la lettura, è grazie a te’ o, ancora, ‘Prima non mi avvicinavo a un libro neanche morto, poi in un video hai parlato di quel romanzo e me lo sono divorato in tre giorni’. Non è capitato solo a me, ma anche a tanti miei colleghi. Con questo discorso non sto cercando di fare una comparazione tra giornalismo e divulgazione della lettura online. Il discorso su chi sia meglio e chi sia peggio lo trovo futile. Sono due modi diversi di comunicare. Nessun bookblogger si sognerebbe mai di spacciarsi per un rinomato critico letterario e, se lo facesse, dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza, a meno che non lo sia sul serio anche al di là dei propri spazi sul web. Chi parla di libri online è prima di tutto un lettore appassionato con una sua linea editoriale, che coincide con i suoi gusti e la sua curiosità. Una persona che ha deciso di mettersi in gioco con la propria faccia per trovare suoi simili e per appassionarne altri”.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se la bruttezza è ovunque, l’intento dell’autore sembra essere proprio questo: trovare la bellezza anche nel trash, nel brutto. Abbracciando questa prospettiva, a scapito della selettività inconsapevole che orienta le nostre scelte, risulterà più leggero saper ridere senza vergognarsi di una freddura o discostarsi da ciò che è socialmente accettabile senza risultare inadeguati. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il messaggio di Matteo Fumagalli è proprio questo: sentirsi liberi nelle scelte di lasciarsi contaminare dai poli opposti che la società ci propone per vivere serenamente la propria personale visione del mondo, anche quello trash. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Cristina Mignini</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9547" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1_travolti_dal_trash_ci.PNG-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1_travolti_dal_trash_ci.PNG-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1_travolti_dal_trash_ci.PNG-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1_travolti_dal_trash_ci.PNG-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1_travolti_dal_trash_ci.PNG-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1_travolti_dal_trash_ci.PNG-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1_travolti_dal_trash_ci.PNG-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1_travolti_dal_trash_ci.PNG.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9549" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2_travolti_dal_trash_ci.PNG-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2_travolti_dal_trash_ci.PNG-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2_travolti_dal_trash_ci.PNG-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2_travolti_dal_trash_ci.PNG-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2_travolti_dal_trash_ci.PNG-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2_travolti_dal_trash_ci.PNG-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2_travolti_dal_trash_ci.PNG-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2_travolti_dal_trash_ci.PNG.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/travolti-dal-trash-nellimmenso-mare-del-brutto/">Travolti dal trash nell’immenso mare del brutto</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tutto il bello dei brutti</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/tutto-il-bello-dei-brutti/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=tutto-il-bello-dei-brutti</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2023 16:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Silvia Francese]]></category>
		<category><![CDATA[Storia della bruttezza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=9523</guid>

					<description><![CDATA[<p>Storie di frutta e verdura scartate dalla società che hanno avuto la loro rivincita Se stessimo raccontando la storia di persone bruttine e un po’ “sfigate” che grazie alle loro sorprendenti qualità ce l’hanno fatta rivalendosi sul bello e patinato di turno, staremmo già gongolando pensando alla bellezza del karma e delle storie a lieto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/tutto-il-bello-dei-brutti/">Tutto il bello dei brutti</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=9523" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NNqd3lMUt1t6_CJ1W0j.mp3?generation=1675954002987418&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=9523&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NNqd3lMUt1t6_CJ1W0j"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=9523"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b><i>Storie di frutta e verdura scartate dalla società che hanno avuto la loro rivincita</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se stessimo raccontando la storia di persone bruttine e un po’ “sfigate” che grazie alle loro sorprendenti qualità ce l’hanno fatta rivalendosi sul bello e patinato di turno, staremmo già gongolando pensando alla bellezza del karma e delle storie a lieto fine, immedesimandoci nel protagonista che alla fine ce l’ha fatta. </span></p>
<p><b>L’estetica è tutto.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma invece parliamo di </span><b>frutta e verdura</b><span style="font-weight: 400;"> e qui le cose cambiano; sì, perché ogni anno, secondo dati Fao, </span><b>viene buttato dagli agricoltori circa il 40-45% del loro raccolto</b><span style="font-weight: 400;"> – che può arrivare anche al 70-80% nel caso di stagioni particolarmente infelici dal punto di vista meteorologico: prodotti ortofrutticoli buonissimi, ma non esteticamente perfetti.  E la colpa è anche nostra.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La nostra </span><b>società consumistica</b><span style="font-weight: 400;"> ci ha infatti imposto nel tempo </span><b>altissimi standard di perfezione</b><span style="font-weight: 400;"> estetica e tutto ciò che non rientra dentro questi rigidi standard, difatti viene percepito come da scartare. Anche se queste </span><b>imperfezioni non sono indicatori né del sapore del prodotto né della sua effettiva qualità</b><span style="font-weight: 400;">. Eppure questo è proprio quello che succede ogni anno alla frutta e verdura prodotte in Italia e in Europa, che vengono escluse dalla grande distribuzione laddove non rispettino certi canoni di bellezza. E così nasce nel pensiero comune il diktat che si mangiano solo </span><b>mele perfettamente tonde</b><span style="font-weight: 400;"> e dal colore intenso e uniforme, zucchine dritte e non superiori o inferiori a un tot di centimetri, banane dalla curvatura certificata e stabilita secondo rigidi algoritmi. </span></p>
