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	<title>Smart Life Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>Vita Interconnessa + Progresso Costante = Tempo di navigare nell’Ansia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2022 17:50:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Oliva]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Life]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le addizioni sono le prime operazioni che impariamo a scuola e questa è assai facile da comprendere perché la viviamo tutti i giorni. Parla della nostra vita oggi, nel momento esatto in cui la viviamo. Veloce, velocissima: che richiede un apprendimento continuo in questa costante accelerazione che è lo sviluppo umano progressivo. Soprattutto la generazione [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Le addizioni sono le prime operazioni che impariamo a scuola e questa è assai facile da comprendere perché la viviamo tutti i giorni. Parla della nostra </span><b>vita oggi</b><span style="font-weight: 400;">, nel momento esatto in cui la viviamo. </span><b>Veloce</b><span style="font-weight: 400;">, </span><b>velocissima</b><span style="font-weight: 400;">: che richiede un </span><b>apprendimento</b><span style="font-weight: 400;"> continuo in questa costante accelerazione che è lo sviluppo umano progressivo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Soprattutto la generazione che ha vissuto </span><b>un tempo</b><span style="font-weight: 400;"> – non così lontano parliamo degli Anni ’80 – </span><b>senza lo smartphone</b><span style="font-weight: 400;"> può comprendere quanto la vita sia cambiata: il telefono cellullare (riduzione neanche tanto mini all’inizio del citofono, o dell’apparecchio di casa/studio) è nato per certe </span><b>categorie professionali</b><span style="font-weight: 400;">. Volete una prova? Controllate il numero di telefono del vostro medico curante se ha tenuto lo stesso e vedrete un prefisso che tradisce lontananza nel tempo. Era una tecnologia che doveva essere utile per rispondere alle </span><b>emergenze</b><span style="font-weight: 400;">. Oggi è la gran parte della nostra </span><b>comunicazione</b><span style="font-weight: 400;">: ognuno ne possiede uno o più. Non ci sono bambini piccoli (anche piccolissimi) che non siano in grado di usarlo; a volte meglio di tanti grandi. Non lo usiamo più solo per essere raggiunti – per quello c’era il </span><b>cercapersone</b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; è </span><b>informazione continua</b><span style="font-weight: 400;"> (tanto che è diventato difficilissimo staccarsi, perché soddisfa la nostra innata </span><b>curiosità</b><span style="font-weight: 400;">), sia privata che della comunità intera. È </span><b>vita social</b><span style="font-weight: 400;"> – e non sociale (quella ormai è destinata agli eventi, come fossero giorni festivi) &#8211; ma sempre a </span><b>connessione mediata</b><span style="font-weight: 400;">. </span><b>Lo smartphone è la</b> <b>porta di accesso di ognuno alla propria vita di ogni giorno</b><span style="font-weight: 400;">. </span><b>Si può uscire senza smartphone? La risposta è no.</b><span style="font-weight: 400;"> Perché quelle 2/3 volte all’anno che lo dimentichiamo si corre a cercarlo. Avete mai notato cosa fanno le persone che escono dall’acqua o dalla piscina come prima cosa: si asciugano e le mani e lo afferrano. Corrono alla porta!</span></p>
<p><b>Henry Ford</b><span style="font-weight: 400;"> sosteneva che il vero </span><b>progresso</b><span style="font-weight: 400;"> doveva prevedere che i vantaggi di una nuova </span><b>tecnologia</b><span style="font-weight: 400;"> fossero </span><b>a disposizione di tutti</b><span style="font-weight: 400;">. In base alle proprie possibilità (anzi in caso di smartphone non si bada a spese!) ognuno ha almeno uno smartphone (quelle categorie professionali per cui era nato oggi ne hanno due, quello personale e quello privato), oggi questa tecnologia è “</span><b>troppo</b> <b>umana</b><span style="font-weight: 400;">”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sul livello comunicativo, che è prettamente personale &#8211; se si esclude l’utilizzo dei social network e l’essere parte delle loro community &#8211; si innesta poi l’</span><b>intelligenza artificiale</b><span style="font-weight: 400;"> che ci connette alle cose. L’obiettivo è governarle da remoto (la grande libertà di programmare la lavatrice a distanza!) e di mettersi </span><b>a capo</b><span style="font-weight: 400;"> del </span><b>nostro “piccolo” esercito di dispositivi intelligenti</b><span style="font-weight: 400;">, che hanno il solo obiettivo di farci </span><b>ottimizzare il tempo</b><span style="font-weight: 400;">. Per fare cosa? Per restare connessi. Oggi sembriamo correre con ansia non verso qualcosa &#8211; il famoso sviluppo costante e progressivo di ottocentesca memoria – ma avvolti in una spirale in cui </span><b>si guadagna tempo per cercare altro tempo</b><span style="font-weight: 400;">. Con la sensazione che rimaniamo connessi per aggrapparci al passato, non perderci nulla e se possibile vivere di più. Il tempo che passa non lo possiamo “riavere indietro” e la vita interconnessa ci dona l’illusione di dominare l’ansia che ne scaturisce. In fondo alla fine è un buon bilancio: la tecnologia ci ha risolto tutti i problemi tranne il tempo e la sua ansia. In fondo </span><b>Albert Einstein</b><span style="font-weight: 400;"> lo aveva detto che le macchine sarebbero riuscite “</span><i><span style="font-weight: 400;">a risolvere tutti i problemi, ma mai nessuna di esse potrà porne uno</span></i><span style="font-weight: 400;">”. A quello ci pensiamo da soli!</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Angela Oliva</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-3947" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-editoriale-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-editoriale-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-editoriale-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-editoriale-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-editoriale-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-editoriale-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-editoriale-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-editoriale-2.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Isolamento o libertà? Ambiguità e vantaggi della tecnologia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2022 17:50:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Bufalari]]></category>
		<category><![CDATA[Letture sotto l'ombrellone]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Life]]></category>
