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	<title>Maria Zaccagnini Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>Il Santo Baro, “scarabocchi” per fermare il tempo e la velocità.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2023 15:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[BioBacco]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Zaccagnini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“L&#8217;arte scuote dall&#8217;anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni.” Pablo Picasso  Ci sono momenti nella vita in cui sentiamo la necessità di esprimere qualcosa che è dentro di noi ma che non riusciamo a tirare fuori per via di paure, contraddizioni, mancanza di fiducia. Fare cose con le mani è terapeutico quando si è concentrati nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><i><span style="font-weight: 400;">“L&#8217;arte scuote dall&#8217;</span></i><a href="https://www.frasicelebri.it/argomento/anima/"><i><span style="font-weight: 400;">anima</span></i></a><i><span style="font-weight: 400;"> la polvere accumulata nella </span></i><a href="https://www.frasicelebri.it/argomento/vita/"><i><span style="font-weight: 400;">vita</span></i></a><i><span style="font-weight: 400;"> di tutti i </span></i><a href="https://www.frasicelebri.it/argomento/giorno/"><i><span style="font-weight: 400;">giorni</span></i></a><i><span style="font-weight: 400;">.” Pablo Picasso </span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ci sono momenti nella vita in cui sentiamo la necessità di esprimere qualcosa che è dentro di noi ma che non riusciamo a tirare fuori per via di paure, contraddizioni, mancanza di fiducia. Fare cose con le mani è terapeutico quando si è concentrati nel fare quella cosa e basta, lavorare con le mani e far nascere un’idea, un progetto, un oggetto, una musica, un manufatto, un’opera. L’espressione artistica personale rivela capacità e sensazioni proprie dell’individuo che realizza qualsiasi cosa gli dia soddisfazione e nella quale si può compiacere. Creare è questo, dare vita, far emergere una parte nascosta di noi che, qualche volta, non sapevamo nemmeno ci fosse. Quindi generare forme, sinuosità, scene, colori, mettere insieme e farle vivere, in un crescendo di emozioni, un pathos che diventa vortice emozionale. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’arte è come un grande albero con infiniti rami, ognuno protende verso la luce e si rigenera ad ogni primavera, classificarla sarebbe come tagliare quei rami che invece hanno bisogno di estendersi sempre di più in tutta la loro bellezza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le opere artistiche in digitale di Mariano Ferri, alias “Il Santo Baro”, appaiono come flash di vita, colorate e non, esprimono l’urgenza di dichiarare uno stato d’animo, raccontare una storia, denunciare un fatto. Il segno scivola sulle superfici evidenti e intense e va a collocarsi dove è necessario, niente è lasciato al caso ma ogni tratto ha il suo specifico significato. Istantanee di esistenza passata e presente, che l’artista desidera immortalare a per fermare il tempo e la velocità, come lui stesso dichiara, per capire e far riflettere rispetto a temi forti come la guerra, il nazismo, le discriminazioni, ma anche l’amore e la vita. Variopinte ricorrenti farfalle svolazzano qua e là, escono quasi dalle immagini, volano via e poi tornano lasciando una scia di cangiante bellezza. Cherubini e bambini frequenti abitanti delle scene, si collocano in ambienti vari, reali o surreali, con impatto sentimentale notevole. </span></p>
<p><b>L’arte è anche introspezione e nella sua si evince un certo bisogno di condivisione delle emozioni. Come è nato?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Premetto che da quando son piccolo o comunque da quando ho ricordi che scarabocchio libri e quaderni con disegni geometrici sempre diversi. L&#8217;esigenza, perché di questo si tratta, di tirare fuori le mie emozioni più profonde e quindi provare a disegnarle, è nata proprio come un’introspezione in un momento particolare e mi è servita da autoanalisi, cioè, nel disegno che realizzavo riuscivo a vedere una parte di me o delle mie esigenze che non riuscivo altrimenti a focalizzare. </span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">A mio avviso l&#8217;Arte nasce come Necessità di condivisione delle proprie emozioni da parte dell&#8217;individuo.</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">A volte quello che si ha dentro, in termini di emozioni è &#8220;troppo&#8221; da sopportare, quindi ci si &#8220;alleggerisce&#8221; buttando fuori tutto, che poi questa azione avvenga attraverso la pittura, scultura, musica, o espressioni artistiche più moderne come possono risultare l&#8217;arte digitale, graffiti, video, non ha importanza; l&#8217;importante è il messaggio e che l&#8217;emozione che si voglia condividere generi a sua volta spunti di riflessione. Pensare che una mia opera, in cui ho fissato emozioni intime o riflessioni sulla società moderna, possa generare un’emozione o spunto di riflessione, anche fosse in un singolo individuo, mi rende felice; ed è questo il motivo principale per il quale continuo a creare e condividere i miei scarabocchi.</span></i></p>
<p><b>Perché ha scelto l’arte digitale?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Più che scegliere, è l’unico modo che conoscevo, non essendo un pittore e non avendone la tecnica.</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Ho cominciato usando i programmi di disegno che avevo appreso nel corso degli studi e lavoro, come Autocad e Photoshop, ma da un paio d’anni per la maggior parte delle opere uso una tavola grafica. </span></i></p>
<p><b>Molte sue opere contengono incursioni di colore nel bianco e nero, qual è il messaggio?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">L&#8217;Arte è un modo di comunicare, al pari del linguaggio orale o scritto.</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Attraverso la parola o la scrittura, volendo esporre una nostra opinione e volendo porre l&#8217;attenzione dell&#8217;interlocutore su un determinato aspetto, si usano paradossi, contrasti, iperboli, ossimori, e lo stesso cerco di fare attraverso le mie rappresentazioni con incursioni di colore nel nero, nel bianco, e nelle ombre.</span></i></p>
<p><b>Pensa che il sogno, attraverso l’arte, possa fermare il tempo e la velocità o li rallenti soltanto?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Penso che l&#8217;Arte in genere, nelle sue varie espressioni, renda eterna un’emozione, facendola diventare materia, io personalmente &#8220;Disegno scarabocchi come fossero istantanee di emozioni, per fermare il Tempo e la Velocità, perché sono un sognatore.&#8221;</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Non ho mai cercato sicurezze, sono sempre andato dove il cuore mi ha guidato, un po&#8217; come i vecchi marinai con le stelle.</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Ho sempre cercato di seguire il consiglio di Italo Calvino di &#8220;Prendere la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall&#8217;alto, non avere macigni sul cuore”.</span></i></p>
<p><b>Visto che è un sognatore, qual è il suo sogno?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Un mondo senza Leggi scritte, dove basti l&#8217;empatia fra gli individui e ognuno non faccia all&#8217;altro cio che non voglia sia fatto a se stesso.</span></i></p>
