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	<title>RigenerAzione Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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		<title>Turismo: 1,3 mln di anziani custodi dei piccoli borghi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2023 15:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Mignini]]></category>
		<category><![CDATA[RigenerAzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia ci sono 5.529 comuni sotto i 5.000 abitanti, che rappresentano il 70% del numero totale dei comuni italiani Le bellezze dei piccoli borghi italiani sono custodite da 1,3 milioni di anziani che combattono lo spopolamento, tramandano le tradizioni, trasmettono i saperi e difendono il valore storico, ambientale e culturale dei territori. E’ quanto [&#8230;]</p>
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<p><b><i>In Italia ci sono 5.529 comuni sotto i 5.000 abitanti, che rappresentano il 70% del numero totale dei comuni italiani</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le </span><b>bellezze dei piccoli borghi italiani sono custodite da 1,3 milioni di anziani</b><span style="font-weight: 400;"> che combattono lo spopolamento, tramandano le tradizioni, trasmettono i saperi e difendono il valore storico, ambientale e culturale dei territori. E’ quanto emerge dall’analisi Coldiretti sui dati del centro studi Divulga in occasione dell’assemblea a Roma dei Senior della Coldiretti, la più grande associazione italiana di pensionati, con l’apertura del primo salone della cultura contadina salvata dai Senior, alla presenza del presidente della Coldiretti Ettore Prandini e del ministro per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Roccella.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Dobbiamo far emergere con forza il ruolo che abbiamo nella società non solo dal punto di vista del welfare economico nei confronti di figli e nipoti ma anche rispetto alla funzione fondamentale di conservare le tradizioni alimentari e guidare i più giovani a scuola e in casa verso abitudini più salutari basate sui prodotti e sui tempi della dieta mediterranea” </span></i><b><i>afferma Giorgio Grenzi, presidente di Coldiretti Senior nel sottolineare che</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> “è l’intera società a trarre beneficio dal coinvolgimento dei pensionati in ogni ambito, dalle scuole agli orti urbani fino ai progetti di agricoltura sociale, senza dimenticare la collaborazione sempre più strategica nella vita quotidiana delle famiglie”.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nei comuni con meno di 5mila abitanti più di uno su otto (13%) – sottolinea la Coldiretti – ha più di 75 anni con la popolazione anziana che rappresenta una presenza fondamentale per garantirne la vivibilità. </span><i><span style="font-weight: 400;">Se da una parte infatti offrono un sostegno alle famiglie in una situazione in cui è molto più grave la carenza di servizi pubblici rispetto alle altre realtà del Paese, dall’altra contribuiscono a proteggere nel tempo le peculiarità locali. </span></i><span style="font-weight: 400;">In Italia ci sono 5.529 comuni sotto i 5.000 abitanti, che rappresentano il 70% del numero totale dei comuni italiani. Si tratta – afferma la Coldiretti – di realtà che ospitano il 16,5% della popolazione nazionale ma rappresentano il 54% dell’intera superficie italiana, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat.</span></p>
<p><b>Non è un caso quindi che il 92% delle produzioni tipiche nazionali nasca nei piccoli borghi italiani </b><span style="font-weight: 400;">con meno di cinquemila abitanti, un </span><b>patrimonio dell’enogastronomia sostenibile e a km zero</b><span style="font-weight: 400;"> conservato nel tempo dalle imprese agricole con un impegno quotidiano per assicurare la salvaguardia delle colture storiche, la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico e il mantenimento delle tradizioni popolari.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La </span><b>dimensione</b><span style="font-weight: 400;"> estremamente </span><b>comunitaria</b><span style="font-weight: 400;"> dei borghi – evidenzia Coldiretti – </span><b>riduce anche la solitudine sociale tipica dei grandi agglomerati urbani</b><span style="font-weight: 400;"> e che rappresenta uno dei grandi rischi per il benessere e la salute della popolazione, in particolare per gli anziani. Nei piccoli comuni – continua Coldiretti – </span><b>l’invecchiamento attivo</b><span style="font-weight: 400;">, con il coinvolgimento in maniera formale o informale in uno o più ambiti, dal lavoro al volontariato, dai legami sociali all’assistenza a familiari, dal tempo libero al giardinaggio, </span><b>mantiene la salute psicofisica migliorando la qualità della vita delle persone più avanti negli anni</b><span style="font-weight: 400;">, secondo lo stesso il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio.</span></p>
<p><b>Gli anziani in campagna</b><span style="font-weight: 400;"> non sono soltanto impegnati nel presidio territoriale delle aree rurali ma – continua la Coldiretti – </span><b>sono spesso il motore di iniziative ed esperienze culturali</b><span style="font-weight: 400;">, economiche e turistiche che valorizzano la realtà locale come la gastronomia per recuperare le ricette della tradizione spesso il risultato dell’esigenza di tagliare gli sprechi con gli avanzi. </span><b>Ma c’è anche chi trasmette alle nuove generazioni la propria manualità per realizzare oggetti di artigianato</b><span style="font-weight: 400;">, chi insegna a fare l’orto, chi tramanda i proverbi della saggezza contadina e chi conserva nel tempo i rimedi della nonna all’insegna della naturalità e del risparmio come è emerso all’Assemblea dei Senior della Coldiretti dove sono state presentate con dimostrazioni pratiche dal vivo esperienze concrete dalle diverse parti d’Italia.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Cristina Mignini</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10123" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/turismo-13-mln-di-anziani-ci-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/turismo-13-mln-di-anziani-ci-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/turismo-13-mln-di-anziani-ci-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/turismo-13-mln-di-anziani-ci-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/turismo-13-mln-di-anziani-ci-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/turismo-13-mln-di-anziani-ci-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/turismo-13-mln-di-anziani-ci-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/turismo-13-mln-di-anziani-ci-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10124" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/turismo-13-mln-di-anziani-ci-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/turismo-13-mln-di-anziani-ci-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/turismo-13-mln-di-anziani-ci-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/turismo-13-mln-di-anziani-ci-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/turismo-13-mln-di-anziani-ci-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/turismo-13-mln-di-anziani-ci-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/turismo-13-mln-di-anziani-ci-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/turismo-13-mln-di-anziani-ci-2.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>A Brescia apre Forme con la chef abruzzese Arianna Gatti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2023 15:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Serendipity]]></category>
		<category><![CDATA[Piera Pastore]]></category>
