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	<title>Junior Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>GIULIA CIANELLA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2022 07:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Junior]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>LA PRIMA COSA CHE FARO’ FINITA L’EMERGENZA LIBERI PENSIERI 1 La prima cosa che farò insieme alla mia famiglia sarà organizzare un enorme festa invitando tutti i parenti, poi farò lo stesso con gli amici. Speriamo che questa pandemia finirà in prima possibile. Andrà TUTTO bene!!!!! Giulia Cianella &#160; Finita l’emergenza la prima cosa che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LA PRIMA COSA CHE FARO’ FINITA L’EMERGENZA</strong></p>
<p><strong>LIBERI PENSIERI 1</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La prima cosa che farò insieme alla mia famiglia sarà organizzare un enorme festa invitando</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">tutti i parenti, poi farò lo stesso con gli amici. Speriamo che questa pandemia finirà in prima possibile. Andrà TUTTO bene!!!!!</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Giulia Cianella</span></i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Finita l’emergenza la prima cosa che farò, siccome sono stata in casa per tanti giorni sarà    una corsa alla velocità della luce intorno a casa e poi mi farò accompagnare da mio padre in piscina e farò tantissimissimissime vasche.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vorrei organizzare una festa di compleanno per la mia bisnonna Angela perché a Marzo ha compiuto novanta anni e purtroppo non ha potuto festeggiare. È stata una cosa triste.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il coronavirus mi ha insegnato a giocare di più con mia sorella Rebecca e a guardare insieme dei film. Quando questo brutto virus scomparirà io troverò un modo per giocare di più con mia sorella. Ho scoperto che ha una grande fantasia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ludovica Firmani</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>DOVE VORRESTI ESSERE IN QUESTO MOMENTO? SCRIVI DOVE E PERCHÉ</strong></p>
<p><strong>LIBERI PENSIERI 3</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono quasi due mesi che dobbiamo restare chiusi in casa per colpa di questo maledetto virus. Affacciandomi alla finestra, illuminata dal sole, penso che vorrei stare nel cortile della scuola per giocare ad acchiapparella, nascondino… e dopo un po’, tornare in classe per studiare.</span><b> </b></p>
<p><b>Perché?</b><span style="font-weight: 400;"> Alcune lezioni erano molto divertenti e interessanti, mentre altre erano noiose. Mi mancano tantissimo le lezioni dove facevamo dei laboratori, oppure quando giocavamo con la L.I.M., ma mi mancano anche le lezioni più noiose…</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un altro motivo è: questo stare a casa non è una vacanza e, se non era per il COVID-19,</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">questi giorni erano dei normalissimi giorni di scuola nei quali probabilmente ci stavamo preparando per andare in gita.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Giulia Cianella</span></i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>“Se potessi riabbracciare qualcuno, abbraccerei mio padre” </i></b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Yahya Mounir</span></i></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-7762" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/60-61_liberi-pensieri-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/60-61_liberi-pensieri-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/60-61_liberi-pensieri-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/60-61_liberi-pensieri-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/60-61_liberi-pensieri-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/60-61_liberi-pensieri-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/60-61_liberi-pensieri-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/60-61_liberi-pensieri.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>ANITA VALLI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2022 07:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Junior]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>LA PRIMA COSA CHE FARO’ FINITA L’EMERGENZA LIBERI PENSIERI 1 Purtroppo è da un mese che non vado a scuola perché c’è un mostriciattolo chiamato Corona Virus che causa la morte di alcune persone ma altre guariscono. Questo mostriciattolo si è dif- fuso in tutto il mondo. Le mie giornate a casa le passo facendo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LA PRIMA COSA CHE FARO’ FINITA L’EMERGENZA</strong></p>
<p><strong>LIBERI PENSIERI 1</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Purtroppo è da un mese che non vado a scuola perché c’è un mostriciattolo chiamato Corona Virus che causa la morte di alcune persone ma altre guariscono. Questo mostriciattolo si è dif- fuso in tutto il mondo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le mie giornate a casa le passo facendo i com- piti, guardando un film sotto le coperte, facen- do lavoretti col cartoncino, giocando a fare la lotta con i miei fratelli e allenandomi con la corda e la palla per ritmica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La prima cosa che farò appena finisce questa pandemia sarà andare da tutti i miei parenti, zii, nonni, cugini e cuginette perché mi manca- no. Ho tanta voglia di rivederli e di abbracciarli e passare molto tempo con loro per poter gio- care insieme e raccontarci cosa abbiamo fatto in tutto questo tempo di quarantena.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Poi un&#8217;altra cosa che voglio fare è tornare a scuola per rivedere i miei amici ma anche le mie maestre perché mi mancano tanto e non vedo l’ora di riabbracciarli. Ci siamo visti e sentiti virtualmente ma non è la stessa cosa di passare le giornate insieme.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Spero che tutto questo finisca al più presto e aspetto con ansia l’arrivo dell’estate per poter recuperare il tempo perduto. Andare al mare, farmi tanti bagni, giocare con la sabbia, e man- giare tantissimi gelati.</span></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">Anita Valli</span></em></p>
<p><strong>DOVE VORRESTI ESSERE IN QUESTO MOMENTO? SCRIVI DOVE E PERCHÉ</strong></p>
