<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Piera Pastore Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
	<atom:link href="https://lacittamagazine.it/tag/piera-pastore/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://lacittamagazine.it/tag/piera-pastore/</link>
	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
	<lastBuildDate>Fri, 04 Aug 2023 10:50:32 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
	<item>
		<title>Food Heroes: il libro di Fabio Bongiorni racconta gli eroi del gusto</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/food-heroes-il-libro-di-fabio-bongiorni-racconta-gli-eroi-del-gusto-2/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=food-heroes-il-libro-di-fabio-bongiorni-racconta-gli-eroi-del-gusto-2</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Aug 2023 15:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Serendipity]]></category>
		<category><![CDATA[Letture sotto l'ombrellone 2023]]></category>
		<category><![CDATA[Piera Pastore]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=11157</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il foodteller Fabio Bongiorni nel suo libro “Food Heroes” racconta 24 storie straordinarie di personaggi del mondo enogastronomico italiano che hanno cambiato la cultura alimentare del nostro paese. Chi ha detto che i supereroi si trovano solo nei film o nei fumetti? Nella vita quotidiana i veri eroi sono le persone comuni che con i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/food-heroes-il-libro-di-fabio-bongiorni-racconta-gli-eroi-del-gusto-2/">Food Heroes: il libro di Fabio Bongiorni racconta gli eroi del gusto</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=11157" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NavZKh63YbjCoDYv0Rz.mp3?generation=1691069035916669&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=11157&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NavZKh63YbjCoDYv0Rz"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=11157"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b><i>Il foodteller Fabio Bongiorni nel suo libro “Food Heroes” racconta 24 storie straordinarie di personaggi del mondo enogastronomico italiano che hanno cambiato la cultura alimentare del nostro paese.</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Chi ha detto che i supereroi si trovano solo nei film o nei fumetti? Nella vita quotidiana i veri eroi sono le persone comuni che con i loro ideali e le loro azioni segnano nuovi percorsi. E anche nel mondo del food &amp; beverage sono tante le storie epiche, coraggiose, storie di rivoluzioni e di intraprendenza, storie di personaggi che </span><b>attorno al cibo hanno costruito imprese</b><span style="font-weight: 400;">, hanno percorso strade nuove e sconosciute o ripercorso in modo diverso gli stessi sentieri. Sono queste storie le protagoniste del libro di </span><b>Fabio Bongiorni</b><span style="font-weight: 400;"> “</span><b><i>Food Heroes. Storie straordinarie di protagonisti del gusto</i></b><span style="font-weight: 400;">” (Sagep, 2022). </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel suo ultimo lavoro editoriale, Bongiorni racconta </span><b>24 storie straordin</b><span style="font-weight: 400;">arie: uno storytelling appassionante, che ripercorre l’esperienza di vita e professionale di 24 personaggi, segnando i momenti di svolta o le intuizioni che hanno fatto scaturire nuove avventure, le scelte o le avversità davanti a cui questi “eroi” hanno intrapreso sentieri sconosciuti e pieni di sacrificio e fatica. Il tutto racchiuso in un dialogo spontaneo ed empatico con l’autore, uno scambio di vedute sugli </span><b>ultimi venti anni di storia dell’alimentazione in Italia</b><span style="font-weight: 400;"> e sui trend futuri, attraverso il racconto e la testimonianza diretta di ciascuno di loro. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“</span><i><span style="font-weight: 400;">Attraverso le loro vicende emergono territori e prodotti straordinari, cucine e coltivazioni, imprese, idee e sfide nell&#8217;ambito del cibo. Che mondi hanno cambiato le loro storie di innovazione, che cosa mangeremmo o berremmo senza alcuni di loro? Mi piace pensare che il racconto di questa gente possa generare il gusto di emulare le loro gesta, di lanciare nuove sfide sul mercato, o quantomeno di pensare al cibo come ad un elemento di curiosità, di scoperta culturale e di nuova coscienza di sé</span></i><span style="font-weight: 400;">” così scrive l’autore</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si va dalla produzione di pasta, al mondo del riso, dalla sostenibilità alimentare al burro come una volta, dal mondo del vino ai format di ristorazione, dalla mixology alla tradizione della liquirizia o della colatura di alici, dall’ospitalità alla comunicazione enogastronomica. </span><b>Storie di persone comuni che perseguendo un’ideale hanno creato imprese e rivoluzionato il mondo enogastronomico nazionale.</b><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra gli eroi del cibo e del vino presentati all’interno del volume: </span><b>Teo Musso</b><span style="font-weight: 400;">, che con la sua </span><b>Baladin</b><span style="font-weight: 400;"> è considerato il rappresentante di un nuovo modo di intendere la birra artigianale; </span><b>Beppino Occelli</b><span style="font-weight: 400;">, contadino ed esploratore delle Langhe, che rappresenta la storia dei formaggi italiani; </span><b>Riccardo Felicetti</b><span style="font-weight: 400;">, AD del </span><b>Pastificio Felicetti</b><span style="font-weight: 400;"> che da più di 100 anni sulle Dolomiti ribalta la geografia italiana della pasta; </span><b>Liliana Allena</b><span style="font-weight: 400;">, ambasciatrice del tartufo d’Alba; </span><b>Lorenzo Scandellari</b><span style="font-weight: 400;">, fondatore di </span><b>Sfoglia Rina</b><span style="font-weight: 400;"> a Bologna, tempio della pasta fresca fatta a mano dal 1963; </span><b>Pasquale Torrente</b><span style="font-weight: 400;"> con la colatura di alici di Cetara e </span><b>Pina Amerelli</b><span style="font-weight: 400;">, presidente della </span><b>Amarelli Sas</b><span style="font-weight: 400;"> di Rossano, una delle più antiche imprese familiari nel mondo che produce liquirizia sin dal 1731. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel libro “Food Heroes” di Fabio Bongiorni ci sono anche </span><b>chef </b><span style="font-weight: 400;">capaci di valorizzare ricette e prodotti del territorio come </span><b>Roberto Panizza</b><span style="font-weight: 400;"> presidente dell’associazione Palatifini, ideatore del Campionato Mondiale di pesto al Mortaio e patron del </span><b>ristorante Il Genovese</b><span style="font-weight: 400;">; il pluripremiato maestro della pizza </span><b>Franco Pepe</b><span style="font-weight: 400;"> patron della Pizzeria </span><b>Pepe in Grani</b><span style="font-weight: 400;"> di Caiazzo in provincia di Caserta. E ancora la storia di </span><b>Alessandro Frassica</b><span style="font-weight: 400;"> della bottega </span><b>&#8216;Ino</b><span style="font-weight: 400;"> di Firenze, la panineria che ha inventato il concetto di sandwich gourmet. Tra gli eroi del gusto di Bongiorni anche osti e inventori di nuovi modi di fare ristorazione, dare ospitalità e promuovere il turismo enogastronomico di un territorio come il genovese </span><b>Roberto Costa</b><span style="font-weight: 400;"> che ha fondato una catena di ristoranti in giro per il mondo chiamata Maxela che in genovese significa “macellaio”; l’ospitalità dei </span><b>fratelli Bianconi</b><span style="font-weight: 400;"> a Norcia e </span><b>Bartolo l’Abbate</b><span style="font-weight: 400;">, il fondatore di Pescaria, primo fast food di pesce in Italia, dove mangiare panini di mare e piatti a base di pesce. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nell’olimpo dei “Food Heroes” sono inclusi anche giornalisti e comunicatori che hanno promosso i cambiamenti del mondo enogastronomico, facendo conoscere una nuova cultura del cibo: </span><b>Paolo Massobrio</b><span style="font-weight: 400;">, giornalista, scrittore, gastronomo italiano, autore da più di vent’anni della guida </span><b>ilGolosario</b><span style="font-weight: 400;">; </span><b>Massimo Bernardi</b><span style="font-weight: 400;">, fondatore del sito </span><b>Dissapore </b><span style="font-weight: 400;">che negli anni ha cambiato il modo in cui si parla di cibo; </span><b>Valentina Masotti</b><span style="font-weight: 400;">, consulente in digital marketing per l’agroalimentare e Sommelier del riso, Infine la green mentor </span><b>Lisa Casali</b><span style="font-weight: 400;">, scienziata ambientale, blogger e scrittrice. </span></p>
<p><b>L’autore: Fabio Bongiorni</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fabio Bongiorni, foodteller, alla sua prima pubblicazione, da anni racconta storie di enogastronomia in occasione di eventi o attraverso i suoi canali digitali, presentando produttori, cuochi e personaggi del mondo agroalimentare, con ironia e leggerezza, coinvolgendo il pubblico attraverso il dialogo con il cibo e con chi lo fa, grazie a curiosità e assaggi, informazioni sull’alimentazione e sulla cultura e tradizioni dei territori. Imprenditore, organizzatore di eventi e consulente di marketing territoriale, ha curato da più di 20 anni innumerevoli rassegne a tema enogastronomico, progetti di marketing territoriale, ha seguito comunicazione e contenuti culturali e promozionali per brand e istituzioni. Specialista di innovazione, ha realizzato progetti di marketing ed eventi in ambito business e digital innovation, traguardando 30 eventi con destinazioni internazionali negli ultimi 8 anni.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Piera Pastore</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11158" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/food-heroes-s-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/food-heroes-s-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/food-heroes-s-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/food-heroes-s-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/food-heroes-s-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/food-heroes-s-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/food-heroes-s-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/food-heroes-s-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11159" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/food-heroes-s-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/food-heroes-s-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/food-heroes-s-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/food-heroes-s-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/food-heroes-s-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/food-heroes-s-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/food-heroes-s-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/food-heroes-s-2.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/food-heroes-il-libro-di-fabio-bongiorni-racconta-gli-eroi-del-gusto-2/">Food Heroes: il libro di Fabio Bongiorni racconta gli eroi del gusto</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il salotto di Patrizia Finucci Gallo</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/il-salotto-di-patrizia-finucci-gallo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-salotto-di-patrizia-finucci-gallo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2023 15:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Serendipity]]></category>
