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	<title>La Mitezza salverà il mondo? Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>La mitezza che può cambiare il mondo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2023 16:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[La Mitezza salverà il mondo?]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Cassini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Attraverso il recupero del nostro tempo prezioso.  È un&#8217;epoca nuova. Particolare. I social networks hanno cambiato il nostro modo di vivere. Gli italiani si scoprono così dipendenti da essi. Il tempo che prima utilizzavamo per leggere un libro, un giornale, ora lo impieghiamo per visualizzare contenuti di vario genere sui social. Ed è indubbiamente Instagram, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-10067-1" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/La-mitezza-che-puo-cambiare-il-mondo..m4a?_=1" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/La-mitezza-che-puo-cambiare-il-mondo..m4a">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/La-mitezza-che-puo-cambiare-il-mondo..m4a</a></audio>
<p><b>Attraverso il recupero del nostro tempo prezioso. </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È un&#8217;epoca nuova. Particolare. I social networks hanno cambiato il nostro modo di vivere. Gli italiani si scoprono così dipendenti da essi. Il tempo che prima utilizzavamo per leggere un libro, un giornale, ora lo impieghiamo per visualizzare contenuti di vario genere sui social. Ed è indubbiamente Instagram, in questo periodo storico, a essere il social network più utilizzato in assoluto. Su Instagram possiamo vedere dei video in stile &#8220;Paperissima&#8221; oppure ascoltare pillole delle ultime notizie. Possiamo anche acquistare un prodotto se lo desideriamo. Possiamo spiare la vita degli altri, senza necessariamente raccontare la nostra. Il social network è un mondo a parte, che va velocissimo, ma che potrebbe allontanarci dalla profondità delle cose. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Frase criptica? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Spieghiamoci: durante le lezioni all&#8217;università o in accademia, mi capita spesso di consigliare agli studenti la visione di grandi capolavori del neorealismo italiano come &#8220;Sciuscià&#8221;. Ehi, non parliamo di un film qualunque, ma del primo film straniero a prendere un Premio Oscar. Un film che ha una storia ancora oggi commovente e toccante. Eppure quando scoprono che si tratta di un film del 1946 i ragazzi si incupiscono sempre un po&#8217; e poi mi chiedono: &#8220;Ma&#8230;È in bianco e nero? Ma&#8230;Ma quanto dura?&#8221;. Spesso ci scherziamo sù e finisce sempre che una volta visionato il film me ne chiedono altri dello stesso &#8220;stile&#8221;. Però all&#8217;inizio mettono le mani avanti, come a dire: &#8220;Oh no. ci annoierà sicuramente&#8221;. Ammetto che, durante gli anni al Centro Sperimentale di Cinematografia, da studente ebbi la stessa reazione quando il grande regista e critico Franco Giraldi ci propose di leggere </span><b>I fratelli Karamazov</b><span style="font-weight: 400;"> (in russo: Братья Карамазовы, Brat&#8217;ja Karamazovy), l&#8217;ultimo romanzo di Fëdor Dostoevskij. All&#8217;inizio rimasi un po&#8217; perplesso. Ma quando iniziai a leggere il romanzo capii subito che si trattava di qualcosa di assolutamente unico. Qualcosa che, tuttavia, aveva bisogno di una concentrazione diversa. Di una attenzione, da parte mia, diversa. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I social networks hanno il grande dono di informarci velocemente su ciò che accade nel mondo. Ma hanno il grande difetto di non andare a fondo nelle cose. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sfogliare le pagine di un libro, lasciare per un attimo il telefono da qualche parte, sentire gli uccellini cinguettare o un aereo passare nel cielo mentre sfogliamo le nostre pagine ci pone subito in una condizione più mite e controllata dentro di noi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con un libro, o un film, possiamo rallentare per approfondire. Ma soprattutto, possiamo rallentare per rilassarci e calmarci. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In un&#8217;epoca dove tutto corre alla velocità della luce, più che mai l&#8217;uomo moderno ha bisogno di un rifugio &#8220;mentale&#8221; dove poter mitigare lo stress accumulato durante il giorno. E qui si spiega anche il perché pratiche orientali come lo Yoga o la meditazione (ne esistono diverse e tutte possono essere efficaci) sono sempre più presenti nell&#8217;agendina degli appuntamenti di tanti lavoratori.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Allenare nuovamente la calma, allenare la mente e lo spirito ad andare più in profondità&#8230; Anche attraverso l&#8217;arte del grande cinema. Queste possono essere le chiavi per un futuro migliore. Un futuro che non sia necessariamente relegato all&#8217;osservazione di un rettangolino nero, il nostro smartphone. Un futuro dove l&#8217;ascolto può essere al centro. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tornando al neorealismo: dove possiamo recuperare i grandi capolavori del secolo scorso? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sembra una domanda scontata ma non lo è poi così tanto. Su Netflix, Amazon e Disney i film neorealisti scarseggiano. Forse qualche fantasioso complottista potrebbe qui suggerirci che si tratta di una operazione studiata a tavolino con l&#8217;intento di cancellare ciò che di buono è stato fatto in passato dal grande cinema. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La questione non è così semplice, purtroppo. Il cinema, così come la serialità, è un&#8217;industria. Proporre titoli nuovi è una prerogativa per sostenere questo business.  Poi c&#8217;è la questione diritti, la questione visualizzazioni, la questione marketing (come proporre a un certo tipo di pubblico un film di quasi 70 anni fa?). Ci sono mille fattori che inficiano su questa scelta da parte delle piattaforme più famose. Esistono però piattaforme di streaming dove è ancora possibile recuperare i grandi film del passato e Raiplay è una di queste. La piattaforma streaming di Rai, infatti, offre numerosi titoli interessanti e spesso viene un po&#8217; bistrattata dagli appassionati. In realtà, pagando il canone, gli italiani hanno la possibilità di poter accedere a un archivio molto ampio di film e serie televisive Made in Italy e non solo e di rispolverare così i grandi capolavori del passato. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ritagliarsi il giusto tempo nel fare le cose è anche una buona strategia per farle in modo più attento. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se condiamo il tutto con un pizzico di gentilezza (e gli italiani quando vogliono sanno essere speciali con la loro gentilezza) avremo in breve una ricetta per goderci un tempo che ci sembrava di aver perduto. O peggio ancora, un tempo che avevamo impiegato a spiare storie ora potremmo impiegarlo per osservare ciò che ci piace. