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	<title>Il Valore Della Bellezza Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>Il progetto nascosto per far rinascere lo stadio comunale di Teramo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Aug 2022 15:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Il Valore Della Bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Cassini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando ero piccolo amavo il calcio. Non perché vedevo i giocatori conquistare donne fantastiche facendosi fotografare su barche lussuosissime, ma perché ci giocavo per strada con un pallone di cuoio mezzo sgonfio con i miei amici del quartiere.  In una grigia domenica pomeriggio di quel tempo, papà decise che era arrivato il momento di portarmi [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Quando ero piccolo amavo il calcio. Non perché vedevo i giocatori conquistare donne fantastiche facendosi fotografare su barche lussuosissime, ma perché ci giocavo per strada con un pallone di cuoio mezzo sgonfio con i miei amici del quartiere. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In una grigia domenica pomeriggio di quel tempo, papà decise che era arrivato il momento di portarmi allo stadio. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quel giorno ci avventurammo per le strade del centro storico della città di Teramo. I cori che arrivavano dagli spalti sembravano vicinissimi. Il tamburo faceva tremare i vetri non troppo spessi delle finestre. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Avevo la pelle d&#8217;oca. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo Stadio Comunale è proprio a due passi dai monumenti più iconici della città. Una specie di piccolo tempio del pallone, senza pista di atletica intorno. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando superammo i tornelli (all&#8217;epoca bastava esibire un biglietto e si poteva entrare allo stadio) mi ritrovai in mezzo a mille e cinquecento persone che inneggiavano per la squadra della città, il Teramo 1913. I biancorossi giocavano contro la Maceratese. Il tifo era debordante e gli spalti erano così vicini al campo che si poteva persino udire distintamente le urla dei calciatori. Le bandiere sovrastavano il cielo da cui era ancora possibile vedere la punta della torre del Duomo. Vedendo quello spettacolo, decisi che, allo Stadio Comunale, ci sarei tornato prestissimo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Alla fine della partita i tifosi del Teramo uscivano dalla Curva Est e in cinque minuti a piedi ecco che si ritrovavano in centro a ripopolare le vie dei negozi e dei bar. La città sembrava così rianimarsi per un ultimo colpo di coda del weekend. Il lunedì era vicino e tutti avrebbero ricominciato a lavorare. Perché a differenza di quel che si dice dell&#8217;Italia meridionale, a Teramo negli anni &#8217;90 lavoravano veramente tutti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">C&#8217;era ancora la lira e la gente non aveva paura di spendere. I soldi non mancavano di certo, agli italiani. Era il periodo appena dopo Tangentopoli e già si parlava di moneta unica e di Europa Unita. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A tal proposito Bettino Craxi disse: &#8220;L&#8217;ingresso nell&#8217;Euro per gli italiani sarà nella migliore delle ipotesi un limbo, nella peggiore delle ipotesi un inferno&#8221;. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se aveva ragione, Bettino, questo potete constatarlo solo voi, famelici lettori. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo Stadio Comunale di Teramo rappresentava un gran pezzo di storia della città: in quel campo giocarono grandi calciatori come Iaconi, Pulitelli, Spina. Quello fu il teatro di una storica battaglia calcistica in cui il Teramo sfiorò la Serie B con un gruppo di calciatori formidabili. Sfiorò la serie cadetta con merito, giocando un calcio eccezionale in tutti gli stadi del Sud Italia. Il Teramo non andò in B per un pelo, ma nel mondo del calcio tutti sapevano che allo Stadio Comunale era difficile fare punti e vincere una partita. Forse era l&#8217;armosfera di quel piccolo stadio da 2.500 persone che si sdraiava ai piedi della città. Si. Era sicuramente l&#8217;atmosfera della domenica, che dava al centro storico una ulteriore spinta. Erano i tifosi. Era la Curva Est, composta da ragazzi che avevano un attaccamento unico alla città. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I tifosi avversari, invece, spesso si fermavano nei ristoranti del centro per assaggiare i piatti tipici teramani. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La voglia di fare un salto in avanti portò Romano Malavolta a fare una squadra fortissima dopo la presidenza Cerulli. Al Comunale il Teramo festeggiò una indelebile promozione dalla serie C-2 alla serie C-1. Dopo Malavolta arrivò la nuova gestione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E siamo già ai tempi moderni. Lo Stadio Comunale diventa lo specchio di una bellezza che pian piano sbiadisce, sfiorisce. Il mondo va avanti, dicono, e Teramo deve adeguarsi. Arrivano gli investimenti e un piano regolatore super permissivo. Alle porte della cittadina abruzzese viene costruito il Centro Commerciale Gran Sasso. Accanto ecco che nasce il nuovo stadio. Una struttura impersonale, asettica, senz&#8217;anima, con i gradoni non uniti gli uni con gli altri, nessuna copertura anti pioggia se non per i fortunati in tribuna, nessun comfort tecnologico di ultima generazione per gli utenti, un terreno in sintetico che neanche i campi di calciotto nella periferia a Roma&#8230; Il Bonolis (questo il nome del nuovo stadio) è la nemesi dello Stadio Comunale di Teramo. Sembra non sia fatto con il cuore che caratterizza queste zone del Centro Italia. Dal Bonolis non si vede nemmeno un pezzettino del capoluogo abruzzese. I calciatori preferiscono spesso prendere casa sulla costa anziché vivere in centro. Nonostante ciò c&#8217;è comunque entusiasmo, perché Teramo ora è al passo coi tempi e con la modernità (dicono&#8230;), col suo stadiuccio nuovo e un centro commerciale che di fatto porta migliaia di persone fuori dal centro storico ogni giorno, pur avendo un ruolo fondamentale all&#8217;interno della piccola comunità teramana, garantendo lavoro a un sacco di gente. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È in questo stadio e in questo mondo nuovo che il Teramo conquista la serie B dopo una battaglia senza esclusione di colpi con l&#8217;Ascoli. Per la città abruzzese è una festa talmente grande che le strisce pedonali del centro, per l&#8217;occasione, si tingono di bianco e rosso. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Serie B viene urlata, postata, dipinta come il traguardo di un capoluogo che da sempre era stato demonizzato dai paesi della costa che in esso non si riconoscevano. E poi era uno storico sorpasso alla vicinissima Ascoli, appunto, da sempre considerata una città più bella e completa. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I ragazzi dei paesi della provincia, come la vicinissima Giulianova (altro storico luogo del calcio abruzzese), potevano vedere la serie B a Teramo! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per il capoluogo abruzzese fu qualcosa di grande. Troppo grande. Poi l&#8217;incubo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Alla fine del campionato viene fuori quello che i teramani mai avrebbero voluto vivere sulla loro pelle: combine. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al Teramo viene clamorosamente tolta la serie B e in quel momento si rompe qualcosa. Ma che dico, qualcosa. Si rompe tutto. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tanti sono stati i tentativi di riportare il Teramo 1913 in alto, ma senza successo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il calcio dilettantistico, poi, vive un momento delicatissimo. E l&#8217;ombra del riciclaggio dietro all&#8217;acquisto di squadre di calcio è sempre dietro l&#8217;angolo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quello che doveva essere un futuro più bello per la città, si è trasformato in un tentativo sciagurato di cambiare ciò che già funzionava in qualcosa che non funziona affatto. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il costo elevatissimo della vita, poi, ha praticamente raddoppiato (se non triplicato) i prezzi dei biglietti dai tempi dello Stadio Comunale. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non c&#8217;è più la liquidità dei tempi della lira, e le parole di Craxi adesso pesano davvero come un macigno. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Teramo perde la faccia nel mondo del calcio. E in Italia non è una bella cosa. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I cittadini e i tifosi perdono tutti i riferimenti. Nessuno parla più della città dove Pulitelli e Iaconi sfiorarono la serie B allo Stadio Comunale. Nessuno parla più della squadra fortissima di Margheriti e Mirtaj. Il Teramo rappresentava per tutti un club serio, specchio della sua gente, che da sempre non sogna di raggiungere la luna ma piuttosto preferisce osservare la sua montagna, il Gran Sasso d&#8217;Italia, accettando i propri limiti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Teramo preferisce non sognare in grande, ma costruire gradino dopo gradino la sua credibilità. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Teramo è roccia, come la sua montagna. È dura distruggerla. È impossibile cancellare la sua identità mai veramente provinciale, in virtù del suo DNA di città romana. