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	<title>Nostalgia Canaglia Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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		<title>Nostalgia o rimpianto?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2022 15:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<category><![CDATA[Nostalgia Canaglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il termine “nostalgia” ci rimanda ai migranti italiani, in special modo quelli che varcavano l’oceano in cerca di fortuna “nelle Americhe” che avevano anteposto il fattore “agio economico” all’altro benessere che chiameremo “agio emotivo”. Rimanere per anni, decenni lontani dal “suolo natio” generava in costoro un malessere esistenziale che veniva determinato da un miscuglio di [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Il termine “nostalgia” ci rimanda ai migranti italiani, in special modo quelli che varcavano l’oceano in cerca di fortuna “nelle Americhe” che avevano anteposto il fattore “agio economico” all’altro benessere che chiameremo “agio emotivo”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Rimanere per anni, decenni lontani dal “suolo natio” generava in costoro un malessere esistenziale che veniva determinato da un miscuglio di fattori.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I migranti vivevano il disagio per non essere messi in condizioni di respirare gli odori, assaporare i gusti, stabilire le relazioni, scoprire identità di vedute che erano prerogative, proprie di coloro con cui si avevano radici comuni, quindi appartenenze e identità confrontabili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mancando questi presupposti e perdurando la permanenza in un territorio estraneo, queste persone erano assalite da un malessere spesso indecifrabile e quindi poco trasmettibile anche ai fini di un conforto da ricercare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dobbiamo ben tenere a mente questa condizione di stato d’animo, anche per comprendere a fondo i comportamenti devianti che mettono in atto gli immigrati provenienti dall’est Europa o dall’Africa mediterranea: è raro che si muova un addebito ad un aspetto come quello sopra descritto: non troveremo mai nell’articolo di un giornale: “lavoratore marocchino colpisce un lavoratore nel cantiere, perché colto da un raptus derivante dalla nostalgia per la lontananza dal Paese di origine”. In fondo se torniamo a considerare i migranti che un secolo fa dall’Italia con il “bastimento” raggiungevano New York, dopo un primo iniziale “ambientamento” che risultava essere fallimentare in quanto prevaleva il “respingimento” e la “diffidenza” da parte degli statunitensi, facilmente rimanevano agganciati alle Little Italy.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Allora succedeva che, oltre a non imparare l’inglese, i nostri conterranei di allora respiravano l’aria dei calabresi, dei napoletani, degli abruzzesi, dei friulani e con loro maturavano i propositi di “menar le mani” ai danni dei residenti di lunga data dai quali si sentivano sempre più emarginati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il fenomeno mafioso nacque in questo modo e si espanse sul suolo americano come ramificazione della Sicilia, ma con capi rispettati anche in terra americana, che davano filo da torcere alle istituzioni di quel Paese. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il “rimpianto”, in quanto a significato, si configura diversamente. Nel senso proprio del termine vuol dire “rincrescimento per non aver intrapreso iniziative nel momento opportuno”: a titolo esemplificativo, può riferirsi al non essersi fatti avanti verso una ragazza che casomai avrebbe gradito un corteggiamento. All’opposto si colloca il “rimorso” che viene provato a seguito del compimento di un atto negativo, dannoso nei confronti di un’altra persona: il soggetto si comporta in modo riprovevole al momento, salvo poi pentirsi e desiderare di “far arretrare le lancette dell’orologio” tornando al tempo in cui quell’atto non era stato commesso. Quella persona, appunto, prova rimorso per essersi fatta trascinare dal raptus del momento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tornando alla nostalgia, questa può essere provata anche riferendoci ad un tempo andato in cui “si viveva meglio”: l’espressione corrente è : “Ai miei tempi” come se davvero allora era tutto un “rose e fiori”, ma questo vedere in positivo il tempo  remoto è solo per effetto di rivedersi giovani, a quell’epoca, e quindi in forza e in salute.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ernesto Albanello</span></p>
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		<title>La nostalgia di ciò che non volevamo e che ora desideriamo!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2022 15:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Cassini]]></category>
		<category><![CDATA[Nostalgia Canaglia]]></category>
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<p><span style="font-weight: 400;">È notizia recente che Giorgia Meloni sia salita al Colle con una nuova squadra di ministri nel difficilissimo tentativo di guidare un Paese che mai, a differenza di quanto accade ad esempio in Inghilterra, ha avuto una guida stabile e costante. Citiamo l&#8217;Inghilterra perché dopo appena 45 giorni Liz Truss, leader del Partito Conservatore, si è dimessa dall&#8217;arduo ruolo di Premier. La fotografia che la ritrae insieme alla Regina, poi deceduta, è l&#8217;emblema dei nostri tempi. Tutto è già passato, persino il futuro stesso. Nel frattempo, probabilmente spaventati dai devastanti effetti della Brexit, gli inglesi paragonano la loro economia ballerina a quella del nostro Paese. Ha fatto tanto scalpore la copertina dell&#8217;Economist che riproponiamo qui accanto. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli inglesi riconoscono la loro vulnerabilità politica ed economica. Per questa ragione si paragonano a noi. Evidentemente dimenticano che siamo uno dei Paesi messi meglio e che il nostro PIL quest&#8217;anno è stato addirittura migliore di quello della Cina o degli Stati Uniti. Tuttavia, questo dato non rassicura le famiglie più povere del nostro Paese. Siamo diventati una società dove si arricchiscono in pochi e si impoveriscono in molti. La medio borghesia rischia di scomparire, complice anche una rivoluzione tecnologica senza precedenti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nell&#8217;arco di dieci o quindici anni molti esseri umani saranno rimpiazzati dalle macchine e dalle nuove tecnologiche. Lavori come il fattorino o la segretaria rischiano di scomparire, perché la tecnologia potrebbe essere in grado di far tutto da sola. E questa è solo una delle questioni da gestire. Giorgia Meloni si ritroverà a fronteggiare uno scenario mai visto in epoca recente: una guerra in Europa, un&#8217;immigrazione quasi fuori controllo a causa delle mafie che controllano e dominano larghe regioni nel Sud del Paese attraverso lo spaccio, il traffico d&#8217;armi e il riciclo di denaro (nessuno ne parla ma nel foggiano la situazione è drammatica), un Reddito di Cittadinanza voluto fortissimamente dalle classi più povere che ora non vogliono assolutamente farne più a meno,  un cambiamento climatico in atto e un Nord Italia in cui la qualità dell&#8217;aria uccide migliaia di persone all&#8217;anno. Eh si. Secondo l&#8217;Organizzazione mondiale della sanità Torino ha superato la soglia di sicurezza da oltre 50 giorni. Anche Milano non se la passa bene. Bergamo è la peggiore e in alcuni giorni l&#8217;app Meteo di Apple, che misura la qualità dell&#8217;aria, consiglia di non fare attività all&#8217;aperto. