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	<title>Anna De Antoni Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>KILO e quella filosofia del mangiare buono di casa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2022 15:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Serendipity]]></category>
		<category><![CDATA[Anna De Antoni]]></category>
		<category><![CDATA[DISCIPLINAM]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vi racconto una storia che nasce da lontano, che inizia con un uomo che credeva nella filosofia del mangiar sano, nel rigore dello studio e del metodo. Un uomo un pò folle, un pò visionario. Con una filosofia di vita nella quale passato e futuro, tradizione ed innovazione si integravano alla perfezione. Nicola Salvatorelli, per [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Vi racconto una storia che nasce da lontano, che inizia con un uomo che credeva nella filosofia del mangiar sano, nel rigore dello studio e del metodo. Un uomo un pò folle, un pò visionario. Con una filosofia di vita nella quale passato e futuro, tradizione ed innovazione si integravano alla perfezione.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Nicola Salvatorelli, per me semplicemente Nicola.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lui mi ha insegnato il significato del mangiare sano, in un tempo nel quale non se ne parlava tanto. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nicola diceva che il mangiare è un rito, che da come una persona mangia puoi comprendere tante cose di lei: il rispetto del cibo, così come il rispetto di chi lo ha coltivato o allevato e cucinato. Il cibo è innanzi tutto amore e rispetto, ma è anche condivisione, convivialità e ospitalità. Il cibo è storia, è la nostra storia di bambini. Se ti chiedessi di chiudere gli occhi e immaginare di mangiare qualcosa di buono che non mangi da tempo, di gustarne il profumo, il colore, la forma e il sapore, molto probabilmente ritorneresti indietro nel tempo a quando eri bambino, ad un piatto cucinato dalla mamma o dalla nonna, come le polpette, gli gnocchi, le lasagne. Cibi che in fondo scaldano il cuore e l’anima.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La fisica quantistica ci dice che il cibo ancor prima di modificare il nostro microbiota, modifica il nostro campo elettromagnetico. Tutto questo è fantastico! Ma sarà un’altra storia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella storia che voglio raccontarvi, Nicola comprò la vecchia cantina della contessa Bassini, sul belvedere di Montesilvano Colle: un fondaco, come diceva lui, con delle piccole finestrelle, la sabbia per terra, i muri anneriti dalla fuliggine. Si era appena laureato e con i primi soldi aveva fatto questo investimento. Il padre gli disse che seppur si fosse laureato in medicina, in fondo non aveva capito molto della vita, se con i primi guadagni aveva comprato un vecchio edificio. Lui ci rimase male, ma non lo diede a vedere. Dopo molti anni, insieme allo chef Niko Romito, nacque il ristorante “NINI’ ”, dalle iniziali di Nicola e Niko. Il vecchio fondaco divenne una cantina in mattoni, con ampie vetrate e parquet; la collina divenne un belvedere con un dehor in stile francese, dove mangiando, lo sguardo si perde all’orizzonte, che sia l’alba sul mare, il tramonto oltre il pino a nord ovest, le luci del crepuscolo che dalla costa si spingono sulle colline circostanti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Io me le ricordo le serate passate a parlare di cibo, a sognare una nuova filosofia fatta di bontà e salute a tavola, le prove per i nuovi piatti, i cucchiai e le forchette che affondavano contemporaneamente nello stesso piatto, le parole ricercate per darsi un certo contegno, come se fossimo critici enogastronomici, ed i brindisi ed applausi finali. Come ricordo i viaggi alla ricerca delle aziende agricole per ascoltare la loro storia, i sacrifici e i valori che ci venivano raccontati, tramandati di generazione in generazione. Il viaggio nella terra della transumanza, della solina, dello zafferano. Lo studio dell’acqua alcalina, delle erbe antiche, dei metodi di conservazione e cottura dei cibi. I titoli romantici e nostalgici dati ai menù a tema: “Sogno di una notte di mezza estate”, “Profumi e colori del bosco in autunno”, “Candore d’inverno”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa storia oggi continua con un altro uomo, con i piedi per terra e lo sguardo che punta lontano.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Entrambi si chiamano Nicola. Sarà un caso?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nicola Salvatorelli e Nicola Cotellessa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il ristorante oggi ha cambiato nome, si chiama &#8220;KILO&#8221;. Non vi nascondo che all&#8217;inizio avrei preferito che mantenesse il vecchio nome di &#8220;NINI&#8217; &#8220;, poi ho compreso che bisognava lasciare spazio al cambiamento e rispettare la nuova identità. Ogni tanto sbaglio ancora e lo chiamo con il vecchio nome. L’insegna è diversa, ma filosofia è rimasta la stessa, ed è per perciò che mi sento parte integrante di questo progetto. La filosofia è quella del mangiare buono di casa, della convivialità e dell&#8217;abbondanza a tavola, proprio come si faceva una volta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">KILO è carne alla brace, tartare e carpaccio, sagne e fagioli, ravioli al sugo di 3 carni, patate al coppo, pizza dolce, pane fatto in casa, buon vino.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8220;KILO è un termine che si usava nelle macellerie&#8221; mi ha detto Nicola Cotellessa, e a me questa parola ha fatto pensare a quando una volta, dopo la guerra, le donne, andando a fare la spesa, solo nelle grandi occasioni potevano dire: &#8221; Mi dia un kilo di carne!&#8221;, e così ho immaginato quell&#8217; emozione e quell&#8217;orgoglio di poter fare un acquisto per il giorno di festa, per condividere una tavola imbandita con la famiglia o con gli amici. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ho pensato a quando le feste si facevano in casa, a quando il ragù si iniziava a preparare dalla colazione e nei paesi le signore lasciavano aperte le finestre per far sentire quel profumo alle “commari”. Alla farina sparsa sulla tavolozza, alla pasta fatta in casa, disposta in ordine geometrico sotto i canovacci.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ho pensato alle donne con i grembiuli davanti ai fornelli, a quei grembiuli che non si usano più e che son finiti nell’ultimo cassetto del comò. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ed ancora a quando il pezzo migliore di carne, o la fetta più grande del timballo, veniva data per rispetto al capofamiglia; a quando veniva concesso ai bambini di leccare il cucchiaio della crema o di intingere un pezzo di pane nel sugo che bolliva. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi queste emozioni, questi profumi e immagini stanno scomparendo. Si va sempre di fretta, non ci si mette più il grembiule, si cucina velocemente, spesso si mangia fuori o si ordina da asporto. Si cucina in tv, ma non a casa. Nelle case si sente il profumo di vaniglia, di rose, di lavanda, perfino dell&#8217;oceano, ma sempre più raramente quello della cucina. Non c&#8217;è tempo, si va di fretta, poi si sporca e chi pulisce? Il servizio buono della domenica rimane nella credenza per anni.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Così mi son detta: &#8220;Non ci si può commiserare, non ci si può nascondere dietro ai soliti luoghi comuni del tipo: non ho mai tempo, si stava meglio quando si stava peggio! Bisogna accettare il cambiamento del tempo che passa, guardando sì al futuro ma rispettando le tradizioni e la nostra storia.&#8221; </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Io stessa non riesco a cucinare come vorrei, ed è per questo che ammiro e rispetto chi lo fa per passione, ancor prima che per lavoro. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“KILO” per me è già casa, il posto dove mangiare i piatti della tradizione, in maniera informale, con il giusto disordine sul tavolo, dato dalla condivisione di un piatto centrale di antipasti, o dalla zuppiera di pasta e fagioli, dalla pietanza che si assaggia nel piatto accanto, dal pane sbriciolato sulla tavola, da quel bicchiere di vino in più che fa allegria. Il posto dove andare la domenica a pranzo con la famiglia, o con gli amici di sempre, o dove saper di ritrovare gli amici. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ho visto gli occhi brillare ed erano quelli di Nicola Cotellessa. “Un folle ad aprire una attività in questo periodo storico?” – “No, un visionario!”