<p><b>L’Impatto ambientale degli scarti alimentari</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se tutto questo vi sembra un’esagerazione o una barzelletta, basterà porvi una semplice domanda: ho mai trovato al supermercato una patata nasuta, delle carote siamesi, o delle zucchine dalle dimensioni varie e differenti? E la risposta è no, anche </span><b>a causa della difficoltà che si avrebbe nel confezionarli</b><span style="font-weight: 400;">. E purtroppo a metterci lo zampino è anche </span><b>l’Unione Europea</b><span style="font-weight: 400;"> che con il regolamento 543/2011, poi modificato dal 428/2019, stabiliva anche la </span><b>curvatura massima di cetrioli e carote</b><span style="font-weight: 400;"> e delle dimensioni di altri 26 prodotti, mentre oggi si “limita” a intervenire solo su 10: kiwi, pere, mele, lattughe, scarole, pesche, fragole, peperoni, uva da tavola e pomodori.</span> <span style="font-weight: 400;">E tutto questo con </span><b>ripercussioni enormi sull’ambiente</b><span style="font-weight: 400;"> e sul destino degli agricoltori. Uno scarto così elevato di prodotti costringe infatti gli agricoltori a produrre di più con un notevole impatto sull’ambiente; una maggiore coltivazione, comporta infatti un maggiore uso di pesticidi, una </span><b>maggiore immissione di anidride carbonica</b><span style="font-weight: 400;"> nell’atmosfera e un maggiore inquinamento.</span></p>
<p><b>Siamo alla frutta</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il destino dei prodotti scartati? Il macero, sì perché l’industria della trasformazione riconosce un prezzo talmente basso al produttore da non permettergli di coprire nemmeno i costi di raccolta e trasporto. Per questo ogni anno </span><b>cinquanta milioni di tonnellate di cibo</b><span style="font-weight: 400;"> perfettamente commestibile e di ottima qualità, ma con qualche cicatrice da contatto o delle macchie provocate dalla grandine, </span><b>finiscono distrutte.</b><span style="font-weight: 400;"> A fronte di una povertà crescente, e di consumatori economicamente affaticati che risparmierebbero il 50% circa sull’acquisto di questi prodotti.</span></p>
<p><b>Nuove realtà e lotta contro lo spreco alimentare</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per fortuna da qualche tempo, complice una generazione sempre più attenta alle tematiche ambientali, la tendenza sembra stare cambiando. Ne sono esempio alcune </span><b>startup</b><span style="font-weight: 400;"> che, nate da pochi anni, hanno ricevuto grande consenso, tanto da affermarsi e crescere nel giro di pochissimo tempo. È il caso di </span><b>Bella Dentro</b><span style="font-weight: 400;">, una società di Milano nata durante il lockdown dall’intuizione di due giovani, Camilla e Luca, che dopo avere letto il reportage di National Geographic sugli sprechi dell’industria agroalimentare, decidono di licenziarsi e di cominciare con un’Ape car un progetto di sensibilizzazione e </span><b>vendita in giro per Milano di frutta e verdura imperfette</b><span style="font-weight: 400;">, acquistate ad un prezzo equo dalle aziende agricole di tutta Italia, e </span><b>creando da</b> <b>zero una filiera ortofrutticola parallela</b><span style="font-weight: 400;"> a quella esistente incentrata sulla lotta allo spreco. La loro iniziativa ha avuto un tale successo, che ad oggi possono vantare due negozi a Milano e un </span><b>e-commerce</b><span style="font-weight: 400;"> per la vendita di prodotti essiccati o trasformati in succhi e marmellate dal </span><b>laboratorio</b><span style="font-weight: 400;"> messo in piedi insieme ai ragazzi de L’Officina Coop Sociale di Codogno che si impegna a formare e a far lavorare ragazzi autistici o affetti da altre fragilità e dal Laboratorio “La Pietra Scartata” de la Fraternità Coop Sociale di Rimini che si impegna a </span><b>far lavorare persone “scartate” dalla società.</b><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Altra realtà importante attiva in Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto, è quella di </span><b>Babaco Market</b><span style="font-weight: 400;">. Attraverso il loro sito internet è possibile acquistare delle box dal peso differente piene di prodotti “salvati” dal macero. Basterà navigare sulla loro pagina per rendersi conto dei “terribili” difetti dei prodotti venduti: cespi di lattuga e zucche piccoli, patate a forma di cuore, kiwi a forma di farfalla.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A sfidare la Grande Distribuzione, oggi ci pensano invece </span><b>NaturaSì</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>Legambiente</b><span style="font-weight: 400;">. Nei 500 punti vendita della catena di prodotti bio, sono infatti acquistabili da qualche tempo i </span><b>prodotti “Così per Natura”</b><span style="font-weight: 400;">, prodotti bio imperfetti venduti ad un prezzo del 50% inferiore rispetto ai prodotti standard. Un’operazione questa, che permette di ridurre gli scarti sui campi dal 20% al 4% circa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un dato non indifferente che salvaguarda agricoltori e natura.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Purtroppo queste realtà sono ancora troppo poche e concentrate soprattutto al Nord Italia. Ci vorrà forse ancora del tempo perché l’etica vinca sull’estetica. Che qualche influencer dai grandi numeri sposi la causa?</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Silvia Francese</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9552" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1_tutto_il_bello_dei_brutti_ci-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1_tutto_il_bello_dei_brutti_ci-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1_tutto_il_bello_dei_brutti_ci-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1_tutto_il_bello_dei_brutti_ci-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1_tutto_il_bello_dei_brutti_ci-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1_tutto_il_bello_dei_brutti_ci-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1_tutto_il_bello_dei_brutti_ci-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1_tutto_il_bello_dei_brutti_ci.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/tutto-il-bello-dei-brutti/">Tutto il bello dei brutti</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ercole e Lica e les demoiselles d’Avignon</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/ercole-e-lica-e-les-demoiselles-davignon/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ercole-e-lica-e-les-demoiselles-davignon</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2023 16:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Conforte]]></category>