<p><strong>LIBERI PENSIERI 3</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Io in questo momento vorrei essere al mare, perché mi piace molto giocare in spiaggia con i miei amici e divertirmi in mezzo all’acqua.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inoltre ogni sera insieme ai miei genitori fac- ciamo delle belle passeggiate e ci mangiamo il gelato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Spesso la domenica io e papà con le bici andia- mo da Roseto al porto di Giulianova utilizzan- do la pista ciclabile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Arrivati al porto, parcheggiamo le bici e ci sedia- mo sui massi di cemento e osserviamo il mare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Insomma io vorrei tornare al mare come prima e godermi l’estate.</span></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">Anita Valli</span></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>“La libertà è una cosa che non tutti possono avere”.</em></strong></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">Noemi Carrassi</span></em></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-7761" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/58-59_liberi-pensieri-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/58-59_liberi-pensieri-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/58-59_liberi-pensieri-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/58-59_liberi-pensieri-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/58-59_liberi-pensieri-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/58-59_liberi-pensieri-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/58-59_liberi-pensieri-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/58-59_liberi-pensieri.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Intervista alla Dirigente Scolastica Adriana Sigismondi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2022 07:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Junior]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dott.ssa Sigismondi, lei è una Dirigente Scolastica molto impegnata nella crescita dell’Istituto scolastico che Dirige anche aderendo ad iniziative di grandi qualità   che aiutano alla crescita dei bambini in particolare nel ciclo di studi primari molto importanti per dare delle buone basi di istruzione e crescita personale. L’iniziativa La Città Magazine Primary School rappresenta [&#8230;]</p>
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<p class="p1">Dott.ssa Sigismondi, lei è una Dirigente Scolastica molto impegnata nella crescita dell’Istituto scolastico che Dirige anche aderendo ad iniziative di grandi qualità <span class="Apple-converted-space">  </span>che aiutano alla crescita dei bambini in particolare nel ciclo di studi primari molto importanti per dare delle buone basi di istruzione e crescita personale.</p>
<p class="p1">L’iniziativa La Città Magazine Primary School rappresenta un progetto unico nel panorama scolastico nazionale che pone l’attenzione al racconto ed alla documentazione del percorso didattico delle classi quinte della scuola primaria. Un progetto innovativo che racconta il percorso di crescita e le sensibilità degli alunni che, guidati dal corpo docente, hanno rappresentato con i propri lavori la loro sensibilità ed il loro curioso e limpido punto di vista.</p>
<p class="p1"><b><i>Preside un Progetto che racconta il percorso di crescita e se vogliamo di vita di giovani alunni della scuola primaria. Quanto è importante documentare e promuovere il lavoro che viene svolto in questo percorso di crescita così importante?</i></b></p>
<p class="p1"><i>La documentazione rappresenta un momento preciso e importante dell’attività didattica, è </i>una traccia, una memoria di eventi considerati significativi, di situazioni, di stili educativi, di scelte effettuate ad hoc che si intende controllare. Quando il docente documenta il percorso svolto con gli alunni compie una riflessione, per così dire, a distanza rispetto a ciò che intendeva fare o ha fatto sul momento, ha inoltre la possibilità di riguardare con distacco la sua azione per riflettere, in questo caso a posteriori, sulle scelte di contenuto, didattiche, metodologiche e di comunicazione effettuate, sul loro senso ed efficacia.</p>
<p class="p1">La documentazione ha valore anche verso l’esterno perché permette di creare reti tra scuole e agenzie del territorio.</p>
<p class="p1"><b><i>Cosa pensa del rapporto tra scuola ed editoria in contesti così innovativi volti alla promozione del valore della divulgazione del lavoro che viene svolto nel ciclo della scuola primaria?</i></b></p>
<p class="p1"><i>Sono favorevole nella misura in cui la scuola mantenga la sua autonomia nelle scelte progettuali operate dal collegio docenti. </i></p>
<p class="p1"><b><i>Questa iniziativa pensa possa divenire un modello, uno strumento da consolidare per valorizzare e promuovere il ciclo di studi della scuola primaria?</i></b></p>
<p class="p1"><i>Certamente come ogni iniziativa di spessore può e deve essere replicabile. La possibilità di documentare l’azione didattica di alunni della scuola primaria evidenzia l’importanza che tale ciclo riveste nella vita scolastica snodandosi lungo </i><b><i>u</i></b><i>n arco di tempo fondamentale per l’apprendimento e lo sviluppo degli alunni, durante il quale si costruiscono e si acquisiscono gradualmente le competenze indispensabili per continuare ad apprendere a scuola e lungo l’intero arco della vita.</i></p>
<p class="p1"><b><i>Dare l’opportunità ai bambini di essere protagonisti e diventare autori di quello che hanno appreso e delle esperienze vissute, che lettura da di tutto questo?</i></b></p>
<p class="p1"><i>La pedagogia e più dettagliatamente </i>la teoria dell&#8217;apprendimento situato ci insegnano che la conoscenza non è un insieme di nozioni teoriche apprese, ma frutto di un processo dinamico, cioè della partecipazione attiva di un soggetto all&#8217;interno di un contesto, data dall&#8217;interazione con gli altri membri e la situazione circostante. Pertanto il protagonismo degli alunni nelle attività come quella svolta presso la scuola primaria San Giuseppe ha creato una situazione motivante e ha dato una finalità tangibile generando negli alunni desiderio di fare bene e vedere quindi il proprio articolo pubblicato. È quella che il grande pedagogista Phlippe Meirieu chiama &#8220;pedagogia del capolavoro&#8221;, ovvero la conoscenza che si trasforma in creazione personale.</p>
<p class="p1"><b><i>Un Magazine a diffusione nazionale che rimane però attento ai valori del territorio in cui nasce la propria storia e che sostiene iniziative volte alla sensibilizzazione dell’editoria e dei territori che valore ha tutto questo per una comunità scolastica?</i></b></p>
<p class="p1"><i>Rappresenta il valore aggiunto, il contatto con il territorio, la possibilità di esportare le proprie competenze, i risultati, le idee, per condividerle, e perché no ripensarle e migliorare.</i></p>
<p class="p1"><b><i>Quale impatto positivo evidenzia nel Progetto promosso da La Città Magazine e dall’ICS Savini – San Giuseppe- San Giorgio”?</i></b></p>
<p class="p1"><i>Rispondo con parole chiave: Motivazione, interesse, curiosità, attesa…tutti ingredienti indispensabili per costruire una delle competenze fondamentali: imparare ad imparare e continuare a farlo per tutta la vita.</i></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-7689" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/Adriana-Sigismondi-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/Adriana-Sigismondi-224x300.jpg 224w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/Adriana-Sigismondi.jpg 542w" sizes="(max-width: 224px) 100vw, 224px" /></p>