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E ho visto gli occhi del suo cuoco Cono. Cono viene dal Venezuela, è cresciuto in un ristorante di carne, mi ha raccontato la sua storia di vita e la sua passione per la brace. Tutto questo loro te lo trasmettono davvero. Mi hanno detto che per me quel ristorante è casa, e con il termine &#8220;casa&#8221; hanno racchiuso un mondo. &#8220;Casa&#8221; è abbraccio, è calore, è spontaneità, è buon cibo. </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">La mia cucina è spartana, essenziale, frugale. Amo il buon cibo, ed amo tutto quello che esso rappresenta: lo studio, la ricerca, perfino la storia delle persone e delle aziende del territorio che, con grandi difficoltà, difendono la nostra tradizione e la salute a tavola. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tornerà presto a vivere un bellissimo progetto &#8220;Laboratorio di cucina e salotto letterario&#8221;, in onore e in ricordo dei salotti dannunziani della Bella Pescara. Nella cornice di KILO nasceranno incontri enogastronomici, dove le aziende, gli esperti del settore, i cuochi e le persone in genere potranno confrontarsi e mangiare. In questi incontri ascolteremo il racconto di chi ogni giorno lavora con passione e dedizione per un mondo migliore. Si mangerà insieme, ci si confronterà e si imparerà tanto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dentro questa storia, dentro questo progetto c’è la vita!</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Anna De Antoni.</span></p>
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		<title>Quella Nostalgia fuori dal tempo e dallo spazio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2022 15:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Anna De Antoni]]></category>
		<category><![CDATA[Nostalgia Canaglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando ero bambina e andavamo a trovare la nonna c&#8217;era una cosa che ogni volta mi colpiva e che ancora oggi rimane un ricordo indelebile nella mia memoria. La nonna in camera da letto aveva un comò con lo specchio, sul comò, in un ordine rigoroso c&#8217;era la spazzola, il pettine, il profumo e la [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Quando ero bambina e andavamo a trovare la nonna c&#8217;era una cosa che ogni volta mi colpiva e che ancora oggi rimane un ricordo indelebile nella mia memoria.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La nonna in camera da letto aveva un comò con lo specchio, sul comò, in un ordine rigoroso c&#8217;era la spazzola, il pettine, il profumo e la cipria. Tutto quello che serviva alla nonna; del resto credo che lei il rossetto non lo abbia mai messo, anche se una volta gliene regalai uno a Natale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nell&#8217;angolo dello specchio c&#8217;era una foto di quando la nonna era ragazza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La foto ogni tanto veniva presa per essere ammirata da noi bambine, poi, spingendo sullo spigolo, si tornava ad &#8220;insaccarla&#8221; nella fessura dello specchio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A me quello che un giorno mi colpii fu proprio il fatto di vedere contemporaneamente nello specchio me, la nonna e la foto nell&#8217;angolo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Io ero bambina, la nonna per me era già anziana, anche se aveva praticamente la mia età di oggi, però, si sa, le nonne son nonne! E per me i suoi capelli bianchi, il suo muoversi lentamente, la voce pacata e qualche chilo di più, me la facevano già vedere anziana.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella foto invece la nonna era ragazza, era appoggiata su di una staccionata con delle amiche, avrà avuto forse vent&#8217;anni in un giorno di festa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La foto era in bianco e nero, ma la bellezza della nonna era comunque ben visibile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco, quello che a me colpii fu il fatto che in uno specchio c&#8217;era il passato il presente e il futuro, e, naturalmente, io mi sentivo il futuro!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Avevo rimosso questo ricordo, come avevo dimenticato la nostalgia di quelle visite lente e pacate, proprio come la nonna.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fino a quando, un po’ di tempo fa, mia madre mi regalò una foto di me bambina ad una gara in piscina.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La foto era enorme, sicuramente fatta dal fotografo della gara. Così, una volta tornata a casa mia, aprii quella foto a pergamena, e di getto, con le forbici, ritagliai solo la mia immagine in costume, sul podio del secondo posto, e di getto la infilai nell’angolo dello specchio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Rimasi immobile, ferma in un tempo senza tempo, rividi contemporaneamente me bambina e me da adulta nella foto e nello specchio di casa. Chiedendomi chi fossi veramente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ripensai alla nonna, alla sua foto, al suo specchio, al passato, al presente e al futuro, in un vortice di emozioni e di nostalgia per un qualcosa che non tornerà più, che non si può afferrare, e che è in continuo divenire, perché in fondo non è neanche un ricordo concreto, ma è davvero solo una nostalgia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Allora di getto presi una matita ed un foglio e scrissi questa poesia, per immortalare la mia nostalgia, almeno su un pezzo di carta, fuori dal tempo e dallo spazio, nel mio cuore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E ora dedico questa mia nostalgia a quella foto che ognuno di noi conserva nel suo angolo di specchio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8220;Ed io</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Quella di allora</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Più non son la stessa</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> In quella foto</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">All&#8217;angolo dello specchio&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Anna De Antoni</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-7449" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/01_quella-nostalgia-fuori-dal-tempo-vrp-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/01_quella-nostalgia-fuori-dal-tempo-vrp-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/01_quella-nostalgia-fuori-dal-tempo-vrp-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/01_quella-nostalgia-fuori-dal-tempo-vrp-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/01_quella-nostalgia-fuori-dal-tempo-vrp-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/01_quella-nostalgia-fuori-dal-tempo-vrp-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/01_quella-nostalgia-fuori-dal-tempo-vrp-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/01_quella-nostalgia-fuori-dal-tempo-vrp.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Il recupero dell’autenticità per ascoltare con il cuore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Aug 2022 15:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Anna De Antoni]]></category>
		<category><![CDATA[Il Valore Della Bellezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se penso alla bellezza, mi tornano alla mente queste pagine tratte dal mio libro “Un altro giorno ancora… con te” Ed. Mondo Muovo. “LA GRANDE BELLEZZA: C’è un film che mi fa pensare a te: “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino. E tu Nicola, come il protagonista, Jep Gambardella, uomo senza età, ancora affascinate nonostante [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Se penso alla bellezza, mi tornano alla mente queste pagine tratte dal mio libro “Un altro giorno ancora… con te” Ed. Mondo Muovo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“LA GRANDE BELLEZZA:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">C’è un film che mi fa pensare a te: “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E tu Nicola, come il protagonista, Jep Gambardella, uomo senza età, ancora affascinate nonostante gli anni trascorsi, eri ad una svolta della tua vita. Alla ricerca della autenticità al di là delle maschere e della malinconia, ti muovevi in uno scenario nudo e crudo di una realtà priva di autenticità, con tante maschere, poca poesia, tanta mondanità effimera.