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	<title>Vota Italia Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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		<title>Obiettivo sviluppo, destinazione cultura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2022 15:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<category><![CDATA[Vota Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Vota Italia: quali, secondo voi, le priorità, quali le esigenze ed i progetti di cui il nostro Paese ha bisogno per crescere ed essere ancora competitivo ed attrattivo?” Domanda non semplice, ma come Piero Angela ci ha lasciato come testamento, il Paese Italia è una realtà difficile e complessa, ma ognuno è chiamato a fare [&#8230;]</p>
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<p>“Vota Italia: quali, secondo voi, le priorità, quali le esigenze ed i progetti di cui il<br />
nostro Paese ha bisogno per crescere ed essere ancora competitivo ed attrattivo?”</p>
<p>Domanda non semplice, ma come Piero Angela ci ha lasciato come testamento, il Paese Italia è una realtà difficile e complessa, ma ognuno è chiamato a fare la sua parte. Mi ricorda Kennedy quando disse: “non chiedetevi cosa l’America possa fare per voi ma piuttosto cosa voi potete fare per sostenere l’America”.<br />
Il nostro Paese, giova ricordarlo, rappresenta il territorio che custodisce il maggior patrimonio artistico e architettonico esistente nel mondo, al punto che in Italia ci sono giacimenti culturali sopra ricordati, che costituiscono i tre quarti delle opere presenti in tutto il pianeta.<br />
La priorità delle priorità allora è quella di investire e promuovere l’ambito della cultura e rendere noto ai dieci miliardi di abitanti della Terra che possono avere una percezione della civiltà e di come essa si è evoluta nei secoli e nei millenni, passando per l’Italia.<br />
Quanto è stato fatto in questa direzione? Molto, molto poco. Immaginarsi che un sicuro rappresentante del prossimo Parlamento, candidato con Fratelli d’Italia, Giulio Tremonti, ebbe a sostenere in modo lapidario già anni fa, che “con la cultura non si mangia”. Quindi l’attrattività di questo Paese deve necessariamente passare per le mani di persone profondamente competenti e conoscitrici di quanto l’Italia può e deve svolgere per la elevazione degli abitanti della Terra, ma in spirito di servizio.<br />
Per fare questo, è necessario che il Paese investa in generazioni giovani entusiaste dello studio e di quegli ambiti capaci di rendere sempre più percepibile questo vastissimo patrimonio culturale.<br />
Quindi le scuole e le università devono aprirsi per accogliere giovani che abbiano una padronanza culturale che spazi dalla letteratura alla musica, dalla storia dell’arte alle competenze linguistiche con particolare riferimento alla conoscenza del cinese, come dell’arabo, come del russo, come del turco, senza per questo trascurare, ovviamente, lo spagnolo, l’inglese ed il francese.<br />
Purtroppo su questo versante non solo si è fatto poco, ma l’attuale preparazione dello studente medio italiano è disastrosa. E’ incredibile l’assoluta ignoranza che domina nei quindicenni, solo per fare un esempio, che è dimostrabile nel non saper neppure in quale continente si trova un determinato Paese, né quali sono le province della Lombardia o se Viterbo sia nel Lazio o in Toscana. Non dobbiamo andare molto lontani in quanto ad ignoranza, avendo saputo che il Presidente della Lazio, Lotito, candidato per essere eletto nel prossimo Parlamento, è arrivato a compiacersi di avere come collegio elettorale il Molise in quanto il padre era abruzzese essendo di Amatrice.<br />
Quindi, concludendo e rimanendo al tema di cosa il nostro Paese debba fare per essere competitivo ed attrattivo, va sicuramente posta al primo posto la tutela e la valorizzazione dell’immenso patrimonio artistico, architettonico, musicale e paesaggistico che custodisce (dalle pinacoteche, ai musei agli auditorium ai borghi) , la salvaguardia della cultura del cibo con particolare riguardo alla dieta mediterranea e lotta senza sosta alle contraffazioni ed alle imitazioni e un sistema di istruzione degno di questo nome, con docenti appassionati per il ruolo che esercitano ed una promozione delle intelligenze che devono interagire fra loro, in senso cooperativo.</p>
<p style="text-align: right;">Ernesto Albanello</p>
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		<title>Quando il nazionalismo può essere rivoluzionario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2022 15:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Virginia Chiavaroli]]></category>
		<category><![CDATA[Vota Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È solo la forza degli uomini a rendere grande un paese Spread, terrorismo, austerity, flussi migratori, emergenze pandemiche, guerre, choc energetico, crisi ambientale e rottura del tessuto sociale e produttivo. Cosa resta del Bel Paese? Cosa, di quel fascino naturale che da sempre attrae i popoli e le culture del mondo?  Frutto di contaminazione, la [&#8230;]</p>
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<p><b><i>È solo la forza degli uomini a rendere grande un paese</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Spread, terrorismo, austerity, flussi migratori, emergenze pandemiche, guerre, choc energetico, crisi ambientale e rottura del tessuto sociale e produttivo. Cosa resta del Bel Paese? Cosa, di quel fascino naturale che da sempre attrae i popoli e le culture del mondo? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Frutto di contaminazione, la storia d’Italia è tra le più variegate. Stratificati lungo i secoli, attraverso voci e mani, si tramandano i saperi di uomini laboriosi, di grande passione e di spiccata vocazione artistica. Nel nostro corpo corre il sangue di Dante, Petrarca, Boccaccio, Leonardo, Michelangelo, Caravaggio, Galilei. Leopardi, Manzoni, Paganini, Verdi, Rossini, a nominarne solo alcuni. Quanto, di tutto questo scempio, avrebbero da ridire. Riuscirebbero a riconoscere ancora la propria Nazione?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco, dunque, cosa spinge un paese: la volontà di tutti gli uomini che contribuiscono a renderlo terra di valori. Ma se la storia delle nazioni è scritta dai popoli che le percorrono, ciò che serve per risollevare le sorti dell’Italia, per rispondere alla domanda di questo editoriale, sono proprio le persone, o meglio, le idee, a volte folli e azzardate, di chi ne percorre le vie. Creatività, inventiva, spirito di sacrificio e un amore smisurato per il luogo in cui si vive. Amare la propria terra equivale ad amare sé stessi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Ma devo stare attenta nella mia trattazione, di questi tempi è rivoluzionario essere nazionalisti, come se si trattasse di un legame esclusivo, e comportasse necessariamente l’indifferenza verso gli altri. È possibile amare il luogo in cui si sceglie di vivere a prescindere dalla nazionalità. La globalizzazione, quella voluta dai gruppi di potere, ci ha resi ciechi davanti a false promesse di uguaglianza. Mentre giochiamo a farci la guerra tra poveri, illudendoci di essere popoli alla pari agli occhi dei politicanti, le élite finanziarie riempiono le loro tasche. Delle nazioni mondiali, di tutte, nessuna esclusa, non restano che cittadini, fintamente globalizzati, inutili fanti da mandare al fronte. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo mondo non è più a misura d’uomo, poiché è stato uniformato, plagiato e privato della propria storia, della propria cultura, delle proprie origini, dei valori tradizionali, quelli che in tutti i casi contribuiscono a rendere unico un paese. Cessata la crescita forsennata del boom economico, avviati i processi di crisi, è sopraggiunto anche l’impoverimento (non solo economico); si è fatto strada il vuoto di valori, abilità, capacità, esperienza; si è interrotta la trasmissione della memoria tra le generazioni; e la politica, senza tutto questo, non ha alcun senso di esistere. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I popoli, privati della loro autodeterminazione, hanno perso l’innocente spontaneismo di aggregazione, la voglia di coesione sociale, il senso di comunità. Condivisione necessaria per la tutela concreta della collettività che ripudia il controllo digitale; comunione essenziale ad alimentare il sentire epidermico, il calore e la vicinanza diretti, con il proprio vicino, prossimo o distante che sia. Globalmente connessi, ma lontani anni luce, perdiamo la capacità di riconoscerci uomini liberi, autonomamente pensanti, dalle capacità straordinarie. Uomini in grado di risollevare le sorti del Paese.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Virginia Chiavaroli</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6548" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-non-ce-politica-senza-valori-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-non-ce-politica-senza-valori-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-non-ce-politica-senza-valori-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-non-ce-politica-senza-valori-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-non-ce-politica-senza-valori-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-non-ce-politica-senza-valori-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-non-ce-politica-senza-valori-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-non-ce-politica-senza-valori.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Dopo le promesse elettorali, rimarranno solo i problemi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2022 15:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Percoco]]></category>
		<category><![CDATA[Vota Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Voglio essere molto franco, buongiorno Lettori, e vorrei essere anche estremamente crudo, immediato, incisivo. Vorrei essere insomma con questo trafiletto, un qualcuno che se ne infischia di quella sovrastruttura sociale chiamata Gentilezza, ma che spesso, troppe volte, si veste di una stomachevole ipocrisia, che ha contribuito ad impiantarci con mani e piedi, nella libera prigione [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Voglio essere molto franco, buongiorno Lettori, e vorrei essere anche estremamente crudo, immediato, incisivo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vorrei essere insomma con questo trafiletto, un qualcuno che se ne infischia di quella sovrastruttura sociale chiamata Gentilezza, ma che spesso, troppe volte, si veste di una stomachevole ipocrisia, che ha contribuito ad impiantarci con mani e piedi, nella libera prigione in cui siamo, felici.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">E allora, ve la dico così: per l&#8217;ennesima volta,  nella storia politica di questo Paese vi stanno facendo credere che ci sia un modo, una strada &#8211; chi vi dice sia da destra, chi da sinistra &#8211; per arrivare a meno tasse, a redditi più alti, a maggiori diritti e tanto altro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E quindi ancora pare non sia chiara la presenza di gente senza scrupoli, che vuole arrivare &#8211; e di fatto ci sta riuscendo, sempre più ferocemente, sempre più liberamente &#8211; ai vostri soldi, ai vostri diritti, alle vostre libertà, e alla fine è capace di non andarsene fino a quando non sente il vostro applauso, che puntualmente viene fatto, come su Ryanair; e lo stanno facendo proprio come piace a voi: c’è chi arriva da destra, e c’è chi arriva da sinistra.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E nessuno, ma dico nessuno, nel 2022, che sia in grado di scegliere, nel proprio piccolo, la strada di un dissenso leale ed affine alla propria etica e non più a quello di una bandiera che non è mai esistita fondamentalmente; una vibrazione che permetta di generare un&#8217;indipendenza, anche economica, con qualcosa di diverso. Quindici giorni dopo le elezioni &#8211; che vada una sinistra, che di sinistra non ha mai avuto nulla, se non l&#8217;intolleranza tipica di un piccolo mondo senza visione nel quale vige il &#8216;tutto quello che dico vale per te ma non per me&#8217;, orgogliosamente  tramandato, o che vada la destra: l&#8217;espressione di un&#8217;ignoranza che ha permesso &#8211; con un&#8217;apertura, che neanche la migliore sinistra (paradossalmente) &#8211; di trovarsi, di fatto, semianalfabeti per non scrivere delinquenti, che non solo stanno mangiando da 25 anni in quella stalla che ormai più che parlamentare è di parrocchia, ma che ad oggi vengono addirittura acclamati come &#8216;Leaders&#8217;, tanta è la lungimiranza che gli viene riconosciuta dopo essere stati mandati in Europa &#8211; bene, dicevo: quindici giorni dopo le elezioni, che vada stretto il gomito di destra o quello di sinistra, dal polsino bianco dei vostri eroi, spunteranno bigliettini con scritto: razionamento acqua e gas ( già iniziata l’opera di convincimento mediatica che vi riporta ad una visione romantica della Famiglia attorno al fuoco che valeva sia per luce che per gas, omettendo un fatto: manca l’elemento principale, la Famiglia, non tanto perché abbiano distrutto un’economia: hanno raso al suolo dei valori civici, civili e sociali, premesse fondamentali dell’esistenza e della sopravvivenza di una Famiglia Sana in una Società che ne tuteli l’esistenza)  ed aumento del 600% del servizio fornito; 4a e neanche a dirlo 5a dose e tutte quelle che verranno, obbligatorie; passaporto sanitario; introduzione (riscuoteranno) tassa emissione di CO2 individuale e limiti sugli spostamenti; prolungamento dello &#8216;stato di emergenza&#8217; (perché ve lo ricordate che ci siamo entrati 3 anni fa e dovevamo starci 6 mesi e rischiamo di tornarci presto!); riforma, LEGGETE BENE, dell&#8217;articolo 42: modi di acquisto ed esproprio di quella che sarà ricordata come proprietà privata. Ecco i vostri eroi, dal 26 settembre, che volto avranno: fategli l&#8217;applauso ed invitateli nelle vostre comunità, fieri di averli. Ad occhio e croce penso che soggetti del genere non nutrano una grande stima nei confronti della collettività (vi ricordate i colletti da sistemare nelle scuole?; quelli: tutti con lo stesso, e così torna; l’affidamento ed il tradimento, gli unici passaggi in cui si è certi della non presenza divina, a causa di una ricerca dell’io e non del sé; leggete qualcosa a proposito, in ogni ‘scambio’, rischiate, di perdere parti importanti di voi, pensando invece di guadagnarle: la difesa legittima di non volere sempre uno scambio, potrebbe essere ad esempio una prima conquista).</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Giuseppe Percoco</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-weight: 400;"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6550" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-voto-una-vibrazione-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-voto-una-vibrazione-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-voto-una-vibrazione-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-voto-una-vibrazione-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-voto-una-vibrazione-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-voto-una-vibrazione-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-voto-una-vibrazione-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-voto-una-vibrazione.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> </span></p>
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		<title>Costruire il futuro attraverso scelte consapevoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2022 15:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazioni e dissociazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Ragionieri]]></category>