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Teramo è acqua, quella dei suoi fiumi e dei suoi torrenti. Tutto scorre e si trasforma senza fare troppo rumore. Perché al teramano non piace fare scenate, vive con garbo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La grandezza e l&#8217;immensità del mare è vicina. A Tortoreto, Giulianova, Roseto, negli inverni rigidi di questa zona sembra quasi che ci si possa specchiare con la propria vita, quando gli ombrelloni non ci sono e lasciano viaggiare la mente, facendo respirare le vaste spiagge dorate accarezzate da un vento leggero. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quel che è accaduto a Teramo accade in tutte le province italiane: ricerchiamo la nostra bellezza andando a riprendere il passato, perché il presente non ci piace. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questi giorni il club biancorosso sta passando un (solito) momentaccio. E, pazzesco a dirsi, c&#8217;è una probabilità che la squadra del capoluogo potrebbe chiedere di andare a giocare nei paesi vicini poiché l&#8217;utilizzo del nuovo Bonolis non è così scontato. Non entriamo nel merito della vicenda. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Intanto, i tifosi che un tempo abitavano la Curva Est organizzano ogni anno un torneo di calcio a cinque all&#8217;interno del vecchio Stadio Comunale per tenere vivo il ricordo di ciò che era, a cominciare dai tanti ragazzi tifosi del Teramo che in questi anni sono scomparsi. È un&#8217;iniziativa intelligente. È un grido. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il futuro ci ha illuso. Perché non tornare a ciò che era, conservando alcuni valori fondamentali? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il calcio e le sue leggi sono cambiate: oggi riportare una squadra di calcio al vecchio Stadio Comunale sarebbe complicato. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma non impossibile! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Esiste un progetto, infatti, di cui nessuno parla in città, che potrebbe far rinascere lo Stadio Comunale. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Nuovo Stadio Comunale avrebbe tutti gli spalti uniti, formando un vero e proprio ovale da circa 7.000 posti, con la ristrutturazione totale della tribuna e delle curve.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non sarebbe meglio riportare la squadra nello stadio a due passi dal duomo?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In Inghilterra sono stati i primi a capire che certi valori, certi luoghi, non possono morire e non possono essere spostati dalla centralità della &#8220;polis&#8221;. E che essere conservatori non significa essere necessariamente contro il progresso. Londra ha capito che, pur cavalcando il presente, non potrà mai davvero staccarsi da ciò che era. Perché l&#8217;identità è una cosa seria, è la vera bellezza. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E Teramo, così come tutto il nostro Paese, ha un bisogno disperato di ritrovare la propria identità. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E dunque, la propria bellezza. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Marco Cassini</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6022" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-la-piccola-bellezza-ci-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-la-piccola-bellezza-ci-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-la-piccola-bellezza-ci-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-la-piccola-bellezza-ci-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-la-piccola-bellezza-ci-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-la-piccola-bellezza-ci-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-la-piccola-bellezza-ci-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-la-piccola-bellezza-ci.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6023" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/2-la-piccola-bellezza-ci-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/2-la-piccola-bellezza-ci-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/2-la-piccola-bellezza-ci-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/2-la-piccola-bellezza-ci-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/2-la-piccola-bellezza-ci-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/2-la-piccola-bellezza-ci-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/2-la-piccola-bellezza-ci-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/2-la-piccola-bellezza-ci.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6024" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/3-la-piccola-bellezza-ci-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/3-la-piccola-bellezza-ci-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/3-la-piccola-bellezza-ci-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/3-la-piccola-bellezza-ci-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/3-la-piccola-bellezza-ci-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/3-la-piccola-bellezza-ci-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/3-la-piccola-bellezza-ci-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/3-la-piccola-bellezza-ci.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Il recupero dell’autenticità per ascoltare con il cuore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Aug 2022 15:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Anna De Antoni]]></category>
		<category><![CDATA[Il Valore Della Bellezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se penso alla bellezza, mi tornano alla mente queste pagine tratte dal mio libro “Un altro giorno ancora… con te” Ed. Mondo Muovo. “LA GRANDE BELLEZZA: C’è un film che mi fa pensare a te: “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino. E tu Nicola, come il protagonista, Jep Gambardella, uomo senza età, ancora affascinate nonostante [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Se penso alla bellezza, mi tornano alla mente queste pagine tratte dal mio libro “Un altro giorno ancora… con te” Ed. Mondo Muovo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“LA GRANDE BELLEZZA:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">C’è un film che mi fa pensare a te: “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E tu Nicola, come il protagonista, Jep Gambardella, uomo senza età, ancora affascinate nonostante gli anni trascorsi, eri ad una svolta della tua vita. Alla ricerca della autenticità al di là delle maschere e della malinconia, ti muovevi in uno scenario nudo e crudo di una realtà priva di autenticità, con tante maschere, poca poesia, tanta mondanità effimera.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Eri alla ricerca della grande bellezza, ma per trovarla dovevi spogliarti dalle maschere, dalle proiezioni, dal superfluo, da tutto quello che per tanto tempo aveva riempito le tue giornate. Comprendesti che dovevi ritrovare i sentimenti autentici, vestirti dell’essenziale, fino ad arrivare ad una sorta di illuminazione finale, iniziando l’unica ricerca possibile: quella di te stesso, per ritrovarti e ritrovare “La grande bellezza”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’hai avuta, ed io con te.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’ultimo anno di vita lo abbiamo vissuto in questa bellezza ritrovata. Vivendoci un rapporto essenziale, pulito, semplice, ma al tempo stesso di uno spessore ineguagliabile, ritrovando i valori veri della vita: i ritmi lenti, il cibo sano, la compagnia vera degli amici buoni, l’essenzialità dell’amore che basta a se stesso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È stato un tempo di viaggi, in cui dedicarci alla lentezza, in cui parlare e parlare ancora, ascoltandoci con il cuore in mano, quando ormai le recriminazioni non servivano più a nulla. Viaggi con valige sempre più vuote di vestiti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono stati viaggi su e giù nel tempo e nella nostra Italia.”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Ed ancora:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“IL MATRIMONIO:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non si possono pensare le cose cui troppo a lungo si è pensato, come la bellezza che ad un certo punto muore di bellezza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Aveva tutto, ma c’era qualcosa che mancava. Si era stufato della bellezza, perché la bellezza non ripaga più.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qual è l’alchemico di questa storia? Come nella Grecia antica del 1200 a.c. nelle nozze di Cadmio e Armonia, l’alchemico è raggiungere l’armonia. La bellezza non basta più. C’è bisogno dell’armonia. L’armonia è collocare ogni cosa al suo posto, è la continuità della bellezza, è la trasformazione di quel caos psichedelico di mille colori, esaltazione della bellezza, in un cosmo ordinato. Ora ha l’armonia. Ora è veramente compiuto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Concludo con questa poesia:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Hanno gli esteti dei fili accorciati, a cui all’imbrunire riannodano i fati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ora hai riannodato tutti i fati della tua vita,</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">ma anche della nostra: gli amici di sempre.”</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Anna De Antoni</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6027" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/2-essenziale-bellezza-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/2-essenziale-bellezza-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/2-essenziale-bellezza-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/2-essenziale-bellezza-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/2-essenziale-bellezza-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/2-essenziale-bellezza-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/2-essenziale-bellezza-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/2-essenziale-bellezza.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La favola di Eros E Psiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Aug 2022 15:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra De Angelis]]></category>
