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	<title>Mondimood Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>L&#8217;apparato digerente: un mondo dentro di noi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2022 15:50:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute&benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Anna De Antoni]]></category>
		<category><![CDATA[Mondimood]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non si finisce mai di studiare, infatti sono ancora qui a leggere articoli su argomenti studiati e ristudiati. Qualcosa nel tempo però è cambiato: se prima lo studio era volto a comprendere quanto il tutto fosse complicato, ora è un percorso al contrario, ovvero verso la semplificazione. La mia sfida è quella di rendere semplice [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-4277-1" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/la-cult-5_L_apparato-digerente.mp3?_=1" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/la-cult-5_L_apparato-digerente.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/la-cult-5_L_apparato-digerente.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Non si finisce mai di studiare, infatti sono ancora qui a leggere articoli su argomenti studiati e ristudiati. Qualcosa nel tempo però è cambiato: se prima lo studio era volto a comprendere quanto il tutto fosse complicato, ora è un percorso al contrario, ovvero verso la semplificazione. La mia sfida è quella di rendere semplice e comprensibile ciò che in fondo dovrebbe essere noto ad ognuno di noi, per il semplice fatto che è dentro di noi! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nello stile di Piero Angela, faremo un viaggio nel nostro apparato digerente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un po’ tutti sappiamo a grandi linee cosa fa l’apparato digerente, ma non tutti sanno che: “la sua superficie si aggira intorno ai 250-400 m</span><span style="font-weight: 400;">2</span><span style="font-weight: 400;">, quanto un campo di calcio e che durante la vita vi transitino circa 60 tonnellate di cibo. Tutto questo è reso possibile dalla presenza dei villi che ne aumentano la superficie”. La prima volta che lessi questa notizia pensai che l’autore avesse sbagliato a scrivere! Ed invece aveva scritto giusto!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questo campo di calcio noi ci giochiamo la salute! Qui” l’infiammazione è fisiologica”, vuol dire che è come se si giocasse sempre a pallone: i palloni ce li mettiamo noi, buttando giù cibo, e i giocatori sono i nostri microbi presenti nel lume intestinale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Siamo in Eubiosi quando c’è equilibrio, ma se questo viene alterato allora si parlerà di Disbiosi, condizione nella quale sono presenti microrganismi intestinali abnormi per specie e numero.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Disbiosi, che sia putrefattiva o fermentativa, oggi è sempre più frequente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La flora batterica intestinale è composta per il 95% di batteri anaerobi e per il restante 5 % da batteri aerobi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I batteri anaerobi sono quelli buoni, e tra questi ritroviamo l’escherichia, i bifidi e i lattobacilli.  La cattiva alimentazione attuale, con eccesso di carne e di zucchero, la cattiva masticazione correlata a pasti ingeriti con troppa fretta, l’abuso di farmaci, sono responsabili di materiali intestinali mal digeriti, che danno origine ad una fermentazione putrefattiva o fermentativa, a seconda che entrino in gioco la mal digestione delle proteine o degli zuccheri.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Alla base ritroviamo questa triade: Alimentazione squilibrata, Mancanza di esercizio fisico, Stress.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In caso di disbiosi la mucosa gastro-intestinale diventa eccessivamente permeabile, permettendo l’assorbimento di proteine inadeguatamente frammentate e di riassorbire tossine dai contenuti intestinali. La disbiosi, oltre ad essere un problema di per sé, rappresenta un fattore predisponente a malattie secondarie. In altre parole, la disbiosi può produrre una malattia secondaria. Se si tiene presente che la mucosa gastro-intestinale ha una vasta superficie e di conseguenza una grande capacità di assorbimento di tossine, come necessariamente accade nella disbiosi, non è una cosa sorprendente il fatto che le conseguenze della disbiosi siano molteplici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E allora quali sono le cause della disbiosi? Tutte! antibiotici, corticosteroidi, estroprogestinici, lassativi. Alimentazione scorretta, infezioni intestinali e parassitosi, disfunzioni del fegato e del pancreas, radioterapia e chemioterapia. Cause inquinanti: coloranti alimentari, conservanti, pesticidi, ormoni steroidei alimentari. Repentini cambiamenti della dieta. Stress.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E se vi dicessi che i nostri batteri buoni producono le vitamine? Ci credereste? Oggi pensiamo che le vitamine sono quelle del banco della farmacia, ma in realtà se il nostro apparato digerente funziona bene e se attuiamo un corretto stile di vita, i nostri batteri buoni lavorano per noi e producono le vitamine del gruppo B, l’acido folico, la vitamina k, la biotina e tante altre ancora.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sicuramente vi starete chiedendo: e cosa causa nel nostro organismo la disbiosi? Qui inizia un elenco lunghissimo: diarrea o stitichezza, acne, eczemi, allergie, anemia, reumatismi, ipovitaminosi, esaurimento nervoso, cefalea, irritabilità e stanchezza eccessiva, depressione, infezioni da funghi, in particolare Candida, predisposizione a infezioni ricorrenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’argomento è lunghissimo, per ora mi fermo qui, ma presto tornerò a scrivervi di questo argomento. A presto!</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Dott.ssa Anna De Antoni</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4601" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-apparato-digerente-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-apparato-digerente-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-apparato-digerente-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-apparato-digerente-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-apparato-digerente-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-apparato-digerente-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-apparato-digerente-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-apparato-digerente.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Robot e moda: quando la tecnologia influenza il fashion</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2022 15:50:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Queen]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Parmegiani]]></category>
		<category><![CDATA[Mondimood]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due mondi distanti in grado però di influenzarsi tra loro Moda e tecnologia sono davvero così diversi tra loro o possono interagire a vicenda? La moda guarda sempre al futuro, questo certamente è un dato di fatto, poiché propone delle collezioni che si indosseranno nei mesi a venire. Ma a volte in passerella sono apparsi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-4228-2" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/que-Robot-e-Moda.mp3?_=2" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/que-Robot-e-Moda.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/que-Robot-e-Moda.mp3</a></audio>