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		<title>Un battesimo di fuoco: spazio ai ragazzi mentre soffiano venti di guerra.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2022 07:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Junior]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tenere a battesimo qualcuno o qualcosa è sempre fonte di emozione. Se poi si tratta di un’iniziativa editoriale che è emozionante di suo ed è anche fonte di un certo orgoglio per quello che vorremmo rappresentasse nel quadro delle nostre strategie (e sinergie) di gruppo, allora il piacere e la soddisfazione di fare una “versione [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Tenere a battesimo qualcuno o qualcosa è sempre fonte di emozione. Se poi si tratta di un’iniziativa editoriale che è emozionante di suo ed è anche fonte di un certo orgoglio per quello che vorremmo rappresentasse nel quadro delle nostre strategie (e sinergie) di gruppo, allora il piacere e la soddisfazione di fare una “versione dell’editore” di apertura diventano impareggiabili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’idea di un </span><i><span style="font-weight: 400;">format</span></i><span style="font-weight: 400;"> “junior” del nostro magazine potrebbe sembrare poco originale, se ci limitassimo a guardare al panorama editoriale nazionale anche solamente nel recente passato. Eppure, così come siamo riusciti a creare qualcosa di innovativo, prima di tutto nei “contenuti”, per </span><i><span style="font-weight: 400;">LaCittàMagazine</span></i><span style="font-weight: 400;">, siamo sicuri di inaugurare qualcosa di altrettanto nuovo ed entusiasmante per i più giovani. Il punto di partenza, in realtà, è proprio la ricerca di contenuti che arrivino prima di tutto dagli stessi ragazzi. Una volontà, chiara e definita, di accreditare nuovi autori tra i giovani e i giovanissimi; dare spazio, voce, attenzione e, quindi, ascolto, ai pensieri, ai valori, alle richieste (esplicite e recondite), ai sogni e alle visioni dei cittadini, delle donne e degli uomini del futuro. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un tentativo, il nostro, tutt’altro che fugace ed estemporaneo, di interagire a tutto tondo con un mondo al quale solitamente, noi adulti, riserviamo più parole che occhi e orecchie attenti, verso il quale inviamo molti input ma dal quale raccogliamo, per distrazione o per sottovalutazione, pochi feedback. I nostri ragazzi hanno molto da dire, ma faticano sempre di più a trovare spazi e modalità in grado di favorire e agevolare una loro completa apertura. Che sia per mancanza di allenamento e di occasioni o che dipenda da una sorta di “sfiducia” che i ragazzi si sentono sistematicamente addosso quando c’è da dire o da fare qualcosa di serio e di importante, il punto è che senza il loro apporto si perde tanto. Ci perdiamo tutti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Certo, sarà difficile e impegnativo trovare e riuscire a dare spazio a voci e pensieri originali, spontanei, liberi, perfino divergenti, tra i ragazzi, affinché anche in questo nuovo magazine ci sia continuità con le scelte che hanno animato le altre esperienze editoriali del gruppo. Abbiamo visto, infatti, come troppo spesso i giovani possano essere (e risultare) indottrinati, inquadrati e omologati, finendo per venire strumentalizzati solo per aggiungere, ad una narrazione preimpostata, messaggi (subliminali) che parlano, con il volto e la voce di un bambino, “alla pancia” delle persone. Di certo, non è lo scopo di questo magazine “junior” rinforzare e veicolare i pensieri degli adulti per tramite di “piccoli scrivani”. Crediamo veramente nella forza dei ragazzi, desideriamo veramente “scovare” giovanissimi autori che ci dicano cose nuove e che ci mostrino quello che i nostri occhi appesantiti e disillusi non riescono più a vedere; vogliamo veramente che utilizzino lo spazio che abbiamo pensato per loro per riprendersi, con grinta e coraggio, il posto che meritano nel dialogo e nel dibattito della “loro” società. E già, perché più che nostra, ogni giorno che passa, questa è e sarà la loro società, il loro prossimo mondo.</span></p>
<p style="text-align: right;">Giampiero Ledda</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Mostriciattolo fantasma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2022 07:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Junior]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ascolto della lettura dell&#8217;insegnante: «Così riusciremo a sconfiggere quel mostriciattolo fantasma» dello psicoterapeuta Alberto Pellai. &#8211; Scrivi una riflessione sulla paura che provi in questo momento nei confronti del &#8220;mostriciattolo fantasma&#8221;. &#8211; Poi scrivi un messaggio di speranza. Il mostriciattolo non è altro che un virus, ha già fatto tanti morti ed io ho paura [&#8230;]</p>
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<table class="t1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td class="td1" valign="middle"></td>
<td class="td2" valign="middle">
<p class="p3"><b>Ascolto della lettura dell&#8217;insegnante: «Così riusciremo a sconfiggere quel mostriciattolo fantasma» dello psicoterapeuta Alberto Pellai. &#8211; Scrivi una riflessione sulla paura che provi in questo momento nei confronti del &#8220;mostriciattolo fantasma&#8221;. &#8211; Poi scrivi un messaggio di speranza.</b></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p class="p3">Il mostriciattolo non è altro che un virus, ha già fatto tanti morti ed io ho paura di diventare uno di loro. Ma finché restiamo in quarantena non può succedere niente! Il problema però è che abbiamo una quarantena pericolosa perché siamo in cinque in una casa ed abbiamo dei vicini che vanno a lavorare. Poi ho paura che, anche se noi non abbiamo il coronavirus, papà lo possa avere perché potrebbe essere uscito e potrebbe essere asintomatico. Siamo messi anche un po’ male perché mio nonno ha la bronchite da tanto tempo, io ho il raffreddore e mia madre ha l’allergia al polline. E noi siamo immersi nei fiori!!!</p>
<p class="p3">Cerco sempre di tenere mia mamma in casa ma lei dice che vuole scappare ed io mi preoccupo… Mi preoccupo anche che papà possa tornare a lavorare senza che io lo sappia e interrompere così la quarantena.</p>
<p class="p3">Mamma mi dice che oggi finiamo la quarantena e quindi non c’è più niente di cui preoccuparsi se rimaniamo in casa. E mi dice anche che lei scherza e papà per ora non uscirà. Però io vorrei che lui me lo promettesse.</p>
<p class="p3">Invece non ho paura di restare senza mangiare perché mia madre ha trovato un sito dove si fa spesa on line e arriva in un giorno. E poi abbiamo una scorta gigante di frutta, verdura, carne, pesce, acqua e farinacei!</p>
<p class="p3">Mi mancano i miei compagni ed i miei amici. Vorrei tanto stare con loro e con mio cugino Leo.</p>
<p class="p3">Però non è la prima volta che l’uomo affronta una brutta malattia, come la SARS. Quando finirà anche il coronavirus potremmo ricavare da questa esperienza molti insegnamenti. Penso sia agli insegnamenti scientifici sia alla capacità di affrontare le emergenze. Anche io posso sfruttare questo periodo per migliorare le mie difficoltà, come la scrittura, perché ho il tempo di lavorarci.</p>