		<category><![CDATA[RigenerAzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Situato all’interno di una corte ristrutturata dell’Ottocento, Forme propone una cucina basata sulla tradizione, dove il territorio bresciano dialoga con l’Abruzzo, terra d’origine della chef. Da pochi mesi è stato inaugurato Forme, il nuovo fine dining di Brescia che vede a capo della cucina la chef abruzzese Arianna Gatti. Aperto a cena dal mercoledì alla [&#8230;]</p>
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<p><b><i>Situato all’interno di una corte ristrutturata dell’Ottocento, Forme propone una cucina basata sulla tradizione, dove il territorio bresciano dialoga con l’Abruzzo, terra d’origine della chef.</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da pochi mesi </span><span style="font-weight: 400;">è stato inaugurato </span><b>Forme</b><span style="font-weight: 400;">, il nuovo </span><i><span style="font-weight: 400;">fine dining</span></i><span style="font-weight: 400;"> di </span><b>Brescia</b><span style="font-weight: 400;"> che vede a capo della cucina la chef abruzzese </span><b>Arianna Gatti</b><span style="font-weight: 400;">. Aperto a cena dal mercoledì alla domenica e a pranzo il sabato e la domenica, il ristorante deve il suo nome alla presenza di oggetti di design all’interno delle sale del locale e al paese di origine della chef Gatti, situato in provincia de L’Aquila. Il ristorante si trova all’interno di una </span><b>corte ristrutturata risalente all’Ottocento</b><span style="font-weight: 400;"> immersa nel verde, situata nella prima zona agricola a sud del centro cittadino di Brescia, dove l’architettura storica e il design contemporaneo danno vita a un locale moderno, dinamico e vivace. Qui la </span><b>rigenerazione del luogo</b><span style="font-weight: 400;"> ha portato alla nascita di uno spazio polifunzionale che ospita il quartier generale di </span><b>Atena</b><span style="font-weight: 400;">, una società, proprietaria del ristorante, specializzata nella formazione per aziende, privati e professionisti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ispirata alla </span><b>grande</b> <b>tradizione italiana</b><span style="font-weight: 400;">, la cucina di Forme è basata sulla </span><b>stagionalità</b><span style="font-weight: 400;"> e sull’impiego di materie prime italiane. È quindi una cucina lontana dalle mode culinarie del momento. I piatti della chef Gatti, realizzati con tecniche funzionali, presentano sapori riconoscibili, ricchi e caratterizzati da impiattamenti dal design ricercato. Il </span><b>menu</b><span style="font-weight: 400;">, oltre che dalla carta, è incentrato su due percorsi degustazione con portate che nascono dall’idea di far dialogare i sapori del territorio abruzzese con quello bresciano. La chef Gatti definisce la sua cucina «</span><i><span style="font-weight: 400;">tradizionale e ricca di sapori riconoscibili, composta da piatti realizzati con tecniche funzionali e che non richiedono spiegazioni preliminari, dove il design gioca un ruolo fondamentale</span></i><span style="font-weight: 400;">».</span> <span style="font-weight: 400;">Tra i piatti presenti in menu: Carciofo alla brace, birra di pane raffermo, zafferano e bagoss; Gnocco di sedano rapa, erborinato di bufala, daikon e pera; Sequenza di coniglio e carote. </span></p>
<p><b>Arianna Gatti</b><span style="font-weight: 400;">, classe 1991, è originaria di Forme, un piccolo paese incastonato nel cuore dell’Abruzzo. Dopo un periodo di formazione nella capitale, nel 2013 Arianna Gatti si è diplomata al 18° Corso Superiore di Cucina Italiana di ALMA. Nello stesso anno ha svolto uno stage nelle cucine dell’Hotel Tosco Romagnolo a Bagno di Romagna (FC) e ha poi prestato servizio nel ristorante dei fratelli Leoni a Bologna. Nel dicembre 2013 è giunta a Brescia ed è entrata a far parte della brigata del Miramonti l’Altro, il ristorante due stelle Michelin di Concesio, dove ha presto ottenuto il ruolo di sous-chef. Grazie al suo talento, nel 2020</span><b>, la chef Gatti è stata insignita del premio “Migliore sous-chef” dalla guida Identità Golose.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra le creazioni della chef abruzzese di forte impatto è il dolce </span><b><i>(Ri)scoperta</i></b><span style="font-weight: 400;"> dedicato alla città di Brescia in occasione di </span><b>Capitale Italiana della Cultura 2023</b><span style="font-weight: 400;">. Nel piatto la chef Gatti presenta la </span><b>Vittoria Alata</b><span style="font-weight: 400;">, una delle più straordinarie statue d’epoca romana e uno dei simboli di Brescia. Al suo interno una mousse di litchi e cioccolato bianco con gel di lamponi e pralinato di sesamo. Il tutto valorizzato da una polvere di sesamo nero e cialde croccanti a forma di ali, che, durante gli scavi, furono ritrovate a parte. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La proposta gastronomica di Forme si articola in due differenti modalità. Il fine dining è infatti affiancato da </span><b>Sottoforme Bistrò</b><span style="font-weight: 400;">, un locale, anch’esso situato negli spazi della corte, aperto a pranzo dal lunedì al venerdì in cui è possibile assaporare le creazioni culinarie della chef Arianna Gatti. In questo caso la proposta gastronomica, partendo comunque dall’alta qualità delle materie prime e dalla volontà di voler trasmettere emozioni nei piatti, è pensata per una clientela business e per situazioni più informali.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Piera Pastore</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10127" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10128" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10129" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-3-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-3-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-3-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-3-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-3-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-3-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-3-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-3.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Rigenerazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2023 15:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Cassini]]></category>
		<category><![CDATA[RigenerAzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È scientificamente provato che nelle esperienze di bellezza ci sentiamo meglio.  Sempre più spesso a Milano si sente parlare di &#8220;life experience&#8221; per descrivere tutto ciò che si può fare nel nostro tempo libero e che può in qualche modo arricchire il nostro bagaglio culturale, che può farci stare bene, che può farci incuriosire e [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">È scientificamente provato che nelle esperienze di bellezza ci sentiamo meglio. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sempre più spesso a Milano si sente parlare di &#8220;life experience&#8221; per descrivere tutto ciò che si può fare nel nostro tempo libero e che può in qualche modo arricchire il nostro bagaglio culturale, che può farci stare bene, che può farci incuriosire e conoscere qualcosa di nuovo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sempre più spesso un viaggio, una cena, un incontro o un evento necessitano di questo nuovo concetto, di &#8220;life experience&#8221;, per stimolare la nostra curiosità, per farci vivere una esperienza nuova in grado di fare evolvere i nostri pensieri. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non sempre però le &#8220;life experiences&#8221; diventano positive. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Può capitare così che una camminata notturna in una zona desolata in montagna diventi improvvisamente l&#8217;ultimo posto dove vorremmo stare, perché qualcosa va storto. Può capitare, come è successo a due turisti italiani, di andare dall&#8217;altra parte del mondo e ritrovarsi in un&#8217;isola deserta per ore senza che nessuno li andasse a prendere. Lo &#8220;skipper&#8221; che li aveva portarti fin lì, infatti, se ne era andato promettendo ai ragazzi che sarebbe tornato ma anche lì, qualcosa è andato storto. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con un pizzico di senso di responsabilità e di amor proprio, tuttavia, è possibile evitare di mettersi in mezzo ai casini. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il concetto di &#8220;life experience&#8221; ha molto a che vedere con un arricchimento in termini culturali e personali. Cioè: io vado si a cena il sabato sera, ma vorrei nel frattempo vivere qualcosa di diverso rispetto al solito, qualcosa di cui potrei ricordarmi con piacere. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel cinema, in tempi non sospetti, è stato proprio Danny Boyle a sdoganare questo concetto con &#8220;The Beach&#8221;. Protagonista del film un giovanissimo Leonardo Di Caprio. il film è da vedere proprio per il desiderio del protagonista di vivere una &#8220;life experience&#8221; fuori dall&#8217;ordinario. Il film prende una piega thriller in breve tempo e le cose si mettono male in breve tempo per i protagonisti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel capolavoro di Sean Penn &#8220;Into the wild&#8221;, la &#8220;life experience&#8221; diventa per il protagonista il motivo di una trasformazione totale! È da recuperare: parliamo di uno dei grandi film dell&#8217;ultimo ventennio, secondo la critica. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi sono tanti i ragazzi che organizzano viaggi fuori dal comune in zone remote del globo. Tantissime coppie scelgono viaggi atipici, particolari, alla ricerca di qualcosa che possa in qualche modo lasciare un segno. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa ricerca spasmodica di ciò che nella vita di tutti i giorni sembra non esserci ci fa capire come gli occidentali si stiano scontrando con un senso di infelicità che è assolutamente ingiustificato, in realtà. Scriviamo queste righe mentre i nostri colleghi raccontano del disastro avvenuto per il terremoto in Turchia e Siria. Si parla di oltre 3000 morti, ma siamo quasi certi che il numero è destinato a salire. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Scriviamo queste righe mentre in molti Paesi del mondo si combattono guerre sanguinose in grado di spazzare via non solo persone e bambini, ma anche i luoghi iconici di tanti Paesi. Eppure, nonostante la nostra consapevolezza di questo, non riusciamo a vedere la nostra vita come una vita felice, illuminata. Anzi, siamo sempre lì a tentare una fuga nel weekend che poi magari possiamo postare su Instagram per dimostrare al mondo che si, noi stiamo facendo una &#8220;life experience&#8221;. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non stiamo forse perdendo obiettività?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non è che la &#8220;life experience&#8221; sia solo un concetto nel quale vogliamo rifugiarci?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Facendo due passi con il proprio cane, sentire il respiro di un figlio, abbracciare un compagno di squadra in una partitella con gli amici, fare due passi nella meravigliosa città italiana in cui siamo nati, non può essere anche questo &#8220;life experience&#8221;? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Certo che si! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le grandi e piccole città italiane sentono che questa può essere la strada giusta. La strada della bellezza. E per questo cercano di rinnovarsi, rivalutarsi, soprattutto nelle periferie! Far sentire i cittadini all&#8217;interno di un contesto nuovo ma sempre vagamente familiare è una chiave per diversificarsi. Perché alla fine, a ben pensarci, vogliamo la &#8220;life experience&#8221; per provare qualcosa di non convenzionale per la nostra vita. Ma molto è correlato con come noi ci relazioniamo alla vita. Perché se lo vogliamo e se desideriamo essere contenti, ogni cosa in realtà può diventare &#8220;life experience&#8221;, no?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Intanto buona visione con i grandi film di Danny Boyle e Sean Penn! </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Marco Cassini</span></p>
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		<title>Come rigenerarsi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2023 15:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<category><![CDATA[RigenerAzione]]></category>
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<p><span style="font-weight: 400;">Il nostro Paese ha smarrito da un po’ di tempo una funzione, un ruolo che lo ha reso speciale e attraente per molti versi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Noi abbiamo sempre considerato le nazioni collocate al nord, oltre le Alpi, come la Germania e l’Austria, in particolar modo, come territori popolati da persone dedite soprattutto a svolgere compiti e adempimenti che avrebbero permesso ai loro Paesi, di diventare prosperi ed opulenti, casomai poco entusiasti del loro modo di vivere e di sognare, ma tutto sommato benestanti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qui però dobbiamo intenderci sul termine “benessere”: perché più corretto e puntuale sarebbe quello di trasformare una tale parola in “ben avere”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sappiamo, infatti, da tempo come in quelle nazioni non “sia di casa la felicità” e non trovi una sua espressione compiuta il piacere di stare assieme, di socializzare, di crescere emotivamente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Infatti, se non vogliono essere considerati “momenti sociali”, le sghignazzate davanti ad imponenti boccali di birra che servono più a cancellare le tristezze anche causate da un clima che certamente non invoglia ad uscire ed a costruire rapporti, constatiamo che in determinate aree dell’Europa, il senso della appartenenza e del piacere di vivere insieme non è molto sentito.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il guaio è che uno stile di vita mitteleuropeo si sta propagando anche nei Paesi mediterranei, in Italia in modo particolare, anche se con connotati appena differenziati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qui si va sempre più diffondendo la cosiddetta “apericena” che somiglia ad una socialità “mordi e fuggi” dove al massimo si parla del proprio modo di aver trascorso la settimana che volge al termine, ma non c’è traccia di una conviviale in cui acquisti spazio un approfondimento culturale, un allargamento di orizzonti etici e valoriali tale da permettere agli astanti, di rigenerarsi, di guardare oltre la linea dell’orizzonte, di nutrire le proprie emozioni e la crescita del senso dell’essere e del perché vivere. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Italia, il Paese che ha dato i natali ai più insigni poeti, musicisti, pittori, letterati che il Pianeta intero è disposto a riconoscerle, oggi sembra aver dimenticato da dove proviene: mai come oggi, invece, questo aggancio con un suo fulgido passato potrebbe essere rigeneratore e promotore a vantaggio delle giovani generazioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa nazione sembra aver perduto la bussola, se si adopera in modo energico per contrastare la diffusione delle droghe, la dipendenza dall’alcool, se si impegna a dissuadere i giovani perché non scambino le vie provinciali e statali come piste da Formula Uno, per poi assuefarci ai bollettini delle stragi per le carambole delle auto, senza dare vita con altrettanta determinazione a laboratori per “la crescita dell’animo umano”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le scuole, tutte, indistintamente, devono puntare sull’ascolto dei ragazzi, individuando i loro bisogni di esprimersi, di far affiorare e far sbocciare al loro esterno cosa sentono, cosa percepiscono, cosa immaginano, quanto sognano. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questo modo avvertiranno che in quel luogo del sapere dove si recano quotidianamente, assaporeranno il loro “gusto di vivere” e questo li rigenererà.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ernesto Albanello</span></p>
