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	<title>Quali Canti a Natale? Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>La centralità del Canto nella ricorrenza del S. Natale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2022 16:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<category><![CDATA[Quali Canti a Natale?]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un balsamo al pari di una terapia disintossicante, capace di rigenerare e trasformare Stiamo vivendo un’epoca priva di punti di riferimento. Convinciamocene. I rapporti fra le persone sono sfuggenti e superficiali, distratti ed insulsi. Al massimo crescono in termini di partecipazione se ci sono tornaconti da raggiungere. Molti giovani vanno alla ricerca spasmodica di ritrovare [&#8230;]</p>
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<p><b>Un balsamo al pari di una terapia disintossicante, capace di rigenerare e trasformare</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Stiamo vivendo un’epoca priva di punti di riferimento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Convinciamocene.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I rapporti fra le persone sono sfuggenti e superficiali, distratti ed insulsi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al massimo crescono in termini di partecipazione se ci sono tornaconti da raggiungere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Molti giovani vanno alla ricerca spasmodica di ritrovare loro stessi, inseguendo le essenzialità e sfuggendo a modelli ormai desueti che sono saldamente nelle mani di coloro che hanno almeno trent&#8217;anni più di loro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Basta considerare quanto vengono snobbate alcune proposte che in altri momenti sarebbero state valutate come allettanti, mentre adesso suscitano solo ironie, dettate dal fatto che i giovani non sanno come spiegare che un’epoca si è chiusa, anche se una nuova fa fatica a mostrarsi nella sua compiutezza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il vaso si è rotto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È andato in frantumi irrimediabilmente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Adesso a dominare è lo smarrimento, lo sgomento, il vuoto causato da una indeterminatezza che ci pervade.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le persone non si riconoscono, né percepiscono come significativi i propri simili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto questo ha reso indefinito quello che chiamiamo “il senso” dell’esistere, il significato dell’agire in relazione ad una meta nitida, verso cui valga la pena indirizzare la prua del nostro vascello interiore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto questo senso di evanescenza comprende molto bene che qualsiasi “pietra miliare” lavori in contrasto a questo diffuso smarrimento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si potrà anche molto insistere che la festa di Halloween ha delle precise origini e dei profondi significati culturali, ma è un fatto che le ricorrenze dei defunti e di Ognissanti sono andate sempre più in sordina, facendo perdere a quei giorni una propensione a riflettere ed a vivere una vita interiore che ci permetteva di entrare in confidenza con i Santi Protettori e con i nostri defunti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La festività del S. Natale sta subendo la medesima china pericolosa : di fatto viene conservata nella sua ricorrenza, ma nella sostanza è svuotata nel suo significato più intimo e magico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Provvedono Amazon ed il consumismo più sfrenato e chiassoso a rendere impalpabile il valore del Natale, che dovrebbe permetterci di richiamare alla mente che la Sacra Famiglia era nulla più che una compagine di clandestini che cercava un riparo in una notte stellata, ma che aveva perso ogni speranza di assicurarsi un ricovero, tanta era la impossibilità di venire ospitata, in quanto “era tutto esaurito”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">C’è qualcuno che ancora ha un briciolo di compenetrazione verso questo dramma che si ripete da oltre duemila anni e che ne scorge un parallelismo con i “disperati del Mediterraneo”?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È questa capacità di osservare e riflettere delle analogie tra l’oggi e la Palestina di due millenni orsono che fa paura.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Allora è meglio banalizzare, svuotare di significato, non far riflettere perché, altrimenti tutto un sistema del commercio e del consumo può sgretolarsi!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">C’è solo un modo perché “le distrazioni di massa” possano essere ridotte al silenzio!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando ascoltiamo il magico Canto del Santo Natale, immedesimandoci su alcune linee centrali che sono riconducibili alla sobrietà, alla essenzialità, alla voglia di ristabilire un rapporto con l’altro, scevro da ogni forma di diffidenza e di pregiudizio, lì stiamo entrando in un’armonia che ci riconcilia con un valore fondamentale: quello di rinascere, perché è venuta meno ogni forma di egoismo, smania di visibilità, arroganza, protervia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Davvero allora possiamo arrivare a considerare il Santo Natale ed i Canti natalizi come un balsamo, al pari di una terapia disintossicante, capace di rigenerarci e di accompagnarci verso una svolta senza neppure renderci conto che, incanto, siamo stati trasformati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Allora riprendiamo il cammino ma ci accorgiamo che il passo è malfermo e la lingua balbetta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo è l’effetto per esserci accorti che tutto quello verso cui ci aggrappavamo in modo totale, oggi ha perso ogni valore. Forse è questo il vero, grande miracolo a cui, attraverso il Santo Natale, assistiamo e che, inconsapevolmente, ci trasforma.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ernesto Albanello</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8796" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/la-centralita-del-canto-di-natale-vrp-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/la-centralita-del-canto-di-natale-vrp-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/la-centralita-del-canto-di-natale-vrp-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/la-centralita-del-canto-di-natale-vrp-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/la-centralita-del-canto-di-natale-vrp-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/la-centralita-del-canto-di-natale-vrp-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/la-centralita-del-canto-di-natale-vrp-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/la-centralita-del-canto-di-natale-vrp-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La mercificazione dello Spirito Natalizio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2022 16:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Quali Canti a Natale?]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Conforte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una corsa al consumismo che ha stravolto il periodo dell’avvento Il giorno di Natale è il più bello dell’anno. È il giorno in cui tutta la famiglia si riunisce attorno ad una tavola imbandita di lasagne, brodo con i tortellini, arrosti misti di carne, verdure in tutte le salse e tre varianti del pandoro. È [&#8230;]</p>
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<p><b>Una corsa al consumismo che ha stravolto il periodo dell’avvento</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il giorno di Natale è il più bello dell’anno. È il giorno in cui tutta la famiglia si riunisce attorno ad una tavola imbandita di lasagne, brodo con i tortellini, arrosti misti di carne, verdure in tutte le salse e tre varianti del pandoro. È il giorno in cui si scartano e si consegnano regali. È il giorno in cui si mettono da parte tutti i dissapori e si sta amorevolmente gli uni con gli altri. Almeno in apparenza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Perché i giorni che precedono il Natale sono un inferno. Come ogni anno ci ripromettiamo di non commettere gli stessi errori per il Natale successivo e puntualmente, ogni anno, ci ritroviamo a qualche giorno dal 25 dicembre con tutti i regali da fare per amici e parenti. Ci ritroviamo in coda al supermercato per comprare gli ultimi torroni o pandori e panettoni. Ci ritroviamo a dover affrontare l’annosa questione che per tutto l’anno abbiamo rimandato: Natale dai tuoi o dai miei? