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	<title>Sport Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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		<title>Dal due al cinque Giugno Rimini capitale del Wellness</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 May 2022 15:50:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute&benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Mignini]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutto pronto per il 16esimo appuntamento dedicato alle ultime tendenze fitness, benessere e sport  RiminiWellness è l’appuntamento di riferimento per gli appassionati e per i professionisti del mondo dello sport, del benessere, del business, della cultura fisica e sana alimentazione. Dopo due anni, la fiera torna finalmente dal vivo con tante novità e altrettanta innovazione.  [&#8230;]</p>
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<p><b>Tutto pronto per il 16esimo appuntamento dedicato alle ultime tendenze fitness, benessere e sport </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">RiminiWellness è l’appuntamento di riferimento per gli appassionati e per i professionisti del mondo dello sport, del benessere, del business, della cultura fisica e sana alimentazione. Dopo due anni, la fiera torna finalmente dal vivo con tante novità e altrettanta innovazione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il successo dell’edizione “Active” del 2021 ha rappresentato la prima ripartenza del settore sportivo e ha messo in luce l’enorme potenziale del fitness come strumento di aggregazione per riscoprire una nuova socialità, fatta di divertimento e di esercizio fisico in sicurezza. La pandemia inoltre ha spinto a ripensare l’intero comparto per una esperienza sempre più personalizzata e focalizzata sul concetto di benessere a 360°.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> “Rispetto al passato, il mondo del wellness è diventato molto più ampio e in grado di soddisfare tutte le richieste degli appassionati che possono così, in base alle esigenze, frequentare i corsi più idonei. Dopo il Pilates, che assieme alla yoga è approdato nelle sale fitness, c’è stato il momento del funzionale, mentre oggi la vera novità è sicuramente l’allenamento kalistenico con tutte le sue varianti. Il vero cambiamento nelle abitudini degli appassionati è stato stimolato dalla pandemia, che ha suggerito forme di allenamento con sistemi informatici, incrementando anche lo sviluppo del settore dei Personal Trainer”. Ha dichiarato Roberta Fadda, Segretaria e Tesoriere FIF &#8211; Federazione Italiana Fitness sui profili social @RiminiWellness.</span></p>
<p><b>RiminiWellness 2022</b><span style="font-weight: 400;"> riparte da qui, con tanto entusiasmo da parte di espositori, performer e pubblico per conoscere le mode e i trend legati al movimento fisico che vanno dagli allenamenti più intensi a quelli soft delle discipline olistiche, fino ai massaggi rilassanti crio-dinamici: si agli </span><b>sport da combattimento</b><span style="font-weight: 400;">, </span><b>arti marziali</b><span style="font-weight: 400;">, </span><b>body building </b><span style="font-weight: 400;">e tutto ciò che riguarda la &#8220;</span><b>cultura fisica</b><span style="font-weight: 400;">&#8221; con ‘</span><b>RiminiSteel</b><span style="font-weight: 400;">’ , grande attesa anche per l’area rivolta alle </span><b>discipline olistiche</b><span style="font-weight: 400;"> del </span><b>Pilates</b><span style="font-weight: 400;"> e dello </span><b>Yoga </b><span style="font-weight: 400;">di grande appeal tra il</span> <span style="font-weight: 400;">pubblico. Dopo un anno di assenza, torna anche </span><b>Pro.Fit</b><span style="font-weight: 400;">, la sezione B2B riservata agli operatori professionali, come i proprietari di palestre e centri fitness, personal trainer ma anche fisioterapisti, medici sportivi etc. che potranno scoprire e toccare con mano tutte le proposte dei principali player per le loro attività. Infine, non mancherà </span><b>FoodWell Expo</b><span style="font-weight: 400;">, il padiglione dedicato alla sana alimentazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo il ricordo dei mesi trascorsi in casa, gli spazi esterni hanno assunto un valore ancora più prezioso. Le palestre hanno ampliato la propria offerta con stimolanti attività da svolgere in gruppo e all´aria aperta, così da allenarsi e allo stesso tempo favorire la socialità. Il </span><b>Digital Nordic Walking </b><span style="font-weight: 400;">è una tipologia di allenamento adatto a tutte le età, che unisce la camminata nordica ispirata allo sci di fondo alla tecnologia dei Gabel e-poles, bastoncini sensorizzati dotati di un esclusivo sistema digitale che esegue il monitoraggio dell´attività e dei parametri cinematici di entrambi gli arti superiori. I benefici di questo esercizio vanno dal miglioramento della coordinazione e della postura, oltre che della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca, fino alla tonificazione dei muscoli. Inoltre, stare tanto tempo all´aria aperta incide in modo rilevante sulla riduzione dello stress.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La mobilità è un aspetto spesso non adeguatamente considerato quando si parla di salute fisica. In realtà, avere una buona elasticità muscolare è fondamentale per sentirsi bene. Per questo, il metodo </span><b>hit funzionale Cross Cardio</b><span style="font-weight: 400;"> ha sviluppato una tipologia di allenamento chiamata Mobility System, che coinvolge a 360° l´individuo e coniuga l´aspetto cardiovascolare al concetto di mobilità. Si tratta di una serie di esercizi da svolgere a corpo libero in piedi, in quadrupedia o in posizione supina e prona, che mirano a migliorare la capacità di movimento del corpo nello spazio. Si otterrà una migliore consapevolezza del proprio fisico, lavorando sulla postura e sulla coordinazione motoria, con un conseguente aumento di flessibilità delle articolazioni. I benefici sono una riduzione della tensione muscolare, la prevenzione e la limitazione dei traumi all´apparato locomotore, oltre ovviamente ad un miglioramento della circolazione sanguigna.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A volte non servono attrezzi per potenziare i muscoli. La dimostrazione è il </span><b>Bodyweight Flow</b><span style="font-weight: 400;">, una disciplina che si basa su esercizi a corpo libero e utilizza esclusivamente il peso dell´individuo contro la gravità per sviluppare forza e resistenza. L´obiettivo è quello di sviluppare una serie di ´abilità biomotorie´, a partire da forza, agilità, elasticità, resistenza, potenza, velocità, flessibilità, coordinazione e . non per ultimo . equilibrio. La sua immediatezza e la semplicità della sua applicazione, nonché il fatto che richieda davvero pochi sforzi per iniziare la pratica, rendono il Bodyweight Flow perfetto sia per gli appassionati di fitness, sia per gli sportivi alle prime armi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Bastano pochi minuti al giorno per cambiare lo stato della mente e il benessere nel corpo. </span><b>Yoga Therapy</b><span style="font-weight: 400;"> è una branca terapeutica dello yoga che cura l´individuo attraverso un approccio integrale, volto ad una gestione dello stress e dei disturbi più comuni della vita quotidiana, dai classici mal di schiena ed emicrania, fino al mal di stomaco, cervicalgia, asma. È utile soprattutto per placare l´ansia e gli effetti causati dal cosiddetto Ôlong Covid´ perché è una pratica che aiuta a trovare un´autoregolazione del proprio organismo grazie a specifici esercizi di meditazione, di respirazione (pranayama) e di particolari movimenti degli arti per creare dei vortici energetici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È importante riservarsi anche dei piccoli momenti di relax personale per allentare le tensioni accumulate nel corso della vita quotidiana o per recuperare le forze dopo un intenso esercizio fisico. Il </span><b>massaggio crio dinamico con ghiaccio</b><span style="font-weight: 400;"> è una innovativa tecnica contro i dolori, gli inestetismi della pelle e l´affaticamento muscolare. Già 2000 anni fa i romani avevano compreso che il caldo e il freddo erano in grado di agire sul dolore e nelle loro terme offrivano un genere di cure basato proprio su questo principio. Questa tecnica prevede di eseguire dei movimenti a contatto con la pelle con una particolare sfera fredda chiamata cryo-ball per attivare una vasodilatazione e un effetto anestetico che permettono di raffreddare in profondità la muscolatura durante una fase acuta di infortunio o dopo uno sforzo.