<p><b>Perché Il Santo Baro?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Non credo nei cavalieri senza macchia, credo nelle persone che hanno sbagliato e peccato e pianto per il male fatto e subito, perché nessuno è sempre stato solo vittima o carnefice, ma alla fine del percorso hanno riflettuto e metabolizzato con intelligenza critica e sono diventate persone migliori.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il santo baro è una persona discreta, che invita a leggere tra le righe i messaggi che chiama “scarabocchi”, a volte cifrati, ma perlopiù evidenti, spalma sulle superfici ogni emozione senza remore o ripensamento. Miti, eroi, personaggi intramontabili o immaginari, vivono dentro le sue opere creative dando respiro a immagini provenienti dall’anima.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“L’</span></i><a href="https://www.frasicelebri.it/argomento/comunicare/"><i><span style="font-weight: 400;">espressione</span></i></a><i><span style="font-weight: 400;"> di un </span></i><a href="https://www.frasicelebri.it/argomento/artista/"><i><span style="font-weight: 400;">artista</span></i></a><i><span style="font-weight: 400;"> è la sua anima resa manifesta.” Bruce Lee</span></i></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Maria Z</span></i><i><span style="font-weight: 400;">accagnini</span></i><i><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></i></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11397" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-il-santo-baro-c-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-il-santo-baro-c-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-il-santo-baro-c-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-il-santo-baro-c-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-il-santo-baro-c-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-il-santo-baro-c-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-il-santo-baro-c-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-il-santo-baro-c.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La piacevole scoperta del dialogo senza interferenze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Aug 2023 15:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Letture sotto l'ombrellone 2023]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Zaccagnini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Non mi preoccupo più di essere un brillante conversatore. Cerco semplicemente di essere un buon ascoltatore. Ho osservato che la gente che lo è viene solitamente accolta bene ovunque vada.”  Frank Bettger  Mi hanno sempre detto che parlare è necessario, che c’è bisogno di instaurare un dialogo quando si condivide un ambiente con qualcuno, anche se [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">“</span><i><span style="font-weight: 400;">Non mi preoccupo più di essere un brillante conversatore. Cerco semplicemente di essere un buon ascoltatore. Ho osservato che la gente che lo è viene solitamente accolta bene ovunque vada.” </span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Frank Bettger </span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mi hanno sempre detto che parlare è necessario, che c’è bisogno di instaurare un dialogo quando si condivide un ambiente con qualcuno, anche se non ne hai voglia.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Perciò da ragazza, anche se la timidezza rendeva la mia vita assai complicata, ricordo che mi impegnavo ad ascoltare senza proferir parola e restavo, pur non condividendo i concetti altrui.  Ero convinta, e lo sono ancora, che riempire spazi con ragionamenti inutili, privi di reale significato, potesse servire ad intrattenere ma non avrebbe determinato la qualità di un discorso. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Conversare è delizioso se nasce da uno scambio reciproco di opinioni, se il discorso è costruttivo e interessante ma soprattutto se alla base si pone l’ascolto dell’altro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La mancanza di attenzione ha oggi l’aggravante dei messaggi di testo scritti in pochi secondi e inviati, l’essere smart condensa frasi in emoticon, forme di espressione che descrivono bene la collocazione esatta del tempo che viviamo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un’arma a doppio taglio per gli introversi che, se da una parte utilizzano il mezzo come supporto e facilitatore per le relazioni sociali, dall’altra non ne verranno mai fuori perché proprio quel veicolo isola, pone le distanze, chiude. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Senza contare il fatto che quando ci si trova in compagnia, lo smartphone divide, la parola è bloccata, perciò la difficoltà a socializzare per chi è schivo, aumenta. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Stare ad ascoltare l’altro è diventato difficile, ma anche comunicare con chi non è disposto a dedicare attenzione, chi pensa di sapere già tutto o peggio chi, con la presunzione di insegnare, origina dialoghi scadenti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se si provasse a mettere in discussione le convinzioni personali, forse si aprirebbe la porta a nuove possibilità. Culture diverse, realtà differenti e diversificati punti di vista arricchiscono modi di vivere e intendere i rapporti interpersonali. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In “Non c’è campo” film del 2017 di Federico Moccia, si evidenzia proprio la difficoltà del conversare in assenza di connessione. Racconta di un gruppo di studenti che, durante un viaggio di istruzione, approda in una piccola località del Salento scoprendo che non è possibile utilizzare il telefono perché “</span><i><span style="font-weight: 400;">non c’è campo</span></i><span style="font-weight: 400;">”, la cosa creerà tutta una serie di problematiche legate all’assenza di collegamento. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La pellicola rimarca la complicazione che sorge quando i ragazzi, costretti al colloquio, non sanno come affrontarlo. La disagiata condizione si conclude poi, dopo la travagliata esperienza, con la consapevolezza che stare insieme solo per il piacere di guardarsi davvero negli occhi e nel cuore, diventa un momento di grande arricchimento interiore. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’impossibilità di ricevere e inoltrare spiana la strada dell’apertura verso gli altri, delle confessioni, di nuove confidenze e relazioni. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco che il disagio diventa occasione, abbatte barriere e crea alternative, presupposti per costruire nuovi rapporti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Accogliere, ascoltare, demolire convinzioni e guardare oltre, possono essere buoni propositi per una nuova e civile convivenza, che sia inclusiva e non si limiti a una sufficiente, estemporanea attenzione, ma a una apertura duratura e profonda. Un cambio di binario in controtendenza che potrebbe apparire azzardato, funge da vivo esempio per cominciare a distogliere lo sguardo da cose futili a favore di quelle semplici come il piacere di trovarsi in una piazza con amici, fino a tarda notte a chiacchierare, lasciando a casa la tecnologia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dovremmo imparare dai bambini che insegnano l’arte di discorrere senza filtri e interferenze esterne, con la purezza della loro età, puliti e non schiavi di preconcetti, loro sì che sanno cosa significa essere veri.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Far nascere sorrisi, abbracci e guardare ogni volto senza veli, essendo quel che si è, nudi e nuovi.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“</span><i><span style="font-weight: 400;">Al Niente preferisco l&#8217;Inferno, se non altro per la conversazione.”</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Luciano De Crescenzo</span></i></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Maria Zaccagnini </span></i></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11201" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-la-piacevole-scoperta-del-dialogo-c-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-la-piacevole-scoperta-del-dialogo-c-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-la-piacevole-scoperta-del-dialogo-c-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-la-piacevole-scoperta-del-dialogo-c-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-la-piacevole-scoperta-del-dialogo-c-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-la-piacevole-scoperta-del-dialogo-c-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-la-piacevole-scoperta-del-dialogo-c-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-la-piacevole-scoperta-del-dialogo-c.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Segni decisi, tinte forti, fluttuanti emozioni.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2023 15:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Cibus&Cibus]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Zaccagnini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’astrattismo di Gianfranco Zazzeroni  Contemplare forme, tratti, elementi che con guizzi di colore avvolgono gli occhi e invadono i sensi, è questa la sensazione che si fa strada percorrendo i componimenti armonici di Gianfranco Zazzeroni. Ovunque tinte forti che vanno dal blu all’azzurro, dal rosso all’arancione abbracciando chi guarda senza tralasciare nemmeno la più piccola [&#8230;]</p>