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E dopo aver rischiato di far scoppiare una guerra all’interno delle mura di casa, dopo aver passato gli ultimi giorni alla ricerca di un regalo che sia plausibilmente accettabile perché gli scaffali dei negozi sono ormai vuoti, dopo aver litigato con la signora anziana più agguerrita della storia per accaparrarsi l’ultima confezione di cappone, finalmente arriva il giorno di Natale. E finalmente, dopo aver passato un anno intero ad allenarsi, arriva il momento per sfoderare il più falso dei sorrisi e dire alla zia che non si vede dall’anno precedente: “grazie! Era proprio quello che mi serviva!” scartando il regalo che finirà tra i regali inutili della zia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ammettiamolo dai, si è perso lo spirito del Natale, quello che pone l’accento sull’umiltà e la semplicità espresse dalla simbolica e umile nascita del Gesù bambino. Quello che spingeva tutti ad essere più buoni, almeno per un giorno, più gentili gli uni con gli altri. Quello che ha addirittura dato il via a una serie di “cessate il fuoco” tra i soldati tedeschi e quelli inglesi nelle trincee del 1914. Quello che non faceva arrabbiare se non c’erano regali per tutti perché il regalo era solo simbolico, non una imposizione dettata dalla società consumistica che abbiamo creato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa corsa al consumismo ha stravolto anche le piccole cose che un tempo facevano sorridere, che rendevano desiderabile l’attesa di svegliarsi la mattina del 25 e controllare che Babbo Natale avesse gradito il latte e i biscotti e lasciato qualche regalino. Ecco, qualche appunto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il writer Keith Haring dà un’idea precisa di quello che oggi è Babbo Natale. In “Merry X-Mas” lo vediamo sulla croce come fosse il Redentore, ma ha delle x al posto degli occhi e fa la linguaccia a chi lo guarda, allo spettatore. A noi. Keith Haring mischia il sacro con il profano e lo rende ironico. Con questo graffito, l’artista denuncia la totale perdita del messaggio cristiano del Natale a vantaggio del puro ed estremo consumismo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Natale consumistico è talmente entrato nelle nostre case che anche Andy Warhol ha omaggiato con una stampa il simpatico vecchietto vestito di rosso tanto amato dai bambini. Questa stampa fa parte del ciclo di serigrafie di personaggi iconici realizzate nel 1981 e chiamata Miths. Tra Superman, Dracula e Uncle Sam, Andy Warhol inserisce anche lui, Babbo Natale. D’altronde questa festività era molto cara all’artista che l’ha celebrata in più occasioni, sia con disegni che con illustrazioni che con foto. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’aspetto più commerciale del Natale è diventato talmente di uso comune che non stupisce se anche artisti del calibro di Andy Warhol o Keith Haring ne abbiano subito a loro modo il fascino, contribuendo a mercificare lo spirito natalizio che, ormai, è solo un mero lontano ricordo.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Roberta Conforte</span></p>
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		<title>Il canto di Natale, secondo Francesco Rosi e Ron Howard.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2022 16:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Cassini]]></category>
		<category><![CDATA[Quali Canti a Natale?]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Natale si è tutti più buoni, dicono… Chissà cosa ne pensano quelle migliaia di persone che hanno visto amici e parenti morire sotto le bombe. Parliamo del conflitto in Ucraina? Non solo.  Non esistono guerre di prim&#8217;ordine e guerre di second&#8217;ordine.  Tutte le guerre sono ugualmente importanti. Il fatto che alcuni governi promuovano la [&#8230;]</p>
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<p><b>A Natale si è tutti più buoni, dicono…</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Chissà cosa ne pensano quelle migliaia di persone che hanno visto amici e parenti morire sotto le bombe. Parliamo del conflitto in Ucraina? Non solo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non esistono guerre di prim&#8217;ordine e guerre di second&#8217;ordine. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutte le guerre sono ugualmente importanti. Il fatto che alcuni governi promuovano la guerra, in un modo o in un altro, ci dimostra che non viviamo in una società davvero democratica: se davvero il popolo del mondo potesse esprimersi, nessuno o quasi vorrebbe un conflitto. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Eppure, ci caschiamo sempre&#8230;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A Natale si è tutti più buoni, dicono.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Chissà cosa ne pensano i familiari dei 6.500 operai che, sottopagati, hanno perso la vita per la costruzione degli stadi dei Mondiali di calcio, in Qatar. C&#8217;è un&#8217;inchiesta del Guardian che lascia a bocca aperta…</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A Natale si è tutti più buoni, dicono. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Chissà cosa ne pensano i proprietari degli oltre 500 cinema che hanno chiuso negli ultimi cinque anni in Italia. Mentre, dopo la pandemia, i dati ci dicono che in Europa la gente è tornata al cinema, nel nostro Paese gli esercenti fanno ancora una fatica immane ad andare avanti. Sembra quasi che le persone si sia stancata di andare a vedere un film al cinema. Ma è davvero così?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A Natale, dicono, si è tutti più buoni&#8230; Ma forse, oltre a essere più buoni, potremmo anche essere più determinati nel migliorare (o cambiare?) questo strano periodo dell&#8217;umanità? Non avete anche voi, famelici lettori de &#8220;La Città&#8221;, quella sensazione di impotenza di fronte a tanti fatti brutti che accadano nel mondo? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Abbiamo la tecnologia, siamo un mondo sempre più connesso, siamo in grado di fare cose strabilianti però ci perdiamo in un bicchier d&#8217;acqua. Fortuna che almeno quello c&#8217;è ancora. Il bicchier d&#8217;acqua!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Alcuni analisti sostengono, a ragion veduta, che proprio l&#8217;acqua sarà il business del futuro. Oggi è un bene di prima necessità, ancora facilmente reperibile, almeno in Europa. Ma un domani?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A Natale, dicono, si è tutti più buoni. Che ci sia il Natale è un bene. È l&#8217;unico, vero momento, in cui ti concedi del tempo prezioso da spendere con i figli e la famiglia. È l&#8217;unico, vero momento, in cui ti fermi per rifiatare un po&#8217;. È l&#8217;unico momento in cui al gioco della Tombola dici &#8220;sì, perché no?&#8221;. È il momento giusto per riflettere sull&#8217;anno appena passato e impostare i nuovi desideri, i nuovi obiettivi per quello futuro. Non è come il Ferragosto, il Natale, dove si rientra da ferie faticose ancora tutti sudaticci in attesa che il caldo asfissiante lasci finalmente spazio a un venticello leggero. No: a Natale l&#8217;aria è spesso fresca, non più gelida, e la tua vita ce l&#8217;hai proprio davanti agli occhi come uno specchio: famiglia, amici di sempre, ambizioni raggiunte, sogni ancora da realizzare. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E se, oltre ai nostri desideri, provassimo a realizzare quelli del mondo intero?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ci troviamo in un momento storico troppo importante. Sarà fondamentale mettere le basi per migliorare questo mondo incerto in cui ci troviamo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A Natale abbiamo il tempo di pensarci! Il cinema sa essere un valido aiuto. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oltre a consigliarvi il solito film di Natale, che è comunque buona prassi guardare per esser tutti più buoni, vi diamo un titolo moderno che probabilmente conoscete: &#8220;Heart of The Sea&#8221;, diretto magistralmente dall&#8217;abilissimo Ron Howard. La pellicola, esotica più che mai, è una rivisitazione (o forse un prequel?) cinematografica di Moby Dick. Si tratta di un film affascinante, dove uomini tanto sicuri di sé si scoprono improvvisamente fragili di fronte alla grandezza del mare e del mistero, quest&#8217;ultimo rappresentato proprio dalla grande balena bianca. Una balena invincibile. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È inutile andarle addosso, eppure sembra che i personaggi non lo capiscano. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il film è una metafora sublime dei tempi incerti in cui viviamo. Continuiamo a sbagliare senza trovare una giusta alternativa ai problemi che tanto ci affliggono! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La balena è il simbolo di ciò che non riusciamo a superare, di ciò che non riusciamo a comprendere. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un altro film che a nostro avviso potreste recuperare sotto le vacanze natalizie è sicuramente &#8220;Il caso Mattei&#8221;, capolavoro di Francesco Rosi con Gian Maria Volontè. In questo film, che non perde il suo fascino nonostante gli anni, si racconta la storia di Enrico Mattei e della sua tragica scomparsa. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È un film che fa riflettere su tutti coloro che hanno provato a cambiare le cose, ma che a un certo punto si sono dovuti fermare&#8230; Un destino simile lo hanno avuto in tanti, in Italia. Da Pasolini a Moro, da Mattei a Borsellino. Il filo rosso che unisce queste grandi personalità tragicamente scomparse è la loro grande propensione a voler davvero cambiare le cose. Ma poi si sono dovute fermare. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il cinema ci aiuta e ci aiuterà sempre a riflettere sulla società in cui viviamo. Una società che, più che mai, ha bisogno di rispetto, cultura&#8230; Amore. Una società che ha bisogno&#8230; di persone pensanti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Buon Natale lettori&#8230; E pensatori! </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Marco Cassini</span></p>