<p><b><i>Due mondi distanti in grado però di influenzarsi tra loro</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Moda e tecnologia sono davvero così diversi tra loro o possono interagire a vicenda? La moda guarda sempre al futuro, questo certamente è un dato di fatto, poiché propone delle collezioni che si indosseranno nei mesi a venire. Ma a volte in passerella sono apparsi persino dei robot! Nella Fashion Week di Londra, ad esempio di alcuni anni fa, il robot Ohmni, sviluppato dagli OhmniLabs della Silicon Valley, è salito per la prima volta sulla catwalk del brand Honee in collaborazione con House of Icons. L&#8217;obiettivo della collaborazione è stato quello di &#8220;coniugare moda, cultura e tecnologia in un equilibrio armonioso&#8221;. Per la prima volta che i robot indossano quindi collezioni in passerella, ma le possibilità della robotica nel regno della moda affascinano i designers già da molto tempo fa. I robot in passerella possono essere rintracciati addirittura nella collezione primavera/estate del 1999 di Alexander McQueen. Alla fine della sfilata, la modella Shalom Harlow è apparsa su una piattaforma circolare girevole, indossando un completo bianco senza spalline. Due robot industriali, di solito impiegati per dipingere automobili, le spruzzavano colore nero e giallo. Anche il designer tedesco Philipp Plein ha esplorato l&#8217;incredibile effetto della meccanica nelle sue sfilate negli anni passati. Nella sua presentazione primavera/estate 2016, i modelli hanno camminato lungo una passerella allestita come una catena di montaggio. Lo show autunno-inverno 2018/2019 di Plein è iniziato con la top model Irina Shayk che si teneva per mano con un robot. Persino Karl Lagerfeld ha truccato i modelli da robot nella sua presentazione della primavera/estate 2017 per Chanel per rivendicare &#8220;il futuro&#8221; dei suoi progetti. I droni hanno debuttato nel 2014 anche da Fendi con l&#8217;obiettivo di consegnare un live stream sulla passerella. E che dire del duo Dolce &amp; Gabbana che ha utilizzato i droni durante la fiera autunno-inverno 2018/19 per portare in passerella i suoi nuovi modelli di borse? La Maison Gattinoni nel 2020 </span><span style="font-weight: 400;">ha dato vita a </span><b>Robotizzati. Esperimenti di Moda.</b><span style="font-weight: 400;"> Il progetto ha unito </span><b>arte, tecnologia, fashion e robot </b><span style="font-weight: 400;">e ha ripercorso l’influenza che la cultura dei</span><b> mecha giapponesi</b><span style="font-weight: 400;"> ha avuto sulla moda.</span> <span style="font-weight: 400;">Il progetto espositivo è nato dalla passione per la cultura giapponese di Stefano Dominella che per cinque mesi ha vissuto a Nagoya in Giappone. Dominella ha compreso l’importanza dei robot e cosa realmente rappresentassero per i giapponesi solo al suo ritorno in Italia quando ha iniziato ad approfondire il tema. Nella cultura giapponese, i </span><b>mecha</b><span style="font-weight: 400;">, robot di dimensioni straordinarie comandati da un pilota all’interno, rappresentano infatti la fusione tra uomo e macchina. Dei veri e propri </span><b>robot col cuore</b><span style="font-weight: 400;">: macchine umanizzate dall’eroe che le comanda dall’interno. Così la figura del robot, ripresa in Robotizzati. Esperimenti di Moda, si rifà in un certo senso a quella del samurai, ed ha incarnato l’eroe, una sorta di divinità contemporanea. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Elena Parmegiani</span></p>
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		<title>Universo 25 – che mondo vivremo?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2022 15:50:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<category><![CDATA[Mondimood]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Partirei dalla considerazione del Santo Padre che annuncia che il mondo che stiamo conoscendo, non sia tanto all’insegna di un’epoca dei cambiamenti quanto evochi un cambiamento d’epoca. Forse è il caso che riflettiamo in merito a questo scenario, come fosse un quadro d’insieme popolato dalle grandi contraddizioni del periodo attuale. Questi ultimi due anni hanno [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Partirei dalla considerazione del Santo Padre che annuncia che il mondo che stiamo conoscendo, non sia tanto all’insegna di un’epoca dei cambiamenti quanto evochi un cambiamento d’epoca.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Forse è il caso che riflettiamo in merito a questo scenario, come fosse un quadro d’insieme popolato dalle grandi contraddizioni del periodo attuale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questi ultimi due anni hanno sicuramente inferto un duro colpo nell’accelerazione ad una trasformazione complessiva, per effetto della pandemia da covid.19 e, adesso, a causa di questa guerra.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Rispondere alla domanda su quale mondo ci apprestiamo a vivere a me, psicologo e psicoterapeuta, suscita tutto quello che mi capita quotidianamente di rilevare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mi riferisco ad un incattivimento che non sembra incontrare ostacoli: le persone, braccate da segnalazioni sempre più inquietanti di catastrofi prossime future, badano maggiormente a mettere al riparo la propria pelle, ed a guardare le sventure altrui con una espressione che sembra un connubio tra il rassegnato ed il fatalistico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindi l’esemplare sulla Terra che dovesse venire allo scoperto nel 2025 (quindi tra soli tre anni) me lo figuro come un soggetto sospettoso, guardingo, molto poco favorevole a ritenere attendibili le notizie in ingresso e quindi apriori disposto a dubitare di tutto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 2025 i giornalisti li vedo davvero messi male: fortemente sottoposti alla concorrenza dei blogger e privi di quelle informazioni che permettano loro di dare una prospettazione che consideri cosa ha da propinarci il prossimo futuro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I giornalisti li percepisco sempre meno come “osservatori di una trasformazione per la quale è dato loro di annotare commenti e di prefigurare i prossimi futuri” e sempre più come sgomenti rilevatori di processi che sfuggono loro di mano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cosa ne sarà della cosiddetta “terza pagina”, quella per intenderci, che serviva ad un approfondimento, tale da permettere di evidenziare le ragioni di fatti che si presentano sempre più tumultuosi?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La sensazione è che tutto subirà un andamento sempre più accelerato ma al tempo stesso, privo della bussola necessaria, capace di spiegarci quale possa essere la destinazione di questa corsa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La tecnologia che vuole essere al servizio dell’Uomo (e della Donna) per risparmiare alla persona tutte quelle incombenze domestiche necessarie per la conduzione della casa, crescerà nei dettagli e nella creazione di utensili, ma il soggetto perderà sempre più di vista il suo senso dell’esistere: risparmiare il tempo… per farne cosa?  Avvalersi di dispositivi tali da qualificare la mia esistenza…ma poi so come impiegare il tempo che ho recuperato non dovendo più sperperarlo in azioni ripetitive?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La persona sta avviandosi stancamente ma implacabilmente alla sua autodissoluzione, nel senso che sta smarrendo la sua funzione di “homo sapiens”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il mondo che vivremo sarà ancora un “pianeta di transizione” e questo genererà un’ansia incontrollabile da parte dei suoi abitanti che vorranno difendersi dal perdere la propria leadership, ma non potranno farci nulla ed allora scateneranno l’aggressività accumulata in guerre logoranti quanto inconcludenti ai danni dei rispettivi vicini.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Forse allora sarebbe più saggio fin da ora fermarsi per intraprendere un meeting in grado di chiarirci le idee e non precipitare in quel buco nero di cui non riusciremo facilmente a vedere il fondo!</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ernesto Albanello</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4608" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-universo25-che-mondo-vivremo-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-universo25-che-mondo-vivremo-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-universo25-che-mondo-vivremo-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-universo25-che-mondo-vivremo-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-universo25-che-mondo-vivremo-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-universo25-che-mondo-vivremo-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-universo25-che-mondo-vivremo-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-universo25-che-mondo-vivremo.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Dieci innovazioni per il 2022</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2022 15:50:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Mignini]]></category>
		<category><![CDATA[Mondimood]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Mit Technology Review ha presentato la classifica sulle evoluzioni tecnologiche che segneranno il prossimo futuro: in vetta la fine delle password alfanumeriche Le 10 Breakthrough Technologies riflettono le necessità derivanti dalla quotidianità: non è un caso che il coronavirus è nella classifica delle evoluzioni tecnologiche che cambieranno il nostro futuro. L&#8217;innovazione tecnologica innescata dalla [&#8230;]</p>