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Cristina Mignini</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4463" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-2-rimini-wellness-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-2-rimini-wellness-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-2-rimini-wellness-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-2-rimini-wellness-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-2-rimini-wellness-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-2-rimini-wellness-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-2-rimini-wellness-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-2-rimini-wellness.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>“I traguardi” storie di sport e di sportivi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 May 2022 15:50:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra De Angelis]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La vita è un viaggio, per certi versi molto simile ad una maratona. Ognuno la percorre in base ai suoi tempi, chi consapevolmente e chi ignaro di partecipare ad una gara, ma per tutti c’è un punto di arrivo. Il traguardo più bello, tuttavia, è quando lasci dietro di te una scia di amore, passione [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">La vita è un viaggio, per certi versi molto simile ad una maratona. Ognuno la percorre in base ai suoi tempi, chi consapevolmente e chi ignaro di partecipare ad una gara, ma per tutti c’è un punto di arrivo. Il traguardo più bello, tuttavia, è quando lasci dietro di te una scia di amore, passione e conoscenza condivisa, talento e gentilezza. Quando di te rimane un esempio!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel mio racconto “Allenarsi a vivere imparando a correre” ne parlo chiaramente, grazie ad un uomo di cultura e di sport che ha ispirato la narrazione. Il racconto è all’interno di un volume intitolato “I traguardi” che parla di sport e di sportivi, ed è il quarto di una bellissima antologia: Marche d’Autore. Per La Città Magazine ho intervistato i curatori David Miliozzi e Jonathan Arpetti:</span></p>
<p><b>COME NASCE L’ANTOLOGIA MARCHE D’AUTORE?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Marche d’Autore nasce da un’intuizione che abbiamo avuto nel 2019, quando le Marche erano la Regione ospite al salone internazionale del libro di Torino. Mancava un progetto strutturato ed eterogeneo che rappresentasse la pluralità espressiva del nostro territorio. Abbiamo fatto una call regionale, coinvolgendo le voci narrative più interessanti, e abbiamo subito pensato a un dialogo tra linguaggi artistici. Insieme agli scrittori e alle scrittrici, nomi emergenti e vincitori di premi nazionali, abbiamo coinvolto i più importanti artisti marchigiani, da Dante Ferretti, Enzo Cucchi, Eliseo Mattiacci, fino a Silvio Craia e Tullio Pericoli. Nonostante la loro grandezza questi Maestri si sono subito mostrati disponibili a una collaborazione e hanno contribuito a Marche d’Autore con una loro opera rappresentativa del territorio.</span></p>
<p><b>COME SCEGLIETE I TEMI DA TRATTARE E LE COPERTINE?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il primo tema sono stati i Luoghi, poi nel secondo volume ci siamo concentrati sui Personaggi e nel terzo sui Nutrimenti. Le Marche sono l’unica Regione italiana femminile e plurale, qualsiasi tema, antropologico, culinario o culturale, dà stimoli eccezionali ai tanti scrittori, poeti e artisti che fanno parte della “famiglia” allargata di Marche d’Autore. Si può proprio parlare di famiglia ormai, sono nati rapporti profondi e vere amicizie, un luogo di scambio e confronto molto vivace e vivo. Per quanto riguarda la copertina ogni volta coinvolgiamo un artista marchigiano. La scelta del Tema e della copertina arrivano con grande naturalezza, magari grazie a una suggestione che ci ha emozionato durante il nostro tour di presentazioni in giro per le Marche. Per il quarto volume, i Traguardi sportivi, abbiamo coinvolto il poliedrico artista Nazzareno Rocchetti, che ci ha donato l’immagine di una sua scultura esposta a Camerino.</span></p>
<p><b>“I TRAGUARDI” È IL QUARTO VOLUME APPENA PUBBLICATO, UN TEMA IMPORTANTE CHE SI ESTENDE DALLO SPORT ALLA VITA IN GENERALE; SPESSO ATTRAVERSO LO SPORT SI PUNTA A RAGGIUNGERE ANCHE E SOPRATTUTTO UN TRAGUARDO PERSONALE. COSA È EMERSO DAI RACCONTI E DALLE POESIE SCELTE?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Marche d’autore, I Traguardi. Questo il tema dell’ultimo volume. Un tema a cui teniamo particolarmente. Ultimamente le Marche sono state protagoniste di imprese sportive storiche. È tempo di ascoltare la voce dei nostri atleti, olimpici e paralimpici, dei nostri arbitri, degli allenatori. In prima persona, oppure variazioni sul tema raccontate dagli scrittori di Marche d’Autore. Storie di Traguardi a 360 gradi, come dici bene tu. Non a caso il libro comincia con il primo grande Traguardo umano, la nascita.</span></p>
<p><b>L’ANTOLOGIA MARCHE D’AUTORE PUO’ ESSERE ASSIMILATA AD UNA SQUADRA E VOI AD ALLENATORI O TECNICI SPORTIVI?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Bella questa similitudine. Siamo certamente una grande squadra, o come dicevamo prima una grande famiglia. Noi abbiamo semplicemente intuito la bellezza di questo progetto e ci abbiamo creduto da subito, lavorando e impegnandoci per farlo crescere, giorno dopo giorno. Se vogliamo andare avanti con la metafora sportiva, siamo due allenatori molto fortunati, perché Marche d’Autore è una squadra di top player.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo aver ringraziato David e Jonathan, mi sono fermata a sfogliare questo libro così elegante, da cui trasuda l’anima degli uomini e delle donne che, dello sport, hanno fatto uno stile di vita. Vi lascio un breve stralcio del mio racconto dedicato a Gabriele Cavezzi: “uno storico importante e ovviamente uno sportivo, è stato, </span><b>IL &#8211;</b><span style="font-weight: 400;"> tecnico sportivo. Ha allenato grandi campioni, generazioni di ragazzi a cui ha insegnato uno stile di vita sano e giusto, quello che si impara attraverso la tenacia e il sacrificio, la volontà e la passione. Nulla ci viene regalato, se non il talento, ma quello non basta se sei uno che non si applica, uno che demorde, che si arrende alla prima sconfitta, che non si rialza, che non sopporta la fatica. La fatica, ecco, a quella ci si abitua, adagio adagio, attraverso un giusto allenamento sia fisico che mentale…”.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Alessandra De Angelis</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4460" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-2-I-Traguardi-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-2-I-Traguardi-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-2-I-Traguardi-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-2-I-Traguardi-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-2-I-Traguardi-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-2-I-Traguardi-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-2-I-Traguardi-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-2-I-Traguardi.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La ricerca della bellezza e della consapevolezza passa attraverso lo sport</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 May 2022 15:50:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Percoco]]></category>