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		<title>Sappiamo investire bene il nostro tempo?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2023 15:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Giorgi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tempo libero è il proprium delle persone che sanno essere, e non solo apparire libere! Un tempo la cultura e le arti erano solo per i nobili, che potevano avere tutto il tempo a disposizione per elevarsi culturalmente, in quanto a provvedere ai bisogni quotidiani erano tenuti gli schiavi prima, poi i servi della [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Il tempo libero è il proprium delle persone che sanno essere, e non solo apparire libere!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un tempo la cultura e le arti erano solo per i nobili, che potevano avere tutto il tempo a disposizione per elevarsi culturalmente, in quanto a provvedere ai bisogni quotidiani erano tenuti gli schiavi prima, poi i servi della gleba e i poveri costretti a lavoro servili, spesso incapaci di evolversi per mancanza di mezzi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il mondo occidentale grazie ai principi cristiani, che hanno ispirato le idee rivoluzionarie del rispetto dei Diritti Umani molto prima dell’Illuminismo, ha visto il fiorire delle Arti e poi il diritto moderno allo studio, aperto a tutti e di conseguenza il progresso economico e civile che abbiamo a disposizione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma, ora stiamo tornando un po’ schiavi del pensiero unico e delle mode che dettano legge anche su come investire il tempo libero, e invece di scegliere come rigenerare le energie, ci lasciamo condizionare da chi propone viaggi con ritmi che ci stancano, invece di ricaricarci. Perché ci lasciamo sedurre così? Abbiamo paura di apparire “diversi” e neghiamo ascolto ai nostri gusti! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Credo che riempire il tempo di situazioni, che in realtà sono imposte dalla mentalità efficientista di oggi, non ci permetta di sentirci appagati, solo stanchi e scollegati da noi stessi e dai nostri bisogni più veri.  Spesso, siamo addirittura disorientati dalla nostra sottile insoddisfazione, che non si giustifica vista da fuori: arriviamo a pensare di essere incontentabili per definizione, perché se abbiamo investito il tempo in tante belle attività, come mai non ci sentiamo bene?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Abbiamo bisogno di ritrovare i tempi lenti della cultura che entra nell’anima, non di vivere costretti dai ritmi convulsi imposti dal sistema!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pensate ai tour organizzati che rispondono al turismo “mordi e fuggi”: si può dire di aver visitato un luogo o visto una mostra, ma cosa rimane oltre alle foto e ai selfie? Come possiamo apprezzare la profondità del significato di un’opera d’arte, ascoltando solo le spiegazioni dell’esperto? Bisogna fermarsi a sentire l’effetto prodotto dentro di noi, le emozioni che suscita quell’immagine, e questo richiede di dare spazio alla riflessione, al dialogo interiore, non di correre presi dall’ingranaggio dell’organizzazione della visita!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Meglio dedicarsi a soggiornare in luoghi che ci attirano, che visitarli in poche ore! Certo, il mio pensiero è contro corrente, però dobbiamo chiederci, se desideriamo esperienze che ci aiutino ad allargare i nostri orizzonti, a conoscere le realtà della vita della gente che incontriamo nei nostri viaggi, a ricostruire il percorso di un artista, anche preparandoci prima con lo studio del suo simbolismo, o se semplicemente vogliamo collezionare eventi da raccontare! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel primo caso, avremo un valore aggiunto alla nostra umanità e ricchezza prodotta intorno, nell’altro avremo soltanto un guadagno materiale per qualcun altro, ma non per noi! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La nostra Italia è un museo a cielo aperto, ma va rispettata con la dovuta attenzione che richiede tanta bellezza a disposizione  e non con la sciatteria di tanti responsabili del territorio, che non hanno saputo valorizzare e custodire questo tesoro, permettendo ora ai ladri  di trafugare reperti antichi  senza vigilare, oppure non hanno provveduto alle cure per la conservazione delle opere o ad assicurare servizi all’altezza delle aspettative dei turisti, soprattutto degli stranieri, che in diverse occasioni sono stati costretti a lunghe attese sotto il sole estivo, come è accaduto a Pompei! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco, impariamo ad essere degni del nostro patrimonio artistico, culturale e delle bellezze naturali, cominciando da un atteggiamento di ammirazione che non può essere quello del turismo scandito dalla fretta: la “toccata e fuga” va bene per le composizioni musicali, non per gustare il buon cibo e tanto meno l’arte e la natura!</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;"> Paola Giorgi</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10113" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/sappiamo-investire-bene-vrp-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/sappiamo-investire-bene-vrp-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/sappiamo-investire-bene-vrp-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/sappiamo-investire-bene-vrp-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/sappiamo-investire-bene-vrp-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/sappiamo-investire-bene-vrp-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/sappiamo-investire-bene-vrp-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/sappiamo-investire-bene-vrp-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>I Gruppi di Lettura in Europa: far rete per diffondere cultura e democrazia.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2023 15:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Giorgi]]></category>
		<category><![CDATA[RigenerAzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2009 con decreto dell&#8217;allora Presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi è stata istituita  la Giornata nazionale dedicata a valorizzare la lettura, come volano di cultura e cittadinanza attiva, quindi di democrazia. Quale modo migliore di celebrare la Giornata se non con un evento ad hoc, in collegamento con altri Paesi Europei, per promuovere [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Nel 2009 con decreto dell&#8217;allora Presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi è stata istituita </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">la Giornata nazionale dedicata a valorizzare la lettura, come volano di cultura e cittadinanza attiva, quindi di democrazia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quale modo migliore di celebrare la Giornata se non con un evento ad hoc, in collegamento con altri Paesi Europei, per promuovere il famoso bene comune e far sì che sul territorio nascano esperienze formative e di gratuita socialità e crescano in modo permanente?