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<p><b><i>Il Mit Technology Review ha presentato la classifica sulle evoluzioni tecnologiche che segneranno il prossimo futuro: in vetta la fine delle password alfanumeriche</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le 10 Breakthrough Technologies riflettono le necessità derivanti dalla quotidianità: non è un caso che il coronavirus è nella classifica delle evoluzioni tecnologiche che cambieranno il nostro futuro. L&#8217;innovazione tecnologica innescata dalla pandemia di Covid-19 domina ancora la tradizionale classifica che l&#8217;Mit Technology Review, la rivista del prestigioso Massachusetts Institute of Technology di Boston, dedica ogni anno alle tecnologie che segneranno la nostra vita nel prossimo futuro. Intelligenza artificiale, sostenibilità ambientale fanno da trait d’union alle innovazioni che nei prossimi mesi avranno un’incidenza più o meno significativa nella nostra vita. </span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Addio alle password</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Diciamo la verità, a chi non è capitato di imbattersi in veri e propri rompicapo a causa della dimenticanza di questa o quella password. Le usiamo da oltre 20 anni, e chissà quante ne abbiamo accumulate negli anni: che siano una sequenza di numeri o parole significative per noi, alle password affidiamo l&#8217;accesso al nostro smartphone, alle fotografie, ai social, ai conti correnti. Ma la loro esistenza potrebbe essere presto sostituita da strumenti come link inviati via mail, notifiche push oppure anche scansioni biometriche. Tutti sistemi più accessibili (“nessuno ha bisogno di ricordare la propria faccia”, ironizzano i redattori della rivista) e anche più sicuri in termini di rischio informatico.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Sistemi di tracciamento per le varianti del Covid-19</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al secondo posto, la disponibilità di tecnologie per l&#8217;identificazione delle nuove varianti del coronavirus. È proprio grazie a questi sistemi che gli scienziati possono oggi identificare quasi in tempo reale la comparsa di nuove varianti Covid e tracciarne la diffusione in maniera estremamente precisa. “Migliori strumenti di sorveglianza hanno consentito agli scienziati di tracciare la diffusione del nuovo coronavirus e di identificare rapidamente nuove varianti del virus”, osservano i curatori della classifica. Così facendo, è stato possibile contribuire efficacemente al contenimento dell&#8217;emergenza sanitaria. La tecnologia avrà un ruolo decisivo nella gestione di future epidemie virali.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Batterie green a lunga durata</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al terzo posto, la sostenibilità ambientale. La rivista osserva che mai come oggi stiamo utilizzando energia prodotta da fonti rinnovabili. Eppure, nonostante tutto l&#8217;impegno messo in campo, l&#8217;energia eolica e solare da sola non basta. “Cosa succede quando il Sole tramonta o il vento si ferma?”, si chiedono i curatori della classifica. Le nuove batterie a base di ferro possono essere una prima ed efficace risposta. “Sono realizzate con materiali ben diffusi e potrebbero essere più economiche e pratiche di altri tipi di stoccaggio a griglia”, scrivono i redattori dell&#8217;Mit Technology Review.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Proteine, conoscerne la struttura con l&#8217;AI</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le proteine sono l’attivatore di ciò che accade non solo nel nostro corpo ma più in generale nella biologia: la loro attività è determinata dalla loro struttura, e quindi dal modo in cui le proteine si ripiegano su se stesse. Riuscire a prevederlo è un processo lento e laborioso per le tecnologie attuali. La soluzione potrebbe arrivare proprio dall&#8217;intelligenza artificiale: i ricercatori di Google hanno messo a punto all&#8217;interno del progetto Deep Mind un sistema di AI in grado di risolvere questo puzzle in tempi brevi. Il programma AlphaFold 2, realizzato dal centro di ricerca DeepMind, potrebbe infatti, come scrive la rivista, risolvere “questo enigma biologico di lunga data, cosa che renderebbe possibile la rapida progettazione di nuovi farmaci per un gran numero di malattie”. </span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Un vaccino per la malaria</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La pandemia ha catturato la nostra attenzione ma nel mondo esistono ancora malattie come la malaria che uccide oltre 600.000 persone ogni anno, la maggior parte bambini entro i 5 anni di età. Ecco perché un vaccino contro questa infezione potrebbe avere un impatto considerevole sulle nostre vite. “Un nuovo vaccino contro la malaria, approvato recentemente dall&#8217;Organizzazione mondiale della sanità (Oms), potrebbe salvare centinaia di migliaia di vite ogni anno”, fanno sapere i curatori della classifica. Sarebbe inoltre il primo vaccino al mondo per un&#8217;infezione parassitaria.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Proof-of-stake</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il protocollo utilizzato per garantire l&#8217;univocità delle transazioni delle criptovalute come i bitcoin, richiede una grande quantità di potenza di calcolo e consuma grandi quantità di elettricità. Nel 2011 un utente del forum Bitcointalk propose un protocollo alternativo e meno dispendioso di enegia chiamato Proof of Stake (PoS), sicuro come il PoW (il protocollo classico Proof of Work (PoW)).  Ethereum si propone di transitare in questo sistema entro la fine dell&#8217;anno, cosa che taglierebbe il consumo di energia del 99,95%.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Una pillola contro il Covid-19</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Torna in classifica, al settimo posto, l’argomento coronavirus. La Pfizer, già produttrice di uno dei vaccini più efficaci contro il Covid-19, ha annunciato la creazione di un nuovo farmaco che fornirebbe, come scrivono i curatori della classifica, “un&#8217;ampia ed efficace protezione con il nuovo coronavirus, comprese anche le ultime varianti”. Altre imprese farmaceutiche sarebbero al lavoro per sviluppare farmaci di questo genere: unite ai vaccini, queste soluzioni potrebbero definire un sentiero per uscire definitivamente dalla pandemia di coronavirus.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Efficaci reattori a fusione</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se le promesse degli ultimi test saranno mantenute, i reattori a fusioni daranno la spinta definitiva verso l&#8217;indipendenza energetica da fonti fossili e inquinanti. Uno dei primi progetti commerciali potrebbe vedere la luce attorno al 2030 in Inghilterra, dove la canadese General Fusion vuole installare il suo primo impianto a confinamento magnetico. “Il suo design – si legge sulla rivista – si basa su un nuovo e potente magnete che ha infranto ogni record e che dovrebbe consentire alla società di costruire reattori più piccoli e meno costosi”.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Dati sintetici per l&#8217;intelligenza artificiale</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I dati sintetici per l&#8217;intelligenza artificiale si collocano al nono posto della graduatoria. Qualsiasi sistema di Intelligenza Artificiale, per funzionare, ha bisogno di una grande quantità di dati su cui addestrarsi. In molti ambiti avere dati di qualità, per esempio che non risentano dei bias cognitivi o che siano raccolti nel pieno rispetto della privacy, è molto difficile. “alcune società stanno iniziando a creare e vendere dati sintetici per evitare questo genere di ostacoli”. La soluzione, proseguono i redattori della rivista, “non è perfetta, ma potrebbero essere il modo migliore per addestrare dispositivi di intelligenza artificiale”. </span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Fabbriche per la rimozione del carbonio</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La lotta alle emissioni di CO2 chiude la classifica dell’Mit Technology Review. La riduzione delle emissioni di carbonio, com&#8217;è noto, è un passaggio fondamentale per mitigare gli effetti del cambiamento climatico ma “per l&#8217;Onu non è comunque sufficiente: per evitare l&#8217;innalzamento delle temperature, è necessario rimuovere l&#8217;anidride carbonica dall&#8217;atmosfera”. Proprio quello che si propongono di fare le fabbriche per la rimozione del carbonio: la più grande al mondo è stata recentemente aperta in Islanda.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Cristina Mignini</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4602" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-Dieci-innovazioni-per-il-2022-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-Dieci-innovazioni-per-il-2022-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-Dieci-innovazioni-per-il-2022-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-Dieci-innovazioni-per-il-2022-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-Dieci-innovazioni-per-il-2022-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-Dieci-innovazioni-per-il-2022-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-Dieci-innovazioni-per-il-2022-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-Dieci-innovazioni-per-il-2022.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Opportunità, sì. Ma non a tutti i costi.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2022 15:50:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La versione dell'editore]]></category>