<p class="p6"><b>ALESSANDRO</b></p>
<p class="p8">La mia paura su questo virus è che ci ucciderà tutti e di perdere le persone a cui tengo.</p>
<p class="p8">Spero che tutti seguano le regole così staremo meglio.</p>
<p class="p6"><b>LEONARDO D.L</b>.</p>
<p class="p8">Io provo paura perché non abbiamo delle cure esatte e ci sono più di mille persone malate che hanno questo virus.</p>
<p class="p8">Spero andrà tutto bene.</p>
<p class="p6"><b>LORENZO C.</b></p>
<p class="p8">Quando ho paura mi vengono i brividi alla pancia e la gola mi si chiude come se ci fosse un tappo. Appena sono da sola lo sciolgo piangendo. All’inizio della pandemia ero molto preoccupata poi, visto che a Teramo ci sono pochi contagiati, mi sono tranquillizzata ovviamente non del tutto ma quasi.</p>
<p class="p6"><b>GIULIA C.</b></p>
<p class="p8">Io non ho paura del “mostriciattolo fantasma” detto coronavirus perché vedo i miei genitori che sono sinceri e rispettano tutte le regole che vengono date. Così le rispetto anch’io e sono tranquilla come loro.</p>
<p class="p8">Spero che questo mostriciattolo vada via così tutti possiamo tornare alla vita di sempre e che le persone malate guariscano.</p>
<p class="p6"><b>GIULIA G.</b></p>
<p class="p8">Da tanti giorni ormai questo “mostriciattolo fantasma” è il protagonista delle nostre giornate. Per colpa sua non possiamo uscire di casa, non possiamo andare a scuola, non possiamo incontrare i nostri amici, insomma tante cose improvvisamente sono cambiate. All’inizio non ero spaventato perché ne sentivo parlare, ma si trovava in Cina, poi invece è arrivato in Italia e ho iniziato a preoccuparmi, soprattutto quando ho sentito che anche noi bambini potevamo essere contagiati. Io rispetto le regole e tutti dobbiamo farlo perché così il “mostriciattolo fantasma” andrà via e tutto si risolverà.</p>
<p class="p8">Ringrazio tutti i medici e gli infermieri che ogni giorno salvano tante vite. Sono sicuro che presto riabbraccerò i miei compagni di scuola e le mie maestre che mi mancano tanto. Ogni cosa tornerà come prima e sarà una grande festa.</p>
<p class="p8">UNITI CE LA FAREMO!</p>
<p class="p6"><b>LEONARDO L.</b></p>
<p class="p8">Io so poco di questo coronavirus, ma il poco che so mi basta a capire che è un brutto mostriciattolo pericoloso che va in giro a contagiare le persone.<span class="Apple-converted-space">  </span>Ed è per questo motivo che ci fa stare chiusi in casa, senza poter giocare, vedere i nonni e i miei amici. Mi fa tanta paura perché uccide le persone, specialmente quelli più anziani. Ed io sono preoccupato per i miei nonni. Non ne voglio perdere un altro!<span class="Apple-converted-space">  </span>Quando sento le sirene ho tanta paura, perché penso che lì dentro ci sono i malati.</p>
<p class="p8">Spero che questo mostriciattolo se ne vada presto, perché non mi piace stare rinchiuso. Vorrei abbracciare tanto i miei nonni e tutte le persone che mi mancano.</p>
<p class="p6"><b>LORENZO D.F.</b></p>
<p class="p3">Il mostriciattolo fantasma come lo ha definito lo psicoterapeuta Pellei, è un virus molto potente che si è diffuso in tutto il mondo e ha causato tanti morti.</p>
<p class="p3">Io pensavo che al coronavirus avessero dato la corona perché è il virus più forte e potente del mondo, invece ho visto le foto ed era simile alla corona di spine che hanno messo in testa a Gesù.</p>
<p class="p3">Si vive malissimo con il coronavirus perché bisogna stare sempre a casa e a me sembra di vivere in una gabbia chiusa senza poter fare niente.</p>
<p class="p3">A me non piace stare a casa perché non posso uscire, non posso fare sport, non posso vedere i miei amici e non posso fare i viaggi.</p>
<p class="p3">Il 20 marzo è il mio compleanno e non posso festeggiarlo, questa cosa mi rende molto triste. Inoltre ad aprile dovevo andare a Londra con la mia amica Sofia e pensavo che fosse la cosa più bella del mondo, invece non possiamo partire e non si sa quando possiamo andare.</p>
<p class="p3">La mia paura è di essere contagiata, io e la mia famiglia, perché quando vedo la televisione mi spavento perché ci sono tanti morti, allora spero che finisce questa vita brutta e torna la vita normale.</p>
<p class="p9"><b>LUDOVICA</b></p>
<p class="p3">Io non ho paura perché sto a casa e quindi io non mi preoccupo di niente, tranne di una cosa: mi preoccupo di tutti gli altri sia buoni che cattivi.</p>
<p class="p3">Sia buoni che cattivi ci salveremo quasi tutti.</p>
<p class="p9"><b>MADDALENA</b></p>
<p class="p3">In questo momento provo un po&#8217; di paura perché penso che questo mostriciattolo potrebbe entrare nella nostra casa e ancor peggio nella casa dei miei nonni. Io e la mia famiglia stiamo seguendo le regole: stiamo in casa, se abbiamo bisogno di qualcosa esce solo mamma o papà, ci laviamo sempre le mani e non ci mangiamo le unghie (io mi ci sto impegnando molto a non mangiarle), starnutiamo nel gomito ecc…, insomma seguiamo tutte le regole per sconfiggere il coronavirus al più presto.</p>
<p class="p3">Tutti noi seguendo le regole possiamo aiutare dottori e scienziati: i dottori avranno meno persone in ospedale da curare, gli scienziati potranno studiarlo meglio e trovare la cura. Sono molto speranzosa che presto tutto passerà e potremmo rincontrare i nostri amici e uscire all’aperto.</p>
<p class="p9"><b>MARZIA</b></p>
<p class="p3">Io conosco la paura ed è un sentimento che non è bello provare. La paura ci fa stare male, ci fa essere tristi e ci fa preoccupare per noi e per le persone a cui vogliamo bene. In questo momento, di paura ne stiamo provando tanta ed è tutta colpa di questo mostriciattolo fantasma che vorrebbe venire a vivere nel nostro corpo e farci ammalare.</p>
<p class="p3">Per fortuna ci sono le regole da rispettare, dei bravi dottori a guarirci, i giochi da fare a casa, i compiti di scuola e le video chiamate con gli amici e i parenti ci aiutano a non pensare alla paura.</p>
<p class="p3">Il mio messaggio di speranza è indirizzato a tutte le persone del mondo che in questo momento soffrono per colpa di quel mostriciattolo del coronavirus. Tutti insieme lottando e seguendo le regole riusciremo a sconfiggere il coronavirus e finalmente torneremo ad incontrarci, abbracciarsi e a volersi bene più di prima.</p>
<p class="p6"><b>NOEMI</b></p>
<p class="p8">Io non ho paura del coronavirus perché è un’influenza che si può battere se si rispettano delle regole. Però ho paura che i genitori e i nonni si possano ammalare.</p>
<p class="p8">Gli scienziati, gli infermieri e i dottori (come la zia Sara e lo zio Vittorio) stanno lavorando tutti i giorni per noi quindi spero che quando il coronavirus sparirà, potranno avere tanti giorni di ferie (e la zia e lo zio tornano da noi).</p>
<p class="p6"><b>SIMONE</b></p>
