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	<title>Antonio Bufalari Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>Mare fonte di ispirazione e di Economia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2023 16:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fare business]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Bufalari]]></category>
		<category><![CDATA[ArgoNautica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una risorsa di cui si sta prendendo coscienza ”Alcuni anni fa – non importa quanti esattamente &#8211; avendo pochi o punti denari in tasca e nulla di particolare che m’interessasse a terra, pensai di darmi alla navigazione e vedere la parte acquea del mondo. È un modo che ho io di cacciare la malinconia e [&#8230;]</p>
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<p><b>Una risorsa di cui si sta prendendo coscienza</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">”</span><i><span style="font-weight: 400;">Alcuni anni fa – non importa quanti esattamente &#8211; avendo pochi o punti denari in tasca e nulla di particolare che m’interessasse a terra, pensai di darmi alla navigazione e vedere la parte acquea del mondo. È un modo che ho io di cacciare la malinconia e di regolare la circolazione</span></i><span style="font-weight: 400;">.”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo l’incipit di Moby Dick, opera nella quale Melville, in maniera sublime tratta, sotto forma di romanzo, il rapporto tra l’uomo e il mare che poi si trasla nel rapporto tra l’esser umano e la natura, anche la propria.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ritrovare nel mare – in questa massa d’acqua – la propria metodologia curativa. Rigenerare l’anima, affrontare i propri spettri, superare i propri limiti diventano passi, tappe, di una navigazione che viene iniziata mollando gli ormeggi. Lasciando il porto sicuro, pronti ad affrontar insidie, l’ignoto, per superar le proprie colonne d’Ercole e arrivar nell’inesplorato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa la navigazione che dall’Odissea a Moby Dick ha invaso la letteratura, ma questa è anche l’avventura antropologica dell’uomo che in modo inconscio affronta tutto ciò anche quando decide di comprar una barca e uscir per una semplice crociera giornaliera.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mettendosi in mare, ogni marinaio, anche il meno esperto, sa che dovrà affrontare venti correnti e ostacoli che si possono prevedere, tramite uno studio preliminare dei bollettini meteo marini, ma sempre con un pizzico di probabilità verso l’ignoto, il rischio, l’inconscio. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qualche tempo fa, ho iniziato un volume che, in verità, ancora non ho finito, e che si chiama “Storia del Mare” di Alessandro Vanoli. Andai a sentir la presentazione alla Libreria del Mare che ora è nel rione di San Saba. Proprio nella corte della Basilica di San Saba in una calda serata estiva si parlava di Mare…della storia dei miti, biblici ed omerici. Delle rotte dei mercanti, degli avventurieri e dei navigatori. Di come la navigazione sia mutata al mutare della tecnologia marittima e dell’ingegneria navale. Al pari delle cattedrali i costruttori di barche hanno mutato il corso della storia, fino ad arrivare a Cristoforo Colombo, Magellano, Vespucci. Senza mai dimenticare le leggende, le sirene, i tesori nascosti, il kraken, il maelstrom, o l’olandese volante.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E come si disse quella sera parlare di mare vuol dire “</span><i><span style="font-weight: 400;">sì parlare dei nostri sogni più profondi, ma anche ricordarci che alla fine siamo solo una specie tra altre specie. siamo parte del mare ed è questa forse la cosa che più conta in tutta questa avventura millenaria</span></i><span style="font-weight: 400;">”. Proprio per partecipar a questa storia millenaria, in questo spirito di inconscia voglia di vita l’uomo dal navigare per scopi commerciali o militari è passato a farlo per puro piacere, con l’invenzione della navigazione da diporto, dove il fine è solo vivere il mare. Ed eccoci alla nautica da diporto che per l’Italia rappresenta non solo un modello di stile e di eccellenza produttiva, ma anche una industria che occupa oltre 26.000 addetti e che genera oltre sei miliardi di fatturato globale, ovvero quasi il 3% del Pil nazionale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un settore in forte espansione e che deve esser inteso come parte di quella che oggigiorno viene chiamata Economia del Mare, o (forse anche impropriamente) Blue Economy, ovvero il sistema di operatori economici che vivono della risorsa acquea rappresentata dal Mare che bagna i nostri 7000 km di costa e che tramite la pesca, la cantieristica, la marina mercantile, il turismo diportistico, balneare, enogastronomico, si alza a rappresentare una fetta importante di economia ed occupazione nazionale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Forse alle volte non così valorizzata, ma della quale passo dopo passo si sta prendendo coscienza anche perché basata su una risorsa naturale, biologica, e faunistica che solo l’Italia possiede.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Avv. Antonio Bufalari</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Segretario Generale Assonautica Italiana – Unioncamere</span></i></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9364" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/mare-fonte-di-ispirazione-fb-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/mare-fonte-di-ispirazione-fb-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/mare-fonte-di-ispirazione-fb-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/mare-fonte-di-ispirazione-fb-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/mare-fonte-di-ispirazione-fb-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/mare-fonte-di-ispirazione-fb-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/mare-fonte-di-ispirazione-fb-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/mare-fonte-di-ispirazione-fb-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La libertà del Mare, l’inafferrabilità dell’Acqua</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jul 2022 15:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The King]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
