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	<title>Il Viaggio Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>Verso la libertà: viaggio o miraggio?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Apr 2022 10:12:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La polemica]]></category>
		<category><![CDATA[Il Viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Letture sotto l'ombrellone]]></category>
		<category><![CDATA[Sandro Scarpitti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non più tardi di ieri, parlando di forme di Stato, Costituzioni e Diritti (volutamente con la D maiuscola), ho avuto modo di ricordare ai miei studenti che le libertà e i diritti civili sono tra quelle cose che, nella vita personale e sociale degli esseri umani, non si conquistano “una volta e per sempre”. Neanche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-3644-1" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/verso-la-libertà_-online-audio-converter.com_.mp3?_=1" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/verso-la-libertà_-online-audio-converter.com_.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/verso-la-libertà_-online-audio-converter.com_.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Non più tardi di ieri, parlando di forme di Stato, Costituzioni e Diritti (volutamente con la D maiuscola), ho avuto modo di ricordare ai miei studenti che le libertà e i diritti civili sono tra quelle cose che, nella vita personale e sociale degli esseri umani, non si conquistano “una volta e per sempre”. Neanche a farlo apposta, ho testualmente detto che l’umanità è costantemente in viaggio verso forme più elevate di libertà e di riconoscimento dei propri diritti naturali, fondamentali e accessori. Non si tratta, però, di un unico viaggio uguale per tutti, né unidirezionale, teso cioè sempre e comunque ad un miglioramento. Un crescendo che utilizza il punto di arrivo precedente come rampa di lancio per il prossimo livello di libertà e di diritti acquisiti e intoccabili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel mondo, gli Stati, le società e le persone, viaggiano a velocità molto diverse, in questo speciale contesto. La storia, anche recente, ci offre molti esempi di “promozioni” e di “retrocessioni” di interi Paesi da una categoria all’altra nel grande campionato mondiale dei diritti e delle libertà, a volte con processi lenti e macchinosi, altre attraverso svolte repentine, perfino violente o drammatiche. In ogni caso, senza la certezza di “avercela fatta” una volta per tutte; una certezza che, quando c’è, non può che definirsi (e dimostrarsi alla prima occasione) solo illusoria.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo abbiamo visto, lo stiamo vedendo e, temo, lo vedremo sempre di più dal 2020 in poi. Sembra quasi che anche la libertà e le libertà, si comportino come le masse d’aria e i venti, che si spostano in funzione di zone di alta e bassa pressione atmosferica nelle varie parti del globo. Sembra, in pratica, che non si riesca ad “avere vento ovunque” o a non averne da nessuna parte. Sembra che ci debba per forza essere una “bilancia dei venti”, tendente a zero, che però è la risultante di situazioni molto diverse tra loro tra una zona e l’altra, un Paese e l’altro, un continente e l’altro. Sembra, addirittura, che affinché in un luogo si possa godere delle più ampie e piene libertà, da qualche altra parte queste libertà debbano essere compresse, limitate, negate. Peggio ancora, quando questo “differenziale” nei diritti e nel conseguente stato di benessere diventa trasversale ad una stessa società, nella quale quindi ci saranno individui tanto più liberi, benestanti e felici (?), quanto più schiavi, miseri e infelici saranno gli altri loro simili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella riflessione odierna, quindi, un solo giorno dopo aver raccontato ai miei giovani studenti che la libertà è un perpetuo divenire, fatto di espansione e contrazione, di “più” e di “meno”, di oggi sì, domani no, di giustizie e di ingiustizie (almeno in quanto a “percezione” della nostra sensibilità umana), mi rendo conto che senza una destinazione certa, in fondo, che viaggio è? Va bene che il viaggio conta più della destinazione, ma se il punto di arrivo è una visione, verso la quale puntiamo con convinzione e con tutte le forze che abbiamo, e che ci sfugge di mano, spostandosi sempre un passo più in là, quando non allontanandosi di chilometri e chilometri quando crediamo di averla raggiunta, non sarebbe più corretto, e onesto verso noi stessi, chiamarla miraggio?</span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Sandro Scarpitti</span></i></p>
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		<title>Il viaggio di una vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Apr 2022 10:03:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The King]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Bufalari]]></category>
		<category><![CDATA[Il Viaggio]]></category>
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<p><span style="font-weight: 400;">Il viaggio è metafora di vita. Se dovessimo esser cinici è lo spostamento da un lungo all&#8217;altro. Ma l&#8217;esser umano non è cinico, è empatico, è emotivo, è sentimentale e proprio per questo il viaggio prende sostanza fino ad arrivar a rappresentazione della vita. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sin dalle proprie origini l&#8217;uomo ha voluto superar se stesso, ha voluto viaggiare, superando le Colonne d&#8217;Ercole e i limiti che di volta in volta si ponevano all&#8217;orizzonte.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Prima spostandosi a terra tra villaggio e villaggio, poi via mare, nel Mediterraneo e oltre Oceano, sfidando la paura che alla fine il mare finisse.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mai la paura è riuscita a vincere la forza e la voglia di viaggiare. Ma quanto il viaggio è scopo e quanto è oggetto di desiderio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La voglia di viaggiare, infatti, il godere del tempo del viaggio diventa essenziale al pari della meta raggiunta. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Forse anche di più per i naviganti che a prescinder dalla meta si nutrono del viaggio e dei viaggi&#8230;cosi scrivo perché così sono anche io autore di questo articolo. Forse fa parte dell&#8217;esser velista. Un viaggiatore paziente che deve saper sottostare al volere del Mare, del Vento e delle Correnti, aspettando il momento buono per partire o per fermarsi. È lì che anche l&#8217;attesa diventa viaggio, diventa esperienza, diventa occasione, diventa arricchimento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">D&#8217;altronde siamo tutti nelle mani del destino in un continuo viaggio chiamato vita.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Antonio Bufalari</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-3641" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-il-viaggio-di-una-vita-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-il-viaggio-di-una-vita-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-il-viaggio-di-una-vita-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-il-viaggio-di-una-vita-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-il-viaggio-di-una-vita-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-il-viaggio-di-una-vita-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-il-viaggio-di-una-vita-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-il-viaggio-di-una-vita.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Il vero viaggiatore deve allontanare le proprie paure</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Apr 2022 16:50:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Percoco]]></category>
