<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Rincari Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
	<atom:link href="https://lacittamagazine.it/tag/rincari/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://lacittamagazine.it/tag/rincari/</link>
	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
	<lastBuildDate>Mon, 14 Mar 2022 16:01:37 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.1</generator>
	<item>
		<title>Le nuove frontiere dell’innovazione per l’era post covid</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/le-nuove-frontiere-dellinnovazione-per-lera-post-covid/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=le-nuove-frontiere-dellinnovazione-per-lera-post-covid</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Mar 2022 16:40:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Ragionieri]]></category>
		<category><![CDATA[Rincari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=2179</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le recenti parole del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, esprimono in modo chiaro quello che il nostro Paese si deve impegnare a fare, soprattutto in questo momento: “Bisogna innovare per crescere, per competere.  Tornare alla crescita richiede uno sforzo in termini di innovazione e investimenti, terreno dove l’Italia si colloca ancora al di sotto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/le-nuove-frontiere-dellinnovazione-per-lera-post-covid/">Le nuove frontiere dell’innovazione per l’era post covid</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Le recenti parole del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, esprimono in modo chiaro quello che il nostro Paese si deve impegnare a fare, soprattutto in questo momento: “Bisogna innovare per crescere, per competere.  Tornare alla crescita richiede uno sforzo in termini di innovazione e investimenti, terreno dove l’Italia si colloca ancora al di sotto di altri Paesi industrializzati, per adeguarsi alle nuove tecnologie, valorizzare le capacità delle persone, sostenere la competizione”. L’innovazione non è certo l’unico fattore determinante della crescita di un Paese e del rafforzamento del suo tessuto produttivo, ma ne rappresenta un elemento cruciale. Negli ultimi anni è maturata la consapevolezza dei benefici legati all’innovazione e dell’importanza di strutturare un forte e vincente ecosistema in grado di favorirla. In questo periodo di grande cambiamento e discontinuità con il passato, l’Italia, che più di altri paesi, ha dimostrato dinamiche di crescita e sviluppo minori, deve rilanciare sostanzialmente la sua dimensione innovativa. Deve trasmettere la concezione dell’innovazione come driver principale di crescita e sviluppo, in grado di migliorare i processi organizzativi delle aziende e la qualità della vita, più in generale. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È stato questo il tema centrale della sesta edizione del Technology Forum 2017. Nel 2021 si è svolta la 10 edizione circa le innovazioni per la rinascita post-covid – The Next Revolution, l’appuntamento annuale organizzato per riepilogare la situazione del nostro Paese, capire dove si posiziona nel confronto con i più importanti player mondiali dello sviluppo e della ricerca e stabilire le priorità per l’immediato futuro. Il Technology Forum è il momento annuale culminante del percorso della Community Innotech che dal 2011, anno di nascita, riunisce oltre 350 massimi responsabili di gruppi ed organizzazioni nazionali e multinazionali, operanti nel nostro Paese, con l’obiettivo di promuovere l’innovazione come leva strategica dello sviluppo in Italia. L’ultima edizione si è tenuta a Milano e vi hanno partecipato diversi protagonisti dell’ecosistema dell’innovazione, quali la ricerca, l’impresa, la finanza e le Istituzioni. Trenta relatori italiani e internazionali sono intervenuti sui temi principali dell’Open Innovation, Industria e Futuro del Lavoro. Tutti i ragionamenti, le indagini e i numeri del Forum hanno come punto di partenza una semplice domanda: “perché parlare di innovazione?”. La risposta non è poi così complessa: diversi dati confermano che elevate performance in ricerca e innovazione sono associate a tassi di crescita elevati e i paesi che hanno capito l’importanza del circolo virtuoso innovazione-produttività-crescita, sono quelli che si sono dimostrati più competitivi nel lungo periodo e più resistenti alle crisi. Le ricerche sul settore confermano il netto miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia della produttività se si investe nell’innovazione. Per quel che riguarda l’Italia, nonostante alcuni dati positivi, facciamo fatica ad affermarci tra i migliori ecosistemi presi in rassegna. La quota complessiva di investimenti pubblici e privati si sta contraendo, così come quella dei venture capital è ancora troppo bassa. È necessario invertire la tendenza di questi trend”. Numerosi sono gli incentivi che sono già stati introdotti proprio per stimolare le collaborazioni con enti di ricerca, poli tecnologici, università e start up, fondamentali per supportare il Paese in questa fase rivoluzionaria. Oltre a queste, negli ultimi anni sono stati indetti diversi bandi volti a finanziare progetti con lo scopo di fornire al paese un’infrastruttura tecnologica adeguata ed altre iniziative nel sistema scolastico per intervenire sulle nuove skill che le aziende si aspettano di trovare nella forza lavoro del futuro. Proprio per la difficoltà riscontrata sul mercato nel reperire figure professionali con le competenze richieste dalla rivoluzione digitale, appare fondamentale investire nella formazione delle risorse umane.  L’obbiettivo principale deve essere infatti quello di ottimizzare, sia per quanto concerne la quantità che la qualità, i legami tra gli attori coinvolti in questi sistemi. Insieme questo gruppo deve provare a spostare in avanti la frontiera dell’innovazione, e cercare di anticipare i nuovi trend del mercato e le trasformazioni tecnologiche, massimizzando l’efficacia del trasferimento della conoscenza. La crescente globalizzazione dei mercati, come già detto, ha drasticamente trasformato l’ambiente competitivo in molte aziende e ha radicalmente modificato il modo di fare impresa. Non solo nei mercati stranieri, ma anche in quelli locali, queste si trovano a confrontarsi e a competere con le altre per quanto riguarda il livello dei prezzi, la tempistica e la qualità dei prodotti. Il progresso sociale ed economico e le performance aziendali dipendono in buona parte dalle capacità delle organizzazioni e degli individui di ricercare continuamente e di sfruttare le nuove conoscenze, facendo innovazione. Ne emerge che le imprese per esser competitive sul mercato dovrebbero cercare di beneficiare degli specifici vantaggi degli ambienti in cui operano, adattando la propria strategia ai diversi contesti in cui sono inserite. Alcune imprese infatti hanno sentito la necessità di accogliere la sfida della quarta rivoluzione industriale, ci si stanno confrontando, iniziando a vedere i primi risultati e benefici.  Eppure già i primi segnali positivi sul lato della produzione sono emersi, infatti alcune aziende hanno affermato di aver riscontrato un certo aumento della produzione ed un fatturato in crescita. Queste nuove tecnologie inoltre hanno creato nuovi posti di lavoro e fatto crescere il numero dei dipendenti, portando ad un miglioramento globale dell’efficienza interna aziendale.  Questo è comunque il percorso che si è intrapreso in quanto progresso e tecnologia sono processi inarrestabili e quindi è importante che il nostro Paese non subisca passivamente tale rivoluzione ma cerchi di promuoverla in modo attivo perché il cambiamento epocale è ormai in atto e quindi è necessario cercare di affrontarlo al meglio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“l&#8217;ingegno si raggiunge con  la </span><a href="https://www.frasicelebri.it/argomento/saggezza/"><span style="font-weight: 400;">sapienza</span></a><span style="font-weight: 400;">.”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Scala ti spinge a cercare l&#8217;eccellenza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’ingegno è un fatto italiano: così lo stile, la funzionalità, l’eleganza. Ma l’ingegno è anche l’esaltante ricerca della bellezza, la grande tradizione della nostra industria della velocità. La moto è il desiderio di libertà per generazioni e generazioni di italiani. Dopo la II Guerra Mondiale, il design esplode e impone, nei modelli di moto, i caratteri guida della creatività italiana: snellezza, proporzione, intelligenza meccanica. Un risultato che vive nell’arte povera   a partire dal 1967. Non conta la “povertà” dei materiali, ma la loro capacità di essere azione, racconto, ambiente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Delle grandi scoperte tecniche e delle teorie che hanno modificato il modo di pensare e di vivere degli uomini, buona parte del merito va a inventori e scienziati italiani. Geni risaputi come Leonardo da Vinci, Galileo Galilei, Alessandro Volta e geniali semisconosciuti, ma che hanno tutti un tratto in comune: con le loro scoperte, le loro teorie e le loro intuizioni hanno cambiato anche la vita di noi tutti.</span> <span style="font-weight: 400;">E sono tutti italianissimi…</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ricerca, tecniche costruttive, moda, agroalimentare, mezzi di trasporto, ma anche semplici oggetti di uso quotidiano ormai diventati indispensabili. Agli Italiani dobbiamo questo e molto altro: è infatti a loro che sono da attribuire molte delle scoperte e delle invenzioni che, nel corso dei secoli, hanno caratterizzato la nostra esistenza, il nostro vivere comune. Oggetti a cui spesso dedichiamo poca attenzione, perché li diamo per scontati e li consideriamo parte della nostra quotidianità</span><span style="font-weight: 400;">. Il costo del carburante sta ormai diventando un problema serio, tra incrementi naturali dovuti al costo del greggio e le varie accise imposte dal Governo nelle varie manovre finanziarie. Da un ristoratore italiano con la passione per le invenzioni arriva però un’idea&#8230;</span><span style="font-weight: 400;"> È di un italiano di Varese la geniale invenzione che ha trovato il modo di percorrere più di 100 km con due litri di benzina.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Dammi un punto e ti solleverò il mondo”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si chiama Leonardo Grieco ed è un ristoratore italiano l’uomo che ha ideato il Kinetic Drive System (KDS). Questa geniale invenzione ha provato che è possibile percorrere ben più di 100 km con due litri di benzina. Considerando l’aumento costante del prezzo del carburante è davvero un’idea a dir poco geniale. </span><span style="font-weight: 400;">L’invenzione porta la firma di </span><b>Leonardo Grieco</b><span style="font-weight: 400;">, un meccanico di lungo corso di Saltrio (Varese), uno di quelli che si è “guadagnato i galloni in officina – come dice lui stesso -, in anni di lavoro”, sporcandosi le mani oltre ad usare la testa. </span><span style="font-weight: 400;">Dopo essere stato brevettato, il KDS ha ottenuto dalla motorizzazione svizzera l’autorizzazione a essere montato sui veicoli e in un’officina del Canton Ticino è già possibile farlo con poco meno di 2 mila euro. Leonardo spiega che il sistema è composto da una centralina che interviene sul funzionamento della frizione. “Una volta accelerata la massa, la macchina resta su un numero di giri ottimale. A ogni cambio marcia, grazie a questo sistema si risparmiano 700 giri motore. Infatti, mentre normalmente si scende al minimo di giri, in questo caso si utilizza il motore soltanto quando dà la coppia migliore, fra i 1700 e i 2300 giri. Praticamente a parte lo spunto iniziale, la macchina viaggia quasi sempre a basso regime. Basta dare un colpo di gas ogni tanto e ci si mantiene a velocità di crociera. Il pedale della frizione non c’è e per cambiare si usa solo la mano” – dice infatti il meccanico. Da buon innovatore, ha prima provato la sua idea sulla propria auto, una vecchia Skoda 1900 turbo diesel. A questo proposito afferma: “Ho già fatto 50 mila chilometri con questa macchina e i risultati sono sorprendenti. Questa auto, che oggi ha 290 mila chilometri, fa abitualmente attorno ai 500 chilometri con un pieno, da quando ho montato il sistema Kds sono stabilmente sopra i mille.” Questa scoperta potrebbe valere metà del combustibile mondiale. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;"> Maria Ragionieri</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2180" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/AeS_262-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/AeS_262-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/AeS_262-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/AeS_262-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/AeS_262-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/AeS_262-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/AeS_262-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/AeS_262.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/le-nuove-frontiere-dellinnovazione-per-lera-post-covid/">Le nuove frontiere dell’innovazione per l’era post covid</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“Mio cuggino” contro i poteri, una battaglia per la verità</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/mio-cuggino-contro-i-poteri-una-battaglia-per-la-verita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=mio-cuggino-contro-i-poteri-una-battaglia-per-la-verita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Mar 2022 16:40:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The King]]></category>
		<category><![CDATA[Rincari]]></category>
		<category><![CDATA[Sandro Scarpitti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=2182</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo due anni di bombardamento mediatico monotematico, bollettini giornalieri e palinsesti televisivi interamente centrati sull’emergenza pandemica, e poco altro, proprio quando sembrava potersi tirare un po’ il fiato, le autostrade dell’informazione sono state intasate da un altro argomento, altrettanto totalizzante: i rincari delle bollette. Pur comprendendo la gravità della questione, per le famiglie e per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/mio-cuggino-contro-i-poteri-una-battaglia-per-la-verita/">“Mio cuggino” contro i poteri, una battaglia per la verità</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-2182-1" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/12_I-poteri-forti-non-ce-lo-vogliono-dire-online-audio-converter.com_.mp3?_=1" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/12_I-poteri-forti-non-ce-lo-vogliono-dire-online-audio-converter.com_.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/12_I-poteri-forti-non-ce-lo-vogliono-dire-online-audio-converter.com_.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo due anni di bombardamento mediatico monotematico, bollettini giornalieri e palinsesti televisivi interamente centrati sull’emergenza pandemica, e poco altro, proprio quando sembrava potersi tirare un po’ il fiato, le autostrade dell’informazione sono state intasate da un altro argomento, altrettanto totalizzante: i rincari delle bollette. Pur comprendendo la gravità della questione, per le famiglie e per le aziende italiane, soprattutto se la si considera in coda a due anni di uno stato d’emergenza che ha già fatto più danni di una carestia seguita da un’invasione di locuste onnivore, qualcosa ha iniziato a non quadrare nell’atteggiamento dell’informazione </span><i><span style="font-weight: 400;">main stream</span></i><span style="font-weight: 400;"> (tanto per cambiare), nuovamente monopolizzata da un unico tema.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo alcune ricerche in rete, e diversi colloqui intercorsi con “mio cugggino” ed alcuni suoi amici, è arrivata l’illuminazione: i poteri forti stanno coprendo qualcosa di grosso. E per poteri forti, diciamolo pure chiaramente e senza remore, parliamo in particolare di EA SPORTS e KONAMI, da decenni unici </span><i><span style="font-weight: 400;">competitors</span></i><span style="font-weight: 400;"> (degni di tale nome) nel panorama dei videogames per </span><i><span style="font-weight: 400;">consolle </span></i><span style="font-weight: 400;">sul gioco del calcio, con i loro storici “titoli” rispettivamente FIFA e PES. Infatti, dopo essersi scontrati per anni nelle vendite dei loro prodotti su “disco”, poi divenuti “immateriali” con la possibilità di scaricare i giochi direttamente online, la battaglia tra i due giganti dell’</span><i><span style="font-weight: 400;">e-soccer </span></i><span style="font-weight: 400;">si è spostato sull’</span><i><span style="font-weight: 400;">online gaming</span></i><span style="font-weight: 400;">, laddove EA SPORTS ha spopolato, costringendo la KONAMI, proprio per il 2022, a cambiare strategia di vendita (gratuità di una parte del gioco) e addirittura il nome del proprio prodotto da PES-Pro Evolution Soccer a </span><i><span style="font-weight: 400;">eFootball</span></i><span style="font-weight: 400;">. Dopo una presentazione abbastanza deludente, nel settembre 2021, del nuovo simulatore KONAMI destinato alla platea di </span><i><span style="font-weight: 400;">e-sportivi</span></i><span style="font-weight: 400;">, appassionati di calcio, e la promessa di recuperare il terreno perduto rispetto al “vecchio” PES (sia dal punto di vista tecnico sia per l’arricchimento delle modalità di gioco), la concorrente EA SPORTS ha provato a giocare di rimessa, per restare nel gergo calcistico, anticipando alcuni probabili movimenti in vista del 2023, primo tra tutti l’abbandono del nome FIFA, che sembra stia creando non pochi problemi alla software house Electronic Arts negli ultimi tempi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tanto arrosto, forse, ma di sicuro stanno facendo anche tanto fumo. E non senza ragione. Quale? Semplice. Pare che stia per finire il tempo del “duopolio” EA SPORTS/KONAMI (ultimamente, vivacizzato solo dalle “esclusive” dell’uno o dell’altro per i grandi campioni del “calcio giocato” o le squadre che acconsentono, ufficialmente e in esclusiva, ad apparire nei due videogames) e “i poteri forti” vorrebbero far passare in sordina l’arrivo di altre due campionati di </span><i><span style="font-weight: 400;">calcio online </span></i><span style="font-weight: 400;">globale: GOAL ma soprattutto UFL, Ultimate Football League. Proprio UFL, della Strikerz Inc., il cui </span><i><span style="font-weight: 400;">game play trailer</span></i><span style="font-weight: 400;"> è stato lanciato alla fine di gennaio di quest’anno, sta preoccupando i colossi storici del settore tanto quanto sta entusiasmando i </span><i><span style="font-weight: 400;">players</span></i><span style="font-weight: 400;"> di tutto il mondo (in larghissima maggioranza “maschietti” di ogni età, che, si sa, non si stancano mai di giocare). Punti di forza di UFL? Gratuità assoluta per scaricare il gioco direttamente online, così come gratuiti saranno gli aggiornamenti per tutti gli anni a seguire, prima di tutto. Di certo, però, non è questo che “intriga” maggiormente gli appassionati di </span><i><span style="font-weight: 400;">e-sports</span></i><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oltre alla lista degli “ambasciatori” coinvolti, già molto ghiotta (si parla di nomi grossi come Lukaku, Cristiano Ronaldo, Kevin De Bruyne, Firmino e Zinchenko), si parla di una </span><i><span style="font-weight: 400;">game experience</span></i><span style="font-weight: 400;"> nella sua semplicità “rivoluzionaria”, frutto della passione di persone che, prima che sviluppatori di software, sono stati giocatori instancabili, con migliaia di ore trascorse con un </span><i><span style="font-weight: 400;">joypad</span></i><span style="font-weight: 400;"> tra le mani, e ora pienamente consapevoli di ciò che vorrebbe il grande pubblico. Sarà data la possibilità ai </span><i><span style="font-weight: 400;">players</span></i><span style="font-weight: 400;"> di partecipare a campionati online, creare le proprie competizioni personalizzate e, come per FIFA, cimentarsi con i Pro Club. UFL si propone, in più, come un g</span><i><span style="font-weight: 400;">ame as a service</span></i><span style="font-weight: 400;"> quindi come una piattaforma di gioco che si aggiornerà anno dopo anno. I dati di gioco degli utenti non verranno cancellati al termine di ogni stagione o campionato, come accade acquistando le nuove copie degli altri giochi di simulazione. Inoltre, UFL lancia il motto (e l’approccio) “</span><i><span style="font-weight: 400;">fair to play</span></i><span style="font-weight: 400;">”, in contrapposizione alle modalità “</span><i><span style="font-weight: 400;">pay to win</span></i><span style="font-weight: 400;">” tipica di quei videogames nei quali gli utenti possono “shoppare” (vale a dire, comprare con soldi veri dallo shop online della software house) i giocatori più forti e creare, quindi, i presupposti per vincere grazie a questi acquisti. Il </span><i><span style="font-weight: 400;">fair to play, </span></i><span style="font-weight: 400;">di contro, vuole essere un sistema nuovo, più meritocratico, che andrà a premiare l&#8217;abilità dei giocatori (</span><i><span style="font-weight: 400;">skill-first</span></i><span style="font-weight: 400;">, le capacità prima di tutto), con un prodotto progettato, quindi, per creare un&#8217;esperienza di gioco equa con zero opzioni </span><i><span style="font-weight: 400;">pay-to-win</span></i><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se UFL non dovesse patire le stesse sofferenze del concorrente eFootball della Konami, dal punto di vista tecnico e della giocabilità, potrebbe davvero aprire una nuova stagione per gli </span><i><span style="font-weight: 400;">esports</span></i><span style="font-weight: 400;"> (a partire dal calcio), soprattutto nell’ottica dell’interazione globale tra appassionati video giocatori di tutto il mondo. Con buona pace dei “poteri forti” e una certa soddisfazione di “mio cugggino” per averne svelato i piani segreti.</span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Nemo</span></i></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2183" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/kin_02-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/kin_02-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/kin_02-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/kin_02-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/kin_02-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/kin_02-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/kin_02-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/kin_02.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/mio-cuggino-contro-i-poteri-una-battaglia-per-la-verita/">“Mio cuggino” contro i poteri, una battaglia per la verità</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/12_I-poteri-forti-non-ce-lo-vogliono-dire-online-audio-converter.com_.mp3" length="5688979" type="audio/mpeg" />