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<p><span style="font-weight: 400;">Di acqua siamo fatti e di acqua è fatto il mondo. L’uomo ed il mondo è fatto di acqua in percentuali simili l’uomo al 65% circa e il pianeta al 70%.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Eh si, il nostro pianeta chiamato Terra, in realtà, è costituito da terre emerse solo per il 30% tutto il resto è Acqua, non Mari non Oceani…questo è solo il modo in cui siamo abituati a chiamarla, ma una distesa unica e mobile di acqua…</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un Oceano solo che con le sue correnti e con le sue maree da vita continua al nostro ecosistema.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’acqua è l’elemento primordiale che ha connotato il pianeta Terra, che a questo punto dovremmo chiamare pianeta Mare…</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma non solo, grazie al mare ed all’acqua, abbiamo avuto lo sviluppo della nostra civiltà. La ricchezza, i commerci, gli scambi culturali tra popolazioni son avvenute in gran parte solo grazie ed attraverso il mare. Navigazioni costiere che hanno permesso all’uomo di evolversi e di crescere intellettualmente, culturalmente e artisticamente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La particolarità dell’Acqua è, però, la sua inafferrabilità e proprio per questo l’uomo ha cercato sempre sin dai primordi ad applicare al Mare, all’Acqua, schemi terrestri di controllo e predominio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma il Mare, soprattutto l’alto Mare, è di tutti perché è di nessuno e là dove vivono venti e correnti esiste solo la libertà di viverlo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È il 1609 quando Ugo Grozio, un giurista ed avvocato olandese, fa la sua dissertazione chiamata “Mare Liberum”, nata molto probabilmente da un giudizio dallo stesso patrocinato in merito alla legittimità o meno del fermo e della cattura di una nave portoghese da parte della Compagnia delle Indie Olandesi. E Grozio oltre 410 anni fa sostiene che “ciascuno è libero, per il diritto delle genti, di viaggiare sul mare in quei luoghi e presso quelle nazioni che a lui piaccia”…</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da lui in poi le disposizioni che reggono il mare si sono evolute, sono mutate, è cambiata l’influenza e lo sfruttamento che l’uomo ha fatto e fa del mare. Oggi il diritto del mare è racchiuso della Convenzione di Montego Bay del 1982, la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del Mare…ma la libertà del mare e per il mare permane e rimane, come la forza e l’influenza che lo stesso ha su di noi.&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Avv. Antonio Bufalari</span></p>
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		<title>La differenza abissale tra parlare e conoscere</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2022 15:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The King]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Bufalari]]></category>
		<category><![CDATA[Saperi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parlando di saperi e soffermandomi sulla conoscenza son convinto che la stessa non ci appartenga, o meglio sia appannaggio di pochi, il resto è una tendenza umana a voler scoprir cose, nozioni, fatti e azioni, per una sete antropologica di sapere. Cosa, non si sa… Tale tendenza nella società di massa si è amplificata in [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Parlando di saperi e soffermandomi sulla conoscenza son convinto che la stessa non ci appartenga, o meglio sia appannaggio di pochi, il resto è una tendenza umana a voler scoprir cose, nozioni, fatti e azioni, per una sete antropologica di sapere. Cosa, non si sa…</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tale tendenza nella società di massa si è amplificata in modo del tutto anomalo e l’uomo comune ha avuto la possibilità, data dagli strumenti social che ci appartengono, di poter esternar in modo del tutto arbitrario il proprio sapere, le nozioni apprese senza alcun criterio di competenza e contestualizzazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da un lato, da uomo libero questo mi piace. L’estrema libertà di poter parlar di tutto, quando e dove si vuole dimostra l’ampia libertà di cui godiamo, a quanto dicano i complottisti di turno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dall’altro, però, vorrei che tale libertà fosse accompagnata da una società che sappia non dar credito al primo che parla e che basi le proprie conoscenze comuni solo in base ad opinioni e considerazioni di chi quella materia la tratta e la conosca, veramente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sapere, infatti, non si improvvisa e lo “studioso” sa che il proprio sapere non gli appartiene mai, ma è un continuo applicarsi. Ciò detto, bisognerebbe sempre affidarsi a chi almeno quel Sapere, quello vero con la S maiuscola, tenti di conoscerlo, di approfondirlo e di applicarlo…che siano professionisti, artigiani, professori, medici o avvocati…bisognerebbe tornar ad aver più umiltà e competenza, certezza delle fonti, perché poi i danni, si sentono!