		<category><![CDATA[Il Valore Della Bellezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La bellezza è una forma di magia, e come un incantesimo d’amore rapisce il cuore e l’anima di chi la contempla. La bellezza, pertanto, ha una doppia faccia, che se da un lato ti eleva, dall’altro ti imprigiona. E disquisendo di bellezza, mi sovviene alla mente una magnifica favola, quella di Eros e Psiche, che [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">La bellezza è una forma di magia, e come un incantesimo d’amore rapisce il cuore e l’anima di chi la contempla.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La bellezza, pertanto, ha una doppia faccia, che se da un lato ti eleva, dall’altro ti imprigiona. E disquisendo di bellezza, mi sovviene alla mente una magnifica favola, quella di Eros e Psiche, che si trova all’interno de </span><i><span style="font-weight: 400;">Le metamorfosi</span></i><span style="font-weight: 400;"> di Apuleio, dove vengono narrate le vicende del giovane Lucio, il quale, attratto dalla magia, si reca in Tessaglia, terra di maghi e fattucchieri. Lì, chiede di sperimentare i sortilegi di una maga che lo ospita, per esser mutato in un uccello, ma ahimè, qualcosa va storto, tanto che invece di esser trasformato in volatile, Lucio diverrà un asino. Prima di poter mangiare il suo antidoto (petali di rose), per trasformarsi nuovamente &#8211; questa volta nella sua reale forma -, il poveretto incorre in una serie di mirabolanti avventure, e nel bel mezzo di queste storie vissute, ne ascolta anche una, assai affascinante:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“C’erano una volta in una città un re e una regina, che avevano tre figlie bellissime.”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inizia così la </span><i><span style="font-weight: 400;">Favola di Eros e Psiche</span></i><span style="font-weight: 400;">, come tutte le fiabe antiche che, tuttavia, così mostrandosi, non sono mai storicamente determinate, ma questa è un’altra storia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’ultima delle tre figlie era la più bella di tutte, talmente bella da richiamare e attrarre gente da ogni dove; le rendevano, addirittura, omaggi religiosi, come se si trattasse della dea Venere in persona. E anche la stessa Venere venne a conoscenza di questo culto nei confronti della giovane umana, scoppiando in una ira funesta. Indignata per la concorrenza scorretta, in riguardo, proprio, alla bellezza, escogita un piano vendicativo, servendosi del figlio Eros: gli ordina di far innamorare la giovane rivale dell’ultimo degli uomini! Ma ecco che la magia, anche qui, come con Lucio e l’asino, combina un bel pastrocchio, che avrà risvolti inaspettati. Il dio dell’amore si innamorerà di lei, e disobbedendo alla madre la salverà, ma ad un patto, quello di non farsi mai vedere, tanto che i loro rapporti si consumeranno sempre e solo di notte, esclusivamente al buio, nel ricco palazzo dove fu condotta. Presa dalla solitudine, Psiche chiede di poter vedere almeno le sue amate sorelle, amate solo da lei però. Infatti, queste, al pari se non peggio di Venere, gelose della fortuna di Psiche, le inculcano il timore e il dubbio di avere accanto un pericoloso e orrendo mostro. Così, la bella e ingenua ma soprattutto curiosa Psiche, cercherà di vedere il volto del suo salvatore, illuminandolo con una lampada, e subito innamorandosene perdutamente. Eros, però, svegliato e bruciato da una goccia bollente volò via, punendola con la sua fuga, per la felicità delle sorelle invidiose. Venere, venuta a sapere del tradimento di suo figlio, nonché della sfrontatezza di Psiche, la metterà dinnanzi a molte prove che, a causa della sua curiosità, ancora una volta, rischierà di non superare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tuttavia, come ogni favola che si rispetti, anche questa ha il suo lieto fine e, dunque, la curiosità, non sempre viene punita con l’espiazione, non nelle fiabe almeno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Leggere questa preziosa opera, ricca di valenze simboliche e misteriche, pone il lettore dinnanzi alla bellezza pura e assoluta, quella che appaga l’animo e eleva lo spirito, quella che come l’amore, ti dona le ali per librarti in alto, sempre di più, fino a penetrare l’intero universo, creato, forse, da potenti, belli e capricciosi dei.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Alessandra De Angelis</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6030" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-la-favola-di-eros-e-psiche-c-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-la-favola-di-eros-e-psiche-c-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-la-favola-di-eros-e-psiche-c-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-la-favola-di-eros-e-psiche-c-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-la-favola-di-eros-e-psiche-c-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-la-favola-di-eros-e-psiche-c-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-la-favola-di-eros-e-psiche-c-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-la-favola-di-eros-e-psiche-c.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La difficoltà di riflettere intorno al concetto di Bello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Aug 2022 15:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazioni e dissociazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Il Valore Della Bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Ragionieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“La bellezza salverà il mondo” esclama il principe nell’Idiota di Dostoevskij. Interrogandosi a partire dalla provocazione dello scrittore russo circa la possibilità di recuperare la centralità del valore salvifico della Bellezza nella società contemporanea. Senza illudersi di fornire una definizione chiara e univoca della Bellezza, si offre inizialmente una panoramica storica delle idee, dei problemi [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">“La bellezza salverà il mondo” esclama il principe nell’Idiota di Dostoevskij.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Interrogandosi a partire dalla provocazione dello scrittore russo circa la possibilità di recuperare la centralità del valore salvifico della Bellezza nella società contemporanea.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Senza illudersi di fornire una definizione chiara e univoca della Bellezza, si offre inizialmente una panoramica storica delle idee, dei problemi e delle teorie riguardo il Bello, da sempre un valore che interroga l’uomo. Entrando in contatto con il paradigma della Bellezza in tutte le sue sfaccettature, senza risparmiarsi contraddizioni e paradossi, ci si accorge che il traguardo raggiunto è la necessità di considerare la Bellezza un valore universale e poliedrico, che travalica i confini dell’arte, in quanto essa è principio ultimo del nostro orientamento nel mondo, senza il quale non possiamo interpretare e conoscere la realtà.</span> <span style="font-weight: 400;">Oggi non è facile riflettere sul bello. Viviamo all’interno di una società che ha smarrito ogni punto di riferimento, segnata profondamente dalle ideologie e dal relativismo: nell’epoca dell’individualismo e del narcisismo, che esasperano il concetto dell’io finendo per perdere di vista l’unicità della persona, la cultura moderna tende ad esaltare il successo e l’efficienza come i soli scopi dell’essere umano; in questo contesto funzionalistico, il soggetto è privato della sua libertà e la ricerca del bene, del vero e del buono è sempre meno d’orientamento per l&#8217;uomo.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">All’interno di questo quadro complesso e a tratti sfiduciante, occorre affermare con certezza che non solo è lecito e utile continuare a parlare di bellezza oggi, ma è necessario e doveroso per combattere tutti i rischi che l’uomo si trova ad affrontare.</span><span style="font-weight: 400;"> Bellezza e Verità sono intimamente connesse al punto che la prima si propone come via che può portare alla seconda. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il senso estetico, infatti, è qualcosa di connaturale all’uomo, forma parte di quel seme di divinità con cui lo ha plasmato il Creatore, a sua immagine e secondo la sua somiglianza il Creato eleva l’uomo verso un livello più spirituale; tenere cura dell’estetica e dell’armonia sintonizza la sensibilità della natura umana con un livello superiore a quello degli istinti e delle emozioni, il che le consente di cogliere e di percepire le sottigliezze dello spirito. La bellezza dorme nascosta in quell’ambito recondito dell’essere umano ove si conservano le sue capacità e le sue disposizioni morali. Bellezza, bene e verità sono fasce di un’unica moneta, gli attributi del Creatore rispecchiati nelle sue creature; essi sono talmente legati e interconnessi che la crescita di uno porta all’aumento degli altri. I sensi sono in se stessi buoni perché ci permettono di conoscere e percepire questa bellezza. «La bellezza sta nelle cose», nel frammento si trova l’unità. Con la ragione interroga il Creatore, il senso della bellezza che percepisce e può arrivare a conoscerlo. In rapporto al male, l’uomo è anche capace di cogliere la bellezza nel male o nelle situazioni gravose; La persona è capace di cogliere il bello come elemento «umanizzante», che ci aiuta a crescere interiormente e a diventare persone. Quando il fenomeno estetico ci tocca a livello di pathos, di emozione, quella sensazione diventa poi, mediante le categorie intellettuali, oggetto di ragionevolezza e di consapevolezza che porta a cercare il senso da qui il suo legame con la verità. In questa ascesi e ordinamento dei sentimenti secondo ragione, la bellezza gioca un ruolo decisivo per nobilitare il carattere, questo strumento è l’arte bella. L’arte come la scienza gode di una inviolabilità assoluta dell’arbitrio degli uomini al mondo sul quale l’uomo agisce e  imprime la direzione verso il bene e il quieto ritmo del tempo porterà lo sviluppo del senso estetico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Bellezza non è mai stata, nel corso dei secoli, un valore assoluto e atemporale: sia la Bellezza fisica, che la Bellezza divina hanno assunto forme diverse: è stata armonica o dionisiaca, si è associata alla mostruosità nel Medioevo e all&#8217;armonia delle sfere celesti nel Rinascimento; ha assunto le forme del &#8220;non so che&#8221; nel periodo romantico per poi farsi artificio, scherzo, citazione in tutto il Novecento. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Portare il bello e il vero in educazione non significa insegnare ciò che è bello e ciò che è vero, ma fornire strumenti per la costruzione di esempi e repertori di verità e bellezza, scoprendo come spesso le due idee convivano o addirittura coincidano. Significa allenare e valorizzare la curiosità per la conoscenza e la sensibilità emozionale.</span><span style="font-weight: 400;"> Tutto intorno a noi è bellezza, non bellezza intesa attraverso il filtro dei canoni estetici di un&#8217;epoca o dell&#8217;altra, ma bellezza come sorpresa, stupore di fronte all&#8217;armonia e alla piacevolezza di qualcosa che percepiamo attraverso i sensi.</span><span style="font-weight: 400;">  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La promessa della Bellezza, costituisce uno dei più significativi e originali contributi al dibattito dell&#8217;estetica evoluzionistica, nonché uno straordinario ripensamento di una delle categorie fondamentali della riflessione estetica occidentale. Se quella inscritta nella bellezza è, secondo il motto di Stendhal, una promessa di felicità, Menninghaus ripercorre la storia e le antinomie di questa promessa a partire dalla sua declinazione nel mito del bell&#8217;Adone e del suo sfortunato destino, che offre quasi la prefigurazione complessiva del senso, degli esiti e dell&#8217;attualità della promessa della bellezza, sino ai culti contemporanei della forma fisica e della performance. Principale nucleo concettuale del volume è la storia naturale del bello, ovvero la teorizzazione del significato evoluzionistico dell&#8217;apprezzamento estetico, che Menninghaus illumina offrendo una lettura magistrale del contributo di Darwin all&#8217;estetica frutto della più convincente e rigorosa messa a punto teorica dei concetti darwiniani di scelta, selezione e apprezzamento sessuale, nella prospettiva offerta da Menninghaus la possibilità dell&#8217;apprezzamento estetico appare per un verso chiamare in causa un sentimento di promozione e arricchimento della vita, per l&#8217;altro risulta inscriversi nel processo di ridefinizione dell&#8217;immagine dell&#8217;uomo e del sistema dei saperi che ha luogo nella modernità. Un modo  dunque per ripensare l&#8217;antropologia tradizionale in un reticolo di saperi medici, biologici, psicologici, sociologici, letterari, fra i quali l&#8217;argomentazione si muove in modo brillante e persuasivo, proponendo il confronto con alcuni decisivi passaggi della riflessione di Freud sugli effetti del bello e sviluppandosi nella affermazione di alcuni momenti fondativi della tradizione dell&#8217;estetica filosofica e nell&#8217;esame dei risultati della ricerca empirica fra psicologia ed evoluzionismo. E’ da sottolineare la duplicità e persino la drammatica antinomia degli effetti della bellezza   metodologicamente impeccabile e tanto ricca nell&#8217;analisi storica quanto stimolante nella lettura del presente quindi</span><span style="font-weight: 400;"> mettere in evidenza un particolare modo di concepire l’arte e la bellezza. Una concezione che non si limita solamente al puro giudizio estetico, ma che cerca di spingersi oltre, ricercando il vero significato del termine “bello” all’interno dei sentimenti e delle sensazioni che un’opera d’arte, una poesia, una formula matematica possono trasmetterci. E anche se fosse, se davvero il bello è ciò che piace soggettivamente, perché in determinate epoche storiche o in determinate culture piacciono alcune cose che non piacciono più in altri contesti o in altri periodi? Certo, è sempre dal gusto personale che giudichiamo la bellezza e non sempre ci ritroviamo ad apprezzare quello che i nostri avi consideravano come sinonimo di bellezza. Le modelle tondeggianti dei quadri rinascimentali difficilmente rappresentano la bellezza femminile così come ci viene proposta oggi dalle sfilate di moda, dalle pubblicità o dalle pellicole cinematografiche. Ma allora è questa la bellezza? La bellezza è moda, non è bello ciò che è bello e ma è bello ciò che è di moda. Ma che cos’è la moda in fondo se non un’accettazione culturale condivisa e provvisoria dell’estetica del momento cioè quell’equilibrio d’armonia e forma che rimane immutabile a dispetto di ogni stravaganza proposta da stilisti e fotografi, però la verità è che non può esistere una scienza del bello partendo da questi presupposti, un tramonto, un fiore in un prato primaverile, un paesaggio di montagna… difficilmente possiamo negare la loro bellezza e l’emozione che da sempre provocano nell’animo umano, ma se proviamo a spiegare oggettivamente perché tali cose sono belle difficilmente vi riusciamo e tutto rimane racchiuso in una sfera troppo personale e intima per essere tradotta in concetti oggettivi e univoci. Una scienza del bello i questi termini non esiste e non è mai esistita e forse è anche riduttivo e banale provare a crearne una. Nell’arte classica dell’antica Grecia uno dei metri di giudizio più importanti era la corrispondenza tra la forma che prendeva l’opera d’arte e la natura stessa. Una statua umana ad esempio era tanto più bella quanto riusciva a riprodurre per imitazione il corpo umano nella natura. L’estetica si riduceva così a una misurazione attenta e anatomica delle parti del corpo, alla ricerca di un’armonia delle forme che voleva essere appunto, imitazione di una perfezione umana idealizzata e forse non reale. Il principio dell’imitazione della natura si è anche dimostrato quindi limitativo escludendo arbitrariamente tutta una serie di opere d’arte capaci di darci emozione ma che si allontanano dai canoni stessi presenti in natura e che anzi a volte ribaltano il concetto stesso di bellezza introducendo quello che Croce definiva: “il bello dell’orrido”.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">&#8220;Se la bellezza può manifestarsi dappertutto con una libertà che sconcerta, allora vuol dire che la sua luce può vincere anche le tenebre più oscure.&#8221;</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il principio dell’estetica basata sull’imitazione della natura entra definitivamente in crisi con l’avvento della macchina fotografica: Qui bastava premere un pulsante e qualsiasi paesaggio o figura umana si ritrovavano impressi su pellicola così come erano in natura facendo sparire la figura stessa di artista come creatore originale della sua opera. La pittura, la scultura e la stessa fotografia dovevano perciò trovare altri parametri per proporsi come opere d’arte che non fossero soltanto banali imitazioni della realtà ma un quadro astratto può essere di gran lunga più bello artisticamente della fotografia digitale similmente perfetta di un depliant turistico. La bellezza è quello che riesce a trasmetterci emozioni, a farci quindi emozionare o, ancora meglio, a comunicarci le emozioni e gli stati d’animo di un artista. In questa prospettiva, liberi da ogni criterio imitativo della realtà, l’arte diviene sublimazione della realtà stessa, un qualcosa che la trascende e la supera, un qualcosa non separabile dall’artista che la riproduce. Il David di Donatello, un quadro di Picasso, ci offrono emozione proprio perché sono belli di una bellezza che trascende la pura e semplice rappresentazione dell’universo più intimo e profondo dell’artista. Eccola la vera bellezza, quella bellezza capace di resistere alle mode, quella bellezza non misurabile con il centimetro, la bellezza di una forma che, forse incomprensibile immediatamente, ci racconta dell’uomo che l’ha creata e rimane immortale e duratura.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’esteta, uomo e letterato, è una figura complessa e molto intrigante. E’ colui che assume come principio regolatore della sua vita non i valori morali, il bene e il male, il giusto e l’ingiusto, ma solo il bello, ed esclusivamente in base ad esso agisce e giudica la realtà. Da qui deriva il desiderio di distruggere e allontanare tutto quanto stia al di fuori dell’arte, e tutti gli oggetti che possano definirsi utili e funzionali. L’esteta dirà dunque che l’arte è arte perché inutile, e che nulla di utile può essere bello, trasformando la bellezza nella nemica dell’utilità. Non dirà che l’arte è libera da costrizioni morali e che non può essere giudicata, ma dirà che l’arte è un grido levato contro la morale, riprendendo così la concezione moralistica e inutile dell’arte secondo Oscar Wilde, racchiusa nella seguente citazione: “Ogni arte è insieme superficie e simbolo. Coloro che scendono sotto la superficie lo fanno a loro rischio. L’arte rispecchia lo spettatore, non la vita. La diversità di opinioni intorno a un’opera d’arte dimostra che l’opera è nuova, complessa e vitale. Possiamo perdonare a un uomo di aver fatto una cosa utile se non l’ammira. L’unica scusa per aver fatto una cosa inutile è di ammirarla intensamente. Tutta l’arte è completamente inutile.”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Superlativo brillante, sublime deve essere l’esteta, che anela a raggiungere e a identificarsi con il bello.  