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo lo scopo del Seminario organizzato proprio il 24 marzo nell&#8217;Aula Magna del Dipartimento di Lettere a Chieti dall&#8217;Associazione culturale SmartLab Europe di Pescara e dall&#8217;Università D&#8217;Annunzio, a conclusione di un progetto collegato ad Erasmus+, partito tre anni fa che ha attraversato il momento buio del lockdown, permettendo di ritrovarsi in Gruppi di lettura almeno online, alla luce dei libri, nella condivisione di idee e prospettive, e ha visto fiorire sul territorio abruzzese, ma anche in altre Regioni e in altri Paesi, molte realtà culturali in presenza, che oggi è necessario mettere in rete, per moltiplicarne gli effetti positivi!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Seminario è stato seguito da un pubblico numeroso e attento al tema dei Gruppi di lettura, che costituiscono uno strumento di formazione permanente formale e informale, che nasce magari spontaneamente, ma ben strutturato attira in modo innovativo persone di ogni età e di livello culturale anche diverso, che in questo contesto diventano espressione di inclusione, ricchezza umana!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per non parlare dell&#8217;importanza di disseminare questa strategia di approccio alla lettura in luoghi inusuali, ma proprio per questo di valore aggiunto: uscire dalle aule scolastiche o dalle biblioteche, normalmente sedi privilegiate per approfondire il potere dei libri, per incontrarsi in parchi o in collina, a contatto della natura, e leggere a voce alta per favorire il rispecchiamento nell&#8217;ascolto&#8230; oppure, l&#8217;esperienza all&#8217;estero, favorita dal partneriato con l&#8217;Università di Siviglia, capofila del progetto, l&#8217;Università di Stettino e quella di Salonicco, con la Biblioteca della Pomerania, con l&#8217;Associazione francese Solidariete&#8217; &amp; Inclusion a Parigi, con l&#8217;Associazione Benilde di Siviglia&#8230; tutto ciò ha permesso di sperimentare la lettura di romanzi come Assassinio sull&#8217;Oriente Express, proprio immersi nell&#8217;atmosfera di &#8220;quel&#8221; treno, o nel cinema più antico d&#8217;Europa o avvolti dal profumo del tempo, lasciato sui volumi pregiati della Biblioteca della Pomerania&#8230; </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Molti anche i partner associati sul territorio abruzzese, soprattutto nelle province di Chieti e Pescara, ma sicuramente in espansione, che vedono impegnate in prima linea scuole e associazioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I relatori sono stati empaticamente collegati con il pubblico nella riflessione sulla literacy, che è veicolo di democrazia, non solo per l&#8217;alfabetizzazione di chi ha meno strumenti culturali, ma perché sviluppa formazione come consapevolezza di diritti e doveri e condivisione di esperienze, per una convivenza sempre più civile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La professoressa Ilaria Filograsso dell&#8217;Università D&#8217;Annunzio, la professoressa Annarita Bini presidente dell&#8217;Associazione SmartLab Europe, la dottoressa Elisa Maia dell&#8217;Università Telematica Leonardo da Vinci, il dottor Luigi Gavazzi, giornalista, autore, organizzatore e conduttore di Gruppi di Lettura hanno animato il Seminario e sicuramente lasciato tracce da seguire, per ampliare l&#8217;esperienza dei Gruppi di Lettura, che ormai è attenzionata anche dalla politica, come hanno sottolineato nei loro interventi in sostegno delle attività presentate nel Seminario, l&#8217;Assessore alla Cultura e Beni culturali di Pescara dott.ssa Maria Rita Carota e il Consigliere e vice-presidente della Commissione Cultura e Turismo avvocato Salvatore Di Pino.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Leggere è vivere, non una vita sola, ma molte vite!</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Paola Giorgi</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10147" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/i-gruppi-di-lettura-c-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/i-gruppi-di-lettura-c-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/i-gruppi-di-lettura-c-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/i-gruppi-di-lettura-c-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/i-gruppi-di-lettura-c-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/i-gruppi-di-lettura-c-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/i-gruppi-di-lettura-c-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/i-gruppi-di-lettura-c-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10148" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/i-gruppi-di-lettura-c-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/i-gruppi-di-lettura-c-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/i-gruppi-di-lettura-c-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/i-gruppi-di-lettura-c-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/i-gruppi-di-lettura-c-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/i-gruppi-di-lettura-c-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/i-gruppi-di-lettura-c-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/i-gruppi-di-lettura-c-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10149" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/i-gruppi-di-lettura-c-3-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/i-gruppi-di-lettura-c-3-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/i-gruppi-di-lettura-c-3-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/i-gruppi-di-lettura-c-3-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/i-gruppi-di-lettura-c-3-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/i-gruppi-di-lettura-c-3-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/i-gruppi-di-lettura-c-3-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/i-gruppi-di-lettura-c-3.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>L’ultimo lavoro di Millo a Miami</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2023 15:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[RigenerAzione]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Conforte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il murales come spunto per ripartire Che cosa significa “rigenerare”? Riportare alla luce, ricostruire qualcosa che era rotto e dargli una nuova vita o un nuovo utilizzo, dare un nuovo aspetto. Si potrebbe continuare all’infinito nel dare un significato a questa parola perché “rigenerare” è un vocabolo che in sé nasconde infiniti concetti. E questa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-10136-2" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/Lultimo-lavoro-di-Millo-a-Miami-online-audio-converter.com_.mp3?_=2" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/Lultimo-lavoro-di-Millo-a-Miami-online-audio-converter.com_.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/Lultimo-lavoro-di-Millo-a-Miami-online-audio-converter.com_.