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<p><span style="font-weight: 400;">Nella celebre opera dell’impressionista Edgar Degas chiamata l’assenzio, lo sguardo perso nel vuoto degli avventori del Café de la Nouvelle Athènes tesi ad assaporar assenzio in totale solitudine con lo sguardo fisso nel vuoto e l’anima persa. Le dipendenze che hanno sempre accompagnato la vita dell’esser umano come panacea o riempitivo di mancanze e sofferenze negli anni dello sviluppo tecnologico hanno avuto, anch’esse la loro evoluzione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sentiamo parlare sempre più di dipendenze tecnologiche, da smartphone, da connessione, e ora anche da smart life. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le debolezze umane non possono e non devono far cessare lo sviluppo tecnologico, il progresso e l’evoluzione della vita umana. Tanti son gli aspetti positivi che possiamo e dobbiamo cogliere dalle utilities e dalle commodities che il progresso tecnologico ci offre e sta cominciando ad offrirci. La smart life ormai è entrata nella gestione delle nostre case, macchine, barche.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sempre più applicazioni e beni si trasformano diventando interattivi tra di loro. Fulcro centrale di tutto ciò la gestione del controllo e il coordinamento tra le stesse. D’altronde son tutti strumenti e come ogni strumento – torcia della vita primordiale alla App della vita moderna – è il modo di utilizzo a farne la differenza. Per chi, come me, poi si occupa e si diletta in questioni di diritto fondamentale aspetto riguarda la gestione dei dati sensibili. La tanto decantata privacy la cui tutela dovrebbe esser finalizzata a proteggerci da tanti fattori di rischio e soprattutto da quei falsi tracciamenti di abitudini e gusti tesi soltanto a customizzarci per venderci come target nel mercato attuale sempre più spersonalizzato e digitale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Impariamo ad usare e gestire la nostra smart life invece, cogliendo quello che di buono essa riesce ad offrirci, soprattutto nella semplificazione e nel risparmio di “tempo”. Proprio il concetto di tempo e il recupero dei c.d. “</span><i><span style="font-weight: 400;">tempi morti</span></i><span style="font-weight: 400;">” ci farà apprezzare la ricchezza temporale che può donarci un uso intelligente e razionale delle smart technologies.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma forse la smart life non è adatta per tutti, magari qualcuno di noi portato più per le vecchie abitudini, forse scomode ma colme di fascino vintage, preferisce non esasperar la propria esistenza con l’utilizzo tecnologico. Preferendo ancora indossare un orologio meccanico, scriver appunti a penna, legger libri cartacei e tagliarsi la barba con la lama.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono abitudini, che però dipendono dal proprio carattere. Forse anche il non volersi staccar dalla vita old style per abbracciare una nuova smart life rappresenta una forma di dipendenza – al pari – di quelle di cui si parlava all’inizio. Ecco che torniamo al concetto di “comfort zone” presente in ognuno di noi, fatta di quella miriade di piccole abitudini che delineano strutturano il nostro modo di fare. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’importante è, in ogni caso, essere e riuscire a viver il proprio tempo, nostra più grande ricchezza. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Avv. Antonio Bufalari</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-3935" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-smartlife-tecnologia-servizio-uomo-non-viceversa-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-smartlife-tecnologia-servizio-uomo-non-viceversa-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-smartlife-tecnologia-servizio-uomo-non-viceversa-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-smartlife-tecnologia-servizio-uomo-non-viceversa-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-smartlife-tecnologia-servizio-uomo-non-viceversa-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-smartlife-tecnologia-servizio-uomo-non-viceversa-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-smartlife-tecnologia-servizio-uomo-non-viceversa-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-smartlife-tecnologia-servizio-uomo-non-viceversa.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Crescere smart, crescere liberi, crescere sani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2022 17:50:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Guerrieri]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Life]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il progresso è inevitabile, è paragonabile ad un’infiltrazione di acqua che batte ogni giorno nello stesso punto sino ad aprirsi una nuova strada, strada che poi, inevitabilmente, verrà percorsa da tutti. Indossare uno smart watch, che dialoga con il nostro cellulare ed invia i nostri segnali vitali mentre facciamo una camminata, entrare in casa e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-3917-3" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/12_Smart-life-quando-il-progresso-online-audio-converter.com_.mp3?_=3" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/12_Smart-life-quando-il-progresso-online-audio-converter.com_.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/12_Smart-life-quando-il-progresso-online-audio-converter.com_.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Il progresso è inevitabile, è paragonabile ad un’infiltrazione di acqua che batte ogni giorno nello stesso punto sino ad aprirsi una nuova strada, strada che poi, inevitabilmente, verrà percorsa da tutti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Indossare uno smart watch, che dialoga con il nostro cellulare ed invia i nostri segnali vitali mentre facciamo una camminata, entrare in casa e aprire una porta automaticamente grazie a un rilevatore della nostra presenza, trovare una macchina parcheggiata chissà dove con una semplice app sono diventate operazioni quotidiane alla portata di tutti e di tutte le tasche, abbiamo solo l’imbarazzo della scelta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In ogni momento storico in cui l’innovazione ha proposto un forte stravolgimento della quotidianità, sconvolgendo completamente le certezze acquisite, ci siamo divisi sempre in due grandi gruppi ideologici (quasi politici): conservatori e riformisti, l’uno opposto all’altro!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le conseguenze, a mio avviso, in questo caso sono molto pericolose: il rischio è quello di subire un progresso tecnologico senza capirne gli obiettivi, senza valutarne i processi evolutivi che impegnano drasticamente le nostre energie e percezioni della realtà e che non faranno altro che renderci schiavi e dipendenti di una “vita intelligente” pensata da altri, senza il nostro contributo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Abbiamo bisogno, giustamente, di dare un significato ad ogni oggetto “smart” che ci viene proposto, vogliamo trovare un vantaggio istantaneo ed efficace, ma non siamo abituati a gestire questo flusso di informazioni (continuo e in crescita esponenziale) finalizzandolo ad un obiettivo comune, sociale e certamente anche economico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dobbiamo considerare che il processo evolutivo in cui siamo immersi si trova solo nelle sue fasi inziali, è come se fosse una start-up non ancora organizzata, ma con un grande potenziale che dobbiamo gestire, facendo nostri gli obiettivi prescindendo dalle soluzioni contingenti (“l’essere” e non solo “l’avere”).