			</item>
		<item>
		<title>Il senso profondo della distrazione per una riscoperta dei fatti</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/il-senso-profondo-della-distrazione-per-una-riscoperta-dei-fatti/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-senso-profondo-della-distrazione-per-una-riscoperta-dei-fatti</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Mar 2022 16:40:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Serendipity]]></category>
		<category><![CDATA[Rincari]]></category>
		<category><![CDATA[Sandro Scarpitti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=2186</guid>

					<description><![CDATA[<p>Provare a informarsi, nel ventunesimo secolo, sta diventando una vera e propria odissea. Non solo per la quantità (tanta) e la qualità (sempre più discutibile) delle fonti dalle quali abbeverarsi, ma anche perché, proprio come accadde al protagonista dell’epico viaggio, quell’Ulisse di Itaca cantato da Omero, tante sono le “sirene” che provano a distrarci, catturando [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/il-senso-profondo-della-distrazione-per-una-riscoperta-dei-fatti/">Il senso profondo della distrazione per una riscoperta dei fatti</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-2186-2" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/13_La-distrazione-individuale.mp3?_=2" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/13_La-distrazione-individuale.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/13_La-distrazione-individuale.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Provare a informarsi, nel ventunesimo secolo, sta diventando una vera e propria odissea. Non solo per la quantità (tanta) e la qualità (sempre più discutibile) delle fonti dalle quali abbeverarsi, ma anche perché, proprio come accadde al protagonista dell’epico viaggio, quell’Ulisse di Itaca cantato da Omero, tante sono le “sirene” che provano a distrarci, catturando la nostra attenzione a discapito dei nostri originari interessi e obiettivi. Sirene che cantano e incantano con contenuti piacevoli e rassicuranti, come tragici e spaventosi, in ogni caso attirandoci, oltre che con il “cosa” anche con il “come”. Strumenti di comunicazione interattiva sempre al nostro fianco, gli smartphone in cima alla lista, che con la loro connessione costante e immediata con il resto del mondo, ci fanno sentire sempre “sul pezzo” e informati (quando, forse, siamo solo più informatizzati).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Distrarre, però, non vuol dire solo distogliere l’attenzione da qualcosa. Distrarsi vuol dire, etimologicamente parlando, rivolgere la propria attenzione altrove, rispetto al focus di partenza. L’attenzione, quindi, non scompare, bensì prende un’altra direzione e si focalizza su qualcos’altro. La distrazione non è assenza di attenzione, e quindi incapacità di incamerare informazioni attraverso i nostri sensi, quanto piuttosto è una modalità cognitiva, addirittura capace di bypassare anche i messaggi “forzati” da sistemi di informazione deviati, come lo sono quelli propagandistici tipici delle dottrine totalitarie e del pensiero unico. Il problema, più che altro, è la “pseudo distrazione”, vale a dire l’utilizzo consapevole dei meccanismi di questo processo cognitivo, più presente in alcuni soggetti rispetto ad altri, al fine di dirottare volontariamente (e spesso in malafede) l’attenzione del pubblico verso ciò che si vuole mostrare e ciò che si vuol spacciare per “sapere”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Probabilmente, si potrebbero fare più esempi di “distrazioni di massa” costruite ad hoc negli ultimi 3 anni, che nel resto della nostra storia repubblicana, dalla fine degli anni ’40 ad oggi, ma non per questo potremmo dichiarare di trovarci di fronte ad una novità assoluta in termini di “stratagemma comunicativo” per la veicolazione delle informazioni e per la “gestione della verità”. In un Paese come il nostro (e non solo), da decenni in piena entropia politica e democratica, due anni interi di emergenza pandemica hanno rappresentato un focus talmente grande e potente da dirottare ogni attenzione verso un unico punto. Che lo si voglia vedere in ambito meramente sanitario (190 morti “di covid” fanno ancora più notizia dei 500 morti al giorno per infarti o degli oltre 600 per tumore) o sotto il profilo socio-politico (lo stato della sanità pubblica, il livello medio dei salari, il costo della vita in aumento, e tanto altro ancora), tutto è stato soffocato da un tale “eccesso di zelo” in questa opera di deviazione dell’attenzione, che “distrarsi” spontaneamente e senza essere teleguidati nel farlo, può rappresentare una salvezza. Per la mente e, quindi, per la salute integrale del corpo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mentre consideriamo l’emergenza sanitaria, ci passano sotto il naso le manovre grandiose che i governi di quasi tutto il mondo stanno facendo per operare, in tempi strettissimi, cambiamenti epocali (Agenda 2030). Ecco quindi che scivolano quasi fuori dal nostro campo visivo le modifiche agli accordi per la produzione dell’energia, con costi raddoppiati per la CO2, così che l’aumento del costo delle materie prime (e non solo) si possa mettere in relazione con altre situazioni di geopolitica o con i venti di guerra che soffiano, sempre più forte, da est verso ovest. La forza della distrazione, però, potrebbe essere proprio nella sua natura di processo cognitivo poco addomesticabile, e diverso, come detto, dal semplice “distogliere” o guidare l’attenzione altrui.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Infatti, la distrazione con il suo essere “vista periferica”, attenzione vagante e saltellante, è in grado di scompigliare le carte da gioco al mazziere (spesso “baro”), cogliendo quell’oggetto di passaggio, sfocato sullo sfondo o veloce e silenzioso su un lato. La distrazione diventa, così, imprevedibilità, intuito, inconscio che riemerge, istantaneo o successivo, ma comunque generatore di conoscenza. Perché proprio mentre qualcuno ci mostra il dito che indica la luna, la distrazione ci permetterà di vedere anche quella stella, là nel cielo, più brillante delle altre, il mare mosso sullo sfondo con un peschereccio che sta rientrando verso il porto e quella casetta sulla spiaggia capace di farci sognare ad occhi aperti, portandoci addirittura a “vedere” più di quello che i nostri stessi occhi stanno effettivamente vedendo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In un’epoca in cui distrarre la gente sta diventando un lavoro a tempo pieno per moltissime altre persone, che lo si intenda come generare intrattenimento e divertimento per il tempo libero ovvero che sia una vera e propria strategia per veicolare il pensiero della massa e dirigere il corso della storia, l’incontro con la “distrazione” potrebbe essere un momento di piena serendipità: inaspettato nella sua casualità, grandioso per le opportunità che potrà offrirci se sapremo abbracciarla nel suo significato più profondo e vitale.</span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Sandro Scarpitti</span></i></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2187" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/ser_02-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/ser_02-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/ser_02-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/ser_02-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/ser_02-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/ser_02-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/ser_02-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/ser_02.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/il-senso-profondo-della-distrazione-per-una-riscoperta-dei-fatti/">Il senso profondo della distrazione per una riscoperta dei fatti</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/13_La-distrazione-individuale.mp3" length="5378853" type="audio/mpeg" />

			</item>
		<item>
		<title>Il destino dei capi dimenticati che nuoce al pianeta</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/il-destino-dei-capi-dimenticati-che-nuoce-al-pianeta/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-destino-dei-capi-dimenticati-che-nuoce-al-pianeta</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Feb 2022 17:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Queen]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Parmegiani]]></category>
		<category><![CDATA[Rincari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=2059</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’industria moda è tra le più inquinanti a livello globale, da ciò scaturisce trovare al più presto una soluzione che possa contenere al massimo gli sprechi. Le aziende negli ultimi anni producono ciò che comunemente viene chiamato fast fashion, abbigliamento a basso costo, che basa il suo sistema di vendita sulla continua ed eccessiva proposta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/il-destino-dei-capi-dimenticati-che-nuoce-al-pianeta/">Il destino dei capi dimenticati che nuoce al pianeta</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-2059-3" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/wav" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/i-vestiti-invenduti-che-fine-fanno.wav?_=3" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/i-vestiti-invenduti-che-fine-fanno.wav">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/i-vestiti-invenduti-che-fine-fanno.wav</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">L’industria moda è tra le più inquinanti a livello globale, da ciò scaturisce trovare al più presto una soluzione che possa contenere al massimo gli </span><b>sprechi</b><span style="font-weight: 400;">. Le aziende negli ultimi anni producono ciò che comunemente viene chiamato </span><b>fast fashion,</b><span style="font-weight: 400;"> abbigliamento a basso costo, che basa il suo sistema di vendita sulla continua ed eccessiva proposta di nuove collezioni che non fanno altro che spingere il consumatore ad acquistare sempre di più. Un’industria moda basata su un prezzo ridotto e sul continuo ed esasperato rinnovo delle collezioni. Il grande problema è che però non tutto ciò che viene proposto è venduto, le rimanenze sono molte e c’è il problema di doverle smaltire. Il caso più eclatante di questo processo produttivo è rappresentato da H&amp;M che ha accumulato una serie di vestiti e ha dovuto bruciarne una parte considerevole per smaltirli. Le Maison di moda anche hanno problemi con i </span><b>capi invenduti </b><span style="font-weight: 400;">e per non compromettere l’esclusività dei marchi preferiscono distruggere i propri abiti. A dare un duro colpo a tutto l’intero sistema tessile è stata la pandemia, poiché i clienti hanno rinunciato a comparare vestiti. La vita dei capi, dopo essere stati esposti nei negozi a prezzo pieno, subisce un ribasso a causa dei saldi. Gli invenduti sono poi dati agli stocchisti o ridati ai magazzini della casa madre. Alcune aziende decidono di portare in discarica i capi oppure di bruciarli. Altre case di moda distribuiscono invece le proprie creazioni agli outlet che le rimettono sul mercato ad un prezzo nettamente ridotto rispetto a quello di partenza. Il coronavirus non ha fatto altro che acuire questo sistema, in quanto i vestiti invenduti sono aumentati in maniera considerevole. Tutto ciò comporta dei danni enormi per il nostro ecosistema. Molti Paesi per contrastare questo triste fenomeno hanno proposto una serie di leggi per ciò che concerne il settore moda e dello smaltimento dei rifiuti. Quasi tutti gli abiti possono essere riciclati anche se hanno una varia tipologia dei tessuti. Solo però una piccola parte dei rifiuti tessili viene rintrodotto nel mercato, l’85% raggiunge invece le discariche. Il consumatore oggigiorno è chiamato ad avere uno sguardo attento e consapevole e a scegliere prodotti maggiormente sostenibili. Prima di comprare qualcosa bisogna informarsi sulle etichette dei capi, sull’azienda che li produce e non disdegnare anche gli abiti usati. Una nuova vita dei capi è sempre possibile, oltre che necessaria. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Elena Parmegiani</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2060" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/fast-fashion-fonte-I-Com-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/fast-fashion-fonte-I-Com-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/fast-fashion-fonte-I-Com-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/fast-fashion-fonte-I-Com-1024x682.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/fast-fashion-fonte-I-Com-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/fast-fashion-fonte-I-Com-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/fast-fashion-fonte-I-Com-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/fast-fashion-fonte-I-Com.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2061" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/fast-fashion-wikipedia-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/fast-fashion-wikipedia-300x225.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/fast-fashion-wikipedia-scaled-600x450.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/fast-fashion-wikipedia-1024x768.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/fast-fashion-wikipedia-768x576.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/fast-fashion-wikipedia-1536x1152.jpg 1536w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/fast-fashion-wikipedia-2048x1536.jpg 2048w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/fast-fashion-wikipedia-696x522.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/fast-fashion-wikipedia-1068x801.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/fast-fashion-wikipedia-1920x1440.jpg 1920w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/fast-fashion-wikipedia-80x60.jpg 80w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/fast-fashion-wikipedia-265x198.jpg 265w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2118" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-9-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-9-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-9-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-9-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-9-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-9-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-9-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-9.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/il-destino-dei-capi-dimenticati-che-nuoce-al-pianeta/">Il destino dei capi dimenticati che nuoce al pianeta</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/i-vestiti-invenduti-che-fine-fanno.wav" length="0" type="audio/wav" />

			</item>
		<item>
		<title>La saggezza delle nonne per risparmiare su salute e bellezza</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/la-saggezza-delle-nonne-per-risparmiare-su-salute-e-bellezza/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-saggezza-delle-nonne-per-risparmiare-su-salute-e-bellezza</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Feb 2022 17:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute&benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Anna De Antoni]]></category>
		<category><![CDATA[Rincari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=2074</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tutti ci siamo accorti che nel corso di questo ultimo periodo i prezzi stanno lievitando: luce, gas, petrolio, per non parlare dei beni di prima necessità! Bisogna per forza risparmiare, ma non sempre accendere meno luci e scaldare di meno le case, fare meno chilometri e mangiare di meno è sufficiente. Ed è per ciò [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/la-saggezza-delle-nonne-per-risparmiare-su-salute-e-bellezza/">La saggezza delle nonne per risparmiare su salute e bellezza</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-2074-4" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/ogg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/salute-e-bellezza-a-costozero.ogg?_=4" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/salute-e-bellezza-a-costozero.ogg">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/salute-e-bellezza-a-costozero.ogg</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutti ci siamo accorti che nel corso di questo ultimo periodo i prezzi stanno lievitando: luce, gas, petrolio, per non parlare dei beni di prima necessità! Bisogna per forza risparmiare, ma non sempre accendere meno luci e scaldare di meno le case, fare meno chilometri e mangiare di meno è sufficiente. Ed è per ciò che in questa rubrica voglio scrivervi alcuni consigli a costo zero o comunque a prezzi bassissimi, per fare prevenzione di salute e bellezza. Le nostre nonne tutte queste cose le sapevano già. Oggi noi le riscopriamo insieme</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">BICARBONATO DI SODIO</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al primo posto voglio sicuramente mettere il bicarbonato di sodio: è lui il re indiscusso di prevenzione, bellezza e risparmio: il bicarbonato di sodio è un alcalinizzante e come tale combatte l’acidosi, responsabile dell’invecchiamento e della infiammazione sistemica; il consiglio è di prenderne un cucchiaino da caffè, sciolto in acqua, la sera prima di andare a dormire. L’unica controindicazione è la pressione alta, se si soffre di pressione alta è consigliabile utilizzare altri alcalinizzanti senza il sodio. Il bicarbonato di sodio va bene per sbiancare i denti, da solo o in aggiunta a poco dentifricio, però, mi raccomando, non fatelo spesso, perché per quanto sbianca ha un effetto abrasivo sul rivestimento esterno dei denti. Il bicarbonato è ottimo da sciogliere nell’acqua: ha un effetto disintossicante ed emolliente, va bene quindi per lavare frutta e verdura, ma va bene anche da aggiungere nella vasca da bagno o in lavatrice insieme al sapone, riducendo la quantità di quest’ultimo. Va benissimo anche per gli impacchi di bellezza e per le pulizie domestiche, unito al sale, al limone o all’aceto: per la cucina, per il bagno, per i pavimenti, per i giocattoli dei bambini.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">LIMONE</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche il limone è fantastico, ha un sapore acido, ma in realtà è un alimento altamente alcalinizzante, quindi antinfiammatorio. Se ne utilizza il succo, ma anche la buccia, soprattutto se biologica. E’ un concentrato di vitamina C. Una volta ho fatto la dieta del limone, si inizia con un limone al giorno, per arrivare, giorno dopo giorno a 5 limoni, per poi tornare progressivamente ad un limone al giorno e quindi fermarsi. E’ stato impegnativo, ma ce l’ho fatta. Spesso si pensa che il limone abbia un effetto astringente, in realtà ho visto che anche chi soffre di stipsi, alla fine rimettendo a posto l’intestino, ritorna ad avere un alvo regolare. Sconsiglio l’utilizzo del limone a chi soffre di gastrite, soprattutto a stomaco vuoto. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">CURCUMA, MIELE, ZENZERO, LIMONE E PEPE</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco a voi gli ingredienti di un antibiotico naturale: ricco di vitamine e rinforzante del S.Immunitario. Basta mettere in un contenitore di vetro 3 cucchiai di curcuma, 1 di zenzero, 2 di miele, un pizzico di pepe e limone q.b. per amalgamare il tutto. Si conserva il barattolo in frigorifero e se ne prende un cucchiaino al giorno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">ACQUA DI RISO</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È ottima quando abbiamo mal di pancia: gastrite o colite. Si fa cuocere il riso, precedentemente lavato, in poca acqua e lo si mangia con l’acqua di cottura, oppure se ne beve l’acqua tiepida per 3 volte al giorno, per almeno 3 giorni. L’acqua di riso ha proprio un effetto riepitelizzante per le mucose intestinali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">ALLORO, ROSMARINO, MENTA, ACQUA DI COTTURA DELE VERDURE </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vanno benissimo per preparare delle tisane depurative. Lo so, non sono buonissime, ma fanno bene.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ci si può sempre aggiungere del miele.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">SEMI DI ZUCCA, UVA, ANGURIA, MELONE, MELOGRANO E MANGO</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono degli ottimi antiossidanti: si possono tostare e poi frullare, da aggiungere a minestre o yogurt. Del resto, se da un seme nasce una pianta, nel seme ci sono tutti i nutrienti necessari.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">SALE, ZUCCHERO E CAFFE’</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vanno benissimo per preparare degli scrub per il corpo, basta aggiungerli al comune sapone liquido per lavarsi, oppure a dell’olio di mandorle, da frizionare sul corpo e poi risciacquare. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Acqua e sale vanno molto bene per fare i lavaggi nasali: il sale disciolto in acqua tiepida viene spruzzato nel naso con una siringa senza ago o con un nebulizzatore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sale grosso può essere usato per le contratture muscolare o i dolori mestruali: lo si mette in un sacchetto di lana, va benissimo anche un calzino da uomo infeltrito e chiuso in alto con un nodo, lo si riscalda sul termosifone o al forno e lo si tiene sulla parte dolorante: il caldo secco aiuta a rilassare la muscolatura.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">LIQUIRIZIA</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La radice va bene per detossificare il fegato, combattere la gastrite, aumentare la pressione. Fate attenzione però: macchia i denti!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">BURRO DI COCCO E BURRO DI KARITE’</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vanno benissimo come creme e maschere di bellezza per viso, corpo e capelli.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Dott.ssa Anna De Antoni</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2147" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-3-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-3-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-3-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-3-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-3-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-3-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-3-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-3-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/la-saggezza-delle-nonne-per-risparmiare-su-salute-e-bellezza/">La saggezza delle nonne per risparmiare su salute e bellezza</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/salute-e-bellezza-a-costozero.ogg" length="0" type="audio/ogg" />