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<p><b>L’astrattismo di Gianfranco Zazzeroni </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Contemplare forme, tratti, elementi che con guizzi di colore avvolgono gli occhi e invadono i sensi, è questa la sensazione che si fa strada percorrendo i componimenti armonici di Gianfranco Zazzeroni. Ovunque tinte forti che vanno dal blu all’azzurro, dal rosso all’arancione abbracciando chi guarda senza tralasciare nemmeno la più piccola emozione. Opere che invitano all’ascolto, al “sentire” attraverso l’espressione artistica, narrano di momenti, raccontano storie, ripercorrono avvenimenti, con molteplici chiavi di lettura. Ogni animo può far propria un’opera a seconda dell’approccio personale o del momentaneo stato d&#8217;animo e riceve la suggestione che sta cercando.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’artista si esprime con l’uso di una varia gamma di tecniche: olio e acrilico su tela, tecniche miste, spatola su carta, monotipo, matita, acquerello, acquaforte-acquatinta, puntasecca. Nelle sue opere segno, colore e materia si fondono, si intrecciano, creano luce prorompente o buio profondo. I colori esplodono, danzano, scorrono come fiumi in piena, ondeggiano al vento fresco dell’estate e si esaltano nel bianco inverno. Spesso diventano strade, crocevia che lasciano intuire la scelta, altre volte si trasformano in fotografie del reale o immagini di mondi sospesi. Come in continui smottamenti della terra, si aprono voragini, si sgretolano montagne e si riformano zolle, nuove cime si innalzano al cielo, rinasce la vita. In ogni forma, segno, pennellata, spatolata, tratto, incavo, regna la sembianza di vita nascosta ma evidente agli occhi del cuore. </span></p>
<p><b>Come si crea un’opera astratta?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Secondo me prima di fare l’astrattismo ci vuole una preparazione figurativa, sia per lo spazio, sia per il colore, sia per la forma sia per il segno e poi si incomincia secondo quello che tu vuoi rappresentare, quello che hai dentro, non è che un quadro astratto non è leggibile, è leggibile più di un figurativo</span></i><b><i>.</i></b></p>
<p><b>Quando e perché ha scelto il suo stile pittorico?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Il mio stile è lontano da quello accademico, io ho cominciato con quei lavori, quello era il mio punto di partenza. A scuola si faceva la figura, il disegno dal vero, poi però piano piano ho pensato che un bravo disegnatore, partendo da una bella fotografia riesca a fare un bel ritratto, però non è un lavoro creativo, il lavoro creativo è tutt’altro cioè quello che tu senti dentro secondo me, dal mio punto di vista. </span></i></p>
<p><b>Non è semplice interpretare quello che il quadro sta dicendo, l’osservatore deve essere preparato per capire? Come si interpreta un’opera astratta?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Una volta, ma oggi non è più così, si interpreta attraverso i colori, la forma, attraverso le sensazioni che ti crea il quadro, uno prende il quadro perché magari gli piacciono i colori, magari nello stesso quadro tu ci vedi una cosa e l’altro ci vede ancora un’altra cosa, le emozioni sono soggettive, ci si emoziona in base alla forma, al colore, alla composizione, al segno.</span></i></p>
<p><b>Che cos’è la tecnica “punta secca”?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">La punta secca è un modo di fare la calcografia su una lastra di zinco o di rame o altro materiale. Prima si prepara il disegno e poi si incide con questa punta d’acciaio, è una punta sottile, una specie di ago, più vai in profondità più il segno ti viene nero, più vai in superficie più il segno diventa chiaro.  Una volta finita l’incisione ci si mette un inchiostro particolare che penetra nell’incavo dei segni, si pulisce la lastra in superficie e si stampa.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gianfranco Zazzeroni, dopo aver esercitato la professione di insegnante del Disegno e della Progettazione per la grafica editoriale presso l’Istituto Statale d’Arte di Ascoli Piceno e Pescara, si è dedicato ad una carriera artistica intensa e colma di riconoscimenti e premi esponendo in tutta Italia e all’estero.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un’arte che si avvicina al sublime, richiama momenti di condivisione, adunanze spirituali, davanti a un’opera dell’artista si è come al cospetto di un banchetto dove ogni commensale si ciba condividendo emozioni.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Un’opera d’arte è frutto della capacità creativa dell’essere umano, che si interroga davanti alla realtà visibile, cerca di scoprirne il senso profondo e di comunicarlo attraverso il linguaggio delle forme, dei colori, dei suoni. L’arte è capace di esprimere e rendere visibile il bisogno dell’uomo di andare oltreciò che si vede, manifesta la sete e la ricerca dell’infinito. Anzi è come una porta aperta verso l’infinito, verso una bellezza e una verità che vanno al di là del quotidiano. E un’opera d’arte può aprire gli occhi della mente e del cuore, sospingendoci verso l’alto”</span></i><span style="font-weight: 400;">.  (</span><i><span style="font-weight: 400;">Papa Benedetto XVI)</span></i></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maria Zaccagnini</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10731" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/segni-decisi-tinte-forti-c-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/segni-decisi-tinte-forti-c-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/segni-decisi-tinte-forti-c-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/segni-decisi-tinte-forti-c-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/segni-decisi-tinte-forti-c-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/segni-decisi-tinte-forti-c-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/segni-decisi-tinte-forti-c-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/segni-decisi-tinte-forti-c-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Gino Berardi astrattista dei luoghi d&#8217;Abruzzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2023 15:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Zaccagnini]]></category>
		<category><![CDATA[Veni VINI Vici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Racconto di un artista nostalgico “Per mettersi in viaggio c’è bisogno della nostalgia di qualcosa” &#8211; Susanna Tamaro Le storie che iniziano in campagna sono belle, il sudore forgia, modella, plasma. La fatica insegna che ogni cosa ottenuta con difficoltà è stata guadagnata bene, con soddisfazione, con orgoglio. Questo è un racconto che parla di [&#8230;]</p>
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<p><b>Racconto di un artista nostalgico</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Per mettersi in viaggio c’è bisogno della nostalgia di qualcosa” &#8211; Susanna Tamaro</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le storie che iniziano in campagna sono belle, il sudore forgia, modella, plasma. La fatica insegna che ogni cosa ottenuta con difficoltà è stata guadagnata bene, con soddisfazione, con orgoglio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo è un racconto che parla di partenze e distanze ma anche di approdi e vittorie, narra la vita di un talento abruzzese, quello di Gino Berardi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il suo è un curriculum lunghissimo, troppo lungo da citare qui ma è ben esposto nei cataloghi, nelle recensioni e articoli a lui dedicati negli anni. Gentile e disponibile, l’eclettico artista mi ha accolta nel suo “Spazio Arte” di Montesilvano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I suoi quadri li ho ammirati e guardati oltre la tela e ci ho visto gli occhi lucidi del ricordo, la nostalgia, l’amore. Amante della vita, lo definirei così, con una visione aperta e infinita sulle possibilità da cogliere durante il tragitto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel primo periodo appassionato, le pennellate di colore, macchie, come lui stesso spiega, corrono libere sui paesaggi, poi passa ad una forma di astratto con incursioni, volti, figure, oggetti seminascosti ma presenti sotto forma di cari simboli. Il colore invade completamente le superfici dall’inizio ad oggi, la terra è protagonista assoluta, quella dove ha dato i primi passi, da dove è emigrato, dove è arrivato, dove è tornato. Tutti i colori della tavolozza impressi su tela o tavola, rappresentano un volto che guarda al presente con lo sguardo rivolto al passato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oli, acrilici, sabbia, gesso, juta, respirano nelle opere materiche proprio come l’artista ha fatto nel lungo viaggio durante il quale ha acquisito titoli di</span> <span style="font-weight: 400;">Cavaliere, Cavaliere Ufficiale e Commendatore della Repubblica Italiana. Ha esposto in molte città in Italia e all’estero ed è stato invitato a prestigiosi premi, manifestazioni e concorsi nazionali e internazionali.</span></p>