		<category><![CDATA[Storia della bruttezza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=9531</guid>

					<description><![CDATA[<p>Qual è la linea sottile che separa il bello dal brutto? Dall’epoca moderna in poi il fine ultimo degli artisti, che fino a quel momento era quello di perseguire il bello, cambia direzione. L’artista non vuole più soltanto rappresentare il bello, ma suscitare emozioni in chi osserva l’opera d’arte. Nell’Antica Grecia l’ideale di bellezza era [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/ercole-e-lica-e-les-demoiselles-davignon/">Ercole e Lica e les demoiselles d’Avignon</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-9531-1" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Ercole-e-Lica-e-les-demoiselles-dAvignon_-qual-e-la-linea-sottile-che-separa-il-bello-dal-brutto_-online-audio-converter.com_.mp3?_=1" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Ercole-e-Lica-e-les-demoiselles-dAvignon_-qual-e-la-linea-sottile-che-separa-il-bello-dal-brutto_-online-audio-converter.com_.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Ercole-e-Lica-e-les-demoiselles-dAvignon_-qual-e-la-linea-sottile-che-separa-il-bello-dal-brutto_-online-audio-converter.com_.mp3</a></audio>
<p><b>Qual è la linea sottile che separa il bello dal brutto?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dall’epoca moderna in poi il fine ultimo degli artisti, che fino a quel momento era quello di perseguire il bello, cambia direzione. L’artista non vuole più soltanto rappresentare il bello, ma suscitare emozioni in chi osserva l’opera d’arte.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nell’Antica Grecia l’ideale di bellezza era un canone da perseguire, più ci si avvicinava alla perfezione ed alla simmetria e più ci si sentiva appagati. Nel corso degli anni il concetto di bellezza è stato connotato di significati e valori diversi in base al contesto storico e culturale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Chi è, però, che stabilisce cosa sia bello e cosa no? Come si fa a definire la bellezza? Sono domande alle quali non è semplice dare risposte in poche righe. Si potrebbe banalmente dire che la bellezza è qualcosa di soggettivo che appaga il gusto estetico, che viene giudicato favorevolmente, che coinvolge tutti i sensi. Un’opera d’arte, ad esempio, può essere giudicata bella quando è affine al nostro gusto, quando appaga il nostro occhio interiore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Prendiamo ad esempio il gruppo scultoreo “Ercole e Lica” di Canova realizzato tra il 1795 e il 1815. La perfezione delle forme, delle linee, dei volti, il turbinio dei corpi, l’attenzione minuziosa posta ai dettagli, quali i riccioli della barba o le vene che attraversano il corpo o ancora il velo appena accennato riconoscibile dalle pieghe visibili all’altezza del petto di Ercole. Tutto concorre a creare un senso di bellezza, nonostante l’opera racconti un momento crudo e violento della vita dell’eroe. Ercole, infatti, impazzito dal dolore procuratogli dalla tunica intrisa dal sangue avvelenato del centauro Nesso, è colto nell’atto di scagliare in aria il giovanissimo Lica, che, ignaro, gliel&#8217;aveva consegnata su ordine di Deianira. Il volto di Lica sfigurato in un grido che sembra disumano che dovrebbe risultare brutto, appare meraviglioso agli occhi dell’osservatore perché riesce a trasmettere in lui un’emozione.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qual è, dunque, il confine tra bello e brutto? Quando si è iniziato a pensare che il brutto fosse, in realtà, bello?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Prendiamo adesso “Les demoiselles d&#8217;Avignon” di Picasso del 1907: paragonate all’opera di Canova potrebbero sembrare ciò che definiamo brutto. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Eppure non è così. Ne “Les demoiselles d&#8217;Avignon” sono presenti molti elementi che anticipano il cubismo, movimento che cerca di proporre la realtà non così com&#8217;è, ma come viene rielaborata mentalmente. Picasso distorce la realtà e frantuma lo spazio tridimensionale restituendo immagini bidimensionali poste tutte su un unico piano. Immagini apparentemente brutte che, però, suscitano emozioni e quindi portatrici dell’estetica del brutto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La volontà di esaltare ciò che è brutto sembra essere nata alla fine del XVII secolo quando si inizia a intuire che anche ciò che è sgradevole può procurare piacere estetico. Questo perché gli artisti iniziano a percepire che, davanti alla rappresentazione di un soggetto brutto e disarmonico, lo spettatore prova delle emozioni. La bellezza classica dei Bronzi di Riace viene spazzata via per lasciare il passo all’espressività. I corpi spigolosi e difformi di Schiele diventano il trionfo di una nuova bellezza che origina dal brutto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il brutto diventa bello e viene esposto nelle sale museali al pari del bello.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Roberta Conforte</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9554" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1-Ercole-e-Lica-c-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1-Ercole-e-Lica-c-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1-Ercole-e-Lica-c-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1-Ercole-e-Lica-c-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1-Ercole-e-Lica-c-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1-Ercole-e-Lica-c-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1-Ercole-e-Lica-c-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1-Ercole-e-Lica-c.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9556" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2-Ercole-e-Lica-c-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2-Ercole-e-Lica-c-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2-Ercole-e-Lica-c-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2-Ercole-e-Lica-c-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2-Ercole-e-Lica-c-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2-Ercole-e-Lica-c-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2-Ercole-e-Lica-c-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2-Ercole-e-Lica-c.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/ercole-e-lica-e-les-demoiselles-davignon/">Ercole e Lica e les demoiselles d’Avignon</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Ercole-e-Lica-e-les-demoiselles-dAvignon_-qual-e-la-linea-sottile-che-separa-il-bello-dal-brutto_-online-audio-converter.com_.mp3" length="3205500" type="audio/mpeg" />

			</item>
		<item>
