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	<title>Instagram Vs TikTok Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>Le fake news sono dietro l’angolo. Verificare prima di pubblicare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Oct 2022 15:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Mignini]]></category>
		<category><![CDATA[Instagram Vs TikTok]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La giornalista Michela Trada: Verificare e monitorare per non cadere nelle fake news. «In questo mondo disintermediato dove l’accesso informativo, ma soprattutto, la produzione informativa è alla portata di tutti, i social network hanno una grande responsabilità specialmente nei confronti delle giovani generazioni. Ecco, perché saperli utilizzare nel modo corretto è fondamentale per avere una [&#8230;]</p>
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<p><b><i>La giornalista Michela Trada: Verificare e monitorare per non cadere nelle fake news.</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">«In questo mondo disintermediato dove l’accesso informativo, ma soprattutto, la produzione informativa è alla portata di tutti, i social network hanno una grande responsabilità specialmente nei confronti delle giovani generazioni. Ecco, perché saperli utilizzare nel modo corretto è fondamentale per avere una chiara visione della realtà». Le parole di Michela Trada, giornalista e autrice del libro “Scrivere per fare business, dal Personal Branding al Brand Journalism”, fanno da eco all’indagine recentemente pubblicata secondo cui Instagram e TikTok si rivelano i leader informativi indiscussi della Next Gen, specialmente tra i ragazzi di età compresa tra i 13 e i 21 anni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> «Se in passato l’agenda mediatica era governata dalle testate giornalistiche oggi non è più cosi – spiega ancora Trada – e noi addetti ai lavori dovremmo porci più di una domanda in questo senso. Perché il tasso di lettura delle principali testate generaliste è in calo, mentre si cercano le risposte sui social? La rete è stata in grado di azzerare le distanze tra informatore e informato e ha democraticamente reso tutti noi dei produttori di notizie. Come spiego nel mio libro, siamo tutti, oggi, delle media company: i blog e i social si sono trasformati nei nostri giornali, Youtube è diventata la nostra radio, Instagram, TikTok e Twich la nostra televisione. Noi produciamo contenuti e, in questo senso, abbiamo una grande responsabilità. Che cosa veicoliamo ai nostri follower, alla nostra community? Quanto ciò che scriviamo in bacheca influenza costruttivamente il lettore?».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Il rischio fake news, infatti, è sempre dietro l’angolo: «Internet ci ha regalato il potere dell’immediatezza – afferma ancora la giornalista – Se non è online quel determinato fatto non esiste; ecco perché quella importantissima fase giornalistica della “verifica” e dell’approfondimento si sta un po&#8217; perdendo. E questo non riguarda solamente noi in quanto newsmaker, ma anche i reporter stessi “costretti” ad una produzione massiva di notizie nell’arco della giornata con la conseguente gara al “chi arriva prima vince” e al chi fa più click. E’ un “gioco” che non sempre premia, anzi: la quantità domina sulla qualità?». Ecco quindi che gli influencer si sono trasformati in autentici opinion leader in grado di spostare gli equilibri: «E’ un fattore che è sempre esistito – specifica Trada – Prima del Web l’agenda la governava chi era sul giornale o sui mass media tradizionali (radio e tv). Non per niente Orson Wells ha definito la Stampa il “quarto potere”; oggi il “gioco” lo decide chi ha più follower poiché questi fungono da cassa di risonanza al proprio pensiero. Non sempre, però, è tutto oro quello che luccica: avere tanti like e tanti follower non è sinonimo di conservare la verità in tasca. Il mio consiglio ai giovani, ma non solo perché ritengo che loro siano più abili di tanti “grandi” nel mondo virtuale, è quello di non fermarsi mai all’apparenza, ma di verificare e monitorare più fonti. Se diverse realtà riportano più o meno le stesse informazioni allora potrebbe essere la strada “giusta”; viceversa, se si riscontrano opinioni fortemente contrastanti, è bene porsi delle domande e continuare a cercare e a scavare. Non dobbiamo essere dei fruitori passivi del web: dobbiamo essere delle spugne informative di qualità».</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Cristina Mignini</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6867" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-nextgen-se-non-e-online-non-esiste-c-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-nextgen-se-non-e-online-non-esiste-c-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-nextgen-se-non-e-online-non-esiste-c-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-nextgen-se-non-e-online-non-esiste-c-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-nextgen-se-non-e-online-non-esiste-c-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-nextgen-se-non-e-online-non-esiste-c-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-nextgen-se-non-e-online-non-esiste-c-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-nextgen-se-non-e-online-non-esiste-c.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Siamo tutti online ma non connessi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Oct 2022 15:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazioni e dissociazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Instagram Vs TikTok]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Ragionieri]]></category>
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<p><span style="font-weight: 400;">La maggior parte degli adolescenti oggi va in rete per comunicare con le persone della propria comunità: la loro partecipazione al web non è eccentrica, ma completamente normale, anzi è data per scontata. I social network svolgono ormai un ruolo fondamentale nella vita dei giovani in rete, soprattutto per prolungare, iniziare e a volte chiudere legami interpersonali.  Spesso le interazioni online completano o integrano i loro incontri faccia a faccia. Insomma, i social hanno permesso loro di creare un posto “fico” senza spostarsi fisicamente. Esiste un punto di aggancio fra la parola &#8220;società&#8221; e la parola &#8220;media&#8221;, un momento in cui questi due mondi si incontrano, si scontrano e diventano l&#8217;uno parte dell&#8217;altro e questo punto si chiama social media. In un arco temporale di circa dieci anni, i social media hanno cambiato completamente la società intesa nel modo di vivere e di pensare. A cambiare è stato il modo di fare politica, di relazionarsi, di comunicare, di lavorare, di fare marketing, di pensare, di fare la spesa, di studiare, di cercare. A cambiare però, sono state soprattutto le persone. In una prima fase di diffusione, i social network hanno inondato completamente la vita dei giovanissimi, i Millennials, coloro i quali sono nati fra i primi anni ‘80 e i primi anni 2000. La cosiddetta generazione Y per intenderci, i nativi digitali. Ma lo tsunami social network non poteva di certo fermarsi qui. Con un po’ più di fatica e di diffidenza, ma procedendo comunque a macchia d’olio, anche le altre generazioni (adulti ed anziani) non hanno resistito al fascino delle piattaforme sociali multimediali. Infatti, ad oggi, sono tantissimi gli over quaranta che utilizzano quotidianamente questi strumenti e difficilmente riescono a farne a meno. La maggior parte degli adolescenti oggi va in rete per comunicare con le persone. Attraverso questo viaggio metaforico nel mondo della comunicazione e del comportamento sociale, è stato possibile comprendere meglio come l&#8217;invenzione dei social network abbia completamente modificato la vita delle persone tutte. Il punto è proprio questo: delle persone tutte. Si è quasi sempre pensato che l&#8217;evoluzione tecnologica, l&#8217;appartenenza ai social media, i selfie, le chat, la condivisione, il like, i gruppi etc. dovessero essere un mondo abitato solo dai nativi digitali, dai nati nell&#8217;epoca &#8220;giusta&#8221; per poterli maneggiare con destrezza e disinvoltura, ma così non è stato e questo ha sorpreso soprattutto quei nativi digitali che oggi rivendicano, in un certo qual modo, quel mondo che è sempre stato solo il loro. Questa tesi è nata prima osservando come gli adulti hanno cambiato il proprio modo di vivere da quando hanno avuto il coraggio di utilizzare questi dispositivi e poi osservando che, anche il rapporto tra figli e genitori, ha risentito di questo attaccamento da parte degli adulti e quindi dei genitori. Attraverso la prima fase di ricerca è stato possibile comprendere il tipo di approccio che adulti e giovani hanno nel modo di vivere i social network ed è stato sorprendente capire che le due generazioni risultano essere molto più vicine e simili di