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	<title>Siamo Figli delle Stelle Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>“Insects are good for you and the planet” parola di AstroSamantha</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2022 13:15:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Mignini]]></category>
		<category><![CDATA[Siamo Figli delle Stelle]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Grilli ai mirtilli, la barretta proteica è spaziale “Insects are good for you and the planet” parola di AstroSamantha. “Secondo la FAO, oltre 2000 specie di insetti sono consumate dagli esseri umani in tutto il pianeta. E anche nello spazio! La mia barretta di cereali ai mirtilli qui contiene anche farina di grilli come fonte [&#8230;]</p>
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<p><b><i>Grilli ai mirtilli, la barretta proteica è spaziale</i></b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Insects are good for you and the planet”</span></i><span style="font-weight: 400;"> parola di AstroSamantha</span><i><span style="font-weight: 400;">. “Secondo la FAO, oltre 2000 specie di </span></i><b><i>insetti</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> sono consumate dagli esseri umani in tutto il pianeta. E anche nello spazio! La mia barretta di cereali ai mirtilli qui contiene anche farina di grilli come </span></i><b><i>fonte</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> di </span></i><b><i>proteine</i></b><i><span style="font-weight: 400;">”</span></i><span style="font-weight: 400;"> twitta il 23 settembre scorso, la prima comandante della Stazione Spaziale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dai suoi canali social Twitter e TikTok, Samantha Cristoforetti non smette di attrarre gli utenti con le tante condivisioni dallo spazio che vanno dalle curiosità sulla quotidianità degli astronauti ai fotogrammi del nostro Pianeta che da lontano sembra non conoscere le vicissitudini che lo caratterizzano.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;"> “Vi porterò all’ultima frontiera del cibo” </span></i><span style="font-weight: 400;">spiega Samantha Cristoforetti prima di addentare lo snack “grillo al mirtillo” in un video girato da lei stessa sulla Stazione Spaziale e diffuso sui social. Lo snack è realizzato con farina di grillo, </span><i><span style="font-weight: 400;">“</span></i><b><i>È buono per te e per il pianeta</i></b><i><span style="font-weight: 400;">”</span></i><span style="font-weight: 400;"> commenta addentandolo con gusto.</span></p>
<p><a href="https://twitter.com/AstroSamantha/status/1573360831642968065?s=20&amp;t=V3LfwE4teMd-0kAdCNe67Q"><span style="font-weight: 400;">LEGGI QUI</span></a></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel mondo, spiega </span><i><span style="font-weight: 400;">“due miliardi di persone già si nutrono di insetti. Alcune specie sono considerate delle prelibatezze, perché sono ricche di nutrienti e sostenibili dal punto di vista ecologico. Perché non le provate anche voi?”</span></i><span style="font-weight: 400;">. Viene da chiedersi se la condivisione della barretta sarà una delle abitudini che rimarranno nel quotidiano del team di astronauti che hanno condiviso con lei la missione e che sono ancora in orbita. Nel frattempo Samantha sarà ricordata anche per la sensibilizzazione verso </span><b>pratiche alimentari più sostenibili</b><span style="font-weight: 400;"> che in futuro potrebbero diventare una opportunità sempre più preziosa. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In Europa il cibo a base di insetti è approvato dal 2018, anche se l’autorizzazione è limitata a tre specie: grilli, cavallette e larve della farina.  La farina a base di insetti in effetti, non viene di solito percepita quando è mescolata con altri cibi. Nel caso del grillo al mirtillo, lo chef che supporta l’Agenzia Spaziale Europea (Esa) nel preparare gli alimenti per lo spazio ha raccontato l’aneddoto sull’origine dello snack. Cristoforetti, ha spiegato Stefano Polato al Mattino di Padova, ha espressamente chiesto un alimento a base di insetti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oltre ai cibi previsti dall’Esa, agli astronauti possono scegliere dei piatti, </span><i><span style="font-weight: 400;">“Il grillo al mirtillo è stata la sua unica richiesta”</span></i><span style="font-weight: 400;"> ha spiegato Polato. </span><i><span style="font-weight: 400;">“</span></i><b><i>Gli insetti sono fonte di proteine complesse, paragonabili alle proteine animali”. </i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una curiosità.  L’ azienda pugliese di Raffaele Tiberino, amministratore di Sudalimenta srl, fondatore del marchio Tiberino è stata selezionata insieme ad altre per produrre cibi spaziali.  Ma la Tiberino non è l’unica a fabbricare space food, anche l’azienda piemontese Argotec dà vita a piatti bonus. David Avino, Managing Director dell’azienda Argotec ha impiegato più di un anno di ricerche per creare piatti spaziali, cercando di accontentare le papille gustative dell’intero equipaggio. Grazie alla Argoteca al marchio Tiberino, gli astronauti italiani Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti hanno mangiato sull’Iss piatti pugliesi rivisitati, lasagne, risotto, caponata, parmigiana di melanzane e tiramisù. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Cristina Mignini</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-7529" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/samantha_cristoforetti-259x300.png" alt="" width="259" height="300" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/samantha_cristoforetti-259x300.png 259w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/samantha_cristoforetti-600x694.png 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/samantha_cristoforetti.png 612w" sizes="(max-width: 259px) 100vw, 259px" /></p>
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		<title>Siamo figli delle stelle?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2022 15:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<category><![CDATA[Siamo Figli delle Stelle]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tanti anni fa, quando ero poco più che un bambino, accadde il famoso “allunaggio” dei tre astronauti americani che ci fecero rendere conto che “atterrare” stava ad intendere un “mettere i piedi per terra” ma che i piedi potevano essere poggiati su altre superfici… non necessariamente solo lunari, ma casomai di Marte e, chissà, tra [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Tanti anni fa, quando ero poco più che un bambino, accadde il famoso “allunaggio” dei tre astronauti americani che ci fecero rendere conto che “atterrare” stava ad intendere un “mettere i piedi per terra” ma che i piedi potevano essere poggiati su altre superfici… non necessariamente solo lunari, ma casomai di Marte e, chissà, tra qualche decennio, di Venere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’aspirazione dell’Uomo di esplorare sempre più da vicino lo spazio, è stata sempre un qualcosa di irrefrenabile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In fondo gli Osservatori Astronomici sono nati da questo bisogno profondo di sapere se nell’Universo eravamo noi, uniche specie viventi o se, in qualche sperduta galassia, forse anche al di fuori del sistema solare o addirittura della Via Lattea, poteva essere contemplata la eventualità di altre forme di vita.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La fantasia dei ragazzi è stata, per molto tempo, resa ancora più fertile per via di presunte forme viventi (gli UFO, gli ominidi, gli alieni, i marziani): quale motivazione più pressante, allora, se non quella di andare a progettare spedizioni per mandare persone della Terra ad incontrare altre forme intelligenti di vita?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tornando alla esplorazione dello spazio, mettiamo indietro di poco le lancette dell’orologio della Storia e ci accorgiamo che Teramo in fondo è stata sempre in posizione avanzata in questo settore, se si considera che  Vincenzo Cerulli, astronomo e matematico, si costruì, tra il 1890 ed il 1893 su una collina prospicente la città (su un terreno di sua proprietà) un osservatorio dotato di telescopio che poi, nel 1917 divenne proprietà dello Stato per sua donazione e che prese il nome di Collurania perché da quella postazione fu individuata e localizzata una stella sconosciuta che avrebbe preso la denominazione di “Urania” .