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Il murales come spunto per ripartire</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Che cosa significa “rigenerare”? Riportare alla luce, ricostruire qualcosa che era rotto e dargli una nuova vita o un nuovo utilizzo, dare un nuovo aspetto. Si potrebbe continuare all’infinito nel dare un significato a questa parola perché “rigenerare” è un vocabolo che in sé nasconde infiniti concetti. E questa è la meraviglia della lingua italiana. Con una sola parola è possibile individuare diversi utilizzi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Uno di questi è usato in campo architettonico per indicare una ricostruzione urbanistica, o meglio ancora una riqualificazione urbanistica che può essere definita come l’insieme di interventi volti a recuperare il patrimonio edilizio di un territorio, tra cui ad esempio centri storici, aree urbane dismesse e vecchi quartieri residenziali. L’obiettivo di queste azioni di recupero e ricostruzione è quello di riqualificare il territorio intervenendo ad esempio su edifici, piazze e giardini pubblici che risultano essere degradati o usurati. Gli interventi di riqualificazione sono pensati con lo scopo di migliorare la qualità di vita e il benessere dei cittadini, trasformando aree urbane dimenticate e pericolose in spazi sicuri e funzionali, nel pieno rispetto dell’ambiente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non si tratta di buttare giù degli edifici e di ricostruirli per adattarli alle esigenze del quartiere e dello spazio, ma si tratta di dare vita nuova a degli spazi inutilizzati per riqualificare un quartiere o una piazza. E la street art funge da riqualificatrice. Sempre più spesso, infatti, le facciate dei palazzi delle città si animano di coloratissimi e particolarissimi murales. E quella strada o quell’edificio cambiano faccia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La città di Pescara vanta diversi murales realizzati da un artista riconosciuto a livello mondiale, Francesco Camillo Giorgino, in arte Millo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Di origini pugliesi, da alcuni anni vive e lavora a Pescara dove si è laureato in Architettura. I suoi lavori si contraddistinguono perché hanno la caratteristica di essere quasi completamente in bianco e nero e quando c’è il colore tutta l’attenzione vuole essere sul soggetto dell’opera. Durante la sua carriera artistica è stato insignito di numerosi premi e riconoscimenti nazionali, tra cui il prestigioso “Premio Celeste” nel 2011. Un’altra tappa molto importante del suo percorso di artista è stata la vittoria del bando internazionale d’arte pubblica B-ART, Arte in Barriera, promosso dalla Città di Torino, dal Comitato Urban Barriera e indetto dalla Fondazione Contrada Torino.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel dicembre 2022 è stato invitato a trasformare un&#8217;enorme parete di Miami in occasione del Wynwood Walls, il festival d’arte che dal 2009 ad oggi ha ospitato decine e decine di street artists di ogni nazionalità. L&#8217;opera realizzata da Millo si intitola “Work in progress” e presenta una coppia di bambini intenti ad aggiustare gli ingranaggi di un mondo che forse ha smesso di funzionare. Come due piccoli meccanici, armati di strumenti tecnici e chiavi inglesi, i due personaggi si stagliano su un paesaggio di strade e palazzi cittadini. Un&#8217;opera monumentale, che invita chi la osserva a ritrovare il proprio dialogo con la Terra, a prendersene cura e a garantirle un futuro prima che i meccanismi si inceppino per sempre smettendo di funzionare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">«Ho sentito l&#8217;urgenza – commenta Millo – di focalizzarmi su tutto ciò che bisogna ancora fare. C&#8217;è davvero l&#8217;urgenza di prendersi cura e di sistemare ciò che abbiamo perso lungo il tragitto: la nostra relazione con ciò che ci circonda, con la natura e ancor di più con la nostra umanità.»</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco, allora la parola “rigenerare” potrebbe essere usata in questo senso, come </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">ri-unione con la natura che stiamo distruggendo e con l’umanità che stiamo perdendo.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Roberta Conforte</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10137" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/l-ultimo-lavoro-di-millo-c-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/l-ultimo-lavoro-di-millo-c-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/l-ultimo-lavoro-di-millo-c-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/l-ultimo-lavoro-di-millo-c-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/l-ultimo-lavoro-di-millo-c-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/l-ultimo-lavoro-di-millo-c-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/l-ultimo-lavoro-di-millo-c-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/l-ultimo-lavoro-di-millo-c-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10138" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/l-ultimo-lavoro-di-millo-c-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/l-ultimo-lavoro-di-millo-c-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/l-ultimo-lavoro-di-millo-c-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/l-ultimo-lavoro-di-millo-c-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/l-ultimo-lavoro-di-millo-c-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/l-ultimo-lavoro-di-millo-c-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/l-ultimo-lavoro-di-millo-c-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/l-ultimo-lavoro-di-millo-c-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La RigenerAzione che funziona: solo se è umana e climatica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2023 15:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Oliva]]></category>
		<category><![CDATA[RigenerAzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La rigenerazione è prima di tutto un fenomeno biologico che consiste nel sostituire parti danneggiate del corpo con copie identiche. L’obiettivo è ristabilire l’integrità strutturale o fisiologica in questo caso di tessuti, organi o parti in individui, animali o vegetali. Passando ad un’accezione non meramente fisica può trasformarsi nella restituzione o recupero di uno stato [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">La </span><b>rigenerazione</b><span style="font-weight: 400;"> è prima di tutto un </span><b>fenomeno biologico</b><span style="font-weight: 400;"> che consiste nel sostituire parti danneggiate del corpo con copie identiche. L’obiettivo è ristabilire l’integrità strutturale o fisiologica in questo caso di tessuti, organi o parti in individui, animali o vegetali. Passando ad un’accezione non meramente fisica può trasformarsi nella </span><b>restituzione o recupero</b><span style="font-weight: 400;"> di uno </span><b>stato di grazia spirituale</b><span style="font-weight: 400;"> (come accade nel battesimo cattolico) o </span><b>dignità</b><span style="font-weight: 400;"> morale, sociale, politica. In fondo era Sergio Campailla, scrittore, saggista e critico letterario italiano nell’opera “La divina truffa”, uscita subito dopo il secondo conflitto mondiale a spiegare come: “</span><i><span style="font-weight: 400;">La rigenerazione, sia fisica che spirituale, appariva l&#8217;ultima frontiera e Cagliostro ci credeva e suscitava la fede degli altri. Credi! Credi! Questo è il segreto. E il sogno si realizzerà!</span></i><span style="font-weight: 400;">“</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma è anche se non universalmente associato al concetto di </span><b>rigenerazione urbana</b><span style="font-weight: 400;"> (in inglese nota come </span><i><span style="font-weight: 400;">urban renewal</span></i><span style="font-weight: 400;">) intesa come il sistema di azioni programmate per riqualificare il territorio interessato, con il fine di </span><b>rimediare al </b><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Degrado_urbano"><b>degrado urbano</b></a><span style="font-weight: 400;">. Sempre più spesso si agisce con questi piani nelle </span><b>periferie più degradate delle </b><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0"><b>città</b></a><span style="font-weight: 400;">, con </span><b>interventi</b> <b>ecosostenibili</b><span style="font-weight: 400;"> di impatto socio-economico, fino all&#8217;eliminazione delle </span><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Baraccopoli"><span style="font-weight: 400;">baraccopoli</span></a><span style="font-weight: 400;"> e alla creazione di nuove abitazioni e imprese. Come pure nei </span><b>villaggi rurali</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il concetto in </span><b>epoca moderna</b><span style="font-weight: 400;"> nacque in Inghilterra </span><b>in età vittoriana</b><span