quando si pensi. Entrambi hanno bisogno di distrarsi dai problemi della vita quotidiana, sorridere e tenersi informati. Certamente, il punto di divergenza esiste ed è correlato al concetto di tempo: i giovani navigano il mare dei social network da anni, pertanto sono meno ingenui, più esperti e probabilmente anche un po&#8217; stanchi. Hanno perso l&#8217;eccitazione iniziale (quella che è invece fortemente presente negli adulti) e stanno emigrando verso altre isole, Instagram per esempio, che li attira in particolare per la novità delle Stories. I giovani hanno un rapporto strettissimo con i social network, avendoli acquisiti come un dato di fatto nel loro orizzonte comunicativo e di interazione sociale. I rischi, però, sono ben presenti al punto che si può creare una vera e propria realtà parallela da cui non si riesce più a uscire perdendo di vista due componenti essenziali della nostra vita: l’</span><a href="https://www.youtube.com/watch?v=VASywEuqFd8"><b>interazione umana viso a viso</b></a><span style="font-weight: 400;"> e il rapporto con la noia. Alcuni ragazzi hanno addirittura </span><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2016-02-02/un-quarto-giovani-fa-meno-volentieri-social-network-e-ora-facebook-cambia-l-algoritmo-185522.shtml?uuid=ACTQs2LC"><b>scelto di non usarli</b></a><span style="font-weight: 400;">, andando controcorrente. Sono molti gli utilizzi positivi che se ne possono fare, ma tra i giovani alcuni sono nati anche comportamenti violenti, come nel caso del </span><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2013-02-04/giovani-social-network-dilaga-150658.shtml?uuid=AbxWn6QH"><b>cyber bullismo</b></a><span style="font-weight: 400;">.  Contrastare simili fenomeni (dal momento che la violenza accade nel web e resti sospesa nell’etere) diventa sempre più difficile. La fragilità degli adolescenti è poi una grande risorsa per i social: in un momento in cui le opinioni e il carattere dei ragazzi si stanno formando, il rischio dell’omologazione è fortissimo, tanto è vero che si è parlato di vera e propria “gogna mediatica”, quando per un articolo, un commento, una foto giudicata inappropriata si viene bersagliati dalle stilettate degli altri. In caratteri molto fragili questo comportamento può avere conseguenze anche gravi. C’è poi un altro fatto, da non trascurare: le ultime generazioni non conoscono un mondo prima dei social network e quindi difficilmente lo potrebbero immaginare senza.  I social network stanno, di fatto, togliendoci molto del tempo che altrimenti sarebbe vuoto: ci distolgono dalla noia, cosa che non sempre è positiva, perché la noia va affrontata e superata. Ci viene sottratto proprio il tempo del pensiero e della riflessione. Ed è un problema molto vicino ai giovani che hanno un tempo lungo davanti a sé: ogni volta che subentra lo spettro del tempo, si corre su Facebook, su Snapchat, ci si riempie di stimoli e immagini per evitare la noia. Instagram ci piace molto, ma il nostro social è Snapchat: è qui che ci possiamo esprimere liberamente senza sentirci giudicati, rimanendo ancorati alla nostra identità sociale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’adolescenza è un periodo di crescita intenso. La strada verso l’età adulta è lastricata delle stesse cose che c’erano già quando non conoscevamo gli smartphone. Poiché, con tutte le loro funzioni, Facebook, Snapchat, Instagram e via dicendo offrono una piattaforma ideale per coprire i bisogni umani, è anche attraverso di loro che i giovani affrontano i loro compiti di sviluppo. Vogliono condividere, avere conferme e sentirsi integrati. I giovani cercano di trovare la loro strada e orientarsi nel mondo in cui vivono.</span><span style="font-weight: 400;">  Dobbiamo riconoscere che adolescenti e adolescenti sono estremamente vulnerabili a determinati aspetti della crescita e dello sviluppo della vita. E quindi, gli effetti che l’uso dei social media ha su questi bambini dovrebbero essere di particolare importanza per ogni adulto esperto. Gli impatti negativi dei social media dovrebbero essere notati in tempo. Un cyberbullo è l’uso dei social media per comunicare informazioni false, imbarazzanti o ostili a utenti specifici. Tra i principali effetti dei social media, il cyberbullismo è un male che oggi è diventato così atipico. Le vittime di un cyberbullismo prolungato spesso si ritrovano con problemi psicosociali come depressione, isolamento, solitudine, stress, ansia, bassa autostima e alcune addirittura si suicidano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Notizie false, voci di corridoio, distorsioni della realtà e teorie pseudoscientifiche non sono una novità. Grazie a Internet e soprattutto attraverso le reti sociali entrano però in circolo in modo semplice e rapido, riuscendo così a raggiungere un immenso pubblico. I social network generano profonde insicurezze, spesso a monte si cela una mirata volontà di disinformazione. Per tenersi aggiornati sui fatti di attualità (politica, sport, celebrità ecc.) i giovani tra i 14 e i 18 anni utilizzano più spesso le reti sociali, i portali video e i motori di ricerca invece dei media elettronici tradizionali come la televisione o la radio e i giornali. Spesso affrontare questo dilemma non è facile. La maggior parte dei giovani discute in famiglia o con gli amici della veridicità delle notizie. Circa la metà di loro verifica i contenuti su media giudicati seri Nell’ambito dello stesso studio si è inoltre indagato quali gruppi potrebbero essere a rischio di credere alle fake news. Innanzitutto vi sono quei giovani che in generale non nutrono molto o alcun interesse per l’attualità. Di conseguenza, le loro competenze nella gestione delle notizie sono giudicate modeste. Vi sono inoltre giovani che si informano principalmente in famiglia e nella propria cerchia di amici oppure, appunto, online. Nel loro caso c’è il rischio che riprendano opinioni senza riflettere. Osserva Umberto Eco che invita i giornali «a filtrare con un’equipe di specialisti le informazioni di internet perché nessuno è in grado di capire oggi se un sito sia attendibile o meno». «I giornali dovrebbero dedicare almeno due pagine all’analisi critica dei siti, così come i professori dovrebbero insegnare ai ragazzi a utilizzare i siti per fare i temi. Saper copiare è una virtù ma bisogna paragonare le informazioni per capire se sono attendibili o meno». Eco vede un futuro per la carta stampata. «C’è un ritorno al cartaceo. Aziende degli Usa che hanno vissuto e trionfato su internet hanno comprato giornali. Questo mi dice che c’è un avvenire, il giornale non scomparirà.</span><span style="font-weight: 400;"> C’è poi un altro fatto, da non trascurare: le ultime generazioni non conoscono un mondo prima dei social network e quindi difficilmente lo potrebbero immaginare senza</span><span style="font-weight: 400;">»</span><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">Ma nonostante tutto non si deve pensare che i Social Network siano il male, anzi se usati correttamente e filtrando i contenuti possono dare molti vantaggi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il punto della questione è quello di educare i ragazzi a un utilizzo più moderato e a non valutare se stessi e gli altri solo attraverso il mondo virtuale. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maria Ragionieri</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6870" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-siamo-tutti-online-ma-non-connessi-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-siamo-tutti-online-ma-non-connessi-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-siamo-tutti-online-ma-non-connessi-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-siamo-tutti-online-ma-non-connessi-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-siamo-tutti-online-ma-non-connessi-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-siamo-tutti-online-ma-non-connessi-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-siamo-tutti-online-ma-non-connessi-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-siamo-tutti-online-ma-non-connessi.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6871" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-siamo-tutti-online-ma-non-connessi-a_d-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-siamo-tutti-online-ma-non-connessi-a_d-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-siamo-tutti-online-ma-non-connessi-a_d-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-siamo-tutti-online-ma-non-connessi-a_d-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-siamo-tutti-online-ma-non-connessi-a_d-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-siamo-tutti-online-ma-non-connessi-a_d-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-siamo-tutti-online-ma-non-connessi-a_d-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-siamo-tutti-online-ma-non-connessi-a_d.