</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Noi oggi sappiamo che le stelle, per inviare la propria luce sulla terra, impiegano degli anni, al punto che può capitarci di osservare punti luminosi nel firmamento, senza escludere che quelle formazioni stellari potrebbero essersi già estinte, proprio in virtù del lungo tragitto impiegato per far giungere a noi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono scoperte affascinanti, rappresentano consapevolezze che ci rendono meno distante la volta celeste e che hanno motivato sempre più persone che gravitavano nelle stazioni spaziali, a tentare l’ingresso in orbita per tempi programmati a seconda delle spedizioni. L’Italia ha sempre ben figurato in quanto nelle capsule spaziali internazionali hanno trovato alloggio vari personaggi di cui ricordiamo Paolo Nespoli negli anni precedenti e Samantha Cristoforetti che è pienamente attiva in queste spedizioni programmate da più nazioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Possiamo allora senz’altro dire che lo spazio suscita tuttora un fascino particolare, perché sprigiona un bisogno che l’uomo ha sempre coltivato: quello del volo e l’anelito a staccarsi il più possibile dal suolo terrestre.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Casomai poi per vedere il nostro pianeta da un’altra prospettiva. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In fondo, la canzone di Alan Sorrenti ben individua la continua volontà degli uomini di superare l’immobilismo…perché non si fermeranno per niente al mondo, senza storia e senza età, eroi di un sogno…ci incontriamo per poi perderci nel tempo… </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ernesto Albanello</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-7336" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-siamo-figli-delle-stelle-vrp-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-siamo-figli-delle-stelle-vrp-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-siamo-figli-delle-stelle-vrp-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-siamo-figli-delle-stelle-vrp-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-siamo-figli-delle-stelle-vrp-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-siamo-figli-delle-stelle-vrp-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-siamo-figli-delle-stelle-vrp-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-siamo-figli-delle-stelle-vrp.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Paulo Coelho e la luce delle Stelle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2022 15:30:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazioni e dissociazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Zaccagnini]]></category>
		<category><![CDATA[Siamo Figli delle Stelle]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando desideri qualcosa tutto l’universo cospira affinché tu realizzi il tuo desiderio” Paulo Coelho Siamo stelle che gravitano nell’universo, fatti della sostanza che lo avvolge navighiamo nell’infinito mare delle possibilità. Ci guardiamo volare dentro le onde del possibile e dell’impossibile animati da emozioni che scambiamo dall’anima al corpo e dal corpo all’anima. La nostra figura [&#8230;]</p>
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<p><i><span style="font-weight: 400;">Quando desideri qualcosa tutto l’universo cospira affinché tu realizzi il tuo desiderio”</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Paulo Coelho</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Siamo stelle che gravitano nell’universo, fatti della sostanza che lo avvolge navighiamo nell’infinito mare delle possibilità. Ci guardiamo volare dentro le onde del possibile e dell’impossibile animati da emozioni che scambiamo dall’anima al corpo e dal corpo all’anima. La nostra figura cambia di attimo in attimo e restiamo attoniti dentro all’imperturbabile mutamento dei sentimenti; cosa ci guida, qual è la forza che ci spinge ogni giorno al compimento delle azioni spesso inconsapevoli non lo sappiamo o siamo certi di saperlo, forse. Nei nostri emisferi, destro e sinistro, le forze che ci abitano delineano caratteristiche  che determinano inclinazioni e talenti. Cosa c’è al di là di noi? Cosa ci porta a sperare, cosa ad arrenderci e cosa a esistere? Mondi lontani eppur così vicini influenzano scelte, decisioni, passi. Sarebbe bello vedere quel che esiste oltre noi stessi, toccare con mano gli astri che gravitano con noi, che ci rendono forti, fragili, felici, tristi. Il cosmo è affascinante, le lune influenzano i nostri giorni, le chiare albe e i rossi tramonti sono l’ispirazione che ci porta a desiderare. Ma i desideri si realizzano se lo vogliamo davvero e se ci fanno sorridere, qualche volta li boicottiamo sapendo di farlo e diventiamo calamite per situazioni che non vorremmo incontrare sulla nostra strada. Eppure amiamo sfidare l’universo, convogliamo gli eventi in un punto preciso solo, o inconsciamente, per orgoglio. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La tramortita esistenza che  chiede venia, l’indissolubile legame con tutte le nostre paure, proietta in noi le insicurezze e l’intraprendenza necessarie per creare e mettere alla luce chi siamo davvero. Ed è proprio vero che l’universo cospira per farci realizzare i nostri sogni se davvero lo crediamo possibile. È  questo groviglio meraviglioso di lampi, luce e fuoco che ci abita e nel quale abitiamo a decretare le identità. Fasci di colore e di energie sconosciute ci spostano facendoci ondeggiare, ci cullano e rassicurano, ci fanno vibrare, ci scuotono e calmano, in un incommensurabile vortice di emozionanti visioni, lontane e vicine, reali e ignote chiamate vita. </span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Solo gli occhi aperti possono scoprire che l&#8217;universo è il libro della più alta Verità.”</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">RUMI</span></i></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Maria Zaccagnini</span></i></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-7338" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/02_Paulo_Coelho-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/02_Paulo_Coelho-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/02_Paulo_Coelho-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/02_Paulo_Coelho-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/02_Paulo_Coelho-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/02_Paulo_Coelho-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/02_Paulo_Coelho-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/02_Paulo_Coelho.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<item>
		<title>Quanto ci costano le Stelle?</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/quanto-ci-costano-le-stelle/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=quanto-ci-costano-le-stelle</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2022 15:30:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Percoco]]></category>