		<category><![CDATA[Cibus&Cibus]]></category>
		<category><![CDATA[Piera Pastore]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=10640</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oltre 10 anni tra cultura, buon cibo e convivialità La tradizione dei salotti letterari come luoghi di produzione e promozione della cultura tra intellettuali e artisti affonda le radici nel lontano 1700. Da allora i Salotti in Italia si sono trasformati ed evoluti con il tempo e la società. Ne è un esempio il noto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/il-salotto-di-patrizia-finucci-gallo/">Il salotto di Patrizia Finucci Gallo</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=10640" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NXUtDv9QmKMqR0HYyqL.mp3?generation=1686309774852517&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=10640&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NXUtDv9QmKMqR0HYyqL"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=10640"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b>O</b><b><i>ltre 10 anni tra cultura, buon cibo e convivialità</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La tradizione dei salotti letterari come luoghi di produzione e promozione della cultura tra intellettuali e artisti affonda le radici nel lontano 1700. Da allora i Salotti in Italia si sono trasformati ed evoluti con il tempo e la società. Ne è un esempio il noto </span><b>salotto bolognese</b><span style="font-weight: 400;"> ideato oltre dieci anni fa da </span><b>Patrizia Finucci Gallo</b><span style="font-weight: 400;">, giornalista, scrittrice e influencer. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel suo salotto, dove si partecipa su invito, ci si racconta attraverso i libri, la moda, la musica ma anche l’attualità e la politica. </span><b>Una grande officina di talenti con ospiti sempre diversi</b><span style="font-weight: 400;"> dove si incrociano idee e progetti. La formula è vincente: seduti attorno a un tavolo si trascorre una piacevole serata in compagnia, magari con persone sconosciute, ci si conosce, si dialoga e si discute del tema scelto con l’ospite del giorno, intervistato dalla padrona di casa, la “</span><b><i>salottiera</i></b><span style="font-weight: 400;">”. Il tutto accompagnato da dell’ottimo cibo e un bicchiere di vino. Perchè </span><b>al Salotto di Patrizia gli incontri e le relazioni nascono proprio attorno ad un tavolo</b><span style="font-weight: 400;">. L&#8217;attesa delle portate, il piacere della compagnia&#8230;oltre le ricorrenze, il momento della tavola è un rituale quasi &#8220;sacro&#8221;, soprattutto per noi italiani. E il cibo al Salotto di Patrizia acquista un significato ben specifico come ci racconta proprio la salottiera: “</span><i><span style="font-weight: 400;">Il cibo al Salotto è sempre stato molto importante. Il primo Salotto infatti è nato attorno a un tavolo perché mi piaceva ricevere gente a casa; le conversazioni però erano sempre un po’ altalenanti e non c’era mai un discorso collettivo su cui ragionare. La tavola ha avuto sempre un ruolo importante proprio per la particolarità dell’essere lì presenti, dialogare, guardarsi, commentare. E il mio Salotto nasce proprio da qui, dal fatto che a tavola avessi bisogno di sentire una conversazione unica, su un tema specifico per promuovere lo scambio tra persone. Negli anni il Salotto si è evoluto. In ogni serata ospitiamo ormai almeno 50 persone, come un ristorante, ed è sicuramente impegnativo metterle insieme. Molti mi dicono ‘potresti cambiare formula, proporre un buffet o un semplice bicchiere di vino’, ma io voglio continuare così. C’è un passaggio quasi ancestrale della nostra mente nello stare seduti insieme, gustando dei buoni piatti, potendo parlare guardando le altre persone negli occhi. Penso che tutto ciò sia importantissimo per un ritorno alla conversazione e alla socialità</span></i><span style="font-weight: 400;">”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Negli ultimi mesi il Salotto di Patrizia ha “fatto un passo in più”, sottolineando ancora una volta l’importanza del cibo e del piacere della tavola all’interno di questo format così seguito. “</span><i><span style="font-weight: 400;">Abbiamo realizzato la </span></i><b><i>cucina letteraria, Literary Food</i></b><span style="font-weight: 400;">. – così prosegue la salottiera </span><b>Patrizia Finucci Gallo</b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; </span><i><span style="font-weight: 400;">Dedichiamo ad ogni ospite che viene al Salotto la portata principale o anche tutto il menu. Questo perché la cucina deve essere narrazione. La letteratura e la cultura unite al racconto del cibo, quindi unione tra mente e corpo, sono un abbinamento fantastico. E su questo ci saranno dei progetti su cui punteremo ancora di più quest’estate: presenteremo una guida dedicata al cibo, un piatto abbinato ad un personaggio letterario storico o presente</span></i><span style="font-weight: 400;">”.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Salotto di Patrizia non si ferma e vuole aprirsi sempre di più anche ad </span><b>altre città italiane</b><span style="font-weight: 400;">: “</span><i><span style="font-weight: 400;">Tra pochi mesi </span></i><b><i>il Salotto diventerà un brand</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> con l’obiettivo di smarcarci dall’idea comune e antiquata di ‘salotto come luogo di inciuci politici’. Sto lavorando sempre di più sull’idea di un Salotto che accoglie e che propone. Voglio sdoganarlo e trasformarlo in luogo di narrazione, in una sorta di ‘libro aperto dal vivo’ dove trovare tante storie, personaggi, stimoli. Arriveremo anche a Milano, e speriamo a Firenze, Venezia e in altre città</span></i><span style="font-weight: 400;">” conclude Finucci Gallo. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Piera Pastore</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10680" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10681" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10682" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-3-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-3-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-3-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-3-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-3-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-3-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-3-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-3.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/il-salotto-di-patrizia-finucci-gallo/">Il salotto di Patrizia Finucci Gallo</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rimini: città simbolo dell’ospitalità romagnola</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/rimini-citta-simbolo-dellospitalita-romagnola/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=rimini-citta-simbolo-dellospitalita-romagnola</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2023 15:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Serendipity]]></category>
		<category><![CDATA[Cibus&Cibus]]></category>
		<category><![CDATA[Piera Pastore]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=10644</guid>

					<description><![CDATA[<p>Meta turistica d’eccellenza da vivere tutto l’anno tra arte, cibo, cultura, musica e benessere Rimini è la località turistica che attira ogni anno amanti dell’arte, del cibo e del mare da ogni parte d’Italia e del Mondo: una destinazione di viaggio perfetta da vivere 365 giorno l’anno grazie alle numerose attrazioni, la lunga storia, i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/rimini-citta-simbolo-dellospitalita-romagnola/">Rimini: città simbolo dell’ospitalità romagnola</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=10644" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NXUwxTukhBi5DDkStTR.mp3?generation=1686310757152046&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=10644&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NXUwxTukhBi5DDkStTR"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=10644"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b><i>Meta turistica d’eccellenza da vivere tutto l’anno tra arte, cibo, cultura, musica e benessere</i></b></p>