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È un po&#8217; diverso, non credete? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Buona visione con i capolavori del Neorealismo italiano!  </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Marco Cassini</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10069" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-mitezza-che-puo-cambiare-il-mondo-c-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-mitezza-che-puo-cambiare-il-mondo-c-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-mitezza-che-puo-cambiare-il-mondo-c-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-mitezza-che-puo-cambiare-il-mondo-c-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-mitezza-che-puo-cambiare-il-mondo-c-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-mitezza-che-puo-cambiare-il-mondo-c-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-mitezza-che-puo-cambiare-il-mondo-c-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-mitezza-che-puo-cambiare-il-mondo-c-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10070" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-mitezza-che-puo-cambiare-il-mondo-c-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-mitezza-che-puo-cambiare-il-mondo-c-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-mitezza-che-puo-cambiare-il-mondo-c-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-mitezza-che-puo-cambiare-il-mondo-c-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-mitezza-che-puo-cambiare-il-mondo-c-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-mitezza-che-puo-cambiare-il-mondo-c-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-mitezza-che-puo-cambiare-il-mondo-c-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-mitezza-che-puo-cambiare-il-mondo-c-2.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Esistono ancora le persone miti?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2023 16:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[La Mitezza salverà il mondo?]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Giorgi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sì, le persone miti esistono e sono loro a salvare le speranze per un futuro solido economicamente e pacifico, perché fondato su diritti e giustizia, ma sono troppo silenziose e spesso non vengono considerate elemento prezioso! Perché?  Essere persone miti oggi significa esporsi al rischio di essere sfruttati! Anche se a parole si proclama l’importanza [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Sì, le persone miti esistono e sono loro a salvare le speranze per un futuro solido economicamente e pacifico, perché fondato su diritti e giustizia, ma sono troppo silenziose e spesso non vengono considerate elemento prezioso! Perché? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Essere persone miti oggi significa esporsi al rischio di essere sfruttati!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche se a parole si proclama l’importanza della tutela della dignità dei più deboli, nella realtà chi non si mostra determinato a tutto, pur di raggiungere l’obiettivo desiderato, si trova a muoversi in spazi ridotti, spinto dietro le quinte per lasciare il palcoscenico a chi s’impone, spesso con arroganza!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sembra che la schizofrenia della contraddizione tra le affermazioni di principio sul rispetto dovuto a tutti e i comportamenti attuali non sia colta, anzi sia giustificata anche dalla mancanza di reazione delle persone miti. Infatti, secondo i luoghi comuni di oggi, tutti dovrebbero farsi sentire e tuonare le proprie ragioni sempre: quindi, se non lo fanno, sembrano “meritare” il trattamento a dir poco scortese, che è loro riservato. Come a dire: “Se chi è trattato con sufficienza non pretende con fermezza un atteggiamento diverso e più educato nei suoi confronti, se non alza la voce per reclamare, quando sono negati i riconoscimenti che merita, vuol dire che va bene così!”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non sono d’accordo con questa mentalità che permette ingiustizie a volte così sottili, da passare inosservate! Pensate a cosa accade alle persone, quando entrano nel mondo della burocrazia, per risolvere problemi di vario genere: chi ha meno strumenti culturali o poca familiarità con la tecnologia imperante è praticamente in balia degli adempimenti previsti, che possono diventare per loro ostacoli insormontabili e rendere irrisolvibili problemi, che per altri sono facili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Queste situazioni provocano malessere nelle relazioni con gli altri, diventano terreno fertile per il pessimismo, e favoriscono la rabbia verso il sistema, così insensibile alla cura del fattore umano. Quindi, anche se formalmente i comportamenti sono impeccabilmente corretti, in realtà troppi abusi sono perpetrati a danno di chi si mostra gentile nelle richieste o non “sgomita” in modo disonesto, per avanzare più rapidamente di chi rispetta le regole!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Abbiamo messo in disparte in molti contesti, dalla scuola al mondo del lavoro, correttezza ed educazione, perché meravigliarsi delle conseguenze tristi che bloccano speranze e sogni di un mondo realmente in progresso? L’infelicità che lamentiamo, quando usciamo dalla nostra comfort zone nella vita privata, quando ascoltiamo racconti di ingiustizie subite o ci indigniamo leggendo i fatti di cronaca, è prodotta dall’aver dimenticato cosa procura il vero benessere!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il rimedio? Ritrovare la sapienza dell’agire, magari attingendo alle radici cristiane che, spesso sottovalutate nel mondo di oggi, hanno comunque permesso di creare la civiltà dalla barbarie della violenza antica, fondata sul potere delle armi e sul lavoro degli schiavi. Qualcuno obietterà che le guerre continuano e così le violenze, ma almeno oggi sono condannate dalle leggi dei Paesi democratici, sulla scia di un Maestro che duemila anni fa ha insegnato qualcosa di inaudito: «Beati i miti, perché avranno in eredità la terra» (Mt 5,5). </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E i prepotenti che hanno successo, per la violenza che esercitano? Avranno posto solo nei libri di storia, per il resto saranno dimenticati…</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Paola Giorgi</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10060" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/esistono-ancora-le-persone-miti-vrp-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/esistono-ancora-le-persone-miti-vrp-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/esistono-ancora-le-persone-miti-vrp-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/esistono-ancora-le-persone-miti-vrp-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/esistono-ancora-le-persone-miti-vrp-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/esistono-ancora-le-persone-miti-vrp-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/esistono-ancora-le-persone-miti-vrp-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/esistono-ancora-le-persone-miti-vrp-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La mitezza cambierà il mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2023 16:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<category><![CDATA[La Mitezza salverà il mondo?]