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Poter aprire una porta solo con il suono della nostra voce, poter scegliere quale luce accendere al nostro passaggio o quale colore usare mentre ascoltiamo una determinata canzone è sicuramente piacevole, soprattutto se il sistema funziona correttamente, ma non credo che l’obiettivo sia solo questo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’obiettivo di una Smart Life o vita intelligente è, a mio avviso, relativo al tempo impiegato per fare una determinata azione, significa recuperare del tempo che in modo intelligente dovremmo usare a nostro vantaggio, per il nostro sviluppo intellettuale, per la nostra formazione, per il confronto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una vita smart dovrebbe elevare ed evidenziare le nostre emozioni, aumentare la percezione delle cose che ci circondano e misurarle attraverso le molteplici e veloci informazioni di cui, volendo, possiamo usufruire, attraverso un confronto cosciente ed intelligente arrivare ad essere liberi e non schiavi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La strada da fare è ancora molto lunga e forse la nostra generazione ne vivrà solo una parte, forse non arriveremo ad essere veramente liberi, ma abbiamo il compito di aprire la strada e di valutare la via migliore, essere coscienti che accelerare il tempo grazie ad un dispositivo IOT, Smart o a un sistema di intelligenza artificiale non significa fare più cose, ma forse farle meglio ed avere più tempo per </span><b><i>pensare e quindi essere liberi, essere umani!</i></b></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Francesco Guerrieri</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-3961" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-smart-life-quando-il-progresso-e-inevitabile-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-smart-life-quando-il-progresso-e-inevitabile-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-smart-life-quando-il-progresso-e-inevitabile-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-smart-life-quando-il-progresso-e-inevitabile-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-smart-life-quando-il-progresso-e-inevitabile-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-smart-life-quando-il-progresso-e-inevitabile-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-smart-life-quando-il-progresso-e-inevitabile-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-smart-life-quando-il-progresso-e-inevitabile.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Il futuro dei musei tra reale e virtuale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2022 17:50:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Conforte]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Life]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo abbiamo ripetuto un’infinità di volte, la pandemia ha radicalmente cambiato le nostre abitudini, non necessariamente in peggio, anzi. Con il lockdown abbiamo tutti dovuto reinventarci per non chiudere il botteghino, e i settori artistico e museale non sono certo rimasti indietro. Già da qualche anno, ormai, i musei hanno spalancato le porte alla tecnologia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-3808-4" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/I-musei-aprono-le-porte-alla-tecnologia.mp3?_=4" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/I-musei-aprono-le-porte-alla-tecnologia.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/I-musei-aprono-le-porte-alla-tecnologia.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo abbiamo ripetuto un’infinità di volte, la pandemia ha radicalmente cambiato le nostre abitudini, non necessariamente in peggio, anzi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con il lockdown abbiamo tutti dovuto reinventarci per non chiudere il botteghino, e i settori artistico e museale non sono certo rimasti indietro. Già da qualche anno, ormai, i musei hanno spalancato le porte alla tecnologia con l’intento di “svecchiare” la concezione classica del museo e sono diventati sempre più smart. Tavoli multimediali interattivi, video, registrazioni e visori 3d hanno preso il posto delle care, vecchie e dispendiose guide turistiche.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma è con la pandemia che il mondo museale ha fatto il salto di qualità aprendosi al mondo social.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 2019 la percentuale di musei online era del 43,7%, nel 2020 dell’85% e nel 2021 del 95%. Gli account social sono cresciuti considerevolmente: nel 2021 si è registrato che l’83% dei musei italiani possedesse i propri account, a dispetto del 69% del 2019 e del 76% del 2020.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 2021 la funzione “virtual tour”, attivata già da qualche anno dai musei più conosciuti come il British Museum di Londra che vanta questa funzione dal 2015, ha fatto il botto. D’altronde quando potrebbe ricapitare l’occasione di visitare gli Uffizi di Firenze o il Guggenheim di New York direttamente dal divano di casa? Sì, davvero bello e innovativo. Andare a New York senza muovere un muscolo. E senza tirar fuori un euro. Per le tasche è sicuramente un vantaggio, ma davvero si può pensare che visitare su un display un luogo iconico e totalmente immersivo come il Guggenheim sia la stessa cosa che essere lì fisicamente e perdersi nella discesa/salita circolare?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Davvero si può pensare che percorrere virtualmente i corridoi del Museo Egizio di Torino equivalga a percorrerli realmente?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Che non si commetta l’errore di sostituire una visita in un museo con un tour virtuale. Certamente negli ultimi anni questi strumenti sono stati utili a far si che quadri, sculture, arazzi o mummie non morissero impolverati nei loro sarcofagi, ma non possono e non devono sostituire la vita reale. Sono sicuramente d’aiuto per avvicinare le nuove generazioni sempre più tecnologiche, ma c’è una linea sottile che divide la finzione dalla realtà.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È vero che i tavoli interattivi e visori 3d hanno come scopo quello di attirare i più giovani, ma il rischio che si corre è quello di adombrare le opere stesse. Non si andrà più al museo per vedere la </span><i><span style="font-weight: 400;">Notte stellata</span></i><span style="font-weight: 400;"> di Van Gogh o le </span><i><span style="font-weight: 400;">Ninfee</span></i><span style="font-weight: 400;"> di Monet. Si andrà al museo per poter giocare con i visori, interagire con i robot ed ammirare ricostruzioni virtuali perdendo di vista la vera essenza dell’arte: trasmettere sensazioni forti alla vista di un’opera. Che sia medievale, moderno o contemporaneo, una tela, una scultura o un affresco saranno sempre in grado di trasmettere un’emozione che la superficie piatta e fredda di uno schermo non potrà mai sostituire.