		<category><![CDATA[Letture sotto l'ombrellone]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mettetevi in moto. Il nostro corpo è qualcosa che lasceremo qui: e allora, tanto vale lasciarlo sfinito, sfatto, consumato, vissuto. Si, è una forma di aggregazione, diventa per alcuni un business, per altri una professione, per altri ancora semplicemente un passatempo, ma è anzitutto una relazione, l’ennesima, con se stessi. Ora, indipendentemente dallo sport che [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Mettetevi in moto. Il nostro corpo è qualcosa che lasceremo qui: e allora, tanto vale lasciarlo sfinito, sfatto, consumato, vissuto. Si, è una forma di aggregazione, diventa per alcuni un business, per altri una professione, per altri ancora semplicemente un passatempo, ma è anzitutto una relazione, l’ennesima, con se stessi. Ora, indipendentemente dallo sport che sceglierete, cogliete la possibilità che quest’ennesimo sforzo, vi darà per conoscere un’altra parte di voi, e superarla, superando voi stessi, ma prima state in ciò che vi viene detto, suggerito, sussurrato, da una macchina perfetta che ha voglia di esplodere, mentre voi la state accompagnando. Chi vive nella gioia non si può sottrarre, e non può nemmeno scegliere un’unica disciplina, sceglierà invece la disciplina, che permetterà di passare da uno sport all’altro, e sarà facile, una volta incontrato il piacere, provarne sempre di più. Fatelo perché non ci sarà sempre possibilità di farlo, fatelo perché le forze non vi permetteranno più un giorno di sentirvi in quel modo, esausti, mentre non avrete neppure la forza di farvi una doccia: sarà così, volte; altre invece vi sentirete di poter arrivare chissà dove, ma arriveranno presto i vostri limiti, mentali più che fisici, o entrambi, e vi daranno tempra, facendovi capire che ‘non si può’, ma voi non ci starete, e cercherete di andare oltre, perché per questo siamo fatti. Siate felici, tenete alte le vibrazioni, concedetevi pensieri dominanti che vi porteranno ad essere coscienti che potrete fare anche quello: capite la bellezza di esserci sotto tutti i punti di vista? Vi dico di più: facendo sport, mangerete meno, e non lo dico per una questione di linea, ma di equilibrio, che è una linea molto più vicina all’anima. I chili in più, un giorno, andranno restituiti alla terra, non è roba vostra, e, diventando più presenti a voi stessi, capirete che non vi toccano, vi tocca il giusto. Vi tocca il giusto perché ci sono persone che nonostante gli sforzi veri, quelli che tornano ad affacciarsi anche ad un perso ‘occidente’, non trovano a tavola un granché, e allora con coscienza, capirete quanto dovrete affrontarvi, e quanto dovrete condividere, sotto tutti i punti di vista. Cambiate paradigma, riprogrammatevi, salutate con rispetto e amicizia gli altri corridori se correte, siate leali negli sport di gruppo, e siate felici in quelli individuali. Regalatevi uno sfinimento progressivo, fino a riportare a tono il vostro cuore, ma fatelo sentire vivo: ne ha bisogno! Fatelo comandare: sentitelo nelle orecchie, sul petto, nelle gambe quando sarete sfiniti, portate quel sangue ad ebollizione, e poi decidete quando cambiare marcia, e quando fermarvi. Sapete quanto sudore c’è dietro ad ogni slancio, ad ogni allungo prima di farlo in un certo modo? Ma la vedete la bellezza di chi corre alle 5:30 prima di andare a lavoro ogni mattina? ‘Sono matti!’ esclamano in tanti, eppure chi lo fa, sa che sta andando ad incontrare se stesso per l’ennesima volta, dopo una promessa fatta il giorno prima, e non esiste nulla di più bello, nel vedere persone che mantengono le proprie promesse. Prendete acqua e vento, siete alberi, non potete che uscirne più forti, saldate le vostre radici all’anima, e regalatevi anche quest’altra pelle. Si certo, poi viene anche l’aspetto fisico, è una conseguenza di un’armonia che quando inizia a farsi sentire, vi prende dalla testa ai piedi. Abbiate cura della mente, dell’anima, e quindi del corpo, non esiste vibrazione più grande, è la magia di ogni triade: è vostra madre più vostro padre, e voi siete il loro movimento tantrico. Avete mai visto una sola goccia dell’oceano a cui è concesso non muoversi? Siamo acqua, siamo l’acqua Santa che benedice Dio ogni domenica, e non è la mano dell’uomo che può fermare tutto questo, né una voce che può decidere se sottrarsi o meno. Fatelo per chi non può farlo, fatelo per chi non può fare più, e cercate la bellezza ovunque. Mettetevi in moto, e non vi fermerà più nessuno, e nemmeno ci terra’ a farlo, una volta che avrà percepito il vostro moto: quando siete in moto, vi è tutto concesso. Ascoltatevi, le gambe, le braccia, la mente, andranno da sole: è il Cuore, la sola cosa che conta, fatelo esplodere, di sport, di gioia, di altruismo, iniziando da voi. Con affetto. Quello nella foto è un uomo normale, che quando non è sugli scogli scrive articoli di giornale, e quegli scogli sono de ‘La Playa de la Lanzada’ , l’ultima spiaggia a nord-ovest della Spagna, Oceano Atlantico, dietro c’era tutto il resto d’Europa, e davanti a me 9 ore di aereo per gli Stati Uniti:  ma io la Bellezza l’ho sentita li, dopo aver nuotato e scalato in mezzo a tutti gli scogli, per arrivare dove si vive in sospeso, tra terra e mare. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Giuseppe Percoco</span></p>
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		<title>Vela maestra di vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 May 2022 15:50:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The King]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Bufalari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come membro dell’Advisory Board di Assonautica Italiana ho da poco assunto la delega ai rapporti con le Federazioni Sportive e con le ASD, le Associazioni Sportive Dilettantistiche e l’ho fatto con coscienza perché in quel mondo ci son cresciuto. Al Circolo Nautico Sambenedettese ho passato gli anni più belli della mia adolescenza.  Gli anni che [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Come membro dell’Advisory Board di Assonautica Italiana ho da poco assunto la delega ai rapporti con le Federazioni Sportive e con le ASD, le Associazioni Sportive Dilettantistiche e l’ho fatto con coscienza perché in quel mondo ci son cresciuto. Al Circolo Nautico Sambenedettese ho passato gli anni più belli della mia adolescenza. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli anni che mi hanno formato, sia come velista e come sportivo preparandomi alle navigazioni che si facevano sulle barche da altura anche con la STA-Italia e la Marina Militare ma soprattutto preparandomi ad una avventura ancora più impegnativa, la vita.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Eh si, il Circolo è stata una seconda famiglia, dove mi hanno formato. I Circoli Velici son quei posti dove rigore e divertimento si sposano bene, ma d’altronde così è la Vela. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una disciplina sportiva e non solo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Riflettevo su questo proprio perché se ne è parlato anche l’altro giorno a Palazzo Marina, dove è stato presentato il Nastro Rosa 2022 un giro a vela tra Venezia e Genova, Una competizione sportiva lungo i nostri mari, e proprio lì il Sottocapo di Stato Maggiore della Marina, Amm. Giuseppe Berutti Bergotto ha sottolineato come la disciplina della vela sia fondamentale per la formazione delle nuove generazioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo è lo sport in generale, ma il cuore mi fa sempre parlare di quello che più amo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’andar per mare a vela, nella mia esperienza, mi ha insegnato tanto, a rapportarmi con gli altri, ad esser squadra ed equipaggio, un pugno di amici in mezzo al mare…che diventano un corpo unico. È faticoso andar per mare a vela, è scomodo è alle volte anche usurante e stressante…ma quante emozioni ti sa regalare, ogni fatica viene superata, ogni ostacolo diventa un ricordo lontano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo sport è tutto questo, un modo divertente per capire la vita per comprendere che se vuoi ottenere un risultato, beh con fatica, impegno, preparazione puoi arrivarci e se per qualsiasi ragione non arrivi al podio, beh ci avrai provato, e ne vale sempre la pena, perché solo rischiando potrai dire di aver vissuto davvero.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proprio tutto questo bagaglio di emozioni che scrivendo vengon piano piano fuori come un fiume in piena, mi ricordano e mi stimolano da giurista a porre sempre attenzione al mondo dello sport e così come anticipavo ecco perché son stato contento della delega, perché mi permetterà di mettermi a disposizione di un mondo che ti regala tanto e che va protetto e difeso, come con disposizioni e misure che possano supportarlo, dal punto di vista giuridico normativo, economico. Ho scritto poco tempo fa di operatori economici e concessioni demaniali. Anche i circoli sportivi e le associazioni sportive saranno toccate dalle nuove prossime normative che interesseranno le coste e il demanio e proprio per le peculiarità di questo mondo è fondamentale che lo Stato riconosca il valore aggiunto che nella società civile lo Sport può portare, arricchendo soprattutto i cittadini di domani, i più giovani. E noi con qualche anno in più sulle spalle abbiamo l’onere e l’onore di poterci adoperare per far si che il settore dell’associazionismo sportivo ove il cuore oscura il portafoglio sia sempre più promosso e supportato.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Avv. Antonio Bufalari</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4451" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-la-vela-scuola-di-vita-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-la-vela-scuola-di-vita-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-la-vela-scuola-di-vita-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-la-vela-scuola-di-vita-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-la-vela-scuola-di-vita-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-la-vela-scuola-di-vita-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-la-vela-scuola-di-vita-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-la-vela-scuola-di-vita.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>C’era una volta De Coubertin</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 May 2022 15:50:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The King]]></category>
		<category><![CDATA[Gerardo Altieri]]></category>
		<category><![CDATA[Letture sotto l'ombrellone]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il titolo del pezzo è ispirato da uno dei vari poeti dialettali romaneschi che si trovano quotidianamente per strada, nel traffico, al bar, ecc.: secondo me rende bene l’idea di ciò che ogni giorno facciamo un po&#8217; tutti, sportivi e non… Concentriamoci nell’ambito sportivo, ma vorrei prima fare un preambolo di quello che abbiamo vissuto [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Il titolo del pezzo è ispirato da uno dei vari poeti dialettali romaneschi che si trovano quotidianamente per strada, nel traffico, al bar, ecc.: secondo me rende bene l’idea di ciò che ogni giorno facciamo un po&#8217; tutti, sportivi e non…</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Concentriamoci nell’ambito sportivo, ma vorrei prima fare un preambolo di quello che abbiamo vissuto negli ultimi decenni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una volta chi faceva sport era veramente guidato dallo spirito di De Coubertin, ma dalla seconda metà del secolo scorso e, soprattutto in questi ultimi anni, lo spirito competitivo e agonistico ha travalicato quel sano limite che prima di tutto ci porta a misurarci con noi stessi e le nostre capacità, poi a confrontarci con gli altri e, dove è previsto, a costruire un auspicabile spirito di squadra.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La frenesia attuale ci porta a dover affrontare tante sfide quotidiane, a volte molto più impegnative di una sessione in palestra: la competitività ci circonda quotidianamente con i colleghi di lavoro, poi con gli amici, poi con i vicini di casa e così via. In pratica facciamo sport in senso lato ogni minuto della nostra vita, ma non con lo spirito del barone De Coubertin.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi lo sport è diventato un must sin da piccoli: se fosse fatto come azione maieutica per i bambini, così da fargli fare sana attività fisica, da fargli creare lo spirito di squadra, sarebbe perfetto. Poi vai ad un torneo o ad una gara di qualunque disciplina e trovi spesso qualche genitore che insulta l’arbitro o l’allenatore o l’avversario del suo adorato pargolo, oppure passa direttamente alle vie di fatto: in questo caso l’evoluzione darwiniana ha toppato…</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un’altra trasformazione, in questo caso positiva, che oggi hanno preso alcuni sport è quella di essere praticati non solo come fini a sé stessi, ma quanto per fare networking. Gli esempi da manuale sono il tennis e, con una platea più ristretta, il golf: il primo sport (e le sue relative declinazioni, come lo squash o il padel) è praticato da milioni di nostri connazionali e a volte viene praticato proprio col fine ultimo di poter stare insieme a persone professionalmente affini, con le quali poter discutere di vari argomenti lavorativi. Il golf invece, vuoi perché è più costoso, vuoi perché ogni sessione richiede molto più tempo di altri sport, è praticato da un numero più ristretto di persone, che generalmente sono quelle che hanno più responsabilità e potere, perciò più possibilità di sviluppare business importanti: spesso sono executive di aziende, importanti professionisti, imprenditori che in quei momenti uniscono l’utile di un incontro informale di business con il dilettevole (ma altrettanto utile) di una mezza giornata all’aria aperta a fare uno sport fisicamente non gravoso, che richiede un elevato grado di concentrazione e tecnica. Se facessimo un parallelo con il mondo del lavoro, è come sedersi ad una riunione in cui vengono richieste elevate soft skills (empatia, concentrazione, giusta tecnica di public speaking, capacità di sintesi, ecc.) con hard skill, prima tra tutti la padronanza degli argomenti trattati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Alla fine scopriamo che siamo tutti sportivi, ma ci esercitiamo in uno sport che cambia continuamente le sue regole, in funzione di coloro con cui ci confrontiamo: tale sport si chiama vita quotidiana. C’è un solo modo per vincere la partita: stare bene con sé stessi, tutto il resto viene dopo…</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Gerardo Altieri</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4447" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-ma-che-te-corri-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-ma-che-te-corri-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-ma-che-te-corri-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-ma-che-te-corri-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-ma-che-te-corri-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-ma-che-te-corri-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-ma-che-te-corri-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-ma-che-te-corri.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Il business non è uno sport!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 May 2022 15:50:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fare business]]></category>