		<category><![CDATA[Giampiero Ledda]]></category>
		<category><![CDATA[Mondimood]]></category>
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<p><span style="font-weight: 400;">Opportunità. Quando guardo il mondo intorno a me, quando osservo le dinamiche dell’economia, della politica, della tecnologia, della società, io vedo opportunità. Non è questione di ottimismo, il mio è un approccio volontario e consapevole. Che sia in corso una crisi, che ci sia un apice di benessere diffuso o che il tempo scorra ordinario e lineare, voglio cercare le opportunità che, palesi o celate, si accompagnano ad ogni momento che passa, ad ogni fatto, atto e potenzialità che si manifesta, in qualunque ambito e settore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Che sia l’umanità protagonista di un cambiamento o che sia l’ambiente a sollecitarlo, che ci sia una progettualità dietro ad una serie di accadimenti o che sia il caso o una serie di coincidenze ad aprire nuove strade e nuove porte, le opportunità sono là, pronte per essere colte. Questo è il mio punto di partenza. Dove si può arrivare, però, con questo approccio? Dove può spingere questo approccio?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si è fatto, e si fa, un gran parlare di “approccio etico”. Alla finanza, al commercio e all’economia, all’ambiente, all’agricoltura e in molti altri settori. Aggiungiamo anche la tecnologia, in tutte le sue declinazioni, estensioni e implicazioni. Che cosa può comportare un approccio etico in campo tecnologico, digitale, informatico e informativo? Cos’è etico, soprattutto, qui e ora? Per fortuna, e a volte purtroppo, l’etica è qualcosa di vivo, variabile, instabile e va a toccare concetti filosofici complessi e spinosi. Definisce ciò che è giusto in contrapposizione a ciò che è sbagliato. Proprio per questo, però, non è univoca su tutti gli argomenti e in tutti i settori, in ogni parte del mondo, per tutte le persone e in tutte le culture. Una tecnologia etica potrebbe, ad esempio, essere una tecnologia sostenibile per l’uomo stesso, sia pure, di norma, appaia già destinata sempre e comunque a migliorare la vita dell’uomo. Sostenibile rispetto all’essenza stessa dell’essere umano, qualcosa che cioè non finisca per “snaturare” le persone, la loro umanità, la loro fisicità, le capacità mentali ed emozionali che ci rendono così “speciali”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se aggiungiamo questo aggettivo, etico, ad un modus operandi in qualunque ambito dell’attività umana, vuol dire che stiamo ponendo un limite, sia pure soggettivo o temporaneamente definito, non alle opportunità ma allo sfruttamento delle stesse. Vivere e lavorare cercando, dovunque, opportunità non vuol dire necessariamente sfruttarle, poi, senza limiti, senza condizioni, “a ogni costo”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco, è forse questa l’espressione che meno dovrebbe caratterizzare l’agire di persone, imprenditori, politici, istituzioni, ufficiali e ufficiose, e “filantropi” di ogni dove: “a ogni costo”. Porsi dei limiti, avere e condividere un’etica, rifiutare, con un atto di volontà, di essere sopraffatti da manie di grandezza e sindromi di onnipotenza, radiare dalla propria mentalità l’approccio del “costi quel che costi”: tutto questo potrà servire per non perdere la giusta rotta e non finire, miseramente schiantati al suolo, per aver osato oltre il dovuto alla ricerca di quella vanagloria che rese Icaro un imperituro monito per tutti gli uomini.</span></p>
<p style="text-align: right;">Giampiero Ledda</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4583" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-versione-editore-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-versione-editore-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-versione-editore-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-versione-editore-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-versione-editore-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-versione-editore-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-versione-editore-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-versione-editore.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Housing Care sbarca in Danimarca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2022 15:50:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Sardi]]></category>
		<category><![CDATA[Mondimood]]></category>
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<p><span style="font-weight: 400;">Smart technologies e nuove competenze per il supporto alle fragilità nella propria abitazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si è tenuto ad Aarhus, seconda città Danese per numero di abitanti, il Kick Off meeting del Partenariato di Cooperazione Housing Care che lavora sul concept creato da Giampiero Ledda e dal suo gruppo negli ultimi anni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il promotore e coordinatore del progetto è “ilmiofuturo”, guidata da Fabrizio Coccetti che ha concepito il progetto finanziato poi dal programma Erasmus+. Oltre a Italia Salute, nella partnership sono presenti organizzazioni molto importanti come le due fondazioni spagnole Fundacion Tecnologias Sociales (diretta emanazione di Croce Rossa Spagnola e Vodafone) e Fundacion Ageing Lab, SOSU principale training provider Danese nel settore Healthcare, gli Irlandesi Momentum, training provider digitale nel settore Healthcare e Rosscommon, consorzio pubblico-privato Irlandese leader nella formazione digitale agli anziani. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel corso del meeting sono stati analizzati i risultati delle ricerche effettuate:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">sulle tecnologie di ambient assisted living dirette agli anziani;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">sul profilo professionale da aggiornare, l’Elder care worker;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">sui fabbisogni formativi. </span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Dall’analisi dei risultati si è passati ad un laboratorio creativo facilitato da Ilmiofuturo e Italia Salute nel corso del quale è stata fatta la progettazione di massima del MOOC che sarà creato per aggiornare gli Elder Care Worker su:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Ambient Assisted Living &amp; E-Health technologies and devices per anziani;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Human Care Mindset nell’uso delle tecnologie per gli anziani. </span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Il MOOC sarà co-creato dalla partnership che poi lo sperimenterà nei diversi Paesi coinvolti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con questo progetto, il concept HOUSING CARE, verrà adottato, sul piano delle competenze, nei paesi coinvolti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel corso del meeting è stata creata una connessione molto interessante con l’importante Esposizione aperta nel DokkX del porto di Aarhus negli stessi giorni e relativa alle Tecnologie Assisted Living. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il partenariato ora procederà verso la creazione del MOOC che sarà disponibile dopo l’estate. Il prossimo meeting è previsto in Irlanda. Vi terremo aggiornati sull’evoluzione.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Alessandro Sardi</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4593" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-housing-care-danimarca-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-housing-care-danimarca-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-housing-care-danimarca-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-housing-care-danimarca-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-housing-care-danimarca-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-housing-care-danimarca-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-housing-care-danimarca-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-housing-care-danimarca.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Plastica e ambiente, quando il recupero fa la differenza!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2022 15:50:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fare business]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Parotti]]></category>