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E per quanto alcune scelte poi alla fine ricadranno sulla politica locale, è indubbio che l&#8217;impronta del nuovo Governo e dei suoi ministri possa indubbiamente modificare il corso degli eventi anche in piccolo. Gli italiani si augurano, e noi con loro, che la squadra di Giorgia Meloni possa davvero fare la differenza. Certo, non ci sono volti nuovi. Anzi, a guardar le facce dei &#8220;nuovi&#8221; ministri, sembra quasi che l&#8217;Italia abbia avuto un pizzico di nostalgia degli anni addietro, alle urne! Dopo il periodo in cui si preferiva una politica più &#8220;sperimentale&#8221; con un&#8217;improbabile unione fra Movimento 5 Stelle e Lega, adesso sembra che i cittadini abbiano voluto premiare la vecchia guardia: Salvini torna Vice Premier dopo 3 anni. Antonio Tajani, co-fondatore con Berlusconi di Forza Italia, è ministro degli Esteri nonché vicepremier. Ignazio La Russa è presidente del Senato della Repubblica nella XIX legislatura. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ehm&#8230;no. Non si può certo dire che ci siano nomi nuovi. Proprio no. Ma sono sicuramente quelli che, tra una crisi e un&#8217;altra, hanno portato Silvio Berlusconi a governare il Paese per un tempo infinitamente più lungo rispetto ai suoi successori. A differenza di una sinistra disgregata e divisiva, questa destra sembra sempre più solida. Che Silvio Berlusconi abbia avuto problemi con la giustizia, questa non è una novità. Che in Inghilterra non avrebbero forse nemmeno permesso all&#8217;Ex Presidente del Consiglio di rientrare in politica quasi da protagonista col suo partito, anche questa non è una novità. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I detrattori della Meloni sostengono infatti che i volti e i nomi &#8220;nuovi&#8221; sono gli stessi dell&#8217;Italia Berlsuconiana. Un&#8217;Italia spesso sbeffeggiata all&#8217;estero per alcune azioni sciagurate, e troppo spesso nell&#8217;occhio del ciclone per i vari scandali di cui tutti abbiamo memoria. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Giorgia però ha voluto mostrare i muscoli. Anzi, i meloni. E con un video storico postato su Instagram ha chiesto agli italiani una fiducia oggettivamente difficile da ottenere, visto il passato dei suoi collaboratori. E l&#8217;ha ottenuta! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È un malinconico tentativo di tornare indietro da parte dei cittadini? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">O è un voler rincorrere un futuro rivangando il passato?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È difficile rispondere a questa domanda. E non è facile trovare risposte nel cinema. Che sempre più diventa un contesto di nicchia e sempre meno un termometro per misurare la temperatura di un Paese. Fortunatamente, la Festa del cinema di Roma ci ha mostrato film splendidi. La speranza è che possano avere la giusta distribuzione, altrimenti tutto rimane confinato in un festival. E allora lì si che ti prende la malinconia del periodo in cui al cinema ci si andava con poche lire e si usciva con l&#8217;emozione nel cuore. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Saranno in grado, i meloni di Giorgia, a rilanciare la cultura del cinema in questo Paese? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Speriamo di si! </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Marco Cassini</span></p>
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		<title>Quella Nostalgia fuori dal tempo e dallo spazio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2022 15:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Anna De Antoni]]></category>
		<category><![CDATA[Nostalgia Canaglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando ero bambina e andavamo a trovare la nonna c&#8217;era una cosa che ogni volta mi colpiva e che ancora oggi rimane un ricordo indelebile nella mia memoria. La nonna in camera da letto aveva un comò con lo specchio, sul comò, in un ordine rigoroso c&#8217;era la spazzola, il pettine, il profumo e la [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Quando ero bambina e andavamo a trovare la nonna c&#8217;era una cosa che ogni volta mi colpiva e che ancora oggi rimane un ricordo indelebile nella mia memoria.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La nonna in camera da letto aveva un comò con lo specchio, sul comò, in un ordine rigoroso c&#8217;era la spazzola, il pettine, il profumo e la cipria. Tutto quello che serviva alla nonna; del resto credo che lei il rossetto non lo abbia mai messo, anche se una volta gliene regalai uno a Natale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nell&#8217;angolo dello specchio c&#8217;era una foto di quando la nonna era ragazza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La foto ogni tanto veniva presa per essere ammirata da noi bambine, poi, spingendo sullo spigolo, si tornava ad &#8220;insaccarla&#8221; nella fessura dello specchio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A me quello che un giorno mi colpii fu proprio il fatto di vedere contemporaneamente nello specchio me, la nonna e la foto nell&#8217;angolo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Io ero bambina, la nonna per me era già anziana, anche se aveva praticamente la mia età di oggi, però, si sa, le nonne son nonne! E per me i suoi capelli bianchi, il suo muoversi lentamente, la voce pacata e qualche chilo di più, me la facevano già vedere anziana.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella foto invece la nonna era ragazza, era appoggiata su di una staccionata con delle amiche, avrà avuto forse vent&#8217;anni in un giorno di festa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La foto era in bianco e nero, ma la bellezza della nonna era comunque ben visibile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco, quello che a me colpii fu il fatto che in uno specchio c&#8217;era il passato il presente e il futuro, e, naturalmente, io mi sentivo il futuro!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Avevo rimosso questo ricordo, come avevo dimenticato la nostalgia di quelle visite lente e pacate, proprio come la nonna.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fino a quando, un po’ di tempo fa, mia madre mi regalò una foto di me bambina ad una gara in piscina.