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Eri alla ricerca della grande bellezza, ma per trovarla dovevi spogliarti dalle maschere, dalle proiezioni, dal superfluo, da tutto quello che per tanto tempo aveva riempito le tue giornate. Comprendesti che dovevi ritrovare i sentimenti autentici, vestirti dell’essenziale, fino ad arrivare ad una sorta di illuminazione finale, iniziando l’unica ricerca possibile: quella di te stesso, per ritrovarti e ritrovare “La grande bellezza”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’hai avuta, ed io con te.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’ultimo anno di vita lo abbiamo vissuto in questa bellezza ritrovata. Vivendoci un rapporto essenziale, pulito, semplice, ma al tempo stesso di uno spessore ineguagliabile, ritrovando i valori veri della vita: i ritmi lenti, il cibo sano, la compagnia vera degli amici buoni, l’essenzialità dell’amore che basta a se stesso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È stato un tempo di viaggi, in cui dedicarci alla lentezza, in cui parlare e parlare ancora, ascoltandoci con il cuore in mano, quando ormai le recriminazioni non servivano più a nulla. Viaggi con valige sempre più vuote di vestiti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono stati viaggi su e giù nel tempo e nella nostra Italia.”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Ed ancora:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“IL MATRIMONIO:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non si possono pensare le cose cui troppo a lungo si è pensato, come la bellezza che ad un certo punto muore di bellezza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Aveva tutto, ma c’era qualcosa che mancava. Si era stufato della bellezza, perché la bellezza non ripaga più.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qual è l’alchemico di questa storia? Come nella Grecia antica del 1200 a.c. nelle nozze di Cadmio e Armonia, l’alchemico è raggiungere l’armonia. La bellezza non basta più. C’è bisogno dell’armonia. L’armonia è collocare ogni cosa al suo posto, è la continuità della bellezza, è la trasformazione di quel caos psichedelico di mille colori, esaltazione della bellezza, in un cosmo ordinato. Ora ha l’armonia. Ora è veramente compiuto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Concludo con questa poesia:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Hanno gli esteti dei fili accorciati, a cui all’imbrunire riannodano i fati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ora hai riannodato tutti i fati della tua vita,</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">ma anche della nostra: gli amici di sempre.”</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Anna De Antoni</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6027" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/2-essenziale-bellezza-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/2-essenziale-bellezza-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/2-essenziale-bellezza-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/2-essenziale-bellezza-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/2-essenziale-bellezza-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/2-essenziale-bellezza-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/2-essenziale-bellezza-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/2-essenziale-bellezza.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Il Pensiero positivo, una luce che migliora la nostra vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jul 2022 15:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute&benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Anna De Antoni]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri Positivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Naturalmente l’articolo è per chi non è nel pensiero positivo, tutti gli altri possono tranquillamente non leggerlo, perché hanno già trovato la loro strada. Il messaggio più importante è che al pensiero positivo ci si può allenare, proprio come quando si va in palestra. Ebbene sì, il pensiero e l’apprendimento viaggiano attraverso dei circuiti neuronali, [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Naturalmente l’articolo è per chi non è nel pensiero positivo, tutti gli altri possono tranquillamente non leggerlo, perché hanno già trovato la loro strada.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il messaggio più importante è che al pensiero positivo ci si può allenare, proprio come quando si va in palestra. Ebbene sì, il pensiero e l’apprendimento viaggiano attraverso dei circuiti neuronali, immaginateveli come quelle rotaie dove viaggiano i trenini dei bambini. Tante più volte il pensiero ripercorre quel circuito, tanto più facilmente rimarrà impresso nel nostro cervello. In Neurofisiologia si parla di “circuiti riverberanti della memoria”. In soldoni, più ci impegniamo a pensare positivo più ci verrà facile!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Invece per la fisica quantistica il pensiero, qualunque esso sia, genera un campo elettromagnetico, tale da influenzare sia noi stessi che l’ambiente che ci circonda: vi ricordate il mitico Gastone, nei fumetti di Topolino? A lui andava sempre tutto bene.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E ora vi lascio con questo breve racconto, per me molto illuminante: “ Un giorno a studio è venuto un bambino molto simpatico, parlando, gli ho fatto vedere un bicchiere con dell’acqua, e gli ho chiesto se era mezzo pieno o mezzo vuoto, lui mi ha risposto che era semplicemente un bicchiere d’acqua e… se l’è bevuto!”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco per me il pensiero positivo è un pensiero semplice, circolare, che rende le cose semplici, che ci illumina e rende migliore la nostra vita e quella di chi ci circonda. Perché per disperarsi e pensare negativo c’è sempre tempo.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Dott.ssa Anna De Antoni</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5799" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-il-pensiero-positivo-S_B-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-il-pensiero-positivo-S_B-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-il-pensiero-positivo-S_B-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-il-pensiero-positivo-S_B-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-il-pensiero-positivo-S_B-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-il-pensiero-positivo-S_B-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-il-pensiero-positivo-S_B-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-il-pensiero-positivo-S_B.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5800" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-il-pensiero-positivo-una-luce-S_B-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-il-pensiero-positivo-una-luce-S_B-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-il-pensiero-positivo-una-luce-S_B-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-il-pensiero-positivo-una-luce-S_B-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-il-pensiero-positivo-una-luce-S_B-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-il-pensiero-positivo-una-luce-S_B-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-il-pensiero-positivo-una-luce-S_B-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-il-pensiero-positivo-una-luce-S_B.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>L’Acqua, elisir di vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jul 2022 15:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute&benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’acqua parla di noi, della nostra storia, e riveste un importante ruolo di regolazione delle funzioni organiche per tutta la vita. Hanno scritto libri interi sull’acqua, tranquilli, in questo articolo cercherò di riassumere solo gli aspetti più interessanti, tralasciando quelli ovvi che tutti conosciamo. L’acqua è vita: basti pensare che alla nascita siamo formati dal [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/lacqua-elisir-di-vita/">L’Acqua, elisir di vita</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">L’acqua parla di noi, della nostra storia, e riveste un importante ruolo di regolazione delle funzioni organiche per tutta la vita. Hanno scritto libri interi sull’acqua, tranquilli, in questo articolo cercherò di riassumere solo gli aspetti più interessanti, tralasciando quelli ovvi che tutti conosciamo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’acqua è vita: basti pensare che alla nascita siamo formati dal 90% di acqua, percentuale che poi durante la vita scenderà al 70%. Oggi si parla tanto di </span><i><span style="font-weight: 400;">medicina anti-aging,</span></i><span style="font-weight: 400;"> di tecniche di ringiovanimento, ma