</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Avv Antonio Bufalari</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5524" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-la-conoscenza-non-ci-appartiene-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-la-conoscenza-non-ci-appartiene-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-la-conoscenza-non-ci-appartiene-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-la-conoscenza-non-ci-appartiene-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-la-conoscenza-non-ci-appartiene-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-la-conoscenza-non-ci-appartiene-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-la-conoscenza-non-ci-appartiene-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-la-conoscenza-non-ci-appartiene.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5525" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-2-la-conoscenza-non-ci-appartiene-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-2-la-conoscenza-non-ci-appartiene-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-2-la-conoscenza-non-ci-appartiene-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-2-la-conoscenza-non-ci-appartiene-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-2-la-conoscenza-non-ci-appartiene-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-2-la-conoscenza-non-ci-appartiene-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-2-la-conoscenza-non-ci-appartiene-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-2-la-conoscenza-non-ci-appartiene.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>To be or not to be: this is the gentleman</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jul 2022 15:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The King]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Bufalari]]></category>
		<category><![CDATA[Gentleman Vs Beastman]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’importanza di scegliere. Sempre. La bellezza comincia quando qualcuno comincia a scegliere. E il gentleman questo fa, sceglie la bellezza, sceglie la gentilezza, sceglie l’eleganza. Forse lo fa in modo inconscio, derivandogli tale innata proiezione dalla propria educazione giovanile, dagli insegnamenti familiari o forse, semplicemente, dal proprio carattere, o forse lo fa come scelta consapevole, [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">L’importanza di scegliere. Sempre. La bellezza comincia quando qualcuno comincia a scegliere. E il gentleman questo fa, sceglie la bellezza, sceglie la gentilezza, sceglie l’eleganza. Forse lo fa in modo inconscio, derivandogli tale innata proiezione dalla propria educazione giovanile, dagli insegnamenti familiari o forse, semplicemente, dal proprio carattere, o forse lo fa come scelta consapevole, voluta, desiderata e ricercata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È facile esser bestia, basta poter dar sfogo ai propri istinti senza freni, senza filtri, per l’eterna lotta della sopravvivenza, presente e – anche forse giustificata – nel mondo animale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma quanto è invece difficile esser gentleman o gentlewoman…quanto costa lavorar su di sé per la ricerca di qualcosa di migliore di sé stesso, per migliorarsi, per crescer e diventar donne e uomini migliori.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Poco o tanto, ne vale la pena. È si lo dico a gran voce. Ne vale la pena e non solo per se stessi ma perché se metti in circolo bellezza, sentimento, positività…questi poi ti ritornano. Ne avevamo parlato con il concetto di energia, che muta, si trasforma ma non si distrugge. La bellezza anche. Più l’uomo si sforzerà di metterla in circolo rispettando la natura e gli altri esser umani e più questa gli tornerà sotto altre spoglie.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per quello vi esorto a scegliere, sempre, perché solo così si cambia il mondo. E basta poco per iniziare. Anche solo tramite una parola, un buongiorno, un sorriso. Questo significa esser gentleman? Per il sottoscritto, sì! Assolutamente. Poi viene il resto, poi viene il gusto per l’arte, per i locali, il viaggiare, tutto quello che nutre la mente e l’anima…ma si inizia con poco, con l’essenziale, con l’invisibile.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Avv. Antonio Bufalari</span></p>
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		<title>Tre R per salvare gli oceani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jun 2022 15:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Bufalari]]></category>
