Quando la cooperazione supera la competizione

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Pensiamoci un attimo e consideriamo quanto una attività sportiva, se cooperativa e generatrice di uno spirito condiviso, riesce a sprigionare uno stato di benessere.

Distinguerei, in questo senso, proprio queste due aree della percezione dello sport che fanno, appunto, riferimento alla competizione rispetto alla cooperazione.

Se lo sport lo consideriamo nella prima accezione, evidentemente non prendiamo in considerazione lo spirito comunitario: sì, ci potrà anche essere, ma circola sullo sfondo.

Voglio dire che assumerà una funzione di cornice, ma il quadro, la parte essenziale e predominante è quella che i latini sintetizzavano con il: “mors tua, vita mea”.

Questa massima ci fa tornare indietro di millenni, quando i gladiatori scendevano in campo ed il loro destino veniva ad essere decretato dal pollice dell’imperatore, che poteva essere all’insù o viceversa, in posizione contraria, che decretava l’uccisione del contendente in posizione sottomessa.

Proviamo a pensare invece alla cooperazione e, se proprio volete che vi riferisca una particolare specialità sportiva che considero come il “non plus ultra” dello spirito cooperativo, il pensiero mi corre alla “staffetta 4×4”.

Voi vi chiederete cos’abbia di così speciale questa pratica sportiva: risponderei:

con il passaggio del testimone.

La specialità della staffetta si esprime attraverso il primo atleta che fa il suo giro di pista, impugnando una bacchetta di legno che sa di dover consegnare al secondo atleta: ma quando gliela consegna? Solo nel momento in cui i due atleti saranno appaiati e la mano del primo si protenderà verso il cavo della mano del secondo, in modo che neppure un millimetro di corsa possa subire un rallentamento.

Ovviamente la medesima tecnica di massima sintonia muscolare e relazionale riguarderà il terzo e poi ancora il quarto atleta, fino al traguardo finale e dunque dando la possibilità di registrare quanto questo passaggio “della bacchetta” sarà stato particolarmente “sintonico”.

Qualcuno potrà obiettarmi? Allora? Non c’è competizione anche in una pratica sportiva simile? 

Risponderei che sicuramente il primato va di diritto all’azione cooperativa, che ha generato una osmosi tra i quattro atleti che, se sono arrivati a conseguire un affiatamento così globale e complessivo, è perché hanno costruito una grande collegialità che ha rappresentato davvero un “valore aggiunto”.

Quindi saranno riusciti a trovare le condizioni per stimarsi, apprezzarsi, valorizzarsi.

Ve lo immaginereste quattro atleti di una staffetta 4×4 che non si sopportassero?

Sarebbe qualcosa di incomprensibile e, addirittura, di anacronistico!

Allora, mi sembra di poter dire che dovremmo maggiormente divulgare questo tipo di specialità sportiva nella quale la competizione starà sullo sfondo, ma la cooperazione avrà sempre e comunque la sua centralità di spirito e dunque costituirà l’elemento vincente.

Ernesto Albanello

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