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Roberta Conforte</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-3953" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/B-1-musei-aprono-porte-tecnologia-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/B-1-musei-aprono-porte-tecnologia-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/B-1-musei-aprono-porte-tecnologia-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/B-1-musei-aprono-porte-tecnologia-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/B-1-musei-aprono-porte-tecnologia-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/B-1-musei-aprono-porte-tecnologia-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/B-1-musei-aprono-porte-tecnologia-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/B-1-musei-aprono-porte-tecnologia.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Riflessioni smart da un tavolo di piazza Navona</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2022 17:50:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Letture sotto l'ombrellone]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Cassini]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Life]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sai cosa?  Potrei andare a lavoro correndo, no?  Potrei fermarmi al super market e comprare un pranzo da consumare una volta arrivato a lavoro.  Potrei andare con uno zainetto high tech in grado di sparire dietro la mia schiena per le sue dimensioni, e nello stesso tempo avere al suo interno tutto l&#8217;occorrente per cambiarmi [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Sai cosa? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Potrei andare a lavoro correndo, no? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Potrei fermarmi al super market e comprare un pranzo da consumare una volta arrivato a lavoro. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Potrei andare con uno zainetto high tech in grado di sparire dietro la mia schiena per le sue dimensioni, e nello stesso tempo avere al suo interno tutto l&#8217;occorrente per cambiarmi in un secondo! E taaac. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sarebbe smart, no? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E poi, e poi&#8230; Sai cosa? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Potrei scaricare una app in grado di dirmi se ci sono belle ragazze in giro, così posso subito trovarmi una nuova fiamma! Potrei portarla in una bellissima villa resort con piscina e sauna, tanto con la app prenoto in un secondo. Sarebbe smart, non credi?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E poi, e poi&#8230; Sai cosa stavo pensando? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pensavo che mi ordino la spesa a casa, perché sono stufo di andare al supermercato! E poi l&#8217;acqua pesa così tanto! Come dici? L&#8217;acqua del rubinetto è buona? Ma no, non berla, quella l&#8217;hanno inquinata da un pezzo. Come dici? La carne proveniente dagli allevamenti intensivi non è buona? Ma non ci pensare! Bisogna essere un po&#8217; smart, se no addio! Cosa te ne frega di sapere da dove viene la carne che mangi, su! Ti spari litri di coca cola e poi rompi le palle con la carne?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Stavo pensando, poi&#8230; Che potrei comprare l&#8217;ultimo modello di smartphone, sai quello pieghevole? E beh, si, quello posso mettermelo davvero dappertutto, non pesa niente, e posso fare delle foto memorabili da mettere su Instagram. Come dici? Non hai Instagram? No, ciccio, non ci siamo: sei fuori dal mondo. Non sei smart per niente! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fai come me: acquisto online. Faccio spesa online. Scelgo donne e uomini online. Posto foto di paesaggi meravigliosi online! La mia vita è più veloce di un missile. Come dici? Meglio non parlare di missili in questo periodo? Ma dai, non essere pesante: la guerra mica è qui, vicino a noi! Mica bombardano qui, quelli&#8230; Come dici? Anche quelli sono essere umani? Ma ovviamente si! Sono esseri umani. Cioè, non prendermi per persona materiale. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cioè: tu lo sai quanto ho sofferto io in passato. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo sai, si? Bene. Allora non confondere con il mio essere smart con l&#8217;essere superficiale. Io non sono superficiale, hai capito? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mica sono come quella stupida di Fabrizia. Una tipa per niente smart. Pensa che ogni fine settimana mi proponeva delle gite improponibili nelle colline abruzzesi. Si, colline assurde, dove non c&#8217;è niente! Ma niente! Neanche un posticino dove potersi fare uno spritz o una birretta. Niente! Fabrizia non faceva che dirmi che camminare in mezzo alla natura la rilassava. A me invece faceva un po&#8217; schifo perché avevo paura degli animali strani&#8230; Cioè: un conto è vederle sui social certe cose, un altro è viverle. Che stupida, Fabrizia. Tu pensa: ha deciso di prendersi un pezzo di terra per curare un suo giardino, allevare degli animali, coltivare i suoi ortaggi. Perché secondo lei la grande distribuzione è il male e dice che da quando mangia &#8220;meglio&#8221; la sua pelle ne ha giovato. Cioè: ma tu capisci con chi stavo? Pazzesco. Eppure su Facebook non sembrava così.  Ora pare che abbia smesso di lavorare qui a Roma per prendersi una casetta in campagna. Dice che in questo periodo storico non legge più nessuno e per questa ragione lei ha limitato l&#8217;uso dei social networks per concentrarsi di più sulla buona lettura. Dice che tutti passano in media tre ore al giorno sui social e non va bene. Per niente smart. Pazzesco. Cioè: si è licenziata, capisci? Ha mollato un lavoro fisso, la stupida! Ma ti rendi conto? E per fare cosa poi? Per fare una vita in campagna che non gli darà niente di niente! Per fare una vita fuori dai social. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cosa mi dici? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">No&#8230;. non ci credo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È in finale al premio strega con un suo romanzo? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I giornali dicono che si tratta di uno dei romanzi più belli degli ultimi anni?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fabrizia&#8230; Ha scritto un romanzo?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ah&#8230; Ehm. No&#8230; </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non lo sapevo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">No&#8230; Io&#8230; Non sapevo. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Marco Cassini</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-3952" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-il-ragazzo-smart-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-il-ragazzo-smart-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-il-ragazzo-smart-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-il-ragazzo-smart-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-il-ragazzo-smart-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-il-ragazzo-smart-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-il-ragazzo-smart-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-il-ragazzo-smart.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Digital bau, hi-tech per amici a 4 zampe</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2022 17:50:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Mignini]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Life]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’intelligenza artificiale in aiuto per monitorare la sua salute e benessere, oltre alla posizione. Lo smartwatch per cani è un prodotto davvero prezioso e utile per chi condivide la propria vita con un amico quattro zampe. È l’innovazione pet del 2022 quella annunciata da Invoxia, azienda tech che ha progettato un collare biometrico per cani [&#8230;]</p>