style="font-weight: 400;">, come tentativo di soluzione alle </span><b>pessime condizioni di vita</b><span style="font-weight: 400;"> nelle città causate dalla </span><i><span style="font-weight: 400;">Rivoluzione Industriale</span></i><span style="font-weight: 400;">: epoca in cui nasce pure il primo embrione della questione dell’impatto dell’ambientale. È all’industrializzazione, infatti, che si fa risalire anche l’ambientalismo inevitabilmente. Il </span><b>rinnovamento urbano</b><span style="font-weight: 400;"> è stato oggetto di grandi dibattiti: i suoi sostenitori lo considerano un </span><b>motore economico</b><span style="font-weight: 400;">; al contrario i più critici evidenziano i disagi connessi all’ambizione di chi li cavalca e delle conseguenze sul territorio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Esiste anche una </span><b>rigenerazione</b><span style="font-weight: 400;"> tutta </span><b>energetica</b><span style="font-weight: 400;">. Che con la crisi energetica innescata dal conflitto russo-ucraino che sta superando l’anno di durata ha generato non poche conseguenze sulle </span><b>catene di approvvigionamento</b><span style="font-weight: 400;"> – specie quelle legate alle </span><b>materie prime</b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; di natura energetica. Nel dettaglio, in </span><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Termodinamica"><span style="font-weight: 400;">termodinamica</span></a><span style="font-weight: 400;"> per rigenerazione si intende l&#8217;utilizzo del </span><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Calore"><span style="font-weight: 400;">calore</span></a><span style="font-weight: 400;"> generato dai fluidi di scarico di un processo (che siano vapore o gas). E sono tantissimi gli utilizzi, ad esempio in alcuni </span><b>motori a combustione interna</b><span style="font-weight: 400;"> in cui il processo viene sfruttato per riscaldare il </span><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Combustibile"><span style="font-weight: 400;">combustibile</span></a><span style="font-weight: 400;"> che deve ancora essere bruciato. In particolare, questo processo favorendo la reazione è capace di aumentare il </span><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rendimento_(termodinamica)"><span style="font-weight: 400;">rendimento</span></a><span style="font-weight: 400;"> della macchina stessa. Le camere dove avviene questo </span><b>scambio termico</b><span style="font-weight: 400;"> vengono chiamate </span><a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Preriscaldatore&amp;action=edit&amp;redlink=1"><b><i>preriscaldatori</i></b></a><span style="font-weight: 400;">. Sono i motori del futuro, che si diffonderanno in maniera massiccia, soprattutto grazie al fenomeno innestato dalla transizione energetica, ecologica, sovvenzionata dai fondi del PNNR, come anche in generale di quella digitale connessa ai processi di innovazione.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Angela Oliva</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10109" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-1-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-1-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-1-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-1-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-1-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-1-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-1-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-1-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10110" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-2-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-2-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-2-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-2-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-2-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-2-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-2-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-2-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>PNRR e resilienza culturale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2023 15:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Di Giovanni]]></category>
		<category><![CDATA[RigenerAzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il significato della parola Resilienza può essere declinato per diversi campi, in psicologia si riferisce alla capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, approvato nel luglio 2021 consiste in un piano di rilancio economico per aiutare la nazione ad uscire dallo stallo dovuto alla [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Il significato della parola Resilienza può essere declinato per diversi campi, in psicologia si riferisce alla capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, approvato nel luglio 2021 consiste in un piano di rilancio economico per aiutare la nazione ad uscire dallo stallo dovuto alla pandemia degli anni precedenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È peculiare l’uso del termine resilienza utilizzato per definire dei progetti finanziati dallo stato, come se per essere resistenti all’urto incontrollato della pandemia bastassero dei progetti finanziati e non dei veri e propri piani statali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma tralasciando questa critica personale concentriamoci sul fatto che, questi fondi, sono stanziati anche e soprattutto per progetti di natura culturale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Questo significa e significherà tante cose: prima tra tutte, la possibilità di recuperare, restaurare e rendere fruibili tanti siti di carattere culturale; archeologici, storico artistici e paesaggistici. La possibilità di rivedere il concetto di “patrimonio culturale” come qualcosa di utile a diversi aspetti della nostra società come quelli economici e non solo educativi è abbastanza pericolosa se non portata avanti da persone dotate di una certa intelligenza e sensibilità, qualità difficili da trovare nel nostro paese. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ciò non toglie che, se si guarda a progetti formulati con rispetto e consapevolezza si può trovare solo utilità nell’impiego de fondi, sia per dare lavoro ai professionisti dei beni culturali sia per insegnare alla nazione l’importanza del proprio patrimonio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma purtroppo la verità è spesso ben lontana dalla perfezione teorica e molti progetti rischiano di trasformare siti di grandissima importanza socioculturale in parchi-giochi per turisti della domenica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La vera problematica del nostro paese è la grande ignoranza che intercorre, spesso anche tra i professionisti di vecchia data. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’augurio è quello che vi siano giusti investimenti a favore di una ripresa culturale del paese. Un paese ignorante è un paese destinato a veder peggiorare la qualità di vita.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ed è quello che ci sta succedendo oramai da una ventina di anni… stiamo peggiorando condotti da persone presuntuose e inconsapevoli.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Speriamo che il piano di resilienza ci salvi non tanto dalle conseguenze della pandemia ma da quelle legate all’inciviltà. Perché è difficile rimanere impassibili davanti al dolore provocato dall’ignoranza.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Dott.ssa Andrea Di Giovanni</span></p>
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		<title>Rigenerarsi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2023 15:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazioni e dissociazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Ragionieri]]></category>
