L’apparato digerente: un mondo dentro di noi

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Non si finisce mai di studiare, infatti sono ancora qui a leggere articoli su argomenti studiati e ristudiati. Qualcosa nel tempo però è cambiato: se prima lo studio era volto a comprendere quanto il tutto fosse complicato, ora è un percorso al contrario, ovvero verso la semplificazione. La mia sfida è quella di rendere semplice e comprensibile ciò che in fondo dovrebbe essere noto ad ognuno di noi, per il semplice fatto che è dentro di noi! 

Nello stile di Piero Angela, faremo un viaggio nel nostro apparato digerente.

Un po’ tutti sappiamo a grandi linee cosa fa l’apparato digerente, ma non tutti sanno che: “la sua superficie si aggira intorno ai 250-400 m2, quanto un campo di calcio e che durante la vita vi transitino circa 60 tonnellate di cibo. Tutto questo è reso possibile dalla presenza dei villi che ne aumentano la superficie”. La prima volta che lessi questa notizia pensai che l’autore avesse sbagliato a scrivere! Ed invece aveva scritto giusto!

In questo campo di calcio noi ci giochiamo la salute! Qui” l’infiammazione è fisiologica”, vuol dire che è come se si giocasse sempre a pallone: i palloni ce li mettiamo noi, buttando giù cibo, e i giocatori sono i nostri microbi presenti nel lume intestinale.

Siamo in Eubiosi quando c’è equilibrio, ma se questo viene alterato allora si parlerà di Disbiosi, condizione nella quale sono presenti microrganismi intestinali abnormi per specie e numero.

La Disbiosi, che sia putrefattiva o fermentativa, oggi è sempre più frequente.

La flora batterica intestinale è composta per il 95% di batteri anaerobi e per il restante 5 % da batteri aerobi.

I batteri anaerobi sono quelli buoni, e tra questi ritroviamo l’escherichia, i bifidi e i lattobacilli.  La cattiva alimentazione attuale, con eccesso di carne e di zucchero, la cattiva masticazione correlata a pasti ingeriti con troppa fretta, l’abuso di farmaci, sono responsabili di materiali intestinali mal digeriti, che danno origine ad una fermentazione putrefattiva o fermentativa, a seconda che entrino in gioco la mal digestione delle proteine o degli zuccheri.

Alla base ritroviamo questa triade: Alimentazione squilibrata, Mancanza di esercizio fisico, Stress.

In caso di disbiosi la mucosa gastro-intestinale diventa eccessivamente permeabile, permettendo l’assorbimento di proteine inadeguatamente frammentate e di riassorbire tossine dai contenuti intestinali. La disbiosi, oltre ad essere un problema di per sé, rappresenta un fattore predisponente a malattie secondarie. In altre parole, la disbiosi può produrre una malattia secondaria. Se si tiene presente che la mucosa gastro-intestinale ha una vasta superficie e di conseguenza una grande capacità di assorbimento di tossine, come necessariamente accade nella disbiosi, non è una cosa sorprendente il fatto che le conseguenze della disbiosi siano molteplici.

E allora quali sono le cause della disbiosi? Tutte! antibiotici, corticosteroidi, estroprogestinici, lassativi. Alimentazione scorretta, infezioni intestinali e parassitosi, disfunzioni del fegato e del pancreas, radioterapia e chemioterapia. Cause inquinanti: coloranti alimentari, conservanti, pesticidi, ormoni steroidei alimentari. Repentini cambiamenti della dieta. Stress.

E se vi dicessi che i nostri batteri buoni producono le vitamine? Ci credereste? Oggi pensiamo che le vitamine sono quelle del banco della farmacia, ma in realtà se il nostro apparato digerente funziona bene e se attuiamo un corretto stile di vita, i nostri batteri buoni lavorano per noi e producono le vitamine del gruppo B, l’acido folico, la vitamina k, la biotina e tante altre ancora.

Sicuramente vi starete chiedendo: e cosa causa nel nostro organismo la disbiosi? Qui inizia un elenco lunghissimo: diarrea o stitichezza, acne, eczemi, allergie, anemia, reumatismi, ipovitaminosi, esaurimento nervoso, cefalea, irritabilità e stanchezza eccessiva, depressione, infezioni da funghi, in particolare Candida, predisposizione a infezioni ricorrenti.

L’argomento è lunghissimo, per ora mi fermo qui, ma presto tornerò a scrivervi di questo argomento. A presto!

Dott.ssa Anna De Antoni

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