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		<title>Capetiempe, vita che si rinnova</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2022 16:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Quali Canti a Natale?]]></category>
		<category><![CDATA[Virginia Chiavaroli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le origini di un Natale dimenticato Rinnovato di anno in anno, il mistero del dies natalis, disorienta e incanta. L’inspiegabile rapporto tra sacro e profano spinge l’uomo ad interrogarsi sul significato, a comprendere l’arcano di una ricorrenza che tuttavia resta nella sfera contemplativa. Ed ecco, si odono in lontananza sonorità pastose, sono le voci delle [&#8230;]</p>
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<p><b><i>Le origini di un Natale dimenticato</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Rinnovato di anno in anno, il mistero del </span><i><span style="font-weight: 400;">dies natalis</span></i><span style="font-weight: 400;">, disorienta e incanta. L’inspiegabile rapporto tra sacro e profano spinge l’uomo ad interrogarsi sul significato, a comprendere l’arcano di una ricorrenza che tuttavia resta nella sfera contemplativa. Ed ecco, si odono in lontananza sonorità pastose, sono le voci delle zampogne a scandire il tempo che si rinnova, note che sanno di nostalgia, profumo di casa, un crepitio di fuochi che segna gli attimi dell’attesa, nuova vita, una rinascita. Le mie ricerche affondano in epoca precristiana, quando i rituali celebravano la meraviglia del solstizio d’inverno, il sole tornava a salire allontanando in questo modo l’oscurità. “Capetiempe” ad indicare il ritmo regolare della natura. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Così, approdo all’omonima opera di Vittorio Monaco in cui l’autore spiega le origini materiche del culto: “[…] La data del Natale cristiano fu scelta dalla Chiesa col proposito di sostituire la festa di Mitra e del Sole Invitto con la celebrazione della nascita di Cristo. Per il paganesimo il sole costituiva una delle ierofanie essenziali: esso appariva come la manifestazione della luce che dissipa le tenebre, ma parimenti anche come ciò che rende possibile la totalità della vita grazie al calore che emana. Il sole, nel mondo pagano, era adorato per i suoi effetti materiali. Il paganesimo non respinse il naturalismo pagano, ma lo accolse arricchendone e trasvalutandone il significato. Gesù, il nuovo sole, non negava il vecchio, ma lo assumeva all’interno di un significato più alto, in quanto luce ‘non più soltanto cosmica, ma spirituale’. Le tenebre di cui parla il vangelo di Giovanni, e nelle quali Cristo ‘risplende’ e ‘illumina gli uomini’, sono le tenebre del peccato e dell’ignoranza, ma richiamano anche le tenebre e le antiche paure delle notti solstiziali. L’analogia tra i due piani, cosmico e spirituale, è affermata esplicitamente dai padri della Chiesa [&#8230;]. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dal Quaderno peligno n. 7, pubblicato nel 2007 e dedicato proprio alle festività natalizie, apprendo, citando un articolo di Evandro Ricci, che: “Testimonianze del culto di Mitra si hanno ad Aveia, l’antica città dei Vestini (l’odierna Fossa presso L’Aquila), a Secinaro e ad Introdacqua. A Secinaro il tempio del dio Mitra (il Sol Invictus) era nella contrada Casale (Campo Sportivo) dove sono ancora visibili i resti e dove sono venuti alla luce molti reperti archeologici, fra i quali un rocchio di colonna, un coperchio di urna per l’acqua lustrale, l’ara bellissima ed intatta con il Sole scolpito agli spigoli, risalente al periodo imperiale di Roma. Proveniente dalla contrada Casale, una scultura litica rappresenta la testa di un bue. […] Ad Introdacqua sopravvive l’usanza di recarsi sul Colle della Plaia per osservare all’alba il sorgere del sole dalla Maiella nel giorno di San Giovanni. Tale usanza va messa in relazione proprio con il culto del Sole professato dagli antichi nostri progenitori: dopo la morte invernale, ecco il risveglio, la resurrezione della Natura con l’inizio della primavera. Sul Colle della Plaia, Antonio De Nino raccolse un frammento di terracotta, un ex voto, rappresentante la testa di un bue. L’usanza degli abitanti di Introdacqua ed il frammento della testa di bue rinvenuto sul Colle della Plaia, il tempio della contrada Casale di Secinaro e la scultura della testa di bue, vanno riferiti al culto dell’arcaico dio Mitra, perché il simbolismo taurino è proprio della divinità dell’Oriente, particolarmente dell’Iran”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È in questo modo, forse, che riesco a spiegarmi il sentimento misto tra malinconia e sgomento che rapisce l’animo durante il periodo natalizio; è il rapporto tra uomo e natura, o tra uomo e divino, così ancestrale e profondamente radicato nell’essere umano ma al contempo difficoltoso da comprendere, che spinge ad infarcire la ricorrenza con nastri, merletti e luci colorate. Il timore dell’ignoto, unitamente alla perdita di capacità di sentire il mondo che ci circonda e a un consumismo accecante, ci ha proiettati verso noi stessi, e progressivamente meno verso l’altro, verso la natura, verso il divino. Dimenticando l’ineluttabile rapporto con gli elementi che ci rendono esseri senzienti, viviamo nella modernità di una festa svuotata delle sue caratteristiche primigenie, intorpiditi dal futile. In questo clima, faccio mio il sentire del poeta Ungaretti che in “Natale” scrive: “Non ho voglia / di tuffarmi / in un gomitolo / di strade. / Ho tanta / stanchezza / sulle spalle. / Lasciatemi così / come una / cosa / posata / in un / angolo / e dimenticata. / Qui / non si sente / altro / che il caldo buono. / Sto / con le quattro / capriole / di fumo / del focolare”.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Virginia Chiavaroli</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8805" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/capetiempe-c-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/capetiempe-c-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/capetiempe-c-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/capetiempe-c-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/capetiempe-c-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/capetiempe-c-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/capetiempe-c-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/capetiempe-c-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8807" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/capetiempe-c-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/capetiempe-c-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/capetiempe-c-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/capetiempe-c-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/capetiempe-c-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/capetiempe-c-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/capetiempe-c-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/capetiempe-c-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Le Ali del Natale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2022 16:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Zaccagnini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Guarda papà, guarda. La maestra dice che quando suona una campana un angelo mette le ali.” dal film “La vita è meravigliosa” di Frank Capra   Quante volte abbiamo desiderato essere una persona sconosciuta, un altro, un’altra, chiunque fuorché noi? Succede spesso, è un modo per dirci che non ci troviamo bene con gli abiti che [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">“</span><i><span style="font-weight: 400;">Guarda papà, guarda. La maestra dice che quando suona una campana un angelo mette le ali.”