		<category><![CDATA[Ezio Angelozzi]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Direi che è ora di smetterla con le metafore sportive che vorrebbero equiparare un team di manager a una squadra di calcio, di pallavolo o di briscola: sono tutte sciocchezze e ti dico perché. Se hai un minimo di esperienza di business, seguimi fino alla fine e, probabilmente, sarai d’accordo con me nel concludere che [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Direi che è ora di smetterla con le metafore sportive che vorrebbero equiparare un team di manager a una squadra di calcio, di pallavolo o di briscola: sono tutte sciocchezze e ti dico perché.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se hai un minimo di esperienza di business, seguimi fino alla fine e, probabilmente, sarai d’accordo con me nel concludere che tutti i ragionamenti dei grandi motivatori che continuano ad assimilare l’azienda a una squadra sportiva sono pura fuffa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vogliamo fare dei confronti, dei parallelismi, delle similitudini? E facciamoli.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Squadra sportiva</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">1_ è composta da un numero preciso di atleti, </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">2_ gioca con regole condivise che vengono controllate da un arbitro, o più di uno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">3_ tutto avviene durante un tempo limitato che è quello della partita.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">4_ tutto si svolge in uno spazio limitato e in un confronto diretto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">5_ il numero degli avversari è noto. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">6_ se ne conoscono uomini, mezzi e, a volte, si può disporre dei video per studiare le tattiche di gioco.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">7_ i risultati sono in una classifica visibile a tutti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">8_ (questa è la migliore) il leader, cioè, l’allenatore, può decidere chi far giocare e chi tenere in panchina, sostituendo quelli meno performanti, al volo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Devo continuare o è evidente anche a voi l’idiozia del confronto?!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma quale manager ha 11 dipendenti al lavoro e altri 11 seduti e pagati (strapagati) per non far nulla in attesa di una eventuale entrata in azione, anche per 5 minuti?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma stiamo scherzando o facciamo sul serio?!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fare business è molto più complesso, richiede una visione articolata e stratificata di una realtà dove entrano in gioco mille condizioni e regole molto interpretabili; in Italia, aggiungerei: incomprensibili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma quale squadra deve combattere con trecentomila leggi, gestite da tribunali e giudici più intenti a fare carriera che a lavorare e garantire giustizia? (vedi lo scandalo Palamara, per prenderne uno a caso).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quale squadra deve interrompere una partita perché si presenta in campo l’agenzia delle entrate che blocca l’azienda per tre settimane e, alla fine, in un modo o nell’altro trova qualcosa che non va ed eleva una multa?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma Te l’immagini che al 35° del secondo tempo di Juve – Inter, irrompa nel campo una specie di polizia sportiva che si mette a fare l’antidoping ai calciatori di una sola delle due squadre, mentre l’altra può continuare a giocare?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ti sembra assurdo vero? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo è, solo che nel business questo può accadere e può durare mesi, salvo concludere che aveva ragione l’azienda ma oramai ha perso mercato e, a volte, non ha modo di recuperarlo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La prossima volta che un “fantaguru” ti dice che la tua azienda è come una squadra sportiva, digli di darsi allo sport.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">P.S.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;immagine serviva solo per farti leggere l&#8217;articolo, perché anche la comunicazione non è uno sport <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />  </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ezio Angelozzi </span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Formatore e business coach</span></i></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4465" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-il-business-non-è-uno-sport-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-il-business-non-è-uno-sport-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-il-business-non-è-uno-sport-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-il-business-non-è-uno-sport-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-il-business-non-è-uno-sport-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-il-business-non-è-uno-sport-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-il-business-non-è-uno-sport-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-il-business-non-è-uno-sport.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Storie di miseria e di fatica per “scattare” in avanti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 May 2022 15:50:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Tempesta]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cercavo una definizione di sport, una definizione scevra da contaminazioni di parte. Una definizione, tecnica e ho trovato questa in un dizionario on line (Oxford Languages) -Attività che impegna, sul piano dell&#8217;agonismo oppure dell&#8217;esercizio individuale o collettivo, le capacità fisico-psichiche, svolta con intenti ricreativi ed igienici o come professione.- Lo sport affonda le proprie radici, [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Cercavo una definizione di sport, una definizione scevra da contaminazioni di parte. Una definizione, tecnica e ho trovato questa in un dizionario on line (Oxford Languages)</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">-Attività che impegna, sul piano dell&#8217;agonismo oppure dell&#8217;esercizio individuale o collettivo, le capacità fisico-psichiche, svolta con intenti ricreativi ed igienici o come professione.