		<category><![CDATA[Siamo Figli delle Stelle]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono, intanto. Esistono le Stelle. E per quanto sia bella la Terra, spesso, si ha bisogno di guardare un po’ ‘all’insù’ affinché la vita, qui, abbia un senso. Per ogni dimensione esistono aspetti più poetici ed altri più concreti, scientifici, e l’Uomo probabilmente ha bisogno di esplorare ogni cosa che incontra, sotto differenti punti [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Ci sono, intanto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Esistono le Stelle.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E per quanto sia bella la Terra, spesso, si ha bisogno di guardare un po’ ‘all’insù’ affinché la vita, qui, abbia un senso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per ogni dimensione esistono aspetti più poetici ed altri più concreti, scientifici, e l’Uomo probabilmente ha bisogno di esplorare ogni cosa che incontra, sotto differenti punti di vista.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non so esattamente cosa spinga un uomo a pensare di non doversi mai fermare, nella ricerca dico, ma so, che se non avessimo avuto questa attitudine, ci saremmo mossi ben poco, dalla nostra condizione di partenza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">So per certo che, per quanto alcune scelte trovino pieno entusiasmo ed assoluta condivisione dal punto di vista sociale, le stesse, trovano interrogativi del tipo: ma che bisogno abbiamo di andare sulla Luna, o su Marte?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non so rispondere sinceramente, o meglio avrei due tipi di risposte: una nei confronti di tutte quelle persone che, perseguendo le loro ricerche e spendendo tutte le proprie energie per scoperte del tutto legittime, avrebbero, per quel che conta, la mia massima approvazione; ed un’altra, per tutte quelle persone che un po’ più praticamente, troverebbero più senso a rendere la vita un po’ più comoda a persone che vivono in condizioni che noi non possiamo neppure immaginare: e parlo per esempio di un libro eccezionale ‘un dollaro al giorno’ (consigliato); ed anche qui, con un’espressione un po’ più amareggiata non potrei non dire ‘avete ragione’.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ora, penso, il concetto che permette di non giudicare con una certa morale ciò che avviene, è pensare che ci siano cose che non avvengono a danno di altri eventi, ma in maniera del tutto parallela, e qui ragiono come se non potessi fare a meno di proseguire le mie ricerche, sapendo di poter contribuire ad una parte dell’umanità, probabilmente futura, intendo dire: se noi dovessimo analizzare tutti i nostri comportamenti, le energie che noi utilizziamo costantemente e quotidianamente, e parlo anche di quelle economiche, si potrebbe rivalutare in ogni momento degli atteggiamenti, che in realtà non sono prioritari né per il nostro pezzo di società, né per tutto il resto della società.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vogliamo stabilire delle priorità? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Bene.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Temo allora, e lo dico in modo leale, che non ci sarebbe spazio per la creatività.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se noi aspettassimo ad ogni passaggio, un allineamento socio-economico da parte di ogni altro piccolo pezzo della società, andremmo ‘a rilento’, rispetto a cosa? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Rispetto al nostro senso di libertà, rispetto alla nostra immaginazione, rispetto alla legge del sovrumano di entrare nell’Uomo e farne un SuperUomo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Esistono però riflessioni che mi portano a pensare in modo fermo una cosa: tutti i passi che si compiono a favore di ciò che potrà essere estremamente prezioso per ‘la società dell’avvenire’ &#8211; ed anche domani è un pieno avvenire &#8211; devono essere compiuti con piena responsabilità da parte di quel pezzo di società che è più forte rispetto ad un’altra; non ci deve essere in sintesi, nessuna forma di sfruttamento da parte di società che non sono più muscolose per condizione genetica, ma lo sono perché scavano fino a lacerare le fibre di società che non potranno mai trovare ossigeno per il proprio sviluppo: ecco questo mi auguro venga ben inteso da uomini più consapevoli di quelli fino ad oggi apparsi sul Pianeta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindi: si alla Luna, e si anche a Marte, ma che ognuno sappia arrivarci con le proprie forze. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se un Dio esiste non ci si deve preoccupare di creare differenze: fu Lui il primo a crearci tutti differenti ed in condizioni differenti, e per alcune specie in cui predomina l’istinto, viene persino tollerato, o considerato quasi normale vederle che ‘si mangiano reciprocamente’, e anche qui, in un sistema decisamente complesso di sopravvivenza non saprei rispondere se è giusto che il leone si lasci morire o continui a vivere a danno di una gazzella, so però, che ad ogni scelta dobbiamo sapere che, per ogni nostro passo, anche giusto sotto ogni punto di vista, c’è qualcuno che rimane indietro, e sta alla nostra sensibilità considerare se vale la pena più abbracciare una persona sulla terra ora, o sognare che un giorno un terrestre ed un marziano, potranno pranzare assieme.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Giuseppe Percoco</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-7340" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-quanto-ci-costano-le-stelle-vrp-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-quanto-ci-costano-le-stelle-vrp-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-quanto-ci-costano-le-stelle-vrp-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-quanto-ci-costano-le-stelle-vrp-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-quanto-ci-costano-le-stelle-vrp-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-quanto-ci-costano-le-stelle-vrp-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-quanto-ci-costano-le-stelle-vrp-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-quanto-ci-costano-le-stelle-vrp.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La corsa allo spazio vs la protesta per l’uso dei jet privati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2022 15:30:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Oliva]]></category>
		<category><![CDATA[Siamo Figli delle Stelle]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Durante la Laver Cup – la competizione di tennis a squadre in cui Roger Federer ha detto addio alla racchetta – ha impressionato nella prima giornata della manifestazione il 23 settembre scorso &#8211; un venerdì, dettaglio importante che capirete tra pochissimo &#8211; un ragazzo che ha compiuto un’invasione di campo e si è dato fuoco [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Durante la </span><i><span style="font-weight: 400;">Laver Cup</span></i><span style="font-weight: 400;"> – la competizione di tennis a squadre in cui Roger Federer ha detto addio alla racchetta – ha impressionato nella prima giornata della manifestazione il 23 settembre scorso &#8211; un </span><b>venerdì</b><span style="font-weight: 400;">, dettaglio importante che capirete tra pochissimo &#8211; un ragazzo che ha compiuto un’invasione di campo e </span><b>si è dato fuoco</b><span style="font-weight: 400;"> sotto gli occhi della O2 Arena di Londra che è rimasta sbigottita. Le immagini hanno fatto il giro del mondo per tutta la stampa mondiale giunta sul campo londinese per l’ultimo match di Federer – in doppio con Nadal – e la protesta è andata in scena davanti a 17 mila persona: tanto conteneva l’impianto della capitale britannica. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il </span><b>gesto plateale</b><span style="font-weight: 400;"> a molti è parso concludere idealmente le manifestazioni del </span><b><i>Friday For Future</i></b><span style="font-weight: 400;">, riprese con grande partecipazione con l’inizio dell’anno scolastico in tutto il mondo proprio quel giorno. In particolare, cresce nel movimento giovanile ambientalista, una </span><b>protesta precisa</b><span style="font-weight: 400;"> quella contro l’</span><b>utilizzo dei jet privati</b><span style="font-weight: 400;">.  E quale occasione migliore di quella che ha visto alcune star dello sport riunite per l’evento, che spessissimo se non sempre utilizzano mezzi privati o di proprietà per spostarsi, inquinando molto di più che con i classici voli di linea.