non dimentichiamo che il principale elisir di lunga vita, salute e bellezza è l’acqua: disidratazione, invecchiamento, decadimento cognitivo e senescenza vanno a braccetto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La struttura chimica dell’acqua è fantastica, all’esame di chimica all’università presi 30 e lode, ma non capì il vero senso dell’acqua, ci sono voluti tanti anni di studio e di ricerca e con la Medicina Funzionale finalmente il cerchio si è concluso: la struttura fisica e chimica dell’acqua mi fa pensare ad un mondo in continua evoluzione e cambiamento, l’acqua è formata da 2 atomi di idrogeno ed uno di ossigeno (H20), tenuti insieme da un legame idrogeno, non molto stabile, per questo l’acqua si presenta sia allo stato liquido che gassoso, che solido. Ciò vuol dire che se noi ingenuamente ci immaginiamo la molecola come una goccia di acqua, in realtà non è così, perché quella molecola non è mai uguale a se stessa, proprio perché è un dipolo elettrico, ovvero ha un polo positivo ed uno negativo, e questa è una caratteristica molto importante in natura. Allo stato liquido l’acqua ha una forma tetraedica, come tante reti di pescatore che fluttuano una sull’altra, nelle quali le molecole si legano alternando la struttura esagonale e pentagonale in maniera coordinata con frequenza elevatissima di 10 alla meno 11 al secondo. Tutto questo è a dir poco fantastico, vuol dire che non esiste una molecola di acqua stabile e uguale a se stessa, ma che in ogni molecola gli ioni H+ saltano da una molecola all’altra verso il polo negativo e gli ioni O- saltano verso il polo positivo. Nel nostro corpo l’acqua viaggia più veloce della luce!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma non è finita qui, l’acqua ha una Memoria, cioè è in grado di inglobare (memorizzare) nel suo reticolo cristallino la frequenza di tutto ciò con cui essa viene a contatto. È questa la base sulla quale si fonda l’Omeopatia: la diluizione progressiva e la dinamizzazione energetica fanno sì che l’acqua conservi la memoria terapeutica dell’elemento con il quale è venuta in contatto. Ed ancora, gli studi di Masaru Emoto hanno dimostrato che l’informatizzazione avviene anche dall’ambiente e dalle parole: brevemente, egli prese dell’acqua distillata e la divise in due contenitori, uno lo pose in un ambiente salubre: luce, calore, musica classica. L’altro in un ambiente malsano: buio, umidità, rumore. Quindi prese una goccia del primo e del secondo contenitore e le fece cristallizzare su un vetrino nel frizer. Cosa ne venne fuori? La prima goccia diete vita ad un merletto di ghiaccio perfetto, la seconda ad un merletto che sembrava “mangiucchiato”: era irregolare e mancavano dei pezzi. Successivi esperimenti con la PET (tomografia ad emissione di positroni) riuscirono ad evidenziare un assorbimento diverso della luce, in funzione del livello energetico dell’acqua, evidenziando che anche le emozioni trasmesse all’acqua ne cambiavano la forma e il colore di assorbimento: così l’amore conferiva un miglior assorbimento del rosso e l’odio del nero.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E se vi chiedessi cosa c’entra l’acqua con l’epigenetica? Seguitemi: se pensiamo che l’acqua non è solo quella dei fiumi e dei mari, o della pioggia, ma che è acqua anche quella che è dentro noi, allora comprenderemo come lo studio della fisiologia e dell’epigenetica non possano prescindere da quello dell’acqua: le cellule per funzionare bene hanno bisogno di acqua, e soprattutto di acqua pulita. L’epigenetica ci insegna che il nostro genoma, così come l’acqua, è influenzato dall’ambiente. Tutto questo ha un significato estremamente importante per la nostra ricerca della salute. Per non parlare di quello che succede all’acqua nel nostro corpo durante un processo infiammatorio: si gelifica, passando dalla forma sol a quella di gel, acidificando il tessuto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qual è la migliore acqua da bere? A questa domanda vi rispondo: L’acqua alcalina, Hip Hip Urrà! È la migliore perché ha una maggiore concentrazione di ossigeno!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In commercio esistono gli alcalinizzatori, sono macchinari in grado di filtrare l’acqua corrente dalle impurità e di alcalinizzarla, ionizzandola, ovvero di scindere gli H+ dagli OH-, ed in base alla concentrazione finale di questi ultimi si potrà incrementare il Ph fino ad un valore di 10. Per Ph indichiamo la concentrazione di idrogenioni, però qui la lezione di chimica ve la risparmio perché è molto difficile, basta sapere che più ossigeno è presente nell’acqua, più questa è alcalina, e di conseguenza è in grado di ossigenare meglio i tessuti, inoltre la ionizzazione cambia il campo elettromagnetico dell’acqua. In assenza dell’alcalinizzatore si potranno disciogliere in acqua sostanze alcalinizzanti, formate da miscele di minerali, oppure in modo più semplice aggiungere del limone all’acqua, perché anche se questo ha un sapore acido, nel nostro corpo genera una reazione alcalina. E se vi dicessi che sono stati effettuati studi sull’acqua bevuta dalle popolazioni più longeve? Orbene, si è visto che gli Unza in Pakistan bevevano acqua alcalina ionizzata, idem il popolo dei Tlacota in Messico e gli abitanti di Lourdes in Francia. Oggi negli ospedali Giapponesi l’acqua alcalina viene dispensata come medicina.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Personalmente ho uno ionizzatore alcalino da circa 15 anni: l’acqua è più leggera, è buona, è comodo da usare, ve lo consiglio. Anche perché vi siete mai chiesti cosa succede a quell’acqua fantastica che è stata prelevata alla fonte e poi imbottigliata in bottiglie di plastica, riciclata, che facilmente si sfalda, trasportata in questo periodo nei container al sole a 50 gradi?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ultima domanda: Come bevi? Purtroppo meno beviamo meno abbiamo sete, da questo punto di vista siamo stati progettati come i cammelli! Al contrario del mangiare: più mangiamo e più abbiamo fame: prima bella fregatura! Il nostro organismo ha bisogno di circa 3 litri di acqua al giorno, sì, ho scritto bene, 3 litri. Alzi la mano chi ne beve almeno 2! Ma non è finita qui, bisognerebbe bere lontano dai pasti, almeno mezzo litro alla volta, meglio ancora un litro. Perché? Semplicemente perché in questo modo si fa un bel lavaggio dei reni e della vescica, attivando una sorta di effetto a cascata per i reni e a sifone per la vescica, questo esempio idraulico rende perfettamente l’idea. Bere un bicchiere alla volta ci farà fare pipì di continuo e non permetterà la pulizia di reni e&nbsp; vescica, altresì bere durante i pasti diluirà il contenuto alimentare, rendendo più difficile la digestione, sia perché i succhi gastrici, biliari e pancreatici non riusciranno ad aggredire perfettamente il cibo, sia perché il centro della fame, situato nel cervello, abbasserà la soglia della fame, in parole povere il cervello assocerà il senso di sazietà ad un maggior senso di riempimento dello stomaco, seconda fregatura!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Concludo facendo un brindisi all’acqua, quale fonte di vita. Ed è per questo che ognuno di noi deve fare, nel suo piccolo, del proprio meglio per preservare questo bene così prezioso ed indispensabile per la vita nostra e di tutto il pianeta.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Dott.ssa Anna De Antoni</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5605" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-acqua-elisir-di-vita-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-acqua-elisir-di-vita-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-acqua-elisir-di-vita-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-acqua-elisir-di-vita-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-acqua-elisir-di-vita-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-acqua-elisir-di-vita-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-acqua-elisir-di-vita-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-acqua-elisir-di-vita.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5607" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-acqua-elisir-di-vita-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-acqua-elisir-di-vita-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-acqua-elisir-di-vita-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-acqua-elisir-di-vita-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-acqua-elisir-di-vita-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-acqua-elisir-di-vita-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-acqua-elisir-di-vita-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-acqua-elisir-di-vita.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La salute è un bene prezioso. Prendiamoci cura di noi stessi.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jul 2022 15:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute&benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Anna De Antoni]]></category>