			</item>
		<item>
		<title>Il Caro&#8230;green deal</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/il-caro-green-deal/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-caro-green-deal</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Feb 2022 17:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazioni e dissociazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Ragionieri]]></category>
		<category><![CDATA[Rincari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=2055</guid>

					<description><![CDATA[<p>I rincari tanto meno di armi di distrazioni di massa per distogliere l’attenzione della pubblica opinione dai nodi veri dell’economia con dati occupazionali che restano al minimo storico e una produzione industriale che continua a deludere, è tempo di serietà e non di distrazioni.   Attività produttive, negozi e imprese stanno adeguando i propri listini al pubblico [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/il-caro-green-deal/">Il Caro&#8230;green deal</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">I rincari tanto meno di armi di distrazioni di massa per distogliere l’attenzione della pubblica opinione dai nodi veri dell’economia con dati occupazionali che restano al minimo storico e una produzione industriale che continua a deludere, è tempo di serietà e non di distrazioni.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Attività produttive, negozi e imprese stanno adeguando i propri listini al pubblico per sostenere i maggiori costi energetici a loro carico e non fallire, scaricando i rincari di luce e gas su prezzi e tariffe. Dagli alimentari alla ristorazione, passando per turismo e trasporti, in tutti i settori si stanno registrando nell&#8217;ultimo periodo forti rincari che pesano sulle tasche dei consumatori. Una situazione particolarmente pericolosa e contro la quale il Governo deve intervenire con urgenza perché, a fronte dell&#8217;ondata di rincari in arrivo, le famiglie reagiranno contraendo i consumi, con immensi danni per l&#8217;economia nazionale. Un problema che non riguarda solo le famiglie ma anche le aziende che vedono crescere enormemente i costi di produzione.</span> <span style="font-weight: 400;">Il forte aumento del costo dell&#8217;energia nel corso del 2021 è dovuto prevalentemente all&#8217;aumento del costo del gas naturale, causato da diversi fattori: la ripresa economica, l&#8217;inverno particolarmente freddo nel Nord Europa e la forte domanda di gas da parte della Cina. Al fine di evitare balzi eccessivi delle bollette dell&#8217;energia, molti governi hanno preso provvedimenti o li stanno per prendere. Va però detto che in qualche misura i rincari sono funzionali alla lotta al cambiamento climatico. Sono funzionali a far credere all’opinione pubblica che a causare gli aumenti non siano tanto le numerose gabelle non direttamente collegate al consumo di energia che compongono il costo della bolletta e i costi dell’approvvigionamento dalle fonti fossili e la speculazione sui prezzi operata dalle imprese del settore, bensì quella sorta di vezzo radical chic ambientalista che, senza alcuna attenzione pragmatica ai costi economici della transizione ecologica  continuano ad insistere per accelerare il passaggio dalle fonti fossili a quelle rinnovabili.  l’Italia ma tutto il mondo industrializzato alle prese con la ripresa produttiva post-pandemica e, velenosamente, aggiunto che, quindi, nel nostro Paese non saremmo di fronte ad alcun complotto per ritornare al nucleare “come alludono i soliti sospettosi dall’umor nero” ricorda come “più di metà dell’elettricità del nostro fabbisogno viene dalle centrali termoelettriche a ciclo combinato alimentate con metano”;  inoltre, che gli aumenti riguardano tutti i Paesi europei “indipendentemente dalle loro fonti energetiche predilette, compreso nucleare o rinnovabili”, Le cause dietro all’aumento dei prezzi di gas ed energia elettrica in Europa sono tante, e sono peraltro una fetta di una crisi più ampia, internazionale. Si tratta anche, riducendola all’osso, di un problema di squilibrio tra la domanda forte e l’offerta insufficiente. La Russia non ha aumentato le forniture verso il continente, limitandosi a rispettare gli obblighi contrattuali ma senza prenotare capacità di esportazione aggiuntiva. La resistenza di Mosca rientra in una strategia di pressione che punta a raggiungere due obiettivi: il primo è l’entrata in funzione del gasdotto Nord Stream 2; il secondo è convincere l’Europa a sottoscrivere più contratti di lungo termine, piuttosto che affidarsi alla compravendita spot. L’insistenza sui contratti a lungo termine, invece, si spiega con la necessità del paese di garantirsi una fonte di reddito per il futuro, visto che la transizione ecologica, su cui Bruxelles ha puntato moltissimo, dovrebbe ridurre il consumo di fonti fossili in favore di quelle rinnovabili. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Perché si verificano rincari così alti? Non c’è una sola ragione: c’entra la transizione ecologica, ma anche gli strascichi della pandemia e le tensioni geopolitiche.</span><span style="font-weight: 400;"> Dopo un periodo di rallentamento dovuto alla pandemia, le attività produttive hanno ripreso – prima in Cina e poi nel resto del mondo – determinando un rapido aumento della domanda per le materie prime, difficili da reperire sia per problemi di disponibilità sia di trasporto. Compresi i semiconduttori «quei minuscoli chip che fanno funzionare tutto: smartphone, scooter e monopattini elettrici, treni o intere fabbriche intelligenti» che la presidente von der Leyen vuole far produrre in Europa, senza dipendere dalla Cina.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questi problemi hanno coinvolto anche le materie prime con cui si produce la maggior parte dell’energia in Europa: il prezzo del petrolio è aumentato del 200% dalla primavera del 2020 e quello del gas naturale del 30% solo nel secondo trimestre del 2021. A questo si aggiunge il fattore meteo. La primavera è stata particolarmente fredda, con temperature più basse della media fino a maggio, mentre l’estate è stata molto calda. Cosa che ha fatto lievitare anche il prezzo del gas, la cui domanda è aumentata prima per il riscaldamento domestico e poi per produrre l’energia per compensare la domanda crescente di elettricità destinata ad alimentare i condizionatori.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I costi della C02. Un altro fattore poi è l’aumento dei prezzi dei permessi per emettere anidride carbonica, che le aziende in Europa si scambiano attraverso l’</span><i><span style="font-weight: 400;">Emission trading system</span></i><span style="font-weight: 400;">. Il sistema di emissioni “a quote” stabilito dall’Unione europea si basa su un principio: le grandi aziende di tutta Europa devono pagare per poter inquinare. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le aziende più inquinanti devono quindi acquistare altri permessi se vogliono continuare a emettere CO2 senza incorrere in sanzioni. Le aziende più “pulite” possono vendere le quote inutilizzate. Una forma di tassazione ambientale, che ha l’obiettivo di rendere quindi sconveniente l’utilizzo di energia da fonti fossili, favorendo il passaggio a forme di energia più pulite, come quelle rinnovabili. Ogni Stato dell’Unione europea in questo modo incassa proventi maggiori o minori dalla vendita delle quote di emissione a seconda della fonte di energia più utilizzata per la produzione di energia elettrica. La Polonia, ad esempio, è quella che ottiene le entrate maggiori perché le sue società energetiche utilizzano principalmente il carbone. Segue la Germania con il 16,6% perché ricorre al carbone e al gas. In Italia il gas naturale occupa una quota molto rilevante – il 40% la Francia ricava invece molto poco dalle quote  perché il nucleare ha un peso rilevante nella generazione di energia elettrica.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ora, visto che le politiche ambientali, sempre più restrittive, hanno fatto aumentare la domanda di quote, si sta verificando un boom dei prezzi, che sono ai massimi storici, intorno a 50 euro per tonnellata di anidride carbonica. Così può succedere che le aziende recuperino questo costo sulla bolletta energetica e quindi sulle tariffe dei consumatori.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’aumento del gas e la Russia. Secondo l’Arera, il prezzo del gas del terzo trimestre 2021 «risulta in aumento di circa il 50% rispetto a quello utilizzato per l’aggiornamento del secondo trimestre 2021». Si preannuncia quindi un forte aumento in bolletta per il gas. Perché? Anzitutto perché, la maggior parte del fabbisogno energetico in Italia viene coperta con il gas. Che, nonostante sia una delle fonti meno inquinanti, rimane comunque una delle più care a causa dei costi di importazione. E qui nascono i problemi maggiori.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oltre agli intoppi nei giacimenti del Mare del Nord che hanno ridotto la disponibilità del gas prodotto in Europa e il progressivo esaurimento di uno dei più importanti giacimenti nei Paesi Bassi, va aggiunto anche il fatto che l’Asia sia stata la prima a ripartire con l’economia. E così le navi sono partite prima verso Cina e Giappone e dopo verso l’Europa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inoltre, sono calate le esportazioni della Russia verso l’Unione europea, a causa delle tensioni politiche a poche settimane dall’inizio dell’accensione dei riscaldamenti, insomma, le scorte europee sono in calo di circa il 20%.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel frattempo, però, è stato annunciato il completamento di Nord Stream 2. Gazprom, la principale azienda energetica russa, dovrebbe iniziare a fornire gas alla Germania attraverso il nuovo gasdotto a ottobre. La costruzione doveva terminare nel 2019, ma è stata ritardata per l’opposizione degli Stati Uniti, che hanno criticato il progetto perché renderebbe l’Europa troppo dipendente dalla Russia per il suo approvvigionamento energetico. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In Italia è in arrivo un “caro prezzi” sulle materie prime. L’aumento interesserà prodotti come pasta, pane, farina e derivati, a fronte di un vero e proprio boom dei rincari.  