<p><b>Le sue opere parlano del forte legame con le radici, descrivono un vissuto sentito e ancora vivo, ce ne racconta l’origine?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Sono nato in una piccola frazione di Pietranico, erano tutti contadini, la strada era interpoderale, le macchine non potevano raggiungerla. Ero un ragazzo povero, non conoscevo il mondo, la mia infanzia è stata un po’ triste, alle sei andavo a pascolare le pecore prima di andare a scuola. I miei genitori, emigrati in Francia, mi lasciarono con la nonna e con le zie, ho vissuto in posti diversi, tra una casa e l’altra. Dopo il diploma di scuola media superiore sono partito per la Svizzera dove sono rimasto per dieci anni, ho costruito dal niente la mia professione con grande successo, ma ho sempre sentito dentro di me il richiamo e il grande amore per la mia patria. Per questo motivo ho scelto di tornare, quando mi si è presentata l’opportunità di dirigere l’Hotel Mediterraneo a Montesilvano.</span></i></p>
<p><b>Nei suoi quadri emerge forte il simbolismo, qual è il significato?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Il gallo è molto legato all’origine della parola cocktail, appunto “coda di gallo” che si ricollega al mio lavoro di insegnante all’Istituto Alberghiero di Pescara, ma il senso va anche attribuito proprio alla terra, alla ruralità. La bottiglia, il bicchiere, richiamano il periodo dell’insegnamento, un periodo bello e che ha lasciato in me un ricordo molto profondo. La scala rappresenta la crescita, il salire, l’andare oltre. I volti, le figure appena accennate, non definite, lasciano all’osservatore libero arbitrio nell’immaginazione, sono presenze, forse le molteplici personalità incontrate durante il cammino professionale e umano.</span></i></p>
<p><b>Quali tecniche utilizza per la realizzazione delle sue opere?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Prevalentemente tecnica mista, ai colori ad olio e acrilico amo accostare il gesso, la sabbia, la juta ed altri elementi materici. Una volta ci fu l’incursione di un pennello che mi venne d’istinto includere nell’opera come elemento determinante.</span></i></p>
<p><b>Come è passato dall’impressionismo all’astratto informale?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Il mio impressionismo non era figurativo, amavo le macchie, le pennellate di colore, il passaggio è avvenuto naturalmente, da uno stile figurativo non ben delineato, a un altro astratto dove si possono scorgere figure, se pur celate e fuse con i colori. Mi hanno definito il pittore delle nevicate, delle marine, ho realizzato molti paesaggi d’Abruzzo, vedute campestri, scene di vita semplice, all’aria aperta, come le ginestre e il pesco in fiore.</span></i></p>
<p><b>Lei ha frequentato la bottega di un maestro iperrealista però poi si è discostato da questo genere di approccio, perché?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Negli anni trascorsi in Svizzera ho frequentato tantissime gallerie tra Lugano, Losanna, Zurigo, Basilea, lago di Costanza che organizzavano molte mostre di impressionisti francesi. Questi attiravano la mia attenzione, l’impronta artistica è nata così, dall’unione dell’impressionismo e dei macchiaioli con i colori della mia terra, il blu, il rosso, il giallo e tutte le sfumature di madre terra.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gino Berardi si meraviglia continuamente, si anima di stupore nel descrivere le sue opere come a riscoprirle ogni volta, lo stesso che espone nelle poesie. Ne osserva i tratti, soffia nei colori, gioisce dell’insieme. Il suo è un entusiasmo contagioso che trasmette immediatamente con disarmante simpatia.</span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Maria Zaccagnini</span></i></p>
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		<title>Tra luce e colore: le invisibili corde dell&#8217;altrove di Patrizia Franchi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2023 16:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[ArgoNautica]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Zaccagnini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’amore è scambio di abbracci affondati, un bisogno di nodo (Erri De Luca) Corde, intrecci che come una chioma scompigliata tracciano la trama legata e slegata della vita. Filamenti di luce e immagini sovrapposte delineano l’arte impegnata e a tratti spirituale che Patrizia Franchi espone, in concetti da analizzare e comprendere, ma che si lasciano [&#8230;]</p>
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<p><i><span style="font-weight: 400;">L’amore è scambio di abbracci affondati, un bisogno di nodo (Erri De Luca)</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Corde, intrecci che come una chioma scompigliata tracciano la trama legata e slegata della vita. Filamenti di luce e immagini sovrapposte delineano l’arte impegnata e a tratti spirituale che Patrizia Franchi espone, in concetti da analizzare e comprendere, ma che si lasciano abbracciare, accoglienti e permissivi concedono a ogni sguardo libera interpretazione.</span></p>
<p><b>Le sue opere esplorano tecniche diverse, dalla pittura, al materico, all’installazione, alla fotografia. Come è arrivata alla consapevolezza che l’utilizzo di più elementi è necessario per far arrivare le sue emozioni?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">La voglia di conoscere e andare oltre probabilmente mi ha permesso di sperimentare nel corso degli anni più vie emozionali. L&#8217; Arte per me è nutrizione. Provate a immaginare una bimba che prova la cioccolata o un gelato ma è attratta anche da una peperonata con l&#8217;uovo. Da buon abruzzese direi che le mie opere hanno la stratificazione di un timballo o di una &#8220;pizza dogge&#8221;, ma anche l&#8217;aggrovigliamento di una chitarra con le polpettine mangiata in riva al mare o di un brodetto di pesce assaporato a campo imperatore. Con ciò voglio sottolineare che ho necessità di esprimermi con più &#8220;pietanze&#8221; e assaporare attraverso tutti i sensi l&#8217;incontro con la realtà fisica e quella spirituale. È come entrare nella bocca della balena di Pinocchio, dove c&#8217;è Geppetto ancora a lavorare un pezzo di legno e a ricreare la vita.</span></i></p>
<p><b>Cosa rappresenta per lei la corda?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">La mia ricerca artistica è una pittura meditata, governata, scelta, costruita strato dopo strato. Sono sempre in cerca di quel bagliore attraverso la materia. La corda diviene come il colore uno strumento di luce. È una incessante volontà di creare un&#8217;alchimia. La corda che si gira, si annoda, si colora di oro, argento e di tonalità vibranti, diventa colonna vertebrale e traccia le curve dell’anima. E allora non è difficile scoprire che in queste corde c&#8217;è l’importanza dei sentimenti, di quelle emozioni che si mescolano durante un incontro e di quel cuore che dono ai vostri sguardi racchiuso in infiniti legami. Le corde si intrecciano, delimitano, e attraverso il gioco delle forme creano dei pieni e dei vuoti. In esse la musicalità del nostro sentire. A voi pensare se queste connessioni proteggono o dolorosamente vincolano o addirittura modificano il nostro apparire. Nelle corde c&#8217;è la gioia, la tristezza, il mio essere impulsivo, le paure, la rabbia, le attese, l&#8217;amore, i sogni ma soprattutto la realtà dell&#8217;invisibile.</span></i></p>
<p><b>Il nodo, che ritroviamo nella maggior parte delle sue opere, è un punto di partenza o fa parte di un percorso che non ha mai fine?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">È bello pensare che il nodo sia sempre un punto di partenza perché ogni iniziazione è un&#8217;alba raggiante. Ma in realtà è la traccia di una storia infinita che è la vita. L&#8217; arte crea movimento anche quando si è fermi. Quei nodi sono talvolta stabili e rassicuranti e altre volte forzati. Rappresentano legami, relazioni, attaccamenti, stretti allacci con noi stessi o con gli altri. Annodo anche i colori alla ricerca di luce vibrante.</span></i></p>