		<category><![CDATA[Mondimood]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono 14 mila le tonnellate di rifiuti di beni in polietilene raccolte da Ecopolietilene nel primo anno di operatività Il consorzio nazionale ha chiuso il 2021 con una forte spinta verso l’economia circolare: crescita esponenziale dei volumi e due progetti per migliorare la qualità della raccolta e potenziare il riuso di questa tipologia di plastica. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-4226-4" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/Fa-Bu-16_plastica-e-ambiente.mp3?_=4" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/Fa-Bu-16_plastica-e-ambiente.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/Fa-Bu-16_plastica-e-ambiente.mp3</a></audio>
<p><b>Sono 14 mila le tonnellate di rifiuti di beni in polietilene raccolte da Ecopolietilene nel primo anno di operatività</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Il consorzio nazionale ha chiuso il 2021 con una forte spinta verso l’economia circolare: crescita esponenziale dei volumi e due progetti per migliorare la qualità della raccolta e potenziare il riuso di questa tipologia di plastica.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel primo anno intero di operatività il </span><b>consorzio Ecopolietilene ha registrato una crescita esponenziale</b><span style="font-weight: 400;">. Nel 2021 la raccolta fatta dal consorzio per la gestione dei rifiuti da beni in polietilene è arrivata a sfiorare le </span><b>14 mila tonnellate</b><span style="font-weight: 400;">, mentre i consorziati hanno raggiunto le </span><b>117 aziende</b><span style="font-weight: 400;">, tra fabbricanti, importatori, brand owners e distributori. Attivo dal giugno 2020, quando è stato riconosciuto dal Ministero della Transizione Ecologica, Ecopolietilene in pochi mesi si è così affermato quale realtà tra le più dinamiche nel promuovere una reale circolarità per la particolare tipologia di plastica che compone i beni in polietilene.</span></p>
<p><b>«Il consorzio sta dando un importante contributo al processo di economia circolare», ha affermato il presidente di Ecopolietilene, Fabio Pedrazzi</b><span style="font-weight: 400;"> nella recente assemblea annuale. «I numeri del primo anno di attività descrivono un consorzio decisamente vivo e pronto a giocare, insieme con le aziende consorziate, un ruolo da protagonista nelle sfide ambientali. I beni in polietilene sono molto importanti non solamente per la grande diffusione e presenza che hanno nella nostra vita quotidiana, ma anche per il loro valore circolare: sono infatti riciclabili al 100%».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La raccolta dei rifiuti da beni in polietilene fatta dal consorzio nei dodici mesi del 2021 si è attestata a 13.900 tonnellate. «Questa attività è stata sorretta da un significativo impegno logistico: quasi 2.700 sono state le missioni effettuate in tutta Italia», ha ricordato il direttore generale di Ecopolietilene, Giancarlo Dezio. «Inoltre abbiamo superato anche il target di raccolta che ci eravamo prefissati: dal 60%, previsto in rapporto all’immesso sul mercato dei beni in polietilene l’anno precedente, siamo arrivati a sfiorare il 90%: è questo un dato che rivela gli importanti investimenti che il consorzio sta effettuando per garantire un corretto percorso di trattamento di questa tipologia di rifiuti. Il sistema di tracciabilità messo in atto dal sistema autonomo ci consente di affermare che tutte le quasi 14 mila tonnellate sono state infatti avviate a recupero attraverso gli impianti convenzionati».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non solo raccolta: il 2021 di Ecopolietilene è stato contraddistinto anche da un impegno in progetti sperimentali per migliorare la qualità della raccolta e per individuare nuove modalità di impiego delle materie prime seconde ottenute dai trattamenti di recupero. «Un primo progetto pilota per valutare la possibilità di differenziare i beni in polietilene dagli altri rifiuti plastici è stato attuato nella provincia di Cuneo. Qui, in collaborazione con STR, società piemontese che si occupa della gestione e del trattamento dei rifiuti urbani ed Ecolight Servizi, abbiamo iniziato a quantificare questa particolare tipologia di rifiuto in ambito urbano, con l’intento di individuare delle possibili nuove modalità di una raccolta differenziata dei beni in polietilene. La sperimentazione è stata estesa alla zona di Treviso in un progetto pilota simile che è tuttora in corso», ha proseguito Dezio. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inoltre, per favorire un utilizzo della plastica riciclata, Ecopolitilene ha dato vita a un altro progetto. Ha spiegato il direttore generale del consorzio: «Partendo dai teli utilizzati in agricoltura, che sono beni in polietilene, abbiamo sperimentato una raccolta specifica di questi rifiuti e, al contempo, individuato uno sbocco industriale alle materie prime seconde ottenute dai processi di recupero». L’iniziativa, che è stata attuata insieme con il produttore Eiffel e il distributore Aniplast e con il supporto operativo di Ecolight Servizi, Metaplas e Plastimontella, ha dato ottimi risultati: il granulo ottenuto dal recupero dei teli è risultato idoneo alla produzione industriale di un film barriera al vapore, prodotto usato in edilizia.</span></p>
<p><b>Ecopolietilene </b><span style="font-weight: 400;">&#8211; consorzio per il riciclaggio dei rifiuti dei beni in polietilene, Ecopolietilene è un sistema autonomo, senza fini di lucro e riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare.  È composto dalle aziende produttrici, dai distributori e dai riciclatori dei beni in polietilene e nasce dalla professionalità e dal know-how nella gestione dei rifiuti maturata dal Sistema Ecolight, al quale fanno riferimento il consorzio Ecolight ed Ecolight Servizi, società che si occupa della gestione integrata dei rifiuti professionali generati dalle aziende.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">www.ecopolietilene.it </span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Marco Parotti </span></i></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Eo Ipso srl</span></i></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4591" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-plastica-e-ambiente-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-plastica-e-ambiente-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-plastica-e-ambiente-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-plastica-e-ambiente-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-plastica-e-ambiente-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-plastica-e-ambiente-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-plastica-e-ambiente-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-plastica-e-ambiente.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Come cambieranno le nostre priorità nel futuro?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2022 15:50:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Gerardo Altieri]]></category>
		<category><![CDATA[Mondimood]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se qualcuno di voi ha una palla di vetro che funzioni davvero, alzi la mano: ce n’è estremo bisogno! Il progresso tecnologico partito con la prima rivoluzione industriale è arrivato ai giorni nostri accelerando sempre di più, tanto che ciò che stamattina sembra una novità clamorosa, magari stasera non lo sarà più! Soprattutto negli ultimi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-4233-5" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/la-città-14_Come-cambieranno-le-nostre-priorita_.mp3?_=5" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/la-città-14_Come-cambieranno-le-nostre-priorita_.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/la-città-14_Come-cambieranno-le-nostre-priorita_.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Se qualcuno di voi ha una palla di vetro che funzioni davvero, alzi la mano: ce n’è estremo bisogno!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il progresso tecnologico partito con la prima rivoluzione industriale è arrivato ai giorni nostri accelerando sempre di più, tanto che ciò che stamattina sembra una novità clamorosa, magari stasera non lo sarà più! Soprattutto negli ultimi decenni l’informatica (sia hardware che software) ha stravolto completamente la nostra vita: beni e servizi che costano sempre meno, velocità di esecuzione pazzesca per la stragrande maggioranza dei processi quotidiani (con delle evidenti opportunità di miglioramento in ambiti rimasti indietro, decidete voi quali…), condivisione totale di informazioni in tempo reale, ecc.