</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">dal film “La vita è meravigliosa” di Frank Capra  </span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quante volte abbiamo desiderato essere una persona sconosciuta, un altro, un’altra, chiunque fuorché noi? Succede spesso, è un modo per dirci che non ci troviamo bene con gli abiti che portiamo addosso. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cade la pioggia su ogni cosa, nei campi, sull’erba, sui tetti, nelle strade, lei non sa dove cade. Sulle case dilaniate dalle bombe, sui teatri di guerra, di esodo, di abbandoni, di stupro, di morte; nelle vie della città, tra gente che ride, che mangia, che beve e si diverte. E soffia il vento su ogni volto, freddo, rosso, impaurito; roseo, caldo, sereno, il vento non sa cosa sta sfiorando eppure soffia. Splende il sole su ogni testa, bella o brutta, su ogni vita in piedi o distrutta, su ogni cuore, sano o spezzato, il sole splende e basta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ognuno nasce e muore e poi ricomincia il ciclo, vita, morte e così via.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella festa più sentita dell’anno la corsa ai regali è d’obbligo, ce lo hanno detto, lo sappiamo da sempre, i doni li portarono i Magi a Gesù quando venne al mondo per salvarci, perciò forse aiuteremo qualcuno a salvare se stesso e forse ci salveremo anche noi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma cosa significa nascere se non tornare di nuovo a vivere? Dare un senso a questa strana avventura che ci porta in giro, ci fa ruotare, ci butta via e ci riprende, ci innalza e crocifigge.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E se lasciassimo tutto per perderci completamente, se lasciassimo andare ogni cosa, persona, casa, dimenticando persino chi siamo? Cosa accadrebbe se così fosse? Forse riusciremmo diversi, trasformati, ricominciando da capo per indossare la nostra vera faccia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qualche volta è necessario perdere ogni riferimento personale per tornare ad essere quelli che siamo davvero. Forse gli esseri spregevoli che fanno male ad altre persone non sanno di essere così feroci, aridi, di procurare dolori  tanto grandi, disumani, o forse lo sanno e ne godono.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se quelle persone incontrassero Clarence, l’angelo di seconda classe del film “La vita è meravigliosa” di Frank Capra forse avrebbero una speranza, una soltanto, di salvarsi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Clarence si presentò da George proprio quando questi aveva deciso di farla finita arrivando persino a desiderare di non essere mai nato. Ma i desideri a volte vengono ascoltati e George non fu più George: la famiglia, gli amici, la casa, non aveva più niente. L’angelo sapeva che se fosse riuscito a far cambiare idea a George si sarebbero salvati entrambi perché ognuno di loro  aveva bisogno di un paio d’ali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E allora si scende nel fondo, nella disperazione e se ne esce solo se si comprende il dono, quello che abbiamo e che ci è stato dato, è la vita, l’amore, la vicinanza delle persone care. Non si è mai completamente soli, esiste sempre una via d’uscita, anche quando gli altri ci passano accanto e sembra non ci vedano, anche quando i nostri problemi sembrano i più grossi macigni che siano mai stati visti, anche quando tendiamo la mano ma dall’altra parte nessuno la prende. Eppure morte e vita sono la stessa cosa, si muore per rinascere a Natale perché esiste una magia che solo se la facciamo nostra può funzionare, bisogna chiudere gli occhi e dirsi: da oggi rinasco e sarò una persona diversa, da oggi amerò più che posso, da oggi, solo da oggi vengo al mondo e così mi salvo perché quello che ero ieri è uno sconosciuto, ma quella di ora è una creatura che tutto può, anche l’impossibile.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">&lt;&lt;Clarence: Tu non sei nato.</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">George: E se non sono nato chi sono?</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Clarence: Nessuno. Non hai un’identità.&gt;&gt;</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">dal film “La vita è meravigliosa” di Frank Capra  </span></i></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Maria Zaccagnini </span></i></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8809" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/le-ali-di-natale-vrp-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/le-ali-di-natale-vrp-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/le-ali-di-natale-vrp-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/le-ali-di-natale-vrp-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/le-ali-di-natale-vrp-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/le-ali-di-natale-vrp-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/le-ali-di-natale-vrp-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/le-ali-di-natale-vrp-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Il dies natalis di Mitra.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2022 16:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Di Giovanni]]></category>
		<category><![CDATA[Quali Canti a Natale?]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla conoscenza delle origini deriva quella del presente il Natale è una festa molto particolare, amata e odiata. È la rappresentazione della bontà della carità insieme dell’aiuto reciproco. Arriva a noi con una serie di usanze e derivazioni mediatiche, ma anche da una costruzione storica ben precisa. Dal presepe, creato per la prima volta da [&#8230;]</p>
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<p><b>Dalla conoscenza delle origini deriva quella del presente</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">il Natale è una festa molto particolare, amata e odiata. È la rappresentazione della bontà della carità insieme dell’aiuto reciproco.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Arriva a noi con una serie di usanze e derivazioni mediatiche, ma anche da una costruzione storica ben precisa. Dal presepe, creato per la prima volta da San Francesco, alla celebrazione della nascita di cristo, tutto ciò che sappiamo su questa festività ha una lunga storia che viene spesso ignorata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Parliamo, per esempio, del perché la festa di Natale cade il 25 dicembre.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa, come molte altre nella storia della religione Cristiana, fu mutuata guardando alle precedenti feste pagane. Nel nostro caso parliamo della festività legata al mio Mitra. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mitra è una divinità che nasce nel XI secolo a.C. nell’induismo, nei sacri testi Veda viene identificato come facente parte della triade composta da Ahura Mazda e Anahita nella religione denominata Zoroastrismo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A Roma Mitra fu soprattutto il dio dei soldati, divinità solare, la sua adorazione richiedeva regole molto precise tra cui temperanza, autocontrollo e la compassione anche nella vittoria. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il mitraismo, come il cristianesimo, offriva la salvezza ai suoi seguaci perché Mitra era una divinità che doveva salvare l’umanità dal male. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il mito della sua nascita vuole che, la notte del 25 dicembre, in una grotta, nacque da una vergine.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vi ricorda qualcuno?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Intermediario di un dio superiore, Mitra muore e risorge come divinità messaggera.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non vado oltre a spiegare come una antica divinità possa rispecchiare le caratteristiche del, a noi più noto, Gesù di Nazareth.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ciò non è raccontato per sottrarre autenticità al secondo membro della trinità cristiana, è solo per far capire a tutti la dimensionalità plurima della storia. Tutto ciò che è legato a cristo ha la sua storia e mutua da quella di qualche divinità precedente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il giorno di Natale viene festeggiato ancora oggi nel giorno in cui nacque il mitico dio Mitra, senza contare che Gesù cristo, grazie a calcoli basati sull’astronomia della famosa “cometa” discesa nel cielo il giorno della sua nascita, sembra nato ad aprile e non a dicembre.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non vi sembri assurdo, sovrapporre una festa pagana ad una cristiana, fu fondamentale per i primi credenti. Era un mezzo per farsi accettare e per convertire chi ancora credeva nell’antica religione pagana.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le feste comandate sono gioia, rito e condivisione: ma devono essere anche fonte di consapevolezza. Se abbiamo una festa per ricordarci della carità cristiana è perché, durante il corso della storia, questa festa ha mantenuto la sua funzionalità ad oggi mutata ma ancora non decaduta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Chiediamoci sempre l’origine di ciò che conosciamo e saremo più padroni del nostro presente! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Buon giorno di Natale a tutti!</span></p>