<p><b>La vita ha migliaia di strade, le piace pensare di poterle percorrere tutte?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Certamente!!!Ma la vita stessa non ci permette di farlo. Dobbiamo sempre fare delle scelte. Fortunatamente in ogni strada trovo la mia cattedrale con la porta sempre aperta. È l&#8217;Arte! Una strada con un vocabolario nascosto che conia linguaggi differenti. Una migrazione introspettiva che ferma il tempo.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I grovigli celano emozioni ingarbugliate, paragonabili ai tumulti che tanto minuziosamente l&#8217;essere umano riesce a contenere. Patrizia Franchi mette in scena, utilizzando la materia, seguendo un ritmo, come musica mescola le note e crea melodie. Le installazioni raccontano di storie, fatti, strane coincidenze, con l&#8217;attenzione dell&#8217;occhio fotografico immortala e cattura immagini senza tempo. Rivelatrice di stati d&#8217;animo regala con il figurativo trepidazioni significative e innamorate. L&#8217;artista unisce i colori e li mescola proprio come facciamo tutti noi ogni giorno che, con sguardi, parole e azioni, disegniamo la strada che abbiamo scelto di percorrere.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">La luce è colore.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">(William Turner)</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maria Zaccagnini</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9385" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/tra-luce-e-colore-cu-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/tra-luce-e-colore-cu-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/tra-luce-e-colore-cu-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/tra-luce-e-colore-cu-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/tra-luce-e-colore-cu-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/tra-luce-e-colore-cu-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/tra-luce-e-colore-cu-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/tra-luce-e-colore-cu-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9387" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/p_franchi-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/p_franchi-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/p_franchi-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/p_franchi-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/p_franchi-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/p_franchi-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/p_franchi-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/p_franchi.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Occhi, forme e colori intensi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2023 16:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Zaccagnini]]></category>
		<category><![CDATA[Scacciapensieri o cattura Sogni?]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;arte comunicativa di Simone d&#8217;Amico Gli occhi non mentono, sguardi che comunicano senza bisogno di parole carichi di un pathos che esprime, divulga, trasferisce. Quando colori e forme si congiungono e fondono in maniera significativa, emerge l&#8217;intenzione dell’artista di far trasparire il concetto, legato fortemente alla trepidazione del momento. Simone D’Amico dona alle sue opere [&#8230;]</p>
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<p><b>L&#8217;arte comunicativa di Simone d&#8217;Amico</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli occhi non mentono, sguardi che comunicano senza bisogno di parole carichi di un pathos che esprime, divulga, trasferisce. Quando colori e forme si congiungono e fondono in maniera significativa, emerge l&#8217;intenzione dell’artista di far trasparire il concetto, legato fortemente alla trepidazione del momento. Simone D’Amico dona alle sue opere un impatto cromatico notevole, pone l’accento a quelle che sono le particolarità nascoste o evidenti connaturate ai rapporti sociali, ai grandi temi, alla vita semplice, all&#8217;amore. L’estremismo delle forme scomposte ricorda il cubismo, la capacità di trasmettere forti sentimenti dal profondo, lo stato d’animo, le pennellate forti, coinvolgenti, spesso inquiete, fanno pensare a un espressionismo moderno che bene combacia con l’opera dell’artista sulmonese.</span></p>
<p><b>Le sue opere sono immagini di vita raccontate in maniera immediata, ma non scontata. Cosa trasmettono i corpi che descrive in maniera incisiva?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Diciamo che non amo rappresentare i corpi secondo i canoni tradizionali dell’arte. Per me un dipinto deve rappresentare un’emozione e tutto deve contribuire a questo scopo. Quindi anche i corpi hanno spesso delle caratteristiche estremizzate perché tutto deve rendere il più chiaro possibile il messaggio che voglio comunicare e l’emozione che voglio condividere con chi guarda i miei quadri”.</span></i></p>
<p><b>Nei suoi quadri c’è molto della sua città, Sulmona. Traspare il legame che ha con questa terra. Quanto è forte e quanto è radicato nella sua arte?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Quando dipingo parto sempre da uno schizzo su carta che poi trasferisco su tela o su altri supporti. Gli schizzi riguardano le figure principali, ma quando il disegno diventa un dipinto mi trovo a fare i conti con lo sfondo. In qualche modo devo “incorniciare” il soggetto dell’opera. Quando decido di non creare uno sfondo astratto, è inevitabile per me fare dei chiari riferimenti a Sulmona. Qui sono nato ed ho sempre vissuto ed ho con questa città un legame fortissimo soprattutto perché mi ha sempre donato e continua a donarmi tutta la bellezza di cui ho bisogno”.</span></i></p>
<p><b>La scelta dell’acrilico delinea, non a caso, il messaggio dell&#8217;immediatezza, del qui e ora. Quanto è importante per lei utilizzarlo per fissare una scena sul supporto?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Ho sempre avuto un rapporto molto intimo con i colori e per dare sfogo alla mia fantasia, nel corso degli anni, ho utilizzato i materiali più diversi. Diciamo che tecnicamente i colori acrilici hanno un tempo di asciugatura più rapido ed un’aderenza ottimale su qualsiasi supporto e tutto questo mi permette di apportare modifiche in qualsiasi momento fino a quando l’opera non è per me perfetta. Ma non solo. Creo io le varie tonalità partendo dai colori primari e l&#8217;acrilico mi permette di ottenere esattamente il colore che voglio. A livello artistico, l’acrilico mi offre la possibilità di osare, di comunicare con pennellate leggere e delicate, ma anche di esagerare con la quantità creando con i rilievi delle forme che escono dalla tela. Tutto questo mi aiuta a comunicare l’istante perché le mie opere sono come delle fotografie che fissano un momento nel tempo. Anche se, nel mio caso, non voglio fissare un attimo, ma un’emozione legata a quell’attimo”.</span></i></p>
<p><b>La sua arte è simile ad un errare introspettivo. Cosa vuole trasferire all’esterno? Quali emozioni, sentimenti, desideri?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Devo ammettere che io sono un timido e riesco a comunicare solo attraverso i miei quadri. Per questo motivo quello che voglio trasferire all’esterno non è altro che ciò che penso, la mia visione del mondo, il mio modo di intendere la vita, le mie emozioni. Parliamo ad esempio della mia ‘ossessione’ per gli occhi. Ho sempre avuto paura del giudizio della gente e gli occhi che dipingo rappresentano tutto questo: sono sguardi che mi osservano e mi giudicano. Ma spesso sono anche gli occhi di chi è alla ricerca di una risposta. C’è da aggiungere però un aspetto secondo me molto importante. Spesso mi è capitato, parlando con le persone che ammirano i miei quadri, di ascoltare delle interpretazioni molto lontane da ciò che io volevo comunicare. Ma non ho mai corretto nulla, perché l’arte è molto soggettiva e non importa che qualcuno non comprenda il mio messaggio, l’importante è che si sia emozionato”.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tasselli di colore che si incastrano diventando tutt&#8217;uno con il quadro, come nella quotidianità riempiono spazi e si collocano dentro a una, cento, mille storie diverse. Di fronte a un&#8217;opera di Simone D’Amico l’impatto è immediato, il messaggio che sta saltando fuori dai corpi, in un attimo si svela. La sua capacità di dire, raccontare o denunciare attraverso il linguaggio corporeo è evidente. È un volo tra i colori e le infinite forme della vita.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maria Zaccagnini</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8956" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/occhi-forme-colori-intensi-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/occhi-forme-colori-intensi-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/occhi-forme-colori-intensi-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/occhi-forme-colori-intensi-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/occhi-forme-colori-intensi-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/occhi-forme-colori-intensi-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/occhi-forme-colori-intensi-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/occhi-forme-colori-intensi-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8957" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/occhi-forme-colori-intensi-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/occhi-forme-colori-intensi-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/occhi-forme-colori-intensi-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/occhi-forme-colori-intensi-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/occhi-forme-colori-intensi-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/occhi-forme-colori-intensi-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/occhi-forme-colori-intensi-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/occhi-forme-colori-intensi-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Le Ali del Natale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2022 16:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Zaccagnini]]></category>