<p><b>Rimini</b><span style="font-weight: 400;"> è la località turistica che attira ogni anno amanti dell’arte, del cibo e del mare da ogni parte d’Italia e del Mondo: </span><b>una destinazione di viaggio perfetta da vivere 365 giorno l’anno</b><span style="font-weight: 400;"> grazie alle numerose attrazioni, la lunga storia, i suoi luoghi suggestivi, le antiche tradizioni ma anche grazie alla </span><b>classica ospitalità romagnola</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Grandi sorrisi, simpatia, gentilezza, accoglienza, buon cibo e un ottimo bicchiere di vino. Sono questi gli ingredienti vincenti della famosa </span><b>ospitalità romagnola</b><span style="font-weight: 400;">. E la Città di Rimini ne rappresenta a pieno il simbolo. Dalla riva del mare alle colline c’è un mondo che aspetta ogni visitatore dove l’ospitalità è di casa. </span><b>Rimini è gusto</b><span style="font-weight: 400;">, o meglio è un’onda di gusto, è un calice di Rebola sorseggiato in riva al mare, è un piatto di cappelletti gustato in compagnia, </span><b>è vivacità e convivialità attorno ad una tavola</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Città di Rimini si conferma una delle mete turistiche d’eccellenza italiane; numerose sono le esperienze di viaggio uniche e su misura proposte da </span><b>VisitRimini</b><span style="font-weight: 400;">, l’ufficio di accoglienza e promozione turistica della città, capaci di soddisfare ogni tipologia di pubblico, dai più giovani alle famiglie. Tra queste ad esempio c’è “</span><i><span style="font-weight: 400;">Rimini arte e gusto</span></i><span style="font-weight: 400;">”, un fine settimana alla scoperta dell’arte e del cibo riminese, un weekend di relax e svago ideale per i prossimi ponti primaverili. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per chi vuole assaggiare da vicino l’ospitalità romagnola da non perdere è la </span><b>cooking class</b><span style="font-weight: 400;"> nell’azienda agricola </span><b>Collina dei Poeti</b><span style="font-weight: 400;"> a Santarcangelo di Romagna: grazie alla guida di una vera “Azdora”, la nonna regina della cucina romagnola, si può imparare a fare la piadina o le tagliatelle, mettendo le mani in pasta e </span><b>assaggiando i sapori e la veracità della Romagna, quella più autentica</b><span style="font-weight: 400;">. Quella che ti lascia un bel ricordo nel cuore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“</span><i><span style="font-weight: 400;">L’ospitalità romagnola è essere prevalentemente se stessi. Accogliere con gioia e serenità l’ospite e renderlo partecipe come fosse a casa sua. Uno dei complimenti migliori ricevuti è: qui è come sentirsi a casa. A me viene la pelle d’oca quando mi dicono così</span></i><span style="font-weight: 400;">”. Queste le parole di Barbara della Collina dei Poeti. L’azienda agricola produce vino e olio di ottima qualità e ospita un grazioso bed and breakfast immerso nell’affascinante entroterra riminese. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Rimini è una città dall’incredibile fascino, immersa in quella bellezza eterea e surreale descritta in maniera impeccabile dal grande maestro del cinema Federico Fellini, nato proprio nella città romagnola. Per vivere questa atmosfera tra sogno e realtà immancabile è una visita e una cena al </span><b>Grand Hotel di Rimini</b><span style="font-weight: 400;">, il cosiddetto “</span><i><span style="font-weight: 400;">Albergo dei Sogni</span></i><span style="font-weight: 400;">”, simbolo della Dolce Vita e luogo dell’immaginario felliniano per eccellenza. Il Grand Hotel ospita un vero e proprio percorso museale dedicato a Fellini con 9 postazioni collocate in altrettanti luoghi iconici della struttura. E la cucina merita una menzione d&#8217;onore. L&#8217;executive chef di origini abruzzesi </span><b>Claudio Di Bernardo</b><span style="font-weight: 400;"> crea vere e proprie opere d&#8217;arte, sia per il palato che per gli occhi. Il ristorante del Grand Hotel di Rimini è aperto anche a clienti esterni; tra i piatti del menu è possibile gustare: Carpaccio di capesante con insalata di agrumi e perle di balsamico (20 euro); il “</span><i><span style="font-weight: 400;">Ris’Otto e 1/2… Omaggio a Federico Fellini</span></i><span style="font-weight: 400;">”, carnaroli cremoso al Parmigiano Reggiano con salsa di mosto cotto e mele golden (16 euro); il “Tournedos alla Rossini”, filetto di Angus con scaloppa di fois gras d’oca, salsa di Madeira, tartufo nero e porcino (28 euro). Un’esperienza culinaria da sogno. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Piera Pastore</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10738" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/rimini-citta-simbolo-ospitalita-s-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/rimini-citta-simbolo-ospitalita-s-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/rimini-citta-simbolo-ospitalita-s-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/rimini-citta-simbolo-ospitalita-s-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/rimini-citta-simbolo-ospitalita-s-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/rimini-citta-simbolo-ospitalita-s-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/rimini-citta-simbolo-ospitalita-s-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/rimini-citta-simbolo-ospitalita-s-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10739" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/rimini-citta-simbolo-ospitalita-s-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/rimini-citta-simbolo-ospitalita-s-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/rimini-citta-simbolo-ospitalita-s-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/rimini-citta-simbolo-ospitalita-s-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/rimini-citta-simbolo-ospitalita-s-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/rimini-citta-simbolo-ospitalita-s-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/rimini-citta-simbolo-ospitalita-s-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/rimini-citta-simbolo-ospitalita-s-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10740" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/rimini-citta-simbolo-ospitalita-s-3-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/rimini-citta-simbolo-ospitalita-s-3-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/rimini-citta-simbolo-ospitalita-s-3-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/rimini-citta-simbolo-ospitalita-s-3-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/rimini-citta-simbolo-ospitalita-s-3-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/rimini-citta-simbolo-ospitalita-s-3-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/rimini-citta-simbolo-ospitalita-s-3-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/rimini-citta-simbolo-ospitalita-s-3.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10741" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/rimini-citta-simbolo-ospitalita-s-4-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/rimini-citta-simbolo-ospitalita-s-4-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/rimini-citta-simbolo-ospitalita-s-4-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/rimini-citta-simbolo-ospitalita-s-4-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/rimini-citta-simbolo-ospitalita-s-4-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/rimini-citta-simbolo-ospitalita-s-4-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/rimini-citta-simbolo-ospitalita-s-4-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/rimini-citta-simbolo-ospitalita-s-4.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/rimini-citta-simbolo-dellospitalita-romagnola/">Rimini: città simbolo dell’ospitalità romagnola</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La rivoluzione green di Ecovillaggio Montale</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/la-rivoluzione-green-di-ecovillaggio-montale/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-rivoluzione-green-di-ecovillaggio-montale</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 May 2023 15:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Serendipity]]></category>
		<category><![CDATA[Piera Pastore]]></category>
		<category><![CDATA[Risvegli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=10458</guid>

					<description><![CDATA[<p>È in arrivo nell’ecoquartiere in provincia di Modena il nuovo Centro Polifunzionale dedicato al benessere delle persone Fare la spesa in un eco-market, allenarsi in una palestra green, vivere un’esperienza all’eco-bistrot e al Ristorante delle Persone. Queste attività nasceranno nei prossimi mesi in Ecovillaggio Montale, nel nuovo Centro Polifunzionale ad alta efficienza energetica, oggi in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/la-rivoluzione-green-di-ecovillaggio-montale/">La rivoluzione green di Ecovillaggio Montale</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=10458" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NVnJ__Oq_Yi-iysYNBd.mp3?generation=1684488223912344&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=10458&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NVnJ__Oq_Yi-iysYNBd"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=10458"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b><i>È in arrivo nell’ecoquartiere in provincia di Modena il nuovo Centro Polifunzionale dedicato al benessere delle persone</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fare la spesa in un </span><b>eco-market</b><span style="font-weight: 400;">, allenarsi in una </span><b>palestra green</b><span style="font-weight: 400;">, vivere un’esperienza all’eco-bistrot e al </span><b>Ristorante delle Persone</b><span style="font-weight: 400;">. Queste attività nasceranno nei prossimi mesi in </span><b>Ecovillaggio Montale</b><span style="font-weight: 400;">, nel nuovo </span><b>Centro Polifunzionale ad alta efficienza energetica</b><span style="font-weight: 400;">, oggi in via di finitura. Un investimento sulla socialità in linea con la filosofia dell’ecoquartiere situato a </span><b>Castelnuovo Rangone in provincia di Modena</b><span style="font-weight: 400;"> che è resiliente ai cambiamenti climatici. Una vera e </span><b>propria rivoluzione green per il benessere delle persone</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecovillaggio nasce nel 2007 dalla consapevolezza e necessità di un cambiamento culturale nel modo di abitare e prima ancora di costruire. Sedici anni fa venivano gettate le basi di una sfida ambiziosa &#8211; che prosegue con la costruzione di nuove case ecologiche e ora del Centro Polifunzionale &#8211; connessa allo sviluppo ecosostenibile del territorio. </span><b>Il quartiere è ormai simbolo in tutta Italia dell’innovazione dell’abitare. </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il nuovo Centro Servizi sarà il primo edificio in Emilia-Romagna ad uso pubblico costruito nella </span><b>massima classe energetica A4 e nZEB</b><span style="font-weight: 400;"> (acronimo di </span><i><span style="font-weight: 400;">nearly zero energy building</span></i><span style="font-weight: 400;"> ovvero edifici ad energia quasi zero). Un Centro con attività commerciali che funzioneranno senza ricorrere ai combustibili fossili, dove al centro rimane il benessere della persona nel suo insieme, in linea con la filosofia dell’ecoquartiere. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un nuovo format di consumo e acquisto incentrato sull’ambiente e la sostenibilità. Un luogo d’incontro caratterizzato dalla sinergia tra gli elementi fondanti del benessere: </span><b>natura, alimentazione e movimento</b><span style="font-weight: 400;">. Il Centro Polifunzionale di Ecovillaggio ospiterà un bio-market, un bistrò, un ristorante e una palestra, coinvolti in un rapporto complementare ed equilibrato, per garantire a clienti e residenti gli strumenti per condurre uno </span><b>stile di vita sano</b><span style="font-weight: 400;"> in armonia con la natura. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Centro Servizi abbraccia le </span><b>sfide di Agenda ONU 2030</b><span style="font-weight: 400;"> per concorrere al raggiungimento di obiettivi centrali per la transizione ecologica come il goal 7 Energia pulita e accessibile, il goal 3 Salute e Benessere, il goal 13 agire per il clima e il goal 11 città resilienti e sostenibili. Il rispetto delle risorse e il ritmo della natura infatti detteranno la scelta dei fornitori, del personale, e delle attività del Centro. Sarà uno </span><b>spazio green dedicato alla convivialità</b><span style="font-weight: 400;"> dove spendere momenti di studio, di lavoro, di scambio o semplicemente di serenità. Un luogo dove godersi un buon libro accompagnato da una tazza di tè, o dove rinfrescarsi con un estratto di frutta di stagione dopo un allenamento di Pilates, o divertirsi ad un aperitivo con gli amici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il </span><b>Ristorante delle Persone</b><span style="font-weight: 400;"> del Centro Servizi di Ecovillaggio Montale ospiterà percorsi enogastronomici studiati in armonia con il passo delle stagioni, aperto ad accogliere semplici momenti di ristoro ma anche eventi speciali, congressi e festività. Un ristorante che si fonda sui principi dell’ecoquartiere in cui risiede e si rifornisce di </span><b>ingredienti di prima qualità e di origine biologica. </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In una proiezione futuristica, Ecovillaggio sogna ma soprattutto progetta con esempi di “best practices”: un’economia libera dalla combustione di carbon fossili, la riduzione al massimo dei rifiuti che devono essere a loro volta tutti riciclati o riciclabili, la riforestazione. Obiettivi possibili e necessari per un </span><b>cambiamento di rotta.</b><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Piera Pastore</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10478" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/05/1-la-rivoluzione-green-s-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/05/1-la-rivoluzione-green-s-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/05/1-la-rivoluzione-green-s-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/05/1-la-rivoluzione-green-s-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/05/1-la-rivoluzione-green-s-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/05/1-la-rivoluzione-green-s-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/05/1-la-rivoluzione-green-s-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/05/1-la-rivoluzione-green-s.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/la-rivoluzione-green-di-ecovillaggio-montale/">La rivoluzione green di Ecovillaggio Montale</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Agraria Riva del Garda: eccellenza in Trentino</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/agraria-riva-del-garda-eccellenza-in-trentino/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=agraria-riva-del-garda-eccellenza-in-trentino</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2023 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Serendipity]]></category>
		<category><![CDATA[Piera Pastore]]></category>
		<category><![CDATA[Veni VINI Vici]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=9801</guid>

					<description><![CDATA[<p>La cooperativa che produce vini selezionati e oli extravergini Agraria Riva del Garda nasce, come associazione, nel 1926 per sostenere e promuovere l’agricoltura dell’Alto Garda Trentino. Nell’arco di quattro decenni evolve rapidamente: nel 1957 viene fondata la cantina, mentre nel 1965 viene inaugurato il frantoio. Nel 2000 l’Agraria Riva del Garda si trasforma in una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/agraria-riva-del-garda-eccellenza-in-trentino/">Agraria Riva del Garda: eccellenza in Trentino</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=9801" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NVEN9mPM2gmI_rPn3Tg.mp3?generation=1683885182982230&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=9801&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NVEN9mPM2gmI_rPn3Tg"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=9801"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b><i>La cooperativa che produce vini selezionati e oli extravergini</i></b></p>
<p><b>Agraria Riva del Garda</b><span style="font-weight: 400;"> nasce, come associazione, nel 1926 per sostenere e </span><b>promuovere l’agricoltura dell’Alto Garda Trentino</b><span style="font-weight: 400;">. Nell’arco di quattro decenni evolve rapidamente: nel 1957 viene fondata la cantina, mentre nel 1965 viene inaugurato il frantoio. Nel 2000 l’Agraria Riva del Garda si trasforma in una società cooperativa, che può contare sulla sinergia di </span><b>300 soci conferitori</b><span style="font-weight: 400;">, i quali impiegano il loro sapere nella produzione di oli extravergini, vini selezionati e spumanti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il territorio dell’Alto Garda Trentino, unico nel suo genere per microclima e terreno, si presta tanto alla coltivazione di viti a frutto bianco quanto di viti a frutto rosso. </span><b>Cantina di Riva</b><span style="font-weight: 400;"> valorizza al massimo la </span><b>ricchezza enologica del territorio</b><span style="font-weight: 400;"> affacciato sul lago: ogni fase della lavorazione, sia in vigneto che in cantina, viene svolta con grande attenzione e secondo tecniche e metodi moderni e all’avanguardia. </span><b>35.000 sono i quintali di uva</b><span style="font-weight: 400;"> che i soci conferiscono annualmente alla cantina: il 65% è impiegato per la realizzazione di vini bianchi, mentre il 35% è destinato alla produzione di vini rossi. La produzione vitivinicola di Cantina di Riva si declina in diverse linee: tutti </span><b>vini tipici del territorio</b><span style="font-weight: 400;"> come il Merlot o lo Chardonnay, ottenuti dai vigneti posti nelle zone più vocate e condotti per esprimere al meglio le peculiarità del territorio. Anche quest’anno l’Agraria Riva del Garda sarà presente al Vinitaly, portando all’interno della fiera le sue eccellenze. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Siamo riusciti ad intervistare </span><b>Furio Battelini</b><span style="font-weight: 400;">, direttore tecnico di Agraria Riva del Garda, per parlare di come il vino stia cambiando. </span></p>
<p><b>Quale ritiene sia la sfida più importante che il vino italiano deve affrontare oggi?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Il vino va protetto dagli attacchi, di vario genere, che mettono in dubbio gli aspetti legati alla salute e al benessere: queste è la sfida più importante che deve affrontare, secondo me, oggi. La nostra tradizione millenaria sta dimostrando come l&#8217;uso responsabile del vino possa rendere la vita più lunga e migliore. Su questo aspetto è importante fare un fronte comune di difesa, senza se e senza ma, tra i produttori tradizionali. In particolar modo sto pensando a quelli che operano in Paesi come l&#8217;Italia, la Francia, la Spagna, ma anche l&#8217;Austria e la Germania. Purtroppo nel contesto dell&#8217;Unione Europea i pareri sono ancora un po&#8217; contrastanti. Per il consumatore il fatto di sapere che il vino fa bene non è un grande motivo di acquisto, ma il far passare il messaggio, sbagliato, che il vino fa male può sicuramente generare un grande freno al consumo. Basti pensare cos&#8217;è successo con l&#8217;olio di palma che, per una campagna denigratoria, il consumatore oggi, a prescindere e senza sapere per quale motivo, evita attentamente.   </span></i></p>
<p><b>Temi attuali in questo momento storico sono la sostenibilità e l’approccio biologico e biodinamico al vigneto. Come si muove l&#8217;Agraria Riva del Garda in merito?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Di comune accordo con molti soci abbiamo scelto e optato per l&#8217;approccio biologico soprattutto per un principio di responsabilità che abbiamo verso il nostro territorio e l&#8217;ambiente. C&#8217;è però da precisare che il biologico si sta traducendo sempre più in burocrazia e il tutto sta portando ad ottenere &#8220;più fumo che contenuto&#8221;. Questi aspetti stanno creando forti limitazioni ai piccoli produttori.</span></i></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Piera Pastore</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10354" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/agraria-riva-del-garda-s-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/agraria-riva-del-garda-s-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/agraria-riva-del-garda-s-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/agraria-riva-del-garda-s-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/agraria-riva-del-garda-s-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/agraria-riva-del-garda-s-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/agraria-riva-del-garda-s-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/agraria-riva-del-garda-s-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10355" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/agraria-riva-del-garda-s-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/agraria-riva-del-garda-s-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/agraria-riva-del-garda-s-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/agraria-riva-del-garda-s-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/agraria-riva-del-garda-s-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/agraria-riva-del-garda-s-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/agraria-riva-del-garda-s-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/agraria-riva-del-garda-s-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10356" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/agraria-riva-del-garda-s-3-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/agraria-riva-del-garda-s-3-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/agraria-riva-del-garda-s-3-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/agraria-riva-del-garda-s-3-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/agraria-riva-del-garda-s-3-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/agraria-riva-del-garda-s-3-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/agraria-riva-del-garda-s-3-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/agraria-riva-del-garda-s-3.