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Parallelamente, la qualità materiale della vita è molto migliorata: un indicatore inconfutabile è la speranza di vita media che, almeno fino a prima del Covid 19, era costantemente cresciuta, grazie ai progressi scientifici che risolvono (spesso in modo meno invasivo) molte più patologie di prima e ai miglioramenti dei processi lavorativi, inclusi quelli più usuranti. Anche la quantità del lavoro da fare a parità di produzione di beni o servizi è diminuita, ma si è allargato il paniere dei beni e servizi stessi, perciò continuiamo a produrre tanto e per molte più persone, perché nel frattempo la popolazione mondiale ha raggiunto gli 8 miliardi di individui, mentre negli anni ’70 eravamo la metà (!).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma il progresso ci permetterà nel futuro di avere tutto ciò di cui abbiamo bisogno solo attraverso l’uso di macchine più o meno complesse e l’utilizzo, auspicabilmente parsimonioso, delle materie prime? Se sì, qual è la contropartita?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Già oggi tutta questa tecnologia e questa diminuzione di working time (anche attraverso il lavoro in remoto) ci permette di avere una sempre maggiore disponibilità di tempo per altre attività che non siano legate alla “sopravvivenza”: questo secondo me è il tema principale da affrontare, cioè come utilizzare questo tempo in più a nostra disposizione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La mia idea è che questo tempo vada indirizzato alla nostra crescita culturale e sociale e per sviluppare il senso di appartenenza ad un macrocosmo che ingloba il nostro microcosmo individuale, ma da quest’ultimo influenzato. Un inciso, secondo me fondamentale: dobbiamo tutti prendere consapevolezza della legge dei grandi numeri e gli effetti dirompenti di un piccolo gesto quotidiano, fatto da tutti. Un esempio: nel 2019, grazie alla raccolta differenziata, è stato possibile, attraverso digestori anaerobici e termovalorizzatori, produrre in Italia energia per 2,8 milioni di famiglie (fonte: Il Sole 24 ore), ma siccome siamo solo al 43% di questo tipo di raccolta, cosa succederebbe se anche l’altro 57% fosse </span><span style="font-weight: 400;">da noi cittadini</span><span style="font-weight: 400;"> smistato adeguatamente? Altri 3 milioni abbondanti di famiglie avrebbero energia senza l’utilizzo di combustibili fossili: vi sembra poco? A me no…</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In termini generali, la cultura, in qualunque forma di sapere si presenti, allarga gli orizzonti di pensiero: coltivarne i vari ambiti ci permetterebbe di individuare meglio ciò che è davvero importante e meritevole di investimenti materiali (materie prime e tecnologie) e immateriali, primo fra tutti un bene limitato e non riproducibile: il nostro tempo terreno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questo ultimo biennio abbiamo vissuto delle esperienze traumatiche che mai avremmo pensato di dover fronteggiare: il Covid 19 e l’attuale guerra partita dal folle tiranno Putin. Entrambi questi eventi hanno stravolto l’economia e (il primo in particolare) la nostra vita quotidiana: e se fosse proprio questo il momento di iniziare il percorso di riflessione e consapevolezza di cui ho parlato prima?</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Gerardo Altieri</span></p>
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		<title>Il segreto dell’umanità è vibrare all’unisono</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2022 15:50:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazioni e dissociazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Ragionieri]]></category>
		<category><![CDATA[Mondimood]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Sta arrivando una catastrofe in ogni senso“, nonostante molti assicurino che tutto rimanga uguale o che ci siano solo piccole variazioni.  Molto pochi furono in grado di comprendere cosa bisognasse guardare, come e da dove guardare, per capire cosa stesse arrivando. La pandemia è solo un’anteprima di ciò che può accadere.  La Terra se la [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">“</span><b>Sta arrivando una catastrofe in ogni senso</b><span style="font-weight: 400;">“, nonostante molti assicurino che tutto rimanga uguale o che ci siano solo piccole variazioni. </span><b> Molto pochi furono in grado di comprendere cosa bisognasse guardare, come e da dove guardare, per capire cosa stesse arrivando</b><span style="font-weight: 400;">. La pandemia è solo un’anteprima di ciò che può accadere. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Terra se la caverebbe egregiamente senza di noi, che abbiamo bisogno della biosfera per respirare e mangiare; la biosfera non ha alcun bisogno di un mammifero bipede di grossa taglia autoproclamatosi </span><i><span style="font-weight: 400;">Homo sapiens</span></i><span style="font-weight: 400;">, che oggi ha invaso, occupato e stravolto gran parte degli ecosistemi terrestri. </span><b>Il collasso</b><span style="font-weight: 400;"> della società è raccontato perfettamente </span><b>dall’Esperimento 25</b><span style="font-weight: 400;">, che ci dà un’evidenza empirica di come vivere non sia solo un </span><b>presupposto biologico</b><span style="font-weight: 400;"> ma </span><b>una richiesta psichica</b><span style="font-weight: 400;"> vera e propria. Calhoun diede vita ad uno spazio ricco di </span><b>qualunque necessità</b><span style="font-weight: 400;"> atta alla sopravvivenza e alla proliferazione di una colonia di topi; l’universo aveva la forma di un serbatoio di circa due metri e sette, con sedici tunnel saldati al suo interno e quattro corridoi orizzontali per un totale di quasi duecentocinquantasei rifugi sicuri per tutti i topi della colonia. Questo spazio veniva pulito ogni quattro settimane e la sua temperatura era sempre mantenuta sui venti gradi. L’Universo 25 </span><b>avrebbe garantito la sopravvivenza</b><span style="font-weight: 400;"> di quasi quattromila topi; ma così non fu. Dopo un iniziale processo di adattamento, le nascite iniziarono gradualmente a diminuire e gli animali presentarono un graduale cambiamento comportamentale verso i loro simili. La colonia iniziò a rivoltarsi contro sé stessa, distruggendosi; i topi si divorarono a vicenda e in poco tempo l’Esperimento 25 fu chiuso, non prima di aver rivelato che </span><b>in assenza di stimoli</b><span style="font-weight: 400;">, la vita non sente il bisogno di replicarsi. Un concetto semplice, eppure tanto controverso, ma che ci viene raccontato direttamente dalla piccola “colonia” di Dogville, dove in un ambiente sterile e senza il minimo stimolo, viene invece introdotto un mutamento ambientale, uno stimolo a cui i membri della colonia danno le risposte più disparate. Grace </span><b>sconvolge la vita degli abitanti</b><span style="font-weight: 400;"> del paesino delle Montagne Rocciose e in poco tempo ne esplora gli anfratti più desolati e perversi. Avviene anche qui l’implosione della società, la detta Fogna del Comportamento di cui parlava Calhoun. Ogni essere vivente funge da </span><b>perno vitale</b><span style="font-weight: 400;"> per la società che rappresenta e in quanto membro della stessa, necessita di stimoli costanti per </span><b>alimentare il bisogno</b><span style="font-weight: 400;"> di creare altra vita. La morte sociale di Dogville non avviene per sovrappopolazione, ma ugualmente per uno stravolgimento; </span><b>ad un mondo senza scopo</b><span style="font-weight: 400;">, privo di stimoli, viene dato uno stimolo troppo grande per la semplicità caustica di coloro che della vita non cercano che la sopravvivenza. Grace è dapprima la ventata d’aria fresca, per poi diventare la strega di Salem da martirio appena la sua presenza origina </span><b>i desideri più oscuri e peccaminosi</b><span style="font-weight: 400;"> della brava gente di Dogville. Ora, non sappiamo ad oggi se nella colonia dell’Esperimento 25 sia stata una “Grace” a suggerire alle madri topo di </span><b>mangiare i propri figli</b><span style="font-weight: 400;">, dunque non sappiamo se il gusto del peccato sia intrinseco o meno della natura umana; ciò che sappiamo è che la razza umana </span><b>desidera solo esistere</b><span style="font-weight: 400;">, ciclicamente, per sempre. L’uomo vuole lasciare </span><b>un segno</b><span style="font-weight: 400;"> del suo passaggio, un’impronta indelebile, qualcosa da tributare nel futuro di questa esistenza volta a </span><b>riciclare se stessa</b><span style="font-weight: 400;">. Dunque non basta una colonia perfetta, perché non darà comunque vita ad una società perfetta, perché la natura per vivere, ha bisogno di uno </span><b>scopo</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maria Ragionieri</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4584" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-il-segreto-dell_umanità-è-vibrare-all_unisono-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-il-segreto-dell_umanità-è-vibrare-all_unisono-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-il-segreto-dell_umanità-è-vibrare-all_unisono-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-il-segreto-dell_umanità-è-vibrare-all_unisono-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-il-segreto-dell_umanità-è-vibrare-all_unisono-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-il-segreto-dell_umanità-è-vibrare-all_unisono-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-il-segreto-dell_umanità-è-vibrare-all_unisono-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-il-segreto-dell_umanità-è-vibrare-all_unisono.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<item>