		<category><![CDATA[Quali Canti a Natale?]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Guarda papà, guarda. La maestra dice che quando suona una campana un angelo mette le ali.” dal film “La vita è meravigliosa” di Frank Capra   Quante volte abbiamo desiderato essere una persona sconosciuta, un altro, un’altra, chiunque fuorché noi? Succede spesso, è un modo per dirci che non ci troviamo bene con gli abiti che [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">“</span><i><span style="font-weight: 400;">Guarda papà, guarda. La maestra dice che quando suona una campana un angelo mette le ali.”</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">dal film “La vita è meravigliosa” di Frank Capra  </span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quante volte abbiamo desiderato essere una persona sconosciuta, un altro, un’altra, chiunque fuorché noi? Succede spesso, è un modo per dirci che non ci troviamo bene con gli abiti che portiamo addosso. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cade la pioggia su ogni cosa, nei campi, sull’erba, sui tetti, nelle strade, lei non sa dove cade. Sulle case dilaniate dalle bombe, sui teatri di guerra, di esodo, di abbandoni, di stupro, di morte; nelle vie della città, tra gente che ride, che mangia, che beve e si diverte. E soffia il vento su ogni volto, freddo, rosso, impaurito; roseo, caldo, sereno, il vento non sa cosa sta sfiorando eppure soffia. Splende il sole su ogni testa, bella o brutta, su ogni vita in piedi o distrutta, su ogni cuore, sano o spezzato, il sole splende e basta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ognuno nasce e muore e poi ricomincia il ciclo, vita, morte e così via.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella festa più sentita dell’anno la corsa ai regali è d’obbligo, ce lo hanno detto, lo sappiamo da sempre, i doni li portarono i Magi a Gesù quando venne al mondo per salvarci, perciò forse aiuteremo qualcuno a salvare se stesso e forse ci salveremo anche noi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma cosa significa nascere se non tornare di nuovo a vivere? Dare un senso a questa strana avventura che ci porta in giro, ci fa ruotare, ci butta via e ci riprende, ci innalza e crocifigge.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E se lasciassimo tutto per perderci completamente, se lasciassimo andare ogni cosa, persona, casa, dimenticando persino chi siamo? Cosa accadrebbe se così fosse? Forse riusciremmo diversi, trasformati, ricominciando da capo per indossare la nostra vera faccia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qualche volta è necessario perdere ogni riferimento personale per tornare ad essere quelli che siamo davvero. Forse gli esseri spregevoli che fanno male ad altre persone non sanno di essere così feroci, aridi, di procurare dolori  tanto grandi, disumani, o forse lo sanno e ne godono.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se quelle persone incontrassero Clarence, l’angelo di seconda classe del film “La vita è meravigliosa” di Frank Capra forse avrebbero una speranza, una soltanto, di salvarsi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Clarence si presentò da George proprio quando questi aveva deciso di farla finita arrivando persino a desiderare di non essere mai nato. Ma i desideri a volte vengono ascoltati e George non fu più George: la famiglia, gli amici, la casa, non aveva più niente. L’angelo sapeva che se fosse riuscito a far cambiare idea a George si sarebbero salvati entrambi perché ognuno di loro  aveva bisogno di un paio d’ali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E allora si scende nel fondo, nella disperazione e se ne esce solo se si comprende il dono, quello che abbiamo e che ci è stato dato, è la vita, l’amore, la vicinanza delle persone care. Non si è mai completamente soli, esiste sempre una via d’uscita, anche quando gli altri ci passano accanto e sembra non ci vedano, anche quando i nostri problemi sembrano i più grossi macigni che siano mai stati visti, anche quando tendiamo la mano ma dall’altra parte nessuno la prende. Eppure morte e vita sono la stessa cosa, si muore per rinascere a Natale perché esiste una magia che solo se la facciamo nostra può funzionare, bisogna chiudere gli occhi e dirsi: da oggi rinasco e sarò una persona diversa, da oggi amerò più che posso, da oggi, solo da oggi vengo al mondo e così mi salvo perché quello che ero ieri è uno sconosciuto, ma quella di ora è una creatura che tutto può, anche l’impossibile.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">&lt;&lt;Clarence: Tu non sei nato.</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">George: E se non sono nato chi sono?</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Clarence: Nessuno. Non hai un’identità.&gt;&gt;</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">dal film “La vita è meravigliosa” di Frank Capra  </span></i></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Maria Zaccagnini </span></i></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8809" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/le-ali-di-natale-vrp-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/le-ali-di-natale-vrp-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/le-ali-di-natale-vrp-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/le-ali-di-natale-vrp-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/le-ali-di-natale-vrp-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/le-ali-di-natale-vrp-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/le-ali-di-natale-vrp-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/le-ali-di-natale-vrp-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>L&#8217;arte concettuale di Franco Secone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2022 15:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Domanda vs Offerta]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Zaccagnini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“L’ingegno è vedere possibilità dove gli altri non ne vedono” &#8211; Enrico Mattei Esistono ferite inguaribili, malesseri complicati, sguardi deviati, ostinazioni insormontabili, volontà inesistenti mali sociali senza soluzione. Questo è ciò che molti di noi vedono e che molti altri invece, vedono ma in maniera diversa. Nella vita una cosa o un avvenimento cambiano a [&#8230;]</p>
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<p><i><span style="font-weight: 400;">“L’ingegno è vedere possibilità dove gli altri non ne vedono” &#8211; Enrico Mattei</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Esistono ferite inguaribili, malesseri complicati, sguardi deviati, ostinazioni insormontabili, volontà inesistenti mali sociali senza soluzione. Questo è ciò che molti di noi vedono e che molti altri invece, vedono ma in maniera diversa. Nella vita una cosa o un avvenimento cambiano a seconda di come li stiamo guardando, di come li stiamo interpretando. Alla base c&#8217;è sempre un modo di pensare, osservare il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ascoltare Franco Secone è stato illuminante, come un viaggio in un mondo speranza, di buona volontà e di ottimismo, fa riflettere, la sua arte, su molti aspetti della vita che mettiamo da parte, in un angolo, incuranti del fatto che una via d&#8217;uscita può sempre esserci. Il richiamo a Burri è immediato, il sacco, le combustioni, la matericità, la sperimentazione sui materiali e le emozioni che essi scatenano attraverso messaggi immediati, spesso crudi, diretti ma nello stesso tempo aperti a nuove possibilità.</span></p>