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Viviamo tempi convulsi, a tratti frenetici, nella vana ricerca di portare a conclusione progetti con pochi attimi, addirittura nell’arco di una giornata. Siamo divorati dall’ansia di attesa. Saper attendere è diventata una dote inconcepibile, assurda. Tutto si può realizzare ed ottenere, senza “mettersi in fila”. Un tempo ci si metteva disciplinatamente per aspettare il proprio [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Viviamo tempi convulsi, a tratti frenetici, nella vana ricerca di portare a conclusione progetti con pochi attimi, addirittura nell’arco di una giornata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Siamo divorati dall’ansia di attesa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Saper attendere è diventata una dote inconcepibile, assurda. Tutto si può realizzare ed ottenere, senza “mettersi in fila”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un tempo ci si metteva disciplinatamente per aspettare il proprio turno: adesso tutto può essere messo a nostra disposizione, comodamente restando a casa, on line…</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La felicità viene considerata come una meta desiderabile e raggiungibile in poche battute, conquistandola e impadronendosene in modo più o meno lecito…quello che conta è goderne, ostentarla, bevendo il calice fino all’ultima goccia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non ci accorgiamo, per la superficialità che è un’altra sorella del nostro tempo, che le nostre colline ospitano abazie, pievi, monasteri, conventi che hanno scritto la storia dei secoli passati: raramente ci fermiamo a visitare queste costruzioni che hanno sfidato il tempo e che profumano di lentezza, di contemplazione, di consapevolezza che tutto deve essere raggiunto senza guardare le lancette dell’orologio in modo ossessivo compulsivo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quel tempo andato aveva la cognizione che ogni obiettivo da raggiungere, meritasse la dovuta ponderazione, nella certezza che la conquista di una meta non potesse essere frutto di una improvvisazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sciaguratamente tutto continua a procedere in contrasto con questa etica del buon trascorrere delle necessarie fasi in vista di uno scopo ragionato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La intelligenza artificiale, che potrebbe anche avere del buono in sé, qualora venisse indirizzata verso fini non disgiunti dalla rettitudine e dallo stile di una vita degna di essere così intesa, può giungere alla elaborazione di un componimento a tema, dando all’applicazione che può essere memorizzata, parole chiave con le quali dare indicazioni di massima su come l’argomento dovrà essere articolato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In un tempo rapidissimo, qualsiasi studente che volesse avvalersene, può avere a disposizione una sua tesina, in riferimento alla quale, lui non ha profuso alcun impegno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Verso quale scenario prossimo venturo stiamo ci stiamo incamminando? Così facendo le persone smetteranno di impegnare la propria mente, eviteranno di costruire percorsi logici per esporre il proprio punto di vista, finiranno per delegare “ad una macchina” la funzione del pensare, di fatto avviando una ipotesi di decerebrazione davvero inquietante.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cosa c’è all’origine di questo “espediente tecnico informatico” ?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Evidentemente la fretta di conseguire risultati che nulla hanno a che vedere con le capacità cognitive. Sulle colline, imperturbabili, continuano a svettare pievi, abazie, monasteri, conventi che testimoniano un modo di pensare lungimirante, proteso verso uno scopo indifferente al trascorrere del tempo….</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ernesto Albanello</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10063" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-mitezza-cambiera-il-mondo-vrp-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-mitezza-cambiera-il-mondo-vrp-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-mitezza-cambiera-il-mondo-vrp-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-mitezza-cambiera-il-mondo-vrp-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-mitezza-cambiera-il-mondo-vrp-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-mitezza-cambiera-il-mondo-vrp-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-mitezza-cambiera-il-mondo-vrp-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-mitezza-cambiera-il-mondo-vrp-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10064" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-mitezza-cambiera-il-mondo-vrp-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-mitezza-cambiera-il-mondo-vrp-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-mitezza-cambiera-il-mondo-vrp-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-mitezza-cambiera-il-mondo-vrp-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-mitezza-cambiera-il-mondo-vrp-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-mitezza-cambiera-il-mondo-vrp-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-mitezza-cambiera-il-mondo-vrp-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-mitezza-cambiera-il-mondo-vrp-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Volontariato: giovani e giovanissimi in prima linea per l’ambiente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2023 16:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Mignini]]></category>
		<category><![CDATA[La Mitezza salverà il mondo?]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il volontariato solidale traina le scelte di chi vuole vivere un’esperienza per la comunità Un italiano su 4 nel 2022 è partito con una associazione ambientalista per collaborare con loro, gratis. È quanto emerge da un&#8217;indagine voluta da eDreams, l&#8217;agenzia di viaggi online californiana, che ha affidato alla società internazionale di sondaggi sui consumatori, la [&#8230;]</p>