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’attivista</span> <span style="font-weight: 400;">ha fatto irruzione in campo durante il match</span> <span style="font-weight: 400;">tra Stefanos Tsitsipas – particolarmente preoccupato dal gesto e visibilmente sotto shock come hanno mostrato le telecamere &#8211; e Diego Schwartzman. Si chiamava Kai come hanno riportato i giornali internazionali, ha fatto un’invasione di campo velocissima, posizionandosi vicinissimo alla rete di metà campo con indosso una </span><b>maglietta bianca </b><span style="font-weight: 400;">con la scritta</span><b> «end private flights»</b><span style="font-weight: 400;">. E si è dato fuoco ad un braccio. Le manifestazioni di protesta contro l’utilizzo dei jet privati, tra i </span><b>VIP</b><span style="font-weight: 400;">, nel </span><b>mondo dello sport</b><span style="font-weight: 400;">, non è la prima volta che assurgono agli onori della cronaca. L’intervento immediato della security ha spento quasi immediatamente le fiamme e il ragazzo è stato trasportato subito fuori dal campo. Le immagini non sono state trasmesse in diretta – la partita è ripresa quasi immediatamente, con l’idea che fosse solo il solito fan &#8211; ma hanno fatto comunque il giro del mondo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un episodio che può sembrare un </span><b>paradosso</b><span style="font-weight: 400;"> in un’epoca che sta correndo – per ora solo per chi può economicamente spendere tantissimo – verso i </span><b>viaggi di lusso nello spazio</b><span style="font-weight: 400;">. Un’epoca che ha visto per i </span><b>funerali</b><span style="font-weight: 400;"> della </span><b>Regina Elisabetta</b><span style="font-weight: 400;"> i potenti del mondo utilizzare i più democratici autobus. Niente auto private: una scelta in cui c’è probabilmente la sensibilità ambientalista del nuovo re Carlo III, del principe di Galles William che ha creato il famoso </span><b><i>Earthshot Prize</i></b><span style="font-weight: 400;">, dedicato proprio a progetti che migliorano il futuro del Pianeta. Stessa sensibilità del principe Filippo. Tutti i regnanti, i VIP, i politici – tranne Biden e il primo ministro israeliano per questioni di sicurezza – hanno partecipato all’evento funebre riducendo al minimo l’impatto dei mezzi, in una Londra coperta da una </span><i><span style="font-weight: 400;">no fly zone</span></i><span style="font-weight: 400;"> completa. Anche per onorare la Sovrana con il massimo silenzio possibile al di fuori della cerimonia.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Angela Oliva</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-7344" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1_editoriale-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1_editoriale-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1_editoriale-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1_editoriale-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1_editoriale-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1_editoriale-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1_editoriale-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1_editoriale.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>L’universo, la nostra meravigliosa e sconosciuta tana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2022 15:30:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The King]]></category>
		<category><![CDATA[Gerardo Altieri]]></category>
		<category><![CDATA[Siamo Figli delle Stelle]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da sempre il cosmo ha affascinato il genere umano, accreditandolo prima di poteri divini (i pianeti e le stelle associati alle antiche divinità greche), poi di poter influenzare gli eventi (l’astrologia indaga quello, provando a dare una parvenza di base scientifica), oggi come frontiera dell’ignoto (semicit. Star Trek). Il cosmo è anche stato una presenza [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Da sempre il cosmo ha affascinato il genere umano, accreditandolo prima di poteri divini (i pianeti e le stelle associati alle antiche divinità greche), poi di poter influenzare gli eventi (l’astrologia indaga quello, provando a dare una parvenza di base scientifica), oggi come frontiera dell’ignoto (semicit. Star Trek). Il cosmo è anche stato una presenza fissa in tutte le arti: i poeti e gli scrittori, la cinematografia e, più in generale, le arti visive hanno sempre avuto grande attenzione a questo enorme contenitore che è l’universo (una sfera del diametro di 92 miliardi di anni luce, in continua espansione) che ingloba la nostra microscopica Terra.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ammetto di essere io stesso estremamente affascinato dall’universo, che mi ha portato ad appassionarmi di fantascienza: uno dei miei libri preferiti è “Guida galattica per autostoppisti” di Douglas Adams, insieme a “Terra!” di Stefano Benni, senza contare le varie saghe cinematografiche, da Guerre Stellari a Star Trek e così via (una menzione particolare per Balle Spaziali di Mel Brooks: un capolavoro!).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tornando con i piedi per terra, la ricerca scientifica ha investito cospicui capitali nello studio del cosmo e molti si sono chiesti perché sprecare risorse materiali e intellettive per qualcosa per cui non è ancora chiaro quali vantaggi possa dare alle nostre vite: pur non essendo un addetto ai lavori, nè un profondo cultore scientifico della materia, io ci vedo dei vantaggi, eccome!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando ho fatto i vari esami universitari di chimica e fisica ho imparato che ci sono delle importanti affinità tra l’infinitamente grande (l’universo) e l’infinitamente piccolo (il mondo subatomico): studiare l’uno aiuta lo studio dell’altro e viceversa, perciò viva l’astronomia e benedetti siano gli investimenti ad essa indirizzati!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dall’altro lato, il vil denaro ha attirato (giustamente) l’attenzione dei vari tycoon che negli ultimi anni sono diventati i protagonisti dei mercati finanziari: in questo caso Elon Musk, Jeff Bezos e Richard Branson hanno principalmente investito nella ricerca per i viaggi spaziali. Personalmente credo che la principale molla che li abbia mossi sia stata quella della visibilità mediatica delle loro aziende, ma sono convinto che in un futuro a medio/lungo termine ci saranno comunque dei risvolti vantaggiosi anche a livello scientifico. Le colonie che pianificano di realizzare sulla Luna saranno il trampolino di lancio per altri viaggi, ma anche l’ambiente in cui studiare la materia e realizzare esperimenti in condizioni che sulla Terra sono riproducibili solo artificialmente, perciò con un grado di identità inferiore al 100%.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa ricerca verso l’ignoto (con la visibilità derivante dai nomi altisonanti che ci investono) è una formidabile molla per attivare una sanissima competizione in tutti gli ambiti scientifici: gli studiosi che si cullano sugli allori dei risultati raggiunti nel passato sono destinati a mangiare la polvere di chi ha fame di novità e di risultati. Non è più tempo di dogmi immutabili, ma è il tempo delle assumptions impossibili, che stimolano davvero a pensare “out of the box”: è così che si arriva a risultati inimmaginabili. Ci sono stati e ci saranno tanti studi che sfoceranno in un nulla di fatto, ma ciò non fermerà i visionari che si porranno sempre una domanda in più delle risposte che ricevono.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Gerardo Altieri</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-7346" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-universo-la-nostra-tana-tk-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-universo-la-nostra-tana-tk-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-universo-la-nostra-tana-tk-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-universo-la-nostra-tana-tk-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-universo-la-nostra-tana-tk-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-universo-la-nostra-tana-tk-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-universo-la-nostra-tana-tk-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-universo-la-nostra-tana-tk.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Io accetto l&#8217;universo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2022 15:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazioni e dissociazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Ragionieri]]></category>