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La corsa ai like che annulla la curiosità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Oct 2022 15:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Instagram Vs TikTok]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Cassini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il dilemma è&#8230;social.  Un tempo fu Facebook. Era il periodo del &#8220;chissà se anche lui, o lei, è su quella piattaforma online&#8221;. Era il periodo del &#8220;in America ce lo hanno in tanti, magari anche qui prende piede&#8221;. Era una suggestione, Facebook. Con Faccialibro (a Roma lo chiamavano così fra il 2008 e il 2010) [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-6679-1" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/Rincitrulliti-o-Acculturati_-online-audio-converter.com_.mp3?_=1" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/Rincitrulliti-o-Acculturati_-online-audio-converter.com_.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/Rincitrulliti-o-Acculturati_-online-audio-converter.com_.mp3</a></audio>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Il dilemma è&#8230;social. </span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un tempo fu Facebook. Era il periodo del &#8220;chissà se anche lui, o lei, è su quella piattaforma online&#8221;. Era il periodo del &#8220;in America ce lo hanno in tanti, magari anche qui prende piede&#8221;. Era una suggestione, Facebook. Con Faccialibro (a Roma lo chiamavano così fra il 2008 e il 2010) avevi la possibilità di raggiungere persone che avevi perso di vista. Non sapevano, gli utenti, che quelle stesse persone sarebbero tornate prepotentemente nella loro vita insieme a una moltitudine di altri sconosciuti. Non sapevano, gli utenti,  che Facebook è un collezionista instancabile dei nostri gusti e delle nostre abitudini. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un tempo fu Facebook. Poi arrivarono Instagram e TikTok. Se il primo punta tutto sulle immagini e le foto, TikTok sembra concentrarsi più sulla performance degli utenti. Milioni di persone, e gli italiani non fanno eccezione, ne sono dipendenti. Il tempo che usavamo per leggere le pagine di un libro solo qualche anno fa, oggi lo impieghiamo per guardare contenuti social. È un cambio epocale. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8220;La città&#8221; non ha mai sottovalutato questo argomento. Nei nostri numeri precedenti abbiamo pubblicato statistiche e articoli volti a sensibilizzare questo enorme cambio culturale: l&#8217;informazione non passa più attraverso la carta stampata, ma attraverso i social. Se un canale social ha un alto numero di followers, quello stesso canale può diventare la principale fonte di informazione per milioni di europei. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E soprattutto, viene visto come un canale attendibile, credibile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La domanda sorge quasi spontanea: Ma lo è davvero? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A giudicare dai numerosi video che documentano quanto accade nel mondo, sembrerebbe di si. Ogni volta che si verifica qualcosa di speciale, sui social è presente prima ancora che possa uscire un articolo scritto. D&#8217;altro canto, però, la rincorsa ai like facili permette agli utenti meno onesti di creare contenuti manipolati che non corrispondono al vero. Ci sono centinaia di video e foto che mostrano cose apparentemente vere, ma che non lo sono. Siete sicuri di riuscire a riconoscerle tutte?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fra Instagram e TikTok, il social più votato all&#8217;informazione è sicuramente il primo, che punta tutto su contenuti multimediali non lavorati, come foto e video. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">TikTok è sicuramente più orientato all&#8217;intrattenimento nudo e crudo: è una pioggia di piccoli video, indubbiamente curiosissimi, in cui è facilissimo bruciare due ore al giorno del nostro tempo. Spesso questi video ci mostrano situazioni e contesti a noi poco familiari, particolari, inusuali o semplicemente divertenti.  In qualche modo la nostra cultura generale può essere arricchita da una incredibile quantità di informazioni. Arricchita o&#8230; Confusa: avendo davanti agli occhi video non necessariamente reali, non necessariamente veri, il rischio è quello di usare i social per il puro bisogno di distrarci, ma mai per arricchire la nostra conoscenza. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il problema, però, è che non riusciamo a staccarci da essi, o allunghiamo di brutto la nostra permanenza online. E questo accade perché la nostra testa è bombardata di informazioni in un lasso di tempo estremamente breve.  Inevitabilmente questo porta noi utenti a leggere meno sulla carta stampata o online. Porta a vedere meno film, a guardare meno mostre, leggere meno libri. Insomma, porta via un tempo prezioso che solo 20 anni fa avremmo utilizzato per andare al cinema, ad esempio. Porta a un lento, progressivo e inesorabile oblio in cui non sappiamo se ci stiamo acculturando o rimbecillendo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È una sensazione tangibile. La si può provare dopo un po&#8217; che siamo sui social. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Impiegare invece il tempo libero per guardare un film, una mostra o leggere un libro ci fa riflettere sulla società in cui ci troviamo. L&#8217;essere umano, attraverso una storia, si pone una domanda necessaria: chi siamo oggi? Dove stiamo andando?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Marzullo ci ringrazierà per averlo indirettamente citato. Scherzi a parte, l&#8217;arte ha l&#8217;intramontabile dono di guidarci lungo il difficile cammino attraverso il tempo e lo spazio. Pensate a un mondo senza &#8220;Il Signore degli Anelli&#8221; o &#8220;Pulp Fiction&#8221;. Pensate a un mondo senza i quadri di Caravaggio o senza la Divina Commedia. Quanto sono servite certe opere a capire chi siamo? Bene. Ora pensate a un mondo senza i video di TikTok. Non cambierebbe nulla vero? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco. Questa è la differenza. In un mondo dove stanno chiudendo i cinema e i teatri barcollano a causa di una sciagurata gestione durante la pandemia, l&#8217;uomo del nuovo secolo dovrebbe chiedersi se rimbecillirsi o acculturarsi con divertimento.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Marco Cassini</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6873" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-rincitrulliti-o-acculturati-c-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-rincitrulliti-o-acculturati-c-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-rincitrulliti-o-acculturati-c-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-rincitrulliti-o-acculturati-c-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-rincitrulliti-o-acculturati-c-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-rincitrulliti-o-acculturati-c-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-rincitrulliti-o-acculturati-c-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-rincitrulliti-o-acculturati-c.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6874" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-rincitrulliti-o-acculturati-c-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-rincitrulliti-o-acculturati-c-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-rincitrulliti-o-acculturati-c-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-rincitrulliti-o-acculturati-c-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-rincitrulliti-o-acculturati-c-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-rincitrulliti-o-acculturati-c-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-rincitrulliti-o-acculturati-c-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-rincitrulliti-o-acculturati-c.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Le piattaforme rivali che influenzano la vita reale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Oct 2022 15:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<category><![CDATA[Instagram Vs TikTok]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si tratta di una rivalità fra le due piattaforme che devono misurarsi e confrontarsi con la cosiddetta “vita reale”. Instagram ha una maggiore fidelizzazione che ha saputo guadagnarsi nel tempo perché la sua presenza nei social è di dieci anni, a differenza con Tik Tok che è relativamente giovane ma ha molta presa su un [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Si tratta di una rivalità fra le due piattaforme che devono misurarsi e confrontarsi con la cosiddetta “vita reale”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Instagram ha una maggiore fidelizzazione che ha saputo guadagnarsi nel tempo perché la sua presenza nei social è di dieci anni, a differenza con Tik Tok che è relativamente giovane ma ha molta presa su un pubblico giovanile in fascia di età 18/21 anni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cosa sta accadendo, soprattutto in questo periodo in cui la campagna elettorale sta andando nel vivo, almeno adesso che sto scrivendo?