<p class="p8">Il coronavirus ha creato molta paura in tuta Italia perché ci sono stati parecchi morti. Io personalmente non ho molta paura perché sto sempre a casa e rispetto tutte le regole per non infettarmi: esco solo se ho bisogno usando la mascherina, mi lavo spesso le mani con sapone liquido e resto a casa. La grande paura che ho è che possa morire mia nonna Lucia, poiché soffre di cuore. Spero che passi tutto in fretta e si ritorni presto alla normalità: andare a scuola e giocare nei parchi pubblici.</p>
<p class="p6"><b>SOFIA</b></p>
<p class="p8">Io ho paura del virus perché è troppo forte, ma anche perché puoi morire o sopravvivere; è per questo che ho paura di morire, per esempio se vado al parco posso morire perché ci sono i virus e cose del genere e per questo dobbiamo fermarci nelle nostre case. Seguiamo il nostro futuro, abbiamo speranza in voi.</p>
<p class="p8">Grazie mille perché aiutate tutti quelli che hanno il coronavirus e quelli che non ce l’hanno. Grazie per aiutarci a combattere quel mostriciattolo orribile. Seguiamo il nostro cammino futuro. Abbiamo speranza in voi.</p>
<p class="p6"><b>VICTORIA</b></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Intervista all’Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Teramo Andrea Core</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2022 07:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Junior]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Assessore la scuola è elemento fondamentale della crescita civile di una comunità. Essere Assessore alla pubblica istruzione della Città di Teramo significa anche avere la responsabilità di uno dei sistemi scolastici più importanti della Provincia per plessi, personale docente ed alunni. Oggi Teramo è la prima città in cui prende vita un progetto molto innovativo. [&#8230;]</p>
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<p class="p1">Assessore la scuola è elemento fondamentale della crescita civile di una comunità. Essere Assessore alla pubblica istruzione della Città di Teramo significa anche avere la responsabilità di uno dei sistemi scolastici più importanti della Provincia per plessi, personale docente ed alunni. Oggi Teramo è la prima città in cui prende vita un progetto molto innovativo. Il Progetto La Città Magazine Primary School un progetto innovativo che racconta il percorso di crescita e le sensibilità degli alunni che, guidati dal corpo docente, hanno rappresentato con i propri lavori la loro sensibilità ed il loro curioso e limpido punto di vista.</p>
<p class="p1"><b><i>Assessore quanto è importante oggi il ruolo dell’istituzione scolastica e quanto è complessa in realtà urbane come quelle della Città di Teramo?</i></b></p>
<p class="p1">È la nostra bellissima Costituzione a ricordarci quale sia il valore imprescindibile dell’istruzione. Non a caso si parla di Istituzione scolastica, poiché essa rappresenta uno degli architrave fondamentali per il nostro futuro: non esiste alcun futuro possibile se non si comprende quanto sia importante investire nell’istruzione come palestra di vita e come luogo di crescita individuale e collettiva. Oggi, a seguito di numerose riforme, le competenze in materia scolastica sono ripartite tra tutti i livelli istituzionali, dallo Stato alle Regioni fino a province e Comuni; questo può rappresentare un punto di criticità se si pensa al rimpallo di responsabilità che ne può derivare, ma al tempo stesso trasmette un messaggio assai forte: nessuno può definirsi estraneo nella definizione del percorso di istruzione e formazione, ma piuttosto ognuno deve partecipare, con tempi e forme diverse, a dare centralità all’istruzione. In un Comune capoluogo come Teramo, dove fisiologicamente insiste il maggior numero di Istituzioni scolastiche della Provincia, la sfida è più complessa ed al tempo stesso stimolante: fare sintesi tra esigenze contingenti diverse dando però una visione comune.</p>
<p class="p1"><b><i>Il valore del racconto di un percorso scolastico così formativo come quello del ciclo della primaria all’interno di un progetto così innovativo, quanto è importante per la memoria di una comunità cittadina? </i></b></p>
<p class="p1">Il ciclo della primaria, il primo della così detta scuola dell’obbligo, è sicuramente tra i più importanti, essendo chiamato a fissare le basi per la crescita di ogni studentessa e studente, per la scoperta delle proprie vocazioni, delle proprie passioni, dei propri interessi. È ovvio, però, che non si possa guardare al proprio futuro senza conoscere il proprio passato: di qui il valore inestimabile della memoria, ancor più memoria della propria comunità. Ogni progetto che parte da questa visione, che fissa questo obiettivo, avrà sempre l’appoggio dell’Amministrazione comunale.</p>
<p class="p1"><b><i>Questo primo Progetto racconta il valore di un percorso scolastico in un percorso di crescita dei bambini molto importante, pensa possa essere un modello da poter ripetere anche per altri Istituti e la Città di Teramo?</i></b></p>
<p class="p1">Essere alla guida di un progetto pilota significa esplorare nuove strade: si può sbagliare certo, come è fisiologico che sia quando ci si interfaccia con qualcosa di nuovo, ma sicuramente alla fine del percorso si avrà il merito di aver lasciato un nuovo segno. L’invito è quello di andare avanti, tracciare una strada, farlo con occhi diversi, ossia con gli occhi e la voce di chi vive l’Istituzione scolastica ogni giorno. Questo porterà sicuramente ad essere un modello da replicare.</p>
<p class="p1"><b><i>Nel mondo di oggi i media vanno sempre più veloci, cosa ne pensa invece di un Magazine a diffusione nazionale che invece rimane attento ai valori del territorio ponendosi al servizio di una comunità scolastica della Città?</i></b></p>
<p class="p1">La nostra città nel tempo ha perso molti dei suoi punti di riferimento istituzionali, molti di quelli che una volta erano definiti presidi per il territorio. Personalmente credo che anche i mezzi di informazione, carta stampata su tutti, siano fondamentali per la crescita sociale, culturale ed economica di un territorio: a Teramo ne abbiamo davvero bisogno. Per questo credo che quello da voi descritto possa essere molto più che importante, quasi fondamentale. Buon lavoro!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-7687" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/Andrea-Core-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/Andrea-Core-300x225.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/Andrea-Core-1024x768.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/Andrea-Core-768x576.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/Andrea-Core-696x522.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/Andrea-Core-1068x801.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/Andrea-Core-80x60.jpg 80w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/Andrea-Core-265x198.jpg 265w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/Andrea-Core-1320x990.jpg 1320w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/Andrea-Core-600x450.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/Andrea-Core.jpg 1412w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Intervista Magnifico Rettore Università di Teramo Prof. Dino Mastrocola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2022 07:00:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Progetto La Città Magazine Primary School rappresenta un progetto unico nel panorama scolastico nazionale che pone l’attenzione al racconto ed alla documentazione del percorso didattico di alcune classi della scuola primaria prendendo spunto da un tema al momento attuale come la guerra. Un progetto innovativo che racconta il percorso di crescita e le sensibilità [&#8230;]</p>