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<p><b>L’intelligenza artificiale in aiuto per monitorare la sua salute e benessere, oltre alla posizione.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo smartwatch per cani è un prodotto davvero prezioso e utile per chi condivide la propria vita con un amico quattro zampe. È l’innovazione pet del 2022 quella annunciata da Invoxia, azienda tech che ha progettato un collare biometrico per cani con le funzioni simili a uno smartwatch per umani.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si tratta del primo prodotto pensato per gli animali da compagnia che, seppur si presenti come un classico collare dalla dimensione regolabile, ha una serie di nuovissime funzioni che permettono al padrone di poter localizzare il proprio cane h 24.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Invoxia ha sottolineato che lo Smart Dog Collar è stato sviluppato insieme a specialisti veterinari e integra una tecnologia di rilevazione dei dati biometrici in grado di individuare i problemi di salute di un cane prima che emergano segni visibili. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il collare sanitario biometrico per cani una volta indossato, è in grado grazie a sensori, accelerometri ed intelligenza artificiale, di monitorare battito cardiaco, respirazione e attività, segnalando a padrone e veterinario potenziali problemi di salute.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Grazie al Bluetooth, Wi-Fi, GPS e LTE-M per la connettività e alla durata estesa della batteria, lo Smart Dog Collar permette ai proprietari di superare una grande paura: quella di perdere il proprio cane geolocalizzandolo in tempo reale se scappa, mentre è col dog sitter, se si perde o viene sottratto alla sua famiglia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’innovativo collare ha già vinto 2 Innovation Awards del Consumer Electronic Show (CES2022) e secondo i suoi inventori sarà un successo rivoluzionario nella gestione del proprio cane migliorando la vita e il benessere dell’animale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’arrivo sul mercato dello Smart Dog Collar è previsto per l’estate del 2022, ha annunciato Invoxia. I prezzi per il momento sono stati resi noti solo in dollari. Il prezzo stimato del dispositivo è di 99 dollari, circa 85 euro. Un accessorio particolarmente utile per non perdere mai di vista il proprio peloso, letteralmente!</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Cristina Mignini</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fonte  foto: Invoxia.com</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-3959" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-smart-dog-collar-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-smart-dog-collar-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-smart-dog-collar-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-smart-dog-collar-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-smart-dog-collar-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-smart-dog-collar-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-smart-dog-collar-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-smart-dog-collar.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La consapevolezza delle scelte per essere lavoratori realizzati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2022 17:50:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Percoco]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Life]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Certo che messa così la domanda, chi sceglierebbe una vita &#8216;da dipendente&#8217;? Ma andiamo più a fondo. Politiche geo-territoriali, che mai come oggi svelano quelli che in realtà sono sempre stati obiettivi sociali, per meglio dire, di controllo sociale, hanno portato a coprire con dello zucchero filato, quello che in realtà è da sempre un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-3814-7" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/4_Smart-life.mp3?_=7" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/4_Smart-life.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/4_Smart-life.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Certo che messa così la domanda, chi sceglierebbe una vita &#8216;da dipendente&#8217;? Ma andiamo più a fondo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Politiche geo-territoriali, che mai come oggi svelano quelli che in realtà sono sempre stati obiettivi sociali, per meglio dire, di controllo sociale, hanno portato a coprire con dello zucchero filato, quello che in realtà è da sempre un incontro inevitabile tra cittadino ed amministrazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se è vero infatti che uno Stato deve garantire occupazione all&#8217;interno del proprio territorio, è vero anche che un cittadino, per definirsi eticamente tale, deve arrivare a quell&#8217;incontro già sapendo che tipo di competenze ha sviluppato, per essere poi preso in considerazione dal Sistema, che si può dopo anche modulare a favore del richiedente, ma di un richiedente cosciente del fatto che a quel diritto corrisponde anche un dovere: quello di essere a tutti gli effetti un &#8216;lavoratore&#8217;.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Parlo della storia italiana a partire dal dopoguerra, e parlo della storia di altre nazioni che si sono sviluppate secondo modelli occidentalizzati che hanno accettato, a torto o ragione, di svilupparsi in maniera del tutto verticale: perché si era in fase di accelerazione economica e di reddito in maniera proporzionale un po&#8217; per tutti; è stato proposto, è stato accolto, ed è stato ampiamente sviluppato, fino ad esaurirsi, gradualmente, da ormai circa trent&#8217;anni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ora, che lo si dica apertamente o meno, non si può ancora cercare un modello che ha fatto il suo corso, e soprattutto non si può proporre un sistema che ha permesso a &#8216;non lavoratori&#8217;, di prendere qualsiasi tipo di fondo o beneficio economico concesso da una collettività, che ha permesso a singoli individui &#8211; che in realtà individui non sono perché costituiscono tutti in fila un&#8217;altra collettività e assai corposa &#8211; di prendere molto più del &#8216;contributo versato&#8217;.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le pensioni, ma anche stipendi dati a gente che ha sempre avuto una matricola Inps, ma che in realtà &#8211; perché si era in fase di accelerazione e lo abbiamo detto, perché si era in pieno boom economico, perché quando ci si trova a brindare sembra non debba finire mai la festa &#8211; ha fatto il male di questo Paese e non il bene.