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<p><b><i>Il volontariato solidale traina le scelte di chi vuole vivere un’esperienza per la comunità</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un italiano su 4 nel 2022 è partito con una associazione ambientalista per collaborare con loro, gratis. È quanto emerge da un&#8217;indagine voluta da eDreams, l&#8217;agenzia di viaggi online californiana, che ha affidato alla società internazionale di sondaggi sui consumatori, la OnePoll, una ricerca sulle preferenze dei viaggiatori italiani.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E la scelta è davvero vasta: gli intervistati hanno optato per i campi di volontariato proposti da </span><b>Legambiente</b><span style="font-weight: 400;"> dove adulti e ragazzi si impegnano durante le vacanze a lavorare per la tutela del patrimonio ambientale. Le cooperative sociali e l&#8217;associazione </span><b>Libera</b><span style="font-weight: 400;">, che invita a coltivare la terra per far rinascere in modo sostenibile i beni confiscati alla Mafia. I progetti di salvaguardia della biodiversità del mare a bordo delle navi di </span><b>Emergency</b><span style="font-weight: 400;"> e a ripulire le spiagge dalla plastica con gli operatori di </span><b>Marevivo</b><span style="font-weight: 400;">, oppure in montagna per diventare per qualche giorno la guida in una delle riserve gestite dalle </span><b>Lipu</b><span style="font-weight: 400;"> o nelle oasi naturali del </span><b>Wwf</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ben il 23 % di chi si è messo in viaggio l&#8217;anno scorso, ha scelto di dedicare le proprie ferie al volontariato, mettendo il proprio tempo libero a disposizione della collettività. Tendenza, quella del </span><b>turismo sostenibile</b><span style="font-weight: 400;">, destinata a </span><b>crescere</b><span style="font-weight: 400;">, visto che sempre secondo lo stesso sondaggio, il 46 % degli italiani si è detto &#8220;interessato&#8221; a questo tipo di vacanza. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma chi sono i più propensi a fare volontariato solidale? Chi abita nelle regioni del Centro Italia e nelle isole: rispettivamente con il 50 e il 56 % degli intervistati. Al Nordest i viaggi di volontariato green vanno per la maggiore: il 51 %. </span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">&#8220;Dall&#8217;indagine è chiara la propensione degli italiani verso il volontariato ambientale&#8221;</span></i><span style="font-weight: 400;"> si legge nel report del sondaggio. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le mete preferite? </span><i><span style="font-weight: 400;">&#8220;Il 48 % sceglierebbe di unirsi ad associazioni attive nella difesa della Natura. In seconda posizione come sfera di interesse, la protezione degli animali (42 %), quasi a pari merito all&#8217;aiuto delle popolazioni locali, citato dal 40 % degli aspiranti viaggiatori green&#8221;.</span></i><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Regalare parte del proprio tempo per una giusta causa sembra che faccia sì bene agli altri, ma anche a se stessi. </span><b>Impegnarsi a lavorare gratis in vacanza è un trend soprattutto tra i ragazzi della generazione Millennials</b><span style="font-weight: 400;"> (47 %) </span><b>e della Generazione Z</b><span style="font-weight: 400;"> (43 %).</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">&#8220;L&#8217;indagine segna un confine netto sulle tematiche di interesse per fascia d&#8217;età: i più giovani sono più interessati alla salvaguardia della natura o degli animali. Mentre gli adulti preferiscono invece regalare il proprio tempo per attività con i bambini&#8221;,</span></i><span style="font-weight: 400;"> spiegano i ricercatori statunitensi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le donne hanno un maggiore interesse ad intraprendere un&#8217;esperienza di volontariato in viaggio (51 %) rispetto agli uomini (40 %) e il 46 % di loro si dedicherebbe alla protezione degli animali. Gli uomini sembrano invece propendere più verso esperienze legate alla protezione della Natura (49 %) e all&#8217;aiuto alle popolazioni locali (43 %). </span><b>In Italia sono 6,3 milioni i volontari attivi: di cui 4,14 impegnati in organizzazioni strutturate. </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una rete sociale, diventata indispensabile per affrontare le grandi sfide come il cambiamento climatico. Un piccolo gesto che può essere da esempio e generare sempre di più un cambiamento positivo nei comportamenti.     </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Cristina Mignini</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10079" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/volontariato-giovani-in-prima-linea-ci-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/volontariato-giovani-in-prima-linea-ci-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/volontariato-giovani-in-prima-linea-ci-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/volontariato-giovani-in-prima-linea-ci-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/volontariato-giovani-in-prima-linea-ci-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/volontariato-giovani-in-prima-linea-ci-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/volontariato-giovani-in-prima-linea-ci-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/volontariato-giovani-in-prima-linea-ci-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La Fabbrica di Olinda, dove si cucinano storie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2023 16:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Serendipity]]></category>
		<category><![CDATA[La Mitezza salverà il mondo?]]></category>
		<category><![CDATA[Piera Pastore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Olinda è un progetto collettivo nato nel 1996 con l’obiettivo di riconvertire l’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini di Milano e dare un futuro a persone con problemi di salute mentale. Teatro, bistrot, ristorante, ostello, catering, parco… La Fabbrica di Olinda è tutto questo e molto di più. Nata nel 1996 come progetto di riconversione dell’ex [&#8230;]</p>
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<p><b><i>Olinda è un progetto collettivo nato nel 1996 con l’obiettivo di riconvertire l’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini di Milano e dare un futuro a persone con problemi di salute mentale.</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Teatro, bistrot, ristorante, ostello, catering, parco… La </span><b>Fabbrica di Olinda</b><span style="font-weight: 400;"> è tutto questo e molto di più. Nata nel 1996 come progetto di </span><b>riconversione dell’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini</b><span style="font-weight: 400;">, alla periferia nord della città di Milano, la cooperativa sociale ha avuto subito le idee chiare: “</span><i><span style="font-weight: 400;">Volevamo fondare una città là dove non c’era, trasformare il Paolo Pini in un luogo di cultura e di vita partecipata</span></i><span style="font-weight: 400;">”, spiegano i fondatori. E così è stato. Il punto di partenza è stato quello di ricostruire contemporaneamente biografia e identità delle persone e riconvertire gli spazi chiusi in luoghi aperti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“</span><i><span style="font-weight: 400;">Ci piace l’idea che il confine tra realtà e finzione sia penetrabile, che le fantasie e i desideri possano diventare materiali, che le materie e le pratiche di lavoro diventino occasione per sognare, che una persona in difficoltà possa diventare protagonista della propria vita, quando supera i confini, cambia il quotidiano, naviga in acque non ancora esplorate, ricostruisce identità. Per questo c’è bisogno di un progetto collettivo un’impresa sociale. Costruiamo opportunità per lavorare, abitare e stare con gli altri. Facciamo torte, salute, cultura, cocktail, errori, relazioni, feste, formazione, riunioni (tante), bilanci, calcio, contratti di lavoro a tempo indeterminato, laboratori di teatro, ristrutturazioni e non nascondiamo di avere paura che il cielo ci possa cadere sulla testa</span></i><span style="font-weight: 400;">” con queste parole si descrive l’Associazione Olinda.