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Che i capi dei diversi partiti, senza sapere assolutamente nulla della “filosofia” che sottende questo genere di comunicazioni, hanno cercato di scimmiottare i giovani, pur essendo lontani anni luce a quella condizione giovanile che loro avevano attraversato una quarantina d’anni addietro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anch’io, del resto, avendo un’età più vicina a determinati “influenzatori” che ai giovani di oggi, non ho gli elementi per esprimermi a fondo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Posso solo dire che nei miei anni giovanili, esisteva un diverso modulo di influenzatore che aveva il nome di “opinion leader”: vogliamo esaminare la differenza fra i due modelli?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Opinion Leader (che sopravvive anche oggi) era il giornalista della cosiddetta “terza pagina”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si trattava della pagina “colta” in cui “l’opinionista” si faceva una personale idea su un fatto di attualità o su un accadimento ed esprimeva il suo punto di vista con dovizia di particolari e di argomentazioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’influencer è invece una figura che “si” propone come modello da seguire, quindi intende creare nell’interlocutore un sistema di attrazione per indurlo a seguire i suoi gusti, le sue tendenze, i suoi stili allontanandolo, per quanto possibile, da una sua autenticità che crea smarrimento al contrario di una emulazione che solidifica emotivamente una condizione di sicurezza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le consegue, dunque, sia colloquiando attraverso instagram che mediante tik tok  abbiamo a che fare con piattaforme che sviluppano un mondo che è certamente lontano dalla vita reale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche se, a questo punto, giova riflettere su cosa sia una vita, intesa come reale. Le persone se interagiscono fra loro, eterodirette da modelli e schemi che non corrispondono a loro, finiscono per farsi percepire come soggetti “ibridi”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Il percorso su cui si collocheranno, sarà quello che li renderà “plasmabili e modellabili”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’influencer, a questo punto, non dovrà fare altro che “rinforzare” le propensioni dei soggetti, frutto di quei modellamenti già impostati a “monte” che finiscono per estraniare le persone da loro stesse.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sicuramente pensare, interagire, ascoltare attendendosi a ciò che la piattaforma stabilisce sia più consono al soggetto, rappresenta una strategia “alienante” e quindi dannosa alla percezione di sé del soggetto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La risposta dunque è mobilitare una agenzia della comunicazione che operi in contrasto alla sopra ricordata linea di condotta che vuole rendere le persone, sempre più manipolabili ed esecutive rispetto ad un “disegno” che dimostra un proposito di asservimento. Ci riusciremo? Soprattutto, c’è una volontà, in tal senso, a livello istituzionale? </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Dr. Ernesto Albanello </span></p>
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		<title>Conoscere al meglio i giovani per poter divulgare il sapere sui social</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Oct 2022 15:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Di Giovanni]]></category>
		<category><![CDATA[Instagram Vs TikTok]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni mezzo vale a seconda del suo utilizzato. Questo funziona anche per tutte le piattaforme di comunicazione.  La nuova socialità appartiene maggiormente alle generazioni di giovani: come è normale che sia i ragazzi nascono e respirano determinate realtà facendole proprie. I social sono facili e l’essere umano è pigro, da sempre, ma è anche vero [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Ogni mezzo vale a seconda del suo utilizzato. Questo funziona anche per tutte le piattaforme di comunicazione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La nuova socialità appartiene maggiormente alle generazioni di giovani: come è normale che sia i ragazzi nascono e respirano determinate realtà facendole proprie.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I social sono facili e l’essere umano è pigro, da sempre, ma è anche vero che la convivenza e la comunicazione ci ha permesso di arrivare ad un grado di complessità tale da realizzare tutto ciò che ora siamo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Immaginate un’umanità non social: non avrebbe potuto tessere reti comunicative, economiche, culturali e religiose. Conclusione, non avremmo potuto vivere la vita che oggi conosciamo, complessa e globalizzata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma per quanto riguarda la divulgazione? Sicuramente arrivare ai giovani significa utilizzare i mezzi a loro più affini.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dò per scontato che quando si parli di divulgazione si punti a tutte le fasce d’età ma maggiormente alle nuove. Sono loro il futuro e sulla loro preparazione bisogna investire.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Io sono personalmente contraria ad ogni forma di rifiuto delle piattaforme di comunicazione: bisogna utilizzarle al meglio, non demonizzarle, ma mi capita troppo spesso di sentire persone “adulte” (maggiormente dai 50 anni in su) definire strumenti come Istagram o Tik Tok non adatte per parlare di certi argomenti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Solitamente queste persone coincidono sempre con lo stesso profilo: sono adulti spaventati dalle nuove generazioni, insicuri e ancora non pronti a lasciare il posto a chi si sta formando per succedergli. Cercano di tenere le informazioni acquisite con il tempo e l’esperienza per sé o comunque di centellinarle, al suono dell’inno “Non ci siamo guadagnati quello che abbiamo!” ne siete proprio sicuri? E soprattutto, siete sicuri che </span><b>cedere</b><span style="font-weight: 400;"> significhi</span><b> concedere</b><span style="font-weight: 400;">?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per quanto riguarda il mio campo, l’archeologia, credo che ogni mezzo sia buono per diffondere il sapere. D&#8217;altronde è il nostro mestiere, noi creiamo cultura, se nessuno la conosce per chi e per quale motivo produciamo?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I mezzi non vanno demonizzati ma discussi. Per fare questo però bisogna che ci sia un obbiettivo chiaro a tutti. Il sapere va fatto arrivare al cuore dei ragazzi, bisogna farli innamorare, insegnargli ad essere pensatori liberi, scatenargli l’</span><i><span style="font-weight: 400;">eros</span></i><span style="font-weight: 400;">, fornirgli i mezzi per contestualizzare i fatti del proprio tempo e della loro realtà. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fatto questo bisogna avere fede, nella loro giovane età, nei loro sbagli e nelle loro forze. Un adulto senza fede nel giovane palesa il suo non essere mai diventato saggio e sicuro di ciò che ha e ciò che è.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un uomo maturo, un maestro, mette a disposizione contenuti ed opportunità. Come un monaco paziente aspetta che l’allievo si palesi. Guardatevi intorno e cercate di capirli i ragazzi, sentite ciò che sentono, pensate i loro pensieri, vi accorgerete che molti di loro sono già più di ciò che voi eravate alla loro età. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Perdonate la mia durezza, parlo fuori dai denti come una trentenne, al centro tra giovane età ed età adulta. Il problema non è mai il testo ma la chiave di lettura, per questo sforzatevi di guardare oltre ciò che vedete.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Siatene fieri e felici di chi è nato da voi e dopo di voi, lasciate il vostro passaggio nel mondo, la vostra vera eredità, il vostro seme di conoscenza, alla terra fertile della giovinezza. Non è granché diversa da quella dove voi siete diventati foresta.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Dott.ssa Andrea Di Giovanni</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6879" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-la-divulgazione-social-c-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-la-divulgazione-social-c-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-la-divulgazione-social-c-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-la-divulgazione-social-c-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-la-divulgazione-social-c-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-la-divulgazione-social-c-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-la-divulgazione-social-c-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-la-divulgazione-social-c.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La guerra dei numeri tra due colossi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Oct 2022 15:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fare business]]></category>