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10357" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/agraria-riva-del-garda-s-4-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/agraria-riva-del-garda-s-4-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/agraria-riva-del-garda-s-4-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/agraria-riva-del-garda-s-4-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/agraria-riva-del-garda-s-4-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/agraria-riva-del-garda-s-4-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/agraria-riva-del-garda-s-4-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/agraria-riva-del-garda-s-4.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/agraria-riva-del-garda-eccellenza-in-trentino/">Agraria Riva del Garda: eccellenza in Trentino</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Altrove, il ristorante solidale che abbraccia il mondo</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/altrove-il-ristorante-solidale-che-abbraccia-il-mondo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=altrove-il-ristorante-solidale-che-abbraccia-il-mondo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Apr 2023 15:42:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Serendipity]]></category>
		<category><![CDATA[L’altruismo allunga la vita e ci rende felici. Sarà Vero?]]></category>
		<category><![CDATA[Piera Pastore]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=10264</guid>

					<description><![CDATA[<p>Situato nel quartiere Garbatella di Roma, Altrove ha un’anima solidale, un progetto culinario dove il cibo è in grado di abbattere i muri “Porte aperte sul mondo” è il motto del ristorante Altrove di Roma, realtà figlia del CIES Onlus, Centro Informazione ed Educazione allo Sviluppo, che da più di 30 anni promuove l’inclusione sociale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/altrove-il-ristorante-solidale-che-abbraccia-il-mondo/">Altrove, il ristorante solidale che abbraccia il mondo</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=10264" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NTZh4sLVc70h2bITsA-.mp3?generation=1682095505452052&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=10264&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NTZh4sLVc70h2bITsA-"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=10264"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b><i>Situato nel quartiere Garbatella di Roma, Altrove ha un’anima solidale, un progetto culinario dove il cibo è in grado di abbattere i muri</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“</span><i><span style="font-weight: 400;">Porte aperte sul mondo</span></i><span style="font-weight: 400;">” è il motto del </span><b>ristorante Altrove di Roma</b><span style="font-weight: 400;">, realtà figlia del </span><b>CIES Onlus</b><span style="font-weight: 400;">, Centro Informazione ed Educazione allo Sviluppo, che da più di 30 anni promuove l’inclusione sociale di donne, giovani vulnerabili, migranti, seconde generazioni, richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale e il cui scopo primario è proprio quello di comunicare, attraverso il cibo, la bellezza delle varietà culturali e delle singole identità, in una </span><b>visione che fa delle differenze il punto di forza.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qui </span><b>etica, multiculturalismo, solidarietà e inclusione sociale</b><span style="font-weight: 400;"> sono gli ingredienti principali che rendono speciale la cucina di Altrove. Il ristorante ha aperto nel 2017 con l’obiettivo di offrire una </span><b>proposta gastronomica senza confini</b><span style="font-weight: 400;">: proprio come lo è la squadra (dalla cucina alla sala troviamo professionisti di tante parti del mondo e d’Italia) guidata dalla executive chef </span><b>Barbara Agosti</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“</span><i><span style="font-weight: 400;">Noi non facciamo ‘cucina etnica’ perché questi termini non significano niente. Tutte le cucine sono ‘etniche’. Una cucina è etnica nel momento in cui sposa una tradizione ed è espressione di una cultura culinaria, è etnica quando rappresenta il percorso agroalimentare di un paese. La nostra è una cucina che sposa diversi sapori e tradizioni, diverse scuole e le mette assieme per creare un piatto speciale</span></i><span style="font-weight: 400;">” così si racconta Altrove. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La diversità come ricchezza quindi, anche sulla tavola. Da Altrove lavorano giovani provenienti da tutto il mondo anche grazie al </span><b>progetto di formazione di gastronomia interculturale “MaTeChef”</b><span style="font-weight: 400;">. Un progetto solidale, totalmente gratuito, che ha l’obiettivo di creare posti di lavoro e professionalità per i soggetti più deboli quali: rifugiati, minori non accompagnati e giovani italiani che vivono condizioni di disagio. Un vero e proprio percorso formativo condotto da chef professionisti che garantiscono figure della ristorazione quali aiuto-cuoco, aiuto-pasticcere e operatori di sala-bar all&#8217;altezza del compito. Ciascun beneficiario del progetto frequenta 90 ore di corsi professionali di ristorazione lungo un periodo di tre mesi prima di iniziare a lavorare nel ristorante. Per le 100 ore di formazione-lavoro gli apprendisti ricevono una retribuzione, affinando e mettendo in pratica al contempo le capacità acquisite durante il corso. Ciò non contribuisce soltanto ad accrescerne l’autostima e le opportunità di inserimento nel mondo del lavoro, ma dà anche sollievo e supporto finanziario alle loro famiglie.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Altrove, grazie all’esperienza della chef Agosti, propone </span><b>piatti che fanno fare il giro del mondo e aprono nuove rotte</b><span style="font-weight: 400;">, capaci di sconfinare, sperimentare e combinare sapori, culture e tradizioni gastronomiche differenti, dando vita ad una cucina al tempo stesso locale e globale. Una cucina che parte da Roma, viaggia per molte regioni italiane, attraversa l’Oriente, l’Africa e il mondo, per poi tornare nella Capitale, e più precisamente nel cuore popolare di Roma: Garbatella/Ostiense.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra i piatti di Altrove è possibile trovare: Norma incontra Babaganoush (Tonnarello artigianale al pomodoro, crema di melanzane, basilico, melanzane fritte, ricotta salata), Cacio&amp;Pepi (Tonnarello artigianale acqua e farina, pecorino romano, blend di 7 pepi: Madagascar, Sarawak, Tellicherry, Penja, Assam, Malabar, Pepe nero italiano), La coda incontra il cacao (Coda in umido servita con riso speziato, grue di cacao, sedano croccante), Orient Express (Pollo fritto e saltato in padella con julienne di verdure, riduzione di balsamico ed erbe aromatiche servito con riso basmati speziato), Kulfi (Semifreddo alla vaniglia, zafferano e cardamomo con granella di pistacchio iraniano, salsa inglese profumata alla rosa, gelée di passion fruit). </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Piera Pastore</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10265" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-altrove-ristorante-solidale-s-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-altrove-ristorante-solidale-s-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-altrove-ristorante-solidale-s-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-altrove-ristorante-solidale-s-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-altrove-ristorante-solidale-s-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-altrove-ristorante-solidale-s-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-altrove-ristorante-solidale-s-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-altrove-ristorante-solidale-s.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/altrove-il-ristorante-solidale-che-abbraccia-il-mondo/">Altrove, il ristorante solidale che abbraccia il mondo</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A Brescia apre Forme con la chef abruzzese Arianna Gatti</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/a-brescia-apre-forme-con-la-chef-abruzzese-arianna-gatti/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=a-brescia-apre-forme-con-la-chef-abruzzese-arianna-gatti</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2023 15:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Serendipity]]></category>
		<category><![CDATA[Piera Pastore]]></category>
		<category><![CDATA[RigenerAzione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=10126</guid>

					<description><![CDATA[<p>Situato all’interno di una corte ristrutturata dell’Ottocento, Forme propone una cucina basata sulla tradizione, dove il territorio bresciano dialoga con l’Abruzzo, terra d’origine della chef. Da pochi mesi è stato inaugurato Forme, il nuovo fine dining di Brescia che vede a capo della cucina la chef abruzzese Arianna Gatti. Aperto a cena dal mercoledì alla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/a-brescia-apre-forme-con-la-chef-abruzzese-arianna-gatti/">A Brescia apre Forme con la chef abruzzese Arianna Gatti</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=10126" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NRrlmBJFDByRDr3a6FW.mp3?generation=1680268018872470&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=10126&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NRrlmBJFDByRDr3a6FW"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=10126"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b><i>Situato all’interno di una corte ristrutturata dell’Ottocento, Forme propone una cucina basata sulla tradizione, dove il territorio bresciano dialoga con l’Abruzzo, terra d’origine della chef.