		<title>Nasce Oncowellness, la piattaforma digitale per il benessere dei pazienti con tumore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2022 15:50:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute&benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Michela Coluzzi]]></category>
		<category><![CDATA[Mondimood]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A promuovere il progetto è Pfizer, insieme a una &#8216;coalition&#8217; di oncologi, fisiatri e riabilitatori ROMA – Promuovere l’attività fisica e uno stile di vita attivo come componenti importanti del percorso di cura delle malattie oncologiche; supportare il valore delle terapie integrate impiegate a completamento dei trattamenti convenzionali; offrire ai pazienti un punto di riferimento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/nasce-oncowellness-la-piattaforma-digitale-per-il-benessere-dei-pazienti-con-tumore/">Nasce Oncowellness, la piattaforma digitale per il benessere dei pazienti con tumore</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-4280-6" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/la-cult-4.1_I-parte_Nasce-oncowellness.mp3?_=6" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/la-cult-4.1_I-parte_Nasce-oncowellness.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/la-cult-4.1_I-parte_Nasce-oncowellness.mp3</a></audio>
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<p><i><span style="font-weight: 400;">A promuovere il progetto è Pfizer, insieme a una &#8216;coalition&#8217; di oncologi, fisiatri e riabilitatori</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">ROMA – Promuovere l’attività fisica e uno stile di vita attivo come componenti importanti del percorso di cura delle malattie oncologiche; supportare il valore delle terapie integrate impiegate a completamento dei trattamenti convenzionali; offrire ai pazienti un punto di riferimento informativo sui benefici di un’attività fisica regolare e avviarli a programmi di esercizi personalizzati da eseguire dietro indicazione e sotto la supervisione del proprio medico curante. </span><b>Nasce intorno a questi obiettivi Oncowellness, progetto dedicato al benessere psico-fisico delle persone con storia di tumore</b><span style="font-weight: 400;">: una piattaforma digitale, trainer certificati, schede di allenamento e videotutorial aiuteranno i pazienti nel loro percorso di cura, con un focus specifico su quattro tipologie di tumori: tumore della mammella, tumore del polmone, tumori genitourinari e tumori del sangue”, si legge nella nota diffusa dall’organizzazione di Oncowellness.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“</span><b>A promuovere Oncowellness è Pfizer-</b><span style="font-weight: 400;"> si legge ancora- insieme a una ‘coalition’ di oncologi, fisiatri, riabilitatori, trainer e in partnership con AIL- Associazione Italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma, Europa Donna Italia, IncontraDonna Onlus, Susan G. Komen Italia, PaLiNUro – Pazienti Liberi dalle Neoplasie Uroteliali e WALCE – Women Against Lung Cancer Europe”. “Riduzione degli effetti collaterali legati ai trattamenti- precisa Oncowellness- riduzione del rischio di ricomparsa della patologia, miglioramento dello stato funzionale e della qualità di vita sono alcuni dei benefici dell’attività fisica nei tumori, in fase preventiva, durante e dopo le cure, messi in evidenza da un numero crescente di studi. </span><b>L’attività fisica viene oggi considerata alla stregua di un trattamento non farmacologico complementare </b><span style="font-weight: 400;">che aiuta i pazienti oncologici ad affrontare nelle migliori condizioni il percorso di cura. Ma le loro particolari esigenze richiedono di andare oltre le attività necessarie a mantenere il fisico nelle migliori condizioni e di considerare il loro benessere globale, ovvero il ‘Wellness, che comprende anche gli aspetti legati alla sfera psicologica, all’umore e all’immagine di sé”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al concetto di Wellness- precisa la nota- come stato di piena salute psico-fisica, sancito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, si è ispirata Pfizer per contribuire a </span><b>ridisegnare il percorso di cura dei pazienti con tumore attraverso un approccio integrato e per la persona</b><span style="font-weight: 400;">“. “La cultura del Wellness in Oncologia si è già affermata da anni negli Stati Uniti e oggi Pfizer ha deciso di promuoverla e valorizzarla anche in Italia, attraverso una piattaforma digitale dedicata- spiega Alberto Stanzione, direttore Oncologia Pfizer Italia- il progetto Oncowellness è una nuova, importante pagina dell’impegno che Pfizer dispiega da anni nella lotta contro i tumori e che si caratterizza per l’attenzione alla persona e alle sue esigenze: fare la differenza per i pazienti significa per noi non solo contribuire al progresso delle conoscenze scientifiche e innovare le terapie, ma considerare l’insieme dei bisogni di chi affronta il percorso di cura. Con questa iniziativa vogliamo contribuire a ridisegnare la vita delle persone con il cancro focalizzandoci sul tema del benessere globale, integrato e personalizzato”.</span></p>
<p><b>LE ATTIVITÀ DISPONIBILI SULLA PIATTAFORMA</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Attività aerobica per gestire la stanchezza- prosegue Oncowellness- esercizi per migliorare l’elasticità muscolare, tecniche per rendere flessibili e armonici i movimenti, esercizi per la postura e l’equilibrio, stretching in piedi e a terra, esercizi di respirazione per tenere sotto controllo lo stress e l’ansia. Sono alcuni dei principali gruppi di esercizi proposti attraverso la piattaforma di Oncowellness e messi a punto dai tre ‘Oncotrainer’ del progetto, professionisti espressamente formati nel supporto psico-fisico dei pazienti oncologici e certificati dal CETI – The Cancer Exercise Training Institute, istituzione di riferimento negli USA”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E ancora spiega l’organizzazione: “Schede di allenamento e video-tutorial realizzati dai trainer presentano gli esercizi consigliati per costruire percorsi personalizzati, da eseguire sempre sotto indicazione e supervisione del proprio specialista o medico curante sulla base delle specifiche esigenze e condizioni. Gli esercizi sono di carattere generale, indicati per tutti i pazienti, e specifici per i quattro tipi di tumore approfonditi nel progetto. </span><b>Tutti i contenuti della piattaforma sono messi a punto e validati in collaborazione con il gruppo di esperti che riunisce le competenze di specialisti dell’Oncologia, dell’Oncoematologia, della Psiconcologia, della Riabilitazione Oncologica e dell’Educazione motoria”</b><span style="font-weight: 400;">. “La piattaforma è inoltre arricchita con pagine informative sui quattro tipi di tumori, web talk di approfondimento tra specialisti e Associazioni di pazienti e videointerviste dove gli esperti approfondiscono il ruolo di terapie integrate e attività fisica nel percorso di cura delle patologie oncologiche. La piattaforma di Oncowellness è accessibile in qualsiasi momento, senza necessità di registrarsi, ed è totalmente gratuita”, conclude Oncowellness.</span></p>