		<category><![CDATA[Vota Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Italia al voto interrogandosi sul domani L’era che stiamo vivendo, caratterizzata da uno sviluppo senza precedenti della tecnologia, porta con sé una grave minaccia per la natura umana: un’architettura globale di sorveglianza, ubiqua e sempre all’erta, osserva e indirizza il nostro stesso comportamento per fare gli interessi di pochissimi – coloro i quali dalla compravendita [&#8230;]</p>
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<p><b>L’Italia al voto interrogandosi sul domani</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’era che stiamo vivendo, caratterizzata da uno sviluppo senza precedenti della tecnologia, porta con sé una grave minaccia per la natura umana: un’architettura globale di sorveglianza, ubiqua e sempre all’erta, osserva e indirizza il nostro stesso comportamento per fare gli interessi di pochissimi – coloro i quali dalla compravendita dei nostri dati personali e delle predizioni sui comportamenti futuri traggono enormi ricchezze e un potere sconfinato. È il “capitalismo della sorveglianza”, lo scenario alla base del nuovo ordine economico che sfrutta l’esperienza umana sotto forma di dati come materia prima per pratiche commerciali segrete e il movimento di potere che impone il proprio dominio sulla società sfidando la democrazia e mettendo a rischio la nostra stessa libertà. Imprescindibile per comprendere la nostra epoca, è l’incubo in cui è necessario immergersi per poter trovare la strada che ci conduca a un futuro più giusto – una strada difficile, complessa, in parte ancora sconosciuta ma si deve partire dal concetto di </span><span style="font-weight: 400;">qual è il futuro dell&#8217;economia italiana e quanto sarà profondo il danno che la guerra in Ucraina apporterà alla ripresa e quale sarà l&#8217;impatto dell&#8217;emergenza energetica sulla transizione ecologica. Valutando i rischi per l&#8217;economia dopo le elezioni del 2022. Il ritratto vivido e profondo di un paese al bivio, una nazione travolta prima dalla pandemia e poi da una situazione geopolitica radicalmente mutata. L&#8217;Italia ha le abilità e i mezzi per riemergere più forte dopo anni di crisi, ora deve dimostrare di volerlo davvero. </span><i><span style="font-weight: 400;">Il prezzo del futuro</span></i><span style="font-weight: 400;"> è una guida per evitare i pericoli e le trappole di un percorso accidentato e imboccare la strada giusta, ma anche per riflettere sul passato e cercare di non ripetere gli stessi errori.</span><span style="font-weight: 400;"> Gli scenari geopolitici mondiali sono al centro del dibattito e influenzano tutte le discussioni di politica internazionale. In questa più ampia e approfondita analisi quelle ipotesi vengono sviluppate affrontando anche i temi della proliferazione degli armamenti, dello sviluppo demografico e dell&#8217;emigrazione, della democrazia e dei diritti umani. Per lo studioso americano la storia non è affatto finita con il crollo del comunismo. Oggi, conclusa la Guerra fredda, gli esseri umani non si definiscono più in base all&#8217;ideologia o al sistema economico in cui operano, ma cercano di definire la loro identità in base alla propria lingua e religione, alle proprie tradizioni e costumi. Di conseguenza, la politica mondiale si sta riconfigurando secondo schemi culturali. Più precisamente, i «punti caldi» dello scacchiere internazionale si trovano tendenzialmente lungo le «linee di faglia» tra le diverse civiltà del pianeta.</span><span style="font-weight: 400;"> Nuove e profonde contrapposizioni lacerano il tessuto sociale delle società occidentali: grandi città contro province povere, élite altamente specializzate contro masse di lavoratori poco qualificati, paesi ricchi contro paesi poveri. Queste lacerazioni generano nuove ansie, nuova rabbia e nuove passioni politiche, come testimonia l’ondata di consensi ricevuti dai populisti di tutto il mondo.  I percorsi attraverso i quali superare queste nuove fratture economiche, sociali e culturali il nuovo approccio   ha un fondamento etico perché il capitalismo può essere salvato soltanto se saremo in grado di renderlo equo e compassionevole e non solo efficiente ed economicamente fiorente.</span><b>  </b><span style="font-weight: 400;">Lo sviluppo economico portato dalla globalizzazione neoliberista, almeno dal 2001 in modo chiaro, si è orientato verso una scelta “militarista” di sviluppo del mercato globale delle armi, di un’economia del “warfare”, piuttosto che sulla riconversione ecologica, ovvero in base al fatto di ripensare l’intera economia a partire dai problemi, dalle questioni e dalle necessità che le urgenze della crisi ecologica sin dagli anni ‘70 del secolo scorso hanno posto drammaticamente all’ordine del giorno a livello globale e locale </span><b> </b><span style="font-weight: 400;">in tutta la storia del capitalismo, compreso il neoliberismo, e forse persino di più, gli Stati hanno sempre avuto un ruolo fondamentale</span><b>. </b><span style="font-weight: 400;"> Per principio del domani lo Stato sociale non c’è più, la sanità è stata smantellata, tutto viene privatizzato, ma, come avviene sempre nel sistema concorrenziale capitalistico, c’è chi si è arricchito</span><b>.</b><span style="font-weight: 400;"> Il capitalismo che storicamente è sempre riuscito a rivoluzionare sé stesso, in quanto profondamente plastico, anche grazie a delle rivoluzioni tecnologiche, data la situazione di disastro ecologico in cui ci troviamo, forse per la prima volta rischia di non fare in tempo a modificarsi e a riadattarsi. Dunque, </span><span style="font-weight: 400;">un capitalismo da gestire e non da distruggere, in cui la dignità e la reciprocità prevalgano sull’aggressività, la paura e l’umiliazione e  per questo ci dobbiamo liberare di gran parte del bagaglio intellettuale del XX secolo e dei suoi clichés e cominciare a pensare a strade completamente diverse, adatte ai nuovi orizzonti ai quali stiamo andando incontro</span><span style="font-weight: 400;"> </span><b>il punto di riferimento regolativo dovrebbe essere l’eguaglianza, che è anche a fondamento della questione ecologica</b> <span style="font-weight: 400;"> ossia </span><b>uno Stato che limita la “libera concorrenza”, ossia la “guerra di tutti contro tutti”, e interviene per socializzare</b><span style="font-weight: 400;">.</span><b>  I Media diffondono conformismo che non è l’eguaglianza</b><span style="font-weight: 400;">. Sono due cose completamente diverse. Oggi viviamo di emozioni, ma abbiamo dimenticato le passioni. Queste sono fatte di emozioni, ma sono molto di più. Comportano il governo e la cura di noi stessi proprio mentre estrinsechiamo da noi parte di noi stessi, cioè mentre facciamo, creiamo, cerchiamo di costruire appunto, mentre subiamo la prosa del mondo, la poesia della vita. </span><span style="font-weight: 400;"> Gli eccessi della globalizzazione hanno causato incalcolabili sofferenze umane e degrado ambientale. Serve con urgenza un&#8217;alternativa pratica al capitalismo delle multinazionali e sradicare la povertà, migliorare la qualità della vita e rendere autosufficiente ogni regione del mondo, in armonia con la psicologia umana,</span><span style="font-weight: 400;"> la crisi del capitalismo globale ha lasciato campo libero alle forze arcaiche del razzismo, della misoginia e del più cieco nazionalismo autoritario. Il pianeta è febbricitante e quasi del tutto sepolto dalla sovrapproduzione di plastica e cemento. La Silicon Valley produce sempre più raffinati algoritmi che concretizzano l&#8217;incubo del controllo totale e sempre nuovi gadget che in breve realizzeranno la trasformazione dell&#8217;uomo in robot  ma  possiamo ancora reagire, possiamo riprendere il controllo delle nostre vite e del nostro futuro quindi stimolare i governanti a promulgare leggi che liberino il potenziale positivo delle nuove tecnologie, sono molte le cose che possiamo fare per tornare a essere soggetti attivi, e non passivi oggetti delle politiche mondiali. L&#8217;effetto di discontinuità impresso dalla grande crisi sulle istituzioni, sulla società, sull&#8217;economia e sui mercati è tale per cui solo i paesi e le imprese capaci di reinventarsi innovando sono in grado di sfruttare la crisi come leva di cambiamento politico-culturale e per un reset del modello di sviluppo dell&#8217;economia reale e del sistema delle imprese. Questo significa implementare riforme e politiche che creino fiducia nel futuro ed attivino il potenziale di energie, talenti ed eccellenze di cui l&#8217;Italia è ricca. Occorre uno sforzo collettivo di costruzione di un ambiente istituzionale e socio-economico adatto per un &#8220;nuovo capitalismo imprenditoriale&#8221;, capace di sfruttare le opportunità dell&#8217;era della conoscenza e della globalizzazione, facendo leva sulle grandi e medie imprese internazionalizzate.