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La foto era enorme, sicuramente fatta dal fotografo della gara. Così, una volta tornata a casa mia, aprii quella foto a pergamena, e di getto, con le forbici, ritagliai solo la mia immagine in costume, sul podio del secondo posto, e di getto la infilai nell’angolo dello specchio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Rimasi immobile, ferma in un tempo senza tempo, rividi contemporaneamente me bambina e me da adulta nella foto e nello specchio di casa. Chiedendomi chi fossi veramente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ripensai alla nonna, alla sua foto, al suo specchio, al passato, al presente e al futuro, in un vortice di emozioni e di nostalgia per un qualcosa che non tornerà più, che non si può afferrare, e che è in continuo divenire, perché in fondo non è neanche un ricordo concreto, ma è davvero solo una nostalgia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Allora di getto presi una matita ed un foglio e scrissi questa poesia, per immortalare la mia nostalgia, almeno su un pezzo di carta, fuori dal tempo e dallo spazio, nel mio cuore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E ora dedico questa mia nostalgia a quella foto che ognuno di noi conserva nel suo angolo di specchio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8220;Ed io</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Quella di allora</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Più non son la stessa</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> In quella foto</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">All&#8217;angolo dello specchio&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Anna De Antoni</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-7449" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/01_quella-nostalgia-fuori-dal-tempo-vrp-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/01_quella-nostalgia-fuori-dal-tempo-vrp-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/01_quella-nostalgia-fuori-dal-tempo-vrp-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/01_quella-nostalgia-fuori-dal-tempo-vrp-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/01_quella-nostalgia-fuori-dal-tempo-vrp-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/01_quella-nostalgia-fuori-dal-tempo-vrp-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/01_quella-nostalgia-fuori-dal-tempo-vrp-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/01_quella-nostalgia-fuori-dal-tempo-vrp.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Quando la nostalgia diventa Arte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2022 15:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Nostalgia Canaglia]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Conforte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal sito della Treccani leggiamo: nostalgìa [dal gr. νόστος «ritorno» e –algia] – desiderio acuto di tornare a vivere in un luogo che è stato di soggiorno abituale e che ora è lontano. Quante volte è capitato di trovarsi in un luogo e desiderare ardentemente di essere altrove, magari sdraiati al sole su un lettino di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-7364-2" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/Quando-la-nostalgia-diventa-Arte-online-audio-converter.com_.mp3?_=2" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/Quando-la-nostalgia-diventa-Arte-online-audio-converter.com_.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/Quando-la-nostalgia-diventa-Arte-online-audio-converter.com_.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Dal sito della Treccani leggiamo: nostalgìa [dal gr. νόστος «ritorno» e –</span><i><span style="font-weight: 400;">algia</span></i><span style="font-weight: 400;">] – desiderio acuto di tornare a vivere in un luogo che è stato di soggiorno abituale e che ora è lontano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quante volte è capitato di trovarsi in un luogo e desiderare ardentemente di essere altrove, magari sdraiati al sole su un lettino di una delle meravigliose spiagge bianche della Sardegna con lo sguardo che si perde all’orizzonte nell’azzurro infinito del mare, invece di essere sommersi dalle scartoffie e dalla luce buia di una tipica giornata milanese che entra dall’unica finestra delle quattro mura in cui siamo obbligatoriamente prigionieri. E quante volte è capitato che questi pensieri siano stati accompagnati da una sorta di tristezza che parte dalla pancia e arriva fin nella gola dove si blocca in un urlo soffocato. Strano, però, vero? Quelle spiagge bianche e quell’acqua freschissima e azzurrissima dovrebbero evocare solo bei ricordi, non tristezza, mal de vivre baudelairiano, malinconia e fiacchezza fisica. Eppure c’è un che di nostalgico, malinconico, un desiderio di essere altrove che accompagnano queste immagini. La risposta è semplice, chiunque preferirebbe stare sdraiato al sole nel mese di agosto al posto di stare in un ufficio buio a Milano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma la nostalgia di qualcosa che era e che non c’è più si manifesta non solo pensando ad un bel ricordo di una vacanza appena passata. È anche ricollegabile ad un luogo in cui si è vissuto o ad un affetto che si è perso, una nonna ad esempio, o un’epoca passata, come gli anni ’90 che possono avere il sapore dolce e amaro dei ricordi legati all’infanzia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma è possibile trasformare in immagini queste sensazioni? Ma certo che domande, il mondo dell’arte è pieno di artisti nostalgici. Prendiamo “Il viandante sul mare di nebbia”di Caspar David Friedrich. Una figura di spalle, probabilmente un viandante, osserva un paesaggio montuoso immerso nella nebbia. Un paesaggio meraviglioso, ma nel contempo malinconicamente grigio. Il mare di nebbia che avvolge la natura sembra muoversi ritmicamente, con costanza, ora facendo intravedere la cima delle montagne, ora nascondendole. Anche il viandante viene coinvolto in questo movimento: il vento sembra accarezzargli i capelli, scompigliandoli. Sembra quasi che un sentimento di nostalgia volteggi insieme ai soffi del vento intorno alla sua figura, mischiandosi con la nebbia fitta. E resta immobile, assorto nei suoi pensieri, di fronte alla grandezza della natura che lo sovrasta. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Il viandante sul mare di nebbia” è la rappresentazione del senso nostalgico che si può provare quando ci si trova davanti allo spettacolo della natura, la solitudine che pervade l’animo, la percezione di essere soli con se stessi e con le proprie fragilità e pensieri fluttuanti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un altro artista romantico e nostalgico degno di nota è senza dubbio l’inglese John Constable, la cui produzione è quasi interamente incentrata sul tema del paesaggio a cui tramite l’ideologia romantica, attribuisce l’espressione degli stati d’animo della natura che si alterna dall’essere madre dolcissima a terribile matrigna.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In una chiave più contemporanea vanno letti, invece, i lavori dell’americano Evan Robarts: fil di ferro, cemento armato, plastica, legno, tutto concorre alla creazione di elementi che riportano alla memoria quello che c’è stato e quello che non ci sarà più. Robarts recupera in questo modo elementi del passato e li blocca nel tempo, per catturare un attimo e lasciarlo sospeso. Gli oggetti formano dei collage scultorei, assembramenti di memorie ed emozioni dell’artista. Un vecchio canestro, una rete metallica con delle palline incastonate, vecchi palloni da gioco assemblati insieme. Robarts evoca ricordi del passato che come un pugno violentissimo nello stomaco ci catapultano nel presente, portando con sé momenti di gioco felici velati di nostalgia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una nostalgia, però, che plasmata ad arte rende meno pesante l’assenza di ciò che non c’è più.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Roberta Conforte</span></p>
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		<title>Il profumo dei ricordi e degli affetti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2022 15:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Mignini]]></category>