		<category><![CDATA[Instagram Vs TikTok]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Battistelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>TikTok sta acquistando sempre più popolarità tra i giovani, guadagnandosi il podio tra le piattaforme social. A confermare la vertiginosa ascesa del social cinese, ci pensano anche i dati del nuovo report del Pew Research Center.  Il sondaggio, basato su un campione di adolescenti americani tra i 13 e i 17 anni, rileva che la maggior parte degli [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">TikTok sta acquistando sempre più popolarità tra i giovani, guadagnandosi il podio tra le piattaforme social.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A confermare la vertiginosa ascesa del social cinese, ci pensano anche i dati del nuovo report del </span><b><i>Pew Research Center</i></b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sondaggio, basato su un campione di adolescenti americani tra i 13 e i 17 anni, rileva che la maggior parte degli intervistati usi principalmente TikTok e si stia allontanando da Facebook.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Prima del Covid nessuno prevedeva che TikTok sarebbe stato paragonato a Instagram, e invece …</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Studi recenti mostrano che TikTok ha la migliore durata media della sessione (10,85 minuti) rispetto ad altri social media.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ha raggiunto un tasso di coinvolgimento, dal 2017 al 2019 negli Stati Uniti, del 1.533%. Instagram, in un periodo equivalente, aveva guadagnato solo un tasso di coinvolgimento del 6%.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un utente medio di TikTok in America apre l&#8217;app più di 8 volte al giorno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Di contro Instagram è il social media favorito da quasi tutti i tipi di attività. Quasi il 13,15 percento dei 3,8 miliardi di utenti di social media globali sono utenti giornalieri di Instagram.</span></p>
<p><b>I Dati demografici</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo “</span><b><i>Statista</i></b><span style="font-weight: 400;">”, l&#8217;audience principale degli utenti di Instagram ha un&#8217;età compresa tra 25 e 34 anni e rappresentavano il 31,4% della piattaforma.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">TikTok ha un pubblico più giovane, con il 4,2 % che rientra nella categoria 18-24 e il 27% nella fascia di età 13-17.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindi se il tuo target è la generazione Z, persone nate tra il 1997 e il 2012, ti conviene concentrarti su TikTok, mentre i millennial (persone nate tra il 1981 e il 1996) possono essere trovati su Instagram.</span></p>
<p><b>Statistiche chiave di TikTok e Instagram</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Più di 1,3 miliardi di persone usano Instagram, TikTok ha 1 miliardo di utenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Circa il 63% dei giovani di età compresa tra 12 e 17 anni utilizza TikTok settimanalmente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">$ 2 miliardi di entrate per TikTok durante i primi 11 mesi del 2021 TikTok è stato scaricato 745 milioni di volte nel 2021, mentre le persone hanno installato Instagram 545 milioni di volte.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il 76,2% dei Millennial preferisce Instagram mentre il 44,6% preferisce l&#8217;app TikTok</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;89% dei marketer preferisce Instagram a TikTok per il marketing digitale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Instagram ha 30 volte i micro-influencer rispetto al conteggio dei suoi macro-influencer</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 2019 in India sono stati registrati oltre 323 milioni di download di TikTok.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il 59% degli utenti di TikTok sono donne, mentre il 50,8% degli utenti di Instagram sono donne.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il tempo medio trascorso su TikTok a livello globale è di 52 minuti, mentre è di 28 minuti su Instagram.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E chi si occupa di “politica” sui social non può fare a meno di tentare di trovare consensi tra i più giovani. Ed ecco un tentativo, più o meno disperato e a volte esilarante, di conquistare nuovi elettori prima del voto del 25 settembre, i leader politici (tutti over 40) stanno sbarcando alla spicciolata sui social dei giovanissimi, con alterni risultati. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E così c’è chi cerca di parlare di libri su TikTok e chi prova a giocare coi filtri e le altre caratteristiche tipiche del mezzo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma i giovani, dove sono davvero? E come fare per non rischiare di risultare “imbarazzanti”, magari esibendo un giovanilismo che ha poca coerenza con la carta d’identità? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il rischio è quello di peggiorare la situazione e risultare fuori tempo massimo, anche se, dei leader dei quattro poli attualmente in corsa, tre siano a tutti gli effetti della generazione X (Calenda, Letta, Meloni) e solo Giuseppe Conte è, per un pelo, boomer.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche se oggigiorno i giovani utilizzino il termine Boomer per indicare chiunque non sia in grado di “capire” le nuove generazioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I giovani, ma anche i meno giovani, vivono una paura irrazionale di perdere l’occasione di vivere momenti “piacevoli”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per esempio, quasi tutti abbiamo diversi gruppi di messaggistica: WhatsApp/Telegram/Messenger/ ecc., e non ti viene l’ansia a cancellare i messaggi non letti? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco, questa è la paura irrazionale di perderci delle notizie, di non essere aggiornati su tutto e di conseguenza di essere tagliati fuori. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Stiamo parlando dell’acronimo F.O.M.O. Fear of missing out.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La FOMO può portare a una preoccupazione compulsiva riguardo alla perdita di un&#8217;opportunità di interazione sociale. Letteralmente, essa corrisponde alla &#8220;paura di essere tagliati fuori&#8221;. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo in quanto comporta la paura che le altre persone possano fare esperienze gratificanti quando non si è presenti o direttamente coinvolti.  La Fear of Missing Out, perciò, collega i bisogni sociali degli individui, ad esempio il rimanere in contatto con gli altri, con l&#8217;impegno sui social networking sites</span><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ci possiamo salvare, e possiamo salvare i nostri giovani, da questo tracollo sociale? SI, seguendo alcuni consigli pratici e immediati per farti riguadagnare la tua vita e il tuo tempo.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maurizio Battistelli</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Formatore &amp; Coach</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6882" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-tiktok-vs-instagram-fb-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-tiktok-vs-instagram-fb-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-tiktok-vs-instagram-fb-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-tiktok-vs-instagram-fb-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-tiktok-vs-instagram-fb-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-tiktok-vs-instagram-fb-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-tiktok-vs-instagram-fb-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-tiktok-vs-instagram-fb.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Social media e target green</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Oct 2022 15:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Oliva]]></category>