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<p class="p1">Il Progetto La Città Magazine Primary School rappresenta un progetto unico nel panorama scolastico nazionale che pone l’attenzione al racconto ed alla documentazione del percorso didattico di alcune classi della scuola primaria prendendo spunto da un tema al momento attuale come la guerra. Un progetto innovativo che racconta il percorso di crescita e le sensibilità degli alunni che, guidati dal corpo docente, hanno rappresentato con i propri lavori la loro sensibilità ed il loro curioso e limpido punto di vista. Un modo per dare loro voce e spazio critico e creativo.</p>
<p class="p1"><b><i>Magnifico Rettore questo Progetto racconta il percorso di crescita e se vogliamo di vita di giovani alunni della scuola primaria partendo da un tema al momento molto attuale come quello della guerra. Quanto è importante documentare e promuovere il lavoro che viene svolto in questa percorso di crescita così importante anche in termini valoriali?</i></b></p>
<p class="p1">Innanzitutto devo dire che mi sembra di grande interesse tentare di riflettere su un intero percorso didattico, un ciclo della scuola primaria, a partire da un tema di attualità come la guerra. Un tema così complesso e importante consente di riflettere sulla natura umana, sull’importanza della pace, sui precedenti storici, richiamando argomenti e insegnamenti che hanno caratterizzato un intero percorso formativo. Documentare e promuovere un lavoro di cinque anni significa consolidare la propria crescita. Inoltre costruire contenuti giornalistici, seguiti da autori esperti, può essere per i bambini un’occasione preziosa per riflettere, definire meglio i propri pensieri, costruire la propria identità, discutere con gli altri.</p>
<p class="p1"><b><i>Cosa pensa del rapporto tra scuola ed editoria in contesti così innovativi volti alla promozione del valore della divulgazione del lavoro che viene svolto nel ciclo della scuola primaria?</i></b></p>
<p class="p1">Il rapporto tra editoria e scuola in un progetto di questo tipo mi sembra assolutamente virtuoso perché l’editoria si mette in gioco e offre l’opportunità alla scuola di diffondere e divulgare il proprio lavoro, consolidando il percorso di crescita umano e culturale dei bambini. Sarebbe importante estendere questa iniziativa anche alle scuole medie e alle scuole superiori perché si tratta di un lavoro utilissimo anche nell’ottica di eventuali approfondimenti universitari.</p>
<p class="p1"><b><i>Questo primo Progetto pensa possa avere anche un interesse sociologico magari utile anche ad un accostamento con le attività di ricerca dell’Università?</i></b></p>
<p class="p1">Certo, perché in fondo si tratta di un laboratorio di scrittura e di produzione di idee, con tecniche di insegnamento e di apprendimento che possono essere molto innovative, e quindi di interesse per la ricerca universitaria. Noi nel nostro Ateneo cerchiamo sempre di riflettere e di tenerci aggiornati sulle nuove tecniche della didattica, e un progetto come la Città Magazine Primary School può diventare un osservatorio molto interessante anche dal punto di vista sociologico.</p>
<p class="p1"><b><i>Un Magazine a diffusione nazionale che rimane<span class="Apple-converted-space">  </span>attento ai valori del territorio in cui fonda la propria storia che valore ha tutto questo?</i></b></p>
<p class="p1">L’attenzione per il proprio territorio è lodevole, così come è apprezzabilissimo lo sforzo di unire editoria, scuola, giornalismo. In modalità diverse è quello che deve fare l’Università: avere uno sguardo nazionale e un respiro internazionale, sempre mantenendo una presa sul proprio territorio attraverso collaborazioni, progetti, iniziative culturali e imprenditoriali.</p>
<p class="p1"><b><i>Quale elemento positivo ed innovativo evidenzia nel Progetto promosso da La Città Magazine e dall’ICS Savini – San Giuseppe- San Giorgio”?</i></b></p>
<p class="p1">Mi sembra particolarmente innovativa l’idea di partire da un tema, in questo caso la guerra, per far riflettere i bambini di una classe quinta sul proprio percorso di studi della scuola primaria, richiamando nozioni, facendo collegamenti, discutendo, scrivendo. Non è semplice pensare un progetto del genere per dei bambini, e questo rende l’iniziativa particolarmente originale e interessante.</p>
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		<item>
		<title>Intervista al Sindaco del Comune di Teramo Gianguido D’Alberto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2022 07:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Junior]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Signor Sindaco, la scuola è elemento fondamentale della crescita civile di una comunità. Essere alla guida della Città Capoluogo di Provincia significa anche avere la responsabilità e l’opportunità di confrontarsi, ascoltare e far fronte a moltissime esigenze di una comunità scolastica molto importante. Teramo è la prima città in cui prende vita un progetto molto [&#8230;]</p>
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<p class="p1">Signor Sindaco, la scuola è elemento fondamentale della crescita civile di una comunità. Essere alla guida della Città Capoluogo di Provincia significa anche avere la responsabilità e l’opportunità di confrontarsi, ascoltare e far fronte a moltissime esigenze di una comunità scolastica molto importante. Teramo è la prima città in cui prende vita un progetto molto innovativo. Il Progetto La Città Magazine Primary School rappresenta un progetto unico nel panorama scolastico nazionale che pone l’attenzione al racconto ed alla documentazione del percorso didattico di alcune classi della scuola primaria. Un progetto innovativo che racconta il percorso di crescita e le sensibilità degli alunni che, guidati dal corpo docente, hanno rappresentato con i propri lavori la loro sensibilità ed il loro curioso e limpido punto di vista.</p>
<p class="p1"><b><i>Signor Sindaco quanto è importante oggi il ruolo dell’istituzione scolastica nell’evoluzione sempre più rapida della società?</i></b></p>
<p class="p2">L’istituzione scolastica, non solo oggi, ha sempre ricoperto un ruolo di straordinario valore. Non a caso<span class="Apple-converted-space">  </span>Piero Calamandrei, tra i nostri padri costituenti, la interpretava come un organo costituzionale, centrale nell’assetto democratico, proprio per il suo contributo a formare la classe dirigente del nostro Paese, da non ricondurre soltanto alla classe politica, ma che intendeva estendere anche in senso culturale e tecnico.</p>
