Una sola certezza: l’importante è pagare

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Un mostro tondo e con le ventose ci ha tolto la vita, la serenità, il lavoro, ha diviso il Paese, ci ha costretti nelle case a sperare, a cantare sui balconi e poi ci ha riversati nelle piazze a manifestare gli uni contro gli altri. Migliaia di imprenditori in ginocchio si sono dovuti piegare sotto la morsa dei creditori, anch’essi vittime, vedendo il deserto davanti agli occhi e nei cuori. Altrettante migliaia di lavoratori hanno perso il lavoro e annaspano centellinando i risparmi. Adesso è arrivato il momento in cui il giro di vite si stringe sempre di più. È il tempo in cui tutte le tasse quotidiane raddoppiano rendendo fetida anche l’aria. È giunta l’ora in cui ci chiediamo e vorremmo chiedere allo Stato: Chi si salva? Chi vive? Chi muore? Certo è difficile da capire stando seduti lì ma provate a scendere nelle piazze ad ascoltare. Ci mancava la Bolkestein ad aggravare la condizione del settore balneazione, ma si doveva regolarizzare, per carità. Per fortuna ci sono i programmi in TV ma se non hai la smart? Ah giusto, vai a comprarne una nuova, si ma con quali soldi? E intanto mentre si va a pagare le bollette sembra di vivere la scena di un film: da una parte cartelloni pubblicitari di ipermercati e catene di distribuzione, di autobus con modelle in posa e dall’altra povera gente che chiede l’elemosina. E quando vai a fare la spesa c’è sempre la tassa del carrello e dopo aver comprato con 50€ la quantità di cose che un mese fa prendevi con 25€ sei costretto a dire: “mi dispiace non ho monete neanche per me.” E poi non ci pensiamo più e ci mettiamo davanti ad uno schermo che ci propina ciò che vuole, quello che arriva via etere non ci fa pensare, ci distrae, ci aiuta a dimenticare. Fiction, show, dibattiti, intrattenimento e soprattutto telegiornali, ci fidiamo di loro, sono cari amici che accogliamo in casa.  Ma i media non fanno altro che dirci quello che noi vogliamo sentirci dire perché sanno chi siamo e cosa desideriamo, perciò suggeriscono come possiamo ottenerlo rendendoci felici, eppure schiavi di un sistema che dà e prende allo stesso modo. La cosa importante è stare tranquilli e guardare che tempo farà, chi vincerà Sanremo, quale ragazza diventerà Miss Italia o chi uscirà dalla casa del Grande Fratello. Spostare l’attenzione, deviare i pensieri, amalgamare, uniformare. Senza dimenticare che se non paghi la bolletta, la luce te la staccano lo stesso anche se sei in difficoltà, anche se piangi. “Ma signora, lei intanto paghi questa e poi rispetti gli orari in cui la tariffa è più bassa.” Il carburante costa il doppio? Prendi l’autobus, il treno, la bicicletta o il monopattino e risolvi. Limiteremo l’uso di riscaldamenti, automobili, elettricità e sicuramente inquineremo meno ma quanto ci costerà in termini di equilibrio mentale? E di tasca? Il claim è: “Tenete duro, ne usciremo!” dobbiamo credere nello Stato che ci dà le garanzie, tutti insieme formiamo una grande azienda e andrà tutto bene, se non saremo licenziati. 

Maria Zaccagnini

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