		<category><![CDATA[Recuperare Rigenerare Rinnovare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ha ragione la Presidente di Marevivo Rosalba Giugni quando afferma che il nostro Pianeta non dovrebbe chiamarsi Terra, bensì Mare e che Madre Terra sarebbe da tradurre con Madre Mare…e non solo perché i Mari o il Mare occupa il 71% della superficie del pianeta e che il Mare è il vero cuore della vita [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Ha ragione la Presidente di Marevivo Rosalba Giugni quando afferma che il nostro Pianeta non dovrebbe chiamarsi Terra, bensì Mare e che Madre Terra sarebbe da tradurre con Madre Mare…e non solo perché i Mari o il Mare occupa il 71% della superficie del pianeta e che il Mare è il vero cuore della vita “terrestre”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questo ecosistema siamo arrivati noi, produttivi e consumatori, e giorno dopo giorno abbiamo eroso sempre più le risorse che sono a disposizione. Proprio per questo ora non ci restano alternative se non l’utilizzo della teoria delle tre R…ovvero Ridurre, Riutilizzare e Riciclare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ormai i danni prodotti son irrimediabili, la plastica esiste e con essa le tanto note microplastiche. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma il concetto di riduzione, riutilizzo e riciclo non dobbiamo intenderlo valevole solo nei cicli produttivi, manutentivi o di trattamento dei rifiuti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È un concetto base, una forma mentis, quello che &#8211; alla base della blue economy – permette il cambio di passo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Concepire le risorse, le coste, le città, gli ambienti come “finiti” e quindi come esauribili se non esauriti, ci mette di fronte ad una sola opportunità. Quella di pensare tutti i beni presenti nella vita quotidiana come riutilizzabili, da un bicchiere di vetro, ad un bacino portuale. Trasformare, riutilizzare, aggiustare per dare una seconda vita a tutti i beni già prodotti e nella nostra disponibilità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Riducendo, di conseguenza, i nuovi beni o meglio i beni nuovi e andando a ottimizzare i cicli di trattamento dei rifiuti si potrà forse cambiar il domani dei nostri figli.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un domani che passa dalla rigenerazione dei nostri Mari, nella loro protezione e conservazione, o semplicemente nell’amor che l’uomo deve aver dell’Oceano come mare dei mari. Un unico insieme rivolto alla vita.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Avv. Antonio Bufalari</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4947" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/2-con-le-3-r-salviamo-gli-oceani-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/2-con-le-3-r-salviamo-gli-oceani-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/2-con-le-3-r-salviamo-gli-oceani-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/2-con-le-3-r-salviamo-gli-oceani-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/2-con-le-3-r-salviamo-gli-oceani-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/2-con-le-3-r-salviamo-gli-oceani-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/2-con-le-3-r-salviamo-gli-oceani-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/2-con-le-3-r-salviamo-gli-oceani.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4948" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-con-le-3-r-salviamo-gli-oceani-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-con-le-3-r-salviamo-gli-oceani-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-con-le-3-r-salviamo-gli-oceani-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-con-le-3-r-salviamo-gli-oceani-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-con-le-3-r-salviamo-gli-oceani-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-con-le-3-r-salviamo-gli-oceani-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-con-le-3-r-salviamo-gli-oceani-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-con-le-3-r-salviamo-gli-oceani.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La slow life ha bisogno di investimenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jun 2022 15:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Bufalari]]></category>
		<category><![CDATA[Borghi o Città]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche se l’altro ieri Elon Musk si è schierato contro lo smart working dei manager Tesla e a quanto sembra in una email indirizzata ai propri manager ha esortato tutti a lavorare in sede almeno quaranta ore a settimana. Il mondo del lavoro ha subito a fronte del lockdown una forte scossa verso forme di [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Anche se l’altro ieri Elon Musk si è schierato contro lo smart working dei manager Tesla e a quanto sembra in una email indirizzata ai propri manager ha esortato tutti a lavorare in sede almeno quaranta ore a settimana. Il mondo del lavoro ha subito a fronte del lockdown una forte scossa verso forme di lavoro più smart.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ovviamente non si può generalizzare ma molte aziende hanno cambiato il proprio asset lavorativo, permettendo alle proprie risorse di lavorare direttamente da casa o comunque dall’esterno, con vantaggi e/o svantaggi prima di tutto quello di rimodulare le proprie sedi con indubbi risparmi dal punto di vista dei canoni di locazione, dei costi energetici ed altro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Certo il dubbio resta sulle performance di produzione ma sicuramente in un’ottica di cambiamento ecosostenibile della società, andranno approfonditi anche i temi sullo smart working e sulla condivisione del posto di lavoro, smaterializzandolo dalla scrivania degli anni Cinquanta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tale processo ha poi anche permesso di vivere la città in modo del tutto nuovo, aprendo anche alla possibilità di tornare a riabitare i borghi, soprattutto se limitrofi e logisticamente collegati alle realtà produttive e cittadine.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cambia il lavoro, cambia il modo di vivere e il luogo in cui vivere e ciò deve accompagnarsi anche al cambiamento legato alla mobilità con forme di sviluppo di nuova mobilità sostenibile e che vada a trasformarsi riducendo il più possibile le emissioni di CO2.