		<category><![CDATA[Gentleman Vs Beastman]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un mondo in bocca, parliamo delle amalgame dentarie Nella mia pratica di Medico Funzionalista sempre più spesso mi capita di vedere pazienti con un quadro sistemico di intossicazione da metalli pesanti. Purtroppo la sintomatologia è alquanto aspecifica e vaga, spesso “da specialista che vai diagnosi che trovi!”, senza però trovare una terapia che veramente risolva [&#8230;]</p>
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<p><b><i>Un mondo in bocca, parliamo delle amalgame dentarie</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella mia pratica di Medico Funzionalista sempre più spesso mi capita di vedere pazienti con un quadro sistemico di intossicazione da metalli pesanti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Purtroppo la sintomatologia è alquanto aspecifica e vaga, spesso “da specialista che vai diagnosi che trovi!”, senza però trovare una terapia che veramente risolva il problema.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se a visita un paziente mi riferisce di avere tanti problemi di salute e tanti sintomi, apparentemente sconnessi fa loro, la mia prima, e spesso unica, domanda è: “In bocca ha le amalgame dentarie?” Al 99% mi risponde di sì, oppure che le ha tolte, pur non risolvendo i problemi perche l’intossicazione rimane.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per tale motivo In questo articolo voglio parlarvi delle amalgame dentarie, le cosiddette otturazioni nere, e di quale strada percorrere insieme per guarire dalla intossicazione da loro determinata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le amalgame, come dice il termine stesso, sono formate da un insieme di metalli pesanti, fra i quali purtroppo vi è anche il mercurio, fortemente tossico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per fortuna dal 2018 sono vietate ai bambini e alle donne in gravidanza. Ma, haimè, di danni ne hanno fatti!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inizialmente si pensava che il mercurio contenuto in esse non potesse andare in circolo, invece nel tempo si è visto che con la masticazione, con la salivazione, con i cibi caldi, il metallo si libera in micro particelle che vengono sia assorbite sia dalla mucosa orale che lungo l’apparato digerente, per poi creare problemi anche a distanza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ci vogliono anni prima che gli effetti da intossicazione si rendano evidenti, e sono tutti riconducibili ad una acidificazione dei tessuti ed organi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vediamo insieme quali sono i principali sintomi dell’intossicazione da amalgama.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra i sintomi generici troviamo: fatica cronica, dolori persistenti, cefalea o emicrania, gonfiore addominale, aumento dell’appetito, insonnia, irritabilità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’intossicazione grave da mercurio può intaccare diverse parti del nostro organismo, e qui inizia un elenco lunghissimo che mi fa ricordare il mio libro di medicina interna:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Sistema respiratorio: asma, bronchite, tosse persistente.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Cervello e psiche: vuoti di memoria, mancanza di concentrazione, incapacità di concentrarsi, ansia, irritabilità, attacchi di panico, sbalzi d’umore.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Apparato riproduttivo: mancanza di libido, infertilità, problemi mestruali, impotenza.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Apparato urinario: insufficienza renale, disturbi alla vescica.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Sistema muscolo-scheletrico: dolori, affaticamento, gonfiori, crampi, debolezza.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Cuore: palpitazioni, angina, dolori, pressione alta o bassa.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Sistema endocrino: problemi alla tiroide, problemi nella secrezione dell’adrenalina.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Bocca: gengive sanguinanti, ulcere, sapore metallico, perdita del senso del gusto, bocca urente, alito cattivo.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Apparato uditivo: acufeni, dolori, difficoltà ad udire i suoni.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Pelle, capelli e unghie: pelle secca, gonfiore o rossore al viso, prurito, dermatite, capelli secchi e opachi.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Naso: sinusite cronica, senso dell’olfatto ridotto.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Vista: sensibilità alla luce, difficoltà di messa a fuoco, occhi gonfi, ridotta visione notturna e dei colori.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Apparato digerente: sviluppo di intolleranze, problemi addominali, sindrome del colon irritabile, bruciori, nausea, gastroenterite.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Sistema immunitario: infezioni frequenti, insorgenza di malattie autoimmuni e cancro.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra le malattie che sono connesse alla tossicità del mercurio vi sono:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Fibromialgia</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Artrite reumatoide</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Sclerosi multipla</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Malattia di Parkinson</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Alzheimer</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Morbo di Crohn</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Disturbo ADHD e Autismo</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">La severità dei sintomi comunque dipende da diversi fattori: in primis il numero di otturazioni, quindi da quanto tempo le si hanno, la comorbidità con altre patologie, lo stile di vita (alimentazione, fumo, alcool, etc).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La domanda nasce spontanea: “Aiuto! Cosa si può fare?”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La mia risposta nasce da anni di studio e di pratica e per necessità ve la riassumo in poche righe: prendetela come un regalo: quello che vi scrivo è un percorso di salute, per molti versi uguale per tutti, ma per molti altri sarà un percorso personalizzato, che andrà modulato nel tempo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In primis bisogna alcalinizzarsi e disintossicarsi, assumendo un basificante e della zeolite, insieme, la sera prima di andare a dormire. Solo dopo almeno un mese di terapia si può procedere alla rimozione di una amalgama alla volta, distanziate di almeno un mese una dall’altra; il dentista dovrà utilizzare quella che si chiama “diga”: ovvero uno strumento in grado di aspirare i vapori che si generano durante la rimozione della amalgama. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non fate come una mia paziente che per accelerare i tempi si fece togliere tre vecchie amalgame tutte insieme: ebbe cefalea, diarrea e malessere generale: tutti segni e sintomi di intossicazione da metalli pesanti, perché inevitabilmente durante la rimozione delle amalgame un po’ di metalli si ingoiano e si respirano, per questo va iniziata e continuata la disintossicazione durante tutto il periodo necessario.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Poi bisognerà valutare il livello ed il tipo di disbiosi, quasi sempre presente, perché spesso i metalli “ingoiati” predispongono ad una abnorme crescita batterica nell’intestino, quindi procedere alla disintossicazione intestinale con pre e probiotici e con integratori specifici per il tipo di disbiosi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo un paio di settimane di dieta disintossicante bisogna effettuare il test per le intolleranze alimentari e procedere con una alimentazione alcalinizzante.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non da ultimo consiglio sempre di effettuare un ciclo di Neuralterapia, … ma di questo vi parlerò la prossima volta!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In gravidanza o durante l’allattamento, oppure in situazione di grande tossicità come durante la chemio o radioterapia o in gravi patologie sistemiche è meglio aspettare a rimuovere le amalgame, per non aumentare la tossicità, ed effettuare comunque tutta la disintossicazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Spero che questo articolo, sintesi di anni di studi, vi possa essere utile, perché la salute è un bene prezioso, da proteggere e da recuperare.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Dott.ssa Anna De Antoni</span></p>