-</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo sport affonda le proprie radici, nella notte dei tempi, nasce nell’antica Grecia ed era legato alla sfera religiosa, militare ed aristocratica, poi via, via si va laicizzando fino a diventare un’attività professionale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Alla sua nascita lo sport era legato ai culti eroici e non era sufficiente partecipare, ma fondamentale vincere per affermare la superiorità fisica, il desiderio di gloria e il disprezzo per il perdente, con buona pace di Monsieur de Couberin. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vorrei in queste poche righe, però, cercare di far comprendere lo sport da altri punti di vista, che nulla hanno a che vedere con la gloria e gli atti eroici ma, sono un viatico per uscire da una situazione di miseria e povertà. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La storia è piena di sportivi affamati, uso volutamente questo termine per sottolineare la gravità dalle situazioni in cui vivono, che ce l’hanno fatta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Vengono dall’Africa, dal Sudamerica, altri provengono da regimi totalitari.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vorrei raccontare brevemente la storia di tre uomini. Due provengono dall’ atletica e uno dalla danza, che pur non costituendo uno sport è un altro canale da cui evadere verso una vita migliore, il che non sempre significa abbandonare il proprio paese di origine.</span></p>
<p><b>Abebe Bikila</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa è una storia che sicuramente ricorderanno i lettori adulti o gli appassionati di sport.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Bikila era un maratoneta proveniente dall’altopiano, da dove vengono i migliori atleti di questa specialità, in Etiopia ed è tra le guardie del corpo del Presidente Hailè Salassiè, il Negus.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 1960 partecipò alle Olimpiadi di Roma che vinse correndo scalzo. Magrissimo, determinato ma, contemporaneamente sereno. È il trionfo di un intero continente è un riscatto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> C’è un precedente nella storia delle Olimpiadi; nel 1936 un atleta americano, Jesse Owens, anche lui di colore, vinse i cento metri davanti al Führer, che lascio lo stadio profondamente contrariato   per la supremazia del atleta statunitense.</span></p>
<p><b>Alberto Juantorena</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cubano, mezzofondista e velocista, un altro mito; nel 1976 vince l’oro alle Olimpiadi di Montreal agli 800 metri piani con il tempo record di 1&#8217;43&#8243;50, tre giorni dopo, ancora l’oro, con i 400 metri in 44&#8243;26: unico atleta al mondo a vincere due ori negli stessi giochi olimpici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 2012 è inserito nella IAAF Hall of Fame, per meriti sportivi</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le sue vittorie le dedica alla rivoluzione cubana e ancora oggi afferma: </span><i><span style="font-weight: 400;">«Solo la gente senza ideali corre dietro al denaro. Pensano di andare negli Stati Uniti e diventare ricchi, ma dentro sono vuoti, hanno venduto l’anima. Noi preferiamo rimanere a Cuba per aiutare il nostro Paese». </span></i><span style="font-weight: 400;">Ricordo, sempre a Cuba un pugile molto bravo, Teofilo Stevenson, che per passare al professionismo avrebbe dovuto battersi con Cassius Clay, Rifiutò dicendo «</span><i><span style="font-weight: 400;">Cosa valgono cinque milioni di dollari, se ho l’amore di otto milioni di cubani».</span></i></p>
<p><b>Rudolf Nureev</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Affermatissimo ballerino e coreografo sovietico, soprannominato il “tartaro volante” per la velocità e per la propensione alle acrobazie. Rivoluzionò il balletto, accrescendo l’importanza dei ruoli maschili, contribuendo all’ abbattimento del confine tra ballo classico e danza moderna.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Studia a Leningrado all’Accademia di Danza Vaganova del Kirov, la stessa dove studiarono grandi protagonisti della danza russa come Vaclav Nižinskij, Anna Pavlova e Galina Ulanova. Entra nella Compagnia di Balletto del Teatro Kirov, dove ebbe occasione di ballare con le maggiori ballerine sovietiche del tempo fra cui: Alla Šelest, Irina Kolpakova, Alla Sizova ed ebbe anche il raro privilegio di poter viaggiare al di fuori dei confini sovietici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Durante le esibizioni a Parigi critico e pubblico concordano sulla bravura di Nureyev ma il KGB, che non lo ha perso mai di vista, disapprovava le sue frequentazioni occidentali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Nel frattempo gli viene chiesto di replicare il suo lavoro parigino a Londra e una mattina di giugno del 1961, mentre si accingeva ad imbarcarsi nell’ aeroporto parigino Le Bourget, gli viene comunicato dal funzionario del KGB che lo “scortava”, che sarebbe dovuto rimpatriare per una esibizione al Cremlino, mentre gli altri avrebbero potuto continuare la tournèe. Il resto è storia: fuga rocambolesca, per consegnarsi alla polizia francese e chiedere   asilo politico al Governo francese.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">3 uomini, tutti diversi tra di loro, alla ricerca di una vita migliore, alla ricerca della propria realizzazione umana e professionale, lo sport per i primi due e la danza, nel caso di Nureev hanno radicalmente cambiato il loro destino. Quando si dice che il destino è nelle nostre mani.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Franco Tempesta</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4453" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-lo-sport-come-percorso-verso-una-vita-migliore-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-lo-sport-come-percorso-verso-una-vita-migliore-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-lo-sport-come-percorso-verso-una-vita-migliore-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-lo-sport-come-percorso-verso-una-vita-migliore-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-lo-sport-come-percorso-verso-una-vita-migliore-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-lo-sport-come-percorso-verso-una-vita-migliore-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-lo-sport-come-percorso-verso-una-vita-migliore-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-lo-sport-come-percorso-verso-una-vita-migliore.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La magia delle armonie in movimento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 May 2022 15:50:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Zaccagnini]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Guarda sempre l’uomo che sta facendo il tiro alla fune con te. Non limitarti a tirare la tua estremità, alza lo sguardo e guardalo negli occhi: solo così saprai che è un essere umano, esattamente come te.”  Carlos Castaneda Il corpo è fonte energetica, ogni movimento, azione o pensiero è paragonabile a un fascio di [&#8230;]</p>