		<category><![CDATA[Il Viaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una sensazione irrefrenabile che noi tutti conosciamo, due azioni che si preoccupano reciprocamente di non morire: si sostengono a vicenda, e con attenzione si voltano, per vedere se l’una ha lo stesso coraggio dell’altra, e allora si, può iniziare una fuga bellissima che diventa un viaggio, o un viaggio che ad un tratto diventa fuga, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-3554-3" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/vis-1_Viaggiare-o-scappare.mp3?_=3" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/vis-1_Viaggiare-o-scappare.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/vis-1_Viaggiare-o-scappare.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Una sensazione irrefrenabile che noi tutti conosciamo, due azioni che si preoccupano reciprocamente di non morire: si sostengono a vicenda, e con attenzione si voltano, per vedere se l’una ha lo stesso coraggio dell’altra, e allora si, può iniziare una fuga bellissima che diventa un viaggio, o un viaggio che ad un tratto diventa fuga, quando si inizia a scoprire qualcosa che non permette di tornare indietro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non conosco personalmente augurio più gradito e quindi degno di essere ricambiato: si ferma tutto quando si parla di mettersi in moto e andare, altro che viaggiare; si entra con un fuoco e con una consapevolezza all’interno di qualsiasi cosa si attraversi, ci si ferma, e inizia una lunghissima distesa, chiamata presente, che è lì, ma che mai come oggi viene ignorata, per paura certo, perché due cose hanno sempre tenuto lontano l’Uomo dalla Felicità: la paura di essere nelle proprie azioni, e la paura di vincere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ho imparato, e avrete imparato anche voi, dopo tante fughe, e parlo di fughe vere, che mi hanno visto attraversare più di 40 Stati nel Mondo, che fino a quando non ci si allinea con qualcosa che sembra ti accompagni in ogni istante, pur viaggiando, in realtà, non ci si muove di un solo respiro: si è fermi nella propria prigione che non molla di un solo metro, e tu scappi, scappi, ma sentì un senso di ostruzione perenne al petto, hai un respiro così corto che ti penti di aver preso quell’aereo 1 minuto prima del decollo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Chissà quanti come te, quanti di quei 165-170 passeggeri, e poi ancora quanti nello stesso scompartimento, o in metropolitana, o nel traffico, stanno cercando con quel viaggio, di capire se si ha davvero il coraggio di viaggiare, o se è solo voglia di capire perché nonostante quell’apparente dinamicità, si resiste, alla vita, ci si oppone, pensando che sia la vita ad opporsi, e quindi si scappa, da un qualcosa che a sorpresa, rimane dentro, e non perdona.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Così si cambia città, vita, religione, compagna, professione, abitudini, ma nulla sembra essere vivo, nulla sembra concedere anche a te un volto sereno, come quello di molti, che sembrano godersi quel momento che a te invece sembra mancare, sembra non arrivare mai, e continui per longitudini, ma non c’è verso, fino a quando, dopo anni, 10-15-20, capisci che quella presenza, non ti abbandonerà mai, e hai due possibilità: o continui a non volerla e a vedere che nonostante tutto è un peso che non si toglie, o ci diventi amico, e da quel momento, cambia tutto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’introspezione che non ci insegnano, e forse è un bene, non è fuori dal finestrino, non è in un libro, non è in un pensiero, quello che devi assolutamente trovare prima di caricare la caffettiera ogni mattina, non ha gli stessi occhi di quelle bocche che ti raccontano il nulla, pensando di averti nutrito semplicemente dicendoti ‘Buenos Aires, vai a vivere lì per un po’, ti farà bene’: ma tu scappa lo stesso, ha un senso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dimenati, non starci, abbi cura di sentirti vivo, abbattuto, e poi di risalire, di soffrire, di vedere che puoi andare oltre, di abbatterti, di riprenderti, di perdere il controllo e di rientrare, di misurarti in tutto il buio a cui solo tu puoi dare luce, di arrivarci sfinito, di non sottrarti, di prendere il sole e poi tanta acqua, e fallo, se questo è il viaggio; non perché un giorno finirà, per fortuna non finirà.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fallo perché un giorno mentre cercherei conforto e non ti basterà quello di nessuno, sentirai finalmente la tua voce, che non c’è stata in tanti momenti, non si è fatta sentire quando avevi bisogno, così come non ci sei stato tu per lei, tutte le volte che hai pensato fosse un peso, tutte le volte che l’hai sentita parlare da quella prigione che non hai mai accettato e da cui pensavi dovesse venire a liberarti qualcun altro, e invece dovevi rompere tu, con tutta la forza che avevi, quelle maledette sbarre.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se hai fatto questo, e lo senti se lo hai fatto, non devo dirti nulla, se invece non lo hai fatto, e senti anche se non lo hai fatto, continua; continua perché non ci sarà nessuno sconto, fino a quando non sarà compiuto tutto questo lunghissimo viaggio, non sarai un gran viaggiatore, cadrai anzi a mare per un si e per un no: ecco perché devi viaggiare, perché in quel mare un giorno, ti ci tufferei tu, per piacere, e mai per dovere. </span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Giuseppe Percoco</span></i></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-3618" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-viaggiare-o-scappare-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-viaggiare-o-scappare-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-viaggiare-o-scappare-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-viaggiare-o-scappare-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-viaggiare-o-scappare-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-viaggiare-o-scappare-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-viaggiare-o-scappare-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-viaggiare-o-scappare.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>L’importanza del “Qui e Ora” durante gli spostamenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Apr 2022 16:50:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Serendipity]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<category><![CDATA[Il Viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Letture sotto l'ombrellone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Noi siamo indotti a considerare il viaggio come una transizione che separa il momento in cui si intraprende un determinato percorso e il momento ultimativo del cammino. Cosa vuol dire? significa che tutto il tempo intercorrente tra i due estremi appare come di scarso significato. Insomma c’è un “PRIMA” poi c’è un “DOPO” e appare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-3563-4" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/seren-6_Il-viaggio.mp3?_=4" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/seren-6_Il-viaggio.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/seren-6_Il-viaggio.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Noi siamo indotti a considerare il viaggio come una transizione che separa il momento in cui si intraprende un determinato percorso e il momento ultimativo del cammino.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cosa vuol dire? significa che tutto il tempo intercorrente tra i due estremi appare come di scarso significato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Insomma c’è un “PRIMA” poi c’è un “DOPO” e appare completamente trascurabile il “DURANTE”, cioè il tempo che viene occupato nel corso del tragitto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le persone restano affascinate all’idea di svegliarsi in un albergo che si affaccia nella baia di Rio de Janeiro, ma preferirebbero essere trasportati in un “nano secondo” da una località europea a questa metropoli sudamericana senza “vivere il disagio” di un trasferimento che genera situazioni critiche, specie in questo momento di pandemia e con una guerra dai risvolti minacciosi ed inquietanti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cosa si annida in questo problematico trasferimento?