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi Olinda offre lavoro a più di quaranta persone svantaggiate ed è diventata un luogo d’incontro speciale per artisti e registi di ogni parte del mondo. In estate Olinda organizza </span><b><i>Da vicino nessuno è normale</i></b><span style="font-weight: 400;">, uno degli eventi più attesi in città, con spettacoli teatrali di respiro internazionale. “</span><i><span style="font-weight: 400;">La scelta del teatro, come strumento di dialogo con la città, ha permesso di dare nuova vita al luogo, passando attraverso le storie delle persone – la negazione della soggettività, la perdita degli oggetti personali e di conseguenza dell’identità erano le pratiche di spoliazione manicomiale – senza che le storie fossero solo un atto di denuncia. Il teatro ha introdotto la parola poetica, la metafora dei grandi testi, la distanza, l’emozione collettiva, la riflessione sul proprio tempo, ha restituito il senso di comunità.</span></i><span style="font-weight: 400;">”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al festival si affiancano numerose attività di reinserimento e inclusione sociale: il </span><b>Teatro Lacucina</b><span style="font-weight: 400;"> è il gruppo teatrale che produce spettacoli e organizza laboratori in quella che, un tempo, era la cucina dell’ospedale e dove oggi “si cucinano storie”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il ristorante </span><b>Jodok Pizza e Cucina</b><span style="font-weight: 400;"> di Olinda accoglie gli avventori con i suoi tavoli all’aperto e la sua cucina tradizionale con un occhio di riguardo alla stagionalità e al km zero. Questo luogo è diventato un tramite quotidiano tra il dentro e il fuori, un punto d’incontro di persone molto diverse fra loro, che difficilmente s’incontrerebbero in altri luoghi in città. Dall’esperienza di Jodok è nato l’</span><b>OlindaCatering</b><span style="font-weight: 400;"> con il compito di portare in città la competenza ventennale nel campo della ristorazione. Il servizio propone menu per ogni occasione e ricevimento, con un occhio attento alla sostenibilità: i piatti infatti vengono realizzati scegliendo materie prime di piccole aziende e produttori locali e utilizzando per il foodservice solo prodotti in Mater-Bi, bioplastica biodegradabile e computabile di Ecozema. OlindaCatering rappresenta </span><b>un sistema delle opportunità</b><span style="font-weight: 400;"> grazie al quale </span><b>persone con problemi di salute mentale si avvicinano al lavoro</b><span style="font-weight: 400;">, scoprono le loro capacità, crescono, scelgono che “cosa fare da grandi”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da queste esperienze nel campo della ristorazione Olinda ha aperto al Teatro Elfo Puccini di Milano il suo </span><b>Bistrōlinda</b><span style="font-weight: 400;">, dove mescolare la cultura dell’accoglienza con il buon cibo e l’inclusione sociale. Nuove interpretazioni di classici della gastronomia italiana, cotture leggere che esaltano i sapori, incursioni di ricette etniche, dolci sempre fatti in casa, sfiziosi piatti vegetariani e vegani, scelta di vini provenienti da piccoli produttori regionali: è l’offerta di </span><b>Bistrōlinda </b><span style="font-weight: 400;">che mette al centro il cibo come strumento per superare i recinti dello spazio e della mente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Infine tra i numerosi progetti di Olinda c’è l’</span><b>OstellOlinda</b><span style="font-weight: 400;">, un esperimento ben riuscito di accoglienza integrata, in cui l’ospite diventa parte di una comunità. Sotto lo stesso tetto l’ostello infatti ospita turisti, lavoratori, gruppi, compagnie teatrali e persone coinvolte in percorsi di salute mentale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un&#8217;esperienza quella di Olinda che dimostra come sia possibile trasformare un territorio prima &#8220;nemico&#8221; della città e dei suoi abitanti, in un luogo in cui ci si possa riappropriare della propria esistenza, trovando opportunità per riannodare i fili spezzati della propria vita. Un&#8217;esperienza umana e sociale virtuosa che ha trasformato l&#8217;ex Manicomio cittadino in uno strumento d&#8217;integrazione, socializzazione e accettazione dell&#8217;altro.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Piera Pastore</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10082" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10083" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10084" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-3-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-3-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-3-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-3-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-3-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-3-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-3-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fabbrica-di-olinda-s-3.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Mitezza o calma (o ragionevolezza)?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2023 16:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The King]]></category>
		<category><![CDATA[Gerardo Altieri]]></category>
		<category><![CDATA[La Mitezza salverà il mondo?]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domandona che ha reso insonni nei secoli fior di filosofi e le loro relative scuole: anche senza essere raffinati pensatori, piuttosto che antropologi o neuroscienziati, che risposta ci siamo dati quando ci siamo posti quella pesante domanda? Prima di tutto da giovani bisogna distinguere bene l’argomento e non confonderlo con un altro grande dilemma: cosa [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Domandona che ha reso insonni nei secoli fior di filosofi e le loro relative scuole: anche senza essere raffinati pensatori, piuttosto che antropologi o neuroscienziati, che risposta ci siamo dati quando ci siamo posti quella pesante domanda?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Prima di tutto da giovani bisogna distinguere bene l’argomento e non confonderlo con un altro grande dilemma: cosa voglio fare nella mia vita? Sembra banale, ma spesso si fa confusione al riguardo: cosa vogliamo fare della nostra vita è ben diverso dal perché siamo al mondo. Già questo ci porta ad una riflessione sui massimi sistemi: questa analisi non deve essere solo ad appannaggio dei filosofi, perché tutti noi ci poniamo prima o poi il quesito e la risposta, più o meno profonda, influenza la nostra vita.