</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da pochi mesi </span><span style="font-weight: 400;">è stato inaugurato </span><b>Forme</b><span style="font-weight: 400;">, il nuovo </span><i><span style="font-weight: 400;">fine dining</span></i><span style="font-weight: 400;"> di </span><b>Brescia</b><span style="font-weight: 400;"> che vede a capo della cucina la chef abruzzese </span><b>Arianna Gatti</b><span style="font-weight: 400;">. Aperto a cena dal mercoledì alla domenica e a pranzo il sabato e la domenica, il ristorante deve il suo nome alla presenza di oggetti di design all’interno delle sale del locale e al paese di origine della chef Gatti, situato in provincia de L’Aquila. Il ristorante si trova all’interno di una </span><b>corte ristrutturata risalente all’Ottocento</b><span style="font-weight: 400;"> immersa nel verde, situata nella prima zona agricola a sud del centro cittadino di Brescia, dove l’architettura storica e il design contemporaneo danno vita a un locale moderno, dinamico e vivace. Qui la </span><b>rigenerazione del luogo</b><span style="font-weight: 400;"> ha portato alla nascita di uno spazio polifunzionale che ospita il quartier generale di </span><b>Atena</b><span style="font-weight: 400;">, una società, proprietaria del ristorante, specializzata nella formazione per aziende, privati e professionisti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ispirata alla </span><b>grande</b> <b>tradizione italiana</b><span style="font-weight: 400;">, la cucina di Forme è basata sulla </span><b>stagionalità</b><span style="font-weight: 400;"> e sull’impiego di materie prime italiane. È quindi una cucina lontana dalle mode culinarie del momento. I piatti della chef Gatti, realizzati con tecniche funzionali, presentano sapori riconoscibili, ricchi e caratterizzati da impiattamenti dal design ricercato. Il </span><b>menu</b><span style="font-weight: 400;">, oltre che dalla carta, è incentrato su due percorsi degustazione con portate che nascono dall’idea di far dialogare i sapori del territorio abruzzese con quello bresciano. La chef Gatti definisce la sua cucina «</span><i><span style="font-weight: 400;">tradizionale e ricca di sapori riconoscibili, composta da piatti realizzati con tecniche funzionali e che non richiedono spiegazioni preliminari, dove il design gioca un ruolo fondamentale</span></i><span style="font-weight: 400;">».</span> <span style="font-weight: 400;">Tra i piatti presenti in menu: Carciofo alla brace, birra di pane raffermo, zafferano e bagoss; Gnocco di sedano rapa, erborinato di bufala, daikon e pera; Sequenza di coniglio e carote. </span></p>
<p><b>Arianna Gatti</b><span style="font-weight: 400;">, classe 1991, è originaria di Forme, un piccolo paese incastonato nel cuore dell’Abruzzo. Dopo un periodo di formazione nella capitale, nel 2013 Arianna Gatti si è diplomata al 18° Corso Superiore di Cucina Italiana di ALMA. Nello stesso anno ha svolto uno stage nelle cucine dell’Hotel Tosco Romagnolo a Bagno di Romagna (FC) e ha poi prestato servizio nel ristorante dei fratelli Leoni a Bologna. Nel dicembre 2013 è giunta a Brescia ed è entrata a far parte della brigata del Miramonti l’Altro, il ristorante due stelle Michelin di Concesio, dove ha presto ottenuto il ruolo di sous-chef. Grazie al suo talento, nel 2020</span><b>, la chef Gatti è stata insignita del premio “Migliore sous-chef” dalla guida Identità Golose.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra le creazioni della chef abruzzese di forte impatto è il dolce </span><b><i>(Ri)scoperta</i></b><span style="font-weight: 400;"> dedicato alla città di Brescia in occasione di </span><b>Capitale Italiana della Cultura 2023</b><span style="font-weight: 400;">. Nel piatto la chef Gatti presenta la </span><b>Vittoria Alata</b><span style="font-weight: 400;">, una delle più straordinarie statue d’epoca romana e uno dei simboli di Brescia. Al suo interno una mousse di litchi e cioccolato bianco con gel di lamponi e pralinato di sesamo. Il tutto valorizzato da una polvere di sesamo nero e cialde croccanti a forma di ali, che, durante gli scavi, furono ritrovate a parte. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La proposta gastronomica di Forme si articola in due differenti modalità. Il fine dining è infatti affiancato da </span><b>Sottoforme Bistrò</b><span style="font-weight: 400;">, un locale, anch’esso situato negli spazi della corte, aperto a pranzo dal lunedì al venerdì in cui è possibile assaporare le creazioni culinarie della chef Arianna Gatti. In questo caso la proposta gastronomica, partendo comunque dall’alta qualità delle materie prime e dalla volontà di voler trasmettere emozioni nei piatti, è pensata per una clientela business e per situazioni più informali.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Piera Pastore</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10127" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10128" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10129" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-3-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-3-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-3-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-3-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-3-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-3-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-3-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/a-brescia-apre-forme-s-3.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/a-brescia-apre-forme-con-la-chef-abruzzese-arianna-gatti/">A Brescia apre Forme con la chef abruzzese Arianna Gatti</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Fabbrica di Olinda, dove si cucinano storie</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/la-fabbrica-di-olinda-dove-si-cucinano-storie/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-fabbrica-di-olinda-dove-si-cucinano-storie</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2023 16:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Serendipity]]></category>
		<category><![CDATA[La Mitezza salverà il mondo?]]></category>
		<category><![CDATA[Piera Pastore]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=10081</guid>

					<description><![CDATA[<p>Olinda è un progetto collettivo nato nel 1996 con l’obiettivo di riconvertire l’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini di Milano e dare un futuro a persone con problemi di salute mentale. Teatro, bistrot, ristorante, ostello, catering, parco… La Fabbrica di Olinda è tutto questo e molto di più. Nata nel 1996 come progetto di riconversione dell’ex [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/la-fabbrica-di-olinda-dove-si-cucinano-storie/">La Fabbrica di Olinda, dove si cucinano storie</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=10081" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NRJDWqsdL09zVIWXfRk.mp3?generation=1679671578847484&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=10081&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NRJDWqsdL09zVIWXfRk"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=10081"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b><i>Olinda è un progetto collettivo nato nel 1996 con l’obiettivo di riconvertire l’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini di Milano e dare un futuro a persone con problemi di salute mentale.</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Teatro, bistrot, ristorante, ostello, catering, parco… La </span><b>Fabbrica di Olinda</b><span style="font-weight: 400;"> è tutto questo e molto di più. Nata nel 1996 come progetto di </span><b>riconversione dell’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini</b><span style="font-weight: 400;">, alla periferia nord della città di Milano, la cooperativa sociale ha avuto subito le idee chiare: “</span><i><span style="font-weight: 400;">Volevamo fondare una città là dove non c’era, trasformare il Paolo Pini in un luogo di cultura e di vita partecipata</span></i><span style="font-weight: 400;">”, spiegano i fondatori. E così è stato. Il punto di partenza è stato quello di ricostruire contemporaneamente biografia e identità delle persone e riconvertire gli spazi chiusi in luoghi aperti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“</span><i><span style="font-weight: 400;">Ci piace l’idea che il confine tra realtà e finzione sia penetrabile, che le fantasie e i desideri possano diventare materiali, che le materie e le pratiche di lavoro diventino occasione per sognare, che una persona in difficoltà possa diventare protagonista della propria vita, quando supera i confini, cambia il quotidiano, naviga in acque non ancora esplorate, ricostruisce identità. Per questo c’è bisogno di un progetto collettivo un’impresa sociale. Costruiamo opportunità per lavorare, abitare e stare con gli altri. Facciamo torte, salute, cultura, cocktail, errori, relazioni, feste, formazione, riunioni (tante), bilanci, calcio, contratti di lavoro a tempo indeterminato, laboratori di teatro, ristrutturazioni e non nascondiamo di avere paura che il cielo ci possa cadere sulla testa</span></i><span style="font-weight: 400;">” con queste parole si descrive l’Associazione Olinda.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi Olinda offre lavoro a più di quaranta persone svantaggiate ed è diventata un luogo d’incontro speciale per artisti e registi di ogni parte del mondo. In estate Olinda organizza </span><b><i>Da vicino nessuno è normale</i></b><span style="font-weight: 400;">, uno degli eventi più attesi in città, con spettacoli teatrali di respiro internazionale. “</span><i><span style="font-weight: 400;">La scelta del teatro, come strumento di dialogo con la città, ha permesso di dare nuova vita al luogo, passando attraverso le storie delle persone – la negazione della soggettività, la perdita degli oggetti personali e di conseguenza dell’identità erano le pratiche di spoliazione manicomiale – senza che le storie fossero solo un atto di denuncia. Il teatro ha introdotto la parola poetica, la metafora dei grandi testi, la distanza, l’emozione collettiva, la riflessione sul proprio tempo, ha restituito il senso di comunità.