		<category><![CDATA[RigenerAzione]]></category>
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<p><span style="font-weight: 400;">Il riconoscimento del ruolo di centralità del territorio, dei luoghi e delle risorse tangibili e intangibili che lo connotano, costituisce la premessa fondamentale per la creazione di basi solide per una riconversione produttiva dell’intero patrimonio territoriale, paesaggistico e urbano, che ne valorizzi il capitale culturale e identitario. La cultura nella sua accezione contemporanea rappresenta sia un capitale con valore economico, che una risorsa fonte di esternalità positive, entrambi temi di grande importanza per l’esperienza italiana in quanto strategici per lo sviluppo economico del territorio e per la salvaguardia dell’identità dei luoghi. La valorizzazione delle diverse espressioni culturali, dei saperi, delle opere e dei manufatti può divenire la base di un ampio progetto di sviluppo, a livello di rivitalizzazione territoriale, sociale ed economica, pertanto tra le trame produttive sul territorio è fondamentale una lettura sistemica dell’ampio quadro di relazioni che caratterizzano il metabolismo urbano e territoriale, al fine di individuare, tutelare e valorizzare la qualità del patrimonio culturale tangibile e intangibile, e di sperimentare nuove proposte di sviluppo che muovano proprio dal valore delle identità e del capitale culturale locale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La situazione a inizio 2020 è quella di un settore di fondamentale importanza e soprattutto in crescita, con tassi di occupazioni e di produzione che influenzano fortemente l’economia che però ha dovuto fare i conti, come tutti gli aspetti della società umana, con una pandemia globale: il Covid-19. Per contrastare la diffusione della pandemia il 9 marzo 2020 l’Italia è il primo paese dell’UE a entrare in lockdown, seguito successivamente dalla maggioranza delle nazioni europee e mondiali. Gli effetti scaturiti dalla pandemia sulla vita delle persone e, consequenzialmente, sull’economia sono devastanti, le conseguenze delle norme di distanziamento hanno influito di più sul settore culturale che sul resto dell’economia, mantenendo la stessa tendenza della situazione in Europa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La riattivazione del sistema di relazioni tra luogo, inteso come ambiente costruito e comunità, intesa come heritage community, diventa un’azione chiave per perseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile del Millennio restituendo un ruolo chiave alla cultura e al patrimonio culturale. La tesi proposta è che il recupero dello spazio pubblico, configurato dall&#8217;arte e dalla cultura e condiviso con le comunità locali secondo una logica inclusiva, contribuisca a rigenerare la creatività, ricostruendo le relazioni tra persone, comunità e paesaggio e gettando le basi per la costruzione di un «ambiente creativo» e rigenerativo, in cui le relazioni diventano sinergie creative e produttive. A partire dal recupero dello spazio pubblico, la rigenerazione delle relazioni e della creatività attiva un processo “circolare”, in cui la cultura contribuisce a ricreare una comunità che, a sua volta, produce cultura, in una dinamica che si autoalimenta e garantisce la trasmissione alle future generazioni di un patrimonio culturale che è l’essenza stessa dell’umanità. Tramite una cultura materiale stratificata, la comunità si relaziona all’ambiente costruito incidendo sulla struttura, le risorse, i vincoli. A sua volta, l’ambiente costruito provoca impatti relazionali, modificando la comunità nell’organizzazione, formale e informale, e negli obiettivi, l’arte sociale contribuisce dunque ai processi di sviluppo locale apportando la forza per il cambiamento verso scenari rigenerativi. Quindi,  progetti che sono  in grado, nei nuovi scenari di rischio che caratterizzano la contemporaneità, di mettere in campo strumenti d’azione innovativi, volti a costruire il benessere nei nostri quartieri, nei nostri territori e nelle nostre città,  in particolare,  interventi oggetto di collaborazione materiali e immateriali, in grado di generare risorse, stimolare aggregazione della comunità e soprattutto rafforzare l&#8217;infrastruttura sociale,  l’obiettivo è potenziare la collaborazione al fine di rafforzare i rapporti sociali e migliorare il benessere delle persone generando nuove opportunità a vantaggio di tutta la collettività.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo specchio di rigenerazione sociale lo troviamo nel cambiamento del Mezzogiorno, nelle regioni mediterranee caratterizzate da forte crisi sociale, ambientale, economica e soprattutto culturale:</span><span style="font-weight: 400;"> per cui </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">per progetto di restauro, di architettura, di città, di territorio e di paesaggio si intende agire lentamente e gradualmente per sostenere una naturale e spontanea tendenza alla innovazione sociale che è una azione collettiva di stampo comunitario che deve interessare particolari soggetti portatori di eccellenze in un tempo lungo che attraversi le generazioni, </span><span style="font-weight: 400;">rigenerazione un approccio innovativo che pone al centro la persona con i suoi bisogni, sperimentando un modello di sviluppo sostenibile dal punto di vista abitativo, edilizio, economico e sociale uno spunto in più da inserire in ogni elenco personale , qualcosa che ci renderà tutti più sostenibili non solo nei confronti dell’ambiente ma a 360 gradi come persone che guardano al sostegno del Pianeta e della propria società, dunque uno sguardo   all’azione e al lavoro sociale, diverse esperienze di ri-attivazione delle energie presenti nelle comunità locali, in contesti di grande vulnerabilità. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Rigenerazione potrebbe diventare la parola d’ordine del futuro. Va oltre il concetto di sostenibilità perché non riguarda solo il non far danni, ma anche il far sì che danni precedenti vengano riparati è la nuova frontiera della progettualità sociale e politica. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dare una nuova vita a prodotti, componenti e materiali crea anche nuove opportunità di business, una valida opportunità può essere rappresentata dall’economia circolare, nuovo paradigma economico che disaccoppia la crescita dal consumo di risorse, ripensando i modelli di produzione e di consumo per ridurre gli sprechi e riutilizzare i materiali all’interno di cicli produttivi infiniti per rigenerare prodotti e componenti in modo continuativo, quindi,  un’economia rigenerativa  un vero e proprio sistema economico pianificato e organizzato sull’impegno condiviso nel valorizzare al massimo ogni singola materia utilizzata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La parola rigenerazione regala una prospettiva diversa e speranzosa, un procedimento   da inserire, con tutti i suoi significati fertili, nel nostro paesaggio mentale e utile per arricchirne i nostri talenti progettuali.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maria Ragionieri</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10152" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/rigenerarsi-a_d-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/rigenerarsi-a_d-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/rigenerarsi-a_d-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/rigenerarsi-a_d-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/rigenerarsi-a_d-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/rigenerarsi-a_d-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/rigenerarsi-a_d-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/rigenerarsi-a_d-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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