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si sta così avendo in diversi casi la riscoperta dei borghi, delle seconde case, magari delle case dei nonni e dei genitori, un tempo abbandonate o rilegate a meta estiva.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vi sono paesi e borghi antichi che hanno abbracciato la nuova esigenza emergente, tanti sono i casi virtuosi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella mia esperienza, seppur vivendo a Roma e lavorando un po ovunque in Italia – dove mi porta il mare – spesso rifuggo nella casa di famiglia ad Offida, sulle colline picene, dove amministrazioni civiche virtuose studiano spesso manovre per agevolare il ritorno a vivere il borgo. Di qualche anno fa, era il 2018, l’iniziativa dell’esonero dalla tassazione comunale per dieci anni dedicata ai nuovi residenti, manovra voluta dall’Amministrazione Comunale per contrastare il disagio insediativo. Disagio che alla fine è particolarmente ripagato dalla alta qualità della vita che i borghi storici come Offida sanno restituire ai propri cittadini.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vi sono anche tante iniziative culturali ed artistiche che stanno nascendo per la rivalutazione dei borghi e delle residenze insistenti. Una alla quale sto partecipando, tramite la dimora offidana della mia famiglia, è “</span><i><span style="font-weight: 400;">6 dimore in cerca d’autore</span></i><span style="font-weight: 400;">”, un progetto di promozione culturale che si propone di esaltare la bellezza e il valore artistico delle dimore storiche della Vallata del Tronto e del territorio piceno, per contribuire in modo innovativo alla rinascita di una terra gravemente colpita dal sisma del 2016 – 2017 e messa ulteriormente alla prova dalla pandemia da Covid-19.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Progetti, questi, che permettono tramite varie forme turistico culturali di promuovere i borghi mettendone in evidenza le peculiarità e promuovendo l’insediamento che sia stabile, temporaneo o semplicemente turistico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E torniamo alla sostenibilità, che va di pari passo con lo sviluppo di nuove forme di lavoro, di trasporto e appunto di mobilità lenta che permetta il rispetto dell’ecosistema e di realtà artistiche e storiche come quella dei borghi. Sembra contrastare ciò lo sviluppo o la produttività. No. Son convinto del contrario, una vita più sana, infatti, ci permette di vivere meglio, di lavorare aumentando concentrazione e produttività e questo rende al contrario veloce l’elaborazione del dato e l’ottimizzazione del lavoro. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Avv. Antonio Bufalari</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4806" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-la-rinascita-dei-borghi-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-la-rinascita-dei-borghi-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-la-rinascita-dei-borghi-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-la-rinascita-dei-borghi-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-la-rinascita-dei-borghi-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-la-rinascita-dei-borghi-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-la-rinascita-dei-borghi-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-la-rinascita-dei-borghi.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<item>
		<title>Arricchire il nostro tempo, arricchire la vacanza, arricchire la vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jun 2022 15:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The King]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Bufalari]]></category>
		<category><![CDATA[Una Vita In Vacanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il lockdown ha di fatto sospeso le nostre vite per circa un anno e mezzo ed ora la speranza è quella di riappropriarci delle nostre vite, dei nostri spazi e soprattutto del tempo. Ed il tempo si sa scorre incessantemente e solo alle volte riusciamo a goderne. Il momento più emblematico è appunto quello della [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Il lockdown ha di fatto sospeso le nostre vite per circa un anno e mezzo ed ora la speranza è quella di riappropriarci delle nostre vite, dei nostri spazi e soprattutto del tempo. Ed il tempo si sa scorre incessantemente e solo alle volte riusciamo a goderne. Il momento più emblematico è appunto quello della vacanza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tempo nel quale ci abbandoniamo alla necessità di nutrire la nostra vita e la nostra anima con quello che amiamo, con quello che ci nutre…dedicandoci agli affetti, alle emozioni e alle passioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La vacanza un termine che è cambiato molto negli ultimi anni pre lockdown…nell’accelerazione generale dei ritmi di vita la vacanza si è abbreviata, si è accorciata, si è concentrata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Siamo passati da un concetto di vacanza villeggiatura, fatta non di ore ma di giorni, se non di mesi…nei quali il tempo scorreva lento e rarefatto ad una vacanza corta, veloce, intensificata nei tempi e nelle modalità; magari ridotta ad un fine settimana che, quando va bene, comprende anche il venerdì.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella vacanza ridotta è diventato essenziale, pertanto, non perder tempo. Far si che ogni momento sia significativo, importante, non lasciato al caso. Chissà se dopo il lockdown questa incessante corsa iniziata qualche anno fa, continuerà senza cambio di rotta o si preferirà una generale decelerazione, preso atto che con la decelerazione forzata dal lockdown, il pianeta generalmente ne ha beneficiato…</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Che sia tanto o poco, ritengo, però, che nel concetto generale di vacanza fulcro sia come torno a dire l’essenza della “ricchezza del tempo” che si tramuta in vita. Che tu stia guidando tra vigneti toscani, o danzando sulla Senna, che tu stia cenando tra i vicoli dì Roma o nuotando nel Mare del Golfo di Sorrento, quello che veramente conta è che tu possa dire che quel tempo chiamato vacanza, chiamato pausa, possa esser semplicemente chiamato vita! </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Avv. Antonio Bufalari</span></p>