		<category><![CDATA[Instagram Vs TikTok]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I lettori affezionati di questo spazio di riflessione sulla sostenibilità ambientale avranno notato che nelle ultime rubriche ha fatto capolino almeno due volte il tema dei social media per il loro potere di influenzare – in positivo in questo caso – o anche solo di far emergere certi argomenti nell’agenda mediale. Avevamo illustrato gli esempi [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">I lettori affezionati di questo spazio di riflessione sulla </span><b>sostenibilità</b> <b>ambientale</b><span style="font-weight: 400;"> avranno notato che nelle ultime rubriche ha fatto capolino almeno due volte il tema dei </span><b>social media</b><span style="font-weight: 400;"> per il loro potere di </span><b>influenzare</b><span style="font-weight: 400;"> – in positivo in questo caso – o anche solo di far emergere certi argomenti nell’agenda mediale. Avevamo illustrato gli </span><b>esempi più eclatanti </b><span style="font-weight: 400;">per l’ambiente nel messaggio attivistico – e di enorme richiamo per la </span><i><span style="font-weight: 400;">generazione Z</span></i><span style="font-weight: 400;"> – di </span><b>Greta Thumberg</b><span style="font-weight: 400;"> così come la declinazione </span><b>royal</b><span style="font-weight: 400;"> del </span><b>Principe William</b><span style="font-weight: 400;">. Capace quest’ultimo di innovare e potenziare, anche grazie ai social e ad una decisa </span><b>targhettizzazione</b><span style="font-weight: 400;"> più giovane una tematica, quella ambientalista, cara sia a Filippo che a Carlo prima di lui in casa Windsor. Poi abbiamo esplorato anche come le tematiche green siano esplose sui social con gli </span><b>influencer</b><span style="font-weight: 400;"> e i </span><b>blog a tema</b><span style="font-weight: 400;">. Seguitissimi, dunque, i dei </span><b>green influencer</b><span style="font-weight: 400;">, avevamo usato l’ultima classifica de </span><i><span style="font-weight: 400;">Il Sole 24 ore,</span></i><span style="font-weight: 400;"> e ricordiamo il podio con la fashion designer </span><b>Camilla Mendini</b><span style="font-weight: 400;">; lo chef stellato </span><b>Norbert Niederkofler</b><span style="font-weight: 400;">, e i suoi </span><i><span style="font-weight: 400;">Care’s The Ethical Chef Days</span></i><span style="font-weight: 400;">, dedicati alla cucina etica e la testimonial del WWF </span><b>Lisa Casali</b><span style="font-weight: 400;"> con </span><b><i>Greenwomam</i></b><span style="font-weight: 400;">, il profilo dedicato a crescere un figlio in modo sostenibile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La tematica ambientale è più o meno presente su tutte le piattaforme social anche se come noto anche ogni </span><b>social network</b><span style="font-weight: 400;"> ha un suo </span><b>pubblico</b><span style="font-weight: 400;"> di utilizzatori – ben preciso e clusterizzato &#8211; e soprattutto il suo </span><b>linguaggio</b><span style="font-weight: 400;">. E gli stessi influencer non sempre funzionano allo stesso modo su tutti i canali. Il discorso ambientale è partito da quelli più di nicchia: in primis i </span><b>blog</b><span style="font-weight: 400;">, la comunicazione professionale di </span><b>Linkedin</b><span style="font-weight: 400;">, la vetrina di chi cerca lavoro e quindi c’è attenzione per le nuove professioni ambientali; come pure </span><b>Twitter</b><span style="font-weight: 400;"> – il più amato dalla classe politica e dai giornalisti a livello mondiale – per poi sbarcare anche su </span><b>Instagram</b><span style="font-weight: 400;">. Le grandi possibilità offerte dalla </span><b>comunicazione via immagine</b><span style="font-weight: 400;"> – foto, dirette e soprattutto filtri – ben si sposa con quanto serve agli influencer, anche a livello di manipolazione del messaggio. Ed è di sicuro è più veloce e immediata: una sorta di iniezione di mezzi anche per </span><b>Facebook</b><span style="font-weight: 400;"> – il più anziano e numericamente più diffuso tra i social &#8211; che ha ritrovato un prezioso sostegno fotografico dal collegamento diretto delle piattaforme del gruppo creato da </span><b>Mark Zuckerberg</b><span style="font-weight: 400;">. Il problema come mostra l’attuale campagna elettorale – con la decisione di Berlusconi e non solo di sbarcare su </span><b>Tik Tok</b><span style="font-weight: 400;"> – è che l’iniezione di ringiovanimento social studiato nel </span><b>Metaverso</b><span style="font-weight: 400;"> – come ora si chiama il gruppo guidato proprio dallo stesso Zuckerberg, la </span><b><i>Meta Plattform </i></b><span style="font-weight: 400;">– non basta più. Perché? Si ferma di fronte allo </span><b>strapotere</b><span style="font-weight: 400;"> proprio della su menzionata </span><b>Tik Tok</b><span style="font-weight: 400;">: che aumenta a dismisura la platea dei consumatori social in una direzione che le altre piattaforme non hanno neppure sfiorato, la generazione Z, il target di domani. Quello che neppure l’altro mezzo di comunicazione di massa più diffuso la TV, sempre garantisce. Una piattaforma video lontanissima per modo di fruizione e utilizzo del parente più stretto e anziano, </span><b>You Tube</b><span style="font-weight: 400;">: nessun video lungo, imperano le challenge, i balletti, i pets e tutti i video buffi. Il regno dei </span><b>reel</b><span style="font-weight: 400;"> che non mostrano come su Instagram una realtà costruita, ma che comunicano direttamente un momento qui e ora del protagonista. Solo con l’analisi del voto, per esempio, sapremo se la decisione dell’ex premier Berlusconi di sbarcarvi raccontando barzellette sia stata bene accolta e abbia fatto breccia davvero nel pubblico… la sentenza dopo il risconto delle urne. O se si rischia di osservare questa generazione come all’acquario nella propria bolla.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Angela Oliva</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6883" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-editoriale-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-editoriale-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-editoriale-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-editoriale-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-editoriale-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-editoriale-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-editoriale-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-editoriale.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>I segreti di una bookstagrammer</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Oct 2022 15:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra De Angelis]]></category>
		<category><![CDATA[Instagram Vs TikTok]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’uomo è un animale sociale, pertanto non poteva perdere l’occasione di cavalcare l’era dei social, facendoli diventare occasioni di lavoro. E’ il sogno di tutti, quello di trasformare un divertimento e un passatempo in un lavoro, ecco perché dopo i primi influencer favoriti dalla sorte, ma probabilmente anche dall’inventiva e dal momento giusto, in molti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
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<p><span style="font-weight: 400;">L’uomo è un animale sociale, pertanto non poteva perdere l’occasione di cavalcare l’era dei social, facendoli diventare occasioni di lavoro. E’ il sogno di tutti, quello di trasformare un divertimento e un passatempo in un lavoro, ecco perché dopo i primi influencer favoriti dalla sorte, ma probabilmente anche dall’inventiva e dal momento giusto, in molti tentano la stessa strada, ormai battuta da troppi imitatori seriali. Le polemiche a riguardo sono motivo di discussioni importanti tra psicologi e sociologi; e se gli influencer fossero lettori seriali? Non giornalisti culturali o critici letterari ma, lettori. Ne parliamo con Chiara Argirò, editor freelance molto seguita su Instagram:</span></p>
<p><b><i>Ciao Chiara, innanzi tutto complimenti per le tue recensioni che riscontrano grande interesse. Ci sono tanti bookstagrammer che tentano di farsi notare ma non hanno molte interazioni come spieghi il tuo successo? </i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ciao Ale! Grazie per questa preziosa opportunità e per i complimenti! Sono tredici anni che scrivo recensioni e lavoro ufficialmente come editor da due, il mio profilo ig nasce proprio da un mix di passione e lavoro. La comunicazione è la chiave di tutto. Uno dei miei grandi maestri, Tullio de Mauro, diceva che </span><i><span style="font-weight: 400;">per farsi capire bisogna scrivere semplice</span></i><span style="font-weight: 400;">. La professionalità non ha bisogno di ostentazioni ma di condivisione e la qualità dei contenuti fa sempre la differenza.</span></p>
<p><b><i>Recentemente è subentrato Tik Tok, che ha uno stile social diverso da Instagram ed è molto amato dai teenagers. Lo è anche per i contenuti che hanno a che fare con i libri e, se si, funziona di più?</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Io non uso Tik Tok, per esempio. Ogni piattaforma ha la sua fruibilità e il suo target. Tik Tok lo vedo lontano dal mondo dei libri per una questione di linguaggio ma dalla sua, ha una viralità dei contenuti più immediata rispetto a Ig  ed è riuscito ad avvicinare una grande fetta di giovani al mondo della lettura, e questo è un bene!</span></p>