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le variabili sono molte e non è agevole districare la matassa dei tanti squilibri che portano l’esploratore a dover combattere fino ad avere la prevalenza sulle criticità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proviamo a pensare che un soggetto sappia distaccarsi emotivamente fino a considerare le variabili di tipo negativo come condizioni che ci possono stare ma che non condizionano il progetto intrapreso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proviamo a considerare che un viaggio così lungo non può non essere “segmentato” e dunque percepire la “spedizione” come un viaggio a tappe.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cosa ne deriva? Che il camminatore si ritempra, poi si rigenera e respira l’ossigeno che promana la prima tappa, quindi la seconda ed infine la terza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non solo, ma il cammino a tappe permetterà di generare in ciascuno dei camminatori una accresciuta motivazione alla volta della tappa finale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La mia esperienza del cammino di Santiago di Compostela, pur se nella fase limitata ai 112 km. con cui venivano attraversate la Carunia e la Galizia (la zona a nord-ovest della penisola iberica), ti permetteva di ossigenarti sotto le piante dell’eucalipto e di rigenerarti in modo intenso e profondo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Avevamo l’ardente desiderio di avvistare la meravigliosa cattedrale di Santiago, oltre qualsiasi dettaglio etico ed estetico?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando eravamo inebriati dal penetrante profumo che si espandeva, il nostro richiamo emotivo era imperniato sul “QUI ed ORA” e dunque quello stato di benessere emotivo diventava la ragione del cammino stesso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dunque l’avvertire una magica sensazione di centratura di noi stessi, rappresenta il senso e lo spazio di un cammino che genera la forza simbolica che ci permette di sentire la dimensione di noi stessi che, camminando, siamo in continua crescita e in costante rigenerazione.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ernesto Albanello</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-3597" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-il-viaggio-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-il-viaggio-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-il-viaggio-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-il-viaggio-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-il-viaggio-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-il-viaggio-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-il-viaggio-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-il-viaggio.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>L’uomo nasce errante. Il viaggio primaria spinta per l’evoluzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Apr 2022 16:50:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Di Giovanni]]></category>
		<category><![CDATA[Il Viaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Viaggiare è un sogno che accomuna molte persone, la voglia di conoscere in effetti è una di quelle cose che ci ha permesso di evolverci, la ceca bramosia dell’Ulisse dantesco. Quel bisogno di scoprire nuove cose, nuovi colori, odori, sapori, paesaggi, persone, usi, culture.  Il viaggio apre la mente e le prospettive, null’altro ha questo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-3565-5" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/cultu-9_La-grande-viabilità.mp3?_=5" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/cultu-9_La-grande-viabilità.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/cultu-9_La-grande-viabilità.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Viaggiare è un sogno che accomuna molte persone, la voglia di conoscere in effetti è una di quelle cose che ci ha permesso di evolverci, la ceca bramosia dell’Ulisse dantesco. Quel bisogno di scoprire nuove cose, nuovi colori, odori, sapori, paesaggi, persone, usi, culture. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il viaggio apre la mente e le prospettive, null’altro ha questo effetto sugli esseri umani. Ci permette di uscire da noi stessi e capire che esistono altre realtà e che in effetti, non ne esiste una giusta, sono tutte giuste così come sono. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La nostra estrema interconnessione odierna è sicuramente stata permessa da quegli uomini che per primi hanno affrontato l’ignoto oltre il loro confine del visibile, attraversando mari e montagne, valichi e fiumi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Paura? Sicuramente ne hanno avuta tanta! Ma sono partiti lo stesso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’interconnessione nella preistoria è qualcosa di imprescindibile! Se, citando Umberto Galimberti, non possiamo immaginare il medioevo senza la parola Dio e la modernità senza la parola denaro mi sento di dire che sarebbe impossibile immaginare la preistoria senza parole come viaggio, migrazione, movimento, percorsi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’uomo nasce errante. Sfrutta risorse che, come lui, si esauriscono nel giro di poco tempo o si spostano sul territorio. Vivere secondo il ciclo della natura significa muoversi con lei, inseguendo i frutti delle stagioni. Questo è ciò che fa l’uomo nella preistoria. Certo tiene dei punti fermi. Ripari sotto pareti di roccia, falesie o grotte, ottimi per rifugiarsi o per ricaricare le riserve di selce per creare strumenti utili alla vita: coltelli, grattatoi, punteruoli, lamelle e via verso una tecnologia sempre più precisa e complessa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma abbiamo già parlato di come l’essere umano subisce un arresto nel periodo neolitico e si stanzia nei suoi primi insediamenti fissi. Ciò gli impedì di viaggiare? Assolutamente no!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel luogo designato per il proprio insediamento si sta sicuramente bene, c’è cibo e acqua, anche argilla per produrre manufatti ceramici, fauna e flora in abbondanza…ma manca sempre qualcosa! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ed è così che, archetipi di pionieri, si parte alla scoperta delle vie migliori per accedere alle risorse mancanti. In ricognizione per cercare le vie più brevi ed agevoli da percorrere per sé stessi e magari per il gruppo umano che si tenta di raggiungere. Fratelli o alleati al di là di barriere naturali mai troppo impervie.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Spesso chi non studia questa parte della storia fa fatica ad immaginare quanto complessa e sviluppata fosse l’economia e la rete di scambi, capillare per tutto il mondo o quasi. Beni lontanissimi raggiungevano il nostro territorio e la nostra regione già nel paleolitico superiore, ben 40.000 anni fa!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Potete immaginare come nella protostoria, periodo che va dal IV/III al I millennio a.C. questo sistema fosse ormai rodato e consolidato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Chiudo con un esempio autoctono. La conca aquilana, abitata da quel popolo che abitualmente chiamiamo Vestini (nome che nesce con il bisogno romano di denominarli, non sappiamo come si chiamassero prima di Roma) si può dire che sia totalmente a baste pastorizia già dalla fine dell’età del Bronzo. Tredici secoli prima della nascita di Cristo, nell’Abruzzo montano, non si coltivano più, praticamente per nulla, i cereali. Tutti i pochi terreni in pianura sono sfruttati per i pascoli, perché?