		<category><![CDATA[Nostalgia Canaglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il progetto unico nel settore delle strutture per la terza età  L’essenza di rosa si fonde con la peonia, il miele e il legno di cedro e, oltre ad innescare l’olfatto, schiude la strada ai ricordi. Il risultato è un ponte ancorato nella memoria degli odori che tiene insieme presente e passato. E’ questa l&#8217;essenza [&#8230;]</p>
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<p><b><i>Il progetto unico nel settore delle strutture per la terza età </i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’essenza di rosa si fonde con la peonia, il miele e il legno di cedro e, oltre ad innescare l’olfatto, schiude la strada ai ricordi. Il risultato è un ponte ancorato nella memoria degli odori che tiene insieme presente e passato. E’ questa l&#8217;essenza di Villa Giulia, un profumo creato all’interno della Casa Residenza per Anziani di Pianoro Vecchio, un progetto unico nel suo genere e nel settore delle strutture per la terza età.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La fragranza profumata si è ispirata alla relazione tra residenti e familiari, che evoca un legame delicato e profondo per sugellare un ricordo di amore e affetto. “Dopo un lungo percorso di studi e ricerche scientifiche, sull&#8217;aromaterapia, eseguite in Villa Giulia, con gruppi di residenti, siamo arrivati ad un risultato che piace per la sua “freschezza” e unicità. La creazione del profumo di Villa Giulia &#8211; un’essenza che esprime note floreali che sfumano nell’essenza di rosa, peonia, fresia, legno di cedro e miele – </span><b><i>ha sottolineato la dott.ssa Ivonne Capelli amministratrice della CRA</i></b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; ha infatti l’obiettivo di stimolare la memoria olfattiva, migliorando alcune patologie come la depressione e il deterioramento cognitivo. Siamo felici di poter alimentare in questo modo i legami affettivi anche con i parenti”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La nascita della nuova fragranza è stata accompagnata dalla pubblicazione di Klodeta Gjini, chinesiologa e coordinatrice wellness di Villa Giulia, dal titolo “Le sentinelle profumate della memoria. Il miglioramento della vita con l&#8217;esercizio fisico e l&#8217;allenamento cognitivo del cervello” (In.edit, 2021) frutto dello studio svolto nella Casa Residenza per Anziani Villa Giulia. Il volume è un resoconto molto interessante che affronta da un punto di vista particolare e diverso, alcuni elementi che influiscono sul benessere della persona, come la memoria, cercando di accendere la consapevolezza che attraverso le emozioni, la routine e l’alimentazione è possibile condizionare il proprio corpo in positivo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> “L’essenza che abbiamo realizzato fa parte di un concetto di benessere inclusivo che coinvolge tutti i sensi e integra l’offerta di Villa Giulia – ha dichiarato l’autrice del libro Klodeta Gjini &#8211; L’evento collega parole ed esperienze sensoriali, lanciando un eau de parfum che richiama le essenze più amate dalle donne, ma avendo alla base molteplici benefici legati alla nostra salute ed in particolar modo alla memoria”. Inoltre “Le neuroscienze spiegano che ciascuna combinazione odore-cellula produce un segnale con caratteristiche uniche nel nostro cervello. La vita è un microcosmo attraversato dai profumi che costruiscono la nostra memoria”.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Cristina Mignini</span></p>
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		<title>La nostalgia ha il suono dell’infinito e il colore del bisogno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2022 15:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazioni e dissociazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Ragionieri]]></category>
		<category><![CDATA[Nostalgia Canaglia]]></category>
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<p><span style="font-weight: 400;">Kant sembra suggerire che la nostalgia sia un desiderio puerile che può essere superata soltanto entrando nella maturità. Non è da trascurare, in questa prospettiva, il riferimento kantiano alla categoria di persone che sarebbe più soggetta a soccombere alla nostalgia: non certo gli «uomini occupati negli affari» che possono spostarsi e girare il mondo e che «fanno proprio il motto patria ubi bene», ma la gente povera costretta a rimanere in villaggi isolati, chiusi all’interno di un mondo fatto di legami familiari. La nostalgia, quindi, è collocata nell’immaginazione e in particolare sotto la “facoltà sensibile di inventare delle affinità”. L’immaginazione ha il potere di illudere perché l’uomo «crede di vedere e di sentire fuori di sé quello che soltanto ha in testa». Kant continua scrivendo che «siccome l’immaginazione è più ricca e feconda di rappresentazioni che il senso, così essa, quando subentra una passione, viene ravvivata più dall’assenza che dalla presenza dell’oggetto». L’immaginazione, all’interno della quale la nostalgia è catalogata, ha la forza di rendere presente ciò che, in realtà, è assente; anzi è ravvivata proprio da quest’assenza. Pur allontanandosi dal luogo e dall’oggetto del desiderio, proprio la sua assenza – aiutata dalla distanza – sarà uno stimolo per l’immaginazione per trasgredire l’oggetto e il mondo con cui è familiare. Arthur Schopenhauer, diversamente da Kant, insiste sulla dignità filosofica del desiderio nostalgico: il tempo ci inganna indossando la maschera dello spazio crediamo al desiderio di voler ritornare in un luogo lontano, mentre in fondo abbiamo soltanto nostalgia del tempo trascorso là, quando eravamo giovani e in fiore».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma il desiderio di tornare all’epoca in cui “eravamo giovani e in fiore” non è soltanto una vuota speranza puerile. Il ricordo degli anni dell’infanzia è sempre venato di nostalgia, rappresenta un’età “beata” perché «nella nostra infanzia ci comportiamo in un modo più conoscitivo che volitivo». La «beatitudine nel primo quarto della nostra vita» rappresenta davvero il nostro «paradiso perduto». La nostalgia mette in evidenza il desiderio di liberarsi temporaneamente dal sistema completamente sviluppato della volontà soggettiva che caratterizza l’età adulta: «nell’infanzia abbiamo soltanto pochi rapporti e piccole esigenze, la nostra volontà viene quindi scarsamente sollecitata: la maggior parte del nostro essere si schiude quindi alla conoscenza» Gli anni dell’infanzia, infatti, sono una “continua poesia”: il bambino ha l’abilità poetica che caratterizza tutte le arti, ha una capacità di “vedere” che gli adulti hanno perso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La nostalgia in reazione alla perdita dell’oggetto amato – sia esso la patria, l’amore o l’infanzia – richiama, infatti, la struttura stessa della psicoanalisi che riporta alla memoria, come conditio sine qua non dell’autonomizzazione, una serie ininterrotta di separazioni a partire dalla nascita e dallo svezzamento. Sono queste separazioni reali, immaginarie, simboliche e il dolore che ne consegue che strutturano necessariamente la nostra individuazione. Freud stesso avvicina la nostalgia all’esperienza amorosa. Se, infatti, ogni investimento amoroso avviene sul modello dell’attaccamento al seno materno, l’amore non è altro che un incessante tentativo di tornare alla propria heimat, al proprio ambiente familiare, alla propria patria originaria. La nostalgia è un «accesso al luogo in cui ognuno ha dimorato un tempo e che anzi è la sua prima dimora» : il corpo materno.  