L’artista è convinto che il senso della vita non sia   racchiuso nella realtà, ma nell’immaginazione di essa. La visione e il sogno sono più belli di qualsiasi realtà mediocre, essendo la bellezza un’immagine che ci colpisce e che ci trasmette emozioni. Il vizio, accostato al senso dell’orrido e del ripugnante, diviene indispensabile per definire il concetto di bellezza. Amare la vita significa renderla unica, perfetta, sovrumana, fino all’esasperazione del piacere. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con l’estetismo D’Annunzio cerca di innalzare la sua istintiva sensualità nell’amore, nel piacere, nel bello. Dunque l’arte si basa soprattutto sulla sua sensualità che si ha quando il poeta sente con gioia e voluttà i profumi, i colori, i suoni e con la sua immaginazione rendeva tutto più bello, per questo D’Annunzio non seguì nessuna regola d’arte. Egli sostituì il senso estetico al senso morale e visse intensamente al di fuori di ogni regola del comune comportamento civile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Il ruolo dell’estetica al giorno d’oggi Gli studi e le interpretazioni letterarie e filosofiche del passato riguardo il concetto di estetismo, hanno lasciato una traccia molto profonda nel mondo odierno, ed è possibile accorgersene ed evidenziarlo soltanto guardandoci intorno. Quanto può influenzare oggi l’aspetto di una persona? Quale ruolo può avere la bellezza nel mondo dello spettacolo, del lavoro o della scuola? Quanto conta l’apparire? Ricerche e indagini psicologiche e scientifiche mostrano come le persone di aspetto gradevole siano molto più avvantaggiate di quelle meno attraenti, in tutti i campi. Sembra impossibile che in un mondo “evoluto” e progredito come il nostro, possano esistere dei criteri basati sulla superficialità, invece che sull’essere e non apparire. Eppure mai come ora questo aspetto è reso importante.  Da sempre esistono detti come “Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace” oppure “la bellezza sta negli occhi di chi guarda”. Al  contrario invece, è stato provato attraverso degli studi psicologici, che la bellezza ha delle leggi tutt’altro che soggettive: la statura, la conformazione dei denti, la grandezza della pupilla, il colore dell’iride, la presenza di occhiali, l’assenza o presenza di barba, la lunghezza e il colore dei capelli, la grandezza e rotondità di occhi e labbra, le proporzioni del volto, la colorazione della pelle, la forma e grandezza del naso, il peso, la conformazione muscolare, il rapporto tra larghezza dei fianchi e della vita, la conformazione delle gambe, la presenza di difetti dermatologici come ne, lentiggini, per citare solo alcuni esempi che la ricerca ha dimostrato contribuire significativamente alla valutazione dell’attrattività estetica di un individuo. Conseguenze della bellezza, non bellezza nella quotidianità. Per rendersi conto dell’importanza nella vita di tutti i giorni, basti pensare al caso negativo infatti, se  mettiamo a confronto una persona bella con una meno attraente, a parità di contenuto comunicativo, le persone belle sono più persuasive di quelle esteticamente meno affascinanti. Inoltre, trovano più facilmente lavoro e tendono ad avere impieghi più prestigiosi. Sul piano giudiziario, le persone gradevoli tendono a essere giudicate meno colpevoli rispetto a persone non attraenti e il loro comportamento, anche se sbagliato, viene giustificato da “cause esterne”, anziché associarlo alla volontà colpevole dell’individuo. Bellezza nel lavoro L’attrattività di una persona gioca un ruolo importante anche nell’assunzione per un posto di lavoro. Infatti, le persone belle tendono a raggiungere postazioni di lavoro più prestigiose e con più successo, dovuto all’autostima.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da quanto detto si evince il fondamentale ruolo che la bellezza ha assunto fin dai tempi dell’antichità, e che tutt’oggi continua ad avere.  Bello è ciò che riesce a trasmetterci sensazioni, ciò che riesce a coinvolgerci, a stupirci e talvolta anche ci spaventa. Tale concezione può trovare interpretazione nel sublime, così grande ed elevato, esso è in grado di trasmetterci fortissime emozioni che spaziano dall’incanto al vero e proprio terrore. La potenza di tali sentimenti, racchiusa nella bellezza e nella sua massima sublimazione la bellezza appare quasi come un paradiso, in quanto sinonimo di grazia, armonia ma l’eccessiva importanza che ad essa viene attribuita, la porta però a trasformarsi in un qualcosa di artificiale, finto, soltanto apparente. Dando troppa importanza all’estetica, si rischia che vengano dimenticati i veri valori in grado di rendere davvero bella una persona, in altre parole i valori che hanno origine dall’interiorità.</span><span style="font-weight: 400;"> il termine “bellezza” rappresenta un fascino particolare, ma nel momento in cui si cerca di trovare una definizione si è aperto un mondo di significati grandissimo. Oh è proprio una bella parola!&#8230; È adatta a tutto. In origine forse però era usata solo per esprimere eleganza, proprietà, delicatezza, raffinatezza… Le persone erano belle per gli abiti che indossavano, per i sentimenti che provavano, per le loro scelte, ma ora con questa unica parola si esprime ogni tipo di giudizio con qualsivoglia soggetto’’. Bellezza soggettiva: è legata al soggetto che percepisce attraverso i suoi sensi il mondo che lo circonda e questa percezione dipende dalle caratteristiche del soggetto, dal suo giudizio, spesso legato allo stato psicologico ed emotivo del momento in cui giudica, perciò puo essere diverso da persona a persona e anche nella stessa persona in fasi diverse della sua vita. Bellezza oggettiva: in questo caso il giudizio di bellezza è legato a dei canoni prestabiliti di equilibrio, proporzione, armonia. Bellezza apollinea è intesa come armonia serena, ordine e misura. Dionisiaco: sul frontone opposto dello stesso tempio di Apollo era raffigurato Dionisio, Dio del caos, dell’infrazione di ogni regola, esprime la possibilità dell’irruzione del Caos nella bella armonia. Bellezza dionisiaca è una bellezza conturbante, gioiosa, pericolosa, contrapposta alla ragione e spesso raffigurata come follia, Agostino dirà che Dio ha disposto ogni cosa secondo ordine e misura. La bellezza comincia ad apparire nel mondo quando la materia creata si differenzia e prende figura e colore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Kant pone alla base dell’esperienza estetica il piacere che questa produce nel soggetto. Afferma infatti che bello è ciò che piace senza che l’origine del giudizio derivi da un concetto razionale o da una regola prestabilita.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella seconda metà del Novecento, l’ideale di bellezza si declina in modelli e canoni infiniti. Facendo riferimento in particolare alla bellezza femminile ‘’paradossalmente è negli anni Ottanta, gli anni della diversificazione dei cosmetici, dei colori e delle composizioni chimiche, che i volti finiscono per uniformarsi. Volti preconfezionati, da comporre come dei puzzle firmati dai grandi stilisti, colori da combinare a seconda dell’effetto desiderato. Molteplici sono i significati che stanno dietro a questo termine. Nella società attuale c’è una grande enfasi sulla ricerca della bellezza esteriore: però dedicarsi solo alla cura della bellezza esteriore può diventare una pratica vuota se non è accompagnata da una altrettanto attenta cura della propria interiorità. La bellezza esteriore può essere espressione di una bellezza interiore, ma può anche nascondere una persona orribile e corrotta come ad esempio Dorian Gray di Oscar Wilde che aveva venduto l’anima in cambio della giovinezza e bellezza. Credo che l’arte sia importante per arricchire l’interiorità come afferma Todorov “L’ulteriore vantaggio dell’arte intesa in senso ampio, con racconti, immagini, ritmi, è che si rivolge a ogni essere umano e con discrezione invita ciascuno ad aprirsi alla bellezza del mondo”.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maria Ragionieri</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6033" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-definire-la-bellezza-A_D.jpeg-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-definire-la-bellezza-A_D.jpeg-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-definire-la-bellezza-A_D.jpeg-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-definire-la-bellezza-A_D.jpeg-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-definire-la-bellezza-A_D.jpeg-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-definire-la-bellezza-A_D.jpeg-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-definire-la-bellezza-A_D.jpeg-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-definire-la-bellezza-A_D.jpeg.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6034" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/3-definire-la-bellezza-A_D.jpeg-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/3-definire-la-bellezza-A_D.jpeg-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/3-definire-la-bellezza-A_D.jpeg-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/3-definire-la-bellezza-A_D.jpeg-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/3-definire-la-bellezza-A_D.jpeg-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/3-definire-la-bellezza-A_D.jpeg-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/3-definire-la-bellezza-A_D.jpeg-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/3-definire-la-bellezza-A_D.jpeg.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Natura = Bellezza e sempre più spesso salute</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Aug 2022 15:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Oliva]]></category>