		<title>Com’è bella la bruttezza</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/come-bella-la-bruttezza/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=come-bella-la-bruttezza</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2023 16:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazioni e dissociazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Ragionieri]]></category>
		<category><![CDATA[Storia della bruttezza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=9537</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il dettaglio di un complesso che ci sfugge Di solito s&#8217;intende la Bruttezza come l&#8217;opposto della Bellezza tanto che basterebbe definire la prima per sapere cosa sia l&#8217;altra. Ma le varie manifestazioni del brutto attraverso i secoli sono più ricche e imprevedibili di quanto comunemente si pensi.  La parola “brutto” ha radici nordiche medievali e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/come-bella-la-bruttezza/">Com’è bella la bruttezza</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=9537" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NNqd1W40kKXFWOZluEa.mp3?generation=1675953983493460&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=9537&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NNqd1W40kKXFWOZluEa"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=9537"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b>Il dettaglio di un complesso che ci sfugge</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Di solito s&#8217;intende la Bruttezza come l&#8217;opposto della Bellezza tanto che basterebbe definire la prima per sapere cosa sia l&#8217;altra. Ma le varie manifestazioni del brutto attraverso i secoli sono più ricche e imprevedibili di quanto comunemente si pensi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La parola “brutto” ha radici nordiche medievali e significa ‘da temere o temuto’. Il termine ‘brutto’ si porta dietro una lunga lista di compagni: mostruoso, grottesco, deforme, freak, degenerato, handicappato. Lungo la storia, la bruttezza si accresce di varie fonti: Aristotele, che ha definito le donne degli uomini ‘deformi’, i racconti medievali su streghe che si trasformano in fanciulle bellissime, le caricature del 18 ° secolo, i ‘</span><i><span style="font-weight: 400;">Freak Show</span></i><span style="font-weight: 400;">’ del 19° secolo, l’arte degenerata del 20° secolo, l’architettura Brutalista e via dicendo. La bruttezza ha da sempre posto una sfida all’estetica e al gusto, e complicato la definizione di bello.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le tradizioni occidentali vedono spesso la bruttezza in opposizione alla bellezza, ma questo concetto ha dei significati positivi in altri contesti culturali.  Bruttezza e bellezza sono come stelle gemelle che subiscono l’una nella gravità dell’altra, orbitando attorno nel bel mezzo del firmamento. In fondo sulla bellezza i filosofi, gli scienziati, i letterati, gli artisti discutono fin dall’antichità, teorizzando le regole che vengono più o meno rispettate o disattese nei vari contesti o fra le differenti epoche; ma in merito alle ‘brutture’ – nella vita come nell’arte, nell’estetica, nella letteratura &#8211; si è quasi sempre preferito tacere, quasi a volerle mettere tra parentesi: ‘brutto’, nell’accezione più vasta di orrido, tremendo, demoniaco, era qualcosa che non vantava e non poteva vantare una tradizione ermeneutica, poiché connaturata a un’idea negativa, pessimista, addirittura letale o dannosa dell’argomento medesimo o dei soggetti ad esso radicati.  Infatti è solo da metà Ottocento, dunque in un’epoca vicina, rispetto ai millenni trascorsi a disquisire sul bello, che risalgono i primi discorsi organici sul brutto, tuttavia, una storia della bruttezza ha alcuni caratteri in comune con una storia della bellezza.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nell’antica Grecia, i sinonimi di brutto connotano il male, il disonore e l’handicap. Ci sono eccezioni (il brutto ma saggio filosofo Socrate, il narratore schiavo e deforme di Esopo), ma le caratteristiche esterne tendono a essere viste come un riflesso di un valore interno o un presagio.  Le favole medievali di belle trasformate in bestie dimostrano le connotazioni negative della bruttezza lungo i secoli. Ai confini degli imperi coloniali nascono nuovi mostri per semplice ignoranza. Gli esploratori europei, per esempio, considerano ‘brutte’ le sculture delle divinità indiane e le interpretano come presagi apocalittici proprio perché le leggono attraverso le narrazioni cristiane per le quali non erano destinate. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La prima guerra mondiale fa saltare le vecchie nozioni di bruttezza. Non appena la guerra raggiunge nuovi livelli di meccanizzazione, dei giovani uomini, un tempo belli, vengono resi brutti dalla violenza delle granate, i gas tossici e i carri armati. Anche l’aspetto razziale implica il concetto di bruttezza, a bambola bianca viene considerata dalla stragrande maggioranza come ‘bella’, la bambola nera come ‘brutta’, con un seguito di qualità derivate, come ‘buono’ e ‘cattivo’, ‘pulito’ e ‘sporco’ Jazz e rock, una volta erano considerati musica ‘brutta’, che avrebbe danneggiato intere generazioni.  </span><span style="font-weight: 400;">Con il «barocchismo» di un’arte grottesca e decadente. Boito aveva già avuto a che fare, mostrando tutta la propria poliedricità stilistica nel poemetto polimetrico Re Orso. Ma il brutto stava lentamente reclamando un proprio spazio, emergendo a tratti nella produzione lirica e l’incessante attività critica di questi anni, che riguarderà, chiaramente, anche la musica e il melodramma; esso non è più un momento trasparente e volitivo destinato a sussumersi al bello trionfante, come ordinava l’assunto hegeliano – ma anche dell’allievo Rosenkranz – ma diventa un elemento irresolubile cui ci si rivolge per la sua fascinazione, per la sua natura di dissidio lacerante. Ancora una volta Boito a dichiararlo, facendo riferimento al prediletto romanzo victorhughiano in cui la patina mistificatoria è da tempo scomparsa.</span><span style="font-weight: 400;"> Il termine </span><i><span style="font-weight: 400;">jolie laide</span></i><span style="font-weight: 400;"> francese, o ‘bello brutto’, nasce nel 18° secolo, quando emergono dei ‘club di brutti’ in Gran Bretagna e negli Stati Uniti come di organizzazioni di volontariato, i cui membri scherzano sul proprio eterogeneo gruppo di nasoni, doppi menti e occhi strabici. Victor Hugo ha offerto una buona definizione del brutto quando ha scritto che ‘il bello’ è ‘semplicemente una forma ritenuta nel suo aspetto più semplice’, mentre ‘il brutto’ è ‘un dettaglio di un complesso che ci sfugge e che è in armonia, non con l’uomo, ma con tutta la creazione.