<p><b><i>Gli influencer hanno una grande responsabilità, poiché sono portatori di messaggi che potrebbero influenzare negativamente, manipolando menti più fragili, personalità in cerca di approvazione, di visibilità. Anche i book influencer hanno questa responsabilità?</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando si parla di scrittura c’è sempre una responsabilità. Quella dei bookblogger o bookinfluencer è essere onesti, nei confronti di chi legge e nei confronti di chi scrive. Le recensioni negative servono e fanno bene, se scritte con criterio e basate su una critica costruttiva ma questo richiede competenza e una buona dose di…attributi! Diffondere la cultura e l’amore per i libri è un impegno e io non potrei farlo diversamente da così!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel ringraziare Chiara, vorrei dire a chi leggerà: fatevi influenzare dai libri e, se non sapete come sceglierli, trovate molti consigli di lettura anche nel virtuale. Ultimamente ho visto consigliare bei libri da Jovanotti e Vasco, ma questa è un’altra storia, una storia influenzabile…</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Alessandra De Angelis</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6887" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-parlando-con-chiara-argirò-c-300x200.jpeg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-parlando-con-chiara-argirò-c-300x200.jpeg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-parlando-con-chiara-argirò-c-1024x683.jpeg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-parlando-con-chiara-argirò-c-768x512.jpeg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-parlando-con-chiara-argirò-c-696x464.jpeg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-parlando-con-chiara-argirò-c-1068x712.jpeg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-parlando-con-chiara-argirò-c-600x400.jpeg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-parlando-con-chiara-argirò-c.jpeg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Il manifesto per il gioco attivo, una ricetta per una felicità sostenibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Oct 2022 15:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Mignini]]></category>
		<category><![CDATA[Instagram Vs TikTok]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il gioco come ricetta della felicità, prezioso per i bambini e per l’ambiente.  La tutela dell’ambiente per garantire un futuro migliore alle nostre bambine e bambini passa attraverso il gioco.  Fin da quando sono piccoli, i bambini possono imparare che anche loro possono fare la differenza e avere un ruolo attivo per proteggere il nostro [&#8230;]</p>
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<p><b><i>Il gioco come ricetta della felicità, prezioso per i bambini e per l’ambiente. </i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La tutela dell’ambiente per garantire un futuro migliore alle nostre bambine e bambini passa attraverso il gioco.  Fin da quando sono piccoli, i bambini possono imparare che anche loro possono fare la differenza e avere un ruolo attivo per proteggere il nostro pianeta. Come? Trasformando l’educazione ambientale in un gioco o rendendola protagonista delle feste di compleanno. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il gioco si sa è la ricetta per la felicità. Lo dice la scienza, attraverso il </span><i><span style="font-weight: 400;">Manifesto del Gioco Attivo</span></i><span style="font-weight: 400;">, lo afferma da sempre Dalahi Ortiz, party planner cubana di nascita ma toscana nel cuore che ha fatto di sorriso, divertimento e condivisione non solo una professione, ma un vero e proprio stile di vita. Giocare con gli amici è importante perché rende felici e la condivisione tra pari oggi, dopo oltre due anni di pandemia e di socialità limitata diventa ancor più importante. Il sondaggio condotto da </span><i><span style="font-weight: 400;">Fly Research</span></i><span style="font-weight: 400;"> per conto di </span><i><span style="font-weight: 400;">The Walt Disney Company</span></i><b><i> </i></b><span style="font-weight: 400;">per celebrare le classiche storie sull’amicizia di Winnie the Pooh, ha rivelato infatti che il 43% degli italiani intervistati ha incontrato il proprio miglior amico proprio negli anni dell&#8217;infanzia (il 76% prima degli otto anni e il 22% a sei anni). Insomma, </span><i><span style="font-weight: 400;">ci vorrebbe un amico</span></i><span style="font-weight: 400;"> come canta Antonello Venditti, un amico con cui ridere, giocare e scherzare e imparare a rispettare la natura. Giocare infatti permette di interpretare e vivere insieme dei ruoli, socialmente importanti per sperimentare quanto possa essere semplice e divertente adottare comportamenti ecosostenibili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">«</span><i><span style="font-weight: 400;">Oggi la festa di compleanno non è più il classico taglio della torta con parenti e il compagno di banco, ma un evento in cui si condivide un pezzo di vita con il proprio microcosmo</span></i><span style="font-weight: 400;"> – spiega Ortiz – Un momento magico in cui ci si trasforma in supereroi, bio – detective o esploratori della natura. Il tutto senza uscire necessariamente dalla porta o dal giardino di casa».  «</span><i><span style="font-weight: 400;">Un party planner è il compagno di viaggio dei propri momenti da ricordare e da celebrare</span></i><span style="font-weight: 400;"> per crescere – rivela ancora la titolare –». </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mamma e cubana di origine Ortiz sa bene che con un sorriso sulle labbra è possibile sistemare ogni cosa: «</span><i><span style="font-weight: 400;">Ho iniziato questo lavoro per gioco, perché i genitori dei compagni di scuola dei miei figli partecipavano alle loro feste di compleanno e ne rimanevano entusiasti</span></i><span style="font-weight: 400;"> – afferma ancora la professionista – </span><i><span style="font-weight: 400;">con il Covid le mie priorità sono cambiate, quelle delle persone sono cambiate. Si è riscoperto il benessere della socialità e della condivisione, l’importanza di salvaguardare l’ambiente per vivere bene con chi amiamo.</span></i><span style="font-weight: 400;">»</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono ben dieci i motivi trovati dagli scienziati </span><i><span style="font-weight: 400;">Alberto Pellai</span></i><span style="font-weight: 400;">, medico, psicoterapeuta dell’età evolutiva e ricercatore presso l’Università degli Studi di Milano, </span><i><span style="font-weight: 400;">Laura Pomari</span></i><span style="font-weight: 400;">, psicomotricista e antropologa culturale, </span><i><span style="font-weight: 400;">Marta Rizzi</span></i><span style="font-weight: 400;">, psicologa e psicoterapeuta e </span><i><span style="font-weight: 400;">Barbara Tamborini</span></i><span style="font-weight: 400;">, psicopedagogista e scrittrice che rispondono alla domanda “perché è importante giocare”. </span></p>
<h4><span style="font-weight: 400;">Dieci “perché” che compongono il manifesto del Gioco Attivo. Vediamoli insieme:</span></h4>
<h4><i><span style="font-weight: 400;">1 – Giocare aiuta a gestire le emozioni;</span></i></h4>
<h4><i><span style="font-weight: 400;">2 – mette in moto i nostri sensi;</span></i></h4>
<h4><i><span style="font-weight: 400;">3 – insegna a vivere in mezzo agli altri;</span></i></h4>
<h4><i><span style="font-weight: 400;">4 – sbagliare fa parte del gioco;</span></i></h4>
<h4><i><span style="font-weight: 400;">5-  insegna a rispettare le regole;</span></i></h4>
<h4><i><span style="font-weight: 400;">6 – giocare all’aperto fa bene alla salute come rivela L’Oms;</span></i></h4>
<h4><i><span style="font-weight: 400;">7 – la scoperta di sé è un gioco;</span></i></h4>
<h4><i><span style="font-weight: 400;">8 – fa vivere nel qui ed ora;</span></i></h4>
<h4><i><span style="font-weight: 400;">9 – giocare trasforma;</span></i></h4>
<h4><i><span style="font-weight: 400;">10 – giocare fa trovare punti in comune. </span></i></h4>