<p><b>Tagli strappi e cuciture cosa rappresentano per lei?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Nelle mie opere creo spaccature che poi ricucio sempre, in senso metaforico, sono un ottimista, quindi devo ricucire.  In ‘Zaporižžja’, che rappresenta le centrali nucleari in Ucraina, la torre di raffreddamento l’ho divelta, rotta, spaccata, per esorcizzare la catastrofe, poi le crepe le ho imbastite. Nel mio modo di vedere bisogna mediare, tra stati e persone, tra tutti, bisogna intervenire cercando un punto d’incontro. Fotografo le situazioni che ci circondano e cerco di trovarne il senso positivo. Ho realizzato una serie di sculture a tema ‘Femminicidio’ il rapporto uomo-donna, la donna guarda e l’uomo è girato di spalle oppure entrambi girati di spalle o un uomo dietro, una donna davanti abbracciati. Sono in un momento di non comunicazione: l’uomo che sta scappando non vuole dialogare, i cuori sono spezzati, le divergenze sono enormi quindi li ho voluti separare e, con ago e un filo, ho ricucito i due cuori. Due cuori sono attraversati da un filo spinato che sarebbe un dolore, una incomprensione, io do loro una tenaglia per spezzare quei dolori; una catenella dal cuore che esce nella spalla come senso di sicurezza, il lucchetto con la chiave perché si possa aprire, quando due persone non vanno più d’accordo, è meglio aprire quel lucchetto, aprire, quello vuol dire, non fare altro”.</span></i></p>
<p><b>Di che cosa ha bisogno affinché avvenga la magia della creazione?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Sono partito dall’argilla, il primo materiale che ho manipolato è stato quello, ho fatto dei corsi, non ho frequentato scuole artistiche, ma studiato materie tecniche che comunque mi hanno aiutato tantissimo. Tuttavia all’interno sentivo la spinta, facevo anche un po’ di figurativo però non mi dava quella soddisfazione che volevo esternare, trasmettere cose che mi sono successe, nel corso degli anni. Poi sono passato alla pietra e successivamente alla tecnica Raku per la ceramica, è una filosofia bellissima che ho sposato nei primi anni 90, ho frequentato dei corsi tra Urbino e Pesaro, e mi sono innamorato della tecnica. Si utilizza un’argilla refrattaria che resiste agli shock termici, il manufatto si cuoce e poi si decora con dei pigmenti, che sono delle terre, quando si tira fuori dal forno rovente a contatto con l&#8217;aria i colori escono in base all’ossidazione. Dopodiché butto la creazione letteralmente nella segatura, sugli stracci e nella carta affinché riprenda fuoco subendo un altro processo che si chiama riduzione, attraverso questa affiorano altri colori. Quando voglio lo butto nell’acqua e si raffredda, in questo momento creativo sono presenti i 4 elementi della vita: terra, aria, fuoco, acqua”.</span></i></p>
<p><b>La sua è un’arte concettuale, su quali emozioni si basa?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Mi giro e vedo il disagio. La mia arte concettuale si basa sul dare delle emozioni a qualcuno. Quando ricevo visite nel mio studio e mi dicono ‘mi hai riempito, avevo un vuoto, entrando qui, ascoltando la spiegazione delle opere mi hai dato soddisfazione, mi hai commosso’, per me è il massimo, mi interessa regalare emozioni.  Un’opera relativa al passaggio dal 2020 al 2021 l’ho sentita nel profondo, il 2021 era una pagina in bianco da riscrivere ma mi ha deluso talmente che, riportandolo su quella tela l’ho bruciato con il bruciatore, avevo dato una chance al 2021 e mi ha tradito, per via della pandemia mi ha deluso, infatti l’opera si chiama ‘Deluso’. Ho preso la bandiera ucraina e l’ho strappata, dalle crepe ho fatto uscire il sangue e l’ho cucita.  Quante persone hanno perso tutto? Il sangue l’ho fatto scorrere sulla bandiera russa perché quando i russi sventoleranno la bandiera su quella ci sarà il sangue ucraino. Sono un ottimista, lascio del bianco proprio per questo, c’è la guerra, tanti ragazzi stanno morendo al fronte, nonostante il nero cerco sempre di intravedere qualcosa di buono, e se non la trovo all&#8217;esterno mi rifugio e guardo alla vita familiare, ai miei affetti, ai miei figli a mia moglie”.</span></i></p>
<p><b>Come si esprime nel modo più totale? Attraverso quale espressione artistica?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Per la scultura l&#8217;elemento che prediligo è l’argilla mentre per i quadri amo la tela di juta, ho bisogno di dare matericità.  Perché il sacco? Perché mi racconta, era il contenitore dove i nostri avi riponevano il grano, le olive, ho voluto riprendere quel materiale e portarlo ai giorni nostri. Questi sacchi li ho ripresi dai vecchi fondaci. Ho voluto lavorare le materie grezze che mi danno molta soddisfazione. I colori per me sono un elemento, non sono primari, nelle tele li ho volutamente assemblati con pezzi di sculture, argilla, filo, corda e altri componenti materici. In alcuni quadri esposti nella galleria Bianco di Pescara ho messo delle macchie di colore, tra una macchia e l’altra ho tagliato la juta e ho ricucito. Qui il colore che invade gli altri spazi rappresenta il voler avere ragione sostenendo le proprie idee, l’opera si chiama ‘Punti di vista’. Ognuno di noi ha un punto di vista, un modo di pensare, si può creare un dissenso tra di noi, ed è lo strappo che io ricucio, perché, per arrivare ad un punto d&#8217;incontro, occorre una mediazione”.</span></i></p>
<p><b>La scultura mi riporta immediatamente al legame con la terra, quanto conta per lei?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Conta tantissimo perché vengo da una famiglia di contadini, mi passa per la mente quando ero piccolino, con cosa giocavo, quali soddisfazioni avevo, cosa che adesso non vedo più, vedo famiglie nuove e noto che non sanno guidare, c’è una perdita di valori. In una targa ho scritto con un chiodo: ‘la grandezza di un uomo si misura dalla sua umiltà’. Su un libro di legno ho scritto la parola ‘umiltà’ perché è un valore da rileggere. Amo la natura, la terra, i fiori”.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Franco Secone strappa, taglia, brucia, come mettendo le carte in tavola espone il disagio che gli sta esplodendo dentro, poi lo analizza, cerca una strada sicuro del fatto che la soluzione esiste e così la scorge, si incammina e, con una delicata e minuziosa operazione di rammendo, riesce a trovare la via giusta, riunisce, avvicina, lega, trova la verità necessaria per proseguire un cammino sereno.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“È possibile andare avanti, non importa quanto questo possa sembrare impossibile.”</span></i><i><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></i><i><span style="font-weight: 400;">(Nicholas Sparks)</span></i></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maria Zaccagnini</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8207" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/Franco-Secone-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/Franco-Secone-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/Franco-Secone-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/Franco-Secone-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/Franco-Secone-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/Franco-Secone-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/Franco-Secone-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/Franco-Secone.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Danze luminose posate sulle nuvole</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2022 15:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Domanda vs Offerta]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Zaccagnini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutte le anime di Monica Abbondanzia     dal 3 dicembre 2022 al 5 gennaio 2023 -Solis Wine Art Gallery di Brescia Nuvole sublimi plasmate in figure immaginate, giunte da un nulla intenso come neve bianca scivolano liete sulla pelle di chi resta. Non andare via, rimanere per capire il significato di ogni cosa, attraverso una visione che [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Tutte le anime di Monica Abbondanzia    </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">dal 3 dicembre 2022 al 5 gennaio 2023 -Solis Wine Art Gallery di Brescia</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nuvole sublimi plasmate in figure immaginate, giunte da un nulla intenso come neve bianca scivolano liete sulla pelle di chi resta. Non andare via, rimanere per capire il significato di ogni cosa, attraverso una visione che fa viaggiare e scoprire ogni angolo nascosto molto bene tra le grinze di un cuore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quella luce che inonda i corpi dallo sguardo vivo, presenta al mondo qualcosa che porta in sé l&#8217;irreale fatto presenza: un momento, un attimo, un dejavu, pochi secondi perfetti, rappresentano la storia intera.