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La risposta è semplice ma importante: la rete economica è talmente ben sviluppata che, solo con la vendita dei prodotti derivanti dall’allevamento (soprattutto la lana), ci si può permettere di avere tutto. Anche beni, non di prima necessità come ambra, rame, stagno e successivamente anche pasta vitrea e avorio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Che meraviglioso periodo, così sottovalutato. Ma è proprio la protostoria il seno delle grandi civiltà, la madre degli stati e delle nazioni. Non trascuriamo l’importanza dell’antico più antico solo perché non abbiamo scenari noti a cui ricondurli con la mente. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Creiamoci idee e immagini corrette per dare lustro e dignità a ciò che ci ha permesso e ci permette di essere ciò che siamo. Evoluti (anche se non sempre) e libri di conoscere il mondo è l’essere umano, senza vincoli e confini, reali o presunti che siano.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Dott.ssa Andrea Di Giovanni</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-3603" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-la-viabilità-nella-preistoria-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-la-viabilità-nella-preistoria-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-la-viabilità-nella-preistoria-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-la-viabilità-nella-preistoria-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-la-viabilità-nella-preistoria-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-la-viabilità-nella-preistoria-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-la-viabilità-nella-preistoria-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-la-viabilità-nella-preistoria.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>C&#8217;era una volta l’interrail … il viaggio “green” di un tempo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Apr 2022 16:50:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Oliva]]></category>
		<category><![CDATA[Il Viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Letture sotto l'ombrellone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si viaggiava in treno, zainone in spalla, attraverso le capitali europee (scegliendo 2 al massimo 3 paesi). Di solito era il viaggio post diploma alla ricerca avventurosa di un ostello per dormire, senza orari, con il minimo indispensabile e scegliendo mezzi trasporto assai ecologici. Il naso all’insù lasciandoci travolgere dall’arte e dalla voglia di conoscere. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-3547-6" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/editoriale-8_C_era-una-volta-l_interail.mp3?_=6" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/editoriale-8_C_era-una-volta-l_interail.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/editoriale-8_C_era-una-volta-l_interail.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Si viaggiava in </span><b>treno</b><span style="font-weight: 400;">, </span><b>zainone</b><span style="font-weight: 400;"> in spalla, attraverso le </span><b>capitali europee</b><span style="font-weight: 400;"> (scegliendo 2 al massimo 3 paesi). Di solito era il </span><b>viaggio</b> <b>post diploma</b><span style="font-weight: 400;"> alla ricerca avventurosa di un ostello per dormire, senza orari, con il minimo indispensabile e scegliendo mezzi trasporto assai ecologici. Il naso all’insù lasciandoci travolgere dall’arte e dalla voglia di conoscere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi invece dilagando una finalmente rinnovata </span><b>sensibilità ambientale</b><span style="font-weight: 400;"> è emersa la voglia di misurarsi con un’idea di viaggio più </span><b>riconnessa</b><span style="font-weight: 400;"> alla </span><b>natura</b><span style="font-weight: 400;">. Anzi per una volta una tendenza del lifestyle, fa pure bene all’</span><b>ambiente</b><span style="font-weight: 400;"> in generale e alla</span><b> salute</b><span style="font-weight: 400;"> del singolo. È cambiato il </span><b>paradigma di consumo</b><span style="font-weight: 400;"> della </span><b>vacanza</b><span style="font-weight: 400;"> intera o almeno parte di essa. Non è più il riposo, quello a cui aneliamo in vacanza, forse perché durante questo biennio lo abbiamo fatto abbastanza. Il viaggio è sempre più </span><b><i>experience</i></b><span style="font-weight: 400;"> e il comparto del turismo lo ha appreso in pieno, un po’ anche perché abbiamo sognato a lungo in pandemia il tempo in cui saremmo ritornati a viaggiare. La costrizione al viaggio nei confini nazionali – con la fortuna di vivere nel Paese più bello del mondo – ci ha fatto riscoprire il valore del viaggio nella natura e se possibile con alloggi </span><b>immersi nel verde</b><span style="font-weight: 400;">, quasi </span><i><span style="font-weight: 400;">wild</span></i><span style="font-weight: 400;"> e con sistemazioni </span><b>ecosostenibili</b><span style="font-weight: 400;">, che vanno dai campeggi agli </span><b>Eco Hotel</b><span style="font-weight: 400;">, fino al più classico dei “ritiri” tra i monti, il </span><b>Bio Mountain Retreat</b><span style="font-weight: 400;">. E non mancano poi anche accomodation alternative direttamente dagli Anni ’70, come i </span><b>WWOOF</b><span style="font-weight: 400;">, acronimo di </span><i><span style="font-weight: 400;">World Wide Opportunities on Organic Farms</span></i><span style="font-weight: 400;">. Sono </span><b>fattorie</b><span style="font-weight: 400;"> o </span><b>aziende agricole</b><span style="font-weight: 400;">, generalmente produttrici di </span><b>prodotti biologici</b><span style="font-weight: 400;">, che in cambio del proprio contributo all’attività offrono vitto e alloggio. Il nome deriva dal movimento mondiale che, da più di quarant’anni, mette in relazione </span><b>volontari</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>progetti rurali naturali</b><span style="font-weight: 400;">, promuovendo quella fiducia necessaria e le best practises per costruire una comunità globale sostenibile. E se comunque amate il campeggio? La parola chiave è di invenzione macedone questa volta e stiamo parlando di </span><b>Glamping</b><span style="font-weight: 400;">. Nasce fondendo due termini inglesi ormai universali, </span><i><span style="font-weight: 400;">“glamour” </span></i><span style="font-weight: 400;">e </span><i><span style="font-weight: 400;">“camping”</span></i><span style="font-weight: 400;">. La </span><b>versione chic</b><span style="font-weight: 400;"> del campeggio prevede sempre rigorosamente il soggiorno all’</span><b>aria aperta</b><span style="font-weight: 400;">, ma con tende più lussuose, con i servizi di un classico hotel (letti, materassi, mobili, elettricità e bagno), ma a cielo aperto. Una soluzione in puro “detox style”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma la tendenza non si ferma qui, e se siete pronti a passare alla fase di ripurificazione mentale nel vostro viaggio, ci sono importanti novità. Partiamo da chi ha corso senza sosta in pandemia ed è in forma. Può scegli ora il </span><b>Treetop Walking</b><span style="font-weight: 400;">: sono delle passeggiate verticali nella foresta, con le passerelle che ti collegano da una cima all’altra di un grande albero. Come in un film d’avventura e per chi non ha paura di camminare nel vuoto. Chi invece è abituato a yoga e meditazione nella vita di tutti i giorni può proseguire in vacanza con due attività: sono il </span><b>Tree Hugging </b><span style="font-weight: 400;">(abbracciare gli alberi) e il</span><b> Barefooting </b><span style="font-weight: 400;">(camminare scalzi). Entrambe permettono di riconciliarsi con la natura attraverso la sua energia elettrica per lasciar andar via lo stress. Se poi siete pronti ad esperienze di viaggio/meditazione più estreme scegliete il </span><b>Forest Bathing</b><span style="font-weight: 400;">. La pratica è nata in Giappone dove si chiama </span><i><span style="font-weight: 400;">shinrin-yoku</span></i><span style="font-weight: 400;">: lunghe passeggiate nei boschi, lontano dalla tecnologia in un </span><i><span style="font-weight: 400;">“bagno nella foresta”</span></i><span style="font-weight: 400;">, appunto per mente e corpo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Se poi il vostro livello di connessione con il mondo ve lo permette la tendenza viaggio suggerisce le </span><b>Mindful Walking</b><span style="font-weight: 400;">. Percorsi consapevoli nella natura, con una guida esperta di tecniche di rilassamento. Chi invece non ha paura delle suggestioni può spingersi fino alla </span><b>Perception Walking</b><span style="font-weight: 400;">: una </span><i><span style="font-weight: 400;">“passeggiata sensoriale”</span></i><span style="font-weight: 400;"> rigorosamente ad occhi chiusi per sviluppare gli altri sensi &#8211; attraverso tatto, olfatto e udito &#8211; nell’ascolto della natura, e quindi degli altri.