In precedenza si è fatto riferimento agli aumenti di natura energetica. Un produttore di farina, ad esempio, si vedrà costretto ad aumentare il costo del proprio prodotto a fronte di un aumento complessivo relativo alle spese per la produzione dello stesso, nel dettaglio, a un costo maggiore riferito al consumo di elettricità. Discorso analogo per gas e carburante, che influiranno in modo non indifferente sui costi generali, rispettivamente, per la produzione e il trasporto della merce. A influire sul costo finale delle materie prime vi è anche l’aumento generale del trasporto stesso. Il noleggio dei container, a causa dei problemi provocati dalla pandemia, comporta una spesa più elevata che in precedenza. E’ emerso che in Ucraina si è verificato un calo dei raccolti, in un paese da cui spesso proviene una quantità non indifferente di scorte di grano; e non solo: la decisione della Russia di ridurre le esportazioni avrebbe provocato ulteriori conseguenze a catena, ricadenti sui prezzi finali delle materie prime. A fronte di aumenti eccessivi, infatti, il rischio è quello di perdere clienti, che opterebbero per soluzioni dai costi minori. Un esempio è dato dal pane surgelato, un’alternativa meno costosa rispetto al pane fresco. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La produzione russa di alluminio primario rappresenta circa il 6% della produzione mondiale. Il mercato globale dell’alluminio è al momento in </span><i><span style="font-weight: 400;">deficit</span></i><span style="font-weight: 400;"> e qualsiasi interruzione delle disponibilità di metallo aggraverebbe seriamente lo sbilancio. Poiché l’</span><i><span style="font-weight: 400;">Europa</span></i><span style="font-weight: 400;"> è una delle principali destinazione per l’alluminio russo, è certo che qualsiasi limitazione porterebbe a significativi rialzi nei premi europei. Ma le conseguenze per il settore dell’alluminio non si limiterebbero ad un aumento dei premi. Infatti, le fonderie di alluminio in </span><i><span style="font-weight: 400;">Europa</span></i><span style="font-weight: 400;"> stanno attraversando un momento assai difficile a causa dei prezzi elevati dell’energia, tanto che alcune sono sul punto di chiudere. Allargando lo sguardo anche agli altri metalli, il potenziale impatto delle sanzioni colpirebbe anche nichel, rame, palladio e platino, dei quali la </span><i><span style="font-weight: 400;">Russia</span></i><span style="font-weight: 400;"> è un importante produttore inoltre la </span><i><span style="font-weight: 400;">Russia</span></i><span style="font-weight: 400;"> è il secondo produttore di petrolio al mondo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dunque sarà l’Europa a scontare pesanti conseguenze nel caso di sanzioni contro la </span><i><span style="font-weight: 400;">Russia</span></i><span style="font-weight: 400;">. Nei </span><i><span style="font-weight: 400;">giochi di guerra</span></i><span style="font-weight: 400;"> tra </span><i><span style="font-weight: 400;">Stati Uniti</span></i><span style="font-weight: 400;"> e </span><i><span style="font-weight: 400;">Russia</span></i><span style="font-weight: 400;">, gli europei si troveranno a pagare un prezzo molto, ma molto alto. </span><span style="font-weight: 400;">E questo, moltiplicato per milioni di famiglie, si può stare certi che avrà un effetto deprimente sull&#8217;economia nazionale, con il rischio di bloccarne la ripresa post-pandemia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il rincaro del gas sul mercato internazionale, a cui si sono sommati i primi effetti del Green deal, il piano Ue per la transizione verde che  presentato pochi mesi fa come «il più ambizioso al mondo», convincendo i 27 paesi Ue ad approvarlo, quale linea guida per il futuro dell&#8217;economia europea. Un progetto di cui, soltanto ora, si cominciano a scoprire gli errori, primo fra tutti il costo molto elevato da pagare per la riduzione delle emissioni di CO2. Un costo scaricato da Bruxelles non solo sulle industrie maggiormente inquinanti acciaio, ferro, cemento, fertilizzanti, ma anche sui trasporti prezzo della benzina e sulle famiglie, con bollette di gas e luce più care.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Risultato: mentre in marzo il prezzo della CO2 era di 40 euro per tonnellata, ora è salito a 60, con tendenza a salire. Un aumento destinato a incidere sui rincari delle bollette non solo dei prossimi mesi, bensì dei prossimi anni, in tutti i paesi europei. Un rialzo di prezzo messo in atto soprattutto da Russia e Norvegia per recuperare i mancati introiti causati dalla forte riduzione dell&#8217;export di gas durante la pandemia, a cui è seguita, negli ultimi mesi, una domanda di gas molto forte da parte dei paesi europei, con immediata ricaduta sul prezzo. Il forte rincaro delle bollette di gas e luce potrebbe innescare un diffuso malcontento sociale, che potrebbe tradursi in opposizione al Green deal europeo. «Non possiamo permetterci che la questione sociale finisca per contrapporsi a quella climatica. “ Questa  è una minaccia, ora che si discute  dei rincari dei prezzi dell&#8217;energia» parole scandito  davanti alla seduta plenaria del parlamento europeo. L’ autorevolezza e i toni rassicuranti di Mario Draghi «i tempi del Green deal devono essere ambiziosi, ma compatibili con le capacità di adattamento delle nostre economie», sembrano per ora sufficienti per tenere sotto controllo la situazione sociale. </span><span style="font-weight: 400;">Quindi gli annunci allarmistici  le preoccupazioni dei partiti sono funzionali a far credere all’opinione pubblica che a causare gli aumenti non siano tanto le numerose gabelle non direttamente collegate al consumo di energia che compongono il costo della bolletta e i costi dell’approvvigionamento dalle fonti fossili e la speculazione sui prezzi operata dalle imprese del settore, bensì quella sorta di vezzo” radical chic” ambientalista che, senza alcuna attenzione pragmatica ai costi economici della transizione ecologica , continua ad insistere per accelerare il passaggio dalle fonti fossili a quelle rinnovabili.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maria Ragionieri</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2056" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/RINCARI-2-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/RINCARI-2-300x169.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/RINCARI-2-600x338.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/RINCARI-2-1024x576.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/RINCARI-2-768x432.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/RINCARI-2-696x392.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/RINCARI-2-1068x601.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/RINCARI-2.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2057" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/RINCARI-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/RINCARI-300x212.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/RINCARI-100x70.jpg 100w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/RINCARI.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2164" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-4-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-4-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-4-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-4-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-4-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-4-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-4-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-4-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/il-caro-green-deal/">Il Caro&#8230;green deal</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il coraggio delle scelte importanti per scacciare la paura</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/il-coraggio-delle-scelte-importanti-per-scacciare-la-paura/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-coraggio-delle-scelte-importanti-per-scacciare-la-paura</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Feb 2022 17:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Manuela Galliè]]></category>
		<category><![CDATA[Rincari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=2086</guid>

					<description><![CDATA[<p>Corsi e ricorsi storici.  &#160; Nel 1973, la crisi energetica a seguito della crisi arabo-israeliana provocò un brusco aumento dei prezzi del petrolio e giustificò la corsa all’energia nucleare.  Negli Anni 80, invece, a causa di diversi incidenti nelle centrali nucleari – il più scioccante fu quello di Chernobyl, nell’aprile 1986 – ci fu un’inversione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/il-coraggio-delle-scelte-importanti-per-scacciare-la-paura/">Il coraggio delle scelte importanti per scacciare la paura</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Corsi e ricorsi storici. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 1973, la crisi energetica a seguito della crisi arabo-israeliana provocò un brusco aumento dei prezzi del petrolio e giustificò la corsa all’energia nucleare. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Negli Anni 80, invece, a causa di diversi incidenti nelle centrali nucleari – il più scioccante fu quello di Chernobyl, nell’aprile 1986 – ci fu un’inversione di rotta. In questo clima di paura, si tennero i referendum abrogativi del 8 e 9 novembre del 1987 relativi al nucleare, che ebbero un’affluenza di circa il 65% e una larga fetta dei votanti (intorno all’80%) contraria all’energia nucleare. La paura generata dal disastro di Chernobyl, unita a campagne non efficaci relative alla comunicazione delle energie alternative, hanno portato a uno stato di cose che – ancora oggi – vede l’Italia sottostare ai mercati esteri, spesso senza poter incidere sui prezzi. Colmo della beffa per gli italiani: l’aumento – nell’ultimo trimestre del 2021 – degli utili dell’Eni (53%, pari a 3,8 miliardi di euro) grazie al balzo dei prezzi del gas, con le famiglie a dover assorbire gran parte dei rincari, in parte mitigati dalle manovre del Governo Draghi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cosa ci insegna tutto questo? Che fare scelte impauriti – o, peggio, in preda al panico – è fortemente sconsigliato in tutti i campi. Sapendo che il passato non si può cambiare e che spesso tocca sopportare situazioni esterne sulle quali non possiamo incidere, possiamo lavorare sul presente e sul futuro, cambiando gli occhi con i quali guardiamo il mondo. L’informazione e lo studio ci permettono di fare scelte ponderate circa un problema, senza necessariamente allinearci al pensiero della maggioranza. Nel mio ruolo di life coach, sottolineo sempre come sia importante rinnovare gli occhi che osservano, cioè noi stessi, senza dare potere a situazioni esterne in cui non possiamo incidere. Per dirla con Carl Gustav Jung: «Non c’è presa di coscienza senza sofferenza.  In tutto il mondo la gente arriva ai limiti dell’assurdo per evitare di confrontarsi con la propria anima. Non si raggiunge l’illuminazione immaginando figure di luce, ma portando alla coscienza l’oscurità interiore. Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia». Per questo il mio invito è a lavorare per valorizzare tre cose fondamentali: i nostri talenti; le nostre passioni; il lavoro che ci piace davvero. Perché solo chi fa il proprio lavoro con amore e passione può generare l’abbondanza che merita davvero. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel mio primo libro, “Vivere con l’accento”, un capitolo intero è dedicato alla riscoperta dei propri talenti e di quanto farlo sia essenziale. Vent’anni di esperienza nella gestione, selezione e formazione delle risorse umane mi hanno aperto uno scenario chiaro su come le persone facciano moltissima fatica a scegliere un lavoro che le renda felici, perché non comprendono che lavorare con passione e amore porterà sempre abbondanza e gioia nelle nostre vite e in quelle di chi ci circonda. Come si dice: ama il tuo lavoro e non lavorerai un giorno in tutta la tua vita.