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maria Ragionieri</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9559" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/3_come_bella_la_bruttezza_a_d.jpeg-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/3_come_bella_la_bruttezza_a_d.jpeg-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/3_come_bella_la_bruttezza_a_d.jpeg-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/3_come_bella_la_bruttezza_a_d.jpeg-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/3_come_bella_la_bruttezza_a_d.jpeg-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/3_come_bella_la_bruttezza_a_d.jpeg-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/3_come_bella_la_bruttezza_a_d.jpeg-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/3_come_bella_la_bruttezza_a_d.jpeg.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/come-bella-la-bruttezza/">Com’è bella la bruttezza</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Intervista a Franchino Er Criminale</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/intervista-a-franchino-er-criminale/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=intervista-a-franchino-er-criminale</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2023 16:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Serendipity]]></category>
		<category><![CDATA[Piera Pastore]]></category>
		<category><![CDATA[Storia della bruttezza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=9517</guid>

					<description><![CDATA[<p>La rivincita del “brutto ma buono” In Italia non esistono solo locali patinati e “instagrammabili”. La nostra penisola è infatti ricca di posti poco conosciuti al pubblico, tesori nascosti dove assaggiare piatti e specialità gastronomiche di alta qualità. Lo sa bene Franchino Er Criminale (nome d’arte di Alessandro Bologna): youtuber con oltre 200mila iscritti che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/intervista-a-franchino-er-criminale/">Intervista a Franchino Er Criminale</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=9517" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NNqd-AVZoYUWyXY33ga.mp3?generation=1675953985525139&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=9517&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NNqd-AVZoYUWyXY33ga"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=9517"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-9517-2" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Intervista-Franchino-ER-criminale-.mp3?_=2" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Intervista-Franchino-ER-criminale-.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Intervista-Franchino-ER-criminale-.mp3</a></audio>
<p><b>La rivincita del “brutto ma buono”</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In Italia non esistono solo locali patinati e “instagrammabili”. La nostra penisola è infatti ricca di posti poco conosciuti al pubblico, tesori nascosti dove assaggiare piatti e specialità gastronomiche di alta qualità. Lo sa bene </span><b>Franchino Er Criminale</b><span style="font-weight: 400;"> (nome d’arte di Alessandro Bologna): </span><b>youtuber </b><span style="font-weight: 400;">con </span><b>oltre 200mila iscritti</b><span style="font-weight: 400;"> che con il suo modo di fare schietto e diretto sta conquistando il web grazie ai suoi format “criminali” dedicati al cibo di strada e non</span><b>. Forni, rosticcerie, pasticcerie, kebabbari, pizzerie</b><span style="font-weight: 400;">: in ogni suo video Franchino Er Criminale, grazie anche alle segnalazioni degli utenti, sceglie un quartiere della Capitale (e non solo!) e assaggia i prodotti di alcuni locali selezionati, assegnando poi un voto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un locale seguitissimo su Instagram propone prodotti mediocri o “</span><i><span style="font-weight: 400;">di labboratorio</span></i><span style="font-weight: 400;">” (come dice lui stesso)? Allora si becca un bel quattro o “</span><i><span style="font-weight: 400;">cinque meno, pieno!</span></i><span style="font-weight: 400;">”. Ma non ci sono solo votacci, anzi. La qualità dei prodotti, la bontà dei piatti e il duro lavoro vengono sempre premiati da Franchino. Grazie ai suoi video è riuscito a far scoprire vere e proprie </span><b>eccellenze nascoste della cucina</b><span style="font-weight: 400;">, andando oltre l’apparenza e la notorietà (a volte immeritata). A lui non interessano le opinioni dei “foodbloggari”. Franchino Er Criminale va dritto al sodo e dice sempre quello che pensa, con l’obiettivo di </span><b>diffondere la cultura del cibo di strada di qualità</b><span style="font-weight: 400;">. Dai suoi video infatti è nata una mappa di Roma dei locali da lui recensiti, per aiutare il pubblico a scegliere dove mangiare bene e “</span><i><span style="font-weight: 400;">non prendere la sola</span></i><span style="font-weight: 400;">”. </span></p>
<p><b>Gli ingredienti del successo di Franchino Er Criminale?</b><span style="font-weight: 400;"> Un linguaggio senza filtri, l’ironia, la spontaneità, la grande umiltà e sincerità hanno conquistato il pubblico. “</span><i><span style="font-weight: 400;">Bravo Franchino, con questo video hai fatto vedere che è il cibo che deve parlare. Tu non hai bisogno di far parlare di te, rimani la stessa persona genuina che hai sempre dimostrato. Lasciamo parlare e sparlare gli altri</span></i><span style="font-weight: 400;">” si legge tra i tantissimi commenti di sostegno nel suo canale Youtube. Franchino è un uomo di borgata. </span><b>Rappresenta a tutti gli effetti la rivincita del “brutto ma buono”.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nei suoi ultimi video “</span><i><span style="font-weight: 400;">Marchette criminali</span></i><span style="font-weight: 400;">”, Franchino sta portando avanti </span><b>una battaglia contro il &#8220;Food Porn&#8221; e la lobby dei food blogger</b><span style="font-weight: 400;"> che vengono pagati dai ristoranti in cambio di recensioni positive. L’influencer marketing è una forma di promozione molto usata nel settore della ristorazione ma porta con sé alcuni rischi per i consumatori. Infatti, questi potrebbero non rendersi conto di trovarsi davanti ad una pubblicità e pensare che il post sia frutto di una scelta personale dell’influencer. Ciò si traduce in una </span><b>pubblicità occulta</b><span style="font-weight: 400;"> e quindi contraria al dovere di trasparenza imposto sia dal Codice di Autodisciplina Pubblicitaria che dal Codice del Consumo. Celebrity e influencer per </span><b>rendere riconoscibile la natura promozionale dei contenuti</b><span style="font-weight: 400;"> postati sui social media devono inserire in modo ben distinguibile entro i primi tre hashtag (#) una delle seguenti diciture: #Pubblicità o #Advertising, #Sponsorizzato o #Sponsored, #adv. Purtroppo però, come ha portato a galla anche Franchino, molti fanno i furbi e le inserzioni in questione vengono fatte passare per recensioni reali. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Siamo riusciti a fare quattro chiacchiere con Franchino che vogliamo ringraziare per essere stato fin da subito disponibile a concederci questa intervista. </span><b>Per La Città Magazine si racconta, parlando di sé e di quello che c’è dietro ai suoi video. </b></p>