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E quindi come recita Cesare Cremonini nella sua canzone intitolata non a caso, non solo </span><b><i>Buon Viaggio</i></b><span style="font-weight: 400;">, ma </span><i><span style="font-weight: 400;">Share The Love</span></i><span style="font-weight: 400;">:</span><i><span style="font-weight: 400;"> “</span></i><i><span style="font-weight: 400;">Buon viaggio, che sia un&#8217;andata o un ritorno/</span></i><b><i> Che sia una vita o solo un giorno</i></b><i><span style="font-weight: 400;">/ Che sia per sempre o un secondo/</span></i><b><i>L&#8217;incanto sarà godersi un po&#8217; la strada…”</i></b></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Angela Oliva</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-3595" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-editoriale-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-editoriale-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-editoriale-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-editoriale-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-editoriale-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-editoriale-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-editoriale-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-editoriale-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ripartire da zero è impossibile: riparti sempre da te</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Apr 2022 16:50:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fare business]]></category>
		<category><![CDATA[Ezio Angelozzi]]></category>
		<category><![CDATA[Il Viaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quante accezioni esisteranno della parola viaggio? Bhooooo&#8230; Se anche lo sapessi cosa potrei farmene di questa nozione? Sfoderarla in una conversazione tra persone intelligenti, durante una cena intelligente, dove la velata ostentazione di quanto ognuno dei commensali è figo risulta quasi un obbligo? Potrebbe essere: tra uno che cita Dostoevskij, l&#8217;altro che racconta di quella [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-3589-7" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/fare-bus-11_Ripartire-da-zero.mp3?_=7" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/fare-bus-11_Ripartire-da-zero.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/fare-bus-11_Ripartire-da-zero.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Quante accezioni esisteranno della parola viaggio?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Bhooooo&#8230;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se anche lo sapessi cosa potrei farmene di questa nozione? Sfoderarla in una conversazione tra persone intelligenti, durante una cena intelligente, dove la velata ostentazione di quanto ognuno dei commensali è figo risulta quasi un obbligo?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Potrebbe essere: tra uno che cita Dostoevskij, l&#8217;altro che racconta di quella volta che in Messico&#8230; e la tizia vestita in modo esotico che racconto del suo ultimo viaggio astrale, potrei dire &#8220;ma sapete quante accezioni esistono della parola viaggio?&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ovviamente, tutti farebbero finta di essere interessati a questo numero magico, come dissimulazione di un &#8220;e chissenefrega&#8221; trattenuto con difficoltà.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">All&#8217;unico scopo di evitare l&#8217;effetto &#8220;e chissenefrega&#8221;, mi limiterò a d un&#8217;unica accezione della parola viaggio, riferita alla conoscenza di sé stessi, quindi al viaggio interiore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">No, non è proprio una cosa mai sentita, ma ho la presunzione di provare a mettere sul tavolo una versione poco frequentata del viaggio nell&#8217;essere umano che potrà sorprendere i più e trovare il consenso e la condivisione di coloro che, per professione o per diletto, sono avvezzi a tali argomenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Parliamo di connettoma.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Niente paura, ne parliamo in modo semplice sintetico e con linguaggio divulgativo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Alcuni scienziati hanno compreso che l&#8217;essere umano, a differenza di quanto ha fatto la scienza riduzionista, non può essere diviso e studiato in sezioni e a comparti stagni, ma va visto nella sua interezza e nell&#8217;interazione tra le singole parti di cui è composto e dell&#8217;intero sistema (organismo) con l&#8217;ambiente esterno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La fisica quantistica (cercate i video del professore Emilio Del Giudice) e l&#8217;epigenetica (cercate i libri di Bruce Lipton), hanno dimostrato che siamo parte di un unico grande sistema che si muove e si modifica costantemente, proprio a causa dell&#8217;interazione delle parti che lo compongono.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;umano fa parte del sistema ed è, a sua volta un sistema, per cui modifica l&#8217;ambiente e viene modificato dall&#8217;ambiente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Leggendo Bruce Lipton, in particolare uno dei suoi libri più noti &#8220;la biologia delle credenze&#8221;, scoprirete che anche il nostro DNA considerato stabile e non modificabile, fino a qualche tempo fa, cambia in continuazione e lo fa sia a causa di stimoli interni che di stimoli esterni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per essere più precisi, possiamo subire vere e proprie mutazioni con conseguenze molto significative del nostro stato di salute, a causa di un pensiero ricorrente, piuttosto che a causa di un campo elettromagnetico generato da un antenna telefonica o dalla voce di qualcuno che ci provoca emozioni più o meno positive.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto ciò che sto scrivendo qui, in modo molto più puntuale e con supporto di dati scientifici lo troverete nei libri e nei video che vi ho suggerito, per cui non scendo in ulteriori dettagli ma vi invito a riflettere su alcune cose.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">1_ se è vero che un pensiero coerente con una emozione (stato d&#8217;animo) può influenzare il nostro stato di salute, che effetto hanno avuto due anni di terrorismo mediatico sulle nostre menti e sui nostri corpi?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma, soprattutto, chi ha usato questi strumenti era consapevole di cosa stava generando in intere generazioni di esseri umani? (domanda retorica!)</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">2_ se è vero che siamo energia e che il nostro sistema viene modificato da altre energie esterne, quali sono gli strumenti e le tecnologie con le quali possiamo essere influenzati?