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindi, per concludere, nonostante ci sarebbe altro da dire, ma sarebbe tempo dedicato al passato, dal quale dobbiamo partire per non commettere più gli stessi errori ma guardando al futuro &#8211; e questo è un altro limite di un modello di italiano che è stato presente sia nel settore pubblico che in quello privato, tanto da contribuire al famoso &#8216;modello italiano&#8217;, per cui siamo famosi nel Mondo, altro che pizza e mandolino &#8211; dicevo, per concludere, io penso prima di ogni scelta di tipo occupazionale, ci si debba accertare, e questo lo dovrebbe fare lo Stato, di aver incontrato nella domanda, un cittadino che abbia un&#8217;etica, così da poter procedere con l&#8217;offerta; ma questa valutazione, la dovrebbe fare anzitutto il cittadino &#8216;sono in grado io di ricoprire quel ruolo? ho le competenze adatte, ma anche: la situazione che mi è stata proposta mi mette in condizione di fare del bene, in maniera operativa e funzionale al sistema?&#8217;.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco, iniziando ad interrogarsi anzitutto su questo, si vedrà di riflesso e per coscienza come non è il lavoro ad essere dipendente, ma il cittadino ad esserlo, sia che venga messo in condizione di operare in ambito statale, sia che venga apparentemente dissociato dal resto degli impieghi statali: ma perché, un privato italiano che opera con coscienza, non opera in realtà per lo Stato italiano quanto un cittadino chiamato dipendente statale? non contribuiscono entrambi allo stesso bene?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindi, crediti e titoli a parte: siamo persone come si deve o non lo siamo? e se non lo siamo vuol dire che dobbiamo ancora crescere, e dobbiamo farlo a spese nostre e non a danno di una collettività che non deve e non può permettersi ingranaggi poco fluidi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tolto questo &#8211; e tolto un altro modello tutto italiano del &#8216;due pesi e due misure&#8217;, che disonora tutti i giorni quella scritta &#8216;La Legge è Uguale per Tutti&#8217; (e qui deve intervenire solo la Magistratura e i vari organi preposti) ogni cittadino, una volta inteso cosa significhi essere cittadino, deve essere libero, di scegliere come meglio crede, se è vero che si è parte di uno Stato Democratico; per pretendere questo però, si deve essere anzitutto Persone, e prendere questa decisione una volta e per sempre, che è l&#8217;unica che si deve prendere, per se stessi e per gli altri. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Giuseppe Percoco</span></p>
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		<title>Il valore senza tempo della conoscenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2022 17:50:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Di Giovanni]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Life]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La smart life viene oggi intesa come una vita tecnologicamente assistita in tutto, ove la tecnica, concetto filosofico che racchiude il pensiero più che il mezzo tecnologico in sé (intesa come strumenti) permea in ogni ambito della vita. Ma siamo davvero sicuri che queste semplificazioni aiutino veramente? Facciamo un passo indietro ed arriviamo alla Roma [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-3872-8" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/7_la-vita-intelligente.mp3?_=8" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/7_la-vita-intelligente.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/7_la-vita-intelligente.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">La smart life viene oggi intesa come una vita tecnologicamente assistita in tutto, ove la tecnica, concetto filosofico che racchiude il pensiero più che il mezzo tecnologico in sé (intesa come strumenti) permea in ogni ambito della vita. Ma siamo davvero sicuri che queste semplificazioni aiutino veramente? Facciamo un passo indietro ed arriviamo alla Roma imperiale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Roma costruiva. Infrastrutture per la maggior parte dei casi. Dai templi agli acquedotti, dalle strade ai teatri, tutto ciò che serviva ai romani Roma la creava. Ma chi si sporcava le mani?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I cittadini romani sempre meno. Erano le genti importate da lontano, principalmente come schiavi, a mettere in pratica le arti. Così i barbari, i popoli del centro Europa, iniziarono insieme a molte altre etnie ad essere il braccio lavorativo dell’impero.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come finisce questa storia? Lo sappiamo un po&#8217; tutti. Per molti motivi politici e sociali il grande impero decade prima ad ovest e poi ad est. E chi scenderà in Italia a comandare ciò che rimane dell’impero d’occidente? Proprio i barbari.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra i tanti fattori complici dell’epilogo a noi interessa quello dell’ozio. I romani, rammolliti dal loro essere “tecnologicamente” assistiti dai barbari smettono di capire e conoscere, passando la conoscenza a chi fa per loro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È ovvio che qui mettiamo in evidenza solo un aspetto di una parte di storia complessissima, e intricata. Ma è indiscutibile come il fattore delegativo nelle opere di costruzione, creazione ma anche di gestione degli eserciti alla lunga ha contribuito a sgretolare l’impero.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Badate non si vuole banalizzare, ma semplificare. Un popolo che non è più padrone della conoscenza legata alle forme più basilari della vita e della progressione sociale si dovrà affidare e chi ne sa più di lui.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pensiamo ai nostri telefoni, o alle nostre macchine. Quanti di noi conoscono il procedimento che avviene nel dispositivo ogni volta che noi compiamo un’azione su di lui? Di certo non la maggior parte della popolazione. Quindi se qualcuno non fornisce il dispositivo e le informazioni per usarlo a chi non sa il soggetto in questione ne rimarrà privo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Devo per forza comparare il tutto all’uso delle parole. Se la nostra scuola non ci insegna tanti termini, noi pensiamo poco. Non vuole essere una frase fatta. Il nostro cervello sa determinare un pensiero, dentro uno standard preciso e riproponibile, solo se questo pensiero ha una parola che lo descrive. In pratica se noi non conosciamo la parola amore noi sappiamo di provarlo. Vi sembra eccessivo? Ragioniamo insieme. Quanti ragazzi (e non solo) ad oggi, molto spesso, provano un disagio e non sanno capire che cos’è e da dove deriva. Allora si affidano alla filosofia spicciola da tik tok confondendo la malinconia con la depressione, l’egoismo con il narcisismo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’ignoranza e il bigottismo ad oggi vengono troppo spesso chiamate fascismo o se sei è favorevoli all’equità di diritti si diventa immediatamente comunisti. Concetti offuscati nella mente di chi crede di conoscerli diventano male assoluto quando scendono alla bocca. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Chi ha puntato sulla cultura, sapendo che la cultura paga, al contrario di ciò che disse Tremonti, sono i tedeschi. Sono attualmente i migliori in Europa in tantissimi campi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cosa li ha aiutati? Fattori come la complessità della loro lingua che gli permette di pensare in maniera più specifica, hanno termini specifici per ogni oggetto o pensiero, al contrario della nostra lingua che per descrivere ha bisogno dell’ausilio di aggettivi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Imparate più cose possibili, quindi, e cercate di avvalervi di meno mezzi della tecnica. Sapere come si manda avanti un orto, quali piante fioriscono in primavera e quali in estate, come funziona un motore a scoppio o che potenzialità ha l’elettricità sono informazioni importantissime. Come conoscere l’etimologia della parola osceno, in greco ciò che è fuori dalla scena, del teatro ovviamente. Cioè ciò che è troppo violento per essere rappresentato perché per i greci l’infanticidio, lo stupro e la violenza in genere non meritavano di essere messi sul proscenio (ciò che è dentro la scena). Si limitavano a narrarlo. Quanta signorilità persa….</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Bene, osceno è l’uso incontrollato della tecnica e l’impoverimento delle abilità umane. Il passato insegna: la vita intelligente era quello dell’uomo che conosceva il contesto e ne sapeva interpretare le leggi naturali.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Dott.ssa Andrea Di Giovanni</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-3954" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-1-la-vita-intelligente-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-1-la-vita-intelligente-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-1-la-vita-intelligente-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-1-la-vita-intelligente-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-1-la-vita-intelligente-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-1-la-vita-intelligente-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-1-la-vita-intelligente-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-1-la-vita-intelligente.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Le meraviglie hi-tech al Ces di Las Vega</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2022 17:50:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Mignini]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Life]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Las Vegas la massima kermesse dell&#8217;high tech Gli appassionati di elettronica di consumo lo sanno bene: i gadget in esposizione al CES® 2022 sono l’anteprima di ciò che ci semplificherà la vita grazie alla tecnologia. Il CES® 2022, Consumer Electronic Show di Las Vegas, è la fiera della tecnologia dove ogni anno a gennaio [&#8230;]</p>
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<p><b>A Las Vegas la massima kermesse dell&#8217;high tech</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli appassionati di elettronica di consumo lo sanno bene: i gadget in esposizione al CES® 2022 sono l’anteprima di ciò che ci semplificherà la vita grazie alla tecnologia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il CES® 2022, Consumer</span><span style="font-weight: 400;"> Electronic Show di Las Vegas, è la fiera della tecnologia dove ogni anno a gennaio vengono presentate tutte le novità destinate a modificare e semplificare la nostra vita. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Più di 2300 aziende espositrici da tutto il mondo, tra cui più di 800 startup, hanno lanciato prodotti innovativi attraverso l&#8217;intelligenza artificiale, la tecnologia automobilistica, la salute digitale, la casa intelligente e altro ancora. Dopo quasi due anni, il CES è tornato &#8220;a casa&#8221; a Las Vegas accogliendo di persona oltre 45.000 partecipanti, inclusi 1800 media globali, in 11 sedi interne ed esterne. Lo spettacolo è stato davvero un evento globale, con il 30% dei partecipanti che viaggiava da fuori degli Stati Uniti, in rappresentanza di 119 paesi.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8220;L&#8217;innovazione ha preso vita questa settimana al CES 2022, con tecnologie che rimodelleranno le industrie e forniranno soluzioni a problemi mondiali urgenti dall&#8217;assistenza sanitaria all&#8217;agricoltura, alla sostenibilità e oltre&#8221;, ha affermato Gary Shapiro, presidente e CEO, Consumer Technology Association (CTA)TM, proprietario e produttore di CES. &#8220;L&#8217;area espositiva del CES brulicava della gioia dell&#8217;interazione umana e di un&#8217;esperienza di innovazione in cinque sensi con prodotti che ridefiniranno il nostro futuro e cambieranno il nostro mondo in meglio&#8221;.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Più di 800 startup provenienti da 19 paesi sono state presentate a Eureka Park, l&#8217;hub di avvio per il CES 2022, incluso l&#8217;air taxi  SkyDrive ; ScenTronix  con la sua profumeria algoritmica EveryHuman e  Orbisk , un sistema di monitoraggio dei rifiuti alimentari completamente automatizzato basato sull&#8217;intelligenza artificiale. L&#8217;Expo veneziano presentava anche un padiglione europeo per la prima volta che metteva in evidenza gli ultimi progressi tecnologici dall&#8217;Europa.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono state 45 le startup italiane portate a Las Vegas dall&#8217;Italian Trade &amp; Investment Agency malgrado la pandemia. Ma il Made in Italy ha avuto uno spazio dove splendere nell&#8217;Eureka Park, dove altri paesi come la Francia o l&#8217;Olanda da anni ormai la fanno da padrone. Rispetto agli anni scorsi la sensazione è che si siano privilegiate le aziende che si occupano più di servizi B2B anziché offrire prodotti consumer.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La torinese Domethics è stata segnalata con uno dei prestigiosi Innovation Award Honoree insigniti dal CES per il dispositivo IoT Adriano in grado di trasformare qualsiasi smartphone, tablet o smart TV in un gateway per gestire tutti i dispositivi intelligenti di casa mediante un&#8217;app dedicata, idea utile perché permette di riutilizzare vecchi device ormai finiti ad ammuffire in un cassetto.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non mancano le aziende che parlano al consumatore: Cubbit offre un servizio di cloud storage distribuito, in grado di bypassare il problema di affidare i propri dati a società esterne. Si acquista un&#8217;unità di archiviazione che una volta attivata e collegata alla rete è raggiungibile da qualsiasi device e luogo in cui ci si trovi.  Albicchiere torna al CES® 2022 con Albi Pro, una versione pensata per bar e locali del suo dispenser consumer, in grado di servire vino alla temperatura ideale e di conservarlo più a lungo dopo l&#8217;apertura impedendone la trasformazione dovuta all&#8217;ossigenazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La tecnologia strizza l’occhio all’ambiente e ai consumi dei cittadini: con Hexagro possiamo coltivare un orto casalingo o in ufficio, grazie a un hardware costituito da vasi, pompa d&#8217;acqua e Led per la coltura idroponica e apposita app che avverte quando è pronto il raccolto.  