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da cattolico sono portato a considerare la vita come un bene incommensurabilmente prezioso, che non vada sprecato ad inseguire l’accumulo epicureo dei beni materiali e del potere terreno, ma che va contestualizzato all’interno di un disegno molto più ampio di cui tutti noi facciamo parte. Ammetto di non essere un perfetto credente, dato che le soddisfazioni morali e materiali per me hanno una certa importanza, ma col passare del tempo è cresciuta la rilevanza dei valori immateriali, che sono stati sempre presenti in me, ma che ogni giorno accrescono la loro importanza. Parlo dei sentimenti che ci legano al prossimo, in primis l’amicizia e l’amore per le persone che ci circondano, elementi che ci accompagnano sin dalla nascita: magari cambierà l’intensità e i soggetti a cui li indirizziamo, ma sono sentimenti ben presenti fino all’ultimo giorno terreno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Insisto sul fatto che chiunque, prima o poi, si pone la somma domanda sul senso della vita e che quando si prova a dare una risposta sincera, lo scenario si complica, perché c’è la presenza ingombrante di un convitato di pietra: la dicotomia tra il bene e il male. Perché nella vita dobbiamo sperimentare (attivamente e passivamente) situazioni e sentimenti negativi? La risposta materiale ce la dà la neuroscienza, che ci mostra come il cervello umano sia una combinazione di bene e male, aggressività e violenza, altruismo ed egoismo, miseria e nobiltà. La risposta immateriale è ovviamente legata alle nostre convinzioni di vita: tante filosofie e religioni considerano il passaggio terreno come un periodo catartico durante il quale crescere e purificarsi per raggiungere un superiore livello spirituale, altri credono solo che l’alfa e l’omega siano la nascita e la morte e che tutto il resto siano solo chiacchiere. Pur rispettando il pensiero e le opinioni di tutti, credo che queste ultime persone siano sfortunate nel pensare ciò, perché credo che perdano l’opportunità di vivere appieno il nostro passaggio terreno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Spiace vedere fior di pensatori (alcuni solo pseudo-tali…) che credono semplicemente che la vita non abbia un senso di per sé, ma che gliene attribuiamo uno noi stessi: se almeno fossero un minimo seguaci di Platone, penserebbero che la dimensione dell’essere è eterna, ma tant’è…</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Gerardo Altieri</span></p>
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		<title>La violenza è giusta dove la mitezza è vana.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2023 16:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazioni e dissociazioni]]></category>
		<category><![CDATA[La Mitezza salverà il mondo?]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Ragionieri]]></category>
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<p><span style="font-weight: 400;">I valori possono essere concettualizzati come una gerarchia semplice e lineare. Tra essi esiste un ordine di priorità definito tramite un processo cognitivo, che implica il confronto tra coppie di essi, influenzato a sua volta dalla personalità soggettiva, dal grado di socializzazione, dall’ambiente sociale e culturale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I valori   possiedono quelle doti di astrattezza attraverso cui è possibile comprendere il comportamento umano e le sue motivazioni in modo molto più profondo.  La mitezza è un seme efficace piantato nel terreno della storia per il progresso, per la pace, per il rispetto della dignità di ogni persona. La mitezza vince la forza e l’aggressività del male, come l’Agnello nell’Apocalisse con la sua mitezza vince contro il potere della violenza e della morte, la mitezza è compagna inseparabile dell’umiltà.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La cultura di oggi non porta affatto alla mitezza. Al contrario, dando valore alla violenza, al ricorso alla forza, all&#8217;esaltazione di sé, la disprezza, la considera debolezza di carattere e la mette in ridicolo per convincersi ancora di più di aver ragione. Tuttavia, Gesù, nel suo &#8220;Discorso della montagna&#8221;, la propone e invita ad assaporare, se vogliamo seguirlo, la bontà di vivere la mitezza e promette in cambio &#8211; &#8220;Beati i miti, perché erediteranno la terra&#8221; &#8211; il Regno dei cieli, la felicità eterna.  La mitezza, come l’umiltà e la benevolenza, non è un comandamento o un insieme di regole, ma una virtù; a differenza della remissività, non contempla la propria impotenza ma è forza attiva nella sua massima concentrazione. La mitezza   non è dunque neppure il contrario del rigore e della severità nell’applicare le leggi è il contrario della “prepotenza”, in quanto «unica suprema “potenza”</span> <span style="font-weight: 400;">ecco dunque che la mitezza non è indulgenza né mansuetudine, ma nemmeno remissività, soprattutto, però, la mitezza non è l’umiltà.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il termine “mite” deriva dal latino Mitis ,“tenero, maturo” e connota la persona che ha carattere dolce e umano, disposto alla pazienza e all’indulgenza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il mite, quindi, si pone in maniera antitetica a tante tipologie umane con cui ogni giorno veniamo a contatto. Il mite, come già detto, non è un arrogante né un prepotente, non è neanche un “remissivo” o un umile. L’umile può essere considerato un testimone, nobilissimo e senza speranza, di questo mondo, il mite, invece, è l’anticipatore di un mondo migliore. La tolleranza ha, infatti, sempre limiti, per così dire, obbligati e prestabiliti, la mitezza è “una donazione senza limiti”. La mitezza porta, con sé, la semplicità, se non si è semplici, non si può essere miti. Ma semplicità non è ingenuità.</span> <span style="font-weight: 400;">Certo, non è facile essere miti nel rapportarsi con gli altri, anche e in particolare con gli uomini spesso “gommosi” delle Istituzioni e del Potere.</span> <span style="font-weight: 400;">La profondità concettuale della mitezza sta proprio nella sua “provocatio” e nel suo essere una virtù che propone un nuovo “abito” comportamentale per contribuire a rendere più abitabile e vivibile “questa aiuola che ci fa tanto feroci”,  essere miti significa rifiutare l’ingiustizia e la violenza, mantenendo la calma, sforzandosi di leggere la realtà con equilibrio e dispiegando altresì disinteresse, generosità, solidarietà, integrità morale infatti  è una virtù che tende ad andare in profondità e si presenta come virtù sociale e acquista valore ed evidenza solo alla presenza dell’altro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Che cos’è la mitezza? È la capacità di mettere un limite alla propria forza, mostrandosi così veramente forti, la vera forza è quella di colui che sa limitare la propria forza. Essere più forti della propria forza: questa è la mitezza. L’uomo è chiamato ad esercitare un dominio sulla sua forza. Non esibire la forza in ogni modo: questa è la mitezza, la vera forza umana. La mitezza è il dominio dominato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Chi è quindi il mite? È colui che non si irrita davanti al male e non si lascia trascinare dalle emozioni violente. Egli sa dominare e imbrigliare le proprie reazioni, soprattutto la collera e l’ira. La sua mitezza non ha tuttavia niente da spartire con la debolezza o la paura. Non è connivenza col male o con l’omertà. Al contrario, essa richiede una grande forza d’animo, dove il sentimento del rancore e della vendetta cede il posto all’atteggiamento energico e calmo del rispetto degli altri, porgere l’altra guancia, fare del bene a chi ci fa del male, dare il mantello a chi ci chiede il vestito… come dice la religione. Chi vive la mansuetudine è beato, fin da ora, perché già da ora sperimenta la possibilità di cambiare il mondo attorno a sé, soprattutto cambiando i rapporti. In una società dove spesso impera la violenza, l’arroganza, la sopraffazione, egli diventa segno di contraddizione e irradia giustizia, comprensione, tolleranza, dolcezza, stima dell’altro, la terza beatitudine definisce la mitezza come via per la felicità. La mitezza sembra una virtù scomparsa nella nostra società, diventata competitiva e aggressiva. Essere miti significa avere una grande padronanza di sé: essere sicuri delle proprie idee, soprattutto non avere paura né delle circostanze, né delle persone.