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">3_ se è vero che un pensiero coerente può modificare la mia situazione fisica e mentale, cosa succede alla mia vita quando sono collegato a realtà virtuali che il cervello non distingue da quelle reali?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella mia vita professionale ho tenuto corsi a decine di migliaia di persone facendo comprendere certe dinamiche e molte di loro hanno iniziato a vedere oltre la superfice, scoprendo i veri effetti di certi strumenti, apparentemente innocui, come certe pubblicità o certi comportamenti indotti dai social o dal neuromarketing e hanno iniziato a vivere in modo totalmente diverso sia la loro vita personale che quella imprenditoriale, trasformando delle pericolose minacce in grandi opportunità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In conclusione, ci sono due tipi di viaggi: quelli in cui sei guidato da altri, ignorando del tutto il percorso e inconsapevole dei rischi e delle opportunità legate al viaggio stesso e quelli in cui sei totalmente presente e pronto a difenderti dai rischi e a cogliere le opportunità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Chi vuoi scegliere come compagni di viaggio. L&#8217;ignoranza o la conoscenza?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Buon viaggio.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ezio Angelozzi</span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Formatore e business coach</span></i><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-3610" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-ripartire-da-zero-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-ripartire-da-zero-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-ripartire-da-zero-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-ripartire-da-zero-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-ripartire-da-zero-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-ripartire-da-zero-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-ripartire-da-zero-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-ripartire-da-zero.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Quell’irrefrenabile voglia di vacanza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Apr 2022 16:50:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fare business]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Mignini]]></category>
		<category><![CDATA[Il Viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Letture sotto l'ombrellone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’indagine condotta da Marriott Bonvoy dice che gli italiani scelgono un nuovo modo di fare vacanza Circa il 52% degli italiani ha in programma di viaggiare all&#8217;estero tra giugno e settembre, in nove casi su dieci (88%) spenderà più del solito rispetto alle vacanze estive precedenti alla pandemia (in media circa mille177 euro a persona). [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-3561-8" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/Fare-bus-2_Vacanze-a-tutti-i-costi.mp3?_=8" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/Fare-bus-2_Vacanze-a-tutti-i-costi.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/Fare-bus-2_Vacanze-a-tutti-i-costi.mp3</a></audio>
<p><b>L’indagine condotta da Marriott Bonvoy dice che gli italiani scelgono un nuovo modo di fare vacanza</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Circa il 52% degli italiani ha in programma di viaggiare all&#8217;estero tra giugno e settembre, in nove casi su dieci (88%) spenderà più del solito rispetto alle vacanze estive precedenti alla pandemia (in media circa mille177 euro a persona).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo due anni di partenze rimandate o annullate, la prossima estate, vedrà davvero una netta ripresa del turismo. L’emergenza sanitaria prima e la guerra in atto in Ucraina poi, hanno messo un duro freno al settore dei viaggi ma ora gli italiani sembrano voler tornare a viaggiare all’insegna del divertimento e del relax senza badare troppo al portafoglio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A rivelare le previsioni per la prossima estate in fatto di turismo è il rapporto Joy of Travel di Marriott Bonvoy, firmata dal programma fedeltà di Marriott International. L’indagine, condotta su un’ampia selezione di viaggiatori europei e mediorientali, ha coinvolto anche 2mila adulti italiani e ci ha permesso di scoprire qualcosa in più su quelli che saranno i trend della prossima stagione in fatto di viaggi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono i più giovani i viaggiatori che non baderanno a spese per raggiungere l’estero. Circa la metà (45%) dichiara di avere in programma una permanenza più lunga del normale, raggiungendo il 58% tra i viaggiatori della generazione Z tra i 18 e i 24 e il 57% tra quelli tra i 25 e i 34.  Il 32% dei viaggiatori intervistati ha pianificato almeno una vacanza da due settimane o più. Nonostante si tratti probabilmente della fetta di popolazione che ha un guadagno inferiore, gli adulti under 25 prevedono di spendere mille553 in più del solito, ovvero più di qualsiasi altra fascia d&#8217;età.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma cosa cercano gli italiani in vacanza?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quasi un terzo (32%) dice che la priorità per la propria vacanza è che sia &#8220;il più rilassante possibile&#8221; mentre il 30% dichiara di voler solamente fare &#8220;una pausa in un resort all-inclusive&#8221;. Nel frattempo, un terzo di coloro che viaggeranno ha in programma di trascorrere una vacanza da sogno da &#8216;una volta nella vita&#8217;, cosa che probabilmente contribuirà all&#8217;aumento generale della spesa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Neal Jones, chief sales &amp; marketing officer di Marriott International per Europa, Medio Oriente e Africa ha commentato: &#8220;I viaggiatori italiani desiderano una vacanza vera e propria quest&#8217;estate, e la pianificano su due settimane. Molti hanno previsto di spendere molto più del solito e di trascorrere più tempo in vacanza rispetto a prima della pandemia, per compensare la mancanza di viaggi degli scorsi due anni. Si tratta di una novità positiva per l&#8217;industria di viaggio, dopo due anni durissimi. I nostri clienti quest&#8217;anno stanno dando priorità alle vacanze ‘zero stress’. Il mio consiglio è quello di prenotare al più presto, se non l&#8217;ha già fatto, così da poter godersi un meritato break estivo nel proprio Paese o all&#8217;estero”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La voglia di spendere qualcosa in più e di fare una permanenza più lunga è il risultato diretto della pandemia, poiché molti vogliono recuperare la mancanza di viaggi degli ultimi due anni. Infatti, solo il 17% degli italiani dichiara di essere stato in vacanza all&#8217;estero dall&#8217;inizio della pandemia. Il 53% non ha messo piede fuori dall&#8217;Italia dall&#8217;estate 2019. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Cristina Mignini</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-3599" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-italiani-e-vacanza-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-italiani-e-vacanza-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-italiani-e-vacanza-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-italiani-e-vacanza-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-italiani-e-vacanza-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-italiani-e-vacanza-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-italiani-e-vacanza-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-italiani-e-vacanza.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Safar, il viaggio virtuale che ti fa immergere nel reale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Apr 2022 16:50:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Mignini]]></category>