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		<title>L’insostituibile necessità del ritmo lento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jun 2022 15:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Anna De Antoni]]></category>
		<category><![CDATA[Borghi o Città]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I momenti di crisi sono spesso una grande opportunità per il cambiamento, per centrarsi meglio nel qui e ora. Ognuno di noi ha visto cambiare qualcosa, in meglio o in peggio, nella propria vita. L’importante è andare avanti, in questo percorso che si chiama “vita”. Non so se sia meglio vivere in una grande città [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">I momenti di crisi sono spesso una grande opportunità per il cambiamento, per centrarsi meglio nel </span><i><span style="font-weight: 400;">qui e ora</span></i><span style="font-weight: 400;">. Ognuno di noi ha visto cambiare qualcosa, in meglio o in peggio, nella propria vita. L’importante è andare avanti, in questo percorso che si chiama “</span><i><span style="font-weight: 400;">vita</span></i><span style="font-weight: 400;">”. </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Non so se sia meglio vivere in una grande città o in un borgo, ma sicuramente la pandemia da Covid 19 che stiamo vivendo ci ha fatto riscoprire dei ritmi diversi, meno frenetici, e ha portato molti di noi a tornare a vivere in campagna, nei borghi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Per quanto mi riguarda la parola “Borgo” in me ha aperto una breccia nel cuore: io ci ho abitato in un borgo, e lì ho scritto queste pagine, tratte dal mio libro “Un altro giorno ancora… con te” Ed. Mondo Nuovo. </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">“La casa al colle: … L’ultimo anno lo abbiamo vissuto al Colle, per il tuo desiderio di vivere nel borgo, per riscoprire i ritmi lenti, per sederti fuori al balcone a guardare l’alba, per cenare da Ninì e fare due passi sul belvedere, prima di andare a dormire, per vivere in una casa da te voluta. </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">In quella casa ci siamo vissuti tutte le stagioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">I colori e il dramma dell’Autunno, le foglie secche sotto i nostri passi tristi, la paura del futuro, la percezione della fragilità dell’essere umano, il viversi ogni giorno come un dono impagabile, il tuo dormirmi addosso tutta la notte, e lo svegliarti dolcemente al mattino con un bacio: Amore, la colazione è pronta!</span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Il freddo dell’Inverno, il freddo di quelle notti sotto il piumone, di tutta quella neve sui gelsomini, di quel silenzio ovattato. Il rosso del Natale, delle tue rose, del mio vestito rosso da sposa, del buon vino, del camino sempre acceso a casa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Il tempo passato a parlare, ad ascoltarci, le minestre calde mangiate davanti al fuoco scoppiettante, le candele accese fino a notte tarda. La ricerca del buono a tavola, la ritualità nel cucinare ed il tuo disordine ai fornelli.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quell’ albero di Natale tolto che era quasi Pasqua, come per timore che non ci fosse un altro Natale. </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">La primavera con i suoi profumi, le passeggiate in campagna tra il verde dei prati ed il giallo dei fiori, le camminate in montagna, i bagni caldi, i libri letti abbracciati sotto il portico. </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">L’Estate con quel caldo immobile, quasi paralizzante, le domeniche in spiaggia, le gite fuori porta, i gatti che vennero a vivere con noi, i tuoi silenzi così carichi di significati, il tuo lasciare l’agenda, i tuoi occhi nei miei per sempre … Siamo stati una famiglia”.</span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Ecco, per me la parola “Borgo” ha significato tutto questo. Ed oggi scrivo che forse in un appartamento in città le emozioni, i profumi, e soprattutto i ricordi non sarebbero stati gli stessi.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Anna De Antoni</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4840" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/1-borghi-o-città-quando-un-luogo-dona-ricordi-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/1-borghi-o-città-quando-un-luogo-dona-ricordi-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/1-borghi-o-città-quando-un-luogo-dona-ricordi-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/1-borghi-o-città-quando-un-luogo-dona-ricordi-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/1-borghi-o-città-quando-un-luogo-dona-ricordi-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/1-borghi-o-città-quando-un-luogo-dona-ricordi-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/1-borghi-o-città-quando-un-luogo-dona-ricordi-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/1-borghi-o-città-quando-un-luogo-dona-ricordi.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4841" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-2-borghi-o-città-quando-un-luogo-dona-ricordi-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-2-borghi-o-città-quando-un-luogo-dona-ricordi-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-2-borghi-o-città-quando-un-luogo-dona-ricordi-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-2-borghi-o-città-quando-un-luogo-dona-ricordi-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-2-borghi-o-città-quando-un-luogo-dona-ricordi-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-2-borghi-o-città-quando-un-luogo-dona-ricordi-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-2-borghi-o-città-quando-un-luogo-dona-ricordi-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-2-borghi-o-città-quando-un-luogo-dona-ricordi.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>L&#8217;apparato digerente: un mondo dentro di noi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2022 15:50:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute&benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Anna De Antoni]]></category>
		<category><![CDATA[Mondimood]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non si finisce mai di studiare, infatti sono ancora qui a leggere articoli su argomenti studiati e ristudiati. Qualcosa nel tempo però è cambiato: se prima lo studio era volto a comprendere quanto il tutto fosse complicato, ora è un percorso al contrario, ovvero verso la semplificazione. La mia sfida è quella di rendere semplice [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-4277-1" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/la-cult-5_L_apparato-digerente.mp3?_=1" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/la-cult-5_L_apparato-digerente.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/la-cult-5_L_apparato-digerente.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Non si finisce mai di studiare, infatti sono ancora qui a leggere articoli su argomenti studiati e ristudiati. Qualcosa nel tempo però è cambiato: se prima lo studio era volto a comprendere quanto il tutto fosse complicato, ora è un percorso al contrario, ovvero verso la semplificazione. La mia sfida è quella di rendere semplice e comprensibile ciò che in fondo dovrebbe essere noto ad ognuno di noi, per il semplice fatto che è dentro di noi! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nello stile di Piero Angela, faremo un viaggio nel nostro apparato digerente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un po’ tutti sappiamo a grandi linee cosa fa l’apparato digerente, ma non tutti sanno che: “la sua superficie si aggira intorno ai 250-400 m</span><span style="font-weight: 400;">2</span><span style="font-weight: 400;">, quanto un campo di calcio e che durante la vita vi transitino circa 60 tonnellate di cibo. Tutto questo è reso possibile dalla presenza dei villi che ne aumentano la superficie”. La prima volta che lessi questa notizia pensai che l’autore avesse sbagliato a scrivere! Ed invece aveva scritto giusto!