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maria Ragionieri</span></p>
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		<title>La via tutta “particolare” della rinascita culturale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2022 15:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Di Giovanni]]></category>
		<category><![CDATA[Vota Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La situazione economica del nostro paese ha degli evidenti problemi e questo è qualcosa di non trascurabile per tutti, ma oltre l’ovvietà, ad oggi, bisogna concentrarsi sul cercare risposte. È possibile rialzare il paese con piani univoci e specifici, come dovrebbe accadere secondo le proposte economiche provenienti da tutti i partititi attualmente in competizione?  Forse [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">La situazione economica del nostro paese ha degli evidenti problemi e questo è qualcosa di non trascurabile per tutti, ma oltre l’ovvietà, ad oggi, bisogna concentrarsi sul cercare risposte. È possibile rialzare il paese con piani univoci e specifici, come dovrebbe accadere secondo le proposte economiche provenienti da tutti i partititi attualmente in competizione? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Forse bisognerebbe differenziare le iniziative e puntare sulla complessità del sistema, pensare di intervenire sulle varie sfaccettature che l’Italia può fornire.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il nostro paese non può investire su materie prime proprie, se non d’élite, come nel campo agroalimentare. Questo è sicuramente un bene su cui investire ma rappresenta solo un piccolo pezzo del puzzle.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’industria italiana è sempre stata il top in molti campi, dall’architettura e dell’ingegneria meccanica, ma oramai le grandi aziende hanno sedi estere, più convenienti dal punto di vista fiscale rispetto alla nostra penisola.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Cosa resta? Molto altro in realtà, e tra questo “altro” c’è il macro insieme della cultura.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si badi bene, la cultura non è una grande azienda dove si investe un capitale e si cerca di guadagnarne un altro superiore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pensiamo ai musei, dal più piccolo comunale fino agli Uffizi: è possibile guadagnare con i biglietti di ingresso una cifra più alta del valore di una ipotetica “venere di Botticelli”?  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In più non è facile risanare i normali costi di esercizio: consumi, personale e d’energia solo con i guadagni dei biglietti d’ingresso. Un museo va sovvenzionato!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I costi dei musei non sono facili da risanare, economicamente non sono pensati per il guadagno ma la creazione di cultura paga solo chi sa guardare in là nel futuro. Un popolo altamente scolarizzato vive meglio, ma per fare questo bisogna investire sull’istruzione e aspettare che questa frutti per una o più generazioni. Ed è solo un piccolo esempio. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo non significa che non ci siano modi per valorizzare e rendere fruibile ciò che abbiamo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ovviamente bisogna puntare sull’unicità territoriale e l’esempio della nostra regione è più che calzante. In quanti hanno città romane, o castelli medievali o chiese monumentali. Noi abbiamo tutto questo ma anche monumenti unici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Portiamo i turisti a conoscere il particolare, ciò che è unico e ci identifica come regione, è sicuramente più accattivante.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Facciamo qualche esempio archeologico per l’Abruzzo: </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La necropoli di Fossa con i suoi menhir e i suoi tumuli tra IX e VIII a.C. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I carri e i corredi delle tombe della necropoli di Campovalano nel VII, VI sec. a.C.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il guerriero di Capestrano, capofila di una serie di statue in pietra di VII sec a.C. che nessuna altra regione può vantare. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> E per terminare i letti in osso di II, I sec. a.C. vere e proprie opere d’arte create dagli artigiani abruzzesi con materiali di riciclo e venduti in tutto l’Impero Romano. Con decorazioni composte dalle fatiche dell’eroe più rappresentativo dei popoli italici, Eracle alla greca o Ercole alla latina. Un esempio è sicuramente il letto della tomba 520 di Fossa, solo uno dei meravigliosi tesori custoditi nel museo di Villa Frjgeri a Chieti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Insomma, per risollevare le sorti del paese ogni ambito può offrite il suo valore, ed ovviamente la cultura non è da meno. Le varie regioni, come l’Abruzzo dovrebbero puntare molto di più sul patrimonio che le caratterizza e le distingue, investendo sulla valorizzazione e rendendo facile ed accessibile la fruizione. Creando programmi semplici, accattivanti, creativi ma consapevoli. Così da far del bene alla nostra economia e accrescere il sapere della nostra nazione.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Dott.ssa Andrea Di Giovanni</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6555" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-pagherà-il-particolare-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-pagherà-il-particolare-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-pagherà-il-particolare-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-pagherà-il-particolare-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-pagherà-il-particolare-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-pagherà-il-particolare-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-pagherà-il-particolare-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-pagherà-il-particolare.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Il potere dei like ed il consenso virtuale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2022 15:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Mignini]]></category>
		<category><![CDATA[Vota Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra meme e rebranding, la politica è in cerca like La campagna elettorale si gioca a colpi di click, non più tv e manifesti ma messaggi monoverbali lanciati attraverso le piattaforme social scatenando la fantasia degli utenti tra challenge e hashtag virali. “Da quando la comunicazione digitale è entrata nella vita delle persone non vale [&#8230;]</p>