		<category><![CDATA[Il Viaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra virtuale e reale, progettare il viaggio e costruire ricordi, è un lavoro da professionisti Guerra e Covid condizionano il turismo italiano: 11 milioni di italiani (almeno il 31%) rinunciano a viaggiare perché secondo l’indagine realizzata da Demoskopika la guerra in Ucraina e l’emergenza pandemica si dimostrano condizionanti per quanto riguarda la scelta delle vacanze. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-3552-9" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/la-citta-3_Vuoi-partire-con-me.mp3?_=9" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/la-citta-3_Vuoi-partire-con-me.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/la-citta-3_Vuoi-partire-con-me.mp3</a></audio>
<p><b>Tra virtuale e reale, progettare il viaggio e costruire ricordi, è un lavoro da professionisti</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Guerra e Covid condizionano il turismo italiano: 11 milioni di italiani (almeno il 31%) rinunciano a viaggiare perché secondo l’indagine realizzata da Demoskopika la guerra in Ucraina e l’emergenza pandemica si dimostrano condizionanti per quanto riguarda la scelta delle vacanze. Il 2022 segnerebbe un incremento dei flussi turistici in Italia: quasi 343 milioni di presenze e poco più di 92 milioni di arrivi, con una crescita rispettivamente pari al 35% e al 43% rispetto all’anno precedente. Segnali in ripresa, dunque, per il settore nel Belpaese anche se ancora al di sotto dei risultati registrati nel 2019, con un -21,4% di presenze e un -29,6% di arrivi. “Il turismo come lo abbiamo conosciuto fino a qualche tempo fa – ha dichiarato il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio – è probabilmente, se non definitivamente, in letargo. In questa direzione, il sistema ha necessità di subire una profonda trasformazione in chiave di sostenibilità per rispondere adeguatamente ai nuovi comportamenti di acquisto dei turisti generati dall’emergenza pandemica”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questo contesto di incertezza, un altro tipo di turismo è possibile! Si chiama Safar ed è il frutto di un’idea, nata in piena pandemia, della giornalista e Travel Coach® Carla Diamanti in collaborazione con la casa editrice Leone Verde Edizioni che cura le miniguide in formato PDF abbinate ad ogni destinazione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Safar in arabo significa viaggio, un viaggio inconsueto pensato per i nuovi turisti digitali che vogliono conoscere il mondo senza muoversi da casa attraverso un pc, tablet o smartphone: con 15€ si acquista la miniguida che viene spedita in pdf insieme al link per collegarsi alla diretta Zoom con Carla, una guida specializzata e altri viaggiatori. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Progettare “il viaggio” è un vero e proprio lavoro da professionisti: costruire “metaricordi” sfruttando il potenziale del digitale per respirare l’aria del posto immergendosi nel tour nella maniera più realistica possibile. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Giornalista per Vanity Fair, Donna Moderna, La Stampa, Luuk Magazine, Food Confidential e Touring, autrice di guide, docente all’Università di Torino e tour leader, Carla è una delle più affermate travel designer e l’unica Travel Coach®.</span></p>
<p><b>Carla cos’è Safar e soprattutto dove ci porta?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Safar è un prodigio che rende possibile far viaggiare per davvero chi non può muoversi e ha permesso di lavorare anche a chi era rimasto fermo e senza risorse. Durante i mesi della pandemia riflettevo sulle difficoltà pratiche, legate alla salute, alla famiglia o anche al portafoglio. Da una parte ci sono le persone con la sete di scoprire, dall’altra invece le guide che vivono in luoghi che non conoscono gli ammortizzatori sociali e che spesso hanno in carico l’intera famiglia da mantenere. Parlando con l’amica editrice Anita Molino abbiamo pensato a un modo per gettare un ponte e rispondere alle esigenze. Safar in arabo significa “viaggio”. Il nostro è un modo per farlo in tempo reale, anche se virtuale: muovendoci insieme a una guida locale che ci racconta il luogo in cui vive e a cui possiamo fare domande proprio come se fossimo anche noi sul posto.</span></p>
<p><b>Come in un viaggio partiamo da questa definizione: chi è una/un Travel Coach® e di cosa si occupa?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ho scelto di fare la Travel Coach® perché mi piace pensare al viaggio come un percorso che comincia molto prima della partenza. Sognare una destinazione può essere diverso dall’esperienza che poi ci si trova ad affrontare, perché viaggiare non è facile e richiede impegno di energie fisiche ed economiche. Ci sono luoghi che immaginiamo ammantati di un fascino che invece non hanno, Paesi che ci arrivano filtrati dai racconti di chi c’è stato, e magari è diverso da noi, o dalle pubblicità e dal linguaggio dei social. Viaggiare significa entrare in contatto con realtà diverse e come Travel Coach® aiuto le persone e i professionisti del turismo a partire in maniera adeguata, preparandosi e scegliendo il momento migliore, oltre che progettando il percorso più adatto alle loro esigenze.</span></p>
<p><b>La voce del verbo viaggiare racchiude molte declinazioni come suggerisce Lei nel Suo sito www.carladiamanti.com . Descrivere e progettare itinerari personalizzati in base necessità è un plus, ci spieghi meglio</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ciascuno di noi ha una sensibilità diversa, ha esperienze, gusti, tempi e modi diversi. Un itinerario personalizzato non è solo quello in cui si sceglie la durata o i servizi ma è un progetto adeguato alle esigenze di una persona. Credo che sia fondamentale che anche i professionisti del turismo ne tengano conto nel momento in cui impostano le loro linee di prodotto. Capita che alcuni viaggi siano semplicemente la traduzione in italiano di un percorso disegnato da un DMC e venduto nella stessa identica maniera a ogni mercato. Oppure che un tour operator basi un percorso sugli operativi di una compagnia aerea, o sulle tendenze del mercato, o ancora sui risultati economici. Nel mio modo di vedere, il turismo è uno strumento che deve andare oltre e per farlo non può prescindere dal mettere al centro della propria mission il viaggiatore e il luogo che lo ospita. Io lo chiamo #turismocostruttivo.</span></p>
<p><b>Può il turismo contribuire allo sviluppo sostenibile, uno dei goal perseguiti dall’agenda 2030? E’ la domanda cui l’Organizzazione mondiale del turismo delle Nazioni Unite ha cercato di dare una risposta nel Rapporto “Tourism for development”. Cosa pensa in merito a ciò?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non solo può, ma deve. Credo che la crisi attuale abbia portato molti operatori a rivedere il proprio punto di vista anche perché l’attuale undertourism lascerà nelle persone una maggiore consapevolezza. Il turismo è un’impresa colossale, che da sola potrebbe bastare a risollevare le sorti economiche di molti Paesi. Però c’è bisogno di regole per evitare disastri ambientali e culturali. Il lavoro della World Tourism Organization non deve rimanere slegato da quello degli operatori. I punti teorici dell’agenda 2030 dovranno essere tradotti in azioni. E noi che operiamo nel settore del turismo siamo responsabili di quelle azioni.</span></p>