<p style="text-align: right;">Andrea Di Giovanni</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8812" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/II-dies-natalis-c-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/II-dies-natalis-c-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/II-dies-natalis-c-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/II-dies-natalis-c-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/II-dies-natalis-c-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/II-dies-natalis-c-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/II-dies-natalis-c-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/II-dies-natalis-c-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8813" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/II-dies-natalis-c-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/II-dies-natalis-c-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/II-dies-natalis-c-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/II-dies-natalis-c-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/II-dies-natalis-c-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/II-dies-natalis-c-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/II-dies-natalis-c-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/II-dies-natalis-c-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Rapporto Caritas: nel 2021 oltre 1, 5 milioni di interventi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2022 16:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazioni e dissociazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Mignini]]></category>
		<category><![CDATA[Quali Canti a Natale?]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra le iniziative di Natale &#8211; Cucinato per amore &#8211; il progetto di solidarietà della Fondazione Santa Rita da Cascia onlus In occasione della Giornata internazionale di lotta alla povertà, Caritas Italiana ha presentato, lo scorso ottobre il suo 21° Rapporto su povertà ed esclusione sociale dal titolo “L’anello debole”: nel 2021 i poveri assoluti [&#8230;]</p>
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<p><b><i>Tra le iniziative di Natale &#8211; Cucinato per amore &#8211; il progetto di solidarietà della Fondazione Santa Rita da Cascia onlus</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In occasione della Giornata internazionale di lotta alla </span><b>povertà</b><span style="font-weight: 400;">, </span><b>Caritas</b><span style="font-weight: 400;"> Italiana ha presentato, lo scorso ottobre il suo 21° Rapporto su povertà ed esclusione sociale dal titolo “</span><b>L’anello debole</b><span style="font-weight: 400;">”: nel 2021 i poveri assoluti nel nostro Paese sono stati circa 5,6 milioni, di cui 1,4 milioni di bambini.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra gli “anelli deboli”, i </span><b>giovani</b><span style="font-weight: 400;">, colpiti da molte forme di povertà: dalla </span><b>povertà ereditaria</b><span style="font-weight: 400;">, che si trasmette “di padre in figlio” per cui occorrono almeno cinque generazioni a una persona che nasce in una famiglia povera per raggiungere un livello medio di reddito; alla </span><b>povertà educativa</b><span style="font-weight: 400;">, tanto che solo l’8% dei giovani con genitori senza titolo superiore riesce a ottenere un diploma universitario.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Solo nel 2021 quasi 2.800 Centri di Ascolto Caritas hanno effettuato oltre 1,5 milioni di interventi, per poco meno di 15 milioni di euro, con un aumento del 7,7% delle persone che hanno chiesto aiuto rispetto all’anno precedente. Anche nel 2022 i dati raccolti fino a oggi confermano questa tendenza. Non si tratta sempre di nuovi poveri ma anche di persone che oscillano tra il dentro e fuori dallo stato di bisogno. Il 23,6% di quanti si rivolgono ai Centri di Ascolto sono </span><b>lavoratori poveri</b><span style="font-weight: 400;">. Tale condizione tocca il suo massimo tra gli assistiti stranieri: il 29,4% di loro è un lavoratore povero.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A Natale, centinaia di famiglie non avranno neppure un pasto ma si moltiplicano le iniziative solidali per garantire un momento dignitoso di condivisione e gioia, tra queste quella delle </span><b>Monache del Monastero Santa Rita da Cascia</b><span style="font-weight: 400;">, con il progetto &#8211; Cucinare per Amore -. </span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“La più bella ricetta che possiamo condividere è questa: non lasciarsi vivere dalla vita, ma viverla”.</span></i> <b>“Cucinato per Amore”, </b><span style="font-weight: 400;">racchiude le ricette della famiglia d’origine delle monache e poi quella della comunità, con aneddoti sulla loro vita e un tocco in più per ciascun piatto (un ingrediente, una personalizzazione, un modo di conservarli). Suor Natalina, originaria della provincia di Vicenza, suggerisce i bigoli, pasta fresca tipica del Veneto, conditi con l’anatra; la Madre Priora, nata a Udine, propone invece il tipico dolce della Gubana, a forma di chiocciola; Suor Giacomina, proveniente dalla provincia di Mantova, suggerisce la Faraona al forno con le patate novelle.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il </span><b>ricettario</b><span style="font-weight: 400;"> è al centro della campagna di Natale della Fondazione Santa Rita da Cascia onlus, che dal 2012 sostiene le opere di carità delle Monache. In questo caso, i fondi raccolti andranno in favore dei </span><b>progetti</b><span style="font-weight: 400;"> che l’organizzazione sostiene </span><b>per il diritto allo studio</b><span style="font-weight: 400;"> dei </span><b>bambini</b><span style="font-weight: 400;"> più poveri, coinvolgendo </span><b>oltre 500 minori</b><span style="font-weight: 400;"> in tutto il mondo ed estendendo anche a loro il sentimento di famiglia, in modo da riscoprire con maggiore consapevolezza la gioia della condivisione in occasione del Santo Natale e della nascita di Gesù Bambino, venuto a illuminare la Sacra Famiglia e la nostra vita. </span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“La vita è un dono di Dio, che noi abbiamo il dovere di rendere speciale e unico perché  Dio ci ha creato per esprimere la nostra fantasia, in cucina così come nella quotidianità̀ di tutti i giorni &#8211; </span></i><b><i>ha dichiarato Suor Maria Rosa Bernardinis, Madre Priora del Monastero e Presidente della Fondazione</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> &#8211; Con il Ricettario, durante le feste, si potranno preparare i propri pasti, secondo la nostra tradizione, con il pensiero rivolto ai bambini più in difficoltà, diffondendo un messaggio di speranza e condivisione, contro tutti i conflitti e le divisioni odierni. Grazie sin d’ora a tutti coloro che vorranno donare, facendosi testimoni viventi di fede”. </span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono </span><b>tre i progetti beneficiari della campagna,</b><span style="font-weight: 400;"> ricordando che nei Paesi più poveri frequentare la </span><b>scuola</b><span style="font-weight: 400;"> significa potersi garantire anche un pasto. Il primo è quello delle monache agostiniane di Bulacan (Filippine), impegnate a raccogliere le sfide post-pandemia del ritorno a scuola in presenza. Il secondo riguarda la scuola “Madre Fasce” delle consorelle di Ishiara (Kenya), in modo da garantire la retta, i nuovi libri e uno scuolabus. Infine, il terzo coinvolge la scuola delle suore orsoline di San Pedro (Filippine), assicurando il salario degli insegnanti, i libri, il materiale scolastico e il necessario per le aule, la pulizia e l’energia elettrica.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Cristina Mignini</span></p>
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		<title>Un Natale speciale con Il Mio Labrador</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2022 16:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Mignini]]></category>
		<category><![CDATA[Quali Canti a Natale?]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Associazione di educazione cinofila accanto alle persone con disabilità Per alcune famiglie sarà un Natale davvero speciale perché nella loro vita sta per entrare un labrador pronto a diventare l’amico fedele con cui percorrere una nuova strada insieme.  Questo dono è stato reso possibile grazie all’Associazione di educazione cinofila “Il Mio Labrador” con sede nelle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