		<category><![CDATA[Siamo Figli delle Stelle]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla Pangea alla deriva dei continenti, dalla circumnavigazione dell’Africa alla scoperta dell’Australia, dalle basi scientifiche in Antartico ai satelliti in orbita. Il concetto di spazio è relativo, quello di distanza ancora di più se si pensa che sono già partite le selezioni per individuare i primi uomini che colonizzeranno Marte chissà quando in futuro. Un [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Dalla Pangea alla deriva dei continenti, dalla circumnavigazione dell’Africa alla scoperta dell’Australia, dalle basi scientifiche in Antartico ai satelliti in orbita. Il concetto di spazio è relativo, quello di distanza ancora di più se si pensa che sono già partite le selezioni per individuare i primi uomini che colonizzeranno Marte chissà quando in futuro. Un viaggio di sola andata verso il pianeta rosso è sempre meno fantascienza, anche se percorrere la tratta Milano-Venezia in treno rispettando i tempi è ancora oggi utopia. Per gli astronauti deve essere traumatico tornare sulla Terra dopo una missione nello spazio: guardare l’orizzonte e tornare a soffermare lo sguardo su qualcosa deve essere una novità, abituati come sono a scrutare con gli occhi l’immensità dell’universo. Da lassù si assapora tutta la limitatezza del mondo e da quaggiù si ammira l’infinità del cielo stellato. Trovarsi su un’isola atlantica o tra le dune del deserto africano, tra i ghiacci artici o, perché no, nella foresta pluviale e rendersi conto che c’è molto di più oltre l’atmosfera, oltre il sistema solare, oltre la Via Lattea, dà un senso di vertigine da cui è difficile riprendersi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non ci sono passeggeri sulla nave spaziale Terra. Siamo tutti parte dell&#8217;equipaggio.” “La Terra è la culla dell&#8217;Umanità, ma non si può vivere per tutta la vita nella culla!” “Noi non viviamo, in realtà, sulla cima della solida terra ma sul fondo di un oceano d&#8217;aria.”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando l&#8217;uomo si soffermò a contemplare il cielo, il suo mondo interiore di paure, di inquietudini, di angosce per una vita aspra e precaria, si arricchì di una dimensione nuova, quella della riflessione e della consapevolezza di esistere al centro di qualcosa di arcano e misterioso, che chiamò universo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra i molteplici benefici della ricerca spaziale, diversi scienziati e giornalisti hanno citato le numerose ricadute che le tecnologie impiegate nelle missioni hanno nella vita di tutti i giorni sulla terra. I sostenitori della ricerca spaziale sono concordi nel ritenere che lo sviluppo delle tecnologie per lo spazio condizioni positivamente anche il progresso della nostra società.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le ricadute pratiche della ricerca spaziale si manifestano nelle più svariate applicazioni tra cui nuovi materiali, nuove leghe di metallo, nuove strumentazioni e così via. Chi sostiene i progressi dell’ingegneria aerospaziale riconosce dunque che la ricerca spaziale è uno straordinario impulso per continuare a sostenere lo sviluppo dell’uomo sulla Terra e nello spazio. Come affermano infatti diversi autori, i programmi spaziali hanno contribuito a migliorare la vita sul nostro pianeta da tutti i punti di vista, attraverso la risoluzione di numerosi problemi tecnici e lo sviluppo di nuove tecnologie essenziali per l’uomo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I   grandi investimenti economici, grossi rischi e obiettivi quasi impossibili della ricerca spaziale condizionino positivamente il progresso della nostra società.</span> <span style="font-weight: 400;">Innanzitutto, la ricerca spaziale ci protegge dagli asteroidi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel settore spaziale stiamo assistendo a una crescita molto rapida delle attività economiche e all’ingresso di soggetti e capitali privati. Di fatto, il mondo dello spazio sta cambiando, di conseguenza, stanno cambiano le prospettive, le opportunità ma anche i rischi. Tutto ciò sia a livello internazionale sia per il nostro Paese, che in questo settore ha una tradizione di eccellenza e obiettivi ambiziosi per il futuro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La space economy, quindi, non è solo affare statunitense anzi nel Pnrr </span><a href="https://www.askanews.it/cronaca/2021/04/26/pnrr-per-lo-spazio-previsto-investimento-da-12-miliardi-di-euro-pn_20210426_00165/"><span style="font-weight: 400;">per le tecnologie satellitari e l’economia spaziale sono previsti 1,29 miliardi di euro</span></a><span style="font-weight: 400;">: gli investimenti saranno dirottati sulle infrastrutture satellitari per il monitoraggio digitale a tutela del territorio e in generale nell’economia dello spazio e nelle tecnologie emergenti. “Allo spazio – si legge nel piano nazionale di ripresa e resilienza – è ormai ampiamente riconosciuto il ruolo di attività strategica per lo sviluppo economico, sia per il potenziale impulso che può dare al progresso tecnologico e ai grandi temi di ‘transizione’ dei sistemi economici.” Non a caso esiste un</span><a href="https://www.agenziacoesione.gov.it/s3-smart-specialisation-strategy/piano-strategico-space-economy/"><i><span style="font-weight: 400;"> </span></i><i><span style="font-weight: 400;">piano strategico “Space Economy” </span></i></a><span style="font-weight: 400;">l’iniziativa promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, per la definizione della politica nazionale nel settore spaziale. Il piano si propone anche come primo esempio di piano attuativo della Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente, rispondendo alla richiesta della Commissione Europea di programmare i fondi strutturali sulla base di una strategia unica integrata, dalla ricerca alla produzione. “La situazione della space economy assomiglia un po’ a internet vent’anni fa. Internet era un’infrastruttura pubblica che è stata resa accessibile ai privati, lo spazio era un settore di ricerca e alta tecnologia essenzialmente pubblico, oggi è largamente privato”, gli ultimi 5 anni sono cominciati a crescere gli investimenti di venture capital, negli Usa come in Europa. L’Italia in tutto questo scenario è assolutamente ben posizionata: “siamo nella sesta posizione al mondo. Abbiamo una legacy e una leadership. A livello europeo superiamo la Francia e la Germania in questo ambito questo è dovuto al fatto che attraverso il tessuto industriale, si pensi all’automotive si arriva ad una filiera spaziale completa:si producono cioè motori, benzine, sistemi di bordo, elettronica, stazioni di terra, impianti di comunicazione e ricezione basti pensare anche, ad esempio, a grandi aziende come Leonardo o Avio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il fondo Primo Space sia del settore upstream che downstream, ovvero in tutta la catena del valore che, partendo dalla ricerca, sviluppo e realizzazione delle infrastrutture spaziali abilitanti, arriva fino alla generazione di prodotti e servizi innovativi. “È un mercato che sta esplodendo questo non significa che entrarci è semplice. Si può investire in aziende pubbliche quotate, ma accade raramente. Attraverso il venture capital si investe in aziende private nella fase iniziale di sviluppo”. Ma la space economy sbarca a Piazza Affari e lo fa con un fondo d’investimento a gestione passiva che replica l’andamento di un paniere di titoli. “Tutta questa spinta privata riduce i costi di lancio e amplia l’accessibilità. Il governo e i ministeri fanno bene a puntare su questo settore. L’Italia, infatti, può giocarsela a livello internazionale, partendo da una situazione di partenza molto vantaggiosa”, bisogna continuare a spingere, a investire, a innovare per creare un sistema di aziende, più si riesce a spingere e investire, più si può diventare protagonisti. Questo settore richiede di sviluppare sinergie fra pubblico e privato e creare  sistema.