<p><b>Chi è Franchino ER criminale e chi c&#8217;è dietro il personaggio?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Franchino Er Criminale è un personaggio di fantasia creato all’inizio da Cicalone e poi portato avanti dal sottoscritto. È un personaggio irriverente, sboccato, coatto, dai modi di fare bruschi, diretto. Dietro al personaggio c’è sicuramente un’altra persona, l’opposto nei modi e nell’educazione. Sicuramente Franchino serve alla persona che sta dietro il personaggio, ovvero Alessandro, a liberarsi di alcuni vincoli e canoni sociali per poter dire in maniera, molte volte inappropriata, quello che veramente pensa. </span></i></p>
<p><b>La tua mission è quella di andare oltre l&#8217;apparenza e la notorietà dei locali, far scoprire anche luoghi poco conosciuti ma di qualità. Perché lo fai? Da dove nasce il tuo lavoro?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Il mio lavoro nasce dall’esigenza delle persone comuni, normali, come il sottoscritto, che sono sempre in giro e devono mangiare una cosa al volo e si chiedono: per la pausa pranzo, dove mangio, dove mi fermo? Sono un corriere e ho dieci minuti per mangiare un tramezzino, un kebab, un pezzo di pizza o un supplì…dove mi fermo? Il bello del format è che ovviamente segue le segnalazioni delle persone e quindi si vanno a scoprire posti imboscati, molte volte senza insegna, che non conosce nessuno perché sono locali di quartiere. Posti di persone che hanno avviato attività con poco budget e quindi si sono presi la classica serranda, il classico locale in affitto di 50mq che non è in centro, anzi spesso è in periferia. La forza del format sta proprio negli utenti del canale Youtube che abitano vicino questi posti e li segnalano… “oh ragazzi, qua sotto c’è una pizzeria che proprio varrebbe la pena visitare”</span></i></p>
<p><b>Contro food blogger e marchette, metti sempre al primo posto la sincerità nei tuoi video. Ma secondo te è davvero possibile cambiare il sistema?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Secondo me sì, è possibile cambiare il sistema, nella maniera più assoluta. Io sono sicuro e credo sia evidente agli occhi di tutti che il sistema sta cambiando; più andiamo avanti e più i video, i reel, i contenuti patinati, “marchettati” e “leccati” non saranno visti perché secondo me viviamo in un’epoca dove per 20 anni siamo stati imbottiti di bugie e le persone si sono un po’ rotte le scatole. Le persone vogliono vedere la realtà, la verità, la sincerità. Quindi il sistema sta cambiando secondo me; non è merito mio ma è merito dell’evoluzione dei tempi. </span></i></p>
<p><b>Gli utenti si fanno molto spesso ingannare da profili Instagram patinati e perfetti, seguendo e frequentando locali solo perché molto seguiti o di moda e non perché di qualità. Come può &#8220;il brutto&#8221; (ma buono) vincere in questi casi sul &#8220;bello&#8221;? Hai qualche consiglio per non farsi fregare?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Non ci sono consigli per non farsi fregare. Tutti abbiamo una predisposizione di credere o di dare una possibilità nel credere; è per questo che appunto ci sono leggi che regolamentano determinate cose, come la pubblicità che deve essere vera, non ingannevole (proprio per questi motivi), e non deve essere occulta. La pubblicità va dichiarata altrimenti l’utenza va in confusione. Una volta che questa cosa, già regolamentata, viene poi attuata è più facile per l’utente capire quando si è di fronte ad una vera recensione. In quanto recensione ci può stare che chi la fa ha gusti diversi e dice che magari una cosa non buona a lui piace. Dall’altro lato c’è poi la mera pubblicità, quindi il dire necessariamente che un locale è buono, bello e figo solo perché vengono percepiti dei soldi, ma questo accade non solo nel cibo. Sicuramente il mio consiglio per non farsi fregare è stimolare, crescere, custodire, sviluppare un senso critico. Quindi non tutto quello che vediamo è vero. Non tutto quello che ci viene propinato è buono. È necessario approfondire con determinate ricerche, quindi per i locali e per il cibo andare a vedere ad esempio recensioni su Google o altri siti; cercare di capire anche alla vista se effettivamente quel cibo è realmente buono e di qualità oppure no. </span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per conoscere meglio Franchino Er Criminale vi consigliamo di fare un salto sul suo </span><a href="https://www.youtube.com/c/FranchinoErCriminale"><span style="font-weight: 400;">canale Youtube.</span></a><span style="font-weight: 400;"> Non ve ne pentirete!</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Piera Pastore</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9560" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1-franchino-er-criminale-s-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1-franchino-er-criminale-s-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1-franchino-er-criminale-s-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1-franchino-er-criminale-s-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1-franchino-er-criminale-s-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1-franchino-er-criminale-s-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1-franchino-er-criminale-s-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1-franchino-er-criminale-s.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/intervista-a-franchino-er-criminale/">Intervista a Franchino Er Criminale</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Intervista-Franchino-ER-criminale-.mp3" length="2315181" type="audio/mpeg" />

			</item>
		<item>
		<title>Quel brutto che rovina l’Ambiente</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/quel-brutto-che-rovina-lambiente/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=quel-brutto-che-rovina-lambiente</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2023 16:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Oliva]]></category>