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		<title>Vela maestra di vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 May 2022 15:50:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The King]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Bufalari]]></category>
		<category><![CDATA[Letture sotto l'ombrellone]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come membro dell’Advisory Board di Assonautica Italiana ho da poco assunto la delega ai rapporti con le Federazioni Sportive e con le ASD, le Associazioni Sportive Dilettantistiche e l’ho fatto con coscienza perché in quel mondo ci son cresciuto. Al Circolo Nautico Sambenedettese ho passato gli anni più belli della mia adolescenza.  Gli anni che [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Come membro dell’Advisory Board di Assonautica Italiana ho da poco assunto la delega ai rapporti con le Federazioni Sportive e con le ASD, le Associazioni Sportive Dilettantistiche e l’ho fatto con coscienza perché in quel mondo ci son cresciuto. Al Circolo Nautico Sambenedettese ho passato gli anni più belli della mia adolescenza. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli anni che mi hanno formato, sia come velista e come sportivo preparandomi alle navigazioni che si facevano sulle barche da altura anche con la STA-Italia e la Marina Militare ma soprattutto preparandomi ad una avventura ancora più impegnativa, la vita.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Eh si, il Circolo è stata una seconda famiglia, dove mi hanno formato. I Circoli Velici son quei posti dove rigore e divertimento si sposano bene, ma d’altronde così è la Vela. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una disciplina sportiva e non solo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Riflettevo su questo proprio perché se ne è parlato anche l’altro giorno a Palazzo Marina, dove è stato presentato il Nastro Rosa 2022 un giro a vela tra Venezia e Genova, Una competizione sportiva lungo i nostri mari, e proprio lì il Sottocapo di Stato Maggiore della Marina, Amm. Giuseppe Berutti Bergotto ha sottolineato come la disciplina della vela sia fondamentale per la formazione delle nuove generazioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo è lo sport in generale, ma il cuore mi fa sempre parlare di quello che più amo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’andar per mare a vela, nella mia esperienza, mi ha insegnato tanto, a rapportarmi con gli altri, ad esser squadra ed equipaggio, un pugno di amici in mezzo al mare…che diventano un corpo unico. È faticoso andar per mare a vela, è scomodo è alle volte anche usurante e stressante…ma quante emozioni ti sa regalare, ogni fatica viene superata, ogni ostacolo diventa un ricordo lontano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo sport è tutto questo, un modo divertente per capire la vita per comprendere che se vuoi ottenere un risultato, beh con fatica, impegno, preparazione puoi arrivarci e se per qualsiasi ragione non arrivi al podio, beh ci avrai provato, e ne vale sempre la pena, perché solo rischiando potrai dire di aver vissuto davvero.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proprio tutto questo bagaglio di emozioni che scrivendo vengon piano piano fuori come un fiume in piena, mi ricordano e mi stimolano da giurista a porre sempre attenzione al mondo dello sport e così come anticipavo ecco perché son stato contento della delega, perché mi permetterà di mettermi a disposizione di un mondo che ti regala tanto e che va protetto e difeso, come con disposizioni e misure che possano supportarlo, dal punto di vista giuridico normativo, economico. Ho scritto poco tempo fa di operatori economici e concessioni demaniali. Anche i circoli sportivi e le associazioni sportive saranno toccate dalle nuove prossime normative che interesseranno le coste e il demanio e proprio per le peculiarità di questo mondo è fondamentale che lo Stato riconosca il valore aggiunto che nella società civile lo Sport può portare, arricchendo soprattutto i cittadini di domani, i più giovani. E noi con qualche anno in più sulle spalle abbiamo l’onere e l’onore di poterci adoperare per far si che il settore dell’associazionismo sportivo ove il cuore oscura il portafoglio sia sempre più promosso e supportato.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Avv. Antonio Bufalari</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4451" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-la-vela-scuola-di-vita-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-la-vela-scuola-di-vita-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-la-vela-scuola-di-vita-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-la-vela-scuola-di-vita-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-la-vela-scuola-di-vita-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-la-vela-scuola-di-vita-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-la-vela-scuola-di-vita-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-la-vela-scuola-di-vita.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Demanio marittimo: costruirlo o pianificarlo?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 May 2022 15:50:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Bufalari]]></category>