<p><span style="font-weight: 400;">Per avere ulteriori informazioni circa il manifesto e sottoscriverlo è possibile visitare l’indirizzo </span><i><span style="font-weight: 400;">www.escifuoricrescidentro.it</span></i></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Cristina Mignini</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6889" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-nasce-manifesto-gioco-attivo-ci-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-nasce-manifesto-gioco-attivo-ci-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-nasce-manifesto-gioco-attivo-ci-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-nasce-manifesto-gioco-attivo-ci-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-nasce-manifesto-gioco-attivo-ci-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-nasce-manifesto-gioco-attivo-ci-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-nasce-manifesto-gioco-attivo-ci-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-nasce-manifesto-gioco-attivo-ci.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Perché le case editrici fanno la corte agli influencer? Una questione di numeri e di tempo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Oct 2022 15:00:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Marco Bosio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siete in libreria e tra le mani vi capita un romanzo: La canzone di Achille di Madeline Miller. Lo riconoscete immediatamente. La copertina gira da diverse settimane sui Social, ne parlano gli influencer, lo espongono in vetrina i librai, lo sponsorizzano i marketplace senza pietà. Forse merita di essere letto, pensate. Il meccanismo è il [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Siete in libreria e tra le mani vi capita un romanzo: </span><i><span style="font-weight: 400;">La canzone di Achille</span></i><span style="font-weight: 400;"> di Madeline Miller. Lo riconoscete immediatamente. La copertina gira da diverse settimane sui Social, ne parlano gli influencer, lo espongono in vetrina i librai, lo sponsorizzano i marketplace senza pietà. Forse merita di essere letto, pensate. Il meccanismo è il medesimo di quando viene annunciato il vincitore del celebre Premio Strega. Lo ha consigliato anche quella ragazza su Instagram che vi piace tanto, quella con decine di migliaia di follower. Di lei vi fidate. Lo acquistate. E poi è una novità editoriale, il momento è adesso, no? Sbagliato.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">La canzone di Achille</span></i><span style="font-weight: 400;"> è un testo pubblicato nel 2012, romanzo d&#8217;esordio della Miller, (ri)scoperto a distanza di dieci anni da Selene Velez, booktoker tra le più famose al mondo, seguita da oltre 100k followers, e che lo ha inserito tra le sue letture consigliate “spingendolo” all&#8217;acquisto. Risultato:  negli Stati Uniti per diversi giorni si sono registrate le 10mila copie vendute al giorno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non è che il solo intervento della Velez giustifichi un simile numero, è anche un buon libro. Se un testo è brutto rimane tale e la comunità dei lettori se ne accorge in fretta. Certo però è che quel consiglio di lettura ha contribuito, e molto. Alla fine si è trattato di esprimere un gusto personale, tramite il mezzo pubblicitario più antico, ma ancora il più efficace: il passaparola.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una formula vincente, in particolare su Instagram e TikTok (per citare i Social più famosi, che insieme cubano oltre 3 miliardi di utenti), tanto che nel caso dei libri si parla ormai di </span><b>Bookstagram</b><span style="font-weight: 400;"> e di </span><b>BookTok</b><span style="font-weight: 400;">. Uno spazio digitale in cui il consiglio di lettura si diffonde tramite hashtag dedicati (i più seguiti, neanche a farlo apposta, #booktok e #bookstagram), meglio se messi in calce alla recensione, a completare uno scatto evocativo della copertina. Perché è l&#8217;immagine che vince sul processo emozionale, la parola arriva dopo. Ma arriva, sempre di libri si parla dopotutto. Se si tratta di un reel, un video brevissimo, ancora meglio, perché, come spiega qualche follower, sui Social i contenuti sono tanti e il tempo è poco. La sfida è questa: attrarre in pochi secondi l&#8217;attenzione. Il post, se fatto bene, diventa uno stimolo per l&#8217;utente all&#8217;approfondimento, portandolo talvolta al processo decisionale d&#8217;acquisto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Alcuni emergono sugli altri, sono gli influencer del libro, </span><i><span style="font-weight: 400;">pardon</span></i><span style="font-weight: 400;">, bookstagrammer e booktoker, seguiti da innumerevoli persone che ascoltano e si fidano del loro parere. Sono loro i nuovi </span><i><span style="font-weight: 400;">decision makers</span></i><span style="font-weight: 400;"> della filiera del libro? Chissà, ma uno o due meriti vanno loro riconosciuti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il primo – Secondo le statistiche, negli ultimi due anni il numero di lettori è aumentato in maniera considerevole, nonostante un lieve calo nei mesi più recenti. Seppure il dato faccia principalmente riferimento ai cosiddetti lettori forti, è anche vero che una buona fetta di nuovi lettori inizia finalmente a vedersi. Complice sicuramente il periodo di lockdown, che ha fatto registrare un boom di vendite del libro, gli influencer hanno indirizzato e aiutato nel processo. Interessante un ulteriore dato, che riguarda i generi di lettura preferiti. Se da un lato si sono riscoperti i classici (per fortuna!) dall&#8217;altro si è visto un ritorno di fiamma al fantasy e un&#8217;attenzione al fumetto e al manga. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il secondo – Chi in editoria ci lavora ha afferrato al volo i vantaggi, prima economici e poi di visibilità, offerti dal Bookstagram/Booktok; un fenomeno in costante crescita che ha portato prima di tutto le Case Editrici a creare reparti dedicati esclusivamente alla promozione sui Social. Ecco allora team di Social Media Manager incaricati di scovare gli influencer più in voga del momento ai quali inviare in omaggio le novità che dovranno sponsorizzare tra i loro fan. Chi ne ha beneficiato maggiormente sono ovviamente le Case più importanti, ma anche gli editori più “piccoli”, gli indipendenti, hanno finalmente trovato degli spazi accessibili in cui inserirsi per far sentire la propria voce. Si potrà finalmente parlare di un&#8217;editoria più democratica? Tralasciando le polemiche, è da segnalare poi come anche le librerie fisiche si stiano adattando al mondo Social, esponendo in vetrina, il più delle volte, proprio quei titoli suggeriti dal Bookstagram. Aggiungo: AIE, l&#8217;Associazione Italiana Editori, ha siglato una </span><b>convenzione con ZedProduction,</b><span style="font-weight: 400;"> una società che realizza corsi e che si occupa di creazione di contenuti, strategie e campagne social, con un particolare focus sulla Generazione Z, per aiutare i soci editori che vogliono approdare o aumentare la propria visibilità</span> <span style="font-weight: 400;">sia su Tiktok, sia su Instagram.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un fenomeno che ci fa comprendere come gli acquirenti si stiano spostando sempre di più verso il ruolo di </span><i><span style="font-weight: 400;">prosumer</span></i><span style="font-weight: 400;">: non più consumatore passivo, ma consumatore che è a sua volta produttore di beni e quindi di ricchezza. Non stupisce, pertanto, incontrare anche alcuni influencer, adulati da rinomate Case Editrici, che sono diventati Autori di best-seller. Ma su questo sorvoliamo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Post scriptum: Alla fine sono una vittima del sistema pure io: ho comprato </span><i><span style="font-weight: 400;">La canzone di Achille</span></i><span style="font-weight: 400;">, consigliato da una brava influencer. È un bel libro. </span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Marco Bosio</span></i></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6892" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-booktok-e-bookstagram-ci-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-booktok-e-bookstagram-ci-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-booktok-e-bookstagram-ci-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-booktok-e-bookstagram-ci-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-booktok-e-bookstagram-ci-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-booktok-e-bookstagram-ci-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-booktok-e-bookstagram-ci-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/1-booktok-e-bookstagram-ci.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6893" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-booktok-e-bookstagram-ci-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-booktok-e-bookstagram-ci-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-booktok-e-bookstagram-ci-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-booktok-e-bookstagram-ci-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-booktok-e-bookstagram-ci-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-booktok-e-bookstagram-ci-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-booktok-e-bookstagram-ci-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/10/2-booktok-e-bookstagram-ci.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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