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La vita in fondo non è altro che questo, trame di una tela sbrindellata che si sfila, da mettere insieme con colori giusti su un telaio, ricamo che diventa favola. Protagoniste leggiadre si alternano, si incrociano, si allontanano, si avvicinano, come flash appaiono e restano presenti finché i riflettori non si spengono; manciate di respiri che si possono ascoltare. Chiome luminose, riflessi posati ad arte, movimenti, scatti che delineano ma non precisano, perfetti nell’imperfezione e nell’azione, forme che si amalgamano con gli spazi armonicamente, che in essi si formano e identificano. Spuntano come affiora una scultura dalla pietra, viva, pulsante, marmo che respira e attende il momento adatto per farla uscire, viva, bella, piena di anima. Fotogrammi di vecchie pellicole fatte scorrere tra le dita, impressionate dalla luce restituiscono racconti di amore, amicizia, fratellanza, con occhi che guardano lontano o sono chiusi nel ricordo sublime. Ogni anatomia impressa sulle tele dell’artista racconta un pezzo di anima che lei ha deciso di regalare in quel preciso momento, dopo aver parlato a lungo con la tela immacolata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In essa si riflette lo sguardo di Monica Abbondanzia e diventa immagine.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ognuno leggerà qualcosa di diverso ed è questa la scoperta, ogni opera non incarna un solo volto, ma tanti volti, non un’immagine ma molteplici. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Traiettorie, dardi, frecce che colpiscono, messaggere speciali cariche di sentimento. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In certi sguardi si intravede la resa, in altri la sfida, in altri ancora la meditata rivincita ma ogni dipinto è un’esortazione a lottare, a non abbattersi, a lasciarsi andare allo scorrere del fiume non trattenendo le intenzioni, aprendosi al mondo.  Arriverà il momento della vittoria con la pace dell’anima. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I paesaggi, le città, la pioggia, la burrasca, è tutto pulsante, batte forte il ritmo della vita che va vissuta al massimo assaporando gli attimi, quelli che Monica Abbondanzia descrive magnificamente:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">camminando si posa il piede sulle nuvole e morbido è l’approdo su nuove terre. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Monica Abbondanzia espone dal 3 dicembre 2022 al 5 gennaio 2023 in una tripersonale presso la prestigiosa Solis Wine Art Gallery di Brescia, la prima galleria d&#8217;arte che contiene all&#8217;interno un esclusivo wine bar. Con la sua presenza l&#8217;artista, che ha già portato il nome della nostra regione in Italia e all&#8217;estero, conferma le sue grandi doti pittoriche oltre a quelle di persona straordinariamente sensibile e attenta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un talento notevole abita la nostra terra e ci rende orgogliosi delle sue continue e nuove conquiste.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maria Zaccagnini</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8235" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/danze-luminose-posate-sulle-nuvole-1-300x200.jpeg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/danze-luminose-posate-sulle-nuvole-1-300x200.jpeg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/danze-luminose-posate-sulle-nuvole-1-1024x683.jpeg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/danze-luminose-posate-sulle-nuvole-1-768x512.jpeg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/danze-luminose-posate-sulle-nuvole-1-696x464.jpeg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/danze-luminose-posate-sulle-nuvole-1-1068x712.jpeg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/danze-luminose-posate-sulle-nuvole-1-600x400.jpeg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/danze-luminose-posate-sulle-nuvole-1.jpeg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8236" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/danze-luminose-posate-sulle-nuvole-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/danze-luminose-posate-sulle-nuvole-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/danze-luminose-posate-sulle-nuvole-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/danze-luminose-posate-sulle-nuvole-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/danze-luminose-posate-sulle-nuvole-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/danze-luminose-posate-sulle-nuvole-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/danze-luminose-posate-sulle-nuvole-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/danze-luminose-posate-sulle-nuvole-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Buone pratiche per la sostenibilità in Abruzzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2022 15:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[DISCIPLINAM]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Zaccagnini]]></category>
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<p><b><i>L&#8217;ESPERIENZA DELLA SINERGIA TRA TEXOL E L&#8217;ISTITUTO AGRARIO P. CUPPARI DI ALANNO</i></b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Quanto conta essere visionari in un mondo che vive nel consumismo e guarda agli interessi? E quanto valore riveste il fatto di fare impresa che porti benessere, con lo sguardo rivolto ai temi dello sviluppo economico e sociale, pur mantenendo gli schemi necessari affinché si assicurino benefici a chi fruisce di questo sviluppo? Secondo noi molto. </span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Lo pensiamo noi, e lo pensa anche qualche imprenditore attento, che di crescita e progresso ha fatto uno stile di vita con la mission di rendere il mondo un posto più vivibile.</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Un esempio lo abbiamo in Abruzzo dove si è tenuto, il 24 ottobre scorso presso la Texol, un incontro tra la dirigenza scolastica dell&#8217;Istituto Agrario P. Cuppari e il management della società Texol srl, entrambi situati sul territorio di Alanno (Pe).</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Si è parlato di filiera corta delle fibre naturali, di azioni per la sostenibilità con particolare attenzione alla necessità di ridurre la produzione di prodotti in plastica a base petrolio, il tutto in coerenza con l&#8217;agenda ONU 2030.</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Il confronto si è focalizzato anche sull’importanza di attivare un&#8217;azione di sensibilizzazione territoriale, con l’obiettivo di coinvolgere i consumatori e interessare gli studenti sull’importanza della filiera corta. </span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> </span><i><span style="font-weight: 400;">Unire gli intenti è necessario, guardare tutti nella stessa direzione senza condizionamenti né vincoli, per arrivare ad un traguardo partecipato e sentito.</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">C’è bisogno di stimoli, di analisi dei problemi che portino a soluzioni immediate e concrete, si può fare solo attraverso la volontà di molti,  l’informazione, ma soprattutto la caparbietà di chi ogni giorno lavora per portare sui tavoli che contano le giuste intese.  La scuola, fucina di talenti, è il luogo della crescita, è dentro le sue mura  che si formano le idee e si sviluppano i concetti necessari all’educazione dei leader del futuro.</span></i></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maria Zaccagnini – Abruzzo Positivo</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-7652" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-buone-pratiche-per-la-sostenibilita-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-buone-pratiche-per-la-sostenibilita-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-buone-pratiche-per-la-sostenibilita-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-buone-pratiche-per-la-sostenibilita-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-buone-pratiche-per-la-sostenibilita-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-buone-pratiche-per-la-sostenibilita-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-buone-pratiche-per-la-sostenibilita-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/11/1-buone-pratiche-per-la-sostenibilita.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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