		<category><![CDATA[Costruire]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mi sono posto questa domanda per trattar un tema a me caro e oggi di accesa discussione, ovvero le proroghe delle concessioni demaniali marittime alla luce della Direttiva 2006/123 CE, meglio conosciuta come Direttiva Bolkestein e delle recentissime sentenze dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato nn. 17 e 18 del 9 novembre del 2021. L’Italia, [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Mi sono posto questa domanda per trattar un tema a me caro e oggi di accesa discussione, ovvero le proroghe delle concessioni demaniali marittime alla luce della Direttiva 2006/123 CE, meglio conosciuta come Direttiva Bolkestein e delle recentissime sentenze dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato nn. 17 e 18 del 9 novembre del 2021.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Italia, il Parlamento, il Governo, gli Operatori con aziende sorte su demanio marittimo, come stabilimenti balneari, pontili, circoli velici, ristoranti, cantieri, et cetera…tutti richiamati all’ordine dal Supremo Giudice Amministrativo che ha detto basta, in modo definitivo e perentorio, alle proroghe degli atti concessori sic et simpliciter e ha richiesto una riforma del settore per avviar procedure ad evidenza pubblica per l’assegnazione del bene pubblico “demanio marittimo”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In realtà il Legislatore ultimamente una parvenza di riforma l’aveva posta accanto alla proroga di 15 anni fino al 2033. Aveva scritto nero su bianco che in tale periodo avrebbe avviato innanzitutto il censimento delle coste e dei propri beni per comprender lo stato delle coste.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Allora in un paese noto per progetti eseguiti e mai realizzati, scheletri nel deserto ed eco mostri sparsi un po’ ovunque si è deciso di ripartire dalla pianificazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Io son d’accordo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non lo sono quando si usa l’alibi della mancata approvazione della pianificazione urbanistica per bloccare iniziative lodevoli di altrettanto lodevoli operatori economici, ma laddove la pianificazione non vada ad ostacolare e bloccare “il costruire” – da intendersi non solo come edificazione ma anche come riqualificazione, ottimizzazione e sana gestione del demanio – questa sia essenziale per riuscire a render più performante l’utilizzazione del patrimonio naturale e costiero italiano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ovunque, ed anche qui, si parla dei nostri famosissimi quasi 7000 km di coste.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Litorali composti per lo più da angoli magnifici, senza uguali. Un patrimonio naturale, biologico e faunistico raro per non dire unico al mondo, nel quale siamo stati abituati a vivere e lavorare alla giornata, senza una vera e propria coscienza di quello che abbiamo tra le mani.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per questo son convinto che abbia avuto un barlume di genialità il Legislatore quando ha disposto che la riforma del demanio marittimo parte innanzitutto dal censimento delle coste e dall’individuazione dell’esatta consistenza del patrimonio costiero. Conoscendo e diversificando si potrà infatti dar alla luce una riforma che possa valorizzare le peculiarità dei diversi comparti merceologici, la cantieristica, la pesca, il turismo, la nautica e non ultimo tutte quelle migliaia di attività senza scopo di lucro come ASD e circoli che vivono sulla valorizzazione e promozione dello sport, del mare, della cultura e dell’arte marinara.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Abbiamo tanto di non utilizzato, di abbandonato e non più valorizzato che prima di pensar a costruire nuove realtà costiere, andrà innanzitutto valorizzato l’attuale, riportando alla luce gioielli non più utilizzati o rendendoli accessibili o nuovamente attuali con nuove destinazioni. Stanno cambiando, ad esempio, i </span><i><span style="font-weight: 400;">waterfront</span></i><span style="font-weight: 400;"> di diverse città di mare, penso a Cagliari o a Catania dove il centro storico vive sul porto e dove le banchine tradizionalmente commerciali o pescherecce stanno diventando sempre più turistiche. Il mondo cambia, muta, evolve e noi, operatori del diritto, abbiamo l’onere e l’onore di studiare e lavorare per far si che sia sempre possibile la nascita di nuove realtà che possano dare sviluppo economico, occupazionale, culturale ed artistico alle città di mare che viviamo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Costruire lo intendo così non come la “cementificazione” continua ed incessante del nostro pianeta ma la naturale riqualificazione per rigenerare luoghi antropizzati senza snaturare ulteriormente l’incontaminato.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Avv Antonio Bufalari</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4323" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-2-demanio-marittimo-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-2-demanio-marittimo-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-2-demanio-marittimo-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-2-demanio-marittimo-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-2-demanio-marittimo-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-2-demanio-marittimo-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-2-demanio-marittimo-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-2-demanio-marittimo.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Vivere di passioni nel rispetto dell’ecosistema</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 May 2022 15:50:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The King]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Bufalari]]></category>