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Thales Alenia Space Italia ed Officina Stellari che progetta e produce telescopi </span><i><span style="font-weight: 400;">ground based</span></i><span style="font-weight: 400;">  e </span><i><span style="font-weight: 400;">space based</span></i><span style="font-weight: 400;">  di altissima precisione hanno anche firmato un ampio accordo di cooperazione industriale per condividere conoscenze, asset industriali e competenze specifiche, mirando allo sviluppo di soluzioni, applicazioni e prodotti nelle aree di comune interesse, nel pieno rispetto dei rispettivi domini industriali e delle operazioni commerciali proprietarie in essere. Stanno cominciando a diventare operativi grandissimi sciami di nano satelliti, che essenzialmente sono strutture di telecomunicazione. Sopra la nostra testa stanno andando in orbita migliaia e migliaia di fotocamere e radar, sensori di tutti i tipi che estraggono i dati poi usati in svariati business, dall’agricoltura alle assicurazioni e le frontiere sembrano davvero infinite: si pensi alla startup LyteLoop, che tramite la fotonica consente di occupare meno spazio, almeno sulla Terra e di consumare meno energia ed elettricità, non è necessario l’impianto di raffreddamento, con costi più bassi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per quanto riguarda la Blue Economy, a tal proposito risulta importante considerare anche gli impatti economici derivanti dai cambiamenti climatici, dai rifiuti oceanici e dalla plastica, nonché il costo delle misure necessarie per limitare tali impatti. Al fine di proteggere l’ecosistema, le Nazioni Unite hanno recentemente adottato 17 Sustainable Development Goals (SDGs) da raggiungere entro il 2030. Lo sviluppo sostenibile, cioè la capacità di soddisfare i bisogni attuali della società senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri comprende tre dimensioni: economia, ambiente, società, è possibile effettuare alcune considerazioni in merito al fenomeno della Blue Economy in Europa. Attraverso i dati riguardanti i settori tradizionali ed emergenti, la relazione permette di comprendere non solo la dimensione che attualmente la Blue Economy riveste in Europa, ma anche il potenziale futuro. A tal proposito si è parlato anche di fenomeni quali protezione dell’ecosistema, cambiamenti climatici, impatti sugli oceani derivanti dalle materie plastiche. È chiaro dunque che si tratta di un argomento vasto, che comprende più settori e coinvolge, in linea teorica, tutti i Paesi dell’UE anche se in misura diversa in relazione alle dimensioni delle economie marittime nazionali. Adottando questa prospettiva, sembra dunque che la Relazione della Commissione si inserisca in un più ampio contesto di dialogo tra Stati con l’obiettivo di intraprendere percorsi condivisi nell’applicazione dei concetti relativi alla Blue Economy. Individuando i settori tradizionali ed emergenti si intende quindi indicare ai vari Stati quali sono le attività legate all’economia del mare che, sostanzialmente, possono trarre beneficio dall’utilizzo di metodologie sostenibili proprie della Blue Economy. Inoltre, attraverso una grande quantità di dati raccolti ed elaborati, la Relazione consente di comprendere non solo quali sono i settori strategici, ma anche quali sono le dimensioni che presentano questi settori. Come ultimo aspetto, è utile sottolineare l’importanza della Relazione anche per le attività di ricerca e confronto internazionale sul tema. Disporre di documenti che riportano in maniera approfondita la situazione consente infatti agli studiosi di comprendere in modo più approfondito l’argomento valutando le possibili direzioni da intraprendere nel futuro, con l’obiettivo di uno sviluppo sostenibile delle aree costiere e delle attività connesse.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco, è questo il motivo principale per cui esploriamo lo spazio: la curiosità, la voglia di conoscere che è intrinseca nell&#8217;essere umano, l&#8217;Ulisse che è in ognuno di noi e che è sempre alla ricerca di nuove domande a cui dare risposta.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maria Ragionieri</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-7285" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/spazio-300x115.jpg" alt="" width="300" height="115" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/spazio-300x115.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/spazio-600x231.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/spazio.jpg 647w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Marte non è poi così sconosciuto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2022 15:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Mignini]]></category>
		<category><![CDATA[Siamo Figli delle Stelle]]></category>
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<p><b><i>È marchigiano uno dei ricercatori nel team della NASA</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nessun sogno è impossibile da raggiungere se mosso da passione, dedizione e tenacia. Marco Venernda è il giovane ricercatore marchigiano che sta portando avanti il suo sogno diventando un membro del team della missione Mars 2020 coordinata dalla NASA. Classe 1987, ha un dottorato in chimica analítica e oggi è un ricercatore nel campo dell&#8217;esplorazione spaziale. Come membro del gruppo ERICA dell&#8217;Università di Valladolid (Spagna), ha partecipato allo sviluppo di SuperCam, uno strumento analitico a bordo del rover Perseverance della NASA, atterrato su Marte nel febbraio del 2021. Inoltre, partecipa alla missione ExoMars dell&#8217;Agenzia Spaziale Europea (ESA), coinvolta nell’invio del primo rover Europeo su Marte per cercare tracce di vita passata o presente. Marco è in Spagna, dove lavora e vive.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La storia di Marco è così avvincente da essere stato invitato in qualità di speaker al TedXAscoli Piceno dello scorso ottobre. Con semplicità, in un video collegamento ha raccontato la sua storia e il suo viaggio lasciando la platea sognante per le meraviglie che la ricerca spaziale può riservare. </span></p>
<p><b><i>Al TedXAscoli Piceno nel raccontarti, sei partito dall’importanza di credere nelle proprie capacità per inseguire i sogni. Quale è stata la tua esperienza?</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo aver conseguito la Laurea presso l’Universitá di Camerino mi sono trasferito in Spagna, dove ho ottenuto il dottorato in Chimica Analitica. Durante il mio percorso formativo mi sono specializzato nell’uso della Spettroscopia Raman, una tecnica analitica impiegata in numerosi campi di studio, inclusa l’esplorazione planetaria. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fortunatamente, il mio curriculum è stato notato da un gruppo di ricerca Spagnolo (ERICA, dell’Università di Valladolid) che, oltre 10 anni fa, venne incaricato dalla NASA di costruire parte dello strumento SuperCam a bordo del rover Perseverance. Lavorando nel gruppo ERICA, ho avuto cosi modo di applicare le mie conoscienze al campo dell’esplorazione Marziana, un mondo a me del tutto sconosciuto fino a pochi anni fa. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo traguardo lo devo ai miei genitori, che mi hanno sempre supportato nel mio percorso, oltre ad una bella dose di fortuna (che non guasta mai!)</span></p>
<p><b><i>Quanto è importante la fase che stiamo vivendo per l’esplorazione spaziale?</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Negli ultimi decenni, lo sviluppo tecnologico sta facendo passi da gigante, e questo ci permette di realizzare studi che fino a pochi anni fa erano considerati pura fantascienza. Grazie alla nuova generazione di telescopi siamo in grado di identificare pianeti abitabili in altri sistemi solari, mentre i rover che inviamo su altri pianeti ci forniscono nuove ed entusiasmanti notizie riguardo il presente ed il passato di questi corpi extraterrestri. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ad esempio, oggi sappiamo che 4 miliardi di anni fa l’aspetto di Marte era molto simile a quello della Terra moderna. La sua superficie era ricoperta da oceani, laghi e fiumi, e la sua atmosfera era ricca in ossigeno. Sapendo che questi sono gli ingredienti necessari alla proliferazione della vita, le missioni moderne e future hanno come l’obiettivo di identificare possibili tracce di vita passata. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La nostra generazione potrebbe quindi dare una risposta a una delle domande esistenziali che il genere umano si è posto dall’alba dei tempi: </span><i><span style="font-weight: 400;">siamo soli in questo universo</span></i><span style="font-weight: 400;">? </span></p>