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<p><b>L’Associazione di educazione cinofila accanto alle persone con disabilità</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per alcune famiglie sarà un Natale davvero speciale perché nella loro vita sta per entrare un </span><b>labrador</b><span style="font-weight: 400;"> pronto a diventare l’amico fedele con cui percorrere una nuova strada insieme. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo dono è stato reso possibile grazie all’Associazione di educazione cinofila “Il Mio Labrador” con sede nelle Marche, che si occupa dell’addestramento di cani di razza Labrador Retriever e non solo, per renderli </span><b>cani da assistenza</b><span style="font-weight: 400;"> per persone con </span><b>disabilità motorie e psichiche</b><span style="font-weight: 400;">. Nata nel 2014, l’Associazione ha referenti praticamente in tutta Italia e ha consegnato oltre 70 cani alle persone che ne hanno fatto richiesta. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il cane non è solo un amico ma anche una guida, un compagno capace di assistere i piccoli ma fondamentali compiti quotidiani come aprire degli sportelli o svestirsi, operazioni difficili per chi convive con una disabilità psichica o motoria. Il supporto però può essere anche di altro tipo, come quello offerto a chi ha disturbi dello spettro autistico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il percorso delle famiglie che si apprestano a vivere una nuova vita con l’arrivo dei cuccioli, sarà scandito da complicità, autonomia e la certezza di avere un aiuto solido. Chi sceglie di intraprendere questo cammino sa che non sarà immediato né semplice. Le liste d’attesa sono molto lunghe e, il quadro normativo attuale, non favorisce le cose perché è obsoleto e lacunoso. Quando si inquadra il settore, la conoscenza media si ferma ai cani di accompagnamento per ciechi. L’unica legge risale al 1974, si sta lavorando affinché venga modificata e vengano inclusi nella normativa anche i cani per disabilità motoria e i cani da supporto per le disabilità cognitive. </span></p>
<p><b>Andrea Zenobi, Presidente de Il mio Labrador ha detto: </b><i><span style="font-weight: 400;">“Finora abbiamo soddisfatto le richieste di molte famiglie provenienti da tutta Italia affidando oltre 70 cani. Quest’anno sono stati consegnati circa 20 cuccioli e, ne abbiamo già 30 prenotati per il 2023 e parte del 2024. I nostri cani sono una estensione della persona laddove non autosufficiente a compiere gesti quotidiani come aprire e chiudere, cassetti, porte, lavatrici; accendere e spegnere gli interruttori della luce, raccogliere oggetti da terra.  Per quanto riguarda la sfera della disabilità psichica, con particolare riferimento ai disturbi dello spettro autistico, diventano insostituibili compagni di gioco e di vita”. </span></i></p>
<p><b>Come avviene il percorso che trasforma il labrador in un cane da assistenza?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Il percorso dura in genere parecchio tempo, almeno </span></i><b><i>due anni</i></b><i><span style="font-weight: 400;">: i cani vengono acquistati da 3-4 allevamenti selezionati (è molto importante conoscere le caratteristiche caratteriali dei genitori) e poi vengono istruiti, prima all’interno dell’associazione, poi presso la famiglia che ne fa richiesta. Quelli destinati a persone con disabilità motorie – </span></i><b>prosegue il Presidente Zenobi</b><i><span style="font-weight: 400;"> &#8211;  hanno bisogno di acquisire diverse competenze tecniche, perché poi devono essere in grado di aprire porte, cassetti, addirittura lavatrici. </span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Quelli invece a “supporto emotivo” abbisognano di maggiori affinità relazionali con la persona assistita (nel 95% dei casi autistica) e pertanto passano la maggior parte dell’iter formativo già in famiglia.  Il percorso formativo di questi cani dura all’incirca due anni e tutte le spese riguardanti l’acquisto del cucciolo da allevatori selezionati, l’addestramento, la cura, il sostentamento e le spese veterinarie sono a totale carico dell’Associazione che non riceve alcun tipo di sovvenzione da Enti pubblici. </span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Una volta entrato nella famiglia di adozione, il cane è interamente a carico della stessa. Per questo è importante proseguire nell’impegno affinché la normativa venga modificata e adeguata alle necessità delle famiglie, perché le richieste sono in costante aumento”.</span></i></p>
<p><b>Quali sono le cose più urgenti da cambiare affinché altre famiglie come quelle che riceveranno i cuccioli questo Natale, possano vivere la stessa opportunità?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“È in primis necessario un riconoscimento legislativo, proprio come avviene per i cani per ciechi, che si estenda alle figure professionali che si occupano della loro educazione. C’è poi l’aspetto economico. Le realtà come “Il mio Labrador” chiedono un piccolo rimborso spese alle famiglie, nel 90% dei casi insufficiente a coprire gli effettivi costi. </span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">L’obiettivo è allora quello di un supporto economico pubblico e privato, in modo tale da finanziare le associazioni del campo e permettere la fornitura gratuita dei cani stessi alle famiglie bisognose. Non meno importanti sono anche l’implementazione delle collaborazioni con le équipe medico sanitarie che si occupano di disabilità e il reperimento di testimonial che permettano di diffondere ancora di più e meglio le esigenze di questo settore”.</span></i></p>
<p><b>In foto:</b><span style="font-weight: 400;"> il Presidente de Il mio Labrador, Andrea Zenobi con  Elmo, il labrador che andrà in Calabria esattamente a Paola (CS) da un bambino di 7 anni e mezzo diagnosticato nello spettro autistico.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Cristina Mignini</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8820" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/un-natale-speciale-col-mio-labrador-ci-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/un-natale-speciale-col-mio-labrador-ci-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/un-natale-speciale-col-mio-labrador-ci-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/un-natale-speciale-col-mio-labrador-ci-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/un-natale-speciale-col-mio-labrador-ci-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/un-natale-speciale-col-mio-labrador-ci-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/un-natale-speciale-col-mio-labrador-ci-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/un-natale-speciale-col-mio-labrador-ci-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8821" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/un-natale-speciale-col-mio-labrador-ci-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/un-natale-speciale-col-mio-labrador-ci-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/un-natale-speciale-col-mio-labrador-ci-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/un-natale-speciale-col-mio-labrador-ci-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/un-natale-speciale-col-mio-labrador-ci-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/un-natale-speciale-col-mio-labrador-ci-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/un-natale-speciale-col-mio-labrador-ci-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/un-natale-speciale-col-mio-labrador-ci-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8822" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/un-natale-speciale-col-mio-labrador-ci-4-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/un-natale-speciale-col-mio-labrador-ci-4-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/un-natale-speciale-col-mio-labrador-ci-4-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/un-natale-speciale-col-mio-labrador-ci-4-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/un-natale-speciale-col-mio-labrador-ci-4-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/un-natale-speciale-col-mio-labrador-ci-4-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/un-natale-speciale-col-mio-labrador-ci-4-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/un-natale-speciale-col-mio-labrador-ci-4.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>E se Scrooge tornasse di moda… magari farebbe bene al Pianeta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2022 16:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Oliva]]></category>
		<category><![CDATA[Quali Canti a Natale?]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La modernità del canto dickensiano nella rappresentazione dell’umanità “Caldo e freddo non facevano effetto sulla persona di Scrooge. L’estate non gli dava calore, il rigido inverno non lo assiderava. Non c’era vento più aspro di lui, non c’era neve che cadesse più fitta, non c’era pioggia più inesorabile. Il cattivo tempo non sapeva da che [&#8230;]</p>