Beeing  ha proposto   B-Box, un apiario urbano che mira a ripopolare le città di api e permette di produrre il miele da sé: naturalmente si può decidere di acquistare solo i favetti per la raccolta del miele o scegliere l&#8217;assistenza di un apicoltore in grado di inserire uno sciame e fare un corso base.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con oltre 45.000 partecipanti, il CES 2022 è stato in grado di riunire con successo l&#8217;industria di persona con gli elogi della  US Travel Association  sui protocolli dello spettacolo.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">https://www.ces.tech/Media/Multimedia/Media-Photos.aspx</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Cristina Mignini</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-3958" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-ces-2022-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-ces-2022-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-ces-2022-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-ces-2022-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-ces-2022-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-ces-2022-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-ces-2022-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-ces-2022.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Connettività e felicità, una rima solo apparente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2022 17:50:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Letture sotto l'ombrellone]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Zaccagnini]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Life]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In radio si sta parlando di cose, atteggiamenti o rumori che non si sopportano, la domanda è: che cosa vi disturba? Un ascoltatore risponde: il ticchettio della sveglia sul comodino. Un ritmo lento, ripetitivo e costante che scandisce i secondi rimanda inevitabilmente il pensiero a simboli desueti, legati al passato. Oggi accanto alle nostre teste appoggiate sul cuscino, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-3864-10" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/6_Smart-life-e-dipendenza.mp3?_=10" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/6_Smart-life-e-dipendenza.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/6_Smart-life-e-dipendenza.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">In radio si sta parlando di cose, atteggiamenti o rumori che non si sopportano, la domanda è: che cosa vi disturba? Un ascoltatore risponde: il ticchettio della sveglia sul comodino. Un ritmo lento, ripetitivo e costante che scandisce i secondi rimanda inevitabilmente il pensiero a simboli desueti, legati al passato. Oggi accanto alle nostre teste appoggiate sul cuscino, nella maggior parte dei casi campeggia il telefono cellulare impostato sempre alla stessa ora e ogni mattina con un dolce motivetto ci ricorda che è giunto il momento di alzarsi. Di meccanismi ad orologeria se ne vedono pochi in casa, ormai tutto è digitalizzato, viviamo nell’epoca della smart life; diventato stile di vita pare non se ne possa più fare a meno. Da quando apriamo gli occhi a quando li chiudiamo, supporti tecnologicamente avanzati sono al nostro fianco, senza non si può più vivere, ormai radicati nelle abitudini e nelle azioni. Smart city che passione! Potrebbe essere lo slogan dei nostri giorni: ma siamo sicuri di essere felici in questo progresso? È l’universo digitale che avanza inesorabilmente e tutto diventa easy, lo è davvero?  E se fosse solo smania di controllo? Avere tutto e subito, essere geolocalizzati e farlo sapere in giro: ora sono al parco, ora al ristorante, ora guardo un film. Tenere d’occhio casa, esterno e interno, controllando ad intervalli regolari. Guardare sistematicamente i social per sbirciare gli altri, appurare cosa fanno, come si sentono.  Catapultarsi in rete per vedere cosa accade nel mondo, approfondimenti, articoli online. Programmare viaggi e appuntamenti con google calendar. Attendere e inviare e-mail. Un&#8217;assurda ossessione si è impossessata di noi, è la mania del controllo. Il bisogno che nulla sfugga al nostro raggio d’azione, che ogni cosa vada sempre nella stessa direzione: quella di tutti. La necessità di sentirsi fighi e approvati dalla massa, la sicurezza che ogni cosa  resti esattamente come l&#8217;abbiamo lasciata, la propaganda della nostra giornata tipo. È una dipendenza che ci lega. Abbiamo  ciò che chiediamo, possiamo averlo a patto di sentirci alla moda e costantemente connessi. La condizione è sicuramente benefica per quanto riguarda la sfera lavorativa, agevola molti servizi tagliando passaggi, bypassando uffici, attese, km di strada. Ci mostra l’abitazione al sicuro, animali domestici compresi, ci tranquillizza sulla condizione di salute degli anziani che sono soli, rende la vita meno difficoltosa.  Importante è osservare le regole della netiquette e via, ci si uniforma, si segue la nuova corrente di pensiero veloce con l’ansia che  inevitabilmente l&#8217;accompagna e che si può contrastare ricorrendo allo psicologo online. Si viaggia sui binari andando sempre oltre,  deragliare significherebbe guastare gli equilibri messi a punto dal nostro sistema mentale ormai assuefatto alla corsa continua, al fare di più, all’avere tutto a portata di mano, pronto per l’uso. Sfuggire al test quotidiano significherebbe staccare la spina dalla corrente oscurando il giorno, perché è così che funzioniamo, solo respirando come fanno gli altri. Lasciare andare le redini  sarebbe cosa buona di tanto in tanto, potrebbe insegnarci l’arte di rallentare, di respirare piano, di assaporare gli attimi e di formulare delle domande alle quali provare a dare risposte che arrivano dall’anima senza ricorrere alle intelligenze artificiali. Un “made in” che ci appartiene ma che abbiamo dimenticato di avere, ce lo hanno fornito alla nascita, quando, con il primo vagito, abbiamo annunciato al mondo di esistere. Ognuno ha un contributo da offrire in questa vita, una storia da raccontare, un momento da dedicare, ma siamo tanto presi dalla frenesia dell’andare che ci limitiamo a correre quando camminare sarebbe più semplice e ci permetterebbe di guardare meglio il panorama. Ci aiuterebbe a riscoprire l’ascolto, la carezza degli occhi, a sentire di nuovo il suono della voce, a mangiare cose buone con il coraggio di instaurare una conversazione. Libri e trasmissioni televisive sul bon-ton servono a poco se  mancano i protagonisti. E se andassimo a cena con l’avatar? Forse sarebbe molto più piacevole che  avere di fronte qualcuno imbrigliato nella rete.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“</span><b><i>Adesso mi sembra questa la realtà e il mondo reale la fantasia.”  (dal film Avatar)</i></b></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maria Zaccagnini</span></p>
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<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/connettivita-e-felicita-una-rima-solo-apparente/">Connettività e felicità, una rima solo apparente</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
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