<p><b><i>Quali informazioni possiamo aspettarci dai dati che sta raccogliendo SuperCam, lo strumento analitico del rover Perseverance?</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo strumento SuperCam analizza la composizione delle rocce presenti sulla superficie Marziana con l’obiettivo di caratterizzare i minerali che le compongono e di identificare la presenza di possibili molecole organiche. Da un lato, lo studio dei minerali ci aiuta a ricostruire l’evoluzione geologica e ambientale del pianeta rosso. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dall’altro, la ricerca di composti organici di origine biologica rappresenta il modo ideale per confermare la possibile presenza di vita su Marte. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inoltre, è importante sottolineare che, basandosi sui risultati di SuperCam, il rover preleverá campioni di roccia che, dopo essere stati inseriti in una capsula spaziale, verranno inviati sulla Terra. Questi campioni verranno analizzati con strumenti di avanguardia, i quali aumenteranno notevolmente le nostre possibilitá di identificare possibili tracce di microrganismi.</span></p>
<p><b><i>Sei recentemente diventato papà di una bambina. Da ricercatore quanto pensi sia fondamentale che le discipline STEM superino il divario di genere che caratterizza ancora il nostro Paese?</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il divario di genere nelle discipline STEM è un problema che riguarda non solo l’Italia, ma anche il resto del Mondo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Infatti, studi recenti hanno dimostrato che, a livello planetario, solo il 20% dei gruppi di ricerca ha un leader donna. Se guardiamo al numero di donne che formano parte del comitato editoriale di riviste scientifiche di prestigio, notiamo che la percentuale migliora leggermente (intorno al 30%). Ma è evidente che siamo ancora lontanissimi dal superare il divario di genere. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tuttavia è importante sottolineare che negli ultimi anni sono stati fatti passi da gigante per diminuire questo divario. Questo cambiamento è reso posibile anche grazie alle istituzioni, che stanno realizzando notevoli sforzi per sensibilizzare la societá e il mondo accademico sull’importanza di superare questo problema. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Negli ultimi anni la percentuale di ricercatrici nelle discipline STEM è in costante aumento e questo mi fa guardare al futuro con grande ottimismo. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Cristina Mignini</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-7287" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/marco_veneranda_1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/marco_veneranda_1-300x225.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/marco_veneranda_1-1024x768.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/marco_veneranda_1-768x576.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/marco_veneranda_1-1536x1152.jpg 1536w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/marco_veneranda_1-2048x1536.jpg 2048w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/marco_veneranda_1-696x522.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/marco_veneranda_1-1068x801.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/marco_veneranda_1-1920x1440.jpg 1920w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/marco_veneranda_1-80x60.jpg 80w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/marco_veneranda_1-265x198.jpg 265w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/marco_veneranda_1-1320x990.jpg 1320w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/marco_veneranda_1-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Siamo fatti di Stelle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2022 15:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra De Angelis]]></category>
		<category><![CDATA[Siamo Figli delle Stelle]]></category>
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<p><span style="font-weight: 400;">Il fisico David Brewster in un suo libro del 1854 dice: “Né nel Vecchio né nel Nuovo Testamento vi è una singola formulazione incompatibile con la grande verità che vi sono altri mondi oltre il nostro, mondi che sono a loro volta sedi di vita e intelligenza. Al contrario, molti passi della Scrittura sono favorevoli alla dottrina degli abitanti dei pianeti e ve ne sono alcuni, pensiamo, che sarebbero del tutto inspiegabili se non si ammettesse che tale dottrina è vera.” Lui non vedeva contrasti tra cristianesimo e astronomia; era probabilmente una questione di cattiva comprensione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In effetti, gli studiosi dei testi sacri, dicono che l’interpretazione esatta di un testo deve, innanzi tutto, prendere in considerazione il fatto che ogni autore, e quindi anche quelli antichi, comunica in base ai mezzi interpretativi consoni alla sua epoca. Partendo da questo presupposto, è facile intuire che molti racconti biblici siano sembrati mitici e leggendari, contenitori di allegorie. Gli antichi comunicavano in base alla loro conoscenza, molto lontana dalla nostra. Immedesimatevi, pensate ad un neonato e poi un bimbo che scopre il mondo, con stupore e meraviglia, il gatto è mao e il cane è bau… Il bimbo non sa che quella “cosa” è un animale e che nello specifico ha un nome, gatto, cane e via di seguito.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La comprensione del testo deve farsi carico del dubbio; gli esegeti ebrei, in considerazione della polisemia della lingua ebraica, pongono l’attenzione sul significato letterale, evitando misteriose dietrologie.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tempo fa, seguendo quel bisogno naturale che accomuna tutti i pensatori, osservando il cielo come un filosofo, mi sono chiesta se siamo “figli delle stelle”, della scienza quindi, o di un essere divino, oppure ancora di un essere divinizzato dall’uomo stesso. Mi consigliarono di leggere Zecharia Sitchin, orientalista e studioso della Bibbia che dopo aver analizzato manufatti e antiche scritture, è arrivato ad una affascinante conclusione (anche questa si fa carico del dubbio): che i nostri creatori siano stati gli Anunnaki, dèi della Sumeria e di Babilonia giunti dal pianeta Nibiru, dopo che questo si scontrò con Tiamat, antica dea degli oceani, associata infatti al caos primordiale. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo un articolo letto sul National Geographic “Alcuni astronomi ritengono che un pianeta ancora ignoto, con una massa pari a circa sei volte quella della terra, si nasconda ai confini più esterni del sistema solare”, potrebbe essere Nibiru?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Leggendo ‘</span><i><span style="font-weight: 400;">Quando i giganti abitavano la terra’</span></i><span style="font-weight: 400;"> ho appreso che molti racconti sumeri narrano di duelli aerei, documentati anche da antiche illustrazioni, che ci fanno chiaramente pensare a strani mezzi&#8230; ma penso altresì ai tanti racconti sugli dèi greci, con lotte su carri alati… e scavando ancora in profondità, troviamo battaglie aeree tra divinità perfino nei testi induisti in sanscrito.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’autore ci racconta che nell’Epopea di Atrahasis (mito della creazione dell’uomo e del diluvio universale in lingua accadica su una tavola cuneiforme rinvenuta a Sippar) gli dèi abitavano la terra, ma alcuni di loro dovevano lavorare, proprio come fanno gli uomini. Un bel giorno, però, ci fù una rivolta e un’illuminazione: decisero di creare un ibrido che li sostituisse nelle fatiche, una sorta di schiavo. Per creare questa nuova figura utilizzarono una creatura già esistente a cui impressero l’immagine degli dèi, questa ceratura era l’Homo Erectus che venne quindi trasformato (manipolazione genetica?) in Homo Sapiens (l’anello mancante?) – “Creiamo Adamo a nostra immagine e somiglianza” -! Tornando alla Bibbia, troviamo matrimoni misti tra dèi e i discendenti di Adamo (il primo esperimento genetico?) che partorirono uomini eroici (semidei).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il perno di questa libro è la parola ebraica Nefilim – da cui, tra l’altro, deriva la scelta degli studi del nostro autore &#8211; che &lt;&lt;dal verbo ebraico Navel, significa cadere, essere calati, scendere&gt;&gt;, pertanto, secondo le ricerche di Sitchin (ma non è il solo a crederlo o a dubitare), il testo ebraico parla dei figli degli dèi, ossia i &lt;&lt;figli degli Anunnaki “coloro che dal cielo scesero sulla terra”, viaggiatori spaziali e colonizzatori interplanetari che dal loro pianeta giunsero sulla terra in cerca di oro e finirono per plasmare gli Adami a loro immagine&gt;&gt;.