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questo campo di calcio noi ci giochiamo la salute! Qui” l’infiammazione è fisiologica”, vuol dire che è come se si giocasse sempre a pallone: i palloni ce li mettiamo noi, buttando giù cibo, e i giocatori sono i nostri microbi presenti nel lume intestinale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Siamo in Eubiosi quando c’è equilibrio, ma se questo viene alterato allora si parlerà di Disbiosi, condizione nella quale sono presenti microrganismi intestinali abnormi per specie e numero.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Disbiosi, che sia putrefattiva o fermentativa, oggi è sempre più frequente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La flora batterica intestinale è composta per il 95% di batteri anaerobi e per il restante 5 % da batteri aerobi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I batteri anaerobi sono quelli buoni, e tra questi ritroviamo l’escherichia, i bifidi e i lattobacilli.  La cattiva alimentazione attuale, con eccesso di carne e di zucchero, la cattiva masticazione correlata a pasti ingeriti con troppa fretta, l’abuso di farmaci, sono responsabili di materiali intestinali mal digeriti, che danno origine ad una fermentazione putrefattiva o fermentativa, a seconda che entrino in gioco la mal digestione delle proteine o degli zuccheri.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Alla base ritroviamo questa triade: Alimentazione squilibrata, Mancanza di esercizio fisico, Stress.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In caso di disbiosi la mucosa gastro-intestinale diventa eccessivamente permeabile, permettendo l’assorbimento di proteine inadeguatamente frammentate e di riassorbire tossine dai contenuti intestinali. La disbiosi, oltre ad essere un problema di per sé, rappresenta un fattore predisponente a malattie secondarie. In altre parole, la disbiosi può produrre una malattia secondaria. Se si tiene presente che la mucosa gastro-intestinale ha una vasta superficie e di conseguenza una grande capacità di assorbimento di tossine, come necessariamente accade nella disbiosi, non è una cosa sorprendente il fatto che le conseguenze della disbiosi siano molteplici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E allora quali sono le cause della disbiosi? Tutte! antibiotici, corticosteroidi, estroprogestinici, lassativi. Alimentazione scorretta, infezioni intestinali e parassitosi, disfunzioni del fegato e del pancreas, radioterapia e chemioterapia. Cause inquinanti: coloranti alimentari, conservanti, pesticidi, ormoni steroidei alimentari. Repentini cambiamenti della dieta. Stress.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E se vi dicessi che i nostri batteri buoni producono le vitamine? Ci credereste? Oggi pensiamo che le vitamine sono quelle del banco della farmacia, ma in realtà se il nostro apparato digerente funziona bene e se attuiamo un corretto stile di vita, i nostri batteri buoni lavorano per noi e producono le vitamine del gruppo B, l’acido folico, la vitamina k, la biotina e tante altre ancora.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sicuramente vi starete chiedendo: e cosa causa nel nostro organismo la disbiosi? Qui inizia un elenco lunghissimo: diarrea o stitichezza, acne, eczemi, allergie, anemia, reumatismi, ipovitaminosi, esaurimento nervoso, cefalea, irritabilità e stanchezza eccessiva, depressione, infezioni da funghi, in particolare Candida, predisposizione a infezioni ricorrenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’argomento è lunghissimo, per ora mi fermo qui, ma presto tornerò a scrivervi di questo argomento. A presto!</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Dott.ssa Anna De Antoni</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4601" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-apparato-digerente-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-apparato-digerente-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-apparato-digerente-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-apparato-digerente-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-apparato-digerente-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-apparato-digerente-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-apparato-digerente-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-apparato-digerente.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Il cibo e la longevità: bene primario o di lusso?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 May 2022 17:50:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute&benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Anna De Antoni]]></category>
		<category><![CDATA[FoodBall]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vorremmo tutti vivere bene e a lungo, ma qual è il segreto della longevità? Il segreto è che il 75% dipende da noi: nutrizione, stile di vita e resilienza psico fisica allo stress. In parole scientifiche qui ci leggo: epigenetica. Il rimanente 25% dipende dal patrimonio cromosomico ereditato dai nostri genitori. Quindi sta a noi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-3727-2" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/salute-13_Il-cibo-e-la-longevità.mp3?_=2" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/salute-13_Il-cibo-e-la-longevità.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/salute-13_Il-cibo-e-la-longevità.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Vorremmo tutti vivere bene e a lungo, ma qual è il segreto della longevità?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il segreto è che il 75% dipende da noi: nutrizione, stile di vita e resilienza psico fisica allo stress. In parole scientifiche qui ci leggo: epigenetica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il rimanente 25% dipende dal patrimonio cromosomico ereditato dai nostri genitori.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindi sta a noi scegliere di vivere bene, a lungo e in salute: non ci sono più scuse. Certo ci sono sempre le eccezioni, però generalmente un corretto stile di vita aiuta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’invecchiamento è un processo fisiologico, l’importante è invecchiare in salute!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Purtroppo patologie oncologiche, autoimmuni, degenerative, per non parlare delle malattie cardiovascolari, del diabete e della obesità, nell’ultimo decennio hanno visto un aumento esponenziale anche fra i più giovani. Tutto questo, sembra un paradosso, ma è coinciso con l’aumento del benessere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ai primi posti, quale causa di invecchiamento, ritroviamo l’“Inflammaging”: ovvero l’infiammazione cronica di basso gradi (è quell’amico subdolo che si finge tale, ma che sotto sotto ci toglie energia e salute!). L’infiammazione cronica comporta: produzione di radicali liberi, ovvero stress ossidativo con riduzione della ossigenazione cellulare, formazione di AGE, glicazione (ovvero quando le proteine vengono ricoperte dallo zucchero), alterazioni cromosomiche, degenerazione dei mitocondri, con conseguente riduzione di ossigeno ed energia per le cellule. Insomma, l’inflammaging è un vero casino, senza che noi ce ne accorgiamo ci toglie energia e ossigeno, ci fa sentire stanchi, gonfi e, paradossalmente, ci crea l’alibi per mangiare sempre peggio e fare meno sport; nel giro di poco tempo ci ritroviamo sul divano, con la panzetta e con vari snack.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’equilibrio del Sistema Neuro-psico-endrocrino-immunitario (PNEI) è alla base dell’equilibrio fra sistema nervoso, immunitario, endocrino e psichico. È un cerchio magico e la salute sta al centro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi ci è dato di sapere come mangiare sano e come rimanere in salute.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A volte i miei pazienti mi dicono che mangiare sano comporterebbe una spesa maggiore, che il biologico non è per tutti, che spesso il cibo spazzatura rappresenta una scelta facile ed economica per saziarsi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Be’, non è così, nella economia domestica si può facilmente cambiare il modo di fare la spesa e di cucinare, si può scegliere di fare la spesa a km zero, senza per forza comprare biologico, si possono eliminare merendine, succhi, bibite gassate, snack, caramelle, si può decidere di tornare a cucinare. Si può fare la dieta del mini digiuno, riducendo le calorie. Si può fare tanto, mantenendo lo stesso importo della spesa, se non addirittura risparmiando. Una fetta di pane e olio, o di pane e pomodoro è più sana e costa di meno di una pizzetta. Un bicchiere di acqua con il limone, la liquirizia, il cioccolato in polvere, etc, costa molto di meno di una bibita. Una frutta di stagione è meno costosa e più sana di una frutta di serra. La riduzione dello zucchero a favore del miele non comporta una grande differenza economica; idem la scelta di un pane integrale versus un pane industriale; la riduzione del sale comporta comprare meno sale e migliorare la percezione del sapore del cibo. Fare il pane, la pizza e i biscotti in casa comporta una riduzione notevole della spesa: in questo modo si possono scegliere ingredienti sani, risparmiando e guadagnandoci in salute. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il cibo è un bene primario, ma il cibo sano è un lusso che molti non vogliono concedersi, almeno se parliamo di un paese industrializzato come il nostro. Diversa è la situazione in altri Paesi del mondo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In conclusione, credo che ognuno di noi ha il dovere morale di preservare la propria salute, di trasmettere questo valore ai giovani, con l’esempio e la conoscenza, ed ognuno, nel proprio piccolo può e deve fare qualcosa, in merito alle proprie conoscenze e possibilità. Magari rinunciando a qualcos’altro, perché un buon cibo determina una buona salute, ed è il miglior vestito che noi possiamo indossare, in tutti i sensi.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Dott.ssa Anna De Antoni</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-3975" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-cibo-e-longevità-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-cibo-e-longevità-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-cibo-e-longevità-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-cibo-e-longevità-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-cibo-e-longevità-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-cibo-e-longevità-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-cibo-e-longevità-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-cibo-e-longevità.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>L’immenso valore del viaggio interiore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Apr 2022 16:50:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute&benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Anna De Antoni]]></category>
		<category><![CDATA[Il Viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Letture sotto l'ombrellone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando l’editore di “La Città Magazine” mi ha proposto di parlare del “Viaggio” mi sono emozionata nel pensare a questo titolo e a quello che per me significa. E ora, con commozione ed orgoglio, voglio condividere con voi alcune pagine che, in realtà, ho già scritto e racchiuse in un libro, in ricordo di Nicola, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-3559-3" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/salut-4_Il-miglior-viaggio.mp3?_=3" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/salut-4_Il-miglior-viaggio.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/salut-4_Il-miglior-viaggio.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando l’editore di “La Città Magazine” mi ha proposto di parlare del “Viaggio” mi sono emozionata nel pensare a questo titolo e a quello che per me significa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E ora, con commozione ed orgoglio, voglio condividere con voi alcune pagine che, in realtà, ho già scritto e racchiuse in un libro, in ricordo di Nicola, mio marito, che ora non c’è più. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel libro ripercorro il senso della vita, che poi è un senso universale, che va bene per tutti: “Voglio le cose che mi assomigliano davvero, limpidezza e trasparenza senza più maschere. È questo il viaggio: fin quando non avrai, sì, non avrai imparato ad amarti”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Il viaggio non è nell’arrivo, ma nel viaggio stesso. Ed il miglior viaggio è dentro di noi”: questo è quello che ho scritto dietro la copertina del libro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ed ancora: “Caro Nicola, che cosa mi ha insegnato questo pezzo di vita vissuto con te? Mi ha insegnato che non c’è nulla da capire, nulla di razionale. È il desiderio che muove tutto, come in amore. È il desiderio che unisce le persone, non le affinità, non le opportunità, non la simpatia. È l’anima che sceglie, lo fa per il proprio percorso di evoluzione. Alla base ci deve essere l’indipendenza, questo mi hai sempre ripetuto: è la condizione </span><i><span style="font-weight: 400;">sine qua non</span></i><span style="font-weight: 400;"> per superare i bisogni che altrimenti si proiettano sugli altri. Guai a considerare il rapporto statico e sempre uguale a se stesso. Il rapporto buono è quello sempre proteso alla ricerca delle certezze, ma guai a trovarle! Con te era come stare sempre su un palcoscenico, quello vero della vita. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dicevi che un grande uomo deve vivere la vita senza mai prendersi sul serio, come se stesse recitando su un palcoscenico, ed invece l’attore che recita a teatro deve convincersi talmente tanto che il suo personaggio sia vero e prendersi sul serio per riuscire nella recita. Con te non si finiva mai di stupirsi, di emozionarsi, di inventarsi la vita. Per te la vita era nel qui e ora, nel presente. Dicevi che non bisogna rimuginare sugli errori del passato, bisogna andare avanti, qualsiasi cosa sia accaduta serve per aprire una nuova porta verso il futuro. Illusioni e delusioni vanno a braccetto: proviamo delusione solo se ci siamo illusi, ma, se siamo realisti e guardiamo la vita per quello che è, tutto questo non succede.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non ti ho mai sentito lamentarti per una giornata di pioggia o di caldo asfissiante, del resto ti ho visto tante volte camminare noncurante sotto la pioggia con il tuo cappellino di lana, o sotto il sole di agosto senza sudare. Non ti ho mai visto lamentarti per un dolore o vantarti per un successo. Non ti ho mai sentito fare discorsi banali; ma sempre volti alla crescita personale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ti ho visto essere un riferimento, un maestro di vita per molti, infondere incoraggiamenti e spunti di riflessione e di autoanalisi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ti ho visto spesso in silenzio, in un silenzio sacro che, se presente fra noi, non era un vuoto, ma qualcosa che ci univa ancora di più.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ti ho visto vivere tutti i sentimenti, in una manifestazione mai banale, perché eri vero fino in fondo. Hai sempre detto che i momenti di crisi sono una benedizione, perché è nelle difficoltà che cresciamo e viene fuori il meglio ed il peggio di noi, entrambi necessari per il nostro percorso di evoluzione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Siamo gli scultori di noi stessi, ci dobbiamo spogliare dei valori comuni, delle proiezioni, di quello che gli altri, nel bene e nel male pensano di noi. Mi dicevi che il viaggio non era nell’arrivo ma nel viaggio stesso, e ancor di più, che il miglior viaggio è dentro di noi. Grazie Nicola.”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ed oggi nel mio viaggio tre sono le cose per me essenziali: il tempo, lo spazio e l’amore, in ogni sua forma. Tutto il resto è relativo!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Spero che queste riflessioni possano essere uno spunto per ognuno a fare della propria vita un opera d’arte e del proprio viaggio una grande bellezza.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tratto dal libro “Un altro giorno ancora… con te” pag 53, 141-142. Ed Mondo Nuovo. Anna De Antoni</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Dott.ssa Anna De Antoni</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-3627" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-salute-e-benessere-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-salute-e-benessere-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-salute-e-benessere-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-salute-e-benessere-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-salute-e-benessere-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-salute-e-benessere-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-salute-e-benessere-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-salute-e-benessere.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/limmenso-valore-del-viaggio-interiore/">L’immenso valore del viaggio interiore</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
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