Il desiderio nostalgico, così, si ricollega facilmente al desiderio infantile di fusione con la madre, al desiderio di tornare nell’utero materno. A Freud rinominerà il concetto di nostalgia proprio analizzando l’atteggiamento del bambino molto piccolo che sperimenta la temporanea scomparsa della madre. Il sentimento provato per l’assenza della madre è il primo vissuto che dà vita al sentimento nostalgico nel ritmo del tempo come presenza e assenza, tra il ritorno dell’oggetto amato e la sua permanente sparizione. Il neonato non sa se la madre tornerà dopo gli allontanamenti e inizialmente vive il dolore della perdita come se dovesse non vederla più. Ma dopo le prime esperienze di sparizione e successivo ritorno, il bambino «impara un anelito non accompagnato da disperazione»: la nostalgia. La nostalgia come desiderio esistenziale e pervasivo del “paese natale” si configura, al di là dell’aspetto patologico, come una complessa metafora della vita che non si limita a idealizzare il passato e a voltare le spalle al presente, ma a desiderare nascite sempre nuove. La nostalgia contrappone al tempo che passa e che distrugge la figura ideale di un luogo che resta. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La nostalgia non è il rimpianto. E anzi è proprio grazie alla forza propulsiva di questo stato d’animo che possiamo, riscoprendo pezzi e frammenti del nostro passato, guardare al futuro con più serenità. Con più ottimismo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dunque, per non sprecare la bellezza della nostalgia basta abbandonarsi al suo flusso. Al suo manifestarsi attraverso un oggetto evocativo, un luogo entrato stabilmente nella nostra vita, una persona con quale continuiamo, anche nella distanza, ad avere un legame.</span><span style="font-weight: 400;">  Si può godere del piacere della nostalgia a qualsiasi età, evitando di lasciarsi trascinare nella trappola di chi prova a bollarla come il gusto per il retrò, per ciò che è passato e non torna quindi, a qualsiasi età, per coltivare questo </span><b>dolce, talvolta struggente</b><span style="font-weight: 400;">, ma assolutamente vitale, </span><b>stato dell’animo</b><span style="font-weight: 400;">. Qualcosa che sentiamo dentro, e magari reprimiamo per la paura di essere appunto bollati e censurati come “nostalgici”, ma è giusto non cadere nella trappola di un’esistenza impastata di ricordi, ma è altrettanto prezioso </span><b>godersi tutto il sapore</b><span style="font-weight: 400;">, il piacere, la gioia</span><b> e l’emozione della nostalgia</b><span style="font-weight: 400;">. Sentimenti bellissimi, da non sprecare. Eppure il “vivere sempre e solo nel ricordo” non è e non può essere classificato come l’equivalente della nostalgia. Con questo sentimento, infatti, scendono in campo, arrivando nella testa e nel cuore, la memoria e il piacere di ricordare persone, luoghi, atmosfere, profumi, sensazioni. Pezzi piccoli e grandi della nostra vita. Percorsi fatti e da fare. Ricami del vissuto quotidiano. A quel punto la nostalgia, con il suo bagaglio di ricordi, ci accompagna, prendendoci per mano, nel presente ancorato alla memoria del passato e negli slanci verso i sogni e i desideri vitali del futuro. Diventa un attrezzo di quella cassetta che </span><b>migliora i nostri stili di vita</b><span style="font-weight: 400;">, e la nostra rincorsa verso la serenità, lo stare bene dentro prima che fuori. Eppure della nostalgia abbiamo bisogno come dell’ossigeno. Ci porta nel limbo della </span><a href="https://www.nonsprecare.it/memoria-cosi-e-diventata-breve-nellera-di-internet"><span style="font-weight: 400;">memoria</span></a><span style="font-weight: 400;">, del ricordo, di un passato che poi ci ritorna sempre sotto mentite spoglie. La nostalgia profuma di vita autentica, e ci concede l’autodifesa di una palpitazione del tempo al riparo dalla fretta, dal continuo correre e scorrere. Un </span><b>antibiotico naturale contro vite caotiche</b><span style="font-weight: 400;"> rischiano di smarrire il senso. Una società prigioniera del presente non progetta futuro e non ha memoria del passato. Cova rancori e paure, riuscendo solo ad adattarsi: al desiderio sostituisce la voglia, al progetto l&#8217;annuncio, alle passioni le emozioni. Diventa una società rattrappita. La schiavitù del presente è una forma di asservimento contagioso, una patologia che ha portato perfino a un mutamento antropologico: nella vita privata, nella sfera dei sentimenti, delle relazioni, dei rapporti umani, e nella dimensione pubblica, dalla politica all&#8217;economia, dalle istituzioni alle imprese. Il presentismo condensa l&#8217;aria del tempo. Ratifica il primato della tecnologia senza umanesimo e della finanza senza redistribuzione della ricchezza. Assembla il virtuale in un&#8217;eterna connessione, e rende opaco il reale, fino a farlo sfumare. Ma da questa schiavitù, si può uscire, se partiamo dalla consapevolezza di quanto siamo ormai scollegati dal passato e dal futuro. E come diceva Camus &#8220;il senso della vita è resistere all&#8217;aria del tempo&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In realtà la nostalgia è ancora presente, dal momento che è un sentimento utile affinché le persone possano mantenere la propria identità anche di fronte ai passaggi importanti che segnano le discontinuità del ciclo di vita ad esempio, il cambiamento di identità dall’infanzia alla pubertà, dall’adolescenza all’età adulta, dall’essere single all’essere in coppia, dall’essere coniuge all’essere genitore. La nostalgia dà il senso della continuità.</span> <span style="font-weight: 400;">Il rimpianto è la versione cognitiva dell’emozione della nostalgia, in quanto comporta memoria e consapevolezza: è una nostalgia che ricorda il passato, ma con la consapevolezza che è ormai irrimediabilmente perduto e che è pieno di occasioni perse.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sentimento della nostalgia può aiutare le persone a gestire meglio il futuro: permette di riflettere infatti sulle esperienze passate, come una risorsa di coping, e usare queste esperienze come un modo per affrontare le ansie relative al futuro, per mantenere l’equilibrio nei momenti di crisi, ricordare le relazioni d’amore, e in generale appoggiarsi ai punti luminosi del passato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questo senso la nostalgia potrebbe essere considerata un meccanismo di difesa, un modo per mantenere la resilienza durante periodi di ansia, disperazione e sofferenza esistenziale.” Il senso della vita è resistere all&#8217;aria del tempo&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: right;">Maria Ragionieri</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-7428" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/2-nostalgia-ha-il-suono-dell_infinito-a_d-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/2-nostalgia-ha-il-suono-dell_infinito-a_d-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/2-nostalgia-ha-il-suono-dell_infinito-a_d-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/2-nostalgia-ha-il-suono-dell_infinito-a_d-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/2-nostalgia-ha-il-suono-dell_infinito-a_d-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/2-nostalgia-ha-il-suono-dell_infinito-a_d-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/2-nostalgia-ha-il-suono-dell_infinito-a_d-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/2-nostalgia-ha-il-suono-dell_infinito-a_d.