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<p><b><i>Tra meme e rebranding, la politica è in cerca like</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La campagna elettorale si gioca a colpi di click, non più tv e manifesti ma messaggi monoverbali lanciati attraverso le piattaforme social scatenando la fantasia degli utenti tra challenge e hashtag virali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Da quando la comunicazione digitale è entrata nella vita delle persone non vale più la regola del va bene tutto purché se ne parli. Le contro narrazioni online esistono da quando esiste la rete e, la responsabilità di chi fa comunicazione siano essi addetti ai lavori o si occupino degli scenari della comunicazione, è quella di tenere la contro narrazione sotto al livello di guardia. I meme nella comunicazione politica esistono probabilmente da quando questa è arrivata in rete”. Paolo Iabichino pubblicitario e scrittore, ha così commentato lo scenario politico della campagna elettorale in una recente intervista televisiva condivisa sui suoi canali social, evidenziando come le sorti del 25 settembre 2022 siano dibattute prevalentemente sulle piattaforme digitali: in una società in cui i giovani sono sempre più connessi, anche la politica deve trovare nuovi canali per diffondere i programmi. E quale miglior mezzo se non la comunicazione elettorale tramite i principali social network?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Così i leader dei maggiori partiti politici italiani hanno iniziato a editare “video-pillole” e a sponsorizzare post per raggiungere più utenti possibili. Al tempo stesso, anche gli influencer sono scesi in campo incidendo sulle dinamiche della propaganda con le proprie opinioni. A colpi di like l’obiettivo è ingaggiare i più, inclusi gli astensionisti, attraverso messaggi monoverbali più o meno efficaci dal punto di vista della comunicazione. I manifesti elettorali risultano meno impattanti di un post sui social che diventa virale anche a seguito di uno scivolone. I canali più sfruttati sono Twitter, seguito da Facebook e Instagram. TikTok è la vera novità dove, nel giro di 10-15 secondi, si propongono i propri must sperando di diventare virali ma spesso si diventa cringe. Cosa significa questa parola? È tipica del gergo social e significa ciò che provoca imbarazzo. </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Dal punto di vista comunicativo, i politici su TikTok sono risultati cringe perché hanno dimostrato una mancata conoscenza del target e delle dinamiche interne alla piattaforma scelta e, le modalità di produzione dei contenuti, sono poco in linea con il contesto in cui sono inseriti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> La politica ha il dovere di adattarsi ai mezzi comunicativi e ogni volta che si cerca di raggiungere nuovi target tramite nuovi canali è sempre opportuno riuscire a sposare la retorica e le dinamiche della piattaforma usata. Al contrario, si rischia di non essere credibili e di essere etichettati come cringe.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Paolo Iabichino nella sua intervista ha sottolineato che: “La politica che eccede nell’uso delle piattaforme, rischia di cadere troppo nel cliché pubblicitario mentre siamo nel momento in cui molti brand si ritrovano a fare politica e attivismo risultando più credibili nelle loro prese di posizione rispetto a tanta parte dei nostri politici”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Indubbiamente i social si confermano ottime opportunità per fare comunicazione e campagna elettorale a patto che siano ben gestiti e ci siano contenuti. Avere più followers non è sinonimo di vittoria, la politica ha logiche diverse dalla comunicazione di prodotto.  Il social è un media e permette di avere una grossa visibilità ma questo non basta a vincere le elezioni. Possedere tanti seguaci permette di parlare ad un pubblico ampio e vasto ma senza una strategia, idee aderenti al territorio, concretezza, leadership i volumi non servono a molto. L’esito delle elezioni lascerà spazio per riflettere anche su quanto preziosa sia la comunicazione e la consapevolezza dell’uso delle dinamiche dei linguaggi più appropriati per instaurare un dialogo capace di entrare in contatto con l’utente e consolidare fiducia.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Cristina Mignini</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6557" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-la-campagna-elettorale-e-social-credits_sergio_oliviero-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-la-campagna-elettorale-e-social-credits_sergio_oliviero-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-la-campagna-elettorale-e-social-credits_sergio_oliviero-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-la-campagna-elettorale-e-social-credits_sergio_oliviero-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-la-campagna-elettorale-e-social-credits_sergio_oliviero-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-la-campagna-elettorale-e-social-credits_sergio_oliviero-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-la-campagna-elettorale-e-social-credits_sergio_oliviero-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-la-campagna-elettorale-e-social-credits_sergio_oliviero.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Le dirette social allontanano i giovani dal voto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2022 15:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Conforte]]></category>
		<category><![CDATA[Vota Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Domani è il gran giorno. Domani tutti noi italiani saremo chiamati a votare per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. In un mare infinito di partiti ne eleggeremo uno che, al netto della legge elettorale attuale, sarà in grado di rappresentarci, o almeno questa è la speranza. Il periodo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-6412-1" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/Le-dirette-Instagram-fanno-più-audience-di-un-dibattito-poli-online-audio-converter.com_.mp3?_=1" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/Le-dirette-Instagram-fanno-più-audience-di-un-dibattito-poli-online-audio-converter.com_.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/Le-dirette-Instagram-fanno-più-audience-di-un-dibattito-poli-online-audio-converter.com_.mp3</a></audio>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Domani è il gran giorno. Domani tutti noi italiani saremo chiamati a votare per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. In un mare infinito di partiti ne eleggeremo uno che, al netto della legge elettorale attuale, sarà in grado di rappresentarci, o almeno questa è la speranza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il periodo precedente le elezioni è senza dubbio quello più focoso. Tutti s’improvvisano grandi esperti di politica, ovunque non si sente che parlare delle elezioni, di chi ha fatto la cosa giusta e di chi ha sbagliato, di chi è al potere e non dovrebbe più starci e viceversa. Ovunque. Nei bar, in metropolitana, sul posto di lavoro, al parco. E ci si infervora tantissimo. Gli anziani, poi, sono i migliori. Quando qualcuno inizia ad esporre un argomento che va contro il loro modo di pensare lo si capisce subito. Diventano rossi in viso, corrugano la fronte, si alzano in piedi scattando come molle ed iniziano ad inveire contro l’interlocutore.  Scene che rimangono impresse nella mente e che lasciano sempre divertiti gli spettatori. Ma ad un’analisi più attenta ci si rende conto che gli anziani che si infervorano oggi sui discorsi di politica, e non solo, erano i giovani che scendevano nelle piazze per manifestare il loro dissenso o lottare per il riconoscimento di importanti diritti, quali il voto alle donne. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I giovani di oggi saranno mai minimamente paragonabili ai giovani di allora? Certo, non hanno il coraggio che avevano le vecchie generazioni di esporsi e sostenere ardentemente le proprie idee. Preferiscono un tweet o un post su Instagram o Facebook piuttosto che scendere in piazza. Portano avanti le loro battaglie tramite lo schermo freddo di uno smartphone. Per cui la domanda sorge spontanea, i giovani di oggi per chi voteranno domani? E soprattutto, andranno a votare?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">C’è stato un tempo in cui il voto era veramente sentito come un diritto, in cui gli italiani volevano ardentemente votare, soprattutto le donne.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi, invece, l’atteggiamento più diffuso, soprattutto tra gli under 25, è quello di astenersi dal voto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo i dati Istat, il 12,5% dei giovani appartenenti alla fascia d’età tra i 18 e i 24 anni partecipa attivamente alla vita politica. Sembrerebbe un dato allarmante. In realtà, sempre secondo i dati Istat, le generazioni più giovani risultano quelle più attive politicamente. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I numeri, però, sono oggettivamente bassi. Sembra chiaro che la politica non sia più vista come la chiave di volta per un cambiamento vero, autentico, da parte della generazione del futuro. </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Ed è qui che sta la grande differenza rispetto alle generazioni passate. Sembra che si stia verificando un progressivo distacco nei confronti della classe politica. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Perché accade questo? Perché come popolo non ci si sente più rappresentati da chi regge le redini della nostra Nazione. Perché finché si continuerà a fare promesse impossibili da mantenere, la fiducia e l’interesse nella politica verranno sempre meno. Perché finché continueranno ad esserci sempre le solite facce, a prescindere dall’appartenenza politica, sempre loro, poco inclini a vedere la politica come una missione più che un lavoro remunerativo, sempre loro, che ogni tanto finiscono in prima pagina per aver combinato qualche pasticcio, sempre loro, sarà difficile coinvolgere quella grossa fetta della popolazione che oggi si mostra quasi del tutto disinteressata a partecipare alla vita politica. La verità, e questo gli italiani lo sanno bene, è che ci vorrebbe davvero una ventata d’aria fresca, anziché lo scirocco caldo che ha attanagliato per anni gli uffici di Roma. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un giovane, oggi, preferisce gustarsi una diretta del buon Fedez piuttosto che sentire le solite campagne politiche dove vince chi strilla di più. Probabilmente la nuova generazione ha intuito che la politica non è così gustosa, purtroppo. Ecco. Questo potrebbe spiegare perché i giovani si siano allontanati dalla politica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un’altra cosa è certa, finché si continuerà a dire “io non voto perché sono tutti uguali e non cambia mai nulla”, non si andrà mai incontro a un vero e proprio cambiamento. E questo cambiamento non può che partire dal singolo. Basta pensare che per le donne ci sono voluti anni di lotte per ottenere il diritto al voto. Non sprechiamoli per un dire comune. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindi ragazzi, cosa si fa? Le urne sono aperte. Ci presenteremo o resteremo a casa per la prossima diretta dei Ferragnez? </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Roberta Conforte</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6560" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-le-dirette-instagram-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-le-dirette-instagram-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-le-dirette-instagram-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-le-dirette-instagram-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-le-dirette-instagram-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-le-dirette-instagram-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-le-dirette-instagram-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-le-dirette-instagram.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La corsa alle urne… verde: tra caro bollette, nucleare e futuro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2022 15:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Oliva]]></category>
		<category><![CDATA[Vota Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La questione dell’impennata del prezzo del gas ha monopolizzato il dibattito sull’ambiente in questa campagna elettorale per le ripercussioni sulla bolletta dell’energia nel suo insieme, schizzata a livelli mai visti a causa del conflitto Russia-Ucraina. Quindi le schermaglie elettorali sul tetto al prezzo del gas, sulle agevolazioni necessarie sono un’arma propagandistica di rilievo. Ma non [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">La questione dell’</span><b>impennata</b><span style="font-weight: 400;"> del </span><b>prezzo</b><span style="font-weight: 400;"> del </span><b>gas</b><span style="font-weight: 400;"> ha monopolizzato il dibattito sull’ambiente in questa </span><b>campagna elettorale </b><span style="font-weight: 400;">per le ripercussioni sulla</span><b> bolletta dell’energia</b><span style="font-weight: 400;"> nel suo insieme, schizzata a livelli mai visti a causa del conflitto Russia-Ucraina. Quindi le schermaglie elettorali sul </span><b>tetto al prezzo del gas</b><span style="font-weight: 400;">, sulle agevolazioni necessarie sono un’arma propagandistica di rilievo. Ma non la sola. Sul tavolo irrompono il tema del </span><b>Superbonus</b><span style="font-weight: 400;"> e del </span><b>ritorno al nucleare</b><span style="font-weight: 400;"> che sembrano surclassare la solita diatriba su quali rinnovabili prediligere. A grandi linee anche gli schieramenti sono nettamente divisi: i 5 stelle irrigiditi sulle sole fonti pulite, il centrodestra sulla necessaria </span><b>indipendenza energetica</b><span style="font-weight: 400;">, mentre il PD propone una “</span><b><i>Riforma fiscale verde</i></b><span style="font-weight: 400;">”. Ma vediamo nel dettaglio i punti più importanti dei 4 contendenti, tutti favorevoli al prize cap sul gas.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Partiamo dalla proposta </span><b>Dem</b><span style="font-weight: 400;"> di una </span><i><span style="font-weight: 400;">riforma fiscale verde</span></i><span style="font-weight: 400;"> che altro non sarebbe se non un pacchetto di </span><b>norme </b><span style="font-weight: 400;">con</span><b> agevolazioni e sgravi </b><span style="font-weight: 400;">per imprese e famiglie, con </span><b>taglio</b><span style="font-weight: 400;"> dei </span><b>sussidi </b><span style="font-weight: 400;">alle fonti di energia più inquinanti</span> <span style="font-weight: 400;">mentre le </span><b>imprese ad elevato rating ESG </b><span style="font-weight: 400;">verrebbero premiate fiscalmente.</span><b> Secco no al nucleare </b><span style="font-weight: 400;">con</span><b> distinguo sui rigassificatori </b><span style="font-weight: 400;">– legati al benestare del territorio &#8211; come il terzo polo</span> <span style="font-weight: 400;">di Calenda. </span><b>100.000 colonnine elettriche </b><span style="font-weight: 400;">e </span><b>30.000 punti di ricarica</b><span style="font-weight: 400;"> in tutta Italia entro il </span><b>2027</b><span style="font-weight: 400;"> previste dalla </span><b>legge quadro sul clima</b><span style="font-weight: 400;"> con annesso </span><i><span style="font-weight: 400;">piano nazionale di adattamento al cambiamento climatico al 2050</span></i><span style="font-weight: 400;">.