		<category><![CDATA[Storia della bruttezza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=9513</guid>

					<description><![CDATA[<p>Generazioni che chiedono maggiore bellezza “La bellezza salverà il mondo” è una frase pronunciata dal principe Myškin ne L&#8217;idiota di Dostoevskij, utilizzata poi come titolo di un saggio di Cvetan Todorov che ripercorre ed analizza le vite di tre grandi autori (Oscar Wilde, Rainer Maria Rilke e Marina Cvetaeva) del Novecento, accomunati dal fatto che tutti e tre hanno vissuto ponendosi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/quel-brutto-che-rovina-lambiente/">Quel brutto che rovina l’Ambiente</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=9513" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NNqcyKduUPfvGoxV0fI.mp3?generation=1675953967962682&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=9513&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NNqcyKduUPfvGoxV0fI"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=9513"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b>Generazioni che chiedono maggiore bellezza</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“La bellezza salverà il mondo”</span></i> <span style="font-weight: 400;">è una frase pronunciata dal principe Myškin ne </span><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/L%27idiota"><i><span style="font-weight: 400;">L&#8217;idiota</span></i></a><i><span style="font-weight: 400;"> </span></i><span style="font-weight: 400;">di </span><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dostoevskij"><span style="font-weight: 400;">Dostoevskij</span></a><span style="font-weight: 400;">, utilizzata poi come titolo di un saggio di Cvetan Todorov che ripercorre ed analizza le vite di tre grandi </span><b>autori</b><span style="font-weight: 400;"> (</span><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Oscar_Wilde"><span style="font-weight: 400;">Oscar Wilde</span></a><span style="font-weight: 400;">, </span><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rainer_Maria_Rilke"><span style="font-weight: 400;">Rainer Maria Rilke</span></a><span style="font-weight: 400;"> e </span><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Marina_Cvetaeva"><span style="font-weight: 400;">Marina Cvetaeva</span></a><span style="font-weight: 400;">) del Novecento, accomunati dal fatto che tutti e tre hanno vissuto ponendosi al servizio del </span><b>bello</b><span style="font-weight: 400;"> e della </span><b>perfezione</b><span style="font-weight: 400;">. Una vita votata alla bellezza sicuramente gratifica gli occhi, lo spirito e l’anima.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come fa la </span><b>natura</b><span style="font-weight: 400;"> che ci circonda e nella sua totalità è bella e spessissimo perfetta di suo. E noi ne abbiamo approfittato. L’abbiamo sfruttata, saccheggiata – basti pensare alla definizione di “</span><i><span style="font-weight: 400;">scempio</span></i><span style="font-weight: 400;">”, come deturpazione o guasto fatto dall’uomo – e, quando non era più necessaria, abbandonata. Anche per questo oggi si rende necessario agire per restituire all’ambiente quello di cui l’abbiamo privato. Perché quanto fatto fino ad ora non ci siamo resi conto quanto in realtà ci metta in </span><b>pericolo</b><span style="font-weight: 400;">, oltre ad aver </span><b>imbruttito</b><span style="font-weight: 400;"> il Pianeta. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I </span><b>disastri naturali</b><span style="font-weight: 400;"> sono all’ordine del giorno: da poco abbiamo assistito alle conseguenze dello </span><b>scempio ambientale</b><span style="font-weight: 400;"> perpetrato ad Ischia, considerata una delle isole più belle fin dall’antichità. Cosa ci dimostra? L’azione sconsiderata dell’uomo &#8211; in questo caso abbinata a veri e propri comportamenti illegali come costruire abusivamente – ha </span><b>conseguenze nefaste</b><span style="font-weight: 400;"> anche </span><b>per l’uomo</b><span style="font-weight: 400;">. Anche per questo il moto ambientale che da alcuni anni soffia parla anche di bellezza: ed è importante che lo facciano i più giovani, riportare questi valori riparatori che parlano di futuro al centro. In questo senso i ragazzi dei </span><i><span style="font-weight: 400;">Friday For Future</span></i><span style="font-weight: 400;"> parlano di bellezza. È molto più che un moto ambientalista, perché rappresenta una rivoluzione di valori. Una generazione che torna a combattere, a manifestare per quello in cui crede, colorata, verde, che canta per le strade, che si ritrova accomunata dalla preoccupazione per il proprio futuro e di chi gli sta accanto. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non erano in molti dal mondo adulto ad aspettarsi qualcosa da questi ragazzi, almeno perché ripiegati come apparivano, rinchiusi nei social media, nella loro realtà virtuale, sembravano i più atomizzati. Lontani dalla realtà, figli di almeno due generazioni cresciute nel lusso e in Paesi senza guerra trainati dal boom prima e dalla digitalizzazione poi. E invece </span><b>hanno scelto l’ambiente, la sua bellezza e il futuro</b><span style="font-weight: 400;">. Hanno deciso di pressare il mondo adulto perché rispondesse alle loro istanze, perché fosse meno egoista, perché provasse a restituire loro una piccola parte di futuro, condizioni migliori in cui vivere. E se non è una richiesta di maggiore bellezza, una lotta per combattere quanto di brutto ci sia nel mondo, non so davvero cosa possa essere. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Angela Ol</span><span style="font-weight: 400;">iva</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9563" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1-editoriale-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1-editoriale-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1-editoriale-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1-editoriale-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1-editoriale-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1-editoriale-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1-editoriale-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1-editoriale.