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-7519" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-nostalgia-ha-il-suono-dell_infinito-a_d-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-nostalgia-ha-il-suono-dell_infinito-a_d-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-nostalgia-ha-il-suono-dell_infinito-a_d-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-nostalgia-ha-il-suono-dell_infinito-a_d-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-nostalgia-ha-il-suono-dell_infinito-a_d-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-nostalgia-ha-il-suono-dell_infinito-a_d-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-nostalgia-ha-il-suono-dell_infinito-a_d-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-nostalgia-ha-il-suono-dell_infinito-a_d.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Celeste Nostalgia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2022 15:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The King]]></category>
		<category><![CDATA[Gerardo Altieri]]></category>
		<category><![CDATA[Nostalgia Canaglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prendendo in prestito i titoli di due famose canzoni italiane, più che alla “nostalgia canaglia”, preferisco pensare alla “celeste nostalgia”: ci leggo un’accezione positiva rispetto alla prima definizione. Sin da ragazzotto speravo di provare “celeste nostalgia” nella mia vita futura: essa sarebbe nata da ricordi felici, da vissuto positivo, ripensato in un contesto presente sereno, [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Prendendo in prestito i titoli di due famose canzoni italiane, più che alla “nostalgia canaglia”, preferisco pensare alla “celeste nostalgia”: ci leggo un’accezione positiva rispetto alla prima definizione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sin da ragazzotto speravo di provare “celeste nostalgia” nella mia vita futura: essa sarebbe nata da ricordi felici, da vissuto positivo, ripensato in un contesto presente sereno, con magari solo una punta di “nostalgia canaglia” per il rimpianto di cose che avrebbero potuto essere e che invece, per scelta o per il fato avverso, non sono state. Per mia fortuna, sta andando così.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A questo sentimento ovviamente non si dà abbastanza peso all’inizio del nostro percorso terreno: non c’è nulla andato perso e che non è più per noi, poi cresciamo e qualcosa inizia a mancarci, ma forse non è ancora chiaro che si tratti di nostalgia. Poi qualche episodio notevole, a volte anche traumatico, manifesta in modo evidente il significato di questo sentimento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Personalmente le prime forme di nostalgia (ma non ne avevo completa coscienza) le ho avute al liceo, quando la spensieratezza dei periodi scolastici precedenti erano solo un ricordo: le versioni di latino, la letteratura italiana, la lingua straniera non mi mettevano esattamente a mio agio (per fortuna la parte scientifica non mi creava problemi).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’evento che mi ha fatto comprendere in tutta la sua evidenza cosa volesse dire provare nostalgia è stato il trasferimento a Roma per gli studi universitari: non solo mi ero iscritto ad una facoltà sadomaso (ingegneria), ma ero a più di 4 ore di macchina da casa! L’euforia delle prime settimane della nuova vita nella metropoli è ben presto scomparsa a causa della cruda quotidianità: le levatacce mattutine per prendere il posto in aula, la spropositata quantità di tempo passata sui mezzi pubblici, i pasti non esattamente in linea con le leccornie che trovavo a casa, ecc.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nostalgia di casa: eccome! È in questi frangenti che ho imparato che la nostalgia ha accezioni positive: se la si prova, vuol dire che si è vissuto qualcosa di prezioso, di piacevole, di unico. Ciò vuol dire anche che la nostalgia può essere uno stimolo a vivere la vita in modo indimenticabile, costruirla come una collezione di esperienze memorabili da ricordare con piacere: se non vivessimo in questo modo, la nostra vita andrebbe sprecata e sarebbe solo piena di rimpianti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proseguendo il mio cammino, NON ho avuto nostalgia degli studi universitari: li ho intrapresi perché servivano a raggiungere i miei obbiettivi di vita, non perché fossi un cultore della materia (in effetti tanti miei compagni di studi mi chiedevano che ci facessi lì, invece di essere alla facoltà di economia…). Ho avuto sin da subito la fortuna di lavorare nel settore automobilistico, la mia più forte passione: è anche questo il motivo per cui il periodo universitario non mi manca molto, escluse alcune persone che ho incontrato e che ho perso di vista (per fortuna altri invece sono ben presenti nel mio mondo attuale – Sergio e Lino in primis!).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nostalgia di casa: l’ho mitigata andandoci il più possibile, compatibilmente con le mie sedi lavorative, cercando di coltivare così la base iniziale della mia vita che, pur modificata dall’evolversi dei tempi, rimane quella dei sapori, degli odori, dei paesaggi e di buona parte delle persone che per me sono comprese nel concetto di “casa”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Voglio continuare a creare “opportunità nostalgiche”, perché vorrà dire che sto utilizzando in modo degno il dono della vita che ho ricevuto: un ulteriore stimolo a cercare esperienze nuove, così da costruire anche uno splendido passato senza rimpianti, ma degno di nostalgia…</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Gerardo Altieri</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-7436" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/2-celeste-nostalgia-tk-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/2-celeste-nostalgia-tk-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/2-celeste-nostalgia-tk-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/2-celeste-nostalgia-tk-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/2-celeste-nostalgia-tk-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/2-celeste-nostalgia-tk-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/2-celeste-nostalgia-tk-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/2-celeste-nostalgia-tk.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-7510" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-celeste-nostalgia-tk-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-celeste-nostalgia-tk-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-celeste-nostalgia-tk-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-celeste-nostalgia-tk-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-celeste-nostalgia-tk-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-celeste-nostalgia-tk-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-celeste-nostalgia-tk-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-celeste-nostalgia-tk.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Nostalgia Marketing, così il passato ci emoziona</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2022 15:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fare business]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Mignini]]></category>