<p><b>Lei ha coniato il termine Turismo Costruttivo che di per se rappresenta un viaggio, un percorso di scoperta e di consapevolezza per vivere appieno l’esperienza. Ci spieghi meglio.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il #turismocostruttivo è un modo diverso di pensare al settore dei viaggi. Riporta l’attenzione ai contenuti, si ferma a riflettere sulle conseguenze, cerca di trovare delle soluzioni che siano di basso impatto ma di grande efficacia. Rimette al centro della visione turistica le persone. Quelle che partono e quelle che ricevono turisti. Basta banalizzare il viaggio. Basta foto patinate, basta immagini che distorcono la realtà e mistificano i luoghi. Viaggiare è impegnativo ed è giusto che questo messaggio passi in maniera corretta. Solo così gli effetti del turismo sulle persone, sui luoghi e sulle culture potranno tornare a essere positivi. Le visioni distorte unite alla maggiore accessibilità dei luoghi hanno avuto conseguenze pesanti sull’ambiente naturale e sociale. Il #turismocostruttivo spegne i riflettori e rimette i luoghi nella loro luce reale.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Cristina Mignini</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">photo credits © Nicoletta Diamanti</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-3613" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-safar-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-safar-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-safar-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-safar-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-safar-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-safar-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-safar-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-safar.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Oltre lo spostamento fisico, le mille dimensioni del viaggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Apr 2022 16:50:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The King]]></category>
		<category><![CDATA[Gerardo Altieri]]></category>
		<category><![CDATA[Il Viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Letture sotto l'ombrellone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ve lo dico subito: i miei sono stati, sono e saranno principalmente viaggi fisici e, dove ragionevolmente possibile, in automobile, perché il mio cromosoma mi detta ciò. I viaggi di qualunque tipo, dallo scoprire da bambini cosa c’è fuori dal nostro quartiere, fino ai viaggi da adulti dall’altra parte del globo (e, probabilmente a breve, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-3575-10" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/10_Viaggio-fisico-o-virtuale.mp3?_=10" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/10_Viaggio-fisico-o-virtuale.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/10_Viaggio-fisico-o-virtuale.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Ve lo dico subito: i miei sono stati, sono e saranno principalmente viaggi fisici e, dove ragionevolmente possibile, in automobile, perché il mio cromosoma mi detta ciò.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I viaggi di qualunque tipo, dallo scoprire da bambini cosa c’è fuori dal nostro quartiere, fino ai viaggi da adulti dall’altra parte del globo (e, probabilmente a breve, su qualche stazione spaziale), caratterizzano l’essere umano sin dall’inizio della propria esistenza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nei secoli scorsi questa voglia di movimento portava con sé una buona dose di pericoli e di incoscienza da parte di chi intraprendeva il viaggio stesso, ma ciò non è servito a fermare i più temerari. Perché andare oltre le Colonne d’Ercole? Perché andare in dirigibile sul Polo Nord? Perché mettersi in un razzo e puntare sulla Luna?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cosa rispondere? Per ciò che mi riguarda, dopo quasi 2 milioni di km percorsi in auto (sì, 2 milioni: sono un guidatore compulsivo…) e dopo centinaia di voli aerei (e pochi treni e traghetti: non li gradisco granché) la mia risposta è: perché sì!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per tante persone che conosco in effetti i loro viaggi sono meno fisici, ma comunque avvincenti: se solo penso alla passione e coinvolgimento con cui a volte viene descritta la trama di un film o il contenuto di un libro, ci ho visto anche in quel racconto l’esperienza di un viaggio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non mi fermo lì: vi è mai capitato di ricevere la descrizione di una pietanza, con il dettaglio dell’origine di tutti gli ingredienti? Non è anch’esso un viaggio nelle terre che li hanno prodotti? E l’associare il bouquet di un vino con ciò che evocano le terre di origine dei vitigni che generano le sue uve? A tal proposito vorrei condividere con voi qualche esperienza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pur non amando il whisky (amo il rum, per il motivo che leggerete sotto), durante un viaggio in Scozia ho visitato una distilleria scozzese che fornisce le basi per la produzione dei Chivas Regal più pregiati: mi hanno fatto degustare i loro prodotti che, ovviamente, trovandomi nelle Highlands scozzesi, hanno generato tutta una serie di particolari sensazioni, una parte delle quali ho iniziato a sentirle anche mentre sorseggio un whisky a casa di amici, a continuazione di quel viaggio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sigari: sono un amante della loro lunga e meditativa fumata (accompagnata dal giusto rum…). Durante un viaggio ai Caraibi ho potuto visitare un’azienda che li produce, vedendo all’opera le mani esperte delle torcedores arrotolare con cura le migliori foglie di tabacco prodotto localmente, per dare vita ad un’esperienza olfattiva molto intensa. Esperienza ugualmente coinvolgente, ma ovviamente diversa, è quella che ho provato fumando un sigaro italiano: le nostre manifatture locali (non solo il Sigaro Toscano, ma anche altre meno note, come le manifatture del Brenta) hanno un loro encomiabile livello, se paragonato a ciò che NON arriva dai Caraibi: in questo caso le sensazioni mi sono molto più familiari. Queste esperienze sono quelle che rivivo davanti al camino d’inverno o in terrazza d’estate: anche questo viaggio continua…</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un viaggio contrario invece lo vivo quando all’estero provano a propinarmi piatti della nostra tradizione: a volte mi verrebbe voglia di emulare il miglior Checco Zalone del film “Quo Vado”, che vive in Norvegia e, nonostante la sua totale accettazione dei principi di vita locali, abdica al politically correct e, armato di cacciavite, smonta l’insegna con il tricolore che indegnamente garrisce sulla porta del ristorante!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I libri: per una amante dei viaggi “fisici” come me, i libri sono comunque una miccia per il girovagare. Essendo io un viaggiatore compulsivo, ma anche amante del genere fantascientifico, il mio libro preferito non può che essere “Guida galattica per autostoppisti”, in buona compagnia di “Terra!” del nostro Stefano Benni: se non stimolano loro a viaggiare con la mente, allora i neuroni hanno le ganasce alle ruote…</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quelli come me hanno sofferto i periodi di chiusura della pandemia come una tortura, ma hanno avuto modo di imparare a viaggiare virtualmente come mai avevamo fatto sinora: un’opportunità per imparare non solo a riconoscere, ma a creare da soli le sensazioni che incontreremmo fisicamente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Chissà come saranno i viaggi nel prossimo secolo: magari arriverà il teletrasporto e le mie amate automobili diventeranno degli oggetti da museo o un simpatico passatempo per il fine settimana: se ciò davvero avvenisse, il viaggio di per sé sarebbe più o meno avvincente? A me probabilmente toglierebbe il senso spaziale del movimento, ma cambiare in un battito di ali di farfalla i paesaggi, prospettive, profumi e sapori che ci circondano mi sa che sarebbe una sensazione unica e impagabile: sto pensando che per il mio 150° compleanno potrei regalarmi un viaggio di questi…</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Gerardo Altieri</span></p>
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