		<category><![CDATA[Energie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mi ha sempre affascinato l’equazione E=mc2 intesa come evoluzione dalla concezione di massa come grandezza fisica indipendente ad elemento correlato all’energia. Non sono un fisico quindi la mia lettura di Albert Einstein è alquanto scevra di elementi scientifici, ma colma di emozioni e di curiosità. Mi spiego meglio. Pensare al mondo, alla nostra terra – per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-4118-1" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/10_Luomo-lenergia-e-online-audio-converter.com_.mp3?_=1" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/10_Luomo-lenergia-e-online-audio-converter.com_.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/10_Luomo-lenergia-e-online-audio-converter.com_.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Mi ha sempre affascinato l’equazione E=mc</span><span style="font-weight: 400;">2</span><span style="font-weight: 400;"> intesa come evoluzione dalla concezione di massa come grandezza fisica indipendente ad elemento correlato all’energia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non sono un fisico quindi la mia lettura di Albert Einstein è alquanto scevra di elementi scientifici, ma colma di emozioni e di curiosità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mi spiego meglio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pensare al mondo, alla nostra terra – per limitarci al tangibile – come un sistema non solo materiale ma anche energetico, pensare ai beni non solo come materia ma anche come energia, o meglio energie, suscita in me la curiosità di giurista che sta approfondendo sempre di più le tematiche della Blue Economy.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E quello che più mi incuriosisce è che la Blue Economy si basa non sulla protezione o il ricircolo ma sulla rigenerazione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proprio tale termine, rigenerarsi, mi fa tornar con la mente ai principi di conservazione della materia/energia…tutto si trasforma, come nel mio amato mare. Un ciclo, un sistema, un modo di sopravvivenza. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In tutto questo, studiare, ricercare, trovare nuove soluzioni alla rigenerazione è la chiave di volta per arrestare il percorso autodistruttivo avviato dall’uomo nell’era industriale, allorquando si pensava o si osava pensare che le risorse terrestri fossero inesauribili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel tempo abbiamo preso coscienza che ciò non è vero, che tutto può esaurirsi se pensiamo solo al consumo e così abbiamo cominciato a prender coscienza che andava allargato il campo visivo, che i processi produttivi e ancor più la vita e il proprio lifestyle dovesse mutare, ritrovando quella relazione e quel rapporto con l’ecosistema che ci circonda.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E allora se penso al King…al lifestyle al maschile richiamato in una rubrica del magazine per il quale sto scrivendo questi pensieri. Ritengo che il nuovo King, il King di oggi o forse meglio di domani, sia quello che vive di passioni, delle sue passioni in un rapporto proattivo con il proprio ecosistema.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ed ecco che questo pensiero porta ad un altro, mi fa rivivere il mare che tanto amo e il modo di viverlo che più preferisco, a bordo di una barca a vela.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un sistema concentrato tra onde e cielo, dove l’energia gioca un ruolo fondamentale per il viaggio, per il voler andare sempre oltre…e allora l’abilità di ogni comandante, di ogni skipper diventa quella di sfruttare l’energia della natura, il vento, le correnti, le maree, la luna ed il sole per poter godere della propria navigazione, della propria passione e della propria vita.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A presto, buon vento e ricordate di rigenerarvi sempre…perché nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma!</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Avv. Antonio Bufalari</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4147" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-l_uomo-l_energia-il-lifestyle-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-l_uomo-l_energia-il-lifestyle-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-l_uomo-l_energia-il-lifestyle-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-l_uomo-l_energia-il-lifestyle-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-l_uomo-l_energia-il-lifestyle-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-l_uomo-l_energia-il-lifestyle-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-l_uomo-l_energia-il-lifestyle-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-l_uomo-l_energia-il-lifestyle.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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