		<category><![CDATA[Il Valore Della Bellezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tiziano Terzani nei suoi scritti ha spesso esplorato il valore della bellezza – inestimabile – della natura. Lo scrittore sostiene che un aspetto rasserenante della natura sia che “la sua immensa bellezza è lì per tutti. Nessuno può pensare di portarsi a casa un’alba o un tramonto”. Ne sottolinea il valore gratuito e democratico, basta [&#8230;]</p>
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<p><b>Tiziano Terzani</b><span style="font-weight: 400;"> nei suoi scritti ha spesso esplorato il valore della bellezza – inestimabile – della </span><b>natura</b><span style="font-weight: 400;">. Lo scrittore sostiene che </span><span style="font-weight: 400;">un aspetto rasserenante della natura sia che “</span><i><span style="font-weight: 400;">la sua immensa bellezza è lì per tutti. Nessuno può pensare di portarsi a casa un’alba o un tramonto</span></i><span style="font-weight: 400;">”. Ne sottolinea il </span><b>valore gratuito e democratico</b><span style="font-weight: 400;">, basta sapersi prendere il </span><b>tempo</b><span style="font-weight: 400;"> per goderne. E possiamo continuare a farlo tutti i giorni, spesso inconsapevolmente, oppure troppo frettolosamente. Come possiamo riuscirci sempre e comunque concedendoci il </span><b>lusso di osservare</b><span style="font-weight: 400;"> e ancora oggi il </span><b>piacere di stupirci</b><span style="font-weight: 400;">, anche di cose che conosciamo alla perfezione. Torniamo all’alba, per esempio quando siamo costretti alle levatacce, o alla poesia dei tramonti d’estate in cui abbiamo più tempo dopo il lavoro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Abbiamo imparato ad apprezzare la natura che ci circonda di più durante il lockdown, perché spesso quello che ci era concesso era praticare sport all’</span><b>aria aperta</b><span style="font-weight: 400;">, lunghe </span><b>passeggiate</b><span style="font-weight: 400;"> con il cane. Era un modo di pensare alla nostra </span><b>salute fisica</b><span style="font-weight: 400;"> nell’immediato e </span><b>mentale</b><span style="font-weight: 400;"> a lungo temine. Hanno spopolato i video che mostravano la </span><b>bellezza naturale e architettonica</b><span style="font-weight: 400;"> del nostro Paese: cose viste mille volte. E non nascondo che personalmente ho cercato di godermi Roma il più possibile: ville, parchi, chiese e strade. Senza la folla dei turisti – consueta e necessaria, perché permette a migliaia di attività non solo commerciali di sopravvivere – la Capitale è stata per un attimo più bella, perché un po’ più nostra. Non che il Colosseo abbia perso di fascino, o un giro a Villa Borghese di magia, ma non dobbiamo sperperare il </span><b>valore del tempo con il naso passato all’insù</b><span style="font-weight: 400;">, piuttosto che con gli occhi a </span><b>scrutare il paesaggio</b><span style="font-weight: 400;">. Fa bene all’animo e con quello che abbiamo passato nell’ultimo biennio aiuta. Specie se poi quello che accade intorno – guerra, difficoltà economiche, che l’inverno promette peggioreranno – ha bisogno di essere calmierato. La natura ci offre questo gratis: è uno dei suoi poteri e delle sue magie. Per questo richiede di essere </span><b>rispettata</b><span style="font-weight: 400;">, di fare dai </span><b>piccoli gesti quotidiani</b><span style="font-weight: 400;">, alle grandi prese di posizione, tutto quello che è in nostro potere. Spesso sorridiamo di alcuni filmati in cui un gruppo di papere girano per città; un po’ meno della questione romanissima dei cinghiali, attirati più dal cibo facile dei cassonetti in cui stazionano per giorni i rifiuti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Durante il lockdown gli animali si sono avvicinati, le acque erano meno inquinate, l’aria più pulita. È un aspetto positivo, da cogliere e da provare in qualche modo a conservare, di un periodo nero, in cui sono mancate moltissime persone e altri non hanno vissuto dei giorni tranquilli. Un modo anche per difendere l’ambiente e quello che lo compone oltre noi. In fondo il grande giornalista e scrittore americano </span><b>Ernest Hemingway</b><span style="font-weight: 400;"> ha sostenuto che “</span><i><span style="font-weight: 400;">l</span></i><i><span style="font-weight: 400;">a Terra è un bel posto e vale la pena lottare per lei</span></i><span style="font-weight: 400;">”. Un buon consiglio, da tenere sempre a mente, magari ricordandoci di guardare ogni tanto all’insù.</span></p>
<p style="text-align: right;"><b>Angela Oliva</b></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6036" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-editoriale-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-editoriale-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-editoriale-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-editoriale-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-editoriale-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-editoriale-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-editoriale-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-editoriale-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La medicina estetica punta sull’hi-tech</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Aug 2022 15:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute&benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Mignini]]></category>
		<category><![CDATA[Il Valore Della Bellezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con le nuove tecnologie la bellezza è hi tec  Le nuove tecnologie digitali sono complici perfette della bellezza alla portata di tutti e tutte: i prodotti e trattamenti su misura non sono più un’utopia ma rappresentano l’ultima frontiera dell’innovazione e della ricerca applicata al comparto bellezza e benessere.  A confermarlo è una ricerca a cura [&#8230;]</p>
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<p><b><i>Con le nuove tecnologie la bellezza è hi tec </i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le nuove tecnologie digitali sono complici perfette della bellezza alla portata di tutti e tutte: i prodotti e trattamenti su misura non sono più un’utopia ma rappresentano l’ultima frontiera dell’innovazione e della ricerca applicata al comparto bellezza e benessere. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A confermarlo è una ricerca a cura di Klarna, l’azienda di servizi di pagamento condotta a febbraio 2022 insieme a Dynata su oltre mille italiani: il 42% dei nostri connazionali desidererebbe ricevere consigli più specifici per la propria routine skincare, mentre il 36% sarebbe alla ricerca di prodotti “su misura”. Tra le applicazioni di personalizzazione più seguite, quelle di realtà aumentata (23%) e gli smart mirror (17%) ma soprattutto i social media (38%) perché aiutano a sperimentare nuovi trend.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E le aziende, soprattutto quelle che fanno ricerca, non stanno a guardare. La startup innovativa Be You ha lanciato da poco sul mercato il brand Aurial puntando sulle tecnologie e sull’iper-specializzazione del personale sanitario per rivoluzionare il settore della medicina estetica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La startup, riconosciuta come “innovativa” dal Ministero dello Sviluppo Economico, ha reso l’approccio di Aurial unico in Italia. Software di scansione e ricostruzione 3D, «configuratore digitale», intelligenza artificiale sono alleati dei trattamenti non invasivi. Gli iniettabili, vere e proprie pratiche medicali di prevenzione sicura e mantenimento estetico, risultano tra i più apprezzati al pari dei trattamenti per il corpo (Coolsculpting Elite, Emsculpt Neo, Emtone) per il 35% dei pazienti della clinica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Abbiamo voluto creare una realtà che intende mettere al centro il benessere delle persone &#8211; </span><i><span style="font-weight: 400;">spiegano Daniele Volpe e Francesco Caliendo, ideatori del primo Medical Beauty Center Aurial </span></i><span style="font-weight: 400;">&#8211;  Per noi l’innovazione è un fattore di crescita economica e produttiva, ma è anche uno ‘strumento’ per la salute dei pazienti. Aurial vuole rappresentare un lusso accessibile ai più, un luogo accogliente dove la tecnologia diventa funzionale al raggiungimento dell’obiettivo estetico desiderato grazie alla guida dello specialista”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il primo medical beauty center del gruppo ha aperto al pubblico nel cuore del distretto innovativo di Nola, in provincia di Napoli, il 21 aprile scorso sotto la direzione sanitaria di Carmen de Luca, chirurgo e medico estetico. La vocazione del personale fa della relazione col paziente un plus basato sulla ‘glamour medical experience’ off e online. Oltre alla digitalizzazione delle informazioni di anamnesi e diagnosi inserite in una cartella clinica digitale sempre tracciabile e accessibile da medico e paziente, quest’ultimo è guidato in una vera e propria “glamour medical experience” sia quando si trova in Aurial sia quando non è fisicamente nel centro, agevolandolo in scelte e valutazioni del personale sanitario. L’esperienza estetica e di benessere associata al lusso accessibile e all’idea di coccola esperienziale è il fulcro distintivo di chi vuole fare la differenza nel settore “L’approccio alla medicina estetica ha avuto negli anni accezioni estreme ma oggi si tende a concepirla come una prassi medicale di cura costante, mantenimento e prevenzione per accompagnare in modo delicato il naturale invecchiamento” concludono i founder Caliendo e Volpe.</span></p>
<p style="text-align: right;"><b>Cristina Mignini</b></p>