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<p><b>“</b><b><i>Guarda sempre l’uomo che sta facendo il tiro alla fune con te. Non limitarti a tirare la tua estremità, alza lo sguardo e guardalo negli occhi: solo così saprai che è un essere umano, esattamente come te.”  Carlos Castaneda</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il corpo è fonte energetica, ogni movimento, azione o pensiero è paragonabile a un fascio di luce luminoso che prende forma. Siamo involucri luminosi materializzati nel movimento, muscoli, scheletro, organi e pelle originano un corpo la cui bellezza dà il massimo nell&#8217;azione, nel pensiero, nella parola. È una macchina perfetta che va alimentata continuamente con la giusta motivazione per ottenere lo slancio necessario al raggiungimento degli obiettivi. Lo sport è uno degli elementi, la disciplina che aiuta a rendere sano il corpo, attività fisica che diventa fondamentale per vivere in armonia con l&#8217;involucro che ci riveste e con chi ci vive accanto. Il fascino dell’armonia nei corpi trova nelle arti la sua massima espressione, come tanti rami dello stesso albero che generano fiori e frutti meravigliosi. L&#8217;unione di due discipline, sport e arte, non possono che dare risultati straordinari per espressività, bellezza e comunicatività. Un esempio strabiliante di questa magnifica fusione si può ammirare nelle opere di Andrea Starinieri, artista pescarese con un curriculum significativo. Alcuni suoi ritratti di leggende come Muhammad Ali, Simone Biles, Sergej Bubka, Primo Carnera, Nadia Comaneci, Tonya Harding, Bruce Lee, Greg Louganis, Diego Armando Maradona, Pietro Mennea e Ayrton Senna, trasmettono particolari vibrazioni dalle quali l’osservatore resta attratto, quasi immerso, tanto alto è il punto d&#8217;intesa che si raggiunge nel guardarli. Occhi negli occhi è il caso di dire poiché essi parlano con lo sguardo, intense le scene che li rappresentano in azione. La tecnica pittorica trasforma ogni pennellata in punti di forza, colori disposti ad arte e tratti di scuri e chiari sublimi. Atleti che si sono formati attraverso il sudore, la costanza, l&#8217;impegno, la determinazione e il giusto atteggiamento mentale per uscire dal ghetto di vite difficili, da problematiche, che attraverso l&#8217;agonismo sono diventati campioni osannati in tutto il mondo, uomini che hanno sfidato la vita vincendo la competizione più importante, quella in cui hanno salvato se stessi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8220;</span><b><i>Io credo che dovrebbero essere i lavori a parlare da sé, dato che la mia maniera di approcciarmi alla pittura è molto legata all’immagine e all’emotività. </i></b></p>
<p><b><i>Sicuramente c&#8217;è da parte mia la volontà di arrivare direttamente al pubblico, non solo degli addetti ai lavori. Per quanto riguarda la scelta dei soggetti, anche quella è dapprima istintiva. </i></b></p>
<p><b><i>Col senno di poi posso dire che mi sono accorto che tutti i soggetti da me rappresentati nascono in contesti di emarginazione, utilizzano lo sport per sopravvivere o integrarsi, per riempire un vuoto esistenziale.&#8221;</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Andrea Starinieri si esprime magistralmente anche nella Street Art, un &#8220;madonnaro&#8221; che realizza capolavori disegnati a gesso sulle pavimentazioni delle più grandi città del mondo. Inevitabilmente il pensiero corre verso la terra, al contatto con essa e con ciò che da sotto emerge. Il suolo sul quale poggiano i piedi, tutto nasce dal basso. Come i campioni che dal fondo hanno preso lo slancio, per volare alto, restare &#8220;in gioco&#8221; e non farsi sopraffare dagli eventi della vita. </span></p>
<p><b><i>&#8220;Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior&#8221; </i></b></p>
<p><b><i>Fabrizio De André &#8211; Via del Campo</i></b></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maria Zaccagnini</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4458" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-sport-e-arte-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-sport-e-arte-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-sport-e-arte-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-sport-e-arte-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-sport-e-arte-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-sport-e-arte-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-sport-e-arte-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-sport-e-arte.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Quando la cooperazione supera la competizione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 May 2022 15:50:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<category><![CDATA[Letture sotto l'ombrellone]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pensiamoci un attimo e consideriamo quanto una attività sportiva, se cooperativa e generatrice di uno spirito condiviso, riesce a sprigionare uno stato di benessere. Distinguerei, in questo senso, proprio queste due aree della percezione dello sport che fanno, appunto, riferimento alla competizione rispetto alla cooperazione. Se lo sport lo consideriamo nella prima accezione, evidentemente non [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Pensiamoci un attimo e consideriamo quanto una attività sportiva, se cooperativa e generatrice di uno spirito condiviso, riesce a sprigionare uno stato di benessere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Distinguerei, in questo senso, proprio queste due aree della percezione dello sport che fanno, appunto, riferimento alla competizione rispetto alla cooperazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se lo sport lo consideriamo nella prima accezione, evidentemente non prendiamo in considerazione lo spirito comunitario: sì, ci potrà anche essere, ma circola sullo sfondo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Voglio dire che assumerà una funzione di cornice, ma il quadro, la parte essenziale e predominante è quella che i latini sintetizzavano con il: “mors tua, vita mea”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa massima ci fa tornare indietro di millenni, quando i gladiatori scendevano in campo ed il loro destino veniva ad essere decretato dal pollice dell’imperatore, che poteva essere all’insù o viceversa, in posizione contraria, che decretava l’uccisione del contendente in posizione sottomessa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proviamo a pensare invece alla cooperazione e, se proprio volete che vi riferisca una particolare specialità sportiva che considero come il “non plus ultra” dello spirito cooperativo, il pensiero mi corre alla “staffetta 4&#215;4”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Voi vi chiederete cos’abbia di così speciale questa pratica sportiva: risponderei:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">con il passaggio del testimone.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La specialità della staffetta si esprime attraverso il primo atleta che fa il suo giro di pista, impugnando una bacchetta di legno che sa di dover consegnare al secondo atleta: ma quando gliela consegna? Solo nel momento in cui i due atleti saranno appaiati e la mano del primo si protenderà verso il cavo della mano del secondo, in modo che neppure un millimetro di corsa possa subire un rallentamento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ovviamente la medesima tecnica di massima sintonia muscolare e relazionale riguarderà il terzo e poi ancora il quarto atleta, fino al traguardo finale e dunque dando la possibilità di registrare quanto questo passaggio “della bacchetta” sarà stato particolarmente “sintonico”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qualcuno potrà obiettarmi? Allora? Non c’è competizione anche in una pratica sportiva simile? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Risponderei che sicuramente il primato va di diritto all’azione cooperativa, che ha generato una osmosi tra i quattro atleti che, se sono arrivati a conseguire un affiatamento così globale e complessivo, è perché hanno costruito una grande collegialità che ha rappresentato davvero un “valore aggiunto”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindi saranno riusciti a trovare le condizioni per stimarsi, apprezzarsi, valorizzarsi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ve lo immaginereste quattro atleti di una staffetta 4&#215;4 che non si sopportassero?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sarebbe qualcosa di incomprensibile e, addirittura, di anacronistico!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Allora, mi sembra di poter dire che dovremmo maggiormente divulgare questo tipo di specialità sportiva nella quale la competizione starà sullo sfondo, ma la cooperazione avrà sempre e comunque la sua centralità di spirito e dunque costituirà l’elemento vincente.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ernesto Albanello</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4454" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-lo-sport-quando-la-vita-non-è-solo--300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-lo-sport-quando-la-vita-non-è-solo--300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-lo-sport-quando-la-vita-non-è-solo--1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-lo-sport-quando-la-vita-non-è-solo--768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-lo-sport-quando-la-vita-non-è-solo--696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-lo-sport-quando-la-vita-non-è-solo--1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-lo-sport-quando-la-vita-non-è-solo--600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-lo-sport-quando-la-vita-non-è-solo-.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Quando lo sport riesce a rispondere finalmente al gender gap</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 May 2022 15:50:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Oliva]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Hanno lottato tanto per essere considerate delle atlete professioniste e non delle dilettanti. Hanno lottato per essere retribuite come i maschi. C’è una lunga storia di battaglie – spesso finite in tribunale &#8211; in tal senso e finalmente le giocatrici di calcio americane hanno vinto, siglando uno storico accordo per l’equal pay (la parità salariale tra [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Hanno lottato tanto per </span><b>essere considerate delle atlete professioniste</b><span style="font-weight: 400;"> e non delle dilettanti. Hanno lottato per essere </span><b>retribuite</b> <b>come i maschi</b><span style="font-weight: 400;">. C’è una lunga storia di battaglie – spesso finite in tribunale &#8211; in tal senso e finalmente le giocatrici di calcio americane hanno vinto, siglando uno storico accordo per l’</span><b>equal pay</b><span style="font-weight: 400;"> (la </span><b>parità salariale tra calciatori e calciatrici</b><span style="font-weight: 400;">)</span> <span style="font-weight: 400;">almeno nella </span><b>Nazionale</b><span style="font-weight: 400;"> a </span><i><span style="font-weight: 400;">Stelle e Strisce</span></i><span style="font-weight: 400;">, perché nei club vige la legge di mercato. Un passo per colmare il </span><b><i>gender gap</i></b><span style="font-weight: 400;">, raggiungendo chi come la Norvegia lo ha fatto anni prima. Nel calcio in generale c’è ancora tanto da fare ed è prettamente maschile anche se lo sport non lo è più da un pezzo. Almeno da 10 anni nel nostro Paese secondo l’ISTAT ormai il numero delle </span><b>donne che praticano sport ha superato quello degli uomini in Italia</b><span style="font-weight: 400;">. E qualcosa comincia a muoversi se per esempio nel </span><b>rugby</b><span style="font-weight: 400;">, come riporta l’agenzia </span><i><span style="font-weight: 400;">Ansa</span></i><span style="font-weight: 400;">, la Federazione ha assicurato a 24 giocatrici che gravitano intorno alla Nazionale uno stipendio che permette loro di non dover lavorare, e quindi di essere fisicamente più preparate.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo sport che sicuramente è più avanti di tutti gli altri nel colmare il </span><i><span style="font-weight: 400;">gender gap</span></i><span style="font-weight: 400;"> è sicuramente il </span><b>tennis</b><span style="font-weight: 400;">. La rivoluzione parte da lontano con l’epica “</span><b><i>battaglia dei sessi</i></b><span style="font-weight: 400;">”, episodio risalente a circa 50 anni fa quando è stata disputata la partita di tennis tra Billie Jean King e Bobby Rings. Era il 20 settembre del </span><b>1973</b><span style="font-weight: 400;">, in piena </span><b>rivoluzione sessuale</b><span style="font-weight: 400;">, a confrontarsi </span><span style="font-weight: 400;">la campionessa mondiale femminile e l&#8217;ex campione maschile. La campionessa all’inizio era restia, poi ha deciso che andava fatto perché come ha dichiarato lei stessa: “</span><i><span style="font-weight: 400;">saremmo tornati indietro di 50 anni se non avessi vinto quella partita. Avrebbe rovinato il circuito femminile e fatto perdere l’autostima a tutte le donne</span></i><span style="font-weight: 400;">”. Giocò il suo tennis aggressivo e all&#8217;attacco e vinse davanti a più di 30mila spettatori in tre set con il punteggio di 6-4, 6-3 e 6-3. Rimane uno degli </span><b>eventi sportivi televisivi più visti di tutti i tempi</b><span style="font-weight: 400;">, con 90 milioni di spettatori in tutto il mondo. Per diventare anche un film nel 2017 con Emma Stone e Steve Carrell nei panni dei due giocatori. </span><span style="font-weight: 400;">E nonostante questo tra il primo Slam che ha introdotto la parità – lo US Open proprio in quei giorni del 1973 &#8211; e l&#8217;ultimo &#8211; Wimbledon nel 2007- sono passati ben 34 anni. Anni di battute sessiste. Anche se spesso si risolve in premi uguali solo per i vincitori. Per non parlare poi degli sponsor e delle leggi di mercato: lo sport maschile vende di più, incassa di più. Infatti, basta controllare la classifica annuale di </span><i><span style="font-weight: 400;">Forbes</span></i><span style="font-weight: 400;"> degli sportivi più pagati, per trovare nei primi 50 solo due donne; non a caso due tenniste, e americane con </span><b>Naomi Osaka</b><span style="font-weight: 400;"> al 19esimo posto e Serena Williams, che oltre che atleta è un complesso personaggio dello showbiz con tanto di famiglia al seguito. Fino alla storia del padre per cui Will Smith ha vinto l’Oscar quest’anno. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Storie di donne che lottano per altre donne, donne che vincono contro l’opposizione degli uomini, perché come sosteneva Virginia Woolf: “</span><i><span style="font-weight: 400;">La storia dell’opposizione degli uomini all’emancipazione della donna è forse persino più interessante dell’emancipazione in sé</span></i><span style="font-weight: 400;">”.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Angela Oliva</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4464" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-editoriale-3-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-editoriale-3-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-editoriale-3-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-editoriale-3-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-editoriale-3-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-editoriale-3-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-editoriale-3-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-editoriale-3.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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