<p class="p2">Oggi, in una società in continua e rapida evoluzione, il ruolo della scuola diventa ancora più centrale, rappresentando quel luogo dove convivono le diversità, intese non come ostacoli ma come risorse, un luogo dove viene premiata e valorizzata la meritocrazia, rafforzata l’autostima e la consapevolezza di sé, un luogo dove abituarsi al dialogo ed al confronto, un<span class="Apple-converted-space">  </span>cantiere dove ciascuno può edificare la propria conoscenza,<span class="Apple-converted-space">  </span>dove imparare a non essere mai indifferenti e dove riscoprire, proprio attraverso la conoscenza, quello che è il vissuto di questi anni di pandemia, della guerra che investe non solo l’Europa, di quelle catastrofi naturali che abbiamo vissuto negli ultimi anni.</p>
<p class="p2">La vera sfida a cui oggi l’istituzione scolastica viene chiamata quotidianamente è inoltre quella di fornire ai giovani,<span class="Apple-converted-space">  </span>in un mondo che cambia a ritmi impensabili fino a qualche decennio fa, strumenti dinamici per leggere e interpretare la realtà, senza<span class="Apple-converted-space">  </span>mai perdere di vista quei valori scolpiti nella nostra Costituzione.</p>
<p class="p1"><b><i>Il valore del racconto di un percorso scolastico così formativo come quello del ciclo della primaria all’interno di un progetto così innovativo, quanto è importante per la memoria di una comunità cittadina? </i></b></p>
<p class="p1">Il racconto di un percorso scolastico, soprattutto quando coinvolge i più piccoli e quando, come in questo caso, li porta a confrontarsi con temi di attualità così importanti, credo sia sempre di fondamentale importanza. Va infatti a fotografare e a consegnare alla memoria cittadina non solo un’esperienza educativa ma anche e soprattutto la visione e la lettura del mondo da parte dei bimbi, che con la loro innocenza e assenza di infrastrutture mentali, sono i testimoni più sinceri del nostro tempo.</p>
<p class="p1"><b><i>Questo primo Progetto pensa possa essere un modello da poter ripetere anche per altri Istituti e la Città di Teramo<span class="Apple-converted-space">  </span>che ruolo potrebbe svolgere nel promuoverlo?</i></b></p>
<p class="p1">S<i>i, sono convinto che questa esperienza possa rappresentare un esempio da esportare in tutti gli istituti. Il racconto, in tutte le sue forme, rappresenta un vero e proprio valore dal punto di vista educativo e pedagogico e credo che questo progetto potrà raccontare anche il vissuto degli studenti sulla ricostruzione di tutto il patrimonio scolastico comunale che, grazie ai fondi intercettati in questi ultimi 4 anni, consentirà ai nostri figli di poter avere scuole più sicure. Come Comune il nostro ruolo potrà essere quello di<span class="Apple-converted-space">  </span>promuovere l’inserimento del progetto in un contesto educativo più ampio. </i></p>
<p class="p1"><b><i>Un Magazine a diffusione nazionale che rimane però attento ai valori del territorio in cui affonda le proprie radici e la propria storia ponendosi al servizio di una comunità scolastica della Città, che valore ha tutto questo per la comunità di Teramo?</i></b></p>
<p class="p1">Credo che il rapporto tra i mezzi di informazione e la scuola sia di fondamentale importanza per lo sviluppo di un senso critico da parte dei nostri giovani e per offrire loro ulteriori strumenti per conoscere e interpretare la realtà del nostro tempo. Per questo non possiamo che riconoscere un valore positivo ad esperienze che, come in questo caso, si mettono a disposizione dell’istituzione scolastica con l’obiettivo di promuovere, insieme agli insegnanti, il percorso di crescita dei più piccoli.</p>
<p class="p1"><b><i>Quale impatto positivo evidenzia nel Progetto promosso da La Città Magazine e dall’ICS Savini – San Giuseppe- San Giorgio” nel contesto della rete scolastica della Città di Teramo?</i></b></p>
<p class="p1"><b><i>I</i></b><i>l progetto promosso da La Città Magazine credo abbia avuto il merito di proseguire su quel percorso che l’Istituto comprensivo Savini, San Giuseppe, San Giorgio aveva avviato già con il progetto Raccontiamo Teramo. In questo senso, come già accennato in una delle precedenti risposte, questa esperienza può rappresentare un modello da esportare negli altri istituti, avendo come impatto positivo quello di fornire gli studenti, e quindi la rete scolastica, di nuovi strumenti di confronto e lettura della realtà.</i></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Intervista Assessore Regionale Pietro Quaresimale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2022 07:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Junior]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Progetto La Città Magazine Primary School rappresenta un progetto unico nel panorama scolastico nazionale che pone l’attenzione al racconto ed alla documentazione del percorso didattico di alcune classi della scuola primaria. Un progetto innovativo che racconta il percorso di crescita e le sensibilità degli alunni che, guidati dal corpo docente, hanno rappresentato con i [&#8230;]</p>
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<p class="p1">Il Progetto La Città Magazine Primary School rappresenta un progetto unico nel panorama scolastico nazionale che pone l’attenzione al racconto ed alla documentazione del percorso didattico di alcune classi della scuola primaria. Un progetto innovativo che racconta il percorso di crescita e le sensibilità degli alunni che, guidati dal corpo docente, hanno rappresentato con i propri lavori la loro sensibilità ed il loro curioso e limpido punto di vista.</p>
<p class="p1"><b><i>Assessore un Progetto che racconta il percorso di crescita e se vogliamo di vita di giovani alunni della scuola primaria. Quanto è importante documentare e promuovere il lavoro che viene svolto in questa percorso di crescita così importante?</i></b></p>
<p class="p1"><i> La capacità di documentare esperienze di qualsiasi natura è già di per se un processo di crescita importante che testimonia un livello alto e qualitativo di maturità. In questo senso ritengo che il progetto promosso da La Città in uno degli istituti scolastici più importanti della città di Teramo abbia rappresentato un momento di crescita da parte di tutti gli attori del progetto: dai più piccoli, ai docenti, ai collaboratori della testata giornalistica. La documentazione di tutto questo diventa dunque un&#8217;esigenza legata non solo alla natura prettamente giornalistica del periodico, ma anche al modo di essere della scuola che deve essere sempre aperta e inclusiva, pronta a recepire le esperienze più ricche e importanti. </i></p>
<p class="p1"><b><i>Cosa pensa del rapporto tra scuola ed editoria in contesti così innovativi volti alla promozione del valore della divulgazione del lavoro che viene svolto nel ciclo della scuola primaria?</i></b></p>