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		<title>L’importanza dell’estetica interiore per il nutrimento dell’anima</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Aug 2022 15:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<category><![CDATA[Il Valore Della Bellezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“La bellezza salverà il mondo!” : mi piace abbinarla con la dichiarazione di Friedrich Nietzsche, secondo cui, senza musica, la vita sarebbe un errore. Ci rendiamo conto di quanto poco facciamo vibrare le nostre esistenze, se sono scarsamente alimentate da quel nutrimento che chiamiamo “bellezza”? Noi cresciamo, ci evolviamo, progettiamo, amiamo, speriamo ma dobbiamo chiederci [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">“La bellezza salverà il mondo!” : mi piace abbinarla con la dichiarazione di</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Friedrich Nietzsche, secondo cui, senza musica, la vita sarebbe un errore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ci rendiamo conto di quanto poco facciamo vibrare le nostre esistenze, se sono scarsamente alimentate da quel nutrimento che chiamiamo “bellezza”?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Noi cresciamo, ci evolviamo, progettiamo, amiamo, speriamo ma dobbiamo chiederci se tutto questo flusso che ci attraversa e mediante il quale trasmettiamo qualcosa di nostro, sia davvero impreziosito dalla bellezza o se questo aspetto finisce per rimanere un elemento decorativo, sovrastrutturale, non essenziale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dobbiamo pensarci davvero bene a questo passaggio, perché è equivalente ad un piatto di riso, scotto e non condito, idoneo comunque a placare la fame . Se, però, a quel piatto affianchiamo un’altra ciotola di riso, ma la cui cottura è al punto giusto ed il condimento è esaltato da spezie e degustiamo quel cibo, assaporando  un buon vino all’interno di un calice di cristallo, non avremmo dubbi rispetto a dove orientare la nostra preferenza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il bello è una dimensione dell’anima che ci cattura e ci incanala in un flusso che chiamiamo “fascinazione” e ci conduce in modo soave a cogliere tutti i dettagli, ogni aspetto che è in grado di farci godere di una dimensione estetica che è dentro di noi e che in quel momento si rivela.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pensiamo ad una rosa nel suo esordio, quando i sepali ci permettono solo di intravedere un piccolo bocciolo: poi un primo raggio di sole si deposita su quel miracolo della natura ed i sepali, prima protesi a nascondere quei teneri petali, si dischiudono lasciando al bocciolo la possibilità di mostrarsi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lentamente la rosa sboccia ed espande il suo profumo, mettendo in risalto le sfumature appena accennate del suo colore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proviamo ad accompagnare questa rosa nel suo trasformarsi: immaginiamo che si espanda nell’aria una musica che va verso un dolce crescendo, quasi a suggellare i passaggi della metamorfosi del fiore. Quella musica renderà ancora più suggestivo l’evolversi dello spettacolo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In fondo l’Uomo, quando si è cimentato ad interpretare la bellezza, si è ispirato alle fascinazioni che lo pervadevano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Michelangelo nel suo Giudizio Universale non ha fatto altro che dare luce ad una dimensione estetica che era in lui ed ha permesso che una rivelazione dell’Altissimo assumesse quelle forme, quei colori, quelle sembianze.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Bellezza è tale nella misura in cui riesce a rapirci fino a stordirci e permetterci di vivere quella metamorfosi attraverso la quale rinascere, trasformati al punto da rendere noi fonte di luce.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ernesto Albanello</span></p>
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		<title>I canoni estetici cambiano, le emozioni restano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Aug 2022 15:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Il Valore Della Bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Conforte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi è che stabilisce i dettami della bellezza? Se è vero che ”non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”, allora chi decide cose è bello e cosa non lo è? Fin dalla notte dei tempi la bellezza femminile è sempre stata depositaria di un dato canone estetico, che varia [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Chi è che stabilisce i dettami della bellezza? Se è vero che ”non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”, allora chi decide cose è bello e cosa non lo è?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fin dalla notte dei tempi la bellezza femminile è sempre stata depositaria di un dato canone estetico, che varia a seconda del periodo storico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dalla Preistoria è arrivata a noi, intatta, la “Venere di Willendorf”, la statuetta in pietra calcarea di 11 cm risalente al 24.000-22.000 a.C. Di primo acchito, la piccola scultura può sembrare quasi una caricatura di una donna: il ventre ampio, il seno abbondante e i fianchi larghi sono molto lontani da ciò che oggi è considerato bello. Eppure, bisogna immaginare il contesto in cui questa statuetta è stata realizzata: non si parlava ancora di civilizzazione, non esistevano le città come le conosciamo oggi, non esisteva la tecnologia né tantomeno i social a fare da vetrine per i propri corpi. Esisteva solo il concetto di sopravvivenza e questo concetto era sempre accompagnato da quello della salvaguardia della specie e della fertilità: la Venere di Willendorf, con le sue morbide fattezze, assicurava la fecondità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con il passare dei secoli il concetto di bellezza è andato modificandosi con il mutare delle esigenze e necessità: l’ambiente ostile e pericoloso della Preistoria ha lasciato spazio a quello delle civiltà. Si è passati dal prediligere figure più esili, come nell’antico Egitto dove l’ideale di bellezza era raffigurato da una donna dal corpo minuto, spalle strette, vita alta e volto simmetrico, a figure più formose e sinuose, purché proporzionate, dell’Antica Grecia, a quelle dalla carnagione eterea, gli occhi chiari e i capelli biondi del Medioevo fino ad arrivare al principio di bellezza quale sintesi ideale tra grazia ed armonia del periodo Neoclassico, principio meravigliosamente espresso dalle opere di Antonio Canova (1757 – 1822). </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La purezza delle linee di “Amore e Psiche”, la dinamicità del movimento di “Ercole e Lica”, la sommessità della “Maddalena penitente”, l’eleganza della “Paolina borghese”, sono tutti elementi realizzati in funzione di quest’ideale armonico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E niente si può fare quando ci si trova ai piedi di una delicatissima e graziosissima “Ebe”, scolpita nel 1796, se non restare a guardare inermi quelle linee del panneggio che le avvolgono il meraviglioso corpo e nutrire di tanta bellezza gli occhi e lo spirito.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco, si potrebbe quasi dire che qualcosa è bello quando, con il giusto equilibrio, riesce ad appagare lo sguardo e lo spirito di chi osserva.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Perché quando sentiamo che qualcosa è bello, gli occhi brillano e l’anima trasale e ci sentiamo come svuotati da ogni peso. E la bellezza di questo sentimento risiede proprio nel fatto che non si manifesta in egual modo e in egual misura tra le persone.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Perché non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Roberta Conforte</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6050" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-la-bellezza-e-soggettiva-c-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-la-bellezza-e-soggettiva-c-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-la-bellezza-e-soggettiva-c-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-la-bellezza-e-soggettiva-c-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-la-bellezza-e-soggettiva-c-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-la-bellezza-e-soggettiva-c-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-la-bellezza-e-soggettiva-c-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-la-bellezza-e-soggettiva-c.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6051" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/2-la-bellezza-e-soggettiva-c-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/2-la-bellezza-e-soggettiva-c-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/2-la-bellezza-e-soggettiva-c-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/2-la-bellezza-e-soggettiva-c-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/2-la-bellezza-e-soggettiva-c-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/2-la-bellezza-e-soggettiva-c-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/2-la-bellezza-e-soggettiva-c-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/2-la-bellezza-e-soggettiva-c.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6052" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/3-la-bellezza-e-soggettiva-c-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/3-la-bellezza-e-soggettiva-c-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/3-la-bellezza-e-soggettiva-c-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/3-la-bellezza-e-soggettiva-c-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/3-la-bellezza-e-soggettiva-c-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/3-la-bellezza-e-soggettiva-c-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/3-la-bellezza-e-soggettiva-c-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/3-la-bellezza-e-soggettiva-c.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Una Barbie per donne coraggiose</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Aug 2022 15:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Mignini]]></category>