</span> <span style="font-weight: 400;">Purtroppo, nella solitudine in cui il mondo moderno costringe a vivere, la paura e la diffidenza la fanno da padroni. Le relazioni familiari se fossero improntate a mitezza, risulterebbero più umane, più efficaci. Essere aggressivi e superbi indispone e mette in difesa chi ascolta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sapiente Siracide consiglia l’atteggiamento della modestia, una virtù dimenticata e non più insegnata.,</span> <span style="font-weight: 400;">il mondo patinato dei vip e delle star del cinema e dello sport non sa nemmeno che cosa sia la modestia e veicola stili di vita   al di sopra delle individuali possibilità… Ecco, allora, che le parole del Siracide sembrano inattuali, fuori dal mondo. La guerra in Ucraina è una brutale smentita delle parole di Gesù: «Beati i miti perché erediteranno la terra». In Ucraina… i carri armati e le bombe sono il mezzo per guadagnarsi la terra e probabilmente alla fine se si vorrà ottenere la pace qualche pezzo di terra dovrà essere diviso secondo accordi d’intesa.</span><span style="font-weight: 400;"> “</span><span style="font-weight: 400;">Beati i miti” come coloro che sono famosi, i miti sportivi, cinematografici&#8230; forse non sono proprio questi i miti di cui parla il Vangelo&#8230; Ma allora chi sono? Tra tutte le beatitudini questa sembra quella rivolta alle persone meno incisive nella società l’uomo mite”, afferma Bobbio, non ama la competizione, le gare, la rivalità. Egli vorrebbe vivere una vita in cui non esistano né vincitori né vinti.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maria Ragionieri</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10094" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-violenza-e-giusta-dove-la-mitezza-e-vana-a_d-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-violenza-e-giusta-dove-la-mitezza-e-vana-a_d-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-violenza-e-giusta-dove-la-mitezza-e-vana-a_d-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-violenza-e-giusta-dove-la-mitezza-e-vana-a_d-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-violenza-e-giusta-dove-la-mitezza-e-vana-a_d-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-violenza-e-giusta-dove-la-mitezza-e-vana-a_d-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-violenza-e-giusta-dove-la-mitezza-e-vana-a_d-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-violenza-e-giusta-dove-la-mitezza-e-vana-a_d-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Mazze e Panelle fanno i figli belli, ma l’arte li calma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2023 16:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[La Mitezza salverà il mondo?]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Conforte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel mondo di oggi, la mitezza è un valore sempre più messo in secondo piano. Andando a fare una rapida ricerca su internet, tra le prime definizioni che risaltano agli occhi c’è quella della Treccani: “qualità di chi è mite per natura o si comporta in modo mite”. Ma quanti di noi possono affermare con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/mazze-e-panelle-fanno-i-figli-belli-ma-larte-li-calma/">Mazze e Panelle fanno i figli belli, ma l’arte li calma</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-10072-2" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/Articolo-102-rec-online-audio-converter.com_.mp3?_=2" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/Articolo-102-rec-online-audio-converter.com_.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/Articolo-102-rec-online-audio-converter.com_.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel mondo di oggi, la mitezza è un valore sempre più messo in secondo piano. Andando a fare una rapida ricerca su internet, tra le prime definizioni che risaltano agli occhi c’è quella della Treccani: “qualità di chi è mite per natura o si comporta in modo mite”. Ma quanti di noi possono affermare con assoluta certezza di “comportarsi in modo mite” davanti ad un problema sorto sul posto di lavoro? Quanti mantengono la calma quando il proprio figlio urla e sbraita senza un reale motivo apparente? “Stacci tu tutto il giorno con un bambino piccolo, poi ne riparliamo”, questo spesso mi viene risposto quando provo a confrontarmi con un genitore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Eppure i nostri genitori sono stati cresciuti dai nostri nonni che non facevano scenate in mezzo alla strada e non si facevano mancare di rispetto, come sempre più spesso accade oggi. “Mazze e panelle fanno i figli belli”, si usava dire un tempo. Oggi sicuramente l’educazione è impartita in modo diverso, senza l’aura di terrore che suscitava uno sguardo torvo o lo zoccolo della mamma. Ma stiamo andando verso la direzione giusta? Attenzione però, non vogliamo dire che bisogna ritornare all’educazione impartita con terrore e violenza, ma la linea che stiamo prendendo può essere considerata quella ottimale oppure si è completamente perso il valore che aveva un tempo la parola dettata dai genitori? E come si potrebbe fare per ottenere lo stesso rispetto che veniva impartito nell’educazione dei figli, ma con un approccio più mite e meno violento?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sicuramente i genitori devono essere un esempio per i figli, perché si sa che i figli sono lo specchio dei genitori. Questo significa che devono insegnare loro a trattare gli altri con gentilezza e rispetto, devono incoraggiarli a esprimere i propri sentimenti e ascoltarli con attenzione, rispettando le loro opinioni, insegnare le conseguenze delle azioni spiegando che ad ogni azione corrisponde una reazione, che il rispetto degli altri è importante per mantenere buone relazioni e soprattutto devono incoraggiarli a sviluppare l&#8217;empatia. Insegnare ai bambini a mettersi nei panni degli altri e considerare i sentimenti può essere di grande aiuto per la crescita dei giovani di oggi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E quale strumento migliore, tra i tanti, per insegnare e sviluppare l’empatia se non l’arte? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proprio grazie alla conoscenza e allo studio dell’arte, infatti, è possibile educare e sensibilizzare le giovani menti alla creatività, tolleranza e capacità di risolvere conflitti. Come? Sicuramente studiando opere che rappresentano la diversità culturale e l&#8217;empatia ed esaminando quelle che rappresentano culture e tradizioni diverse, al fine di incoraggiare la comprensione per le culture. Come tutto il ciclo pittorico di Gauguin sulle donne tahitiane dove i colori forti e decisi non vanno in contrasto con le linee nette che contornano le figure robuste delle giovani donne, ma anzi aiutano ad esaltarne lo stato di calma e pacatezza in cui vengono ritratte.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inoltre, l&#8217;analisi e la discussione di opere d&#8217;arte che rappresentano conflitti può essere un ulteriore mezzo attraverso cui riuscire a sensibilizzare e istruire i giovani. “Guernica” di Picasso, ad esempio, è un pugno fortissimo allo stomaco, ma rappresenta idealmente il dolore e le perdite provocate da una guerra.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E cosa c’entra la mitezza con tutto ciò? Semplicemente l’osservare un’opera d’arte, anche di forte impatto come può essere il dipinto di Picasso, può essere occasione per interrompere la corsa frenetica che la vita di tutti  i giorni ci costringe a fare e ammirare tutti i colori meravigliosi di cui è fatto il mondo. Può essere occasione per fermarsi e ristabilire una connessione con sé stessi. Può essere occasione per mettere tutti i problemi di cui ci circondiamo quotidianamente da parte ed evadere per un momento dalla realtà e semplicemente guardare, e perdersi nei colori, nelle pennellate, nelle forme, negli sguardi e nelle movenze che a suo tempo sono state eseguite per trasmettere emozioni in chi le osserva, e perché no, anche per rendere più miti gli spiriti.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Roberta Conforte</span></p>
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		<title>Mitezza… climatica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2023 16:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Oliva]]></category>
		<category><![CDATA[La Mitezza salverà il mondo?]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il concetto di Mitezza inteso come comportamento o meglio attitudine della persona alla pazienza e alla benevolenza ha un’accezione del tutto favorevole. E per traslato ciò avviene anche in campo climatico: facendo prediligere un po’ a tutti noi quando il tempo è mite, come se fosse definibile quasi alla stregua di un cibo come dolce, temperato. [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Il concetto di </span><b>Mitezza</b><span style="font-weight: 400;"> inteso come comportamento o meglio attitudine della persona alla </span><b>pazienza</b><span style="font-weight: 400;"> e alla </span><b>benevolenza</b><span style="font-weight: 400;"> ha un’accezione del tutto favorevole. E per traslato ciò avviene anche in campo climatico: facendo prediligere un po’ a tutti noi </span><b>quando il tempo è mite</b><span style="font-weight: 400;">, come se fosse definibile quasi alla stregua di un cibo come dolce, temperato. E ci piace di più, inutile dirlo, quando l’inverno è eccezionalmente mite, almeno come è accaduto per tutto dicembre e buona parte di gennaio appena trascorsi. Così come nello scegliere un posto in cui vivere, se possibile, si predilige un posto in cui, come detto, il tempo è mite. Ma spesso per il clima, l’amata mitezza, specie quella invernale, non è affatto, al contrario che per i comportamenti della comunità umana, una buona notizia per lo stato di salute del Pianeta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le </span><b>temperature elevate</b><span style="font-weight: 400;"> di questo inverno preannunciano un’estate all’insegna della </span><b>siccità</b><span style="font-weight: 400;"> forse con picchi maggiori della passata. È in estate quando tutto non ci aspettiamo nulla di mite che ci rendiamo conto quanto la carenza prolungata di </span><b>piogge</b><span style="font-weight: 400;"> che ci ha graziati in inverno – complice il tasso di umidità che cala – renderanno arida la terra con tutte le </span><b>conseguenze</b><span style="font-weight: 400;"> immaginabili </span><b>per l’agricoltura</b><span style="font-weight: 400;">: raccolti scarsi, difficili e costi alle stelle. Con l’acqua che, come materia prima, finisce col comportarsi come abbiamo visto fare al gas a causa però del conflitto in Ucraina. E forse tutto questo in fondo nasce da un altro conflitto: quello che abbiamo ingaggiato contro il Pianeta, non riflettendo quanto in fondo alla fine lo abbiamo ingaggiato anche contro noi stessi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo </span><b>sfruttamento indiscriminato delle risorse</b><span style="font-weight: 400;">, l’</span><b>inquinamento</b><span style="font-weight: 400;">, il </span><b>surriscaldamento globale</b><span style="font-weight: 400;"> ci stanno colpendo e da qualche tempo senza alcuna mitezza. O forse lo vediamo così soprattutto dopo quello che abbiamo attraversato ancora una volta come comunità umana durante i due anni della pandemia da Covid-19 (speriamo senza inattesi ritorni). E forse la mitezza potrebbe tornare nella sua accezione originaria, che abbiamo citato ad inizio rubrica. Mitezza nei nostri comportamenti e attività che hanno impatto sulla natura in generale: è il tempo di invertire la marcia e limitare i danni. </span><b>Limitare il nostro impatto dannoso</b><span style="font-weight: 400;"> e innescare con i comportamenti di tutti i giorni quella </span><b>transizione ecologica</b><span style="font-weight: 400;"> di cui tutti parlano e che speriamo con i fondi del </span><b>PNRR</b><span style="font-weight: 400;"> potrebbe diventare un’occasione di sviluppo, di creazione di nuovi posti di lavoro. E bisogna cominciare subito: qui senza alcuna mitezza, sono già troppi i segni negativi lasciati per strada. Così che un inverno mite non sia più segno di disastri estivi. In fondo è il bene che genera altro bene: la mitezza genererà altra mitezza e ne beneficeremo sia noi, che la natura. Il Pianeta nella sua interezza. In fondo nel Discorso della Montagna Gesù disse: “</span><i><span style="font-weight: 400;">Beati i miti, perché erediteranno la terra</span></i><span style="font-weight: 400;">”. E dobbiamo prendercene cura.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Angela Oliva</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10087" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-1-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-1-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-1-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-1-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-1-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-1-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-1-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-1-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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