<p class="p1"><i> La sincronia tra scuola ed editoria, anche se sperimentale, permetterà di raccontare e documentare in maniera più fattiva tutto il percorso progettuale e assurgere a modello da ripetere in futuro. Accolgo quindi la sinergia tra scuola ed editoria in maniera positiva e favorevole, soprattutto in un contesto così innovativo che sicuramente andrà a valorizzare e divulgare il lavoro e l’elaborato svolto dai bambini della scuola primaria. Per questo, faccio un personale plauso a La Città Magazine e all’Istituto Comprensivo Savini &#8211; San Giuseppe – San Giorgio.</i></p>
<p class="p1"><b><i>Questo primo Progetto pensa possa essere un modello da poter ripetere anche per altri Istituti e la Regione che ruolo potrebbe svolgere nel promuoverlo?</i></b></p>
<p class="p1"><b><i> </i></b><i>Questo progetto sperimentale deve elevarsi a modello anche per altri Istituti scolastici, è chiaro che iniziative come questa non possono che giovare al mondo della scuola che ha nel suo Dna la &#8220;trasmissione del sapere&#8221;, per questo, tali iniziative vanno ripetute in futuro e prese ad esempio anche con il coinvolgimento delle varie Istituzioni del territorio. In questo senso, bisogna guardare al coinvolgimento anche della Regione che sicuramente sarà pronta a fare la sua parte su scala regionale per le varie tematiche proposte come ad esempio quelle sul bullismo e cyberbullismo.</i></p>
<p class="p1"><b><i>Un Magazine a diffusione nazionale che rimane però attento ai valori del territorio in cui nasce la propria storia che valora tutto questo?</i></b></p>
<p class="p1"><i>L&#8217;informazione e l&#8217;editoria in questi anni stanno mostrando i segni di una crisi figlia soprattutto di un nuovo approccio del grande pubblico verso l&#8217;informazione. Sono cambiati i modi e i costumi del consumatore finale e il mondo dell&#8217;editoria questo cambiamento lo sta ancora metabolizzando. Eppure, nonostante questo mondo sia in continua evoluzione, l&#8217;informazione locale riesce a mantenere un certo appeal proprio perché non ha mai abbandonato la mission principale: raccontare il territorio in tutte le sue sfaccettature con le testimonianze dirette e indirette dei cittadini. La Città Magazine fa questo da anni e non è un caso se nel tempo è diventata punto di riferimento di un&#8217;informazione locale che esce dagli schemi tradizionali per far posto ad un taglio giornalistico proprio dei grandi magazine nazionali. Questo non significa tradire lo spirito originario dell&#8217;informazione locale, significa invece crescere nella consapevolezza di migliorare.</i></p>
<p class="p1"><b><i>Quale impatto positivo evidenzia nel Progetto promosso da La Città Magazine e dall’ICS Savini – San Giuseppe- San Giorgio”?</i></b></p>
<p class="p1"><i>Quando i soggetti attivi di un territorio parlano tra di loro significa che ci troviamo di fronte ad una società che ha voglia di crescere e svilupparsi. La collaborazione tra la Città e l&#8217;istituto Savini è l&#8217;esempio più evidente di una società che vuole crescere e arricchirsi con il confronto: il giudizio dunque non può che essere positivo. Basti pensare a tutte le esperienze che si portano dietro gli alunni e i docenti a conclusione di questo percorso di crescita, ma anche la ricchezza di informazioni che i giornalisti del Magazine hanno raccolto in questi mesi di contatto con i più piccoli. Sono questo gli elementi indiscutibili grazie ai quali una collettività ha le basi per crescere e svilupparsi.</i></p>
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<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/intervista-assessore-regionale-pietro-quaresimale/">Intervista Assessore Regionale Pietro Quaresimale</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>LEONARDO LEDDA</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/leonardo-ledda/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=leonardo-ledda</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2022 07:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Junior]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>LA PRIMA COSA CHE FARO’ FINITA L’EMERGENZA LIBERI PENSIERI 1 La prima cosa che farò alla fine di questa emergenza andrò a Pineto dai miei nonni che mi mancano tanto. Lì potrò andare al mare, fare tanti bagni, giocare con la sabbia e fare tanti giri in bici insieme ai miei genitori e la mia [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LA PRIMA COSA CHE FARO’ FINITA L’EMERGENZA</strong></p>
<p><strong>LIBERI PENSIERI 1</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La prima cosa che farò alla fine di questa emergenza andrò a Pineto dai miei nonni che mi mancano tanto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lì potrò andare al mare, fare tanti bagni, giocare con la sabbia e fare tanti giri in bici insieme ai miei genitori e la mia sorellina.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Andrò a trovare la mia cuginetta alla quale voglio tanto bene.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inoltre mi piacerebbe organizzare una super festa con i miei compagni di classe e le mie maestre.</span></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">Leonardo Ledda</span></em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Adesso dobbiamo tutti rispettare le regole per mandare via questo coronavirus. E così siamo costretti a restare a casa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una volta che sarà finità questa emergenza vorrei uscire per fare delle lunghe passeggiate, giocare con i miei amici che mi mancano tanto e tornare alla vita normale.</span></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">Giulia Ginaldi</span></em></p>
<p><strong>DOVE VORRESTI ESSERE IN QUESTO MOMENTO? SCRIVI DOVE E PERCHÉ</strong></p>
<p><strong>LIBERI PENSIERI 3</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questo momento non vorrei stare in nessun posto oltre che a casa mia, dove mi sento bene visto che ho i miei genitori e la mia sorellina, i giochi, i miei libri, il mio tablet e quant’altro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mi piacerebbe stare insieme ai miei nonni che però abitano a Pineto e spero di riabbracciarli presto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questa situazione difficile e delicata ho la possibilità di stare con la mia mamma visto che adesso lavora a casa.</span></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">Leonardo Ledda</span></em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questi giorni di quarantena mi trovo a casa di mia nonna. La casa è grande e ha un giardino enorme dove io e mia sorella ci possiamo divertire e giocare con la bici, con i pattini, salire sugli alberi, correre&#8230;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche se mi diverto, io in questo momento vorrei stare a casa e andare a scuola con tutti i miei compagni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mi manca tantissimo la piscina perché da grande vorrei diventare una campionessa di nuoto come Federica Pellegrini, ma mi mancano tantissimo anche i miei compagni e le mie maestre.</span></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">Ludovica Firmani</span></em></p>
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