		<category><![CDATA[Il Valore Della Bellezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Realizzata in plastica riciclata per la salvaguardia degli oceani La nuova Barbie ispirata alla primatologa britannica Jane Goodall soddisfa il desiderio di lunga data dell’ambientalista di avere una bambola tutta sua per ispirare le bambine e i bambini. Vestita con una camicia e pantaloncini color cachi e con in mano un taccuino, la bambola di [&#8230;]</p>
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<p><b>Realizzata in plastica riciclata per la salvaguardia degli oceani</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La nuova Barbie ispirata alla primatologa britannica Jane Goodall soddisfa il desiderio di lunga data dell’ambientalista di avere una bambola tutta sua per ispirare le bambine e i bambini. Vestita con una camicia e pantaloncini color cachi e con in mano un taccuino, la bambola di Goodall ha un binocolo al collo e David Greybeard al suo fianco, una replica del primo scimpanzé a fidarsi del primatologo mentre conduceva le sue ricerche al Gombe National Park, a quella che oggi è la Tanzania nell&#8217;Africa orientale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il lancio coincide anche con il 62° anniversario del primo viaggio della Dottoressa Jane Goodall nella foresta del Parco Nazionale di Gombe in Tanzania.   “Per tutta la mia carriera ho cercato di aiutare i bambini ad essere curiosi ed esplorare il mondo che li circonda, proprio come ho fatto io quando ho viaggiato per la prima volta in Tanzania 62 anni fa. Sono entusiasta di collaborare con Barbie e incoraggiare i più piccoli a imparare dall’ambiente e a credere che possano fare la differenza“, ha affermato la Dottoressa Jane Goodall. “Attraverso questa partnership, spero di ispirare la prossima generazione di eco-leader a unirsi a me nella protezione del nostro pianeta e ricordare loro che possono essere tutto ciò che desiderano, ovunque: sul campo, in laboratorio e nella ricerca”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La serie Barbie Inspiring Women rende omaggio alle incredibili eroine del loro tempo; donne coraggiose che hanno rischiato, cambiato regole e hanno aperto la strada a generazioni di ragazze per sognare più grandi che mai. Riconoscendo decenni di dedizione, ricerca rivoluzionaria e risultati eroici come ambientalista, esperta di comportamento animale e attivista, Barbie rende omaggio alla dott.ssa Jane Goodall, DBE, fondatrice del Jane Goodall Institute e Messaggero della pace delle Nazioni Unite, con una bambola da collezione realizzata da plastica riciclata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Sappiamo che la sostenibilità è una delle principali priorità per le generazioni future e siamo orgogliosi di presentare la nostra prima Barbie Inspiring Women sostenibile “, ha affermato Lisa McKnight, Executive Vice President e Global Head of Barbie and Dolls, Mattel. “I bambini hanno bisogno di più modelli a cui ispirarsi come la Dottoressa Jane Goodall, perché immaginare di poter essere tutto ciò che desiderano è solo l’inizio: vederlo fa tutta la differenza. Ci auguriamo che questa bambola, un omaggio a una pioniera rivoluzionaria per le donne nella scienza e nella conservazione dell’ambiente, ispiri i bambini ad informarsi di più sulle carriere green, su come possono proteggere il pianeta e divertirsi a creare storie sostenibili attraverso il gioco con le bambole”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In collaborazione con il Jane Goodall Institute e Roots &amp; Shoots, Barbie lancia la sfida globale #NaturallyCuriousJane, incoraggiando i bambini a scoprire i piccoli passi che possono fare per creare grandi cambiamenti, come la creazione di un diario di osservazione della natura, l’attività di mapping di una comunità e l’impegno ad aumentare gli spazi verdi locali. Inoltre, Barbie celebra la Dottoressa Jane Goodall con un episodio speciale della serie Barbie You Can Be Anything sul canale YouTube Barbie globale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il lancio di oggi si aggiunge all’elenco di prodotti che si allineano all’obiettivo aziendale di Mattel di raggiungere il 100% di materie plastiche riciclate, riciclabili o di origine naturale al 100% in tutti i prodotti e in tutte le confezioni entro il 2030. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Cristina Mignini</span></p>
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		<title>Nuove prospettive per coltivare tolleranza e intelligenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Aug 2022 15:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Di Giovanni]]></category>
		<category><![CDATA[Il Valore Della Bellezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La bellezza è un concetto troppo relativo, parlare di bellezza può avere una certa inconsistenza soprattutto quando questo discorso è riferito all’antico. Si, perché le società cambiano e cambiando mutano i loro canoni, anche quelli della bellezza. Solo chi ha molta conoscenza di una data cultura può permettersi di accostare questo concetto al visibile, che [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">La bellezza è un concetto troppo relativo, parlare di bellezza può avere una certa inconsistenza soprattutto quando questo discorso è riferito all’antico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si, perché le società cambiano e cambiando mutano i loro canoni, anche quelli della bellezza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Solo chi ha molta conoscenza di una data cultura può permettersi di accostare questo concetto al visibile, che sia una statuetta paleolitica o un quadro contemporaneo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Spesso si parla di valore della bellezza. Ma, avendo le parole un peso ben specifico, questa parola, valore, accostata alla bellezza la fa diventare pura e semplice mercificazione. Non si può parlare in questi termini, di qualcosa che vale, riguardo alla bellezza. Perché la bellezza non vale. Non stiamo parlando di qualcosa che può essere compresa o descritta. Secondo alcuni filosofi il bello finisce anche solo nominandolo. È un valore relativo, non assoluto e quindi effimero e cangiante. Ma indiscutibilmente curativo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ciò che descriviamo come bello, per i greci ad esempio, era strettamente legato al concetto di buono. Questo perché è possibile accostare il beneficio del godimento, innescato dalla visione del bello a questa antica massima. Ciò però non toglie che il buono, come il bello, varia al variare della società, cos’è buono, e di conseguenza bello? Un etrusco avrebbe dato sicuramente una risposte diversa rispetto ad un assiro o ad un celta. Cambiano le culture, cambia l’epoca storica, cambiano le risposte. L’effetto? Sempre lo stesso, il piacere dato del godimento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma quando nasce la bellezza? Di certo non in ciò che noi consideriamo oggi bello o decorativo. Il concetto che noi possediamo di arte e bellezza è del tutto moderno. In antico un popolo come gli egizi non chiamava arte le sue raffigurazioni. Queste avevano un valore funzionale non estetico. Ciò le rendeva utili prima che gradevoli alla vista. Per noi invece le cose cambiano, guardiamo troppo spesso il mondo degli antichi con i nostri occhi senza capire ciò che loro sentivano, vedevano e creavano. Se pensate che i romani stilarono la lista delle sette meraviglie del mondo non annettendo nessun monumento da loro costruito riuscirete ad avvicinarvi a ciò che loro pensavano di se stessi e degli altri popoli che li precedettero. Il bello è difficile da attribuire se non agli altri, negandolo o riconoscendolo come attributo estetico o morale. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma quindi come utilizzare il bello della conoscenza? Disimparando i nostri costrutti e guardando con gli occhi di chi creò una determinata forma di bellezza. Si sa che questo è difficile, Antonio Gramsci diceva bene “la storia è una maestra senza scolari”. Molto spesso, infatti, ignoriamo il punto di vista altrui, figuriamoci quello degli antichi che possedevano una visione della vita totalmente diversa, vivendo in un mondo diverso! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vi chiedo sempre di avere cura della storia e della sua divulgazione corretta, non solo perché studiandola si imparano nuove culture e concetti acquisendo vivaci risorse, ma anche perché l’allenamento mentale che deriva dal guardare sempre il mondo da una prospettiva che non ci appartiene ci abitua alla tolleranza e all’intelligenza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Concetti di cui abbiamo terribilmente bisogno e che sono pieni di bellezza.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Dott.ssa Andrea Di Giovanni</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6059" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-non-è-bello-ciò-che-è-bello-c.jpeg-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-non-è-bello-ciò-che-è-bello-c.jpeg-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-non-è-bello-ciò-che-è-bello-c.jpeg-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-non-è-bello-ciò-che-è-bello-c.jpeg-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-non-è-bello-ciò-che-è-bello-c.jpeg-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-non-è-bello-ciò-che-è-bello-c.jpeg-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-non-è-bello-ciò-che-è-bello-c.jpeg-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/1-non-è-bello-ciò-che-è-bello-c.jpeg.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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