</span><b> </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono due i punti che il </span><b>centrodestra</b><span style="font-weight: 400;"> dedica all’ambiente con l’obiettivo dell’</span><b>autosufficienza energetica</b><span style="font-weight: 400;"> attraverso l’aumento delle fonti rinnovabili e i pozzi di gas naturale (vecchi e nuovi). </span><b>Favorevoli al nucleare</b><span style="font-weight: 400;"> come mezzo di produzione di energia pulita e sicura, all’interno di una transizione energetica sostenibile prevista dal </span><i><span style="font-weight: 400;">piano per l’autosufficienza energetica</span></i><span style="font-weight: 400;">.</span><b> </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sul fronte del</span><b> Terzo Polo </b><span style="font-weight: 400;">che vede schierati Calenda e Renzi </span><b>non esclude il ricorso al nucleare come scelta per il futuro</b><span style="font-weight: 400;">. A programma un’incisiva semplificazione dei </span><b>processi di costruzione delle fonti green</b><span style="font-weight: 400;"> e di nuovi bacini per contrastare la siccità anche attraverso un </span><i><span style="font-weight: 400;">piano per il recupero delle acque di depurazione</span></i><span style="font-weight: 400;">. Previsti 10 miliardi </span><span style="font-weight: 400;">per nuovi impianti di trattamento e smaltimento rifiuti e rimodulare la TARI per le famiglie.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La quarta via – quella del Movimento Cinque Stelle – disegna la </span><b>transizione energetica</b><span style="font-weight: 400;"> attraverso l’aumento delle fonti di energia rinnovabile anche per favorire l’indipendenza del Paese dalle fonti estere. Naturalmente chiedono la </span><b>proroga e il rinnovo del Superbonus 110%</b><span style="font-weight: 400;"> per le ristrutturazioni edilizie, misura tra le bandiere grilline, con la possibilità che venga esteso alle imprese. </span><b>Snellimento burocratico</b><span style="font-weight: 400;"> per gli impianti di energia rinnovabile. Secco il no a </span><b>trivelle</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>inceneritori</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Buon voto… votare significa scegliere il proprio futuro!</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Angela Oliva</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6562" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-editoriale-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-editoriale-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-editoriale-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-editoriale-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-editoriale-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-editoriale-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-editoriale-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-editoriale-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>L’Hotel protagonista in laguna di uno splendido film che dura da novant’anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2022 15:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Queen]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Parmegiani]]></category>
		<category><![CDATA[Vota Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al Lido va in scena la 79 edizione della kermesse cinematografica Dai bagliori della Biennale ai clamori del grande cinema internazionale. Dalla sperimentazione senza limiti dell’Arsenale, fino alla 79esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. In questo periodo dell’anno Venezia risplende ancora di più, è il tempo infatti del glamour e delle star. Un tempo fatto di passerelle, di attese patinate, [&#8230;]</p>
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<p><b><i>Al Lido va in scena la 79 edizione della kermesse cinematografica</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dai bagliori della Biennale ai clamori del grande cinema internazionale. Dalla sperimentazione senza limiti dell’Arsenale, fino alla </span><a href="https://www.labiennale.org/it/cinema/2022"><b><i>79esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica</i></b></a><i><span style="font-weight: 400;">.</span></i><span style="font-weight: 400;"> In questo periodo dell’anno Venezia risplende ancora di più, è il tempo infatti del glamour e delle star. Un tempo fatto di passerelle, di attese patinate, di immagini che si incastrano mirabilmente con la scenografia naturale del luogo. Un tempo di appassionati, curiosi, di irriducibili dei party che si danno appuntamento in Laguna. </span><i><span style="font-weight: 400;">È il Cinema, bellezza!,</span></i><span style="font-weight: 400;"> direbbe Humphrey Bogart. Quest’anno c’è una novità in più in Laguna: lo storico </span><b>Hotel Excelsior</b><span style="font-weight: 400;"> compie 90 anni. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Era il 7 agosto 1932 quando le lampade si spensero sulla terrazza dell’Hotel Excelsior Venice Lido Resort, dando il via alla prima proiezione del Festival cinematografico più antico del mondo: “</span><i><span style="font-weight: 400;">Dr. Jeckyll and Mr. Hyde” </span></i><span style="font-weight: 400;">il film che il pubblico ammirò, insieme ad ospiti come </span><b>Greta Garbo, Clark Gable </b><span style="font-weight: 400;">e</span><b> Boris Karloff</b><span style="font-weight: 400;">. 90 anni di </span><b>storia e di costume</b><span style="font-weight: 400;">, durante i quali il binomio tra il </span><b>cinema e l’hotel</b><span style="font-weight: 400;"> è diventato indissolubile, rendendo l’Hotel Excelsior Venice Lido Resort meta privilegiata del jet set internazionale al fianco della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica – La Biennale di Venezia. In occasione della kermesse cinematografica 2022, l’Excelsior ha inaugurato la mostra fotografica di </span><b>Riccardo Ghilardi</b><span style="font-weight: 400;">, il noto fotografo di fama mondiale, che ha immortalato celebrità che hanno calcato le scene in “Three Minutes at the Excelsior”, riferendosi alla quantità di tempo che i fotografi ritrattisti hanno in genere con una celebrità nel mezzo di un festival cinematografico come quello di Venezia o in occasione di cerimonie di premiazione come gli Oscar. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La mostra sarà visitabile fino al </span><b>23 ottobre 2022. </b><span style="font-weight: 400;">Per celebrare l’anniversario, l’Hotel Excelsior Venice Lido Resort ha creato anche un </span><b>cocktail</b><span style="font-weight: 400;"> dedicato al mondo del cinema, da poter gustare proprio sulla terrazza che ha visto sfilare i grandi personaggi: “</span><b>1932</b><span style="font-weight: 400;">” è un white cocktail Martini con vodka italiana ad esaltare il territorio, liquore al cioccolato, polvere di cacao bianco e panna liquida, con la scritta 1932 realizzata con il cioccolato fondente. Senza dimenticare che nei giorni della Mostra proprio sulla stessa terrazza e nei magnifici saloni si susseguiranno eventi, incontri, iniziative speciali e party privati dedicati al mondo del cinema con i protagonisti pronti a sfilare sul red carpet direttamente dallo scenografico pontile dell’hotel o da una delle eleganti suite. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“</span><i><span style="font-weight: 400;">È per noi un onore essere al fianco della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica e della Biennale di Venezia”</span></i><span style="font-weight: 400;"> &#8211; afferma </span><b>Alessio Lazazzera</b><span style="font-weight: 400;">, General Manager dell’Hotel Excelsior Venice Lido Resort. “</span><i><span style="font-weight: 400;">La storia del nostro hotel è legata alla storia del Festival e desideriamo far vivere a tutti la magia e il fascino del cinema e di questi luoghi</span></i><span style="font-weight: 400;">.” </span><span style="font-weight: 400;">Tra i nomi di questa edizione, la Presidentessa della Giuria </span><b>Julianne Moore</b><span style="font-weight: 400;">, le superstar </span><b>Penélope Cruz </b><span style="font-weight: 400;">e </span><b>Timothée Chalamet</b><span style="font-weight: 400;">, la madrina </span><b>Rocio Munoz Morales</b><span style="font-weight: 400;">, le italiane </span><b>Monica Bellucci</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>Margherita Mazzucco</b><span style="font-weight: 400;">. E poi la stella incontrastata di classe ed eleganza del cinema francese </span><b>Catherine Deneuve</b><span style="font-weight: 400;">, che ha ricevuto il Leone d’Oro alla carriera. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra i titoli in concorso, </span><i><span style="font-weight: 400;">White Noise</span></i><span style="font-weight: 400;"> con gli attori </span><b>Adam Driver, Greta Gerwik, Jodie Turner-Smith</b><span style="font-weight: 400;">; </span><i><span style="font-weight: 400;">L’immensità</span></i><b><i> </i></b><span style="font-weight: 400;">di </span><b>Emanuele Crialese, </b><span style="font-weight: 400;">la cui protagonista è la sempre intensa </span><b>Penélope Cruz</b><span style="font-weight: 400;">; e per finire la pellicola del pluripremiato </span><b>Alejandro G. Iñárritu</b><span style="font-weight: 400;">, </span><i><span style="font-weight: 400;">Bardo</span></i><span style="font-weight: 400;">, </span><i><span style="font-weight: 400;">falsa crónica</span></i><span style="font-weight: 400;"> de </span><i><span style="font-weight: 400;">unas cuantas verdades, </span></i><span style="font-weight: 400;">con </span><b>Daniel Giménez Cacho, Griselda Siciliani, Ximena Lamadrid</b><span style="font-weight: 400;">. Perché Venezia fa sognare sempre.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Elena Parmegiani</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6564" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/2-hotel-excelsior-compie-90-anni-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/2-hotel-excelsior-compie-90-anni-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/2-hotel-excelsior-compie-90-anni-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/2-hotel-excelsior-compie-90-anni-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/2-hotel-excelsior-compie-90-anni-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/2-hotel-excelsior-compie-90-anni-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/2-hotel-excelsior-compie-90-anni-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/2-hotel-excelsior-compie-90-anni.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Il valzer degli schieramenti ed i soliti temi irrisolti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2022 15:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Gian Luca Padovani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Costituzione in primo piano Mai come ora l&#8217;Italia sta vivendo un periodo travagliato per non scrivere drammatico. E mentre i valzer di schieramenti dei nostri politici si alternano a ritmi ora più virtuosi e poi più soft, il popolo elettore italiano continua ad essere martellato dai media stampa e radiotelevisvi a spron battuto. L&#8217;appuntamento [&#8230;]</p>
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<p><i><span style="font-weight: 400;">La Costituzione in primo piano</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mai come ora l&#8217;Italia sta vivendo un periodo travagliato per non scrivere drammatico. E mentre i valzer di schieramenti dei nostri politici si alternano a ritmi ora più virtuosi e poi più soft, il popolo elettore italiano continua ad essere martellato dai media stampa e radiotelevisvi a spron battuto. L&#8217;appuntamento con le elezioni politiche fissato per il prossimo 25 settembre rappresenta l&#8217;occasione non solo per fare il punto sulla politica di casa nostra, bensì l&#8217;opportunità da rendere al futuro governo di fare debite riflessioni e responsabilizzarlo sulle molteplici questioni generali da sistemare. Sul piatto istituzionale verte la riforma della costituzione. Facendo brevemente un excursus storico, con il termine del ventennio fascista venne dismesso il codice Rocco al quale susseguì la nuova costituzione italiana varata il primo gennaio del 1948. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se in essa vennero scritti principi fondamentali soprattutto in ossequio alla democrazia è pur vero che oggigiorno risulta essere obsoleta e quindi da rimodellare. E questo perché dapprima il sistema di vita non poteva giocoforza prevedere soprattutto esigenze ed altro che oggi si rivelano necessariamente da risolvere. Ad esempio, il sempre più accentuato fenomeno della globalizzazione multietnica è un nodo piuttosto spinoso che richiede d&#8217;essere amministrato peculiarmente. I costanti flussi migratori abbisognerebbero di maggiori controlli e più senso di responsabilità da parte delle istituzioni. Senza assolutamente fare di tutta l&#8217;erba un fascio detto fenomeno si rivela un&#8217;immensa sorgente delinquenziale. Non c&#8217;è luogo nazionale italico in cui non si assista quotidianamente a fatti criminali che quasi sempre rimangono impuniti. E qua la riforma codicistica dovrebbe intervenire con misure cautelari più consone ed incisive. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un&#8217;altra gravosa tematica è data dall&#8217;occupazione lavorativa. Ci sono coloro che cercano disperatamente ovunque accettando qualsiasi tipo di contratto o addirittura accettando un accordo in &#8216;nero&#8217; mentre altri si accontentano del reddito di cittadinanza magari svolgendo &#8216;lavoretti&#8217; sempre in nero ed ancora persone che si arrabattano a più non posso che probabilmente per loro l&#8217;agognata pensione rimarrà solo un miraggio, o se vuole una chimera. Un&#8217;altra amara ciliegina sulla torta si rispecchia nel carovita sia famigliare che imprenditoriale. I costi fin troppo esosi delle materie prime mette al collasso migliaia di industrie ed imprese che loro malgrado si trovano nella disperata situazione atta a chiudere i battenti con i relativi licenziamenti del personale dipendente. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con la spasmodica guerra in Ucraina assistiamo ad altalenanti prese di posizione che volutamente non trovano una definitiva soluzione e quindi ci troviamo sempre a fare i conti con ogni tipo d&#8217;emergenza. Al cospetto di tutto ciò, il nuovo governo sarà chiamato per cercare di dipanare queste gravose questioni che, mai come prima, si aggiungono alla drammatica realtà ambientale. Va da se che non sarà semplice far ritornare le nostre aspettative nella norma. Piuttosto che fare promesse anticipate è bene dare all&#8217;opinione pubblica le garanzie d&#8217;impegno sociale e costruttivo.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Gian Luca Padovani</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6566" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-il-25-settembre-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-il-25-settembre-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-il-25-settembre-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-il-25-settembre-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-il-25-settembre-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-il-25-settembre-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-il-25-settembre-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-il-25-settembre.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/il-valzer-degli-schieramenti-ed-i-soliti-temi-irrisolti/">Il valzer degli schieramenti ed i soliti temi irrisolti</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
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