</span></i><span style="font-weight: 400;">”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al festival si affiancano numerose attività di reinserimento e inclusione sociale: il </span><b>Teatro Lacucina</b><span style="font-weight: 400;"> è il gruppo teatrale che produce spettacoli e organizza laboratori in quella che, un tempo, era la cucina dell’ospedale e dove oggi “si cucinano storie”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il ristorante </span><b>Jodok Pizza e Cucina</b><span style="font-weight: 400;"> di Olinda accoglie gli avventori con i suoi tavoli all’aperto e la sua cucina tradizionale con un occhio di riguardo alla stagionalità e al km zero. Questo luogo è diventato un tramite quotidiano tra il dentro e il fuori, un punto d’incontro di persone molto diverse fra loro, che difficilmente s’incontrerebbero in altri luoghi in città. Dall’esperienza di Jodok è nato l’</span><b>OlindaCatering</b><span style="font-weight: 400;"> con il compito di portare in città la competenza ventennale nel campo della ristorazione. Il servizio propone menu per ogni occasione e ricevimento, con un occhio attento alla sostenibilità: i piatti infatti vengono realizzati scegliendo materie prime di piccole aziende e produttori locali e utilizzando per il foodservice solo prodotti in Mater-Bi, bioplastica biodegradabile e computabile di Ecozema. OlindaCatering rappresenta </span><b>un sistema delle opportunità</b><span style="font-weight: 400;"> grazie al quale </span><b>persone con problemi di salute mentale si avvicinano al lavoro</b><span style="font-weight: 400;">, scoprono le loro capacità, crescono, scelgono che “cosa fare da grandi”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da queste esperienze nel campo della ristorazione Olinda ha aperto al Teatro Elfo Puccini di Milano il suo </span><b>Bistrōlinda</b><span style="font-weight: 400;">, dove mescolare la cultura dell’accoglienza con il buon cibo e l’inclusione sociale. Nuove interpretazioni di classici della gastronomia italiana, cotture leggere che esaltano i sapori, incursioni di ricette etniche, dolci sempre fatti in casa, sfiziosi piatti vegetariani e vegani, scelta di vini provenienti da piccoli produttori regionali: è l’offerta di </span><b>Bistrōlinda </b><span style="font-weight: 400;">che mette al centro il cibo come strumento per superare i recinti dello spazio e della mente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Infine tra i numerosi progetti di Olinda c’è l’</span><b>OstellOlinda</b><span style="font-weight: 400;">, un esperimento ben riuscito di accoglienza integrata, in cui l’ospite diventa parte di una comunità. Sotto lo stesso tetto l’ostello infatti ospita turisti, lavoratori, gruppi, compagnie teatrali e persone coinvolte in percorsi di salute mentale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un&#8217;esperienza quella di Olinda che dimostra come sia possibile trasformare un territorio prima &#8220;nemico&#8221; della città e dei suoi abitanti, in un luogo in cui ci si possa riappropriare della propria esistenza, trovando opportunità per riannodare i fili spezzati della propria vita. Un&#8217;esperienza umana e sociale virtuosa che ha trasformato l&#8217;ex Manicomio cittadino in uno strumento d&#8217;integrazione, socializzazione e accettazione dell&#8217;altro.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Piera Pastore</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10082" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10083" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10084" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-3-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-3-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-3-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-3-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-3-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-3-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-3-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-3.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/la-fabbrica-di-olinda-dove-si-cucinano-storie/">La Fabbrica di Olinda, dove si cucinano storie</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tecnologie nucleari e agricoltura: una collaborazione possibile</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/tecnologie-nucleari-e-agricoltura-una-collaborazione-possibile/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=tecnologie-nucleari-e-agricoltura-una-collaborazione-possibile</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Mar 2023 16:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Fusione nucleare: Speranza o illusione?]]></category>
		<category><![CDATA[Piera Pastore]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=10001</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’utilizzo del nucleare e delle tecnologie ad esso correlate possono contribuire alla sicurezza alimentare globale e ad uno sviluppo agricolo sostenibile.  Alcuni dei modi più innovativi per migliorare le pratiche agricole coinvolgono la tecnologia nucleare. L’utilizzo di isotopi o tecniche di radiazione in agricoltura permette infatti di controllare parassiti e malattie, aumentare la produzione di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/tecnologie-nucleari-e-agricoltura-una-collaborazione-possibile/">Tecnologie nucleari e agricoltura: una collaborazione possibile</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=10001" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NQgYNQ1frDVBd45OW_h.mp3?generation=1679005954606065&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=10001&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NQgYNQ1frDVBd45OW_h"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=10001"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b><i>L’utilizzo del nucleare e delle tecnologie ad esso correlate possono contribuire alla sicurezza alimentare globale e ad uno sviluppo agricolo sostenibile. </i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Alcuni dei modi più innovativi per migliorare le pratiche agricole coinvolgono la </span><b>tecnologia nucleare</b><span style="font-weight: 400;">. L’utilizzo di isotopi o </span><b>tecniche di radiazione in agricoltura</b><span style="font-weight: 400;"> permette infatti di controllare parassiti e malattie, aumentare la produzione di colture, proteggere la terra e le risorse idriche e garantire la sicurezza alimentare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;identificazione delle tecniche nucleari più appropriate può infatti potenziare, migliorare o aumentare la produzione agricola, proteggere le risorse naturali e facilitare il commercio agricolo in modo sostenibile. A dirlo sono la </span><b>FAO</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>l&#8217;AIEA &#8211; Agenzia Internazionale per l&#8217;Energia Atomica</b><span style="font-weight: 400;"> che da anni collaborano per facilitare lo scambio di informazioni, rispondere all&#8217;impatto del cambiamento climatico in atto per un mondo in cui l&#8217;uso pacifico del nucleare e delle tecnologie correlate contribuisca alla sicurezza alimentare globale e allo sviluppo agricolo sostenibile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 2021 questa collaborazione è stata rafforzata attraverso il potenziamento del </span><b>Centro Congiunto FAO/AIEA</b><span style="font-weight: 400;">, con sede a Vienna, che insieme al suo Laboratorio di agricoltura e biotecnologia coordinano e sostengono la ricerca applicata attraverso più di 25 progetti in cui cooperano oltre 400 istituti di ricerca internazionali e nazionali e stazioni sperimentali. </span><i><span style="font-weight: 400;">&#8220;I nostri sforzi congiunti sono stati un prezioso contributo nell&#8217;aumentare la resilienza dell&#8217;agricoltura ai cambiamenti climatici e nella riduzione delle emissioni di gas serra dai terreni agricoli</span></i><span style="font-weight: 400;">&#8220;, ha dichiarato il Direttore Generale della FAO, </span><b>Qu Dongyu</b><span style="font-weight: 400;">, durante un evento internazionale FAO/AIEA a Vienna.</span></p>
<p><b>La tecnologia nucleare come sta migliorando l’agricoltura e la sicurezza alimentare? </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le tecnologie nucleari hanno fatto una grande differenza nell’individuazione, nel controllo e nella </span><b>prevenzione delle malattie animali</b><span style="font-weight: 400;">. Un esempio virtuoso, riportato dalla stessa FAO, arriva dal </span><b>Belize</b><span style="font-weight: 400;">, paese sulla costa orientale dell’America Centrale. L’Autorità Sanitaria Agricola del Belize ha avviato una collaborazione con il Centro Congiunto FAO/IAEA per istituire un proprio Laboratorio di diagnostica molecolare per la salute animale. I tecnici del posto hanno iniziato ad utilizzare </span><b>il test di reazione a catena della polimerasi </b><span style="font-weight: 400;">(PCR), una tecnica nucleare molecolare che serve a rilevare rapidamente le malattie. Con queste diagnosi rapide e accurate, hanno informato gli allevatori del posto che sono stati così in grado di controllare tempestivamente la salute dei propri animali. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche nel campo della </span><b>gestione del suolo e dell’acqua</b><span style="font-weight: 400;"> il nucleare può fare la differenza. È quanto accaduto in </span><b>Benin</b><span style="font-weight: 400;">, nell’Africa occidentale. Gli scienziati dell’Università di Abomey-Calavi e dell’Istituto nazionale di ricerca agricola del </span><b>Benin</b><span style="font-weight: 400;">, in collaborazione con il Centro congiunto FAO/IAEA, hanno introdotto un isotopo nucleare nel suolo per tracciare e monitorare la qualità del suolo. Grazie a queste analisi e all’aggiunta di un biofertilizzante isotopico gli agricoltori del Benin hanno visto aumentare la loro produzione di soia da 57.000 tonnellate nel 2009 a 220.000 tonnellate nel 2019.