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Manuela Galliè</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2088" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/giornale-300x119.jpg" alt="" width="300" height="119" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/giornale-300x119.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/giornale.jpg 320w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2089" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/scritta.jpg" alt="" width="252" height="240" /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2130" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-35-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-35-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-35-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-35-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-35-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-35-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-35-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-35.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/il-coraggio-delle-scelte-importanti-per-scacciare-la-paura/">Il coraggio delle scelte importanti per scacciare la paura</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le nuove strade per una distribuzione più equa della ricchezza</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/le-nuove-strade-per-una-distribuzione-piu-equa-della-ricchezza/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=le-nuove-strade-per-una-distribuzione-piu-equa-della-ricchezza</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Feb 2022 17:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Di Giovanni]]></category>
		<category><![CDATA[Rincari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=2063</guid>

					<description><![CDATA[<p>1300, un’epoca tremenda! Per tutto il secolo si alternano fasi di pandemie di peste, a volte più forti a volte meno diffuse ma sicuramente terribili. L’Europa si svuota, non si riesce a ripopolarla, nemmeno tra gli intervalli di diffusione, nemmeno prendendo in considerazione la diminuzione della virulenza della malattia, un disastro! Tutto subì un arresto, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/le-nuove-strade-per-una-distribuzione-piu-equa-della-ricchezza/">Le nuove strade per una distribuzione più equa della ricchezza</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">1300, un’epoca tremenda! Per tutto il secolo si alternano fasi di pandemie di peste, a volte più forti a volte meno diffuse ma sicuramente terribili. L’Europa si svuota, non si riesce a ripopolarla, nemmeno tra gli intervalli di diffusione, nemmeno prendendo in considerazione la diminuzione della virulenza della malattia, un disastro!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto subì un arresto, ad esempio i trasporti: le navi dovevano rimanere 40 giorni in porto prima di essere svuotate dal loro carico (quarantena). E se il materiale era deperibile? Scaricarlo poteva significare portare il contagio in città.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma cosa fanno per evitare questo? Non sanno bene quale sia la causa dei contagi ma prendono delle misure cautelari. Si rimuovono le immondizie (a Firenze si crea un ufficio di sanità), si controlla che chi entri in palazzi pubblici non sia malato. E poi si pregava Dio, chi era devoto. Si ascoltava il parere dei medici…tutto questo però non servì a molto. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si moriva tantissimo e soprattutto morivano i bambini. Bisognava occuparsi di come guarire! Molti medici e scienziati, ma soprattutto molti improvvisati curatori, si misero a parlare di corpo umano e delle diverse teorie. Certo anche i medici medievali con la loro scienza rudimentale, tutta fatta di equilibri di umori e liquidi, anche se pagati profumatamente, non riuscirono a risolvere il problema. Ma il problema non erano solo i “veri” medici. Anche tantissime donne e uomini autonominatisi esperti, ovviamente del tutto ignoranti e senza alcuna dottrina medica, si cimentavano nelle cure senza alcun risultato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma davvero da queste pandemie non si trassero vantaggi?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cosa succedeva in passato. Be’ l’alta mortalità di certo è un discorso non facile, ma, finito il periodo pandemico, il lavoro serviva ancora, e le persone rimaste erano molte meno! Prima della peste le piazze erano piene di disoccupati, invece ora? Quelli ancora vivi e disposti a lavorare vogliono essere pagati di più! Certo anche la concorrenza si è dimezzata ma tutto ha un costo maggiore, soprattutto la manodopera. Un vantaggio? I soldi sono rimasti gli stessi. C’è la stessa quantità di moneta circolante che c’era prima delle pandemie.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I padroni pagano meglio, e cosa fanno con questi soldi gli operai? Mangiano tutti bene o meglio. Poi se rimane qualche spicciolo? Vai anche all’osteria! E chi produce vino ha gli affari che vanno a gonfie vele!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma se avanza ancora qualcosa? Si mangia carne! O si compra finalmente un vestito buono!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’economia gira e si ha una redistribuzione della moneta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cosa è successo e succede oggi? I problemi della pandemia sono stati affrontati con metodi molto simili, ovviamente meno rudimentali, ma sempre analoghi. Maschere e mascherine, quarantene, operazione di disinfezione dei posti pubblici, sono solo alcune delle misure conosciute. Anche la grande quantità di improvvisati virologi non ci sorprende, quando un problema affligge l’intera società a parlarne è l’intera società, è cambiato davvero molto poco.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La questione economica però non sembra ad oggi prendere la stessa piega del passato. I salari non sono aumentati ma i beni (dal caffè alla bolletta della luce) si. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È macabro ricordare che la quantità di morti durante la peste giocò un ruolo fondamentale per chi rimase in vita. I morti furono talmente tanti che la redistribuzione della ricchezza aiutò i pochi rimasti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ovviamente e per fortuna la quantità di morti avuti in Europa, sebbene altissima, non è paragonabile con quelle delle pandemie trecentesche.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cosa significa tutto questo? Che gli effetti avuti erano e sono prevedibili. Se non del tutto ma comunque in larga parte. I trasporti dovranno riprendere e pretenderanno più soldi. I beni primari come i carburanti e la luce aumentano ed aumenteranno, così anche le tasse. Ciò che rimarrà invariato (se non scenderà) saranno i salari. La ricchezza sarà redistribuita ancora meno equamente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">C’è un modo per invertire questa tendenza? Sicuramente la rinuncia all’accumulo di ricchezza. Il riportare il discorso monetario a soldi tangibili e non virtuali (tendenza purtroppo non invertibile). Questi e molti altri temi dovrebbero essere discussi e ridimensionati. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Stiamo andando verso un baratro ma, ne sono certa, dopo il punto di non ritorno si ritornerà, come sempre. L’uomo e la storia giocano le loro carte continuamente. La storia andrà avanti e l’uomo si adatterà a ritrattare le sue scelte.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Ogni grande cambiamento è preceduto dal caos” -Deepak Chopra-</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Dott.ssa Andrea Di Giovanni</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2064" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/httpswww.ordinemediciragusa.it20200528le-colpe-della-peste-di-giustiniano-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/httpswww.ordinemediciragusa.it20200528le-colpe-della-peste-di-giustiniano-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/httpswww.ordinemediciragusa.it20200528le-colpe-della-peste-di-giustiniano-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/httpswww.ordinemediciragusa.it20200528le-colpe-della-peste-di-giustiniano-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/httpswww.ordinemediciragusa.it20200528le-colpe-della-peste-di-giustiniano-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/httpswww.ordinemediciragusa.it20200528le-colpe-della-peste-di-giustiniano.jpg 868w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2065" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/httpswww.usi_.chitfeeds13322-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/httpswww.usi_.chitfeeds13322-300x169.jpeg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/httpswww.usi_.chitfeeds13322-scaled-600x338.jpeg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/httpswww.usi_.chitfeeds13322-1024x576.jpeg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/httpswww.usi_.chitfeeds13322-768x432.jpeg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/httpswww.usi_.chitfeeds13322-1536x864.jpeg 1536w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/httpswww.usi_.chitfeeds13322-2048x1152.jpeg 2048w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/httpswww.usi_.chitfeeds13322-696x392.jpeg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/httpswww.usi_.chitfeeds13322-1068x601.jpeg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/httpswww.usi_.chitfeeds13322-1920x1080.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2144" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-2-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-2-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-2-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-2-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-2-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-2-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-2-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-2-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/le-nuove-strade-per-una-distribuzione-piu-equa-della-ricchezza/">Le nuove strade per una distribuzione più equa della ricchezza</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le pagine della Visconti ripercorre il rapporto tra l’uomo e le risorse energetiche</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/le-pagine-della-visconti-ripercorre-il-rapporto-tra-luomo-e-le-risorse-energetiche/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=le-pagine-della-visconti-ripercorre-il-rapporto-tra-luomo-e-le-risorse-energetiche</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Feb 2022 17:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Flora Fusarelli]]></category>
		<category><![CDATA[Rincari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=2071</guid>