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<p><b>La modernità del canto dickensiano nella rappresentazione dell’umanità</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“</span><i><span style="font-weight: 400;">Caldo e freddo non facevano effetto sulla persona di </span></i><b><i>Scrooge</i></b><i><span style="font-weight: 400;">. L’estate non gli dava calore, il rigido inverno non lo assiderava. Non c’era vento più aspro di lui, non c’era neve che cadesse più fitta, non c’era pioggia più inesorabile. Il cattivo tempo non sapeva da che parte pigliarlo. L’acquazzone, la neve, la grandine, il nevischio, per un sol verso si potevano vantare di essere da più di lui: più d&#8217;una volta si spargevano con larghezza: Scrooge no, mai.</span></i><span style="font-weight: 400;">”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa splendida citazione tratta da uno dei più celebri &#8211; forse il più noto al mondo &#8211; racconto natalizio: </span><b><i>Canto di Natale</i></b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; magistralmente racconta di un uomo capace di sfidare i fattori atmosferici. </span><i><span style="font-weight: 400;">A Christmas Carol </span></i><span style="font-weight: 400;">che nella</span> <span style="font-weight: 400;">titolazione</span> <span style="font-weight: 400;">originale di</span><i><span style="font-weight: 400;"> Being a Ghost-Story of Christmas </span></i><span style="font-weight: 400;">racconta la conversione del </span><span style="font-weight: 400;">vecchio tirchio Ebenezer Scrooge. Le visite notturne dei tre spiriti: </span><b><i>Natale</i></b> <b><i>passato</i></b><i><span style="font-weight: 400;">, </span></i><b><i>presente</i></b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b><i>futuro</i></b><span style="font-weight: 400;">, e del suo amico e collega Jacob Marley lo portano a maturare un profondo cambiamento.</span> <span style="font-weight: 400;">Il racconto del 1843 scritto da </span><b>Charles Dickens</b><span style="font-weight: 400;"> lancia un messaggio chiaro nel solco del </span><i><span style="font-weight: 400;">romanzo gotico</span></i><span style="font-weight: 400;">: agendo in prima persona si può arrivare all&#8217;</span><b>annullamento del male sociale</b><span style="font-weight: 400;">, migliorare la propria </span><b>interiorità</b><span style="font-weight: 400;"> e la condizione tutta della collettività. </span><span style="font-weight: 400;">Come tutta la raccolta dei </span><i><span style="font-weight: 400;">Libri di Natale</span></i><span style="font-weight: 400;"> affronta i temi della lotta alla povertà, dello sfruttamento minorile dilagante dell’epoca e dell&#8217;analfabetismo. Quanto è diverso poi con problemi diversi – ma non del tutto – dalle modalità di chi si batte per la salvaguardia del Pianeta? In un momento storico in cui forse l’</span><b>atteggiamento parsimonioso di Scrooge potrebbe tornare quasi d’obbligo per fronteggiare la crisi energetica</b><span style="font-weight: 400;"> che viviamo e che ci ha costretto ad una riflessione a 360° sul presente e sul futuro. Il canto dickensiano non ha perso minimamente la sua portata poetica e capacità di rappresentare l’umanità e forse di declinarla in questo tempo. Per chi ama questa semplice e potentissima favola può tornare al cinema. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È uscito infatti lo scorso 17 novembre una divertente </span><b>versione in romanesco</b><span style="font-weight: 400;"> della favola inglese, ambientata all’epoca del Papa Re, precisamente nel 1829. </span><b><i>Il principe di Roma</i></b><span style="font-weight: 400;"> ci porta nelle atmosfere seppur vicine nel tempo, ma agli antipodi, come lo è anche la comicità romana proprio dell’aspirante nobile protagonista ispirato a Scrooge e interpretato da Marco Giallini.  Cambiano anche i </span><b>fantasmi</b><span style="font-weight: 400;">, perché nella Capitale d’Italia non possono che essere “</span><b>storici</b><span style="font-weight: 400;">” e legati alla romanità del passato: Giordano Bruno (Filippo Timi), papa Borgia (Giuseppe Battiston) e di Beatrice Cenci (Denise Tantucci). Incontri potenti e divertenti pronti a rivelargli la verità sulle sue origini e dove sta il vero amore (Giulia Bevilacqua). Anche qui torna prepotente il messaggio del cambiamento necessario – nel comportamento del singolo &#8211; anche quando non viene compreso, o addirittura deriso, come racconta proprio lo scrittore inglese: “</span><i><span style="font-weight: 400;">Risero alcuni di quel mutamento, ma egli li lasciava ridere e non vi badava; perché sapeva bene che</span></i><b><i> molte cose buone</i></b><i><span style="font-weight: 400;">, su questo mondo, cominciano sempre col muovere il riso in certa gente”</span></i><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In fondo quello che chiediamo per migliorare le sorti del Pianeta non è forse questo? Non è forse questo cambiamento che dobbiamo perseguire?</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Angela Oliva</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8824" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/1-editoriale-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/1-editoriale-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/1-editoriale-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/1-editoriale-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/1-editoriale-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/1-editoriale-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/1-editoriale-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/1-editoriale-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Sentire lo Spirito del Natale: sintomo di felicità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2022 16:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazioni e dissociazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Ragionieri]]></category>
		<category><![CDATA[Quali Canti a Natale?]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riconnessione con il bambino interiore Ci prepariamo all’inverno e a trascorrere un “sobrio Natale”, oltre che sereno ma le luminarie saranno sicuramente infatti ridotte della metà, prendendo contatti con imprenditori di energie rinnovabili in vista del caro bollette si preannunciano sempre più salate ma nonostante tutto ancora una volta lo shopping natalizio ha superato la [&#8230;]</p>
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<p><b>Riconnessione con il bambino interiore</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ci prepariamo all’inverno e a trascorrere un “sobrio Natale”, oltre che sereno ma le luminarie saranno sicuramente infatti ridotte della metà, prendendo contatti con imprenditori di energie rinnovabili in vista del caro bollette si preannunciano sempre più salate ma nonostante tutto ancora una volta lo shopping natalizio ha superato la soglia del trilione di dollari, grazie al largo anticipo con cui è iniziata la corsa alle compere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le feste di quest’anno saranno all’insegna della luce. Ne abbiamo bisogno, vogliamo tutti rioccupare quegli spazi di socialità che tanto ci sono mancati.</span> <span style="font-weight: 400;">E quale periodo migliore delle feste natalizie per tornare per strada a godere delle luci dopo tanta oscurità. Ognuno di noi guardi le luci affiorare, lasciamoci coinvolgere dalla magia trasmessa dal Natale con uno sfondo di una nuova rinascita che coinvolgerà tutta la nostra comunità. La prudenza deve ancora accompagnare i nostri comportamenti, ma nonostante questo dobbiamo guardare al futuro con fiducia. </span><span style="font-weight: 400;">Un tema particolarmente significativo, con la riscoperta di uno dei simboli per eccellenza del Natale ossia </span><b>l’albero di Natale. Non solo l’albero inteso come simbolo di gioia e felicità, ma anche come elemento naturale di primaria importanza per l’ecosistema e la salvaguardia del territorio.</b><span style="font-weight: 400;"> “Risparmieremo, ma non rinunceremo al Natale, non priveremo le nostre famiglie e i nostri bambini di un periodo così importante in termini di gioia, calore e speranza” &#8211; queste le parole di vari sindaci di comuni d’Italia. Dunque un</span><b> Natale</b><span style="font-weight: 400;"> ecosostenibile ma che rappresenti anche un&#8217;opportunità per la comunità e per le attività commerciali&#8221;. </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">L’espressione “humana condicio”, “condizione umana”, si trova per la prima volta in Cicerone, ma entra nella cultura dell’Occidente, in cui avrà una straordinaria risonanza, solo con Seneca, che la usa con insistenza a indicare una sola cosa: l’ambivalenza costitutiva dell’uomo, nel cuore del quale abitano, porta a porta, opposte possibilità. L’uomo è, quindi, l’essere problematico per eccellenza: egli s’interroga su tutto e, quando posa lo sguardo su se stesso, scopre di essere multiforme. “Nemo suum agit, ceteri multiformes sumus”: “nessuno si attiene a un solo ruolo, siamo tutti multiformi”, cioè desiderosi di assumere sembianze diverse. Per questo cambiamo maschera di volta in volta e ce ne mettiamo una opposta a quella che ci siamo appena tolta. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma come riconoscere il volto dietro la molteplicità delle maschere? Dallo scoppio della pandemia stiamo vivendo dei periodi veramente duri, siamo stati costretti a ripensare al nostro modo di vivere, a rinunciare a tante forme di socialità che fanno di noi degli esseri collettivi: il contatto con l’altro, il confronto e l’aggregazione costruttiva. Tutto ciò per non essere colpiti da un male, subdolo ed invisibile, che ha la capacità di annientare la nostra volontà e voglia di fare. il Natale ha la magia di riportarci alle nostre tradizioni, ai ricordi dei bellissimi natali della nostra infanzia e giovinezza, quando tutto sembrava magico ed incantato.  Ma rappresenta anche un’occasione di riflessione per tutti i problemi che ci circondano: da quelli mondiali come la pandemia in atto, le guerre, la fame e la sete nel mondo, la povertà che spinge i popoli all’emigrazione, a quelli sociali come la disoccupazione e la perdita dei posti di lavoro, i disagi giovanili legati all’uso di alcol e droghe, i bambini abbandonati e maltrattati, gli ammalati che soffrono, l’aumento dei poveri e bisognosi. Tutte queste riflessioni ci rattristano ma ci stimolano ad essere più buoni ed altruisti e ad impegnarci quotidianamente nell’ambito delle nostre professioni e durante le attività che svolgiamo non sarà molto forse, ma è la base dalla quale vorremmo partire per raggiungere risultati importanti. Addobbare anticipatamente la casa è solo un “</span><b>sintomo di felicità</b><span style="font-weight: 400;">”. Il Natale ha il potere di risvegliare i ricordi d’infanzia; dunque desiderare di appendere luci e palline colorate prima del previsto significa essere in grado di connettersi più facilmente con il proprio bambino interiore, nel mondo contemporaneo, caratterizzato dallo stress, le persone hanno bisogno di momenti felici. Il Natale e tutte le tradizioni associate evocano queste sensazioni gioiose. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma che sia quindi per far felice un trepidante bambino, per generosità o per qualche nuovo valore introdotto dal consumismo che misura l’affetto in base al costo del regalo, a Natale si spende. E così spesso i bei sentimenti vengono meno, a favore di acquisti in nome di una festa che per molti ha perso il suo significato originale. Fortunatamente il Natale non si esaurisce solo in questo: oltre al consumismo sfrenato delle Feste, trova ancora spazio quell’aura di magia e di gioia che – è innegabile – le festività portano sempre con sé. Questa tradizione voleva servire un tempo da piccola lezione morale, “se sarai buono, riceverai dei regali”… associando un determinato comportamento ad una ricompensa. Ha ancora senso questo per i bambini di oggi, identificati con personaggi potenti e invincibili, che preferiscono la magia alla fatica del crescere, le evoluzioni repentine al tempo lento del cambiamento? Eppure la figura di Babbo Natale resiste, e il Natale conserva, nonostante tutto, la qualità di un tempo privilegiato per stare insieme, dedicarsi alla famiglia e aspettare qualcosa di buono.  I bambini di oggi hanno tutto ciò che potrebbero desiderare: sono abituati a ricevere regali quasi quotidianamente, per placare i sensi di colpa di genitori troppo occupati, per mettere a tacere richieste assillanti o, al contrario, per fornire loro supporti educativi sempre nuovi. Il regalo ha perso la sua qualità di premio per uno sforzo fatto o per un risultato raggiunto; viene di fatto considerato, anche dagli stessi genitori, un diritto dei bambini, in maniera quasi indipendente dal loro comportamento. Il regalo ha perso le sue caratteristiche di eccezionalità e di ricompensa, così come sembra essersi persa la capacità del bambino di saper attendere e desiderare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ogni possibilità di fantasticare nel vuoto dell’attesa viene saturata, eliminando così quello spazio potenziale da cui nasce la vera creatività. Il regalo di Natale può diventare allora un’occasione per ripristinare la funzione del desiderio come motore creativo, a partire dalla “letterina” a Babbo Natale, scritta con largo anticipo e spesso con grande impegno da parte dei bambini. A Natale dunque il bambino potrà ricevere “il” regalo, quello che ha aspettato a lungo, quello che riempirà lo spazio dell’attesa e, in quanto tale, il migliore, il più soddisfacente, proprio perché non comparso magicamente mezz’ora dopo averlo chiesto, ma che sarà stato sognato, sospirato, immaginato. Il consumismo non rischia di distruggere l’incanto del Natale? Si sente spesso dire, con tono moraleggiante, che il consumismo sfrenato dei nostri tempi rischia di compromettere il rinnovarsi dell’incanto del Natale, soprattutto a danno dei bambini. Pubblicità martellanti, sovrabbondanza di offerte commerciali creano un legame artificioso tra gli oggetti e la felicità che il loro possesso dovrebbe garantire. Il rischio è che, in questo clima di eccessi, i bambini confondano il contenuto con il contenitore, perdano cioè la capacità di trarre gioia dall’attesa, dai riti, dal valore affettivo della riunificazione familiare che costituiscono la vera essenza della magia del Natale. L’immagine odierna del vecchio barbuto vestito di rosso è stata la Coca Cola: «Un personaggio immaginario, inventato dalla Coca-Cola, che porta i regali solo a chi ha i soldi», Perché, alla fine, il bersaglio del suo attacco a Babbo Natale è la società consumistica. Perché il Natale che noi oggi festeggiamo rischia di non essere più quello cristiano, ma quello del consumismo: «Il problema vero è che il Natale non appartiene più alla cultura cristiana, ma a una cultura consumistica del mangiare, bere e vestire, il Natale è una festa senza il festeggiato». Non è più, insomma, una festa cristiana: «Il Natale non ci appartiene più, perché le sue parole, i suoi simboli e le sue azioni sono state risucchiate dal buco nero dell’ipermercato». «La reinvenzione del Natale ad opera della Coca Cola in America; è stato parte di questo processo che ha trasformato il Bambinello in Babbo Natale. Questa reinvenzione accade di vederla anche nelle grandi catene di supermercati dove non si parla di presepe ma dei borghi antichi. E allora si vede il presepe senza grotta che è come parlare di Natale senza il festeggiato». Ma in questa denunzia della società consumistica c’è anche una forte valenza sociale: «Il vero significato del Natale è racchiuso in quella grotta, al freddo e al gelo, dove Gesù bambino viene alla luce in una culla tra la paglia che non era certamente quella spedita da Amazon, ma era invece circondata dai bisogni del bue e dell’asinello. Nel mondo occidentale si è attualmente divisi tra coloro che vorrebbero abolire addirittura il Natale, sostituendolo con una più neutra “Festa del solstizio d’inverno” o, come nel documento proposto dalla Commissione UE con l’ancora più neutra “festività” e coloro che invece tengono ancora a questa ricorrenza (sono loro ad avere protestato), ma che la identificano con il cenone, i panettoni, i regali. Non a caso Babbo Natale non viene più tanto a sorvolare i presepi, ma piuttosto gli alberi di Natale, assai meno impegnativi sul piano religioso, e anzi ammiccanti a una prospettiva ecologica che esalta la natura. Indipendentemente dal credo religioso, dall’essere tradizionalisti o innovativi, c’è un aspetto che caratterizza il Natale che non dovrebbe essere trascurato: quello di </span><b>creare un’atmosfera magica che possa far sognare grandi e bambini</b><span style="font-weight: 400;">. La fantasia è una caratteristica speciale che a volte tendiamo a trascurare, per fare spazio al senso di realtà, alla consapevolezza, alle capacità cognitive. Il Natale può essere un meraviglioso </span><b>pretesto per scatenarci e ripensare i piccoli gesti quotidiani con creatività</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un po’ morality, un po’ dramma teatrale, un po’ romanzo sociale, un po’ storia gotica: “tintinnare di monete e frusciare di banconote: solo a questo pensa il vecchio e avaro Ebenezer Scrooge. Ma tutto cambia nella magica e spaventosa notte di Natale quando Scrooge riceve la visita di tre spiriti che lo costringono ad aprire finalmente gli occhi. E il cuore. La più celebre storia di Natale, toccante parabola fantastica di Charles Dickens.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maria Ragionieri</span></p>
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