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le tecniche nucleari possono migliorare inoltre la sicurezza alimentare e il controllo di qualità, rilevando o eliminando residui nocivi e contaminanti nei prodotti alimentari. Le </span><b>radiazioni ionizzanti applicate al cibo</b><span style="font-weight: 400;">, ad esempio, possono uccidere microbi potenzialmente dannosi, prevenendo quindi malattie di origine alimentare. L’irradiazione degli alimenti previene anche la diffusione di insetti nocivi e viene utilizzata per garantire il commercio di frutta e verdura. Anche nella </span><b>coltivazione </b><span style="font-weight: 400;">il nucleare può aiutare a sviluppare varietà di </span><b>colture più resilienti</b><span style="font-weight: 400;">, che si adattano meglio ai cambiamenti climatici, aiutando così l’autonomia alimentare dei Paesi più vulnerabili. I semi, ad esempio, possono essere irradiati con raggi gamma, raggi X, fasci di ioni o di elettroni per avviare </span><b>cambiamenti genetici</b><span style="font-weight: 400;"> e dar vita ad una nuova varietà di colture con qualità migliori, come la maggiore tolleranza alla siccità o alle inondazioni, o una migliore resistenza a parassiti e malattie o anche cicli di crescita più brevi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In </span><b>Sudan</b><span style="font-weight: 400;">, una varietà di arachide resistente alla siccità è stata sviluppata dall’Agricultural Research Corporation del Paese in collaborazione con il Centro congiunto FAO/IAEA. Questa nuova tipologia di arachide può crescere con solo 250 millimetri di pioggia all’anno rispetto alle varietà tradizionali che richiedono 350 millimetri. La sua resa infatti è del 27% superiore e ha aperto negli anni la strada per il ritorno del Sudan tra i principali produttori di arachidi, aiutando l’economia locale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le innovazioni in campo agricolo sviluppate e applicate attraverso il Centro congiunto FAO/IAEA stanno fornendo soluzioni possibili per migliorare l’alimentazione, la produzione, l’ambiente e l’economia. Le tecnologie nucleari possono quindi offrire numerose opportunità per aiutarci ad affrontare le </span><b>sfide globali presenti e future</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Piera Pastore</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10039" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/tecnologie_nucleari_A_S-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/tecnologie_nucleari_A_S-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/tecnologie_nucleari_A_S-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/tecnologie_nucleari_A_S-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/tecnologie_nucleari_A_S-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/tecnologie_nucleari_A_S-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/tecnologie_nucleari_A_S-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/tecnologie_nucleari_A_S-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/tecnologie-nucleari-e-agricoltura-una-collaborazione-possibile/">Tecnologie nucleari e agricoltura: una collaborazione possibile</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Birra, cucina e felicità: la ricetta di Doppio Malto</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/birra-cucina-e-felicita-la-ricetta-di-doppio-malto/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=birra-cucina-e-felicita-la-ricetta-di-doppio-malto</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Mar 2023 16:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Serendipity]]></category>
		<category><![CDATA[Piera Pastore]]></category>
		<category><![CDATA[Vita Vera o Vita tranquilla?]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=9915</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il birrificio artigianale Doppio Malto ha fatto della felicità la filosofia alla base del suo brand: “Il nostro motto è facciamo birra, facciamo cucina, vi facciamo felici!” Il 20 marzo in tutto il mondo si celebra la giornata internazionale della felicità. Come festeggiarla al meglio? Con una birra. Si perché la birra rende felici. A [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/birra-cucina-e-felicita-la-ricetta-di-doppio-malto/">Birra, cucina e felicità: la ricetta di Doppio Malto</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=9915" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NQ1C9xCWjq_PVNq4vu3.mp3?generation=1678295488397177&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=9915&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NQ1C9xCWjq_PVNq4vu3"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=9915"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b><i>Il birrificio artigianale Doppio Malto ha fatto della felicità la filosofia alla base del suo brand: “Il nostro motto è facciamo birra, facciamo cucina, vi facciamo felici!”</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il 20 marzo in tutto il mondo si celebra la </span><b>giornata internazionale della felicità</b><span style="font-weight: 400;">. Come festeggiarla al meglio? Con una birra. Si perché </span><b>la birra rende felici</b><span style="font-weight: 400;">. A confermarlo uno studio condotto dall’Università Friedrich-Alexander di Erlangen-Norimberga pubblicato su </span><b>Scientific Reports</b><span style="font-weight: 400;">: l’ordenina presente nell’orzo maltato attiva un recettore chiave della </span><b>dopamina</b><span style="font-weight: 400;">, la sostanza che regola il nostro piacere. L’Università di Oxford e CBS News, invece, pongono rispettivamente l’accento sul </span><b>ruolo dei pub come luoghi di aggregazione</b><span style="font-weight: 400;"> e su come un consumo moderato di alcol possa aiutare le persone ad essere più socievoli ed empatiche.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il segreto della felicità? È nella birra quindi. O almeno in quel momento di relax che ci concediamo magari dopo una lunga giornata di lavoro o studio, sul divano o al tavolo con amici. </span><b>Una pinta può migliorare una “giornata no” </b><span style="font-weight: 400;">e lo sa bene </span><b>Ivan Magnus Tagliavia</b><span style="font-weight: 400;">, direttore marketing di </span><b>Doppio Malto</b><span style="font-weight: 400;">, che ha fatto esattamente della felicità la filosofia alla base del brand. “</span><i><span style="font-weight: 400;">Il nostro motto è ‘facciamo birra, facciamo cucina, vi facciamo felici!’ I nostri locali nascono per essere dei luoghi dove trascorrere del tempo di qualità con amici e parenti all’insegna del divertimento, del buon cibo e della buona birra</span></i><span style="font-weight: 400;">”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La prima sede di Doppio Malto, universalmente conosciuta con il nome “</span><b>Birrificio di Erba</b><span style="font-weight: 400;">” nasce nel 2004 per mano del </span><b>Mastro Birraio Alessandro Campanini</b><span style="font-weight: 400;">, appassionato del settore brassicolo con una grande voglia di sperimentare e di offrire al mercato nuovi sapori. Il brand ha poi conquistato, nel corso degli anni, fama e autorevolezza nel settore delle brewery e della produzione di birra artigianale, distinguendosi con merito e guadagnando numerosi premi internazionali. Nel corso degli anni Doppio Malto ha aperto </span><b>oltre 30 nuovi locali in Italia e all’estero</b><span style="font-weight: 400;"> dove, accanto a una proposta culinaria sempre più attenta ai trend contemporanei, protagonista rimane sempre la birra artigianale. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma Doppio Malto non è solo un semplice locale dove mangiare e bere. Ogni ristorante è un vero e proprio </span><b>posto felice</b><span style="font-weight: 400;">: un luogo in cui vivere un’esperienza unica di gusto in un ambiente informale e piacevole, tra ottime birre artigianali, menu ampio e gustoso e soprattutto giochi e spazi per stare in compagnia. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ad accogliere i clienti nei ristoranti del franchising, un menu completo delle birre artigianali Doppio Malto, tra cui le fresche di premiazione del concorso spagnolo CICA, </span><i><span style="font-weight: 400;">O Sole Mio</span></i><span style="font-weight: 400;"> e </span><i><span style="font-weight: 400;">Summer IPA</span></i><span style="font-weight: 400;">. Ma in un posto felice non si resta mai a stomaco vuoto, ecco allora un menu dove oltre ai grandi classici, come </span><b>le pizze e la carne alla brace</b><span style="font-weight: 400;">, il pubblico può gustare piatti a base di pesce, come le </span><b>vongole alla birra</b><span style="font-weight: 400;"> e il polpo al forno. Tanti, inoltre, gli omaggi alle regioni d’Italia, come lo gnocco fritto emiliano o le friselle pugliesi. Tra i dolci un grande e popolarissimo classico: il </span><b>birramisù</b><span style="font-weight: 400;"> con biscotti Savoiardi inzuppati nella birra Black Stout. I clienti troveranno poi calciobalilla, freccette e buona musica con cui poter condividere momenti di goliardia convivialità con amici e parenti. Un “posto felice” per davvero, di nome e di fatto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con il cibo si può rendere davvero più felice qualcuno. Proprio seguendo questa filosofia Doppio Malto si impegna in diverse </span><b>iniziative solidale a favore dei più bisognosi</b><span style="font-weight: 400;">. “</span><i><span style="font-weight: 400;">Voglio restituire un pezzetto del buono che è capitato alla nostra azienda</span></i><span style="font-weight: 400;">” così dichiara </span><b>Giovanni Porcu</b><span style="font-weight: 400;">, CEO di Doppio Malto. Doppio Malto partecipa con </span><b>Fondazione Progetto Arca</b><span style="font-weight: 400;"> – insieme a tante altre insegne della ristorazione – a un progetto che, solo a Milano, serve circa 150 pasti caldi ogni sera per 5 giorni alla settimana. Il progetto è attivo anche a Varese, Torino, Roma e Napoli, con delle mense che viaggiano su ruote per andare incontro ai bisogni, offrire il calore di un pasto e aprire alla possibilità di una relazione di ascolto e di fiducia. Soprattutto, con l’obiettivo principale di instaurare un rapporto con le persone che vivono in strada e iniziare quel faticoso ma cruciale percorso che possa portarle, un giorno, a reinserirsi in società. Inoltre nei locali dell’area milanese Doppio Malto ha introdotto “</span><b><i>il burger più buono</i></b><i><span style="font-weight: 400;">: il burger sospeso. I clienti non lo mangeranno, ma lo potranno acquistare al prezzo simbolico di 5 euro, che noi devolveremo a Fondazione Progetto Arca, per il sostegno del progetto Cucina Mobile e di altre attività sul territorio</span></i><span style="font-weight: 400;">” conclude Porcu. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Piera Pastore</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9945" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/1-birra-cucina-felicita-s-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/1-birra-cucina-felicita-s-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/1-birra-cucina-felicita-s-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/1-birra-cucina-felicita-s-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/1-birra-cucina-felicita-s-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/1-birra-cucina-felicita-s-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/1-birra-cucina-felicita-s-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/1-birra-cucina-felicita-s.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/birra-cucina-e-felicita-la-ricetta-di-doppio-malto/">Birra, cucina e felicità: la ricetta di Doppio Malto</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