					<description><![CDATA[<p>La pandemia, a livello mondiale, ha colpito tutti i settori in modo incisivo e deleterio. A livello economico, lo shock esogeno è stato terribile e, seppure non si può ancora avere una stima certa dei danni, è già chiarissimo che tutti i settori della vita devono farci i conti in qualche modo. Agli altissimi costi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/le-pagine-della-visconti-ripercorre-il-rapporto-tra-luomo-e-le-risorse-energetiche/">Le pagine della Visconti ripercorre il rapporto tra l’uomo e le risorse energetiche</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La pandemia, a livello mondiale, ha colpito tutti i settori in modo incisivo e deleterio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A livello economico, lo </span><i><span style="font-weight: 400;">shock esogeno</span></i><span style="font-weight: 400;"> è stato terribile e, seppure non si può ancora avere una stima certa dei danni, è già chiarissimo che tutti i settori della vita devono farci i conti in qualche modo. Agli altissimi costi umani si aggiungono quelli sociali, quelli culturali, quelli economici ed energetici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il costo energetico, a livello mondiale, ha subìto una drastica riduzione della domanda e questo vale naturalmente anche per l’Italia che rispecchia alla perfezione il trend mondiale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non sono stati sufficienti i bonus, il risparmio autonomo delle famiglie a scopo precauzionale né gli sforzi statali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’inevitabile fermo del commercio e, dunque, anche dell’industria, ha provocato un calo della domanda che non ha pari nella storia e anche se le fonti rinnovabili sono state quelle che hanno registrato un danno minore, anche in quel caso ci sono stati dei cali spesso notevoli.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per capire le dinamiche che hanno portato a questa situazione, bisogna andare a cercare, a monte, la natura del rapporto tra le risorse energetiche e l’uomo. In questo caso può esserci utile il volume di Agnese Visconti Risorse energetiche e comunità umane edito dall’</span><span style="font-weight: 400;">Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani e Italia Nostra.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Leggiamo nell’introduzione:</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">« Le pagine di questo libro costituiscono per il lettore un invito a compiere un lungo viaggio esplorativo con destinazioni diverse, nel tempo e nello spazio, allo scopo di provare a considerare e osservare i differenti fili che, in maniera più o meno tenace, hanno formato in passato e formano tuttora l’intessitura, non sempre omogenea, anzi perlopiù variegata – rada, folta e compatta, o finanche lacerata, sfilacciata e non sempre ricucita – formata dall’intreccio degli uomini con gli ambienti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Occhi e mente saranno tesi dunque a ricercare i molteplici legami che hanno congiunto/disgiunto e tuttora congiungono/disgiungono, in diverse misure, le società – differenti le une dalle altre, ieri come oggi, per obiettivi, tecniche, credenze religiose, espressioni artistiche, scelte politiche ed economiche – con i vari prodotti del suolo e del sottosuolo, così come con l’aria, l’acqua e il sole.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un filo tuttavia, tra i molti che gli uomini hanno allacciato in passato e che continuano ad allacciare tuttora, verrà indagato con particolare attenzione: quello che, con il nome di risorsa energetica, li ha accompagnati nel corso della storia, concorrendo, ancorché irregolarmente, alla loro crescita e al loro benessere economico, e che oggi tuttavia, con il mutato appellativo di crisi energetica, sembra essere stato brutalmente tagliato, al punto da assumere la forma di una ferita profonda che, come vedremo, non si è per ora rimarginata».</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un viaggio che prende dunque le mosse dal termine greco </span><a href="https://it.wiktionary.org/wiki/%E1%BC%94%CF%81%CE%B3%CE%BF%CE%BD"><span style="font-weight: 400;">ἔργον (lavoro) e che procede attraverso l’analisi delle diverse risorse – dal carbone, al gas, al petrolio – fino ad arrivare alle prime avvisaglie e poi alle cause della crisi profonda approdando all’utilizzo delle energie rinnovabili e all’interazione dell’uomo con esse con un’attenzione particolare al caso della nostra penisola.</span></a></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Flora Fusarelli</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2132" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-36-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-36-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-36-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-36-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-36-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-36-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-36-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-36.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/le-pagine-della-visconti-ripercorre-il-rapporto-tra-luomo-e-le-risorse-energetiche/">Le pagine della Visconti ripercorre il rapporto tra l’uomo e le risorse energetiche</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Una sola certezza: l’importante è pagare</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/una-sola-certezza-limportante-e-pagare/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=una-sola-certezza-limportante-e-pagare</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Feb 2022 17:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Zaccagnini]]></category>
		<category><![CDATA[Rincari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=2067</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un mostro tondo e con le ventose ci ha tolto la vita, la serenità, il lavoro, ha diviso il Paese, ci ha costretti nelle case a sperare, a cantare sui balconi e poi ci ha riversati nelle piazze a manifestare gli uni contro gli altri. Migliaia di imprenditori in ginocchio si sono dovuti piegare sotto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/una-sola-certezza-limportante-e-pagare/">Una sola certezza: l’importante è pagare</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Un mostro tondo e con le ventose ci ha tolto la vita, la serenità, il lavoro, ha diviso il Paese, ci ha costretti nelle case a sperare, a cantare sui balconi e poi ci ha riversati nelle piazze a manifestare gli uni contro gli altri. Migliaia di imprenditori in ginocchio si sono dovuti piegare sotto la morsa dei creditori, anch&#8217;essi vittime, vedendo il deserto davanti agli occhi e nei cuori. Altrettante migliaia di lavoratori hanno perso il lavoro e annaspano centellinando i risparmi. Adesso è arrivato il momento in cui il giro di vite si stringe sempre di più. È il tempo in cui tutte le tasse quotidiane raddoppiano rendendo fetida anche l&#8217;aria. È giunta l’ora in cui ci chiediamo e vorremmo chiedere allo Stato: Chi si salva? Chi vive? Chi muore? Certo è difficile da capire stando seduti lì ma provate a scendere nelle piazze ad ascoltare. Ci mancava la Bolkestein ad aggravare la condizione del settore balneazione, ma si doveva regolarizzare, per carità. Per fortuna ci sono i programmi in TV ma se non hai la smart? Ah giusto, vai a comprarne una nuova, si ma con quali soldi? E intanto mentre si va a pagare le bollette sembra di vivere la scena di un film: da una parte cartelloni pubblicitari di ipermercati e catene di distribuzione, di autobus con modelle in posa e dall&#8217;altra povera gente che chiede l&#8217;elemosina. E quando vai a fare la spesa c&#8217;è sempre la tassa del carrello e dopo aver comprato con 50€ la quantità di cose che un mese fa prendevi con 25€ sei costretto a dire: “mi dispiace non ho monete neanche per me.” E poi non ci pensiamo più e ci mettiamo davanti ad uno schermo che ci propina ciò che vuole, quello che arriva via etere non ci fa pensare, ci distrae, ci aiuta a dimenticare. Fiction, show, dibattiti, intrattenimento e soprattutto telegiornali, ci fidiamo di loro, sono cari amici che accogliamo in casa.  Ma i media non fanno altro che dirci quello che noi vogliamo sentirci dire perché sanno chi siamo e cosa desideriamo, perciò suggeriscono come possiamo ottenerlo rendendoci felici, eppure schiavi di un sistema che dà e prende allo stesso modo. La cosa importante è stare tranquilli e guardare che tempo farà, chi vincerà Sanremo, quale ragazza diventerà Miss Italia o chi uscirà dalla casa del Grande Fratello. Spostare l’attenzione, deviare i pensieri, amalgamare, uniformare. Senza dimenticare che se non paghi la bolletta, la luce te la staccano lo stesso anche se sei in difficoltà, anche se piangi. “Ma signora, lei intanto paghi questa e poi rispetti gli orari in cui la tariffa è più bassa.” Il carburante costa il doppio? Prendi l&#8217;autobus, il treno, la bicicletta o il monopattino e risolvi. Limiteremo l’uso di riscaldamenti, automobili, elettricità e sicuramente inquineremo meno ma quanto ci costerà in termini di equilibrio mentale? E di tasca? Il claim è: </span><b><i>“Tenete duro, ne usciremo!”</i></b><span style="font-weight: 400;"> dobbiamo credere nello Stato che ci dà le garanzie, tutti insieme formiamo una grande azienda e </span><b><i>andrà tutto bene</i></b><span style="font-weight: 400;">, se non saremo licenziati. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maria Zaccagnini</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2068" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/bust-2794420_1920-300x158.jpg" alt="" width="300" height="158" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/bust-2794420_1920-300x158.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/bust-2794420_1920-600x315.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/bust-2794420_1920-1024x538.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/bust-2794420_1920-768x403.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/bust-2794420_1920-1536x806.jpg 1536w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/bust-2794420_1920-696x365.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/bust-2794420_1920-1068x561.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/bust-2794420_1920.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2069" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/coins-1015125_1920-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/coins-1015125_1920-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/coins-1015125_1920-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/coins-1015125_1920-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/coins-1015125_1920-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/coins-1015125_1920-1536x1024.jpg 1536w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/coins-1015125_1920-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/coins-1015125_1920-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/coins-1015125_1920.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2125" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-12-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-12-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-12-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-12-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-12-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-12-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-12-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-12.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/una-sola-certezza-limportante-e-pagare/">Una sola certezza: l’importante è pagare</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