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Partendo dallo studio della Bibbia, libriamo alla ricerca dell’anello mancante e dell’evoluzione umana, che oscilla tra storia, scienza e fantascienza, ma tutto pare perfettamente collegato, così come in tutte le religioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A fine lettura mi faccio carico del dubbio e anzi lo nutro, con altre letture. Quando una stella muore, si formano delle nebulose da cui, per gravità, nascono nuove stelle e pianeti. &lt;&lt;È così che si sono formati il Sole e la Terra (come parzialmente aveva intuito Kant), per cui è possibile concludere che ogni molecola del nostro corpo proviene da una stella, cioè detto in breve, “siamo fatti di stelle”&gt;&gt; scrive Giulio Giorello, che ho avuto la fortuna di conoscere poco prima che morisse, ma come una stella, ci ha contaminato del suo sapere e dei suoi dubbi intelligenti.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Alessandra De Angelis</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-7291" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/quando-i-giganti-abitavano-la-terra-192x300.jpg" alt="" width="192" height="300" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/quando-i-giganti-abitavano-la-terra-192x300.jpg 192w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/quando-i-giganti-abitavano-la-terra.jpg 495w" sizes="auto, (max-width: 192px) 100vw, 192px" /></p>
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		<title>L’unico uomo sulla terra in grado di girare…sulla luna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2022 15:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Cassini]]></category>
		<category><![CDATA[Siamo Figli delle Stelle]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stanlety Kubrick e lo strano caso dell’atterraggio lunare ricostruito Intorno al primo atterraggio lunare esistono diverse teorie che confuterebbero quel che si legge sui libri di storia: il 20 luglio 1969 gli astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin misero piede sulla Luna. L&#8217;anniversario della missione Apollo 11 della Nasa è considerata una data molto significativa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-7207-1" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/Lunico-uomo-sulla-terra-in-grado-di-girare…sulla-luna-online-audio-converter.com_.mp3?_=1" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/Lunico-uomo-sulla-terra-in-grado-di-girare…sulla-luna-online-audio-converter.com_.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/Lunico-uomo-sulla-terra-in-grado-di-girare…sulla-luna-online-audio-converter.com_.mp3</a></audio>
<p><b><i>Stanlety Kubrick e lo strano caso dell’atterraggio lunare ricostruito</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Intorno al primo atterraggio lunare esistono diverse teorie che confuterebbero quel che si legge sui libri di storia: il 20 luglio 1969 gli astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin misero piede sulla Luna. L&#8217;anniversario della missione Apollo 11 della Nasa è considerata una data molto significativa della nostra storia recente. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">William Charles Kaysing pubblicò successivamente un libro che ci sentiamo di consigliarvi: We Never Went To The Moon. È un libro che dimostrerebbe quanto, nel 1969, i mezzi fossero ancora troppo indietro per sostenere uno sbarco &#8220;manned&#8221;, ossia uno sbarco con equipaggio. Tuttavia l&#8217;autore del libro sostenne di non avere una conoscenza abbastanza adeguata da poter sostenere le sue stesse teorie. Lui stesso disse che si trattava di &#8220;Una premonizione, un&#8217;intuizione&#8230; Un messaggio metafisico&#8221;. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sul famoso sito di informazione WIRED trovate un interessante articolo che parla proprio di questo. Ve lo consigliamo perché è un libro strano, a tratti inquietante, un punto di vista differente dal solito. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È qui che nasce l&#8217;idea che il più grande regista americano, Stanley Kubrick, possa aver realizzato i video dell&#8217;atterraggio lunare e che in realtà l&#8217;uomo non sia mai andato sulla Luna. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Possibile? Beh, nel contesto in cui è avvenuta questa storia si: gli Stati Uniti avevano rapporti estremamente tesi con i russi, la Guerra Fredda era una realtà. Portare gli americani sulla Luna avrebbe sicuramente dimostrato la grande efficienza tecnologica degli U.S.A. rispetto all&#8217;U.R.S.S. e tutta la comunità internazionale avrebbe visto l&#8217;atterraggio lunare come un assoluto successo. Pare che 600 milioni di persone seguirono la diretta dell&#8217;atterraggio. Atterrare sulla Luna nel 1969 avrebbe dimostrato la superiorità tecnologica americana su quella degli altri Paesi. Atterrare sulla Luna nel 1969 certificava che il sogno americano era ancora possibile. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fa strano che, all&#8217;alba del nuovo secolo, l&#8217;uomo non sia ancora tornato su questo satellite dopo la missione dell&#8217;Apollo 17 avvenuta nel 1972. È un elemento su cui molti complottisti discutono da tempo. Chi conosce la storia del secolo scorso, però, sa che quelli erano anni di grande fermento politico: spendere vagoni di milioni di dollari per sostenere lo sbarco sulla Luna non sembrava più essere così prioritario. I sogni degli anni &#8217;60 si scontrarono ben presto con la guerra in Vietnam, l&#8217;emancipazione sessuale ancora da conquistare, le questioni razziali. I viaggi nello Spazio, costati oltre 20 miliardi di dollari (secondo aerospacecue) non avrebbero migliorato quel che c&#8217;era da fare sulla Terra. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tornando al grande maestro di Eyes Wide Shut e Arancia Meccanica, pare che la NASA avesse proposto a Kubrick di realizzare la messa in scena dell&#8217;atterraggio lunare. Ci sono diversi documentari che parlano di questa teoria. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Chi invece crede nell&#8217;atterraggio lunare, crede anche che gli astronauti abbiano visto qualcosa di&#8230; Inusuale, sulla Luna. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Spesso Aldrin è stato imboccato dai giornalisti su questo argomento. Le risposte dell&#8217;astronauta sono sempre state molto criptiche. L&#8217;atterraggio sulla Luna rimane tuttavia un grosso punto interrogativo. Che l&#8217;uomo abbia compiuto degli enormi passi avanti nel secolo scorso è indubbio, ma guardando le foto dell&#8217;epoca ci si accorge immediatamente che i mezzi che si avevano a disposizione nel 1969 fossero quantomeno spartani per una missione importante come atterrare sulla Luna per la prima volta con un equipaggio. Ad alimentare i dubbi ci sono gli incidenti avvenuti prima dell&#8217;Apollo 11. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E anche se, per stessa ammissione di Kaysing, l&#8217;ispirazione per il suo libro &#8220;We Never Went To The Moon&#8221; non era proprio scientifica (bensì metafisica, intuitiva&#8230;), il regista Stanley Kubrick era davvero l&#8217;unico in grado di poter realizzare un video &#8220;fake&#8221; che quanto più possibile potesse corrispondere alla realtà. Kubrick è il regista del film dei film, del capolavoro del cinema per antonomasia: 2001 Odissea Nello Spazio. Parliamo di un capolavoro iconico, l&#8217;unico in grado di mostrare il genere umano in un viaggio di migliaia di anni sul grande schermo. L&#8217;unico in grado di portare lo spettatore a un punto di non ritorno nel finale della pellicola. Un viaggio in cui le parole lasciano lo spazio all&#8217;immaginario, al viaggio, alla suggestione. Un finale metafisico, in cui forse il maestro lanciava dei messaggi da decifrare al pubblico. Si. Lui era davvero l&#8217;unico uomo su cui la NASA avrebbe potuto puntare per creare il più grande set della storia. Ovviamente, si tratta solo di teorie. Suggestioni. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;atterraggio sulla Luna rimane comunque una storia a due facce. Luce e buio. Conoscenza e segreto. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non poteva che essere in questo modo: la Luna&#8230; È così. Luce e buio. Conoscenza e segreto. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Marco Cassini</span></p>
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