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/quel-brutto-che-rovina-lambiente/">Quel brutto che rovina l’Ambiente</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sguardi magnetici incorniciati da un viso solcato</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/sguardi-magnetici-incorniciati-da-un-viso-solcato/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sguardi-magnetici-incorniciati-da-un-viso-solcato</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2023 16:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<category><![CDATA[Storia della bruttezza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=9515</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lucentezza di un fascino particolare Come la bellezza è la dimensione dell’armonia e del fascino e va contemplata così com’è, nella sua estetica portata al sommo grado, la bruttezza, al contrario equivale alla sgradevolezza e ad una serie di inestetismi che lasciano un segno indelebile. Proviamo a considerare un quartiere di una città ed esaminiamolo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/sguardi-magnetici-incorniciati-da-un-viso-solcato/">Sguardi magnetici incorniciati da un viso solcato</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=9515" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NNqcwxuzldXrJQJVksm.mp3?generation=1675953964616663&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=9515&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NNqcwxuzldXrJQJVksm"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=9515"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b>Lucentezza di un fascino particolare</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come la bellezza è la dimensione dell’armonia e del fascino e va contemplata così com’è, nella sua estetica portata al sommo grado, la bruttezza, al contrario equivale alla sgradevolezza e ad una serie di inestetismi che lasciano un segno indelebile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proviamo a considerare un quartiere di una città ed esaminiamolo per le forti dissonanze cromatiche che rendono le case, ancorché vicine, una autentica accozzaglia di stili, di colori, di degradi nella manutenzione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Insomma, potremmo definirlo, un “quartiere sgarrupato” alla napoletana maniera.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Provate però a considerare che, come per incanto, una palazzina viene ristrutturata ed ecco un tocco di raffinatezza che finisce per propagarsi e determinare un “favorevole contagio”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel breve volgere di alcuni mesi, poi di un paio d’anni, quel quartiere si rigenera e sviluppa una particolare cura dei particolari, cosa che si rende possibile, proprio perché tutto era informe all’inizio e nulla doveva essere preservato, in quanto ogni cosa era sconnessa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo stesso accade quando una città subisce una scossa sismica così devastante, da sbriciolare ogni muro portante e, con esso, i tetti, le chiese, le strade solcate da profonde fenditure sul terreno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La città, una volta che la polvere si dirada, si presenta al cospetto del visitatore, in tutta la sua bruttezza : nulla meriterebbe di essere risparmiato e tutto andrebbe demolito, per lasciare spazio ad una nuova concezione di città.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A questo punto scopriamo però che se la ricostruzione prescindesse dallo stile architettonico che aveva preceduto la tipologia di quella determinata città, sarebbe nient’altro che un “insieme di case” senz’anima, quindi spento e inespressivo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vogliamo descrivere come la bruttezza nei lineamenti di una persona, può essere rivelatrice di una estetica ancora tutta da evolversi fino a trasformarsi in senso positivo?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pensiamo alla persona che ha un viso completamente rugoso: non c’è tratto del volto che non sia solcato da rughe molto profonde.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Poi, man mano che ci avviciniamo all’area degli occhi, scopriamo non senza sorpresa ed imbarazzo, che le pupille si fanno ancora più luminose ed espressive.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Allora si delineano sguardi molto suggestivi, resi magnetici proprio per effetto di una cornice di linee che solcano il viso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Scopriamo che la profondità di uno sguardo diventa una figura che assume un particolare fascino, per effetto di quello sfondo caratterizzato da una ragnatela di rughe, che ne sono il contorno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il pensiero si posa sulla copertina del National Geographic, che fu impreziosita da una foto che ritraeva una donna afgana coperta da un drappo celeste, con uno sguardo profondo al centro di un volto di una probabile quindicenne.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo trent’anni, la stessa donna con il medesimo sguardo magnetico, appesantita da un viso che rilevava tutta la gravità di un tempo non più esuberante, faceva la sua apparizione ancora sulla prima pagina di questa rivista internazionale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A proposito di bruttezza, evidenziamo il tempo che è trascorso su un volto indurito da una non agevole vita, pur se risparmiato dalla lucentezza di uno sguardo magnetico.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ernesto Albanello</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9565" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2-sguardi-magnetici-vrp-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2-sguardi-magnetici-vrp-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2-sguardi-magnetici-vrp-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2-sguardi-magnetici-vrp-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2-sguardi-magnetici-vrp-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2-sguardi-magnetici-vrp-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2-sguardi-magnetici-vrp-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/2-sguardi-magnetici-vrp.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9573" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1-sguardi-magnetici-vrp-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1-sguardi-magnetici-vrp-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1-sguardi-magnetici-vrp-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1-sguardi-magnetici-vrp-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1-sguardi-magnetici-vrp-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1-sguardi-magnetici-vrp-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1-sguardi-magnetici-vrp-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/1-sguardi-magnetici-vrp.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/sguardi-magnetici-incorniciati-da-un-viso-solcato/">Sguardi magnetici incorniciati da un viso solcato</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