		<category><![CDATA[Nostalgia Canaglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esiste da sempre, funziona da sempre Esiste da sempre e funziona da sempre: la nostalgia marketing è una terminologia formulata per la prima volta dai professori americani Robert Schindler e Morris Holbrook nel 1989. Il focus della loro teoria fa perno sul fenomeno del age related preference peak, ovvero la fascia di età dei 20 [&#8230;]</p>
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<p><b><i>Esiste da sempre, funziona da sempre</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Esiste da sempre e funziona da sempre: la nostalgia marketing è una terminologia formulata per la prima volta dai professori americani Robert Schindler e Morris Holbrook nel 1989. Il focus della loro teoria fa perno sul fenomeno del age related preference peak, ovvero la fascia di età dei 20 anni intorno alla quale nascono le prime passioni e preferenze per determinati prodotti e brand, i primi rapporti interpersonali importanti e si vivono esperienze indimenticabili in luoghi fantastici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il vissuto che resta custodito in ricordi che ci fanno stare bene al loro ripresentarsi, è la zona di confort delle emozioni. Il passato letteralmente ci conforta e questo è vero anche in relazione ai consumi quando scegliamo qualcosa che ci rimanda indietro con gli anni e con i pensieri positivi ad essi legati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I 20 anni sono proprio il periodo esatto in cui le nostre preferenze prendono forma. L’imprinting delle scelte compiute fin qui sarà così potente da influenzare anche i comportamenti futuri. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non è detto che il passato sia stato effettivamente migliore ma siamo portati a crederlo perché ci lasciamo influenzar dai bias cognitivi, preconcetti che ci fanno comparare il presente con le esperienze passate che riteniamo migliori.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo Carlo Meo, il primo che in Italia ha dato una definizione di nostalgia marketing, il fatto di scavare nel passato per recuperare prodotti e ricordi dell’immaginario collettivo è una strategia sempre esistita.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nei suoi studi, Meo ha parlato di empowerment del consumatore: “il consumatore moderno è un “mostro” prodotto dal consumismo. Esperto e competente, non si fa più influenzare da nessuno, conosce i meccanismi commerciali e di marketing, giudica aziende e marchi, le premia e le punisce, si fa portatore di informazioni e valutazioni nella cerchia dei conoscenti.” </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proseguendo le ricerche, i professori americani hanno affermato che la nostalgia molte volte prescinde dalla sfera personale ed è legata fortemente al fattore sociale. In questi casi si parla di communal nostalgia e nasce dalla curiosità di vivere e sentirsi parte di mode, avvenimenti ed epoche antecedenti alla propria nascita, conosciute sui libri di storia o da testimonianze civili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il nostalgia marketing è una strategia di comunicazione e marketing che ha la finalità di creare connessione emotiva a partire dai ricordi, dal voler rivivere il passato. Stimolare un sentimento nostalgico, attraverso contenuti social, spot pubblicitari o lanci di prodotti vintage, vuol dire generare nel consumatore percezioni e sensazioni felici e piacevoli in grado di influenzare le scelte d’acquisto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutti abbiamo dei miti che ci hanno segnato e la nostra sfera personale resta un momento storico inaccessibile. Alla nostalgia marketing l’arduo compito di rintracciare le emozioni per dialogare con il consumatore rendendo  accessibile l’inaccessibile.  </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Cristina Mignini</span></p>
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		<title>La storia non è…. “Ha fatto anche cose buone”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2022 15:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Di Giovanni]]></category>
		<category><![CDATA[Nostalgia Canaglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutti abbiamo sentito pronunciare, almeno una volta nella vita, questa frase rivolta ad un famoso politico italiano dell’900. Mi sembra un po&#8217; scontato pensare che, un qualsiasi politico che abbia amato o ami il suo paese cerchi di fare ciò che considera il meglio per questo. E allora cosa comporta questa considerazione? È considerabile come [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Tutti abbiamo sentito pronunciare, almeno una volta nella vita, questa frase rivolta ad un famoso politico italiano dell’900. Mi sembra un po&#8217; scontato pensare che, un qualsiasi politico che abbia amato o ami il suo paese cerchi di fare ciò che considera il meglio per questo. E allora cosa comporta questa considerazione? È considerabile come una giustificazione nostalgica o una costatazione imparziale?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La storia non ammette favoritismi. Da questa materia si possono imparare non solo i contenuti ma anche la modalità di pensiero più giusta per assimilare l’imparzialità, caratteristica fondamentale per la creazione del pensiero comune e per la propria crescita personale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’archeologia e la storia ci insegnano che guardare il passato non significa giudicare, scegliere o preferire. Significa analizzare, capire, ricercare e scoprire. </span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“</span></i><a href="https://aforismi.meglio.it/frase-film.htm?id=a613"><i><span style="font-weight: 400;">L&#8217;archeologia si dedica alla ricerca dei fatti, non della verità. Se vi interessa la verità, l&#8217;aula di filosofia del professor Tyre è in fondo al corridoio.</span></i></a><i><span style="font-weight: 400;">”</span></i></p>
<p><a href="https://aforismi.meglio.it/film/indiana-jones-ultima-crociata"><i><span style="font-weight: 400;">Indiana Jones e L&#8217;ultima Crociata</span></i></a><i><span style="font-weight: 400;">.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non me ne vogliano i colleghi se uso una citazione di Idiana Jones, ultimo dei personaggi hollywoodiani che possa rappresentare la corretta scientificità dell’archeologia. Ma questa frase è vera ed emblematica (e non credo che nessuno si permetterebbe di dire o credere di essere in grado di esprimere questo concetto meglio di Steven Spielberg).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La storia e l’archeologia ricercano i fatti, senza farsi influenzare da campanilismi o preferenze varie. Questo aspetto dell’influenza personale vale ed è ricorrente in ogni “finto studioso” che porta l’acqua al suo mulino. Da chi si appella solo alle fonti scritte (magari romane) per parlare di epoche molto antiche (magari protostoriche o preistoriche) sbagliando di conseguenza ogni tipo di interpretazione a chi si sente culturalmente, socialmente e politicamente vicino ad un’ideologia tanto da non essere in grado di contestualizzarla all’interno del suo tempo nel bene e nel male. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si, ogni politico passato nel nostro paese (e non solo) ha fatto anche cose buone, anche Enrico VI Hohenstaufen pensate un po&#8217;! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E no, i Piceni non arrivano fino al Pescara solo perché l’ha detto Plinio cinque secoli dopo l’estinzione culturale dei popoli italici ad opera dei romani.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Bisogna riflettere su quanto l’influenza delle proprie emozioni offuschi la nostra capacità di essere imparziale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La vera differenza tra uno finto storico ed un vero, tra un amatore e un archeologo, tra la professionalità e il passatempo, sta in questo. Quanto si è in grado di interpretare in maniera imparziale i dati e i fatti senza farsi prendere dal proprio animo nazionalista.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Impariamo dagli archeologi a ragionare con cura e curiosità non per portare l’acqua al nostro mulino ma per la sete (da notare l’uso semantico delle parole legate all’acqua, fonte di vita) di conoscenza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non siate nostalgici, siate curiosi!</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Dott.ssa Andrea Di Giovanni</span></p>
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		<title>I sostenibili, vecchi e buoni consigli della nonna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2022 15:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Oliva]]></category>
		<category><![CDATA[Nostalgia Canaglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Impazzano i decaloghi del “vivere green” da fonti più o meno autorevoli e non sono da meno i consigli che spuntano da siti, blog, gruppi sui social &#8211; per non parlare dei video tutorial, fino ai reel &#8211; che praticamente illustrano come non impattare sul Pianeta. Una sorta di grande raccomandazione della nonna, con ogni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
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<p><span style="font-weight: 400;">Impazzano i </span><b>decaloghi</b><span style="font-weight: 400;"> del “</span><i><span style="font-weight: 400;">vivere green</span></i><span style="font-weight: 400;">” da fonti più o meno autorevoli e non sono da meno i consigli che spuntano da siti, blog, gruppi sui social &#8211; per non parlare dei video tutorial, fino ai reel &#8211; che praticamente illustrano come non impattare sul Pianeta. Una sorta di grande </span><b>raccomandazione della nonna</b><span style="font-weight: 400;">, con ogni mezzo possibile che raccoglie la </span><b>saggezza</b> <b>ancestrale</b><span style="font-weight: 400;"> da un lato, e dall’altro una cospicua dose di </span><b>senso</b> <b>pratico</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il </span><b>contrasto allo spreco</b><span style="font-weight: 400;"> ormai è in questo senso un </span><b>mantra</b><span style="font-weight: 400;"> per molti – va riconosciuto per alcuni di noi da anni &#8211; nella speranza che divenga un </span><b>comandamento</b><span style="font-weight: 400;"> per tutti. E spesso si fatica a non confonderla con una bella &#8211; e improntata al futuro &#8211; </span><b>operazione nostalgia, tutta green</b><span style="font-weight: 400;">. Lo sviluppo sostenibile come filosofia in concreto si fonda sull’idea che per vivere meglio preservando il </span><b>Pianeta</b><span style="font-weight: 400;"> bisogna fare attenzione in primis alle </span><b>risorse</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La guerra in Ucraina ha avuto un effetto immediato nell’illustrarci quanto gli equilibri siano sottili e l’impatto pervasivo e tangibile. Lo vediamo già oggi – e purtroppo continuerà sempre di più – non solo a livello </span><b>macroeconomico</b><span style="font-weight: 400;">, ma nella vita di tutti i giorni. Anche solo pagando una </span><b>bolletta</b><span style="font-weight: 400;">, che in molti attendono con preoccupazione. Molte aziende e attività – bar, hotel ad esempio &#8211; hanno già annunciato delle </span><b>chiusure</b><span style="font-weight: 400;"> e questo avrà ripercussioni sulle </span><b>possibilità di spesa</b><span style="font-weight: 400;"> di molti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per certi versi quindi la brutta attualità del periodo ci riporta anche un po’ indietro nella storia: al periodo dell’</span><i><span style="font-weight: 400;">Austerity</span></i><span style="font-weight: 400;"> – per il controllo delle risorse &#8211; o alla rigidità del secondo dopoguerra. E qui al di là di qualche simpatica vignetta con pile e coperta – simpatica per ora che è ancora caldo – tornerà attuale l’esempio di chi ci ha preceduto di affrontare tempi difficili, ma allo stesso tempo a cui si pensa con tenerezza. Non a caso spesso per attuare comportamenti più sostenibili dovremo rivolgerci alla vita dei nostri avi: una sorta di </span><b>operazione nostalgia</b><span style="font-weight: 400;">. Certo non l’abbiamo voluta noi, ma in casa potrebbe affacciarsi un necessario </span><b>controllo dei consumi</b><span style="font-weight: 400;"> – visti gli aumenti &#8211; e il ritorno ai vecchi rimedi. Come il contrasto agli sprechi, optando per un   massiccio </span><b>riuso</b><span style="font-weight: 400;"> – contro quella filosofia dell’usa e getta che ha imperato dal boom economico ad oggi – fino a pensare a come risparmiare nel movimento in città. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sarà sempre di più tempo di </span><b>sharing </b><span style="font-weight: 400;">– con l’auto, la bici, il monopattino – e in questo fioccano le app per lo </span><b>smartmooving</b><span style="font-weight: 400;">: quelle che ti consentono di trovare il mezzo “migliore” – più economico e più green – per muoversi, magari prediligendo qualche passeggiata in più. Che aiuta pure la forma.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">E anche con tutto quello che era perennemente in ricarica a cui facciamo più attenzione, come per gli </span><b>elettrodomestici</b><span style="font-weight: 400;">. Ci sono indicazioni su come posizionare i capi nel cestello della lavatrice. </span><span style="font-weight: 400;">Sulla base del tipo di tessuto? Del colore</span><b> </b><span style="font-weight: 400;">o delle macchie presenti? Non solo. Non è più tempo di detersivo meno invasivo, o di quelli home made – come facevano le nostre nonne – tutto con l’idea che il futuro si orienta al </span><b>massimo rendimento</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>minimo</b> <b>costo</b><span style="font-weight: 400;">. Come in cucina dove si affaccia sempre di più la “</span><b><i>cucina degli avanzi</i></b><span style="font-weight: 400;">” – quella che è presente in tanta </span><b>tradizione culinaria italiana</b><span style="font-weight: 400;"> – basti pensare alla panzanella, alla ribollita, alla pappa al pomodoro – piatti gustosi che miravano ad uno svuota frigo efficiente. Perché a volte il modo migliore di pensare al futuro è ricordarsi cosa è accaduto in passato, mettere a sistema le risorse per migliorarsi, avanzare.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Angela Oliva</span></p>
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<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/i-sostenibili-vecchi-e-buoni-consigli-della-nonna/">I sostenibili, vecchi e buoni consigli della nonna</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
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