<p><b>STANZIONE (PFIZER): “ATTIVITÀ FISICA RIDUCE RISCHIO RECIDIVE</b><span style="font-weight: 400;">“</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“È attivo da oggi il portale Oncowellness completamente gratuito i cui contenuti sono stati elaborati, resi disponibili e validati da esperti e trasformati in programmi da attività fisica ideati e illustrati da trainer certificati. Il tema del benessere psicofisico nei pazienti con una storia di tumore nel nostro Paese non è così sviluppato. Una cultura che invece è molto sentita e radicata negli Stati Uniti e che come Pfizer vorremmo portare in Italia. Questa piattaforma rappresenta l’ulteriore impegno che Pfizer profonde per la lotta ai tumori. La differenza nella lotta al cancro non si basa esclusivamente nell’individuazione e produzione di terapie innovative ma prendere in carico tutti i bisogni del paziente compresi l’attività fisca”, lo ha detto </span><b>Alberto Stanzione, Direttore Oncologia Pfizer Italia nel corso del suo intervento della presentazione della piattaforma Oncowellness dedicata ai pazienti affetti da tumore</b><span style="font-weight: 400;">. “È noto che uno stile di vita sano- prosegue Stanzione- l’esercizio fisico sono elementi importanti nella prevenzione e nella cura. È noto come l’attività fisica diminuisca il rischio di recidive e nelle persone che convivono con la malattia una attività fisica costante aiuta a rinforzare l’apparato muscolare, cardiovascolare e sotto certi aspetti migliora l’autostima inducendo un benessere generale per il soggetto. Tutti questi fattori inoltre aiutano anche a migliorare le reazioni avverse alle terapie che potrebbero verificarsi”. “Abbiamo deciso di concentrarci su determinati tipi di tumori e pazienti e cioè quello del tumore alla mammella, del polmone, genito-urinari e del sangue perché è in queste aree che Pfzier focalizzata con le terapie”, ha concluso Stanzione. </span></p>
<p><b>TERAPIE COMPLEMENTARI EFFICACI MA NO ‘FAI DA TE’</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Le terapie complementari comprendono una vasta gamma di pratiche fisiche e mentali, prodotti naturali e modifiche dello stile di vita che si ritiene possano avere un effetto benefico nei pazienti oncologici, in particolare per quanto riguarda la loro qualità di vita. I vantaggi sono soprattutto sul controllo degli effetti collaterali legati alle terapie e, in generale, sulla riduzione dello stress indotto dalla diagnosi e dagli stessi trattamenti oncologici. Per questo motivo, e per evitare dannosi ‘fai-da-te’, vi è una crescente necessità di organizzare strutture in grado di inserire nel percorso diagnostico-terapeutico questi approcci complementari con la supervisione di professionisti esperti nel settore”. Lo ha detto </span><b>Michelino De Laurentiis, direttore del dipartimento di Oncologia Senologica e Toraco-polmonare, Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione G. Pascale di Napoli</b><span style="font-weight: 400;">, componente Gruppo di esperti di Oncowellness nel corso del suo intervento durante l’evento di presentazione della piattaforma Oncowellness dedicata al benessere del paziente oncologico voluta da Pfizer.</span></p>
<p><b>Ribadisce il concetto di diffidare dal ‘fai da te’ e dei ‘ciarlatani’</b><span style="font-weight: 400;"> anche Riccardo Masetti, presidente Susan G. Komen Italia, direttore Centro Integrato di Senologia, Policlinico A. Gemelli IRCCS Università Cattolica di Roma che prosegue dicendo: “Nel nostro Centro di Senologia offriamo un percorso olistico, che tiene conto delle peculiarità sia della malattia che della persona malata. Da un lato ci impegniamo a garantire un accesso personalizzato alle terapie oncologiche di eccellenza, in grado di ottimizzare le possibilità di guarigione; ma al tempo stesso affianchiamo i trattamenti oncologici con terapie complementari, scientificamente validate, che possono favorire un miglior recupero del benessere psico-fisico, limitare gli effetti collaterali delle terapie tradizionali e ridurre il rischio di recidiva della malattia. Questa offerta ‘complementare’ include programmi di attività fisica e fisioterapia, consulenze nutrizionali, laboratori di mindfulness, musicoterapia, arte-terapia e scrittura creativa, agopuntura, riflessologia plantare e altri”.</span></p>
<p><b>L’ATTIVITÀ FISICA E IL BENEFICIO PSICOLOGICO</b></p>
<p><b>Gabriella De Benedetta, dirigente psicologo UOSC di Ematologia, Istituto Nazionale dei Tumori di Napoli, </b><span style="font-weight: 400;">vicepresidente SIPO – Società Italiana di Psico-Oncologia, componente Gruppo di esperti di Oncowellness ha detto a riguardo: “L’impatto benefico dell’attività fisica per i pazienti oncologici avviene a vari livelli: primo, la consapevolezza riguardo al fatto che il tumore non ferma la vita; secondo, l’attività fisica regolare e continuativa aiuta ad alleviare lo stress, a contenere l’ansia, la depressione e a migliorare il sonno. La ragione di questi benefici sta nel fatto che l’attività fisica regolare comporta cambiamenti a livello cerebrale inducendo calma e rilassamento. L</span><b>e endorfine che vengono rilasciate durante l’esercizio fisico hanno funzione analgesica ed euforizzante e migliorano lo stato dell’umore</b><span style="font-weight: 400;">. L’attività fisica aumenta l’energia corporea e quella mentale e tutto questo accresce la capacità della persona di far fronte agli eventi. L’attività fisica</span><b> aumenta la fiducia in se stessi e l’autostima grazie ai piccoli obiettivi e traguardi che la persona raggiunge giorno dopo giorno.</b><span style="font-weight: 400;"> Migliorano anche le funzioni esecutive, la memoria e alla fine migliora la percezione di sé”.</span></p>
<p><b>TERAPIE INTEGRATE, D’ANTONA (EUPOPA DONNA ITALIA): “SCENARIO FRAMMENTATO</b><span style="font-weight: 400;">“</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Le terapie integrate, ad esempio l’attività fisica che promuove il progetto Oncowellness, rappresentano </span><b>un approccio molto importante per la paziente con tumore al seno.</b><span style="font-weight: 400;"> Purtroppo però lo scenario italiano è molto frammentato.</span><b> Ci sono strutture d’eccellenza nelle quali per donne operate di tumore mammario si programmano le terapie integrate,</b><span style="font-weight: 400;"> in particolare l’esercizio fisico e la riabilitazione con personale altamente specializzato e altre strutture invece non hanno la possibilità di erogare tali terapie per motivi legati alla carenza di personale, strutturale e organizzativo”, lo ha affermato R</span><b>osanna D’Antona, presidente Europa Donna Italia nel corso del suo intervento </b><span style="font-weight: 400;">durante l’evento di presentazione della piattaforma digitale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“I Pdta dovrebbero prevedere all’interno delle strutture ospedaliere le terapie integrate che comprendono l’attività fisica. Ci sono regioni come </span><b>il Lazio e l’Emilia Romagna, prevedono all’interno del percorso di cura del tumore della mammella, l’indicazione e un’offerta di terapie integrate</b><span style="font-weight: 400;">, ma come dicevo non è così in tutta Italia. Perciò chiediamo alle istituzioni un cambio di passo e che soprattutto si rendano conto dell’importanza assolta dalle terapie integrate e che vengano inserite e previste formalmente”, ha concluso D’Antona. </span></p>
<p><b>SPRINGHETTI (MAUGERI): “RIABILITAZIONE AIUTA SU DISABILITA’ DA TUMORE</b><span style="font-weight: 400;">“</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“La riabilitazione è indicata ogni volta che esiste una disabilità causata dalla patologia oncologica.</span><b> Il paziente può beneficiare della riabilitazione sia per il dolore sia per il movimento e la coordinazione</b><span style="font-weight: 400;">. La riabilitazione viene utilizzata anche per il trattamento della fatigue, che riconosce diverse cause, tra cui la chemioterapia. A seconda delle fasi di malattia gli interventi cambiano. Lo scopo è ottenere una qualità di vita accettabile per la persona affetta da tumore. I protocolli fisioterapici perciò devono essere personalizzati sulle esigenze del singolo paziente e messi a punto da specialisti che lavorano in sinergia. Infine la riabilitazione e l’attività fisica possono, a un certo punto del percorso, integrarsi. L’attività fisica può contribuire successivamente a consolidare i risultati ottenuti dalla riabilitazione”.</span><b> Lo ha detto Isabella Springhetti, direttore Divisione di Recupero e Rieducazione Funzionale, Sezione Riabilitazione Oncologica, Neuromotoria, ICS Maugeri Spa Società Benefit- IRCCS Pavia</b><span style="font-weight: 400;">, componente Gruppo di esperti di Oncowellness nel corso del suo intervento durante l’evento di presentazione dell piattaforma Oncowellness dedicata al benessere del paziente oncologico voluta da Pfizer.</span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Michela Coluzzi</span></i></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Fonte Agenzia Dire</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">www.dire.it</span></p>
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<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/nasce-oncowellness-la-piattaforma-digitale-per-il-benessere-dei-pazienti-con-tumore/">Nasce Oncowellness, la piattaforma digitale per il benessere dei pazienti con tumore</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
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